Politica
"Il lavoro della Commissione: ascolto e impegno concreto per il territorio": parla la presidente della commissione Giovanna Santi
In questi mesi la Commissione ha portato avanti un lavoro intenso e continuo, fondato su un principio chiaro: ascoltare il territorio e trasformare le criticità in…

Massa Carrara, mozione Ferri (FI): "Rafforzare interventi regionali per contrastare Cecidomia dell'olivo. Sostegno economico ad olivicoltori"
Una mozione per chiedere il rafforzamento degli interventi regionali per il contrasto alla Cecidomia dell'olivo e un sostegno straordinario agli olivicoltori della provincia di Massa-Carrara e…

Bonifiche e futuro del territorio: ampia partecipazione alla presentazione del libro "Cicatrici di terra, semi di speranza"
Si è tenuto, presso l'Autorità portuale di Marina di Carrara, l'incontro pubblico in occasione della presentazione del libro "Cicatrici di terra, semi di speranza" di Ilaria…

Manutenzioni stradali a Massa, la Lega: "Avanti con i cantieri in via Marina Vecchia e via Democrazia"
Il Comune di Massa prosegue nell'esecuzione del programma di manutenzione straordinaria delle strade cittadine. Gli interventi attualmente in corso riguardano alcune direttrici fondamentali per la viabilità…

Il CUPLA ha incontrato l' assesore al sociale del Comune di Massa Francesco Mangiaracina
Il Coordinatore del CUPLA - Coordinamento Unitario dei Pensionati del Lavoro Autonomo- CUPLA- di Massa-Carrara, nella persona del dottor Gino Angelo Lattanzi e il Vice Coordinatore dottoressa Morena Fruzzetti, proseguendo…

Ancora più divieti di transito e di sosta in via Don Minzoni per i lavori al cantiere Canal Del Rio
Proseguono i lavori di scavo finalizzati all'adeguamento idraulico del Canal del Rio per conto del Comune di Carrara: il cantiere è arrivato fino alla rotatoria tra…

"Risposte che non lasciano speranza": il commento di Valeria Pedrini, area sociale M5S alle risposte date da Usl toscana Nord Ovest
Valeria Pedrini, responsabile area sociale del M5S Carrara, ha commentato il comunicato diffuso all'U.S.L.:"Le risposte della Usl Nord Ovest diffuse sulla stampa lasciano senza speranza.

Migranti, Ferri e Stella (FI): "No a Cpr ad Aulla. Ma Giani sbaglia, urgente realizzare in Toscana un Centro permanenza per i rimpatri"
"Siamo contrari a localizzare nell'area di Pallerone, nel Comune di Aulla, il Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr) della Toscana. Non è il luogo giusto, occorre individuare…

L'onorevole Barabotti della Lega ha incontrato il ministro Piantedosi sul caso Bongiorni: "Vicinanza alla comunità e massima attenzione alla sicurezza del territorio"
"Ho incontrato al Viminale il Ministro dell'Interno Matteo Piantedosi per fare il punto sulla situazione della sicurezza nella provincia di Massa Carrara. Il Ministro ha espresso…

Europa Verde: "MASSA 2028”: il futuro si costruisce adesso… sì alle primarie
Come EUROPA VERDE – VERDI dell'Alleanza Verdi Sinistra di Massa consideriamo urgente e necessario avviare un percorso finalizzato a…

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In principio fu il 18 ottobre: promesso, giurato e spergiurato dalla consigliera Marzia Paita. Poi fu la volta della voce tecnicamente più autorevole dell’assessore ai lavori pubblici Andrea Raggi che giurava e spergiurava che, salvo maltempo - che non c’è stato - il nuovo d-day sarebbe stato il 27 ottobre.
Bucate entrambe le scadenze, Raggi ha rilanciato al 10 ottobre, badando, stavolta ad ampliare la gamma dei possibili bersagli delle ire dei cittadini, quasi presentendo che anche la nuova data avrebbe fatto la stessa fine. L’oggetto in questione è ovviamente l’apertura di una corsia del ponte di Avenza che, anche stamani, 10 novembre, non è stata realizzata.
Stamani, tuttavia, ci sarebbe stata una novità: l’assessore Raggi si sarebbe schierato totalmente coi cittadini che protestavano ed avrebbe indicato chiaramente alcuni responsabili, ovviamente diversi dalla sua amministrazione.
