Politica
Il gruppo consiliare Pd di Massa deposita due contributi sulla variante urbanistica ex Olivetti: ecco il secondo testo del consigliere Alberti
Il Grupppo consiliare del Pd di Massa ha presentato in comune due contributi riguardanti la variante urbanistica ex-Olivetti, realizzati in collaborazione al gruppo di discussione Polis Lab, che…

Il gruppo consiliare Pd di Massa deposita due contributi sulla variante urbanistica ex Olivetti: ecco il primo testo del capogruppo Pd Ricci
Il Grupppo consiliare del Pd di Massa ha presentato in comune due contributi riguardanti la variante urbanistica ex-Olivetti, realizzati in collaborazione al gruppo di discussione Polis Lab, che…

Altre linee di trasporto pubblico sopresse in Lunigiana: la critica delle sigle sindacali FILT-CGIL- FIT-CISL- UILT- FAISA-CISAL - UGL-FNA
Il 7 gennaio il vincitore della gara indetta dalla Provincia di Massa-Carrara per il Lotto Debole del Trasporto Pubblico Locale inizierà formalmente…

Riapertura cave nelle Apuane e impatto sul Frigido: intervento del Comitato Ugo Pisa
La riapertura di cave dismesse da decenni nel comune di Vagli di Sotto, all'interno del Parco regionale delle Alpi Apuane, solleva interrogativi che vanno ben oltre i confini…

Progetto "Massa Street Art": i consiglieri Alberti, Cairoli, Ricci e Tarantino chiedono dove saranno collocate le opere
I consiglieri comunali Stefano Alberti, Gabriele Cairoli, Enzo Romolo Ricci e Daniele Tarantino hanno presentato un’interrogazione per chiedere dove e secondo quali criteri, le opere di…

Cermec, Retiambiente e gestione dei rifiuti: i molti dubbi sulle scelte del sindaco Arrighi avanzati dal consigliere Mirabella s
Crisi nei rifiuti e leadership percepita come assente, Cermec, RetiAmbiente e una guida politica ancora da chiarire: sono le riflessioni maturate dal consigliere della Lista Ferri Filippo Mirabella…

I consiglieri del Pd di Aulla escono dal partito e restituiscono la tessera
Il Partito Democratico di Massa-Carrara prende atto della decisione dei consiglieri comunali di Aulla Giovanni Schianchi, Giada Moretti, Katia Tomé, Tania Brunetti e Alessandro Giovannoni di…

Un nuovo cantiere si apre a Carrara centro con l'inizio del 2026: aggiudicati i lavori per il recupero di Palazzo Pisani in via Loris Giorgi
Palazzo Pisani: entreranno presto nel vivo i lavori per il recupero e il miglioramento sismico. Dopo palazzo Rosso un altro gioiello del centro storico si prepara a…

Entrata in Retiambiente esaltata da Arrighi e Orlandi, poco apprezzata da opposzione e anche dal Pd: per il consigliere 5 Stelle Martinelli è un tentativo puerile di cercare consensi
Il consigliere dei 5 Stelle, Matteo Martinelli torna ad attaccare la giunta Arrighi sull'entrata in Retiambiente: "Ci troviamo di fronte all'ennesimo puerile tentativo del sindaco…

Requisiti modificati e verbali vuoti: il consigliere Caffaz spiega come è stato organizzato il bando del comune per direttore del teatro Animosi
A pensar male si fa peccato...ma poi si trovano i documenti che confermano che si aveva ragione. E' esattamente quanto è accaduto al consigliere dell'opposizione del comune di…

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La situazione delle scuole a meno di due mesi dalla riapertura e dall’inizio del nuovo anno scolastico è ancora molto nebulosa e il coordinamento comunale di Fratelli d’Italia non ha mancato di evidenziare l’incomprensibile e altalenante linea apparentemente seguita dalla ministra Azzolina pur cercando, tuttavia, di offrire all’amministrazione locale dei suggerimenti per ovviare al problema del reperimento degli spazi per la scuola in conformità alle norme di sicurezza anti-covid.
