Politica
"Il lavoro della Commissione: ascolto e impegno concreto per il territorio": parla la presidente della commissione Giovanna Santi
In questi mesi la Commissione ha portato avanti un lavoro intenso e continuo, fondato su un principio chiaro: ascoltare il territorio e trasformare le criticità in…

Massa Carrara, mozione Ferri (FI): "Rafforzare interventi regionali per contrastare Cecidomia dell'olivo. Sostegno economico ad olivicoltori"
Una mozione per chiedere il rafforzamento degli interventi regionali per il contrasto alla Cecidomia dell'olivo e un sostegno straordinario agli olivicoltori della provincia di Massa-Carrara e…

Bonifiche e futuro del territorio: ampia partecipazione alla presentazione del libro "Cicatrici di terra, semi di speranza"
Si è tenuto, presso l'Autorità portuale di Marina di Carrara, l'incontro pubblico in occasione della presentazione del libro "Cicatrici di terra, semi di speranza" di Ilaria…

Manutenzioni stradali a Massa, la Lega: "Avanti con i cantieri in via Marina Vecchia e via Democrazia"
Il Comune di Massa prosegue nell'esecuzione del programma di manutenzione straordinaria delle strade cittadine. Gli interventi attualmente in corso riguardano alcune direttrici fondamentali per la viabilità…

Il CUPLA ha incontrato l' assesore al sociale del Comune di Massa Francesco Mangiaracina
Il Coordinatore del CUPLA - Coordinamento Unitario dei Pensionati del Lavoro Autonomo- CUPLA- di Massa-Carrara, nella persona del dottor Gino Angelo Lattanzi e il Vice Coordinatore dottoressa Morena Fruzzetti, proseguendo…

Ancora più divieti di transito e di sosta in via Don Minzoni per i lavori al cantiere Canal Del Rio
Proseguono i lavori di scavo finalizzati all'adeguamento idraulico del Canal del Rio per conto del Comune di Carrara: il cantiere è arrivato fino alla rotatoria tra…

"Risposte che non lasciano speranza": il commento di Valeria Pedrini, area sociale M5S alle risposte date da Usl toscana Nord Ovest
Valeria Pedrini, responsabile area sociale del M5S Carrara, ha commentato il comunicato diffuso all'U.S.L.:"Le risposte della Usl Nord Ovest diffuse sulla stampa lasciano senza speranza.

Migranti, Ferri e Stella (FI): "No a Cpr ad Aulla. Ma Giani sbaglia, urgente realizzare in Toscana un Centro permanenza per i rimpatri"
"Siamo contrari a localizzare nell'area di Pallerone, nel Comune di Aulla, il Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr) della Toscana. Non è il luogo giusto, occorre individuare…

L'onorevole Barabotti della Lega ha incontrato il ministro Piantedosi sul caso Bongiorni: "Vicinanza alla comunità e massima attenzione alla sicurezza del territorio"
"Ho incontrato al Viminale il Ministro dell'Interno Matteo Piantedosi per fare il punto sulla situazione della sicurezza nella provincia di Massa Carrara. Il Ministro ha espresso…

Europa Verde: "MASSA 2028”: il futuro si costruisce adesso… sì alle primarie
Come EUROPA VERDE – VERDI dell'Alleanza Verdi Sinistra di Massa consideriamo urgente e necessario avviare un percorso finalizzato a…

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"Ci risiamo! Sono costretto a tornare a parlare del Lavello. Mi chiedo perché si debba parlare degli stessi problemi e non si risolvano definitivamente. Pulizia, igiene, salute, sicurezza, abusivismo!".
Cosimo Ferri entra a gamba tesa sulla questione, tristemente sempre in auge, del degrado del Lavello: "I cittadini residenti, soprattutto in questa situazione emergenziale in cui sono chiamati a rimanere in casa, cercano tutele e meritano un ambiente salubre e non degradato. Non è pensabile che gli interventi di pulizia programmati ogni quindici giorni o una volta al mese siano sufficienti per risolvere questa situazione che da troppi anni si protrae. Risolviamola una volta per tutte!".
"Nonostante ci siano stati interventi da parte dei comuni di Carrara e Massa – commenta Ferri - per quanto riguarda la pulizia dei rifiuti all’interno del Fosso del Lavello, siamo tornati al punto di partenza! Tutto è tornato come prima. Non è possibile che il Lavello, che già ha molte criticità, sia considerato una zona di serie B, di confine e quindi oggetto di degrado".