A riferirlo è stato il commissario della Lega Salvini Premier, Nicola Pieruccini che, sin dalla prima promessa a vuoto fatta dall’amministrazione sul ponte aveva denunciato l’evidenza di uno stato di lavori troppo arretrato per poter ventilare la possibilità di un’apertura imminente del ponte. “Raggi ha fatto un vero e proprio show fuoriluogo quando sarebbe stato più decoroso usare il silenzio stampa. A fronte del malcontento dei cittadini per l'ulteriore ritardo dei lavori ha fatto un’assurda esternazione senza dignità millantando vicinanza agli avenzini e poi sparando a zero su GAIA, TELECOM oltre che sulla Regione Toscana. “.
Pieruccini ha rinnovato la richiesta in merito al ripristino della viabilità chiedendo una risposta competente e certa.
“Andrea Raggi ancora una volta è stato sbugiardato dai fatti – ha continuato Pieruccini - perché è chiaro che fosse consapevole che un’opera così complessa comprendesse anche il passaggio di tutta una serie di sottoservizi, che secondo la Lega, sono stati sottovalutati nel cronoprogramma. L’ennesimo rinvio sta proprio nel fatto che prima di aprire il cantiere del ponte i soggetti pubblici e privati, compresa l’ amministrazione grillina, avrebbero dovuto preventivamente concordare i lavori di collegamento con GAIA per l'acquedotto e l' intervento di Telecom per ristabilire il contatto delle fibre ottiche, oltre che con altri servizi.”
Da censurare, quindi, per Pieruccini, le prese di posizione last minute attuate solo per nascondere le gravi inadempienze e la mancanza di concertazione degli interventi evidenziate dall’assessore Raggi. Pieruccini ha anche ribadito che sarebbe stato compito dell'amministrazione controllare i tempi del cantiere e verificare come le aziende coinvolte si sarebbero alternate sul posto ed ha sottolineato la mancanza di interesse dell’amministrazione per il disagio vissuto da commercianti e cittadini che si acutizzerà con il nuovo lockdown arancione.
“Per ora i lavori per l'acquedotto non sono ancora iniziati - ha aggiunto Pieruccini - e secondo i tecnici dureranno almeno due settimane e altre settimane probabilmente occorreranno a Telecom per passare sia le fibre in rame, sia le fibre ottiche. La Lega vuol rimarcare che stamani nessuno si è scusato con i cittadini che, abbandonati a se stessi, non hanno più alcuna fiducia nel ripristino della viabilità parziale prima di Natale e vedono un futuro nero. Per questo l'assessore Andrea Raggi e magari anche il sindaco De Pasquale sarebbero obbligati a farsi sentire con forza dal neo presidente Eugenio Giani per far rispettare i tempi promessi anche perché il primo cittadino è responsabile della sicurezza pubblica.”
Pieruccini ha lanciato anche bordate sia al consigliere regionale Giacomo Bugliani, per il silenzio assordante attuale rispetto alla presenza costante in fase di campagna elettorale sul caso ponte di Avenza, e ai politici del Pd e dei 5 stelle ribadendo come, ancora una volta, Avenza sia stata consif+derata frazione di serie B.
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Le cave, il durissimo lavoro che richiedono agli uomini per essere coltivate, la tradizione di un mestiere che da secoli tramanda gesti, rischi e coraggio. Ci sarà questo al centro del documentario in sei puntate “Uomini di pietra” che da gioved’ 12 novembre sarà in onda sul canale D-Max, uno tra i più seguiti al mondo, ma non ci sarà Carrara, la capitale del marmo.
Neanche un po’, a quanto pare visto, che il documentario è stato interamente girato nelle pochissime cave delle Apuane del versante di Pietrasanta. La notizia che da giorni circola in città ha sollevato più di un malumore ed ha dato spunti per molte critiche politiche. Ultima in ordine di tempo ad arrivare è quella del coordinatore comunale di Forza Italia, Riccardo Bruschi che dopo aver visto il trailer ha commentato: “ C’è qualcosa che non suona in modo normale, qualcosa non torna. Si sentono le voci degli avventurosi cavatori, ma l'accento è dapprima pietrasantino, poi massese e poi basta. Con amarezza e sconcerto abbiamo scoperto che nella trasmissione che riguarda le cave del marmo bianco e dei cavatori di Carrara non vi sarà traccia.”. Bruschi ha riconosciuto il merito alla ditta Henraux, marchio storico e prestigioso fondato nel 1821 da un mandatario di Napoleone Bonaparte, fautori dell’iniziativa ma ha rimarcato lo sdegno inevitabile provato dai carraresi per l’assoluto silenzio sotto cui è passata la vera e principale città del marmo.
