Politica
Sicurezza a Massa: per il consigliere Frugoli servirebbero deroghe
"Massa deve poter vivere la sua Notte Bianca e le attività del centro devono poter lavorare. Per questo rivolgo un appello a Sua Eccellenza il Prefetto…
Nido Estivo 2026: accolte a Massa tutte le domande presentate dalle famiglie
L'Amministrazione comunale ha deciso di garantire l'accoglimento di tutte le domande di iscrizione al Nido Estivo 2026.Alla scadenza del bando sono pervenute infatti 90…

Consiglio regionale toscano: la terza sezione del Tar ribalta il risultato elettorale, fuori Guidi entra Bulleri
Una sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale della Toscana, pubblicata oggi 18 giugno e con effetto immediato, riscrive la composizione del consiglio regionale toscano all'interno di Fratelli…

Due auto parcheggiate male e Carrara va nel caos: traffico bloccato fino al viale, odissea per una donna malata di diabete che si recava a Monterosso per le cure
Una vera e propria odissea è quella vissuta, nella mattinata di giovedì 18 giugno, da una ex caposala del Monoblocco, diabetica, per raggiungere la diabetogia al…

"Palazzo Rosso sarà un motore della rinascita di Carrara": il sindaco Serena Arrighi replica alle critiche del consigliere Mirabella
«Palazzo Rosso sarà uno dei motori della rinascita del centro storico. Come abbiamo già avuto modo di spiegare in passato, palazzo Rosso non tornerà semplicemente a…

Aumento biglietto Tpl, Stella e Ferri (FI): "Convocazione d'urgenza Giani, assessore Boni e vertici AT in 2° e 4° Commissione"
Firenze, 18 giugno - "Chiediamo la convocazione d'urgenza del governatore Giani, dell'assessore regionale ai Trasporti, Boni e dei vertici di Autolinee Toscane nelle prossime sedute…

Ordinanze della Corte di Cassazione sulle rette RSA. CNA Pensionati Massa Carrara: “Una tutela importante per le famiglie dei malati di Alzheimer. Ora servono informazioni chiar
CNA Pensionati Massa Carrara richiama l’attenzione delle famiglie e delle istituzioni locali sulle recenti ordinanze della Corte di Cassazione in materia di rette RSA per pazienti affetti da Alzheimer…

AFAM: Conferenze nazionali chiedono il ritiro dello schema di revisione del DPR 132/2003
Le Conferenze Nazionali dei Direttori e dei Presidenti delle Accademie di Belle Arti, dei Conservatori di Musica, degli ISIA e la Conferenza Nazionale delle Consulte degli Studenti AFAM…

Tpl, Stella e Ferri: "Raccolta firme e gazebo Forza Italia contro aumento biglietti bus. Mozioni in tutti i Consigli comunali
"Forza Italia Toscana ha deciso di avviare gazebo in tutta la regione per raccogliere le firme dei cittadini contro l'aumento di biglietti e abbonamenti del…

Caso Palazzo Rosso: il valzer delle varianti e i dubbi sul rispetto delle procedure ministeriali: la critica del consigliere Mirabella
L'annuncio unilaterale del sindaco Arrighi su Palazzo Rosso appare difficilmente conciliabile con le procedure che regolano i finanziamenti pubblici ed evidenzia una preoccupante approssimazione amministrativa.

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Il messaggio su facebook era corredato da una foto del sindaco con in mano il volantino contente il decalogo di precauzioni da prendere per gli studenti nelle scuole ed invitava principalmente alla buona pratica di lavarsi spesso le mani. La reazione più frequente dei cittadini sempre sul noto social è stata quella di ricordare al sindaco che praticamente in tutte le scuole, in realtà, manca proprio il sapone.
A raccogliere molte di queste considerazioni che hanno visto l’avviso del sindaco come una specie di beffa dopo il danno, è stato il consigliere di Alternativa per Carrara, Massimiliano Bernardi che si è detto, addirittura, stupito del post comparso sulla pagina del sindaco di Carrara, tanto da credere inizialmente a una fake news. “Il tempo dell’improvvisazione e del pressappochismo è finito - ha detto Bernardi - Per legge, l’ente pubblico responsabile delle forniture del sapone alle scuole è il comune. Chiedo quindi al sindaco di cominciare finalmente ad attivarsi affinché le scuole, che notoriamente sono luogo di incubazione e contagio, siano attrezzate al meglio per combattere la diffusione del coronavirus .” Bernardi ha poi ricordato che le indicazioni contenute nel volantino pubblicizzato da DE Pasquale erano già state divulgate dal ministero dell’istruzione e che l’indicazione, in assoluto, più importante e di più facile realizzazione, è sempre stata, sin da subito quella di lavarsi bene le mani con acqua e sapone. Peraltro già il Ministero dell’Istruzione aveva pubblicato una circolare sul Coronavirus in cui erano elencati una serie di comportamenti da adottare per proteggersi dal pericolo di contagio. “ I virus si trasmettono anche toccando con le mani le mucose degli occhi o della bocca e, in assenza di gel disinfettati come l'Amuchina, ormai introvabili , acqua e sapone sono sicuramente il rimedio più facile da utilizzare. – ha aggiunto Bernardi - La speranza è che il sindaco , in piena emergenza sanitaria , fornisca presto il sapone nelle scuole, cosa che risulta quanto mai fondamentale .
