Politica
Arrighi dà ragione alle critiche dei sindacati sulla sanità ma da tre anni non fa nulla: la critica del consigliere Mirabella
Il consigliere della Lista Ferri Filippo Mirabella ha ironizzato sulla replica del sindaco di Carrara Serena Arrighi alle critiche sulla sanità locale mosse dai sindacati: "Arrighi …

L'assessore regionale Barontini a Cava Fornace e sulla Costa Apuana senza risposte per il territorio: solo passerelle per Fratelli d'Italia
Il coordinamento di Fratelli d'Italia Massa Montignoso interviene con fermezza sulla visita dell'assessore regionale all'Ambiente David Barontini a Cava Fornace e sul litorale apuo-versiliese, definendola…

Favoristismi nell'uso dei parcheggi a Massa: la segnalazione di Stefano Benedetti di Massa Città Nuova
"In questi ultimo periodo il comune di Massa continua a sottrarre stalli bianchi e blu alla cittadinanza, come nel caso di via Angelini, dove sono…

Assistenza sanitaria a Carrara. Il punto dell’Asl dopo la “cabina di regia” del 19 febbraio 2026
In merito alla riunione di giovedì 19 febbraio della “cabina di regia” istituita dagli enti interessati e dai sindacati confederali CGIL, CISL e UIL, per…

Il Polo P&S: Panfietti e il CdA di Erp Spa devono dimettersi per il disastro all’ex Mattatoio
“Si può far passare come un successo del governo e della Lega i disastri gestionali del cantiere Erp all’ex Mattatoio di Massa quando il presidente Panfietti, votato e…

Dare la scuola di Resceto all'associazione 'Resceto vive': l'interpellanza del gruppo consigliare del Pd di Massa
I consiglieri comunali del Pd di Massa Stefano Alberti, Gabriele Carioli, Enzo Romolo Ricci, Daniele Tarantino e Giovanna Santi presentano un’interpellanza per la riqualificazione e valorizzazione,…

"I sindacati hanno ragione a denunciare i ritardi nei cantierà della sanità locale": il sindaco Arrighi risponde ai sindacati
Il sindaco di Carrara Serena Arrighi ha risposto alle critiche dei sindacati sulla sanità: "I sindacati hanno ragione a denunciare i ritardi nei cantieri della sanità…

Invito alla disobbedienza civile dall'Accademia Apuana della Pace: "La disobbedienza civile è una pratica politica morale democratica"
Arriva da Gino Buratti, portavoce dell'Accademia Apuana della pace un invito alla disobbedienza civile come atto contro il governo sgradito di Giorgia Meloni. Buratti tira di nuovo in…

Soccorso Cave di Torano: locali insalubri e presenza di muffa. Denunciamo l’inerzia di ASL e Comune
A Carrara esiste una realtà unica e delicata: il Soccorso Cave, presidio sanitario fondamentale in un territorio segnato dalla pericolosità dell’attività estrattiva del marmo. Un servizio essenziale…

Il destino silenzioso dei pini urbani di Carrara: tutelati nella carta, dimenticati nei fatti
Il Pinus pinea è tutelato e celebrato come simbolo del paesaggio costiero, ma fuori dalle pinete manca una strategia per garantirne la continuità. Tra prudenza amministrativa e interventi…

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“Vorrei vedere una città proiettata verso le sfide del futuro”. Questo il pensiero del capo lista di Forza Italia Rinascita, Gianenrico Spediacci; che racconta i suoi desideri e i suoi obiettivi con cui intende aprire un ciclo di rinascita in grado di coinvolgere l’intera comunità carrarese.
“Nessuna parola meglio di rinascita, come il nome della mia lista, rappresenta alla perfezione quello che ho in mente per Carrara – commenta Spediacci – e sono assolutamente convinto della bontà del progetto messo in piedi da Andrea Vannucci; persona competente e con grande voglia di aiutare la città ad uscire da cinque anni disastrosi. Di carattere non amo fare proclami e chi mi conosce lo sa, perché ho sempre anteposto i fatti alle parole, e anche nel mio impegno politico preferisco agire piuttosto che utilizzare frasi ad effetto con promesse roboanti. Sono per la politica delle cose concrete – sottolinea il capo lista - che possano gettare le basi per interventi successivi più articolati e di ampio respiro. Il nostro progetto quinquennale punta a far diventare la città nel tempo ancora più bella, sicura e pulita rispetto al presente; senza dimenticare questioni fondamentali come il lavoro e la valorizzazione artistico-culturale e turistica che la città merita”.