L'onorevole Ferri ricorda che la questione è stata oggetto di interventi ad opera dei due comuni limitrofi, Massa e Carrara, ma si rivolge in particolare al sindaco Francesco De Pasquale, a causa dei copiosi rifiuti presenti in strada entro il confine comunale di Carrara.
"La pulizia – commenta Ferri - dev'essere fatta con maggiore rigore anche per quanto riguarda i rifiuti lungo la strada (lato Carrara) che risultano un problema per i residenti della zona. Chiedo ancora una volta al sindaco di Carrara, De Pasquale, di risolvere il problema definitivamente. Garantisca la pulizia della strada e dimostri di avere a cuore i cittadini che abitano al Lavello che sono costretti a convivere anche con seri problemi di sicurezza e di abusivismo mai risolti La lotta all’abusivismo non può essere lasciata in mano solo ai cittadini devono intervenire le istituzioni. E poi che fine hanno fatto le telecamere promesse? Non bastano gli annunci occorrono i fatti. In più occasioni ho letto di promesse sull’installazione di queste telecamere ma gli abitanti raccontano di non averle mai viste. Sindaco ne sa qualcosa?".
"Sul tema pulizia – ricorda l'onorevole - anche il Consorzio di Bonifica è già intervenuto, ma occorre oggi ripulire gli argini del fiume e pensare quindi ad un piano straordinario di manutenzione per renderli puliti e sicuri. Occorre per esempio prevedere uno sfalcio in più per evitare che si creino dei veri e propri tappi naturali che possano impedire non solo il corretto funzionamento del depuratore ma anche creare un deturpamento ulteriore della zona. C’è poi il problema della pulizia del ponte che conduce al depuratore che deve essere fatta da chi ne è il proprietario".
M. C.
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Il collettivo Athamanta, a seguito della visione dell'anteprima del documentario “Uomini di pietra”, che andrà in onda in esclusiva su DMAX da giovedì 19 novembre in prima serata, che racconta di come viene estratto e lavorato il marmo delle Alpi Apuane, ha deciso di segnalare che le attività estrattive nelle Alpi Apuane stanno causando uno dei più grandi disastri ecologici e ambientali al mondo.
Athamanta è un percorso nato a Massa-Carrara che riunisce numerose realtà associative e soggetti singoli con l’obiettivo di tutelare le Alpi Apuane, catena montuosa di inestimabile valore che ospita 1784 specie e sottospecie floristiche, ovvero il 30 per cento del totale italiano e una quantità maggiore di quella presente su tutto il suolo della Gran Bretagna - molte di queste sono inoltre endemismi - riteniamo non opportuna la spettacolarizzazione di un business che autorizza perlopiù la polverizzazione delle Apuane. Sono fatti e numeri a documentare il disastro in corso: ogni anno vengono estratte circa 4 milioni di tonnellate di montagna: fino al 90 per cento del materiale estratto è scarto.
Athamanta si è rivolta direttamente ai direttori del programma:-
“Spett.le DMAX
Alla cortese attenzione del Direttore Discovery Italia
Dr.ssa Laura Carafoli
Egregia Direttrice, La montagna, oggetto del Vostro documentario “Uomini di pietra”, viene devastata ogni giorno e finisce nel mercato del carbonato di calcio impiegato per il settore edilizio, per le industrie farmaceutiche e cosmetiche. L’80% del marmo bianco estratto nelle Apuane fa questa fine, il 19,5% è impiegato per arredi e rivestimenti mentre l’arte pesa lo 0,5% delle estrazioni. Aggiungiamo che ad oggi solo il 15% delle cave è in possesso delle certificazioni ambientali: come documentano i database ufficiali di Ispra e Accredia solo 11 cave su 73 sono registrate Emas o certificate Iso 14001. Certificazioni oltretutto inefficaci che non mirano alla tutela delle acque superficiali e sotterranee.
E’ alquanto poco rispettosa, nei confronti degli abitanti del territorio e non solo, la spettacolarizzazione del lavoro estrattivo a fronte degli impatti disastrosi vissuti dal territorio Apuano, interessato da dissesto idrogeologico dovuto anche all’escavazione – si sono verificati 8 alluvioni in 20 anni a Carrara – inquinamento per scarti di cava – ogni anno insieme a oli esausti e idrocarburi viene sversata polvere di marmo che cementifica gli alvei fluviali – e danni ambientali – circa venti specie endemiche floristiche e faunistiche apuane sono a rischio.”