Ma tra le molte rimostranze riferite a Bernardi dai genitori degli studenti sono emerse anche preoccupazioni di altro genere che spalancano un vero e proprio buco nero di inadempienze relative alla scuola: “Alcuni genitori si domandano se le condizioni in cui ogni mattina si ritrovano gli alunni, i docenti e il personale ATA siano accettabili a fronte delle indicazioni fornite dalle ASL, dai medici di base, dall’ISS rispetto all’igiene delle mani e all’igiene respiratoria . Altri hanno fatto notare come il dimensionamento delle reti scolastiche, abbia fatto sì che siano molti gli studenti che quotidianamente viaggiano tra un luogo e l'altro della città e della Provincia. Il pendolarismo degli studenti che utilizzano i mezzi pubblici regolarmente affollatissimi, dove la distanza si misura in millimetri non in metri, e dove neanche un disinfettante potente potrebbe garantire la corretta prevenzione delle malattie virali, non è assolutamente da sottovalutare. La prevenzione deve partire dalla garanzia sulla salute pubblica degli studenti e dei lavoratori della scuola esposti costantemente oggi come negli anni indietro ai contagi e alle infezioni di ogni genere per cui genitori, docenti e studenti non si sentono per nulla tutelati da sindaco, non solo per l'emergenza Coronavirus.”.
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«L’annuncio a mezzo stampa di un esposto contro di me serve solo a dimostrare che, esattamente come i loro referenti nazionali, anche gli esponenti locali della Lega non si vergognano di fare sciacallaggio politico sull’emergenza Coronavirus. Questo modo di fare è ripugnante, soprattutto in un momento in cui le istituzioni stanno facendo quadrato, al di là del colore politico, per gestire una situazione di oggettiva criticità e tutelare il primo interesse della popolazione, vale a dire la salute pubblica» lo afferma il sindaco di Carrara Francesco De Pasquale in risposta all’uscita della Lega in merito alla coppia di Codogno presente in città.
«Ricordo che ogni decisione di questa amministrazione è stata presa in sinergia con l’azienda sanitaria Usl Toscana Nord Ovest, col presidente della Regione ma anche con tutti i prefetti e i sindaci toscani che come noto non indossano tutti la stessa casacca» ammonisce il primo cittadino.
«Senza abbassarmi al livello di questi sciacalli - prosegue De Pasquale - mi limito a ricordare che, laddove fossero ravvisate violazioni al divieto di uscita dalle zone rosse contenuto nel Decreto Legge 23 febbraio 2020 n. 6, queste sarebbero state commesse sul suolo di Codogno, città amministrata dalla Lega. Sono certo che i referenti locali del Carroccio - incalza il sindaco - non avranno problemi a dimostrare anche nei confronti del loro compagno di partito, la solerzia che hanno avuto verso di me».
«Quanto al merito della vicenda dei due coniugi di Codogno attualmente in città ricordo ai leghisti che è mio preciso dovere tutelare non solo la privacy ma anche l’incolumità di queste persone. Io e la mia amministrazione - afferma De Pasquale - prendiamo nettamente le distanze da chi, come i leghisti, vuole scatenare una caccia alle streghe sulla pelle delle persone, cavalcando paura e suggestioni, pur di far propaganda elettorale».
Il sindaco conclude rivolgendosi «non a questi politicanti ma ai miei concittadini. Voglio chiarire che, ben prima degli schiamazzi sollevati dalla Lega, le forze dell’ordine insieme alla mia amministrazione si sono attivate tempestivamente per eseguire gli accertamenti e le verifiche rispetto a quanto riferito dalla coppia di Codogno, a tutela della salute dei carraresi. In questa situazione tutti siamo chiamati a fare la nostra parte: ripongo grande fiducia negli abitanti di Carrara e li invito a seguire le misure di auto protezione indicate dal Ministero della Salute e a non cadere nelle trappole dei seminatori d’odio. Per quanto mi riguarda, nel caso venissero ravvisate violazioni della norma o comportamenti in grado di mettere a rischio la pubblica incolumità, prenderò tutti i provvedimenti necessari a tutela dei miei concittadini».
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Il movimento "Non Una di Meno Massa-Carrara" commenta il mancato sostegno da parte della Cgil allo sciopero lanciato a livello internazionale.
