Politica
Tavolo sanitario di costa: Cgil Cisl e Uil sconcertati dalla superficialità dei contenuti, chiedono al sindaco Arrighi meno proclami e più impegno
"Siamo sconcertati dalla superficialità con la quale nel pomeriggio di mercoledì 18 febbraio si è svolta il tavolo sanitario di costa sulle strutture sanitarie convocato dal …

Due dibattiti organizzati da Gaza Fuori fuoco a palazzo Ducale di Massa il 20 e il 21 febbraio
Il volume "L'azzardo della poesia" raccoglie nove lettere scambiate nel 2000 tra Pietro Ingrao, politico di primo piano, autodefinitosi "poeta di contrabbando", ed il poeta Attilio Lolini, testimoniando…

Cisl presenta: analisi articolata per settore sull’andamento 2023 su 2024 della provincia di Massa Carrara
Analisi articolata per settore sull’andamento 2023 su 2024 della provincia di Massa Carrara, integrata con il quadro sul reddito. (I dati economici complessivi provengono…

Famiglie sotto sfratto negli alloggi popolari a Massa: l'appello di Stefano Benedetti di Massa Città Nuova
Il presidente di Massa città nuova Stefano Benedetti ha rivolto un appello al prefetto, all'amministrazione di Massa e al responsabile regionale edilizia popolare: "Proprio in…

Massa Capitale della Cultura 2028, Barabotti: «Una pagina di buona politica. Grazie al Sindaco Persiani per aver unito il territorio»
L'onorevole Andrea Barabotti della Lega plaude alla firma del protocollo d'intesa per Massa capitale della cultura 2028: «La firma del protocollo d'intesa per la candidatura di…

Serve subito una rotatoria tra via Rossini e Viale della Repubblica: l'appello di Fratelli d'Italia Massa
Il Coordinamento Comunale di Fratelli d'Italia Massa interviene con fermezza dopo il recente incidente stradale avvenuto all'incrocio tra via Rossini e viale della Repubblica, episodio…

Partiti i lavori di sistemazione del verde alle case popolari di Altagnana: Erp replica alla richiesta del consigliere comunale Simone Ortori
«La ditta che si occupa della sistemazione e dello smaltimento del verde ha avviato in questi giorni le operazioni di pulizia dell'area verde esterna alle case…

Partito Repubblicano di Carrara: bilancio del percorso nell'amministrazione Arrighi e rinnovo delle cariche
A meno di diciotto mesi dalla conclusione del mandato del consiglio comunale di Carrara, il Partito Repubblicano Carrarese traccia un bilancio della legislatura in occasione del rinnovo delle…

Alloggi popolari all'ex Mattatoio di Massa: l'onorevole Barabotti della Lega annuncia un incremento di risorse per Massa
L'onorevole Andrea Barabotti rende noto che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è pronto alla rimodulazione del finanziamento nell'ambito del programma PRUACS (Programma di riqualificazione…

Zona Industriale, il PD apre il confronto sul futuro produttivo del territorio
Il Partito Democratico di Massa-Carrara promuove un primo momento di confronto pubblico dedicato al futuro della Zona Industriale, un tema…

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Il rischio è quello di perdere un asset economico italiano tra i più importanti: questo è l’assunto da cui è partito il gruppo di Forza Italia Carrara con i dirigenti locali Riccardo Bruschi e Gianni Musetti, per portare a un tavolo di confronto nazionale tutte le figure più rappresentative del mondo del marmo da Massa Carrara a Verona e i leader politici azzurri a ogni livello.
“Al pari con il settore della moda e con quello del design – hanno detto Bruschi e Musetti - il marmo è per l'Italia un punto di forza dove il paese assume una ledership mondiale nell' escavazione di marmi pregiati e nella lavorazione per gli edifici e per le sculture di tutto il mondo.”