Molto importante nel passato di Gianenrico Spediacci è stato il decennio di presidenza all’Amia. Un periodo fondamentale in cui il capo lista di Forza Italia Rinascita ha potuto mettere a fuoco con più attenzione molti dei problemi cronici presenti in città.
“I fatti dicono che durante i miei dieci anni di presidenza all’Amia abbia ottenuto ottimi risultati – racconta Spediacci – che erano sotto gli occhi di tutti e di cui vado fiero. Quel decennio è stato utile perché nel confrontarmi con la gente ogni giorno in prima persona ho potuto constatare come e dove intervenire. Ero un presidente operativo che voleva capire direttamente cosa non funzionasse. Voglio riproporre questo modo di lavorare anche nel mio impegno politico”.
L’impegno del capo lista sarà proprio rivolto alle questioni che riguardano principalmente il decoro urbano e la pulizia, trasformando Carrara in un luogo attrattivo e sicuro che possa accogliere sempre più famiglie nelle sue strade.
“Sono determinato a collaborare con la coalizione per rendere Carrara un posto migliore – precisa Spediacci – per rendere la città accogliente e creare quel giusto interesse affinché le nostre strade diventino vivibili, valorizzando in primis lavoro e turismo. Il mio impegno è per una maggior pulizia, gestione corretta dei rifiuti, cura del patrimonio arboreo, parchi pubblici, decoro urbano, illuminazione pubblica, fognature e sicurezza. Aspetti fondamentali in ogni città ma che in una realtà medio piccola come Carrara si fanno sentire ancora di più.
Prometto il massimo impegno – conclude - e cercherò di fare il possibile per aiutare Carrara a risollevarsi. Insieme possiamo cambiare le cose”.
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Sarà un’estate ricca di divertimento e attività per i più piccini quella che si aprirà con la fine dell’anno scolastico: l’amministrazione ripropone infatti anche per il 2022 il servizio dei nidi estivi e, novità di quest’anno, prolunga fino all’autunno l’attività di “Verde Magico”, il servizio educativo gratuito al Parco della Padula che tanto successo sta riscontrando dal suo avvio, il 16 marzo. A breve, inoltre, l’amministrazione darà comunicazione sulle modalità di organizzazione e iscrizione all’edizione 2022 dei centri estivi comunali.
«Con questo intervento potenziamo l’offerta estiva per i più piccini con una proposta che punta a stimolare e aprire a nuove esperienze i bambini, dando continuità e consolidando le attività “invernali”. Oltre a questo garantiamo un servizio fondamentale per i genitori che lavorano e che, con la fine dell’anno scolastico, sono chiamati a riorganizzare la vita familiare. Per questa estate non solo confermiamo i nidi estivi ma arricchiamo le opzioni a loro disposizione grazie a “Verde Magico”, un servizio nel verde della Padula sicuramente piacevole anche nelle giornate più calde» ha dichiarato il sindaco di Carrara.
I nidi estivi si terranno nel periodo tra il 4 e il 29 luglio presso le sedi de “I Cuccioli” di via Erevan, “La Cicogna” di via Bassagrande, “La Trottola” di via Marco Polo e “Le Mimose” di via Luni: l’attività sarà rivolta ai bambini che hanno già frequentato i nidi d’infanzia comunali nell’anno educativo 2021/2022. I piccoli iscritti al nido “Il Koala” potranno frequentare il servizio presso l’asilo nido “Le Mimose” di via Luni. L’attività si svolgerà dal lunedì al venerdì, dalle ore 7,30 alle ore 16,00.
Contestualmente all’avvio dei nidi estivi, l’amministrazione ha deciso di prolungare fino all’autunno l’attività di “Verde Magico”, lo spazio dedicato alle bambine e ai bambini dai 18 mesi ai 6 anni, gestito attraverso la cooperativa Convoi dal consorzio Co&So presso il Villino Vittoria nel Parco della Padula. Il servizio propone laboratori, letture animate, mini trekking nel parco, giochi tradizionali, pittura e attività manuali e creative, anche all'aperto e ha riscontrato un notevole successo. Dopo il lancio in forma “sperimentale” l’attività proseguirà ancora fino all’autunno: per informazioni è possibile scrivere a
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Sarà un concerto in riva al mare, sotto le stelle, a chiudere la campagna elettorale di Rigoletta Vincenti e della coalizione progressista.