"Prendiamo atto - esordisce -, con infinita delusione, che anche quest'anno la CGIL ha deciso di non sostenere lo sciopero lanciato a livello internazionale dal movimento Nudm".
"Di fronte all'incessante numero di femminicidi e aggressioni omofobiche e transfobiche - afferma -, sessismo e violenza, riteniamo che il più grande sindacato italiano, cresciuto nel tempo anche grazie alle lotte fatte per le donne e con le donne, debba esporsi e prendere posizione. Appoggiare le battaglie contro la violenza maschile sulle donne, contro la loro discriminazione e il doppio sfruttamento che subiscono tra lavoro salariato e lavoro di cura, dovrebbe essere la prerogativa di un sindacato che sulla carta pretende di rappresentare le istanze delle lavoratrici".
"Il movimento femminista sta crescendo - conclude - e negli ultimi anni delegate e delegati hanno contribuito ad organizzare questo sciopero, la CGIL pare che non se ne sia accorta e così facendo ha perso un'altra occasione per ascoltare la sua stessa base".
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Dopo la bacchettata di Baruzzo di Fratelli d’Italia, arriva quella del Pd. L’oggetto è sempre lo stesso: l’insuccesso conclamato della Mostra su Canova fortemente voluta, e pagata profumatamente, dall’assessore alla cultura Federica Forti. E anche il destinatario è sempre lo stesso: l’assessore Forti, appunto, che invece di valutare le critiche al suo operato di fronte a numeri impietosi che le danno torto esposti dal consigliere del Pd Luca Barattini nell’ultimo consiglio comunale, ha voluto replicare, anche in tono piccato, difendendo ovviamente le sue scelte senza, però, rispondere ai quesiti sollevati dai suoi detrattori. E così, in risposta alla sua difesa della mostra, è arrivata oggi un’altra lettera aperta che, nella sostanza ribadisce lo stesso contenuto della prima.
Il gruppo del Pd ha scelto un tono più conciliante ed ironico ma non ha certo evitato di evidenziare i troppi nodi irrisolti della faccenda. A partire dalla questione dei soldi e del numero di visitatori – 160 mila euro, il costo della mostra per meno di 5000 visitatori in sette mesi, di cui oltre la metà non paganti – che sono troppo indicativi del fallimento dell’impresa per poter essere giustificati dall’adagio che le mostre non si misurano in soldi e in biglietti staccati, usato dall’assessore. Il Pd ha ricordato alla Forti che i soldi spesi erano pubblici e che il loro utilizzo deve sottostare a verifiche e controlli in ogni caso. Nella sua difesa la Forti ha citato la definizione di museo dell’International Council of Museums e questo ha dato la stura alla replica del Pd: “Concordiamo, ovviamente, sulla definizione da lei citata ma le consigliamo di rileggersi le raccomandazioni che quella stessa organizzazione rivolge agli amministratori. Il Consiglio Internazionale dei Musei è, infatti, seriamente preoccupato che i costi per le mostre temporanee assorbano le già risicate risorse destinate alle attività primarie dei musei che invece vanno incrementate.”. Il gruppo del Pd ha rigirato il coltello nella piaga puntualizzando, per l’ennesima volta che i numeri della mostra rappresentano una condanna senza appello: “ Il numero dei visitatori ci serve per valutare l’impatto economico, sociale e
culturale dell’evento a livello locale e per capire quante persone da fuori abbiano deciso di venire appositamente per visitare la mostra. Ci serve a capire , sempre per citare il Consiglio Internazionale dei
Musei a Lei caro, se la mostra aiuta la funzione stessa del museo: “uno scrigno che preserva i tesori di quel territorio attraverso l’acquisizione e la conservazione delle testimonianze materiali ed immateriali, ed è emblema del segno di appartenenza di una comunità”.