“Il governo PD/M5S brancola ancora nel buio sulle modalità da applicare per una ripartenza in sicurezza dell’anno scolastico – ha spiegato Lorenzo Baruzzo, coordinatore comunale di Frtelli d’Italia - con il ministro Azzolina che, dall'alto, o meglio dal basso, della sua evidente incapacità politico amministrativa - tipicamente grillina - cambia idea tre volte il giorno con proposte che vanno dal trovare nuovi spazi per le scuole, alle protezioni in plastica per ogni banco fino alla stravagante idea dei banchi di scuola con le rotelle che avrebbero se non altro il vantaggio di consentire agli alunni di schivare prontamente gli intonaci dei soffitti, nell’eventualità, purtroppo concreta, dato lo stato disastroso dell’edilizia scolastica, che questi crollino.”. Baruzzo insieme alla delegata FdI per le politiche scolastiche, Romina Baldoni hanno poi portato la critica sul piano locale ed ha lanciato agli amministratori 5 stelle un suggerimento per le scuole: “Vorremmo consigliare ai "compagni di partito" del ministro Azzolina, che governano Carrara, tristemente conosciuti per la loro inerzia amministrativa, un piano per reperire "nuovi" spazi per le aule scolastiche, senza che questi si possano offendere gridando al "reato di lesa maestà", e nella speranza che abbiano l'intelligenza di capire che le nostre proposte- vanno nell'esclusivo interesse della collettività .”. La proposta di FdI Carrara è quella di valutare le "opportunità" che potrebbero venire dalle scuole dismesse di proprietà comunale, come l'ex scuola elementare di Fossone, o di chiedere all'Asl il comodato d'uso della ex scuola media Leonardo da Vinci di Avenza acquistata da Asl, ma abbandonata a se stessa.
“Potremmo continuare con un lungo elenco - hanno concluso Baruzzo e Baldoni -ma pensiamo e speriamo che queste nostre idee servano ad "illuminare" anche le menti degli amministratori carraresi, molto assopiti sull'argomento.”.
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Un papa inutile. Questo, ormai, è ciò che pensa la stragrande maggioranza dei cattolici e dei cristiani che hanno conservato un briciolo di autonomia di pensiero e di indipendenza di giudizio. Un papa, Bergoglio, che non riesce a dare, ai suoi fedeli, quel senso di sicurezza e di tutela che, al contrario e, soprattutto, di questi tempi, meriterebbero e di cui avrebbero bisogno. Al contrario, papa Francesco non solo non difende la religione di cui è, fino a prova contraria, il massimo esponente e la più alta espressione, ma uccide, giorno dopo giorno la sua sacralità con comportamenti quotidiani devastanti.
In Francia i cristiani sono destinati a diventare gli ebrei del nuovo millennio, ma di questi non hanno né la coscienza di essere il popolo eletto né, tantomeno, la capacità di reazione e la volontà di reagire. Chiese date sistematicamente alle fiamme da immigrati più o meno regolarizzati che, addirittura, come a Nantes, vengono presi a lavorare dagli stessi sacerdoti i quali non vedono o fanno finta di non vedere l'odio e l'acredine che trapelano dagli occhi di molti di coloro che sbarcano a queste latitudini. Qualcuno, del resto, ricorda ancora l'attentato alla chiesa di Saint-Étienne-du-Rouvray dove il parroco Jacques Hamel fu sgozzato il 26 luglio 2016 a 85 anni? No, la memoria dell'Occidente è troppo corta presa com'è ad occuparsi solo e soltanto del contingente e, per di più, solo se serve a sollazzare anime e cuori.
Eppure quello che sta accadendo nel mondo, vedi guerra tra Armenia e Azerbajian, dimostra ancora una volta, come altri conflitti degli ultimi anni, che si combatte non più per l'ideologia, bensì per l'etnia e la religione, quanto di più antropologicamente ancestrale esista sulla faccia di questa terra. E, allora, cosa aspettiamo, proprio per evitare che accada anche qui da noi, a muoverci?
Che cosa aspetta papa Bergoglio, questo pastore di anime pavide e pronte al martirio, a scendere in campo con la sua autorevolezza e a restituire dignità e forza ad un messaggio cristiano ormai ridotto a quello di una apertura e accoglienza indiscriminate nei confronti di chiunque sbarchi sulle nostre coste?
Le chiese in Occidente vengono oltraggiate pressoché quotidianamente, ma da Roma tutto tace, non una parola si leva contro questa barbarie e i laici progressisti di una sinistra bastarda e malata fanno finta di nulla e chiudono gli occhi rilanciando, a ogni piè sospinto l'allarme fascismo come se ad appiccare le fiamme alle case di Cristo fossero uomini bianchi in camicia nera.