Giovedì sera, 9 giugno, a partire dalle ore 21.00 in Largo Marinai d’Italia suoneranno i Kinnara, una delle più conosciute cover band di Fabrizio De Andrè. Lo spettacolo, aperto al pubblico, è organizzato da Movimento Cinque Stelle, Articolo Uno, Rifondazione Comunista, Sinistra Italiana e lista civica Vincenti per Carrara. All’evento sulle note del cantautore genovese parteciperanno tutti i candidati delle liste che appoggiano Vincenti, amici e simpatizzanti. “Sarà l’occasione per ritrovarci – spiega la candidata sindaco – e per ringraziare tutti quelli che ci hanno sostenuto nel corso di questi tre mesi, intensi e bellissimi. Quello verso il voto è un percorso impegnativo, ma ho avuto la fortuna di avere al mio fianco compagni di viaggio straordinari. Tra le forze che mi appoggiano c’è un grande senso di coesione, i candidati anche di liste diverse hanno saputo fare gioco di squadra, dando un contributo indispensabile a questo progetto”. La serata comincerà alle ore 20.00 con un aperitivo al bar della spiaggia libera per proseguire con l’esibizione dei Kinnara.
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L’urbanistica è il suo mondo e sta tra i suoi ambiti di maggior interesse: Silvia Dell’Amico, candidata al consiglio comunale nella lista civica Carrara Democratica a sostegno di Andrea Vannucci ha fatto un elenco dei dieci interventi di maggior urgenza da mettere in atto per la pianificazione del territorio per la futura amministrazione di Carrara.
“A primo posto c’è sicuramente l’efficientamento dell’ ufficio urbanistico con l’inserimento di esperti necessari per effettuare un buon lavoro – ha spiegato la Dell’Amico – al secondo posto metto la modifica del piano regolatore. Al terzo deve andare la manutenzione delle strade cittadine, compresa la strada dei marmi unita a un intervento di tutela e conservazione delle vie. Di seguito, al quarto posto, c’è la creazione di alberghi e di strutture varie in grado di attrare turismo di alta qualità. Al quinto posto, imprescindibile, l’ampliamento del porto. Al sesto posto metto l’ accordo di programma per risolvere i contenziosi col mondo del marmo. Al settimo la definizione e risoluzione dei mercati coperti di Avenza e Marina. All’ottavo posto c’è una nuova idea di urbanesimo per Villa Ceci, al nono posto deve andare la manutenzione straordinaria, la pulizia e l’ordine per tutte le fontane storiche e tutti i monumenti della città. Infine al decimo posto l’imput a far partire progetti per attrarre investimenti del PNRR.”.
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Il leader della Lega Matteo Salvini sarà domani mercoledì 8 giugno a Marina di Carrara per sostenere la campagna elettorale di Simone Caffaz candidato sindaco del Comune alle prossime consultazioni amministrative del 12 giugno. L'appuntamento è per le 17 al Ristorante Bon Pro di via Rinchiosa a Marina dove insieme ad altri esponenti del suo partito e allo stesso Simone Caffaz il leader della Lega terrà una conferenza stampa.
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Il Comitato "Marina Si-Cura" intende ringraziare tutti i candidati a sindaco (e loro delegati) nonché i numerosi candidati al consiglio comunale che hanno partecipato all'incontro alla foce del Carrione di domenica scorsa.
Numerosa anche la partecipazione dei cittadini nonostante la giornata calda e afosa. Ciò a riprova di quanto siano sentiti nella cittadinanza i temi della sicurezza idrogeologica e della difesa dell'ambiente.
L'intervento conclusivo della ricca e composita mattinata è stato affidato alla Prof.ssa Florida Nicolai (del Gruppo di Intervento Giuridico).
Inevitabilmente, la sua si è configurata come una sorta di sintesi "valutativa" di quanto è stato affermato dai candidati.
Il suo giudizio, sulla maggior parte degli interventi, è stato negativo. Una negatività dovuta a due gravi mancanze. La prima, aver ignorato totalmente Marina di Carrara nella sua quotidianità e la seconda, aver ignorato l'intrinseca e riconosciuta inconciliabilità tra porto e città.
Certo, le alluvioni sono l'evento drammatico da scongiurare, ma esiste anche la qualità della vita e la nostra vita quotidiana è esposta all'inquinamento, relativamente a tutti i parametri ambientali: acustico, dell'aria, delle acque, del traffico, dei rifiuti ed elettromagnetico.