L’analisi della mostra fatta dal Pd riconosce il valore dei curatori e la bellezza della voce di Adriano Giannini, che aveva già fatto la stessa cosa nella mostra “Magister Canova” di Venezia, organizzata dalla stessa ditta scelta per il CarMi. Inoltre il Pd ha anche riconosciuto alla Forti il merito di aver ampliato l’offerta gratuita per i ragazzi ed aver curato la partecipazione dei bambini ai laboratori didattici, condotti con grande passione e professionalità dal personale dei musei. “Ma 5.500 visitatori in sette mesi rimangono comunque un fallimento.” Hanno ribadito dal Pd. E poi l’elenco delle incongruenze: dalla durata spropositata – dieci mesi per una mostra in realtà assai esigua - che non è servita né a far rientrare il comune dell’esborso né a valorizzare realmente il territorio, visto che poco oltre la metà della sua durata, la mostra è stata privata della sua attrazione principale: i gessi dell’Accademia, al giallo relativo proprio a questa decisione di togliere i gessi. La giustificazione usata dalla Forti di una prossima esposizione di marmi e documenti importanti – che non era stata annunciata all’inaugurazione della mostra- ha sollevato, secondo il Pd, più ombre che luce. “ Tutti i visitatori e non solo quelli che verranno negli ultimi mesi della mostra avrebbero potuto apprezzare le importanti novità. Hanno detto dal Pd - E comunque a parte i gessi tolti senza spiegarne il motivo, non pensa che l’esposizione dei documenti dell’Archivio di Stato, del Fondo Sarteschi e
dell’Accademia, per altro già noti agli studiosi, avrebbe dovuto essere resa più accessibile, contestualizzata e spiegata al pubblico dei non addetti ai lavori, a partire proprio dai ragazzi cui rivolge il
suo costante pensiero, per meglio ricreare quel senso di identità culturale e di appartenenza della comunità locale alle cose della città?”. Forti dubbi anche sul catalogo della mostra che, al momento comprende solo ciò che è stato esposto finora: “Se il catalogo è strumento di conoscenza non pensa che
pubblicarlo monco delle importanti novità cui accennava nella sua intervista in risposta al nostro consigliere sia un errore? Pensa di pubblicare un aggiornamento del catalogo, o si tratta di una mostra a step e di un catalogo a fascicoli? Ci scusi, ma questa seconda tranche della mostra ci sembra solo un tentativo ex post di tappare una falla che si è aperta per sua incapacità.”. E poi l’affondo finale: “ Si metta il cuore in pace, assessore, in Italia si tengono migliaia di mostre ogni anno, alcune sono buone, altre sono fallimenti. Si fallisce soprattutto quando ci si infila, senza programmazione adeguata e senza la costruzione di relazioni significative, nella scia degli eventi legati ai vari centenari o al grosso nome, o perché si seguono le altre
città che celebrano quell’artista. Ma se non si hanno originali, se si hanno poche risorse e poche idee, il rischio è che la mostra sia solo una brutta copia di quelle più grandi sullo stesso tema.”.
Il Partito Democratico ha ricordato di aver operato scelte importanti in ambito culturale negli anni passati e di aver intenzione di interrogarsi con grande onestà e umiltà sulla rete museale cittadina e valutare la sua capacità di creazione di ricchezza per il territorio, di opportunità di lavoro, crescita culturale della città e intende farlo ascoltando e valorizzando tutte le istituzioni, i singoli soggetti e le associazioni promotrici di
cultura. E con il monito: “ Nella vita non si finisce mai di imparare” ha chiuso la lettera aperta alla Forti.
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Un esposto contro i due fuggitivi dalla zona rossa di Codogno, risultati poi positivi al coronavirus una volta giunti nella loro casa estiva a Marina di Carrara, per aver violato le leggi imposte in via straordinaria dallo stato e per aver tenuta nascosta la loro presenza fino alla necessità di dover fronteggiare la malattia e un esposto contro il sindaco De Pasquale per le presunte inadempienze nella gestione del caso, nella sua qualità di responsabile della salute pubblica. Nicola Pieruccini, coordinatore comunale della Lega ha voluto ricordare: “Nell’augurare a queste due persone una pronta guarigione, ribadiamo che non si può rimanere indifferenti come sembra fare il sindaco e la sua amministrazione, dinanzi ad una condotta altamente irresponsabile che ha potenzialmente messo a rischio la salute dei nostri concittadini. Dalla scarsa ricostruzione che ci è stata propinata dal video postato nel profilo facebook di De Pasquale non è chiaro se queste due persone si trovassero presso la loro seconda casa già da diversi giorni, avvistate peraltro da molti residenti, comunque sia in piena violazione delle disposizioni del Decreto del Governo n° 6 del 2020 e passibili di pena per l' inosservanza dell’art 650 del Codice Penale che prevede l’arresto e una multa.” Pieruccini ha ribadito lo stupore per la scelta scorretta di fuggire dalle zone rosse messa in atto da moltissime persone indifferenti al rischio di poter contagiare gli altri.