Nessun politicante occidentale di sinistra o all'interno degli organismi sovranazionali dove le identità vengono sistematicamente violentate e distrutte alza un dito per protestare e così le chiese vengono abbandonate a se stesse e non frequentate se non da quei poveri fedeli rimasti i quali credono ancora che gli asini volano e che sono già predisposti per fare la fine che, in Asia e Africa, hanno fatto i seguaci di Cristo per mano dei macellai dell'Isis. Le chiese in Occidente e da noi, servono solo se fanno arrivare turisti che spendono soldi. I nostri centri storici, ormai, sono diventati delle mangiatoie e le chiese sono solamente degli edifici laici che si ammirano per la loro storia e la loro esteriorità, ma, dentro, nel cuore, sono morte e nessuno sa come ravvivarne lo spirito.
Pensateci bene, le chiese finiranno per essere, piano piano, trasformate in moschee esattamente come è accaduto a Istanbul e, tempo fa, negli Stati Uniti. In Africa i cristiani finiscono al rogo o trucidati come in Asia, ma la Chiesa non protesta, non insorge, non dichiara 'guerra'. La Chiesa e papa Francesco hanno perso la sacralità e si sono ridotti allo stato laicale più simili a una confraternita misericordiosa.
Nemmeno una parola, dal santo padre, sulla cattedrale di Nantes, come se si trattasse di un banale rogo di sterpaglie mentre, al contrario, se ne sono andati in cenere secoli di storia e di arte, di bellezza e di cristianità. A cosa serve, domandatevi, un uomo così? Noi, la risposta, l'abbiamo sempre saputa.
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Arriva dal coordinamento massese, quello cioè di Stefano Benedetti, presidente del consiglio comunale di Massa, che in più occasioni non ha mancato di tenere viva la storica rivalità tra le due città che condividono il titolo di capoluogo di provincia, la proposta del progetto del traforo della Foce come cavallo di battaglia da cavalcare per le prossime elezioni regionali. In tempo di campagna elettorale, quindi, si può anche superare quel campanilismo storico che ha sempre diviso le due città, a volte ben oltre il sensato vantaggio di entrambe, e si può parlare dell’utilità – assolutamente oggettiva – di infrastrutture che favoriscano il collegamento tra i due comuni. E’ stato proprio Benedetti a spiegare il progetto: “ Il traforo della Foce è uno dei progetti principali sulle infrastrutture che Forza Italia di Massa Carrara porterà avanti in questa campagna elettorale per le elezioni regionali. La sua utilità era già stata avvertita nel 1910 dall’ onorevole Eugenio Chiesa e poi, in tempi meno remoti, dall’ ingegner Franco Ferrari che aveva provveduto alla stesura del progetto riproponendolo all’attenzione della politica locale, delle amministrazioni e della cittadinanza, grazie principalmente all’interessamento del Centro Studi Alcide de Gasperi. Questa infrastruttura, oggi, di fronte alla necessità di un rilancio economico del nostro territorio, diventa strategica e fondamentale e va oltre gli storici e ridicoli campalinismi fra le due città di Massa e Carrara e può diventare lo strumento per eccellenza del territorio, senza l’utilizzo di fondi comunali, ma statali o persino regionali. Il Traforo della Foce ha una valenza economica, sociale e sanitaria proprio per il collegamento tra le varie strutture mediche e con il Noa. Ma anche dal punto di vista turistico sarà basilare per il collegamento con le cave di Carrara, inserendosi in modo concreto in un progetto multituristico spinto in questo momento dall’amministrazione comunale di Massa, ma che mi auguro venga recepito anche da altri comuni della costa e della lunigiana.”. Benedetti ha parlato anche dei vantaggi ambientali del traforo della Foce:” L’attuale inquinamento prodotto dai mezzi di passaggio nei centri di Mirteto, Ortola, Castagnola e Romagnano verrà ridotto e si potrà superare la pericolosa percorribilità della strada ex Postale, soprattutto sul versante carrarese che ricalca ancora le caratteristiche della mulattiera della foce costruita nell’anno 1736. Questi sono i motivi principali per i quali ho chiesto agli alleati di Centro Destra di inserire il progetto del traforo a pieno titolo all’interno del programma elettorale delle regionali , nella certezza che la maggior parte dei cittadini saranno favorevoli ad un’opera interamente finanziata, che eliminerà disagi e problematiche emerse negli anni. Come riferisce il Centro Studi De Gasperi nella riflessione finale del volume dedicato al traforo della Foce, Il progetto assume una maggiore importanza strategica con l’avvicinamento delle due comunità nella futura prospettiva della costituzione di un grande ed unico comune di Massa e Carrara, un progetto che una parte del Centro Destra ha sempre promosso nel tempo.