“Con questo evento i nostri imprenditori, che io solitamente difendo, e la nostra amministrazione,che invece è vergognosa, hanno perso un ‘occasione e fatto una magra figura. – ha continuato Bruschi - Altrove hanno saputo prendere questa iniziativa di "Marketing Territoriale" con vantaggi di immagine e quindi di sviluppo industriale e turistico in una sinergia pubblico-privata. Nonostante ciò che può dire l'assessore al turismo Forti, a Carrara siamo lontani anni luce da questa visione moderna, lungimirante e di insieme. Forza Italia, tuttavia, farà di tutto per portarla avanti al fine di rilanciare la città. Gli imprenditori che hanno le disponibilità devono trovare un tessuto politico che faccia da capofila e strutturi progetti seri in modo che loro possano investire sul territorio e quindi far innescare circoli virtuosi utili allo sviluppo. Noi carrarini abbiamo la storia, il nome, e la stragrande maggioranza del settore industriale. Purtroppo abbiamo anche tanti morti sul lavoro. Gli "Uomini di Marmo" sono a Carrara, ma gli uomini "furbi" sono altrove.”.
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Un incarico da 6700 euro per sei mesi di lavoro come fotografo: una cifra che, nei tempi molto grami, specialmente per i fotografi, che corrono è un’ottima garanzia di sopravvivenza di fronte alla pesantissima incertezza che fronteggia tutti quanti. E’ il valore economico dell’incarico che l’amministrazione di Carrara ha assegnato, con affidamento diretto, cioè senza alcuna gara tra i vari professionisti che volessero partecipare e assicurarsi il contratto, ad un fotografo locale, M. A.
Un’assegnazione che arriva dopo altre simili sempre indirizzate allo stesso fotografo dall’inizio dell’amministrazione 5 stelle e che ha fatto infuriare il consigliere dell’opposizione Massimiliano Bernardi che ha addirittura chiesto pubblicamente la revoca dell’incarico al fotografo.
“La crisi per l'emergenza sanitaria economica e sociale ha colpito duramente le partite IVA di ogni tipo di attività - ha detto Bernardi - e nulli sono stati gli aiuti che il governo Pd/5 Stelle ha messo in atto finora, ma se hai un’una attività di fotografo, editing fotografici ed audiovisivi e sei un grillino doc non devi temere per il tuo lavoro perché ti puoi beccare un affidamento diretto di 6700 euro”.
Bernardi ha ironizzato sui principi di trasparenza e onestà ”ormai dimenticati valori su cui si era fondata la campagna elettorale grillina e ha aggiunto: “All' amico fotografo grillino, per attivare una campagna di promozione e comunicazione del Polo Museale della Città di Carrara e del territorio, era già stato affidata anche di realizzazione della campagna digitale di promozione Brand-Carrara con video-clip di 30/40 secondi (vedi Animosi) per 4 mila 500 euro. Il fatto che si tratti in entrambi i casi di affidamenti diretti non giustifica la mancata rotazione imposta dalla legge quando i destinatari sono professionisti, per cui non bastano motivazioni di una generica “competenza professionale” per affidare ulteriore incarichi allo stesso professionista”.
Bernardi si è detto rammaricato del silenzio del segretario generale Angelo Petrucciani responsabile del Piano Anticorruzione che avrebbe dovuto segnalare la cosa e ha aggiunto: “Secondo le convergenti indicazioni della giurisprudenza, del parere espresso dal Consiglio di Stato e dalla stessa ANAC, l’incarico al fotografo in questione, non dando conto delle specifiche ragioni legittimanti la “vistosa” deroga al principio di rotazione, non è legittimo. Nella nostra città sono presenti altri e diversi “ fotografi“ e “studi fotografici” per cui mi domando come mai l’amministrazione non abbia mai pubblicato un avviso pubblico per avere a disposizione un elenco di professionisti su cui ruotare gli incarichi. Del tutto insufficienti, pertanto, sotto tale profilo e quantomeno generici i riferimenti e i contenuti della determinazione del dirigente alla cultura che sembrerebbe “suggerita”. Ormai infatti dovrebbe essere chiaro che un professionista che ha ricevuto due incarichi in due anni dalla stessa amministrazione, va in contrasto con il principio di rotazione che ha come scopo precipuo di evitare che il carattere discrezionale della scelta effettuata si traduca in uno strumento di “favoritismo”. Per evitare atti illegittimi, infatti, è obbligo affidare a soggetti diversi da quelli che in passato avevano già svolto questa stessa tipologia di servizi”.