Le responsabilità di De Pasquale, invece, secondo la Lega sarebbero quelle di non aver attuato i controlli necessari ad individuare tempestivamente la presenza di persone provenienti dalla Zona Rossa al fine di evitare il propagarsi del COVID-19.” Per questo motivo – ha aggiunto Pieruccini - la Lega ha ritenuto indispensabile chiedere alla locale Magistratura di verificare se i due contagiati di Codogno abbiano violato l’obbligo di permanere all’interno della “zona rossa”, eludendo i controlli dei diversi “checkpoint” per l'emergenza sanitaria come previsto dal provvedimento emanato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri il 23 Febbraio scorso.”. Dalla Lega è arrivato poi il monito all’impegno colletivo per arginare la diffusione del virus. “ L’impegno deve proseguire per tutto il tempo necessario fino al completo superamento dell’emergenza sanitaria. Per questo è necessario anche che la popolazione intervenga per ridurre al minimo la possibilità che qualche “irresponsabile” provi e magari riesca a superare l’ideale linea di confine tracciata per contenere la propagazione del virus all’interno della “zona rossa” e decida di trasmigrare clandestinamente qui da noi. Per queste ragioni ringraziamo il lavoro delle Forze dell’Ordine che a livello nazionale e locale sono in prima linea per esperire gli immediati accertamenti sui territori ed per accertare la fuga o l’arbitraria presenza di tali soggetti in altre realtà.” Pieruccini ha poi ricordato che la paura che ha spinto i due coniugi di Codogno a fuggire dalla zona rossa non si è attenuata arrivando a Marina perché la notizia della loro presenza ha seminato panico e rabbia tanto che non sono mancate le critiche sui social contro il serafico video del sindaco.” Infine Pieruccini ha sottolineato l'obbligo dell' isolamento per chiunque abbia avuto contatti con un caso risultato positivo al Coronavirus, che impone che le autorità sanitarie territorialmente competenti debbano applicare la misura della quarantena e la sorveglianza attiva sui casi di COVID-19. “Se l’autorità sanitaria territorialmente competente – ha concluso Pieruccini - in pratica l' Azienda Usl Toscana Nord Ovest, era a conoscenza della presenza dei due infettati a Marina di Carrara, dica da quanto tempo sono stati messi in quarantena e soprattutto quanto tempo è intercorso prima di averlo reso pubblico e comunicato all'amministrazione comunale.”.
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E’ uno strumento messo a disposizione dalla legge per le amministrazioni con la finalità di fare prevenzione della criminalità; presuppone la partecipazione attiva dei cittadini residenti in una determinata zona e la collaborazione di questi ultimi con le forze di polizia statali e locali. Ed è uno strumento per promuovere la sicurezza urbana attraverso la solidarietà tra i cittadini, allo scopo di ridurre il verificarsi di reati contro la proprietà e le persone. E’ il sistema del “controllo del vicinato”, più volte caldeggiato dal coordinamento comunale di Fratelli d’Italia che, tuttavia, nell’ultimo consiglio comunale è stato bocciato con l’unanimità dei voti tranne uno: il voto del consigliere di Forza Italia Loreno Lapucci che aveva presentato la mozione.
Sconcertato e perplesso, il coordinatore comunale di Fratelli d’Italia, Lorenzo Baruzzo che ha ricordato: “A tutti gli abitanti dell’area interessata è unicamente richiesto di alzare il livello di attenzione attraverso pochi, semplici passaggi: tra questi, il “far sapere” che gli abitanti della zona sono attenti e consapevoli di ciò che accade intorno a loro. Infatti, se i vicini lavorano insieme per ridurre l’appetibilità degli obiettivi, i furti e tanti altri “reati occasionali” potranno essere limitati. A nessuno viene chiesto di fare eroismi, ronde o chissà cosa di speciale. A tutti invece è richiesto di prestare maggiore attenzione a chi passa per le strade nonché alle situazioni anomale che possono saltare all’occhio o generare apprensione ed allarme. Gli obiettivi del “Controllo del vicinato” infatti sono: coadiuvare le forze di polizia nella prevenzione del crimine e nella individuazione delle condizioni che lo favoriscono, aumentando la percezione di sicurezza e la vigilanza; favorire lo sviluppo di una cultura della partecipazione alle tematiche della sicurezza urbana e della collaborazione attiva dei cittadini attraverso una comunicazione efficace, veloce e organizzata; migliorare il rapporto forze di polizia-comunità scambiando informazioni tramite un “Coordinatore” che le raccolga e le trasferisca alle Forze di polizia.”.
Baruzzo aveva già presentato la richiesta di attivazione del controllo del vicinato lo scorso settembre chiedendo al sindaco di attivarsi presso la prefettura. La bocciatura totale del provvedimento è giunta quindi sgradita e inaspettata: “La maggioranza cinquestelle - ha detto Baruzzo - ha sostenuto che non è necessario l’attivazione del controllo del vicinato perché i reati in ambito comunale sono diminuiti (sicuramente non per merito del loro modo di far politica e la bocciatura della mozione ne è la dimostrazione), come se un ulteriore strumento a disposizione delle Forze dell’Ordine per la prevenzione del crimine potesse dare fastidio o forse per timore che il “controllo del vicinato” possa richiedere un impegno efficiente della “famigerata” “Tasck force antidegrado” della polizia municipale, enfaticamente annunciata due anni fa ma nei fatti mai operativa. Il voto contrario del Pd alla mozione è stato un clamoroso autogol in quanto il loro (ex) ministro Minniti, è sempre stato favorevole al “Controllo del vicinato”. La sicurezza dei cittadini non dovrebbe aver collocazione politica ma è un dato di fatto che quelli che da sempre se ne preoccupano , stando sempre al loro fianco ed al fianco delle Forze dell’Ordine senza se e senza ma, sia Fratelli d’Italia.