La tavola rotonda si è svolta online ed è stata l’occasione per i politici di ascoltare il mondo del lavoro e delle imprese di un settore così importante. Forza Italia ha ribadito la volontà di non lasciare che la mostruosa crisi economica incombente si inghiotta anche il lapideo-
Nella video conferenza sono intervenuti: l’onorevole Stefano Mugnai (Coordinatore regionale Fi), onorevole Deborah Bergamini, capogruppo in regione Maurzio Marchetti, i responsabili di partito e organizzatori dell'evento Riccardo Bruschi e Gianni Musetti, il presidente Massa Carrara Confindustria Eric Lucchetti, il presidente Confindustria Verona Francesco Antolini, il Presidente nazionale Marmomacchine Confindustria Marco De Angelis, il Presidente Marble District Verona Filiberto Semenzin, il sindaco di Massa Francesco Persiani, il Presidente della CNA di Massa Carrara Paolo Bedini, l’assessore al bilancio del comuen di Massa Pierlio Baratta, il Presidente dei concessionari di cava CAM Umberto Ronchieri e Ilaria Ronchieri.
“I rappresentati del mondo del marmo – hanno riferito Bruschi e Musetti - hanno espresso tutte le loro richieste e ragioni per poter ripartire subito, per non perdere la loro competitività internazionale. Il blocco delle aziende favorisce la concorrenza con l’alto rischio di perdere definitivamente i clienti. E’ stata confermata la possibilità di lavorare in completa sicurezza, mantenendo distanze e sistemi di profilassi che assicurano l'incolumità degli addetti al lavoro e l’uso delle mascherine che in molti casi era già stato avviato, tanto è vero che in nessuna azienda si sono registrati casi di contagio. L'associazione di categoria degli industriali ha messo nero su bianco con le sigle sindacali, a livello nazionale, un accordo quadro con ulteriori standard ed accortezze in aggiunta a quelle già contenute nelle norme ufficiali o in via di ufficializzazione. L'obiettivo è sicuramente quello di arrivare a Colao, il presidente dello staff di scienziati e dell'unità di crisi, per dimostrargli che il mondo del marmo è fra i più maturi e sicuri a ripartire subito con la sua locomotiva economica di filiera fatta da migliaia di artigiani, autotrasportatori, imprese di macchinari e abrasivi, e soprattutto dai lavoratori. Questo meeting in un momento di difficoltà ha comunque fatto emergere una cosa molto positiva cioè la volontà espressa dai vertici degli industriali di Carrara e di Verona di fare squadra e collaborare per poter essere più forti, anche proseguendo con incontri come questo allargandoli ulteriormente. Con una produzione nazionale che vale 2,6 miliardi e un export quasi da record mondiale, ossia un saldo commerciale attivo di 1,5 miliardi con 3.000 aziende del settore e 26.000 addetti, e un indotto che ne vale 10 volte di più.
Ricordiamo che Forza Italia di Carrara ha voluto questa iniziativa per salvaguardare la più importante industria del territorio, con tutti i suoi lavoratori e che con la tassa marmo versa 26 milioni di euro alla collettivitaà carrarese, un quarto circa del bilancio comunale, che però vengono dispersi nel palazzo in via VII Luglio, per malaffare prima e per incompetenza adesso.”.
Bruschi e Musetti hanno anche aggiunto: “La politica nazionale deve scendere in campo, e tramite Mugnai, Bergamini, Mallegni ,che non è potuto intervenire per sopraggiunti impegni istituzionali, e il capogruppo di FI in regione Maurizio Marchetti, si è siglata una sorta di unione d'intenti, con gli stessi che si faranno promotori in ogni sede, ma soprattutto direttamente ai ministeri e al comitato scientifico nazionale, delle richieste e delle necessità del "pianeta" marmo nella sua interezza. I vertici di Forza Italia, non solo hanno espresso vicinanza alle imprese e ai lavoratori del marmo, ma si vogliono tradurre in loro rappresentanti attivi, perchè il settore marmo vada ad unire le proprie sinergie a livello nazionale, soprattutto fra Massa Carrara e Verona, e torni subito operativo nello scenario economico nazionale e mondiale. Per non perdere questo diamante della nostra produttività, capacita ed ingegno tipicamente ed orgogliosamente italiano.”.
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Il decreto della Regione Toscana che favorisce lo sfruttamento degli orti urbani per dare ulteriore aiuto alle famiglie in difficoltà a causa dell’emergenza coronavirus ha trovato impreparato il comune di Carrara il cui progetto da 132 mila euro per gli orti urbani alla Padula ha avuto un esito fallimentare.