Bernardi ha definito ambiguo il comportamento dell’amministrazione, ma, purtroppo sempre più frequente: “I 5 Stelle ogni giorno dimostrano come siano caduti in basso e come sappiano destreggiarsi bene nel fare il loro interesse piuttosto che quello dei cittadini ha concluso Bernardi - soprattutto in ragione della mancanza di competitività del prezzo pattuito che avrebbe dovuto tenere conto della media dei prezzi praticati nel settore di mercato di riferimento e contestualmente della qualità della prestazione. In questo caso siccome la scelta discrezionale dei 5 Stelle, guarda caso, ha favorito un dichiarato appartenente al Movimento 5, sfacciatamente nessuna regola è stata rispettata e quindi non resta che l'annullamento dell'incarico”.
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«Nessun disinteresse ma al contrario un percorso strutturato e paziente che negli ultimi mesi ha permesso anche al Settore Sociale di fare “quadrato” intorno a una persona fragile e aiutarla a riflettere su decisioni importanti che solo lui poteva prendere, come in effetti a metà ottobre ha preso. C’era solo un ultimo step da superare e giovedì è stato dato l’ok»: l'assessore al Sociale Anna Galleni risponde così al consigliere Massimiliano Bernardi in merito alla delicata vicenda del senza-tetto. Passa poi a rettificare seccamente altre dichiarazioni - a suo avviso - non veritiere del consigliere sia in ordine alla richiesta di TSO da parte dell’amministrazione, sia in ordine alla fonte di Bernardi, che avrebbe visto l’assessore Galleni quella sera al Pronto Soccorso “per controllare che l'agguato studiato per allontanare definitivamente l'uomo andasse a buon fine”.
«Mi pare che due cose siano chiare ed evidenti: il Consigliere non sa come funziona un TSO; posto che quella sera non mi trovavo affatto al Pronto Soccorso, evidentemente la sua “fonte” soffre di gravi allucinazioni o di importanti problemi alla vista» spiega Galleniche poi taglia corto «queste storie non dovrebbero essere buttate sotto le luci della ribalta, proprio a tutela delle persone che loro malgrado ne diventano protagoniste. Quando i vissuti sono fragili e complessi, il semplicismo e la superficialità del “dategli una casa” danneggiano in primis queste persone. E la cosa ancor più grave è che chi lo fa, agisce solo per discutibili interessi politici».
Galleni ricorda inoltre che «un consigliere ha tutti gli strumenti - accesso agli atti, richiesta di convocazione di una Commissione, interventi in Consiglio comunale - per effettuare verifiche sull'operato o le dichiarazioni di un assessore, senza necessità di esternare falsità».
«Le innumerevoli ennesime menzogne lette su questo caso travalicano ogni limite con un aggravante: la sovraesposizione del senza tetto ha danneggiato principalmente proprio quest’ultimo, facendolo vacillare nei suoi propositi, facendogli procrastinare decisioni importantissime e ritardando la messa in campo di una soluzione già da tempo individuata, in sinergia con altri Enti. L'uomo nutriva l’aspettativa, infondata ma ben corroborata da terzi, di ottenere una casa popolare o un posto in Housing First» afferma l’assessore Galleni.
L'assessore ricorda che «questi alloggi, quando sono nella disponibilità dell’Amministrazione, non si possono assegnare come se si stesse giocando a tombola, come immagino qualcuno crede o vuol far credere ai cittadini nonostante, questo “qualcuno” abbia trascorso 13 anni alla guida dell'assessorato alle Case Popolari. Permettere di mentire al solo scopo di screditare una controparte politica, specie usando le vite e le difficoltà degli ultimi, non è più eticamente accettabile» conclude l'assessore.
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A seguito dell’annuncio dell’amministrazione Persiani sulla realizzazione di una rotonda in Piazza della Liberazione, il consigliere comunale Andrea Barotti di Arcipelago Massa sollecita la giunta a fare luce sulla vicenda della perequazione urbanistica, proponendo di impiegare le risorse per la manutenzione stradale e riqualificare l’area del Pomario Ducale.