Baruzzo ha poi rivolto un ringraziamento alle forze dell’ordine per il lavoro che svolgono ed ha lanciato in modo provocatorio la richiesta dell’utilizzo dell’esercito sul territorio comunale.
“I cittadini onesti non potranno che esserne contenti - ha concluso Baruzzo - perché come dice un detto latino: “recte faciendo, neminem timeas”.”.
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Moltissime sono state per mesi le segnalazioni fatte fa Fratelli d’Italia e dagli altri esponenti dei partiti di centro destra, relative all’ingente presenza di ambulanti abusivi sul lungomare di Marina e lungo la passeggiata del porto. Segnalazioni, quasi sempre, rimaste senza alcuna risposta da parte del sindaco, secondo quanto riferisce Lorenzo Baruzzo, coordinatore comunale di Fratelli d’Italia, che dopo l’ennesimo silenzio da palazzo civico ha fatto un esposto alla Magistratura e alla Prefettura, ottenendo, finalmente, un intervento. Sabato scorso le forze dell’ordine hanno allontanato tutti gli abusi dalle loro postazioni, ormai fisse, a Marina.
“In seguito al nostro intervento - ha spiegato Beruzzo - il sindaco è stato costretto a ripristinare la legalità impedendo ai venditori abusivi di sparpagliate la loro merce contraffatta sui marciapiedi della passeggiata che conduce al molo . Ci auguriamo che non sia un provvedimento estemporaneo e che non passi più il messaggio che la giunta grillina di Carrara sia troppo tollerante, al limite della complicità ,nei confronti di chi viola la legge. Aspettiamo tale provvedimento anche nei mercati settimanali. Da parte nostra vigileremo affinché chi di dovere faccia rispettare la legalità anche a tutela dei commercianti regolari che con le loro tasse pagano gli stipendi a chi amministra la città. Sempre pronti in caso di reiterate inadempienze del sindaco a segnalare di nuovo la cosa alla Magistratura ed al prefetto.”.
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Ormai è evidente e mai come su queste pagine, così provinciali, così unpolitically correct, così provocatorie eppure prodotto di una pancia che non fa a cazzotti col cervello, ma, anzi, lo affianca quotidianamente, lo avevamo annunciato e previsto. Gli imbecilli e gli idioti degli Organismi Sovranazionali, i politicanti marci e ipocriti di una classe dirigente senza nerbo né coraggio di assumersi le proprie responsabilità e difendere il proprio Paese e il proprio popolo, l'omino vestito di bianco d'Oltretevere che apre bocca solo per dire ovvietà e augurarsi un ritorno al medioevo e alle carestie di un mondo senza confini né identità, non sanno più cosa inventarsi per porre rimedio alle loro nefandezze e ai loro errori. Il Coronavirus, se ce n'era bisogno, ha evidenziato tutta la paura e, allo stesso tempo, l'incapacità di erigere un muro di onestà intellettuale capace di fronteggiare una minaccia che, al momento, promette di distruggere, soprattutto, non solo la nostra economia, ma anche la vita di coloro che, da essa, dipendono.
Ma a poche migliaia di chilometri di distanza, al confine tra la Turchia e la Grecia, con propaggini nell'Africa tanto cara alle Ong, alle Boldrini, al governo 5Palle-Pd (quando, di palle, ne basterebbero solo due), alle Rachete che chissà dove si troverà quando scoppierà l'inferno - e ci siamo vicini - sta accadendo quello che noi e pochi altri avevamo intuito, ma che nessuno aveva avuto la forza, la dignità, la capacità di ammettere.
Milioni di individui provenienti da tutti gli emisferi stanno cercando di raggiungere l'Europa, sì signori miei, l'Europa che sta agonizzando in un finto benessere pronto a crollare da un momento all'altro di fronte ai colpi inferti dal Coronavirus e che non può permettersi di far arrivare un solo immigrato di più da qui all'eternità.
Da noi i Conte e la truppa di servi sciocchi che si porta dietro, hanno da pensare a come arginare il contagio e poiché non siamo capaci, a queste latitudini, di costruire due ospedali in dieci giorni, ecco che si è costretti ad arrabattarci in tutti i modi con i nosocomi che, presto, esploderanno rigurgitanti di malati affetti da questa epidemia. Con i Mattarella che, altro non sanno fare, se non evocare i fantasmi di un nazifascismo per fortuna morto e sepolto, non riescono a vedere l'approssimarsi della vera minaccia alle nostre porte.