A sostenerlo è il consigliere di Alternativa per Carrara, Massimiliano Bernardi, che ha rilanciato il suo attacco al settore dei servizi sociali: “Se il progetto fosse stato realizzato - ha detto Bernardi - oggi gli orti della Padula sarebbero una risorsa in più a disposizione dei cittadini in tempi in cui l'emergenza coronavirus ha portato allo stremo le famiglie. Il governatore Enrico Rossi ha dato l’ok della Toscana per poter accedere in solitaria negli orti, basandosi sul principio che, in questo particolare momento, è possibile abbinare l’esigenza di autosostentarsi e mantenere le misure anti assembramento.” . Per Bernardi l’amministrazione carrarese avrebbe, quindi perso clamorosamente un’altra importante chance non essendo riuscita a far partire il progetto degli orti urbani. Manco a dirlo, l’attacco di Bernardi ha puntato ancora una volta contro l’assessore al sociale Anna Galleni, sulla quale ricadrebbe la responsabilità del fallimento del progetto. “Alcuni consiglieri di opposizione – ha continuato Bernardi - avevano già posto interrogazioni in consiglio comunale sugli orti urbani adesso però ciò che bisogna domandarsi è quale destino gli orti urbani possono avere in piena emergenza coronavirus.”
Bernardi, che si è detto sconcertato dalla situazione, ha tuttavia ricordato che l’orto ha una funzione di utilità sociale di enorme importanza in questo periodo e che potrebbe significare un vero e proprio risparmio alimentare per molte famiglie che stanno perdendo il lavoro a causa del covid-19 ed ha invitato l’amministrazione grillina a valutare l’opportunità di mettere a disposizione i terreni previsti per gli orti urbani. “Anna Galleni con uno sforzo potrebbe far riaprire i cancelli della Padula - ha continuato Bernardi - nell'urgenza e senza particolari bandi o burocrazia mettere a disposizione i terreni comunali destinati agli ex Orti Urbani che potrebbero essere ripuliti e coltivati da chi ne fa richiesta, prevedendo alcune precauzioni: obbligo di distanziamento - massimo una persona ogni quattro metri - di indossare mascherina e guanti, autocertificare che non si soffre di alcune patologie considerate rischiose in caso di contagio. Dopo tanta disciplina e osservanza delle regole il peggio passerà e nella nostra città dove il Progetto Orti Urbani è stato abbandonato a causa dell'incapacità dell’amministrazione 5 Stelle, c ‘è una possibilità di recupero.”.
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Gravissima è la situazione, secondo Nicola Pieruccini, commissario della Lega Salvini Premier, determinata dal caso della partitella di calcio giocata dagli ospiti del Cas gestito da Casa Betania mentre erano ospiti del campo dei Gesuiti in attesa della sanificazione della struttura in cui vivono.
Pieruccini si è scagliato contro i responsabili di quello che lui ha giudicato un grave abuso: “L’episodio- ha detto Pieruccini - dimostra assoluta mancanza di rispetto civico da parte di Sara Vatteroni verso i suoi concittadini e la pericolosità delle politiche immigrazioniste della sinistra buonista che, da quando è tornata al governo, ha riaperto i porti e favorito l'invasione clandestina che, oltre al problema sociale e di sicurezza ora diventa anche un'ulteriore criticità sanitaria. La Lega condanna la politica scellerata del governo PD/5Stelle che, anche nella nostra città, permette a questi individui di circolare liberamente sia a piedi che in bicicletta, rigorosamente senza mascherine, ma con il cellulare e l'ipod, senza curarsi delle conseguenze di infettarsi ed infettare gli altri. Dopo l'episodio increscioso accaduto, che ha travalicato ogni limite di decenza, la Lega vuol condannare l'atteggiamento degli extracomunitari che, mentre venivano fotografati e filmati dagli increduli cittadini rigorosamente agli “ arresti domiciliari “, hanno pensato bene di offendere e minacciare.”.