Ogni anno nelle cave di marmo muore in media una persona. Ci sono stati 12 incidenti mortali negli ultimi tredici anni, 1206 feriti. E si tratta di un dato parziale, visto che dal 2017 l’osservatorio infortuni dell’Asl locale non è stato attivo per una riorganizzazione della struttura interna. Athamanta ha concluso il suo intervento: -“A fronte di un incidente mortale verificatosi lo scorso 28 ottobre in una cava sul monte Corchia (Comune di Stazzema) riteniamo ancora più inopportuna la messa in onda del Vostro programma “Uomini di pietra”, pericolosamente vicino ad un’apologia della devastazione.”
Fra. S. Vat.
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"A quasi un mese di distanza dalla dichiarazione dello stato di agitazione dei dipendenti cimiteriali di Nausicaa l'azienda per ora si è limitata a risponderci solo a mezzo stampa. Non ha voluto incontrarci, aprire un tavolo di confronto su quelle che sono le criticità così come individuate dai dipendenti: non è facendo ostruzionismo che ci impediranno di tutelare i lavoratori".
A parlare è il segretario della Uil Fpl Massa Carrara, Claudio Salvadori, che solo lunedì pomeriggio ha avuto modo di tenere un'assemblea con i propri iscritti del settore cimiteriale di Nausicaa. "Era il 23 ottobre quando abbiamo dichiarato lo stato di agitazione e da allora non c'è stato alcun segnale di avvicinamento dalla direzione aziendale – prosegue -. Non c'è stata neppure la convocazione da parte del Prefetto per avviare le procedure di raffreddamento ma capiamo che la situazione e l'emergenza Covid possano rallentare questi percorsi istituzionali. Quello che non possiamo né capire né accettare è il comportamento della dirigenza di Nausicaa. Anzi, da quanto riportano i nostri iscritti ci risulta che si stia verificando qualche cosa di strano: improvvisamente, dalla dichiarazione dello stato di agitazione, ai nostri iscritti viene contestata per iscritto dalla direzione ogni singola mancanza mentre questo non accade per gli altri lavoratori nonostante il comportamento sia stato lo stesso. Non vogliamo parlare di intimidazione però qualcosa davvero non torna e anche di questo vogliamo parlarne al tavolo di confronto che a oggi non è stato mai convocato. Così come l'azienda non ha ancora convocato il primo incontro per la trattativa del contratto di secondo livello, che deve seguire la firma del contratto nazionale avvenuta ormai diverso tempo fa".
Intanto i lavoratori lamentano ancora tanti problemi nella gestione del personale e dell'attività ordinaria: "Mancano i dispositivi di protezione individuale – incalza Salvadori -, dati solo parzialmente in una fase così critica. Non sono rispettate rigidamente le misure di sicurezza nell'accesso al forno crematorio, anche da parte dell'utenza: spetta all'azienda creare percorsi e modelli di ingresso e comportamento in totale sicurezza. I ponteggi per i lavori in alta quota sono vecchi e fatiscenti e mettono a rischio l'incolumità degli operatori. Tutte contestazioni che devono essere oggetto di un confronto sano e diretto con l'azienda, per capire cosa sia vero e cosa possa essere sanato, e come. L'ostruzionismo non ci fermerà – conclude Salvadori – e andremo avanti per tutelare i lavoratori anche rivolgendoci ai nostri legali, se saremo costretti da questo atteggiamento dell'azienda".
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Dal risentito stupore del presidente della Regione, Eugenio Giani, per il declassamento della Toscana in zona rossa allo scaricabarili tra gli esponenti del Pd nell’attribuzione di tale responsabilità, per il consigliere di Alternativa per Carrara, Massimiliano Bernardi, poco c’è da salvare nelle scelte di quelli che per diverse legislature prima di quella attuale furono suoi alleati di partito nel governo della città. Bernardi ha ribadito il diritto e l’importanza della critica per la gestione della sanità toscana insieme all’incapacità dimostrata dagli attuali amministratori,a suo giudizio, impegnati solo a mantenere salde le proprie poltrone.
“Bisogna parlare e riflettere – ha spiegato Bernardi - sul perché in relazione ai quattro livelli di rischio la Toscana è rischio “alto”, avendo superato il 48 per cento di occupazione delle terapie intensive quando la soglia sicura prevista era al trenta. E anche perché la Toscana ha registrato il più alto Rt d'Italia. Per cui se vogliamo confrontarci sul rispetto verso le vittime, i malati e tutti i cittadini toscani, la politica non può imporre il silenzio ma dare risposte a voce alta . Perché chi non accetta la critica costruttiva non è né responsabile né rispettoso .”.