Certamente il cammino dell’unificazione sarà lungo e richiederà un confronto complicato che, probabilmente, maturerà lentamente, ma certamente il primo passo per addivenire ad una soluzione del genere, è proprio la realizzazione del traforo della Foce e l’avvicinamento dei due territori limitrofi.”. Benedetti ha garantito il suo impegno nella prossima campagna elettorale sul tema del traforo, oltre a quelli del lavoro e della sanità, e ha annunciato l’intenzione di organizzare eventi ed incontri tra Massa e Carrara, per sensibilizzare la cittadinanza tutta e le due amministrazioni comunali sul progetto del traforo.
La storia secolare delle due città apuane è intrisa di episodi di campanilismo. Ma senza andare tanto indietro nel tempo, sono certamente freschi nella memoria di tutti i carrarini e i massesi l’autobus della Cttnord dedicato alla Carrarese imbrattato dai tifosi massesi e costretto a non circolare più nelle vie di Massa o le supposizioni rivolte dal sindaco di Carrara all’amministrazione massese di voler trasferire tutte le scuole superiori a Massa, per ricordare solo quelli più eclatanti degli ultimi tempi. Il superamento di questa rivalità sarebbe veramente un toccasana per entrambe le città per cui la sola speranza è che non siano solo promesse da campagna elettorale.
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Un morto, diciotto anziani e cinque operatori: fu questo il drammatico bilancio del passaggio di covid 19 nella casa di riposo Regina Elena di Carrara che ha pagato il suo tributo alla pandemia come la maggior parte delle strutture di questo genere, quasi tutte accomunate dall’inadeguata presenza di misure preventive nell’immediato scoppio dei contagi. Voci e polemiche non sono mancate neppure per il Regina Elena, sin da prima della scoperta dei casi conclamati. Oggi è arrivata la denuncia da parte del consigliere dell’opposizione Massimiliano Bernardi che mira ad individuare eventuali responsabilità nella diffusione del contagio da coronavirus nella struttura cittadina.
Al centro dell’esposto di Bernardi c’è la figura del presidente del consiglio di amministrazione del Regina Elena, Giuseppe Profili che avrebbe spiegato i ritardi con i quali sono stati fatti i tamponi a tutti gli ospiti della struttura con i ritardi, imputati alla Regione, nel recepire le istanze segnalate dalle case di riposo toscane. Anche in merito alla mancanza di presidi sanitari come le mascherine FPP2 e gli altri dispositivi di protezione, il presidente Profili avrebbe sempre invocato la lenta reattività della Regione, supplita, nel caso del Regina Elena dagli appelli diretti fatti ai cittadini per reperire il materiale. Indirettamente coinvolta nelle decisioni anche l’amministrazione comunale e la Asl che non avrebbe dato risposta alla richiesta del presidente Profili di trasferire gli anziani positivi al covid in una struttura dedicata.
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Il Partito Democratico intende, ancora una volta, portare all’attenzione della città, la difficile situazione che investe, ormai da mesi, le lavoratrici e i lavoratori del CUP.
"Lo facciamo, prima di tutto - esordisce Norberto Riccardi, segretario comunale del Partito Democratico -, perché le conseguenze del cosiddetto cambio contratto, creano elementi di grave incertezza che si scarica, prima di tutto, sulle lavoratrici e sui lavoratori. La politica, quella vera, quella che non fa riunioni per propaganda elettorale e video contradditori con quelli precedenti, si è interessata al problema; lo ha fatto con rappresentanti istituzionali, Gianni Lorenzetti, Presidente della Provincia, Giacomo Bugliani, consigliere regionale. Lo ha fatto il Partito Democratico con una costante e continua attenzione al problema, con la necessaria interlocuzione con CGIL, CISL ed UIL, oltre che con i lavoratori".