Il caso degli ospiti del Dora ha dato offerto il destro Pieruccini per sollevare tutta una serie di dubbi e richieste di controlli sugli extracomunitari sebbene non ci siano dati che confortino le sue supposizioni in merito al contagio diffuso dai richiedenti asilo: “Ci domandiamo quanti altri casi simili ai più sconosciuti, potrebbero aver contribuito alla diffusione del coronavirus senza che nessuno se ne accorgesse. È del tutto evidente che le strutture collettive caratterizzate da grandi concentrazioni come i Cas, presenti anche qui da noi, non sono oggettivamente idonee a garantire il rispetto delle prescrizioni per la salvaguardia della salute sia degli extracomunitari , sia dei lavoratori e delle lavoratrici dell'accoglienza e pertanto della salute della comunità intera. Esse pertanto devono essere urgentemente chiuse e contestualmente dovrebbe essere organizzata la presa in carico secondo il “sistema di accoglienza diffusa” per esempio nelle famiglie che li volessero accogliere, come a suo tempo aveva proposto il governatore Enrico Rossi.”.
Pieruccini ha quindi annunciato l’intenzione di chiedere al prefetto di chiudere la struttura ex Hotel Dora che, a suo dire, ancora prima della emergenza coronavirus presentava notevoli criticità nell’essere stata trasformata in grande CAS. Anche l’invito a restare a casa per contrastare la diffusione del contagio, secondo Pieruccini, sarebbe poco rispettato dagli ospiti e dai gestori del Dora che Pieruccini ha definito “irresponsabili”.
“Sebbene la prefettura - ha continuato Pieruccini - abbia diramato indicazioni ai responsabili dei Cas, chiedendo loro di assicurare l'adozione di tutte le iniziative necessarie all'applicazione delle prescrizioni di carattere igienico-sanitario previste, pare che non tutte siano state accompagnate dalla puntuale fornitura di mascherine e disinfettanti personali, né da una sanificazione costante dei locali.”.
La notizia della sanificazione dell’hotel Dora - che i responsabili di Casa Betania hanno già spiegato come loro scelta di misura ancora più severa ai fini della sicurezza sanitaria ma non dettata dalla presenza di alcun caso ancorché sospetto di covid 19 tra gli ospiti - secondo Pieruccini nasconderebbe, invece, un possibile contagio non divulgato e quindi l’esigenza di misure molto più ferree per i migranti e per chi si occupa di loro: “Per evitare conseguenze drammatiche, chiedo al sindaco di informare i cittadini sul numero di extracomunitari presenti in città, sul numero di strutture presenti sul nostro territorio ancora convenzionate con la prefettura per accoglienza migranti; sul numero di tamponi eseguiti in queste strutture chiedendo all’azienda Usl Toscana Nord Ovest e riferendo alla popolazione i risultati veri e certificati. De Pasquale si faccia anche carico presso la Prefettura di impedire nuovi ingressi nei CAS e negli altri centri, nell'attesa che la Prefettura proceda con la massima tempestività al progressivo controllo ed eventuale chiusura di centri rimasti aperti senza la presenza di gestori in loco. Ci complimentiamo come sempre con le forze dell'ordine intervenute tempestivamente a ripristinare la legalità e con la comandante della polizia municipale Paola Micheletti che, come apparso sulla stampa, procederà a punire i trasgressori.”.
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Non si fermano i botta e risposta al veleno tra il consigliere dell’opposizione Massimiliano Bernardi e l’assessore al sociale Anna Galleni dopo l’accusa che lui le ha rivolto di aver negato i buoni pasto a un padre di famiglia titolare di un reddito di cittadinanza da 300 euro. Alla spiegazione data dall’assessore sulla precedenza nella consegna dei buoni a chi è totalmente privo di entrate e la frecciata lanciata al consigliere sulla sua spasmodica ricerca di visibilità, arriva oggi la replica, non meno tenera, di Bernardi:
“Essere assessore al Sociale in piena emergenza sanitaria ed economica mondiale e non far niente e farlo pure male è fuori dalla reale sostanza del saper governare, ma Anna Galleni di solito non c’è e se c è non sa mai nulla di quel che accade. L' impressione purtroppo è questa perché non risponde mai argomentando, ma avulsa, incollerita e piena di invidia e di cattivi pensieri, mi costringe sempre a rispondere. Non c' è ragione per crederla bugiarda, perché lei non partecipa mai a quel che accade nei suoi paraggi e l' ultimo episodio del padre di famiglia lasciato senza “ buono spesa “ uscito sulla stampa, racconta qualcosa di veramente esemplare. Il miglior tribunale che si possa desiderare è la strada, dalla quale arrivano le continue lamentele di tantissime persone per la gestione del sociale e per le risposte maleducate ed arroganti ricevute, quando fortunatamente le ricevono. La missione è tosta ma non è impossibile: proclamare che il sottoscritto vuol solo apparire, al di là del rilievo inconsistente, trasforma con puntualità qualunque giudizio dell’assessora in un film di fantasia . Anna Galleni mostra sempre un accanimento mediatico contro di me che fa parte della sua linea difensiva tutta racchiusa in questa frase: «Io non c' entro». Ecco il vero problema: lei non c' entra mai e infatti è totalmente fuori “dalla sostanza della realtà che dovrebbe governare” al punto tale che, mentre si sbrigava a controbattere , dimenticava che qualcuno non aveva da mangiare. Risultato? Non appena ha saputo, non ha cercato minimamente di rimediare alla mancanza di sostegno e di aiuto denunciata da quel buon padre di famiglia: forse perché l’aveva reso pubblico ? Brava davvero.”