Bernardi ha rigettato le accuse formulate nei suoi confronti di ignoranza ed ha portato ad esempio gli ultimi dati relativi alla provincia di Massa Carrara che assomigliano sempre più a un bollettino di guerra. “Siamo per mortalità e per contagi- ha detto Bernardi - Si tratta di orribili sui quali una parte politica della sinistra purtroppo sembra voler glissare .”.
A conferma della pessima gestione dell’emergenza, secondo Bernardi, ci sarebbe l’attuale corsa affannata a reperire posti letto e strutture in cui allestirli dovuta al fatto che gli ex vertici PD della Toscana, cioè Enrico Rossi, avevano chiuso gli ospedali e non avevano nemmeno predisposto un minimo di soluzioni adeguate e sostenibili per gestire questa terribile ed annunciata emergenza nel corso dell’estate. Bernardi ha previsto notevoli difficoltà per tutto il personale medico e paramedico a fronteggiare la seconda ondata e si è detto vicino alle famiglie che hanno subito gravi perdite, a chi lavora faccia a faccia col virus.
“Per questo motivo – ha aggiunto Bernardi - riteniamo che si debbano svelare gli argomenti più drammatici , cioè la carenza di posti letto, delle terapie intensive, dei servizi territoriali, delle risposte ai tamponi che non arrivano, delle caotiche procedure per le quarantene e per la vergognosa situazione in cui è stato lasciato il personale delle USCA assolutamente insufficiente per una efficace rete territoriale. Occorrerebbero più competenza, più responsabilità e più trasparenza da parte dei politici del PD che hanno rovinato la sanità toscana. “.
Bernardi ha voluto ricordare che l’attuale situazione grava non solo sui contagiati dal covid ma anche su tutti i malati di altre patologie che stanno vedendo rallentati o azzerati i servizi ospedalieri di cui necessitano. “ Rimaniamo quindi esterrefatti ed increduli –ò ha concluso Bernardi - vista la drammatica situazione denunciata tutti i giorni su stampa locale e sui social , per gli assurdi interventi a posteriori di alcuni esponenti politici del PD che fino a pochi giorni fa non avevano nemmeno idea di ciò che stava accadendo ed erano rimasti per mesi in religioso silenzio in attesa forse delle direttive di partito.”.
V. T.
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Due anni fa avevano scelto di non sostenere la candidatura di Francesco Persiani a sindaco di Massa ma oggi hanno deciso di rendergli il merito di una efficace gestione della drammatica emergenza sanitaria sul territorio massese.
L’elogio a Persiani arriva infatti dalla Associazione Massa Libera che ha spiegato il doveroso riconoscimento al primo cittadino per la capacità dimostrata di essere una guida forte, riflessiva e sicura.
“Ci sembra strano dover essere noi – hanno detto da Massa Libera - suoi aperti seppur leali avversari nelle elezioni del 2018, ad essere i primi a rendergli merito, ma pecchiamo di troppa onestà intellettuale per continuare a tacere: nessuno avrebbe mai potuto immaginare uno scenario tanto drammatico, ma passati i primi comprensibili momenti di timore il sindaco ha saputo prendere in mano la guida dell’emergenza rassicurando allo stesso tempo la popolazione che nulla sarebbe stato intentato per non farla sentire abbandonata. Oggi che purtroppo ci troviamo di nuovo in uno scenario di pessimismo, notiamo come, nello stesso modo, siano stati portati avanti atti e progetti importanti pur in mezzo al silenzio degli amici e le speciose polemiche degli avversari. Ci è sembrato giusto dire la nostra perché avendo il privilegio di assistere al quotidiano lavoro che il sindaco e la sua squadra fanno riteniamo che questo meriti il grazie di tutta la comunità.”.
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Contributi per fare fronte alla morosità delle famiglie più fragili che vivono in case popolari: è questo in sintesi quello che prevede il protocollo tra Comune di Carrara ed Erp Spa, approvato oggi dalla giunta del sindaco Francesco De Pasquale, su proposta dell’assessore alle Politiche Abitative Anna Galleni.
L’iniziativa è rivolta agli assegnatari regolari degli alloggi che versino in una “situazione di particolare fragilità socio-sanitaria ed economica accertata”.
Su valutazione del Servizio Sociale, queste persone potranno ricevere contributi finalizzati esclusivamente al pagamento delle rate di morosità accumulata, per un massimo di euro 200 mensili e per un periodo non superiore a 12 mesi. Grazie a questo accordo, in sostanza, il Settore Politiche Abitative può fornire un valido strumento per far sì che le famiglie più fragili e con gravi problemi sanitari possano far fronte ai debiti da locazione ed evitare i conseguenti sfratti.