“L'Amministrazione Persiani –esordisce Barotti- ha annunciato che realizzerà, in piazza Liberazione una rotonda per eliminare l'incrocio semaforico, migliorare il decoro e consentire un più sicuro attraversamentodell'Aurelia.”
“Spero che l'intervento, dato il costo (€400.000,00), raggiunga i risultati dall'Assessore Marco Guidi prospettati ma nutro in merito, ragionevoli dubbi – critica - l'unica ipotesi capace di garantire la fluidità del traffico è la variante Aurelia.”
“I cittadini attendono da anni che i cantieri per la bretellina prendano avvio! Sarebbe una ottima notizia, per tutti, se venisse, finalmente, indicata una data di inizio lavori, pertanto invito l'Amministrazione a mantenere costante l'attenzione su di un'infrastruttura fondamentale per decongestionare la mobilità del centro.”
Barotti propone di usare quelle risorse per la manutenzione stradale, in quanto “risponderebbero con maggior certezza alle esigenze della Comunità”
“Considererei apprezzabile il desiderio di migliorare l'estetica e la funzionalità dell'esistente se non ci fossero altre priorità! Trovo, quindi, poco comprensibile –dichiara - il disinteresse dell'Amministrazione, in particolare dell'Assessore Marco Guidi, alle sollecitazioni riguardanti la perequazione urbanistica prevista (PIUSS 2010) nella zona del Pomario Ducale; si tratterebbe di verificare la reale entità delle opere pubbliche realizzate ed impiegare il "credito" rimanente per riqualificare, senza intaccare le casse comunali, un'area della città.”
“Il silenzio della giunta e l'inerzia non scongiureranno il pericolo di perdere, definitivamente, un'occasione di rilancio e recupero urbanistico; gli interrogativi posti, riguardanti i criteri di stima, il controllo di quanto valutato, la verifica dei lavori eseguiti, dovrebbero spingere la politica ad attivarsi!”
“Far luce sulla perequazione è doveroso per capire se esista ancora la possibilità di ricreare il giardino ducale su quanto resta dell'antico pomario! – asserisce Barotti - Per stabilire se il valore residuo delle opere da realizzare consenta di alberare i parcheggi nonché la demolizione di almeno uno dei fabbricati dell'ex Cat per far posto ad una sede distaccata della biblioteca; un luogo fondamentale per la crescita, la formazione dei nostri giovani.”
“Per quanto mi compete cercherò, mantenendo la mia veste di consigliere di opposizione, di aiutare, nell'interesse della Comunità, l'Amministrazione a far luce sulla vicenda chiedendo l'accesso agli atti, esaminando la documentazione e mettendola a disposizione dei cittadini a partire da coloro che mi hanno segnalato il caso.” rassicura.
Per il distaccamento della biblioteca Barotti propone:”Un edificio, che sia opera architettonica significativa, in grado di ospitare il museo della lotta di liberazione, una sala congressi e delle aule di lettura ai piani superiori! Una nuova biblioteca affacciata sul giardino storico; parco a cui poter accedere varcando il portale del Pasquino e della Pasquina!”
“Quest'ultimo –conclude- da acquisire al patrimonio della città e ricollocare sia per meglio proteggerlo e valorizzarlo, sia per restituirlo alla sua funzione di porta di ingresso alla cultura, alla bellezza e alla storia della città.”
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Resta fermo nella sua posizione, il consigliere dell’opposizione Massimiliano Bernardi, e ribadisce la sua severa critica per la scelta di richiedere un TSO per il senzatetto che viveva sotto al comune. Dopo la levata di scudi di tutte le “truppe pentastellate”, come le ha definite Bernardi, cioè di tutti i consiglieri di maggioranza e del partito grillino locale, che, come è loro abitudine fare, si sono schierati compatti e decisi a difesa dell’assessore al sociale Anna Galleni, ritenuta la responsabile del provvedimento, Bernardi, ovviamente bersaglio di tutti gli strali possibili lanciati dai grillini per negare quanto affermato dal consigliere dell’opposizione, ha di nuovo ribadito che la responsabilità della richiesta del TSO è dell’amministrazione dicendosi sicuro della fonte che lo ha informato, rimasta tuttavia anonima.
Tra l’ironico e l’indispettito, Bernardi ha spiegato: “Volevo chiamare la trasmissione “Chi l’ha visto per ritrovare il senzatetto che, all’improvviso, dopo mesi passati nell’androne del comune, era sparito. Ieri il gruppo consigliare del Movimento 5 Stelle prima si è detto convinto che la politica debba occuparsi sempre degli ultimi e dei più fragili , poi come al solito ha sparato a zero su di me e alla fine ha lanciato la bomba del TSO non richiesto.”.