La Turchia ha aperto i confini e lascerà arrivare, se l'Europa non si calerà le mutande schierandosi al suo fianco contro la Russia, milioni di profughi che inonderanno l'Europa. Che cosa potrà e dovrà fare l'Italia per evitare la catastrofe rappresentata da una invasione che darebbe la spallata finale suscitando una reazione comprensibile e giustificabile da parte di coloro che, di immigrazione incontrollata, non ne possono più?
E' semplice e lo ripetiamo da anni: l'Italia deve fare come dovrebbero fare tutti gli altri Paesi europei. Chiudere immediatamente le frontiere, rifiutare sbarchi di qualunque tipo e arrivi da qualunque parte, siano essi via terra o via mare. Quando un organismo viene a contatto con una epidemia e un contagio di qualunque genere si tratti, o cerca di isolare la parte contagiata ed evitare la sua espansione incontrollata, o è destinato a perire.
Questa classe politica sta provocando la nostra morte con la sua pavidità e il suo politicamente corretto. Abbiamo visto tutti, e chi non lo ha visto o è un cretino o è un incosciente, che di fronte alla paura ogni Stato pensa, prima di tutto, a se stesso. Accade ed è sempre accaduto. In economia, nella storia, nella politica, negli affetti. Ovunque. Non ci voleva Thomas Hobbes né ci volevano i Machiavelli o i Guicciardini per insegnarcelo.
Oggi, però, è necessario che chi decide delle sorti di questo Paese si assuma la responsabilità di fare il massimo per proteggerlo. Se milioni di esseri umani senza arte né parte invaderanno l'Europa, sarà la guerra civile, sarà una guerra strada per strada, città per città, tra chi ha qualcosa da difendere e chi, questo qualcosa, non ha. Leggete i libri di Laurent Obertone (Guerrilla e Les Temps des barbares) e vi renderete conto di come la Francia e noi subito dietro con tutta l'Europa, finiremo a breve se non si diventerà quello che nessuno vorrebbe mai diventare, ma che, per necessità, è costretto ad essere.
Verrà un tempo in cui non ci sarà più nemmeno la pietà, dove soldi, potere, ricchezza, cultura non serviranno più a niente e dove conterà soltanto la legge del più forte e, di conseguenza, del più violento. Gli uomini, sosteneva Rousseau, avevano rinunciato alla propria libertà per firmare quel contratto umano che garantiva loro la sicurezza, ma questo contratto, per colpa di una classe politica imbelle e schifosa, è stato disatteso. Uno dei due contraenti si è dato alla fuga e ha lasciato l'altro, il popolo, praticamente da solo.
A questo punto non possiamo commuoverci di fronte alla sofferenza di un mondo che non ci appartiene e non perché siamo malvagi o egoisti o razzisti, ma perché ne va della nostra sopravvivenza. O l'accoglienza indiscriminata e l'invasione oppure il rifiuto totale di ogni compromesso. No pasaran gridavano i repubblicani spagnoli durante la guerra civile del 1936 contro i generali di Franco appoggiati da Hitler e Mussolini.
Mai avremmo potuto immaginare, nemmeno nei nostri peggiori incubi, che questa espressione sarebbe dovuta essere applicata nei confronti di masse umane inermi inevitabilmente pronte a distruggere il nostro sistema. Non è follia, la nostra, ma consapevolezza. O chiudiamo i nostri confini o non ci sarà un futuro.
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Nicola Frediani, delegato per la sanità Fratelli d'Italia Carrara, interviene sulle problematiche sorte a Carrara e nella struttura sanitaria del Noa a seguito del diffondersi del Coronavirus:
Noi del direttivo di FdI eravamo intervenuti con un comunicato il 28 gennaio scorso per segnalare come da nostre fonti ufficiose non risultasse che il Noa avesse posto in essere misure atte a fronteggiare potenziali casi del nuovo coronavirus. Non ricevemmo smentite perché non si poteva smentire; però da certi ambienti della politica nostrana si volle gettare discredito sulle nostre legittime preoccupazioni fornendo reazioni di sufficienza, quasi le si volesse neanche troppo velatamente deridere.
Sappiamo che in data recente il Noa si è attivato a creare un percorso alternativo nel reparto di pronto soccorso al fine di separare in una sezione distinta eventuali casi sospetti di contagio da covid-19. Non riteniamo questo essere il tempo della polemica, e non la faremo, però intendiamo rivendicare la bontà della nostra segnalazione e la nostra lungimiranza.
Inoltre, in considerazione dei recenti avvenimenti di Lodi, ossia i 51 nuovi casi di contagio da covid-19 che hanno creato un sovraffollamento nei reparti di terapia intensiva, suggeriamo che vengano adottate misure di prevenzione che vadano ad impedire che il nostro ospedale possa trovarsi nelle medesime condizioni. Atteso che presumibilmente il picco della comune influenza lo avremo nei prossimi dieci/quindici giorni, vorremmo evitare che a problema comune possa aggiungersi problema straordinario andando a determinare un possibile collasso nella nostra struttura ospedaliera.