"Le varie sfaccettature della questione - spiega - creano indubbiamente problemi, alcuni di difficile soluzione per la complessità dei temi in campo: il contratto da applicare, la situazione economico- finanziaria della cooperativa di riferimento; temi che hanno richiesto un intervento autorevole della Regione Toscana che ha, dapprima concesso una proroga nella durata del contratto tra ESTAR e ASL e che continua ad impegnarsi per una conclusione condivisa della vertenza. Qualcuno pensa che tutto sia immediatamente risolvibile, che si possa risolvere un problema con una riunione in Comune con la candidata del centro-destra alla Presidenza della Regione Toscana. Non è così, perché trovare una soluzione ad un problema difficile richiede non propaganda, ma azioni concrete ed articolate che possano definitivamente individuare un percorso condiviso. Sappiamo bene che la campagna elettorale è, per sua stessa natura, foriera di posizioni contrapposte, ma la difesa del lavoro e dei lavoratori non può essere l’occasione per presentare in Consiglio Comunale, mozioni che hanno un evidente significato elettoralistico che cercano lo scontro piuttosto che la convergenza".
"Sulla difesa del posto di lavoro e dei diritti dei lavoratori - continua - non si possono artificiosamente creare elementi di divisione; per noi qualsiasi riunione deve rappresentare il luogo di discussione e di confronto, ma soprattutto il luogo che rafforza l’unità delle lavoratrici e dei lavoratori. Chi persegue velleitarie azioni in solitudine, con incontri ad invito e con l’esclusione della maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori, allontana la soluzione del problema, perché la lotta è di tutte e di tutti, nessuno escluso, perché la vittoria o la sconfitta non è solo di qualcuno. Lo diciamo perché, in questi giorni, qualcuno ha percorso questa strada, hanno sbagliato gli organizzatori degli incontri, hanno sbagliato i lavoratori che sono, magari inconsapevolmente, caduti in una sorta di trappola".
"La Ceccardi - attacca - ha fatto questo, sapendo, per il ruolo di minoranza che svolge il centro destra in Regione, che poco può fare in una vertenza difficile, come questa che stiamo vivendo. Il Partito Democratico lavora per l’unità, prima di tutto delle lavoratrici e dei lavoratori, ascolta le posizioni delle organizzazioni sindacali, interloquisce con la Regione Toscana. Il Partito Democratico ha proposte precise che mirano, prima di tutto, alla soluzione dei problemi contingenti che sono legati alla sicurezza, non solo del lavoro e dei diritti, ma dello stesso stipendio ed in secondo luogo, della individuazione del percorso di stabilizzazione che assicuri tutti, nessuno escluso, anche attraverso la costituzione di una società in house che assorba le lavoratrici e i lavoratori".
"Questa - conclude - è la posizione del PD disponibile, come sempre, a confrontarsi e discutere nel rapporto necessario con le Istituzioni e con le organizzazioni sindacali".
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Continua il botta e risposta tra il consigliere dell’oppsizione Massimiliano Bernardi e l’assessore ai lavori pubblici Andrea Raggi in merito ai dubbi sollevati dal primo sui rimborsi ricevuti da varie ditte per gli stipendi dell’assessore. Per Bernardi, la replica di Raggi, sarebbe solo l’ennesima arrampicata sugli specchi con la solita tecnica di contrattaccare l’avversario sul personale per evitare di dover dare risposte a domande per lui sconvenienti.
Bernardi ha risposto a tono: “C ‘è una bella e sostanziale differenza tra i gettoni presenza del sottoscritto e i rimborsi che il comune paga ed ha pagato alle tre ditte che fortunatamente per l’assessore Raggi, nonostante il fallimento della Selmar nel 2019 , hanno continuato a dargli fiducia, stipulando contratti da circa 60 mila euro all'anno. Credo che a fronte di ciò sia più che legittimo chiedersi quale sia l’utilità di una società che stipula un contratto consistente per un “ project Manager”, che dovrebbe essere la figura professionale di punta, e che invece per anni non lo vede proprio, visto che le ore lavorative le trascorre a palazzo comunale.”