Bernardi ha ammesso di avere lui stesso avuto qualche dubbio al riguardo, di fronte a tanta veemente difesa e quindi di aver cercato informazioni certe sulla vicenda. “Da fonti attendibilissime – ha continuato Bernardi - sono venuto così a conoscenza che il TSO era stato chiesto dall'amministrazione comunale, che, tra l'altro, aveva chiamato anche i carabinieri, ma che non era andato a buon fine perché il senzatetto era stato giudicato non bisognoso di ricovero psichiatrico da parte dei medici del Pronto Soccorso. La mia fonte ha riferito anche dell’inquietante presenza al Pronto Soccorso dell' assessore al Sociale Anna Galleni che, travestita da finta da crocerossina, non era in preda ad una crisi di umanità , ma era lì solo per controllare che l’agguato studiato per allontanare definitivamente l'uomo da sotto il comune, andasse a buon fine.”
Bernardi ha poi riferito sulla situazione attuale del senza tetto: “Sono stato autorizzato a dire che l’uomo è stato inserito in una struttura per seguire un percorso di recupero che era la soluzione più auspicabile e soddisfacente se pur la meno perseguita dall’assessore al sociale".
“Non sorprende, quindi – ha concluso Bernardi - l' autoincensamento in riferimento al progetto Housing First. Forse il professor Massimo Bricocoli da Milano nel suo intervento a Con-Vivere non sapeva che il comune di Carrara non ha inventato nulla di buono in questo senso ma ha solo partecipato ad un bando pubblico europeo. Che dire poi dell'anonima presidente della commissione sociale, Tiziana Guerra, che sarà ricordata nella storia per aver perso tempo con l’inutile portale delle associazioni di volontariato. Quello che non sa o che non dice la Guerra è che, per trovare una associazione che realizzasse il progetto ci sono voluti due avvisi pubblici e più di un anno di tempo e la rabbia incontenibile della Galleni, insoddisfatta per aver dovuto ingoiare il rospo e modificare la convenzione perché uno degli alloggi che l’associazione Casa Betania aveva messo a disposizione, era inagibile. Ma si sa che le truppe grilline queste verità le nascondono. L'unica cosa vera che hanno detto è che costantemente e nel silenzio il settore sociale e l'amministrazione hanno lavorato quotidianamente, dimenticando tuttavia di dire che il lavoro è stato poco e svolto male. Alla fine del mandato 5 Stelle la politica del sociale non ci lascerà niente altro che chiacchiere e nemmeno interessanti.”.
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"A Carrara Fiere un centro di tracciamento con 270 operatori e i sindacati ancora una volta non ne sono stati informati. Dobbiamo conoscere le decisioni operative dell'Usl direttamente dai comunicati stampa senza poter entrare nel merito delle decisioni. E' una follia, l'ennesima nella gestione di questa pandemia. Non conosciamo modalità, orari, personale utilizzato con la presenza magari di medici, infermieri e tecnici. Non conosciamo come sarà organizzato il lavoro. E' assurdo questo modo di operare perché poi siamo noi sindacati i primi a ricevere le lamentele e le proteste dei lavoratori e a quel punto l'Asl ci chiede collaborazione. Ma la collaborazione deve essere in entrambe le direzioni".
La rabbia del segretario Uil Fpl, Claudio Salvadori, è chiara e diretta verso la dirigenza Usl Toscana nord ovest: "Dovremmo avere un'ampia documentazione su queste decisioni chiave nella gestione dei lavoratori che operano per la sanità pubblica e invece ancora una volta registriamo un ambiguo silenzio istituzionale. Probabilmente è dovuto al fatto che ancora una volta la è stata sottovalutata la gestione della pandemia prendendo decisioni all'ultimo tuffo basate sull'evidenza dei numeri delle ultime settimane. E' evidente che non c'è stata programmazione e lo dimostra il fatto che solo adesso si arriva in tutta furia ad allestire centrali di tracciamento quando i buoi sono già scappati dal recinto. Lo dimostra il fatto che ci siamo trovati senza reagenti per i tamponi in tutta l'area vasta, con migliaia di tamponi chiusi nei frigoriferi anche per una settimana. Ci sono lavoratori, poi, che da mesi non hanno effettuato un tampone di controllo, almeno da maggio, nonostante si siano verificate situazioni di contatto con positivi che avrebbero potuto richiedere una verifica del contagio. Altri, invece, che sono riusciti a fare il tampone sono fermi ai box e non possono dare una mano in struttura perché stanno attendendo l'esito da giorni e giorni. Siamo seri: servono più programmazione, più concertazione anche con i sindacati e meno passerelle". Emergenza nell'emergenza a livello nazionale con una manifestazione indetta a livello nazionale per venerdì con i lavoratori di settore che contestano la gestione della pandemia: "Un'iniziativa sostenuta dai coordinamenti nazionali di Uil Fpl, professioni infermieristiche, professioni sanitari e Oss – prosegue Salvadori – che chiede rispetto per i lavoratori del servizio sanitario nazionale".