Vi. Te.
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Ancora un fraintendimento nella vicenda della partita a calcio giocata ieri dai migranti di Casa Betania nel campetto del Centro Giovanile Diocesano di Carrara: gli animatori e i frequentatori del centro avevano intravisto nella segnalazione dell’episodio fatta da Gianni Musetti di Forza Italia un attacco diretto anche al centro aggregativo stesso, ma anche loro hanno preso un abbaglio come già chi ha denunciato i richiedenti asilo che stavano giocando ritenendoli in palese infrazione del decreto restrittivo del governo mentre, in realtà, erano insieme al gruppo on cui condividono l’alloggio e in attesa della sanificazione di quest’ultimo. Gianni Musetti ha voluto chiarire pubblicamente di non aver mai avuto intenzione di coinvolgere la gestione del Centro Giovanile né tanto meno gli animatori e i volontari nella sua critica. “In relazione a quanto scritto dai ragazzi del centro diocesano dei Gesuiti – ha fatto sapere Gianni Musetti - volevo precisare che hanno male interpretato le mie parole nel testo del comunicato contro la, ormai nota, partita di calcetto dei richiedenti asilo della associazione casa Betania.
Infatti, non ho chiesto assolutamente la chiusura del centro parrocchiale, che rappresenta per tutti noi e per la città un punto di riferimento aggregativo, culturale e storico di Carrara, ma mi riferivo esclusivamente al centro immigrati da come si può comprendere, leggendo meglio il capoverso in discussione:
"Chiediamo al prefetto di revocare immediatamente la convenzione con questa associazione che gestisce l'hotel e di chiudere il centro, che nato male, visto che è in pieno centro città dove dovrebbero esserci gli alberghi e non i centri accoglienza, è cresciuto anche peggio. "
Nel testo io chiedo la chiusura del centro accoglienza che insiste all'interno dell'ex Hotel Dora e la revoca della convenzione che l'associazione ha con la Prefettura di Massa Carrara.
Ai ragazzi del centro dei Gesuiti, ai loro gestori e ai loro fruitori, auguro il meglio e mi complimento come sempre del loro operato e dell' assiduo impegno nell'attività di volontariato da sempre profuse generosamente alla storia e al presente della nostra città.”.
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A stretto giro arriva la replica dell'assessore al sociale Anna Galleni, alle accuse lanciate dal consigliere Bernardi circa il suo rifiuto di accordare i buoni spesa a un padre di famiglia titolare di reddito di cittadinanza.
"Il consigliere - ha spiegato la Galleni - come al solito, sta tentando di guadagnarsi un po' di visibilità sulle sofferenze della gente, divulgando falsità. Un comportamento che restituisce la statura della sua morale. In questo momento di massima emergenza, stiamo aiutando in via prioritaria chi non ha nulla, nemmeno un euro al mese. Non ho detto che non aiuteremo questa persona, che comunque qualcosa, anche se poco, percepisce ed abita in una casa popolare, quindi con canone basso. Esauriti i casi delle persone con priorità, procederemo con gli altri. Forse il consigliere non ha ancora compreso che ci troviamo nel bel mezzo di una pandemia e dobbiamo attenerci ad una gradazione. O forse vive su un altro pianeta e non ha ancora capito che ci sono dei nostri concittadini che in questo momento non hanno nulla di nulla: nessun tipo di entrata e un canone a prezzo di mercato da pagare. Quanto al resto di ciò che va affermando, probabilmente non ha letto l'Ordinanza della protezione civile o non ha capito il funzionamento dei bonus. Lo invito - lui o chi per lui - a leggere le FAQ che abbiamo realizzato e che trova pubblicate sia sul sito del Comune sia sulla pagina del Sindaco. Magari la prossima volta si farà scrivere cose esatte.