Per tale ragione ci auguriamo che la direzione del Noa non abbia sottovalutato alcuna eventualità andando a stilare piani di lavoro che tengano conto di tutti gli sviluppi che l'emergenza potrebbe creare. Auspichiamo per esempio che si siano attivati contatti con gli altri ospedali della regione al fine di coordinare possibili spostamenti dei pazienti onde scongiurare l'esaurimento di posti letto nei reparti di degenza e di isolamento.
Prevedere e prendere ogni precauzione possibile è il solo modo per non farsi trovare impreparati.Cogliamo inoltre l'occasione per invitare i nostri concittadini a mantenere la calma, e a nutrire fiducia per il nostro personale medico-infermieristico che sappiamo lavorare con grandissima abnegazione e professionalità. FdI è disponibile sin da ora a scendere in campo e a rendersi megafono di qualsiasi istanza o richiesta dovesse pervenire dal settore ospedaliero al fine di garantire il migliore funzionamento della sanità di Massa-Carrara.
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Non ci è andato leggero, il coordinatore comunale della Lega, Nicola Pieruccini nel giudizio sulla gestione dell’Accademia di Belle Arti di Carrara: inefficienza e mancanza di controllo. Sono queste le motivazioni con le quali la Lega ha chiesto al sindaco di Carrara Francesco De Pasquale di far commissariare l’Accademia e di rimuovere l’assessore Andrea Raggi dal consiglio di amministrazione dell’ente, ruolo in rappresentanza dell’amministrazione carrarese.
“L' Accademia merita di tornare a splendere a livello internazionale e mondiale – ha detto Pieruccini - e la Lega interviene duramente per evitare il danno di immagine causato da indagini della Procura, sequestri da parte dei Carabinieri, molestie sessuali, ispezioni da parte del MIUR, azioni disciplinari e condanne della Corte dei Conti, oltre che per le ultime dimissioni dei Revisori che la dice lunga sulla gestione amministrativa attuata.” Pieruccini ha annunciato anche l’intenzione di chiedere il commissariamento dell’Accademia direttamente al ministero dell’Istruzione con l’auspicio che l’ arrivo di un commissario sblocchi la querelle ormai infinita sulla nomina del “nuovo direttore “e ripristini un clima interno positivo e costruttivo. “ Questa nomina - ha continuato Pieruccini – porterebbe il definitivo rimedio all’incapacità di decidere di chi è stato sinora seduto intorno a un tavolo ma non ha fatto nulla. “. Pieruccini ha fatto riferimento anche al messaggio molto confuso con il quale il presidente dell’Accademia, Antonio Passa, ha cercato di parlare della questione della nomina del direttore sulla quale, anche da parte del ministero, sembra regnare il caos. “ Il commissario nominato finalmente si assumerà la responsabilità e permetterà a chiunque di aver di fronte un interlocutore unico e dotato di pieni poteri. – ha spiegato Pieruccini - Se fallirà la responsabilità sarà sua, ma noi siamo convinti che a fronte dell’odierna situazione disastrosa, chiunque venga nominato, otterrà un risultato di qualità che è ciò che l’ Accademia merita.” . Pieruccini ha ribadito la speranza che l’eventuale commissario proponga azioni volte a mantenere alto il valore culturale e didattico dell’ Istituzione valorizzando le collezioni, i gessi e le opere di inestimabile valore che meritano un forte investimento piuttosto che essere prestate a destra e a manca per poi essere abbandonate in sperduti magazzini . “La lega vuole anche sottolineare – ha concluso Pieruccini – che nonostante la presa di posizione della Consulta Studenti sulla palese e chiara crescita dell’offerta formativa, sui nuovi corsi di II livello e sugli investimenti che hanno migliorato le strutture e le strumentazioni necessarie per una buona e prolifica attività didattica, purtroppo è obbligatorio stigmatizzare e contrastare le deprecabili azioni che hanno frenato irrimediabilmente questo lodevole percorso intrapreso e che si sono irrimediabilmente abbattute sulla città e sugli utenti dell’Istituto. Le azioni di cui sopra, esposte puntualmente dai giornali locali sono inammissibili all’interno di un luogo d’istruzione e formazione in quanto limitano la crescita professionale e personale dei docenti, del personale amministrativo e degli allievi stessi. A causa dell’atteggiamento distruttivo di alcuni personaggi l’ Accademia ha dovuto infatti subire, a nostro parere, un danno d’immagine altamente negativo e per questo motivo il MIUR dovrebbe immediatamente commissariare l' Accademia allo scopo di ripristinare la fiducia e l'orgoglio all'interno della stessa , ricordando che ogni azione “non intrapresa” ricade irrimediabilmente sul futuro della nostra comunità.”
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