"Vogliono 'tamponare' la carenza di infermieri e personale utilizzando studenti, personale formato in altri paesi, facendo fare agli Oss attività che non gli competono come fare i tamponi. Da mesi questi lavoratori si stanno facendo in quattro per contenere l'emergenza ma vogliono essere rispettati e riconosciuti, vogliono appunto poter dire la loro sulle scelte che li riguardano e invece si prendono decisioni bypassando i sindacati, come accaduto con la centrale di tracciamento a Carrara Fiere. Dopo anni di ritardi sulle nostre richieste di assunzioni, di modifica dei modelli organizzativi, di riqualificazione dei percorsi formativi, di valorizzazione delle figure professionali, oggi si cerca di correre ai ripari in modo confuso e disorganizzato – conclude Salvadori -. Diciamo basta alle decisioni unilaterali prese sulle spalle e sulla pelle dei lavoratori".
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"Tre gravissimi incidenti sul lavoro, di cui due mortali, nel giro di pochi giorni sono più di un campanello d'allarme. Sono un chiaro segnale che deve spingere tutti a un atto di responsabilità, a tutti i livelli. Ben venga la task force proposta dalla Prefettura di Massa Carrara ma quello che serve è un cambio di mentalità collettivo. Ci sono fattori scatenanti dietro ai gravi incidenti. Soprattutto ci sono silenzi e omissioni dietro a quelli piccoli che non vengono neppure denunciati e questi ci preoccupano ancora di più. Con la sicurezza sul lavoro l'attenzione deve essere sempre altissima e il nostro obiettivo come sindacato resta uno solo: incidenti zero. E' l'unico modo per cercare di migliorare sempre e rilanciamo la nostra proposta: formazione sulla sicurezza costante a partire dalla scuola".
A parlare è il segretario della Uil area nord Toscana, Franco Borghini, che analizza quanto accaduto nelle ultime settimane soprattutto nella provincia apuana e in Toscana anche alla luce dei dati Inail: "Ci stringiamo ancora oggi al terribile dolore di due famiglie e di tutta la comunità per la tragica scomparsa di due lavoratori, Andrea Figaia e Nicola Iacobucci. Due operai che stavano facendo il loro mestiere, difficile e faticoso, per portare a casa uno stipendio, il pane da mettere sulla tavola per la famiglia. Ma solo pochi giorni prima un altro grave incidente aveva coinvolto un operaio in via Lottizzazione a Massa. Troppi, in pochi giorni, per non pensare che qualcosa davvero non sta funzionando".
E allora bisogna dare un'occhiata al report Inail, fino al mese di settembre: "Da gennaio a oggi ovviamente il numero complessivo di incidenti in Toscana è diminuito di circa il 25% ma questo è un chiaro effetto del lockdown di tre mesi da marzo fino alla fine di maggio – dice ancora il segretario Uil area nord Toscana -. Il confronto, ancora da prendere con le molle, per il solo mese di settembre con l'anno scorso è inferiore al 20% di differenza e fa comunque riferimento ai soli fatti denunciati: 3.131 rispetto a 3.853. Nella provincia apuana il totale degli infortuni denunciati da gennaio a settembre è di 1.608 casi contro i 1.829 dell'anno scorso; per il mese di settembre 172 rispetto a 216. Cifre che insomma si avvicinano nonostante le evidenti contrazioni economiche e finanziarie di molti settori che rientrano in queste statistiche, dovute alla pandemia: basta pensare a tutti quelli che stanno lavorando in smart working, in particolare il pubblico. Per quanto riguarda poi gli incidenti mortali, il dato da gennaio a settembre era lo stesso sia per il 2019 sia per l'anno in corso: 2 decessi. Purtroppo quanto accaduto a ottobre mette in luce tutta la tragicità dei numeri di questo anno".