«Con questo strumento andiamo a colmare un vuoto che esisteva sugli aiuti che il Settore Politiche Abitative poteva erogare a chi è in difficoltà. Attualmente il nostro supporto passa attraverso il contributo affitto, il contributo morosità incolpevole, i fondi per il “passaggio da casa a casa”.
Questi aiuti non possono però essere concessi a chi vive in un alloggio ERP. Grazie a questo nuovo protocollo possiamo dare un aiuto reale a chi è in difficoltà economica, abita in una casa popolare, ha nel proprio nucleo familiare una persona con una situazione sanitaria particolarmente grave ed è indietro nel pagamento dei canoni o degli oneri condominiali. In questo momento già così difficile è sicuramente uno strumento prezioso per preservare le persone ed aiutarle concretamente a conservare la propria casa» ha dichiarato l’assessore Anna Galleni
Il protocollo, che verrà sottoscritto con Erp, è specificatamente finalizzato ad aiutare a ripianare la morosità degli assegnatari definitivi di alloggi Erp, degli assegnatari in via provvisoria e degli assegnatari regolarizzati, la cui condizione familiare sia conosciuta dai Servizi Sociali e presenti problematiche sanitarie accertate dai servizi dell’Azienda USL Toscana-Nord Ovest.
L’intervento, previa valutazione dal Servizio Sociale, potrà essere concesso per un massimo di euro 200 mensili e per un periodo non superiore a 12 mesi prorogabile su esclusiva indicazione del Servizio Sociale e salvo superamento del periodo sperimentale, e comunque fino ad esaurimento degli stanziamenti di bilancio comunale. Per accedere all’intervento, il nucleo familiare dovrà essere in possesso di certificazione Isee uguale o inferiore all’importo di euro 4.000.
Dopo la sottoscrizione del protocollo, e contestualmente alla sua entrata in vigore, sul sito del Comune di Carrara verranno pubblicate le informazioni dettagliate su aventi diritto e dettagli del provvedimento.
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L’annuncio dell’intenzione di sporgere querela da parte del direttore dell’Accademia di Belle Arti di Carrara, Luciano Massari, non ha minimamente scalfito il coordinatore comunale della Lega, Nicola Pieruccini e il coordinatore comunale di Forza Italia, Riccardo Bruschi che sono tornati a ribadire quanto affermato alcuni giorni fa e cioè l’urgenza del commissariamento dell’Accademia e delle dimissioni dell’attuale direttore.
Alla base delle prime richieste dei coordinatori di Lega e Forza Italia c’era la relazione firmata dal professor Michele Aietta per conto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, dalla quale sarebbero emerse gravi motivazioni a sostegno dell’ineleggibilità e l’incandidabilità di Luciano Massari.
In risposta alla minacciata querela fatta dal direttore dell’Accademia Pieruccini e Bruschi hanno addirittura rilanciato le accuse attingendo ancora alla relazione del dottor Aietta che avrebbe evidenziato altre criticità. Pieruccini e Bruschi si sono detti sconcertati dalla minaccia di Massari ed hanno ribadito di aver reso pubblici, in maniera testuale, estratti della relazione del dottor Aietta. Inoltre hanno anche definito prive di pregi giuridici le argomentazioni portate da Massari per cercare di confutare quanto scritto nella relazione del Mef.
“Vogliamo ricordare – hanno detto Pieruccini e Bruschi – che al momento Massari gestisce la seconda struttura pubblica più importante della città dopo il comune. Come si fa a giustificare comportamenti che violano la legge in modo così palese asserendo che essi non contraddicono lo statuto dell'Accademia? Capiamo che il suo ufficio è a Palazzo del Principe, ma non crederà mica di vivere in un principato autonomo in cui non vigono le leggi dello stato ma quelle di Massari. Forse non ha mai sentito parlare del principio della gerarchia delle fonti giuridiche, sulla base del quale quella superiore, cioè lo stato, prevale sempre su quella inferiore, ovvero lo statuto dell'Accademia.”. i due coordinatori di Lega e Forza Italia hanno voluto rendere pubblici anche altri passaggi della relazione di Aietta che, a loro giudizio, getterebbero ulteriore grave discredito sull'attuale governance e farebbero chiaramente capire la situazione di diffusa illegalità e di estrema emergenza in cui verte l'istituto, che appare oggi al di fuori di ogni controllo. Eccoli di seguito:
“Rinuncia a un direttore amministrativo di ruolo e nomina antiecononoma di un “interim” a 800 chilometri di distanza.