Bernardi ha ribadito di conoscere perfettamente il sistema dei rimborsi grazie alla sua esperienza ventennale come amministratore ed ha spiegato: “I 3700 euro liquidati dal dirigente Cristiano Boldrini alle società che hanno indicato Raggi come project manager o amministratore delegato, alla fine arrivano nelle sue tasche attraverso lo stipendio che percepisce e se l’assessore sostiene il contrario è in assoluta malafede. E’ talmente logico da rendere superfluo il tornarci sopra. Detto ciò, da consigliere di opposizione nella piena libertà del mandato che mi è stato riconosciuto, non perdo certo tempo se chiedo più trasparenza e risposte serie e circostanziate sulla documentazione che attesti che i circa 200 mila euro che fino ad oggi ci è costato l’assessore Andrea Raggi, sono o non sono regolari.”
Bernardi ha riepilogato ancora una volta i nodi cruciali che suscitano perplessità nella vicenda degli stipendi di Raggi: “ Il dubbio nasce soprattutto dal fatto che non è per niente chiaro dove e con chi l’assessore Raggi abbia svolto le poche ore di lavoro segnate oltre a quelle del rimborso nel periodo che va dal marzo 2019, data del fallimento e della chiusura della Selmar, al 1 Aprile 2020, data della riapertura nella stessa sede di via Arzela a Santo Stefano Magra della Sems.”
Bernardi ha richiesto anche chiarimenti sull’eventuale attività svolta durante il periodo di lockdown nel quale tutte le aziende nautiche erano chiuse ed ha riaffermato la legittimità della sua richiesta di chiarimenti. “Proprio per questo motivo - ha concluso Bernardi - e in riferimento alla ricostruzione sia del suo percorso professionale sia di quello delle tre aziende Selmar, Seanet e Sems, che come ha detto lo stesso Raggi sono tra l'altro percorsi assolutamente “ deliranti ”, ma, secondo me anche invischiati e difficili da capire, ho deciso di presentare una denuncia circostanziata alla Guardia di Finanza e a seguire alla Corte dei Conti nonché Procura della Repubblica di Massa Carrara.”
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Protesta apolitica in Piazza Aranci per la gestione delle assunzioni degli insegnati nelle scuole: aderisce anche i coordinamento scuola MS.
Sono circa 500 mila gli insegnati che continuano ad avere un rinnovo del contratto a tempo determinato o annuale, per cui risulta quasi impossibile costruire rapporti solidi con gli studenti e creare percorsi scolatici continuativi. Il problema dei precari è una priorità assoluta. Un regolamento europeo prevede l'impiego definitivo di un lavoratore nell'ambito statale dopo 36 mesi di precariato. Questo nel nostro paese per la scuola non avviene: l'Italia continua a non aderire a questo regolamento subendo così delle more, che però forse risultano più convenienti dell'assunzione indeterminata degli insegnanti.
Oggi parte dei precari della scuola di Massa-Carrara con il coordinamento scuola hanno chiesto: "L'assunzione diretta dei docenti abilitati. L'immissione in ruolo a tempo indeterminato dei precari e dei precari storici, di tutti quegli insegnanti che da anni lavorano nelle scuole e che hanno competenze acquisite sul campo a cui spetterebbe un ruolo. La revisione radicale dell'ordinanza delle graduatorie provinciali. Sono stati cambiati i requisiti di punteggio nella graduatoria, fino ieri venivano contati gli anni di insegnamento, i dottorati e le specializzazione. Nelle nuove graduatorie si da un punteggio altissimo a chi fa ricerca universitaria ma questo non è un requisito che garantisce di avere una competenza ferrata nel mondo scolastico. Incremento degli investimenti nella scuola sia per l'aumento dell'organico (Docenti e ATA) sia per l'edilizia scolastica."
Hanno detto di no invece: "Al concorso straordinario che doveva essere un aiuto ai precari per l'assegnazione di un ruolo che è diventato, in questa situazione, come un concorso ordinario. Alle graduatorie provinciali, in cui la tabella di titoli e servizi deve rimanere inalterata rispetto a quella del 2017 e alle classi pollaio".
Presente anche il presidente della provincia Gianni Lorenzetti, ad ascoltare le voci di protesta, il quale ha risposto, alla richiesta di intervento, in questo modo: "Mi sembra il minimo essere qui, vengo qui con molta umiltà per ascoltare e per provare a muovermi ma è tutto è molto complicato e difficile. Non dobbiamo puntare il dito solamente contro le amministrazioni attuali è necessario prendere in considerazione quello che è stato fatto anche durante il corso degli anni antecedenti. Comunque in generale c'è una lontananza siderale con i problemi del territorio, la gente vive in una bolla".