Numeri che sono però solo parziali e che rischiano di nascondere altre verità: "Ci sono che non vengono denunciati soprattutto oggi in cui si teme di perdere il lavoro in una situazione sempre più precaria. Il lavoro non è di qualità, i contratti non garantiscono stabilità e l'incertezza della pandemia sta mettendo in crisi tutto il sistema. Sistema che prevede lavori flessibili, non importa l'età". E' per questo che il segretario Borghini invita ad ampliare il più possibile la task force messa in campo dalla Prefettura ma, soprattutto, invita le istituzioni a lavorare su un radicale cambio della mentalità: "Occorre senso di responsabilità da parte di tutti. Servono più controlli. Ma bisogna coinvolgere i lavoratori nei processi decisioni e di elaborazione delle procedure di sicurezza. Infine invitiamo anche la nuova giunta regionale della Toscana a elaborare un progetto educativo e formativo che inizi a portare la sicurezza come materia educativa fin dentro le classi, magari almeno alle superiori".
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Il consigliere comunale di Massa, Stefano Alberti, ha presentato una mozione per completare il percorso per l'internalizzazione degli operatori e delle operatrici del C.U.P. (Centro Unico di prenotazione.
La questione delle operatrici e degli operatori dei CUP, la cui importanza è emersa durante la prima ondata della pandemia e riconosciuta prima delle elezioni regionali, secondo il consigliere andrebbe rimessa al centro del dibattito politico. Su questa vertenza si è registrata una sostanziale unità tra le forze politiche, le organizzazioni sindacali e le Istituzioni del territorio e la Regione Toscana ha espresso il suo impegno per garantire la messa in campo di un percorso per la stabilizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori dei Cup. Gli operatori e le operatrici del CUP hanno svolto e stanno svolgendo un ruolo importante, in questa difficile e prolungata fase emergenziale, quale interfaccia tra il sistema sanitario e i cittadini. Stefano Alberi ha spiegato: "Il percorso di internalizzazione deve essere un obiettivo non più rinviabile perché queste lavoratrici e questi lavoratori vedano finalmente concluso il loro lungo periodo di precariato quale riconoscimento per la loro dignità e per ciò che hanno fatto e stanno facendo in queste difficili fasi legate all'emergenza e alla lotta contro il corona virus."
Il Consiglio Comunale di Massa ha quindi invitato la Regione Toscana e per quanto di loro competenza, Azienda USL Toscana Nord - Ovest, Estar Toscana e la Conferenza Zonale delle Apuane a garantire senza ulteriori indugi, la chiusura del percorso di internalizzazione degli operatori e operatrici del CUP Apuano. Il presente documento è stato inviato al Presidente della Regione Toscana dott. Eugenio Giani, alla direttrice generale dell'azienda USL Nord ovest dr.ssa. Maria Letizia Casani, al presidente della Conferenza Zonale delle Apuane dott. Francesco De Pasquale.
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La notizia della scomparsa di Giorgio Da Mommio si è diffusa da poche ore, ma già le testimonianze di cordoglio stanno arrivando da tutta la città di Carrara dove Da Mommio risiedeva e dove era molto conosciuto. Classe 1932, viareggino di nascita, ma carrarese d'adozione, Giorgio Da Mommio che tutti chiamavano Arturo, nel 1983 era stato deputato nella IX^ legislatura, guidata dal premier Bettino Craxi, eletto nelle file del partito repubblicano.
Laureato in economia e commercio, Da Mommio ha avuto per anni un grande impegno politico partendo dal ruolo di consigliere comunale e passando poi a quello di consigliere provinciale rinnovato più volte. Fu direttore della Cassa Mutua degli Artigiani e dopo la riforma sanitaria diventò dirigente prima della SAUB e poi della ASL 1 di Massa e Carrara. Mazziniano convinto fu anche segretario della Commissione Parlamentare per il Parere al Governo sulle Norme Delegate Relative alla Riforma Tributaria.
Dopo l'esperienza in Parlamento tornò a Carrara e venne nominato coordinatore amministrativo dell'ASL 3 Toscana di Viareggio e poi eletto assessore alle Finanze e presidente dell'UGIMA Unione Generale del Marmo e Affini. Giorgio Da Mommio, vedovo da alcuni anni, lascia i due figli e gli amatissimi nipoti.
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