Nella documentazione relativa all'ampliamento del porto si parla dell'obiettivo di ridurre la quantità di popolazione esposta all'inquinamento. Un'espressione drammatica, in cui si sancisce, come ineluttabile, l'esistenza, accanto alle altre diseguaglianze, anche di quella ambientale: una concezione della democrazia che ci fa inorridire. Ma non c'è nulla di ineluttabile. E'il risultato di scelte politiche.
E i marinelli non vogliono essere cittadini "condannati" a vivere in un "villaggio industriale" o in una zona sempre più retroportuale, altamente inquinata e soggetta ad alluvioni.
In sintesi, ghettizzati e, ambientalmente, emarginati.
L'altra gravissima mancanza nella maggioranza di coloro che si accingono ad amministrare la città è l'ignoranza dimostrata della situazione progettuale del Porto, dell'iter approvativo, delle Osservazioni che il NURV (Nucleo Unificato Regionale di Valutazione) e il Ministero della Transizione Ecologica hanno fatto pervenire all'Autorità Portuale sull'unico progetto al momento disponibile.
Ignoranza, addirittura, dello stato attuale del Porto, considerato quello del 1981, ignorando, dunque, che da allora ha subito 5 adeguamenti tecnico-funzionali e che c'è in corso, proprio in questi giorni, il sesto.
Dopo l'intervento il candidato Cosimo Ferri ha chiesto tale documentazione che gli è stata opportunamente consegnata.
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Una folla festante ha accolto l’arrivo di Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, che ieri ha fatto tappa a Marina di Carrara nel tour a sostegno delle campagne elettorali per le amministrative. La Meloni è stata letteralmente soffocata dall’abbraccio dei carraresi, che le hanno testimoniato apprezzamento e simpatia.
Accompagnata dall’onorevole Giovanni Donzello, la Meloni è stata accolta dal coordinatore comunale di Fratelli d’Italia, Lorenzo Baruzzo, che l’ha omaggiata con una mazzo di fiori e dal candidato sindaco, sostenuto anche dalla lista di Fratelli d’Italia, Andrea Vannucci.
La Meloni ha risposto alle domande dei giornalisti e ha tenuto un breve intervento molto applaudito dal pubblico. “Carrara merita qualcosa di più rispetto all’immobilismo che ha vissuto nei cinque anni di governo dei 5 Stelle . Anche voi avete provato quello che ho vissuto io a Roma. Per questo noi guardiamo all’obiettivo e Andrea Vannucci, per noi, è il candidato migliore, il più competitivo, il più preparato a risolvere i problemi di questa città e quindi noi lo abbiamo sostenuto con lealtà. L’apertura verso le liste civiche che hanno provenienze molto diverse dalla nostra dimostra che noi non abbiamo paraocchi, a differenza dalla sinistra. Le persone che condividono con noi degli obiettivi, per noi, sono un valore aggiunto, una risorsa. Si deve guardare alla compatibilità di programma e alle scelte per questo territorio. Io non sono una persona ideologica, a differenza di quello che credono di me dall’altra parte, ma sono una persona che guarda all’obiettivo. C’è molta poca concretezza da parte di alcuni.”.
Meloni si è sottoposta a una lunga seduta di selfie con moltissime delle persone accorse per salutarla e poi si è rivolta a tutto il pubblico: “Avete conosciuto anche voi, come noi romani, l’inconsistenza, l’immobilismo e l’inutilità delle amministrazioni del Movimento 5 Stelle, non vorrei che rischiaste di doverne sperimentare una che mette insieme l’inutilità del 5 Stelle con quella dell’estrema sinistra perché potrebbe essere la pietra tombale di Carrara, città di eccellenza, che può costruire e partecipare a un pezzo importante del rilancio dell’Italia. La grande sfida, secondo me, per il nostro paese, sarà investire in tutto ciò che non può essere copiato, come il marmo, ad esempio. Carrara ha bisogno di una nuova visione e noi pensiamo di poterla costruire con un’opzione di centro destra che è competitiva in questa partita. Ci dovete credere: io sono segretario di un partito politico che è stato dato per spacciato sin dal primo giorno della sua nascita e poi per tutto il suo cammino e adesso è il primo partito italiano perché non abbiamo creduto ai limiti che ci erano stati imposti. È importante la vostra determinazione e il vostro desiderio di cambiare il destino della vostra città e questo si può fare solo andando a votare.”.