Secondo la relazione, Massari appare il dominus dell'Accademia ben al di là delle prerogative di legge e statutarie. Ad esempio nella domina del direttore amministrativo egli, “sulla base di discutibili motivazioni di merito e non di legittimità, ha rinunciato a una procedura di comando che avrebbe stabilizzato tale figura” decidendo, senza averne le prerogative di legge (che al contrario spetterebbero al Miur), l' “antieconomica nomina di un direttore amministrativo ad interim, di preferenza del direttore, la cui sede di ruolo è situata a circa 800 chilometri di distanza con un tempo di percorrenza in auto di circa 9 ore”.
Inchiesta della procura sul servizio di catalogazione informatizzata del Fondo Antico della biblioteca dell’Accademia
La Procura ha avviato un'inchiesta sul servizio di catalogazione informatizzata del Fondo antico della biblioteca dell’Accademia. Evitando un'analisi approfondita della problematica in quanto la gran parte dei documenti sono stati sequestrati dai carabinieri, il dott. Aietta evidenzia che non esiste “il contratto deliberato dal cda” del servizio, non è stata richiesta “l'autorizzazione della sovrintendenza ai beni culturali”, la gara è stata indetta “sotto soglia”, e quindi negoziata e senza bando, per 40 mila euro, salvo poi scegliere un preventivo da 70 mila euro scartandone uno da 41 mila nonostante “nella Commissione di gara non ci fosse un componente esperto in grado di fornire una valutazione professionale”, dopo aver richiesto solo 3 preventivi invece dei 5 previsti dalla legge e senza copertura finanziaria (a bilancio erano disponibili e impegnati solo 32 mila euro). Il contratto è stato infine sospeso per circostanze speciali e di interesse pubblico.
Lo scandalo della Summer School
Relativamente agli ormai celeberrimi corsi “Summer School”, anch'essi oggetto di una inchiesta della procura della Repubblica per la quale sono già prepotentemente venuti alla ribalta della cronaca, la relazione evidenzia che il Memorandum tra l'Accademia e l'associazione “Via della seta” è stato sottoscritto dal direttore “in modo illegittimo” in quando egli non ne aveva titolo “poiché privo dell'autorizzazione a prendere impegni per l'Accademia, in quanto il Memorandum non è stato approvato dal Consiglio accademico né portato a conoscenza del cda” e poiché si “discosta palesemente” da altri atti regolarmente approvati dalle strutture dell'Accademia, come ad esempio il regolamento didattico. Per il totale caos organizzativo, il dirigente del ministero non riesce a individuare i motivi per i quali l'associazione “Via della Seta” abbia incassato 60.800 euro, versandone all'Accademia solo 21.000 e chiedendo 3.800 euro per ogni studente, cifra enormemente superiore ai 1.500 euro che la la convenzione prevedeva per l'organizzazione dei “corsi propedeutici” (quelli di lingua italiana, previsti dallo stesso Memorandum, non sono mai partiti). Aietta ritiene che in realtà tali studenti cinesi abbiano partecipato semplicemente ai corsi di “summer school”, il cui costo di iscrizione è mediamente di 500 euro (e non di 3.800 come fatto pagare agli studenti cinesi!)
Molti docenti non rispettano il monte ore e 27 docenze non di ruolo sono state affidate senza l'espletamento di procedure pubbliche
Il dottor Aietta ha riscontrato che “molti docenti svolgono un orario complessivo senza rispettare il monte ore di 324” e che nell'affidamento di corsi diversi dalla titolarità d'insegnamento “27 corsi sono stati affidati senza l'espletamento delle procedure pubbliche”, violando in diversi casi “l'articolo 97 della Costituzione che impedisce il doppio lavoro dipendente in capo al medesimo soggetto sottraendo anche opportunità lavorative a giovani disoccupati in cerca di lavoro e in possesso di idonei requisiti”. Risulta disatteso dai docenti l'obbligo di presentare al consiglio accademico una relazione triennale sulla propria attività e “i direttori di scuola e di dipartimento sono remunerati con le attività aggiuntive previste dal contratto integrativo di istituto senza svolgere, peraltro, le attività previste dal loro incarico”
Illegittima esternalizzazione del servizio bibliotecario
L'esternalizzazione del servizio bibliotecario in modo continuativo appare illegittima perché, anche qualora fosse utile e necessario, cosa che il dirigente non ha riscontrato, potrebbe essere giustificata solo per esigenze temporanee e contingenti, considerando anche che molti dirigenti risultano in debito d'orario.”.