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Nel mirino del consigliere dell’opposizione Massimiliano Bernardi c’è di nuovo l’assessore al sociale Anna Galleni, colpevole, questa volta, di aver negato i buoni spesa a un padre di famiglia titolare di un reddito di cittadinanza di 300 euro e di averlo liquidato con la frase: “ Ci vuole un po’ di pazienza” . Bernardi ha giudicato scandalosa la risposta dell’assessore al soiale ed ha parlato di “disinteresse cinico che viene rafforzato quando la stessa Galleni cita il criterio di “priorità “ previsto dal decreto della Protezione Civile, che peraltro non è stato declinato chiaramente nella delibera di Giunta in merito allo stato di bisogno reale.”
Bernardi ha ricordato che nella distribuzione degli aiuti giunti attraverso l’ordinanza 658/2020 della Protezione Civile, il principio cardine era “dare cibo a chi non ne ha “. “Questo intendeva Il governo nel finanziare i comuni con i primi 400 milioni - ha spiegato Bernardi - affinché individuassero i criteri per distribuire i “buoni spesa” a chi non è autosufficiente.”. Bernardi ha chiesto direttamente al sindaco di spiegare, nei quotidiani appuntamenti serali in cui aggiorna sulla situazione dei contagi, a quanto ammonta ad oggi la raccolta fondi al fine di sostenere ulteriormente le famiglie in difficoltà sul conto corrente del comune. “ I cittadini devono essere messi a conoscenza del fatto che siano state effettuate donazioni sul conto corrente del comune – ha continuato Bernardi - e dal momento che gli eventuali versamenti effettuati sono soldi pubblici e liberi da vincoli, devono necessariamente essere subito utilizzati per integrare i fondi governativi dei Buoni Spesa. C’è veramente un limite a tutto ciò e qui lo si è abbondantemente oltrepassato anche se il fatto accaduto al padre di famiglia “ lasciato alla fame" dai Servizi Sociali non ci stupisce più di tanto, visti i riferimenti ideologici e valoriali della Giunta 5 Stelle .”secondo Bernardi il limite oltrepassato sarebbe quello sancito dalla Costituzione che all’articolo 2 stabilisce che “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo ”. “Per questo motivo – ha aggiunto Bernardi - ci associamo alla richiesta del nostro concittadino che pubblicamente ha voluto denunciare il trattamento ricevuto e intimiamo all’ assessore Anna Galleni di adempiere al dovere di rispettare i principi fondamentali del nostro ordinamento a cui si ispirano le norme adottate dall’ordinanza della Protezione Civile. Stiamo parlando di buoni alimentari, stiamo parlando di cibo, stiamo parlando di fame, stiamo parlando di sopravvivenza e la giunta 5 Stelle, vista l’emergenza, è obbligata a dare un segnale positivo perché la situazione ha messo in difficoltà intere categorie di persone che hanno visto azzerato il loro reddito, e ha anche peggiorato la situazione degli utenti già in carico ai Servizi Sociali per ovvi motivi. Bernardi ha poi voluto ringraziare pubblicamente le associazioni di volontariato che si sono sostituite al comune nella distribuzione degli aiuti alimentari. “Il comune – ha concluso Bernardi - cerca alla bell’è meglio di fare il compitino che non può evitare, ma non si è minimamente preoccupato né a garantire né ad organizzare la distribuzione di pasti caldi confezionati e generi di conforto utilizzando le strutture di proprietà comunale e magari con la collaborazione dei dipendenti dalla Partecipata Multiservizi Nausicaa, al momento in Cassa Integrazione . Il Covid ha rimesso la fame nella dimensione pubblica, aperto un vulnus nella nostra interiorità come nella nostra società, ha provocato una lesione di diritti che ritenevamo inalienabili quindi esorto l’amministrazione 5 Stelle a fare la sua parte non solo ora ma anche per il futuro. Come segnalato da molte famiglie e persone che sono state escluse dai Buoni Spesa occorre trovare il modo di estendere l’erogazione di questi a tutti coloro che ne hanno bisogno senza discriminazioni. la giunta faccia uno sforzo : istituisca il “CuraCarrara ”.”.