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È severa la critica che Diego Nespolo, coordinatore provinciale di Cambiamo con Toti e candidato nella lista civica Insieme per Carrara a sostegno del candidato sindaco Andrea Vannucci, fa alla gestione del turismo dell’amministrazione 5 stelle.
“Negli ultimi cinque anni abbiamo assistito inermi al declino dell'offerta turistica del comune di Carrara in termini di posti letto e offerta di servizi. Chi aveva paventato mirabolanti idee al riguardo, con investimenti milionari e arrivo di investitori di caratura internazionale, ha virato sull'idea che i bed and breakfast sono il target auspicabile per la città, come ha dichiarato l’assessore Anna Galleni. Quindi solo b&b, per i 5 Stelle sono la risposta all'esigenza di supportare il turismo a Carrara, con buona pace di chi ha scelto la nostra riviera o le nostre montagne per passare giorni di vacanza, o di chi per lavoro si trova a gravitare nell'indotto del marmo, della cantieristica, della industria metalmeccanica e anche di chi verrà in terra apuana per eventi alla IMM o per disputare competizioni sportive. Il POC, infatti, non prevede alcun nuovo albergo: pare che in zona Fossa Maestra un terreno edificabile al riguardo sia stato stralciato e l'unico che poteva essere realizzato, cioè l’ex Hotel Mediterraneo, lascerà il posto ad uno skatepark. Gli ultimi alberghi esistenti si contano sulle dita di una mano e non hanno prospettive di crescita o miglioramento, inoltre, “pare” che all'interno delle NTA del nuovo POC siano vietati i condohotel, in barba alla normativa nazionale. Questa è la politica dell'accoglienza, la scelta lungimirante di sostegno all'offerta turistica elaborata dall'amministrazione uscente, è la visione di una Carrara 2030 “Capitale mondiale del Marmo” che si prepara ad accogliere con la politica dei B&B.”. Secondo Nespolo sarebbe assai preferibile ricostruire l’hotel Mediterraneo, nel suo sito originario, con una manifestazione d'interesse a livello nazionale che coinvolga i principali operatori del settore garantendo loro un terreno e oneri a costo zero, mediante un’ operazione che a sua volta porti occupazione e capacità di soddisfacimento della domanda di posti letto. “Mi auguro che la nuova amministrazione – ho concluso Nespolo - decida di mettere testa e mano ad un nuovo piano di sviluppo dell'offerta turistica con un POC rivisto e corretto nelle sue modalità applicative, che prenda decisioni definitive sui grandi temi lasciati nel limbo, come il porticciolo turistico, la IMM, Campocecina. La città ha pagato un costo molto alto per le aspettative inespresse degli ultimi cinque anni, è il momento di decidere e di non accontentarsi dei B&B. Ritengo sia necessario invertire questa tendenza e sarà mio impegno farlo se verrò eletto.”.
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La pagella Legambiente ai candidati sindaco: 5. ECONOMIA CIRCOLARE
Con la quinta pagella, quella sul tema dell’economia circolare, la Arrighi tocca il giudizio ottimo, ma restano solo due (lei e Briganti) sopra la sufficienza. Pressoché uguale il giudizio insufficiente per Vincenti, Vannucci e Caffaz. Seguono Ferri e, fanalino di coda, Locani.
Le domande sull’economia circolare
Legambiente, da tempo ormai, sostiene la necessità di realizzare un vero sistema di economia circolare, che non punti più solo (o tanto) a trovare una soluzione al “problema dei rifiuti”, ma garantisca il massimo recupero di materia e di energia dagli scarti derivanti dai nostri consumi. La nostra posizione è ben sintetizzata nello slogan “Rifiuti Zero, Impianti Mille” perché una buona raccolta differenziata è una premessa importante, ma non risolutiva, per un ciclo virtuoso dei materiali. L’impiantistica è però spesso vista con sospetto e diffidenza dalle comunità, ma anche da chi le amministra: alla ben nota sindrome NIMBY (“not in my back yard”, non nel mio giardino), infatti,si è aggiunta quella NIMTO (“not in my term of office”, non durante il mio mandato).
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Con quali programmi e impegni concreti pensate di declinare a livello locale la transizione ecologica verso il modello dell’economia circolare?