Pieruccini e Bruschi hanno di nuovo sottolineato l’urgenza di rimuovere Massari dal suo incarico addirittura ventilando la possibilità di licenziarlo dal ruolo di dipendente pubblico e insegnante ed hanno ribadito la necessità della nomina di un commissario per ripristinare un minimo di legalità e regolarità amministrativa, da parte del Miur, che sino ad oggi si sarebbe distinto per un complice silenzio. Per le stesse ragioni Pieruccini e Bruschi hanno chiesto le dimissioni dell’assessore Andrea Raggi, rappresentante dell'amministrazione comunale nel cda dell'Accademia, in quanto complice o, peggio, totalmente distratto. I due coordinatori di Lega e FI hanno anche chiesto una mobilitazione cittadina per risollevare l’Accademia da una crisi profonda e che oggi sembra irreversibile allo scopo di evitare l'accorpamento con quella di Firenze, ipotesi che, secondo Pieruccini e Bruschi, nei palazzi della politica sarebbe data come sempre più probabile e di cui il Pd, i 5 stelle e la lobby che ha espresso Massari direttore ne avrebbero la piena responsabilità.
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Torna al centro del dibattito politico la questione degli operatori dei CUP grazie all’ordine del giorno preparato dalla capogruppo del Pd carrarese, Roberta Crudeli, che sarà presentato il 20 novembre nel corso del prossimo consiglio comunale.
Crudeli ha fatto notare che sulla vertenza in questione si è registrata una sostanziale unità tra le forze politiche, le organizzazioni sindacali e le Istituzioni del territorio e che la Regione Toscana ha espresso il suo impegno per garantire la messa in campo di un percorso per la stabilizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori dei CUP.
“Gli operatori del Cup - ha spiegato la Crudeli - hanno svolto e stanno svolgendo un ruolo importante, in questa difficile e prolungata fase emergenziale, quale interfaccia tra il sistema sanitario e i cittadini. Il percorso di internalizzazione deve essere un obiettivo non più rinviabile perché queste lavoratrici e questi lavoratori vedano finalmente concluso il loro lungo periodo di precariato quale riconoscimento per la loro dignità e per ciò che hanno fatto e stanno facendo in queste difficili fasi legate all'emergenza sanitaria dovuta alla pandemia.”.
La Crudeli chiederà al sindaco Francesco De Pasquale, in qualità di Presidente della Conferenza Zonale delle Apuane di trasmettere alla Regione Toscana e all'azienda USL Toscana Nord – Ovest, ad Estar Toscana e la Conferenza Zonale delle Apuane l’invito a garantire senza ulteriori indugi, la chiusura del percorso di internalizzazione degli operatori e operatrici del CUP Apuane e di inviare il presente documento al Presidente della Regione Toscana dott. Eugenio Giani e alla direttrice generale dell'azienda USL Nord ovest dr.ssa. Maria Letizia Casani.
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In riferimento ai conferimenti abusivi registrati nei giorni scorsi presso l’isola ecologica di via Roma, in località San Ceccardo, il sindaco di Carrara Francesco De Pasquale ha dichiarato: «Stiamo monitorando e predisponendo misure di contrasto a questo fenomeno fin dai primissimi giorni della sua comparsa. Voglio però fare una premessa. Le persone servite dal porta a porta non possono e non devono sottrarsi al servizio andando a gettare i rifiuti indifferenziati nei bidoni rimasti nelle zone ancora inserite nel Pap. Si tratta di un comportamento che denota scarsa civiltà e disinteresse a un tema delicatissimo quale quello dell’ambiente e della qualità della vita della nostra città. Per quanti controlli e misure di contrasto possiamo attivare – ammonisce il primo cittadino - è fondamentale che i cittadini capiscano che aumentare la differenziata è un investimento sul futuro, non solo in termini ambientali e di qualità della vita ma anche economici».
Esaminando in generale il fenomeno della migrazione dei rifiuti, il sindaco spiega: «A seguito dell’introduzione o estensione del porta a porta si tratta di un trend fisiologico. Purtroppo c’è chi, per pigrizia, cerca di aggirarlo. A queste persone voglio dire che si tratta solo di impegnarsi un po’ e cambiare qualche piccola abitudine. Il porta a porta non è un sistema difficile, bisogna solo prenderci confidenza». De Pasquale analizza poi nello specifico quanto accaduto all’isola ecologica di via Roma: «Quello che è successo in questi giorni è particolarmente grave non solo perché qualcuno ha aggirato il servizio andando a gettare l’indifferenziato nelle isole disponibili ma anche perché, cosa ancora più grave, molte persone, trovandole piene, non si sono fatte problemi ad abbandonare i sacchi in strada e sul marciapiede».