N.B. A fine manifestazione, è arrivata in redazione questa nota a firma dei precari: "Ci teniamo a precisare che prendiamo le distanze da un gruppo con bandiere rosse presente in piazza di sua spontanea volontà e senza nostro invito e che quindi non ha nulla a che fare con la nostra manifestazione, che confermiamo essere apartitica".
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Casa della salute al vecchio ospedale di Massa, per la Uil Pensionati Massa-Versilia s'ha da far: "Accogliamo con favore le dichiarazioni della dirigente Asl Toscana Nord Ovest Monica Guglielmi, che di fatto indirizza la nuova destinazione della Casa della Salute di Massa al vecchio ospedale. Siamo d'accordo inoltre con l'ipotesi di realizzare altre 'mini' case della salute nelle zone di periferia per assicurare servizi essenziali e diffusi come prelievi, prenotazioni, spazi per medici di famiglia e la presenza in alcuni giorni della settimana dell'assistente sociale. La proposta della dottoressa Guglielmi, avallata, come sembra, anche dai vertici regionali della sanità, insieme all'apertura dei reparti di cure intermedie Covid e no Covid e alla terapia intensiva per Covid sembra ridisegnare una nuova visione della sanità pubblica a Massa Carrara di cui bisogna discutere in maniera approfondita con il territorio e i cittadini".
Per la Uil Pensionati finalmente si intravede una comunione di intenti che ora più che mai ha bisogno di collaborazione: "In tutti questi anni abbiamo cercato di indicare quale doveva essere la sede idonea della Casa della Salute e finalmente vediamo riconosciuti i nostri sforzi ma tutto questo non deve essere disperso inutilmente dalle beghe della politica locale. Temiamo – conclude la Uil Pensionati – che ci si possa trovare in una nuova fase di stallo a causa della politica, della volontà di mettere una 'bandierina' sulla realizzazione della nuova Casa della Salute a discapito del cittadino, dilungandosi in inutili e sterile polemiche".
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Sul tema del rientro a scuola a settembre l’amministrazione comunale non intende accettare gli attacchi ingiustificati, dettati da una sterile propaganda politica, rivolti dalla consigliera di Italia Viva.
Attenta alle direttive ministeriali e regionali - è scritto in una nota - l’amministrazione comunale si è mossa prontamente. Sono già stati effettuati incontri con i dirigenti scolastici del primo grado per raccogliere le loro richieste e valutare assieme come intervenire per garantire un rientro in sicurezza con spazi idonei e arredi utili a progettare nuovi ambienti. Questi incontri sono serviti anche per mettere a punto i progetti PON per i quali il Comune di Massa si era già accreditato non appena uscito l’avviso e aveva presentato la candidatura a fine giugno, tant’è che l’amministrazione è stata inserita nella prima graduatoria di contributi ricevendo un’assegnazione di 310.000 euro, seppur lordi. Occorre precisare che questi finanziamenti sono finalizzati solo ad alcuni tipi di interventi e risultano inammissibili adeguamenti di spazi che non siano già censiti come scuole (quindi esclusi teatri, cinema e altri luoghi di cultura) per i quali gli istituti scolastici potranno stipulare convenzioni per un diverso utilizzo. Proprio nella prossima riunione di giunta, è prevista l’approvazione dello studio di fattibilità del progetto PON per il successivo caricamento al portale, il che consentirà a questa amministrazione di accedere all’anticipo del 20% della risorsa assegnata".
"Interesse dell’Ente - prosegue il comunicato del sindaco Persiani - era continuare a garantire il servizio mensa, sia dal punto di vista didattico che occupazionale, ed è già stato concordato con i dirigenti di mantenerlo in essere utilizzando gli spazi adibiti dove possibile e procedendo con il lunch pack dove il pranzo verrà consumato in aula. Per il trasporto scolastico purtroppo stiamo ancora aspettando le linee guida per poter organizzare il servizio, linee ancora in discussione in Regione che speriamo acceleri i tempi visto che siamo a fine luglio".