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In particolare: dalle cronache locali è emerso che anche nella zona apuana si vorrebbe realizzare, anche se non è stato ben chiarito chi ne sia il promotore, un impianto di “riciclo chimico” (detto anche “waste to chemical”) per trattare il rifiuto secco residuo e gli scarti derivanti dalle stesse raccolte differenziate (materiali prevalentemente plastici) per produrre etanolo o metanolo o idrogeno. Che posizione assumereste nel caso questa ipotesi diventasse concreta?
La pagella
|
OTTIMO: 7-8 |
SUFFICIENTE: 6-7 |
INSUFFICIENTE: 5-6 |
SCADENTE: 4-5 |
PESSIMO: 2 - 4 |
|
VOTI |
Serena ARRIGHI |
Vittorio |
Rigoletta VINCENTI |
Andrea VANNUCCI |
Simone CAFFAZ |
Cosimo FERRI |
Ferdinando |
|
Programmi ec. circolare |
7,1 |
6,5 |
5,9 |
5,8 |
5,7 |
4,8 |
4,1 |
|
Riciclo |
7,0 |
6,4 |
4,9 |
5,0 |
4,7 |
3,6 |
3,8 |
|
MEDIA |
7,0 |
6,4 |
5,4 |
5,4 |
5,2 |
4,2 |
3,9 |
Nella domanda di carattere generale solo Arrighi e Briganti inquadrano il tema dell’economia circolare nella sua complessità e condividono la declinazione “guida” di Legambiente, “Rifiuti zero, impianti mille”. La prima, però, articola maggiormente anche le azioni che l’amministrazione comunale potrà intraprendere e insiste sulla necessità che, cambiando il paradigma da “rifiuto” a “risorsa”, non si punti solo su incrementi quantitativi delle raccolte differenziate (RD) ma anche sulla loro qualità. Stesso accento sul tema della “qualità” viene posto anche da Simone Caffaz. Vincenti resta invece ancorata al tema delle percentuali di RD e alla tariffazione puntuale: accenna al progetto di adeguamento impiantistico del Cermec (con l’introduzione della biodigestione anaerobica), pianificato dall’ATO ma, inopinatamente, afferma che attualmente la società tratta unicamente rifiuto indifferenziato (mentre già oggi provvede al trattamento dell’organico, della plastica, della carta e del cartone, del “verde” e del legno). Vannucci condivide la necessità di superare le “sindromi” Nimby e che il ciclo dei rifiuti debba vedere una chiusura con la realizzazione di impianti adeguati, ma non declina nessuna proposta specifica di azioni amministrative proprie del Comune. Nessuna azione concreta nemmeno da Ferri e da Locani.
Quanto alla domanda particolare, solo Arrighi sembra avere conoscenze sugli impianti “waste to chemical” e sintetizza una posizione coerente con l’impostazione dell’associazione (trasparenza, partecipazione, dati sugli impatti ambientali validati, idonea localizzazione). Ugualmente “problematica ma senza preclusioni” la posizione di Briganti, che però non dettaglia gli aspetti da approfondire in fase di valutazione di questi tipi di impianto. Un “no comment” piuttosto secco da Vincenti che ritiene di non doversi esprimere su un progetto di cui non si sa nulla, mentre Ferri – citando forse non del tutto appropriatamente direttive europee – si oppone agli impianti di riciclo chimico e si dichiara totalmente a favore dei termovalorizzatori. Vannucci esprime riserve sia di natura lessicale (poiché,nel nostro territorio,il termine “riciclo chimico” riaprirebbe ferite del passato) sia sull’ipotesi stessa dell’impianto, considerato che il nostro territorio “ha già dato” il suo contributo all’area vasta. Caffaz si dichiara contrario alla strategia dell’area vasta che rischierebbe di portarci “il gobbo nero” (cioè un impianto che tratterebbe anche i rifiuti di altre aree). Non classificabile la risposta di Locani, anche perché avanza l’ipotesi di localizzare il nuovo impianto al posto del Marble Hotel (sic).