Ma l’amministrazione non si è limitata a una semplice “condanna” dell’accaduto: «Questi comportamenti incivili non possono e non saranno tollerati anche perché oltre a danneggiare il decoro della città e a creare situazioni pericolose dal punto di vista igienico sanitario, comportano dei costi in più per la collettività. In primis quelli per la pulizia “straordinaria” delle isole: in questi giorni, il personale di Nausicaa è stato infatti costretto a ripetuti passaggi per riportare la situazione alla normalità, con un aggravio sui conti del municipio. Colgo l’occasione per ringraziare la nostra multiservizi per l’immediata collaborazione nella gestione di queste criticità. Per stroncare sul nascere questo fenomeno – ha dichiarato il sindaco - abbiamo predisposto dei controlli. A seguito delle violazioni rilevate sono state elevate alcune sanzioni e altre ne saranno comminate se si ripeteranno episodi simili. Vi ricordo che per questi comportamenti la sanzione può arrivare fino a 500euro. A seguito dell’estensione del pap e della rimozione, qualche giorno fa, degli ultimi bidoni dalle località san ceccardo e fabbrica, stiamo adeguando l’ordinanza sindacale del 2017, includendo le nuove zone. Il provvedimento in sostanza vieta “di conferire rifiuti dalle utenze ricomprese nelle aree interessate al porta a porta presso zone non attualmente interessate al servizio (cassonetti per la raccolta stradale dei rifiuti)”, rendendo tali comportamenti sanzionabili».
Il primo cittadino conclude con un ringraziamento alla Polizia Municipale che «nonostante il carico di lavoro già straordinario imposto dall’emergenza Covid si è resa disponibile anche per questo servizio. Per i nostri agenti è un momento particolarmente delicato e voglio ringraziarli per quello che stanno facendo a nome di tutta la città. Doverli destinare anche a questi controlli, significa che l’inciviltà di qualcuno sta già avendo ricadute negative sull’intera comunità. Spero che chi ha sbagliato finora lo capisca: se le mie parole non saranno sufficienti proseguiremo con le sanzioni. Credo che in questo momento, in cui molti cittadini affrontano anche situazioni difficili dal punto di vista economico, sia particolarmente sconveniente gettare soldi nelle multe solo perché non si ha voglia di mettere un minimo di impegno nella raccolta porta a porta».
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Due interpellanze legate a criticità palesi subite dai cittadini di Massa sono state presentate dal consigliere dell’opposizione Stefano Alberti. La prima riguarda la scuola primaria Giosuè Carducci di Poggioletto interessata da un doppio problema: l’urgenza di un intervento di rifacimento dei bagni, per i quali erano già stati accantonate diverse migliaia di euro e l’assembramento che ostacola anche il traffico che si forma all’ingresso e all’uscita dei bambini a causa dell’utilizzo di un unico cancello per entrambe le funzioni.
“Si interpella la giunta – ha scritto Alberti - per sapere se verrà garantito il ripristino dello stanziamento per il rifacimento di tutti i servizi igienici del plesso scolastico e se l'amministrazione non ritenga opportuno aprire anche l'altro cancello della scuola (lato monti) per organizzare più efficacemente e in tutta sicurezza l'ingresso e l'uscita dell'edificio.”. La seconda interpellanza è riferita alle segnalazioni di molti cittadini in merito a delle operazioni in corso nella zona della Rinchiostra da parte di una nota compagnia di telefonia mobile. Alberti ha ricordato che il compendio della Rinchiostra racchiude in poche centinaia di metri la scuola elementare "Carlo Collodi", l'impianto sportivo della Virtus Poggioletto, la Villa della Rinchiostra, la struttura per anziani RSA Villa Sempreverde e numerose residenze pubbliche e private e che il regolamento non consente nuove installazioni per gli impianti di telecomunicazione in aderenza o vicinanza a luoghi sensibili, quali appunto scuole, residenze sanitarie. Ha ribadito che le antenne non possono essere collocate in luoghi privati ma in aree pubbliche e che l'area della Rinchiostra era stata già stata in passato oggetto di stralcio dal piano delle antenne confermato anche da una recente risposta dell'amministrazione ad una interpellanza del gruppo PD che escludeva previsioni di installazioni SRB di quinta generazione . “ Chiediamo al sindaco se è stato presentata presso gli uffici comunali una richiesta da parte dei gestori telefonici, di adeguamento al programma annuale di sviluppo delle reti 2021 della telefonia mobile che preveda l'installazione di un'antenna nel sito della Rinchiostra, palesemente in contrasto con le normative comunali del settore e, nel caso, come intenda muoversi la sua amministrazione.”
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