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Un settore tra i più importanti – l’urbanistica- che ha lo scopo di disegnare la città del futuro e quindi le sue prospettive sia in termini di sviluppo economico che di vivibilità della cittadinanza, bloccato nell’immobilismo amministrativo: questa è l’analisi di Nicola Pieruccini, commissario della Lega Salvini Premier, che ha sollecitato chiarimenti in merito al Poc, piano operativo comunale: “ A fronte delle tante legittime richieste dei cittadini, fino ad oggi la risposta della giunta è stata l'immobilismo. Chiediamo quindi all'amministrazione comunale se, dopo l'emergenza da coronavirus, che sta flagellando l'economia del mondo e in particolare della nostra città già assai in sofferenza, intenda finalmente mettere mano a questo settore e iniziare a pensare e progettare la Carrara del futuro. Anche perché sia per l'ente pubblico che per i privati le risorse derivanti da questo settore potranno essere uno straordinario volano in grado di dare ossigeno a un territorio che attraverserà purtroppo una crisi epocale ben più grave delle precedenti. E' quindi fondamentale che l'amministrazione comunale chiarisca da subito se intende procedere con la discussione e l'approvazione del Piano Operativo Comunale ed eventualmente con quali linee guida, anche perchè non farlo entro il prossimo mese di novembre significherebbe entrare “in salvaguardia” e quindi delegare alla Regione l'intera materia.”.
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Un gruppo di migranti gestiti dalla onlus Casa Betania e ospitati all’Hotel Dora, nel primo pomeriggio, ha improvvisato una partitella di calcio nel campo del Centro Giovanile Ex Gesuiti di Carrara scatenando le ire dei residenti dei palazzi che si affacciano sulla struttura. Qualcuno ha girato un video e ha chiesto l’intervento dei carabinieri . Il fatto è stato segnalato a Gianni Musetti di Forza Italia che ha espresso la sua netta condanna per il gesto compiuto dai richiedenti asilo e ha chiesto una severa punizione per i responsabili di Casa Betania: “Può succedere solo a Carrara. Mentre gli italiani sono rinchiusi in casa per scongiurare questa pandemia, mentre gli stessi si prendono sanzioni, spesso giuste, per essere "evasi" da questa sorta di arresti domiciliari sanitari, c'è chi invece se ne frega delle regole e permette a un gruppo di extracomunitari di giocare a calcio in una struttura che agli italiani non è permesso l'accesso. E così la rabbia giusta degli italiani, che dalle finestre hanno ripreso tutto, si sfoga e, chiamati i carabinieri, si rischia anche la rissa. Infatti c'è stato riportato che all'arrivo dei militari, questa mattina, gli stranieri ospiti dell'ex hotel Dora di Carrara, hanno inveito contro chi era alle finestre che dà sul campo dei Gesuiti, accusandoli e minacciandoli. Questa situazione ha del paradossale e non si ha più la pazienza di continuare a sopportare certi comportamenti, sia da parte di questi extracomunitari sia da parte di chi gestisce la struttura dell'hotel, che evidentemente ha permesso e organizzato giochi di gruppo proprio in un momento come questo. Chiediamo al prefetto di revocare immediatamente la convenzione con questa associazione che gestisce l'hotel e di chiudere il centro, che nato male, visto che è in pieno centro città dove dovrebbero esserci gli alberghi e non i centri accoglienza, è cresciuto anche peggio. Questa situazione deve finire e le autorità, dal prefetto al sindaco devono intervenire. Se non e permesso agli italiani, non lo deve essere permesso a nessuno. Gli sport sono sospesi per tutti, non solo per le persone per bene nate nel nostro paese. Ora basta.”