"Si può quindi affermare - prosegue il testo del documento - che l’amministrazione di Massa si è mossa in tempo utile. Tutte queste informazioni, peraltro, sono già state fornite durante il consiglio comunale del 7 luglio in risposta ad una interrogazione del consigliere Paolo Menchini ed anche a mezzo stampa, ma evidentemente alla consigliera Dell’Ertole sono sfuggite. Forse era impegnata a predisporre la mozione di cui parla nell’articolo, che però riguarda solo gli aiuti alle scuole paritarie mostrando scarso interesse per il pubblico. Infatti, mentre Dell’Ertole sbandiera alla stampa il suo presunto interesse per il mondo della scuola pubblica, dimenticandosi che le pessime misure sono state poste in essere da un Governo che il partito della Dell’Ertole appoggia e sostiene, nella mozione che ha presentato si limita a parlare delle scuole paritarie private che nulla hanno a che fare con i temi posti all’attenzione della stampa locale".
"L’amministrazione comunale invece - prosegue l'intervento - che ha a cuore tutti gli studenti, ha partecipato anche ai tavoli per le scuole superiori di Massa, e proprio in questi giorni incontrerà alcuni dei dirigenti per ragionare assieme di spazi e convenzioni per le scuole più affollate. Ha anche avuto incontri con le referenti dei nidi ed eseguito sopralluoghi per organizzare il rientro sicuro anche dei più piccoli. Informo infine che proprio in questi giorni è stata aperta, con tempi strettissimi, una rilevazione da parte del Ministero dell’Istruzione per raccogliere dalle scuole le richieste di arredi necessari per ottimizzare gli spazi esistenti. Immagino che tutti gli istituti scolastici si siano attivati per poter accedere a questa fornitura e sono certa che, avendo lavorato in un Istituto statale, la consigliera Dell’Ertole, sia informata delle risorse che il MIUR ha messo in campo per le scuole ed anche le finalità delle stesse".
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«Sorprende che a sollevare la questione dei rimborsi sia proprio il consigliere Massimiliano Bernardi che ne beneficia integralmente pur presenziando solo per pochi minuti alle sedute di commissioni e consigli comunali». Si apre così la replica dell’assessore alle Opere Pubbliche Andrea Raggi alle accuse sollevate a mezzo stampa dall’esponente dell’opposizione.
«La sorpresa - prosegue Raggi - nasce anche dal fatto che Bernardi, perde o fa perdere tempo a qualcuno, nella stesura di un arzigogolato comunicato stampa, in cui prima si sollevano dubbi e illazioni sui miei rimborsi e subito dopo si scrive nero su bianco che questi “sembrerebbero essere del tutto regolari e legali”.
"Se Bernardi ha del tempo da perdere - taglia corto l’esponente dell’amministrazione - io non ne ho».
Raggi ricorda che non è certo la prima gaffe di questo tipo a cui si espone il suo predecessore: «Ancora una volta Bernardi dimostra che pur avendo ricoperto un incarico pubblico per lungo tempo non ha mai acquisito piena consapevolezza di alcuni meccanismi. In questo caso la sua uscita conferma che, tra le altre cose, all’ex assessore sfugge completamente la differenza tra la busta paga e il rimborso all’azienda di cui un pubblico amministratore è dipendente. I 3700 euro di cui parla - precisa l’assessore in carica - vengono pagati dal Comune all’azienda e non certo a me che dal municipio ricevo, poco più di 650 euro al mese. Una cifra – ironizza Raggi - che sicuramente non compensa la fatica di dover sopportare le esternazioni di Bernardi».
Raggi spiega che «in riferimento alla delirante ricostruzione del mio percorso professionale, in prims la mia azienda è sempre rimasta aperta anche durante il lockdown, essendo impegnata in un settore autorizzato da decreto. Contrariamente a quanto Bernardi afferma, inoltre, sono stato dipendente sia di Selmar, sia di Seanet e oggi lo sono di Sems di cui sono anche amministratore ma non socio».
«Alla fine Bernardi – conclude l’assessore alle Opere Pubbliche - prima di perdere tempo a sollevare illazioni confuse sulla mia situazione professionale, farebbe meglio a prodigarsi un po’ meno nella campagna elettorale con i suoi nuovi amici della Lega e a dedicarsi di più al suo mandato di consigliere comunale a cui riserva solo i ritagli del suo tempo».
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