I criteri di valutazione utilizzati da Legambiente
Non è un caso se Legambiente ha declinato l’obiettivo “rifiuti Zero” in maniera non astratta ma coniugandolo con il corollario “impianti mille”. Il passaggio, culturale e politico, dalla “gestione dei rifiuti” alla nuova sfida della transizione ecologica anche in questo segmento richiede infatti un radicale cambio di approccio che è ben sintetizzato dal grafico “ufficiale” dell’economia circolare:
Il nuovo paradigma, quindi, precisa e supera il precedente schema delle 4R (la cosiddetta gerarchia europea dei rifiuti che fa riferimento alle 5 fasi incluse nell'articolo 4 della Direttiva Quadro Rifiuti (2008/98/EC) che così declinava: Ridurre la produzione di rifiuti, Riutilizzo (dando ai prodotti una seconda vita), Riciclo (rielaborare gli scarti in altri materiali), Recupero (in sostituzione di materie prime), Smaltimento (discarica, incenerimento, pirolisi, gassificazione ecc.).
Il nuovo schema dell’economia circolare, infatti, parte dalla progettazione dei prodotti (con il cosiddetto LCA, Life Cycle Assessment, valutazione del ciclo di vita), incide sulla loro produzione e sulla successiva distribuzione e consumo, rigetta la logica del monouso e tende a valorizzare riutilizzo e riparazione, arrivando poi alla fase della raccolta (differenziata ovviamente). Ma com’è facile intuire, nell’economia circolare l’arco di cerchio prevalente è proprio quella del riciclaggio, ossia dell’impiantistica.
La conseguenza è quella di cambiare radicalmente prospettiva, considerando quindi il “rifiuto” come una materia prima, un input a nuovi processi produttivi. Che, proprio per questo, ha necessità non solo di quantità (quelle misurate in termini di percentuale della raccolta differenziata) ma anche – anzi, soprattutto – di qualità. Politiche che fondino la transizione verso l’economia circolare unicamente sull’incremento quantitativo della raccolta differenziata sono quindi politiche miopi ed aleatorie.
Per questo “impianti mille”: perché, per chiudere il cerchio, è indispensabile disporre, secondo i criteri di prossimità e di sostenibilità, di più impianti specializzati, tecnicamente avanzati e ambientalmente sostenibili.
Da ultimo va considerato che la stessa Unione Europea sta gradualmente sovvertendo l’ordine dell’ultima fase (lo smaltimento finale) privilegiando in ogni caso i trattamenti che consentano un recupero di energia rispetto al deposito in discarica. Contrariamente a quanto si può ritenere, infatti, la discarica è meno sostenibile di altre soluzioni, come il riciclo chimico e la stessa termovalorizzazione, non solo per la permanente occupazione di territorio che una discarica genera (spesso in aree anche di elevato pregio paesaggistico), ma anche per le stesse emissioni di gas serra.
Nota sulla domanda specifica
L’ipotesi di un impianto di cosiddetto riciclo chimico (sostanzialmente un insieme di soluzioni tecnologiche molecolari o pirolitiche, spesso anche molto diverse fra loro quindi) nasce dalla necessità di individuare soluzioni alternative tanto alla discarica quanto alla termovalorizzazione, alla ricerca di un equilibrio che consenta il massimo recupero (in questo caso di energia) e la massima riduzione dello scarto finale non riciclabile/recuperabile.
Ciò che accomuna il “riciclo chimico”, è il presupposto (la maggior parte dello scarto, in ogni caso, ha natura “plastica” sia che nasca come secco residuo sia che origini dai processi di riciclaggio) e la considerazione che tecnologie che consentono di recuperare una fonte energetica (etanolo, metanolo, idrogeno) dalla “frantumazione” – cracking – dei polimeri plastici è preferibile rispetto alla discarica (landfilling) sia all’incenerimento (air filling).
Valga anche per questa domanda la considerazione fatta nella nota alla precedente: se è pur vero che al momento le informazioni sull’eventuale impianto “waste to chemical” in zona sono scarse (in particolare sulla eventuale localizzazione ma anche sulla esatta configurazione tecnologica, sui materiali di input e sugli output) è anche vero che la notizia è stata più volte riportata dagli organi di informazione e un candidato a sindaco con una minima sensibilità ambientale avrebbe ben potuto quanto meno approfondire il tema in sé del riciclo chimico e definire i criteri di massima di accettabilità (o dichiarare alternativamente appoggio o avversione all’ipotesi in sé). E in ogni caso chiedere trasparenza e adeguata informazione e partecipazione dei cittadini ai processi decisionali.
Ancora una volta la maggior parte dei candidati non raggiunge nemmeno la sufficienza, con l’eccezione di Arrighi, che la supera, e di Briganti: il che conferma la distanza della maggior parte dei contendenti dalle posizioni di ambientalismo scientifico che caratterizzano Legambiente.
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