In realtà le cose hanno una spiegazione logica e a fornirla è stata proprio Sara Vatteroni, responsabile di Casa Betania: “ Da oggi alle 13 fino alle 19 è in corso, presso l’hotel Dora, un intervento di igienizzazione. Pur non avendo, nelle nostre strutture per migranti, alcun caso di contagio da covid 19, e pur avendo una serie di protocolli molto severi che impongono controlli e uso dei presidi di sicurezza e di sanificazione per ospiti e operatori, abbiamo voluto, di nostra iniziativa e a nostre spese, assicurare un livello ancora più alto di sicurezza sanitaria provvedendo a far sanificare tutte le strutture. Voglio ricordare che i cas sono strutture ad alta densità abitativa per cui è necessario elevare il livello di controllo sulla sicurezza. Ovviamente durante le operazioni di igienizzazione con l’ozono non è possibile che gli ospiti restino all’interno delle loro stanze e per questo motivo, non avendo il Dora spazi esterni in cui far sedere i ragazzi in attesa della fine della sanificazione, abbiamo chiesto al responsabile del Centro Giovanile il permesso di farli stare nel campo esterno che è a pochi passi dal Dora. I ragazzi erano lì in compagnia di tre nostri operatori. Erano senza mascherina perché vivendo tutti nella stessa struttura – come i nuclei famigliari – tra di loro non hanno necessità di indossarla. Per ingannare il tempo hanno chiesto il permesso di tirare due calci al pallone che gli è stato concesso. Ma questo è stato interpretato come un abuso e un’infrazione alle regole attuali tanto che qualcuno ha chiamato pure le forze dell’ordine. Quando sono arrivati i carabinieri abbiamo mostrato loro tutti i permessi, sia quelli dei ragazzi, sia quelli relativi alla sanificazione per cui ogni allarme è rientrato.”.
Anche Padre Luigi responsabile del Centro Giovanile ha confermato gli accordi presi con Casa Betania ed ha aggiunto di aver chiesto ai ragazzi di smettere di giocare a calcio non appena si è accorto che la cosa stava scatenando reazioni incontrollate nel vicinato. I ragazzi hanno infatti smesso di giocare e si sono messi all’interno ad aspettare il momento in cui poter rientrare all’hotel Dora.
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Le segreterie provinciali dei sindacati FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT, FAISA e UGL chiedono all’azienda CTT Nord un’integrazione economica per i lavoratori, che nei periodi di utilizzo del Fondo Bilaterale perderanno circa il 40% dello stipendio. La risposta dell’azienda è negativa.
“CTT Nord attiva e utilizza il Fondo di Integrazione Salariale – esordiscono i sindacati - un ammortizzatore sociale di sostegno al reddito, nonostante continuerà ugualmente ad incassare dalla Regione il corrispettivo dei Kilometri non effettuati dovuti al COVID-19 e al conseguente taglio del 40% del servizio. Taglio che, come conseguenza, sta portando nelle casse aziendali un risparmio del 40% sui costi del gasolio e notevolissimi risparmi sui costi di manutenzione.
“Sembra evidente – continuano - che l’Emergenza COVID-19 è una manna dal cielo a livello economico per l’azienda, in barba ai Lavoratori che perderanno circa il 40% dello stipendio nei periodi di fruizione del Fondo Bilaterale.”
“Abbiamo chiesto all’azienda almeno un’integrazione economica, come tante altre aziende hanno fatto per arginare il disagio, coprendo in tutto o in parte la perdita per i lavoratori e ci hanno risposto di no!”
“Aggiungiamo che in tutto il bacino di Massa Carrara ci sono una ventina di Turni di lavoro esternalizzati in subappalto” proseguono “noi riteniamo dovrebbe prima di tutto rescindere i contratti con queste ultime e solo eventualmente, in una fase successiva, attivare gli ammortizzatori sociali per i propri dipendenti.”
“L’apertura, da martedì 14 aprile, di molte attività commerciali ed aziende ha di fatto terminato la fase di LOCKDOWN. – aggiungono - I bus stanno tornando a riempirsi e il limite massimo di 10 persone a bordo sui bus urbani di 12 metri fa sì che la riduzione del servizio inizia a stare stretta, molto stretta.”
“Molti utenti sono infatti rimasti a piedi in questi giorni perché i bus avevano raggiunto la capienza massima. Motivo in più per cui l’ormai FASE 2 annunciata dal Governo debba avviarsi anche per il Trasporto Pubblico Locale.”
“Su questo dobbiamo iniziare a ragionare fin d’ora – concludono - per non farci trovare impreparati da qui a pochi mesi. Ma per fare tutto ciò ci vogliono investimenti da parte dello Stato, delle Regioni ma soprattutto delle Aziende.”
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