Politica
Museo della Memoria di Bergiola, anni di promesse: la critica del consigliere Mirabella
"Ancora oggi, a ben 82 anni dall'eccidio (1944-2026), il sindaco Arrighi parla di "lavori ancora da ultimare", infatti la struttura non è ancora ufficialmente e pienamente…

Cerimonia per l'82° anniversario della strage di Bergiola Foscalina: presenti tutte le istituzioni
Si è tenuta mercoledì 16 settembre, la cerimonia commemorativa dell'82° Anniversario della Strage di Bergiola Foscalina, evento patrocinato dalla Provincia di Massa-Carrara. A rappresentare l'amministrazione…

Villaggio San Luca, infiltrazioni e promesse disattese. «Adesso basta, il Comune intervenga»
«È il momento di dire basta. Basta promesse non mantenute e basta con il menefreghismo di un'amministrazione che continua a lasciare soli i cittadini». Lo…

CPR ad Aulla: Schianchi di FdI definisce "ideologico" l'atteggiamento del Governo, Valettini prenda le distanze
Arriva dalla segreteria provinciale di FdI Massa Carrara e Lunigiana un'analisi critica sul Cpr di Aulla che chiama in causa il sindaco di Aulla e…

Importanti nomine regionali per i dirigenti FdI del territorio: quattro apuani ai vertici dei dipartimenti regionali Toscana di Fratelli d'italia
Fratelli d'Italia Massa Carrara attraverso il coordinatore provinciale del partito Marco Guidi esprime grande soddisfazione per le recenti nomine regionali che vedono protagonisti alcuni dirigenti…

Cantieri elettorali e città paralizzata: il grande bluff del restyling di Carrara
Opere urbanistiche come strumento di propaganda elettorale: è quanto suggerisce Cristina Pinelli di Forza Italia nei confronti dell'amministrazione di Serena Arrighi: "L’amministrazione comunale uscente merita un…

Via Bigioni, una strada sempre più pericolosa: FdI annuncia un'interpellanza in consiglio comunale
Via Bigioni, a Marina di Carrara, è diventata una situazione di rischio quotidiano per residenti, automobilisti e soprattutto per i pedoni.La…

Sicurezza: Persiani, anche a Massa pronti a sostenere l'aumento dei militari per l'operazione Strade Sicure
Massa, 15 setembre. - "La priorità per la nostra Amministrazione e per il territorio è la sicurezza dei nostri cittadini, di chi lavora e dei tanti turisti che…

Difesa della costa e sedimenti marini, Barabotti: «La Regione si sveglia dopo anni di ritardi. Giani intervenga prima dell'inverno»
Massa, 15 settembre 2026 – «L'approvazione da parte della Giunta regionale della delibera sui valori chimici locali dei sedimenti marini non è una vittoria da celebrare,…

Carrara pronta a fare la propria parte per chiedere più personale di sostegno nelle scuole secondarie
Nel giorno della prima campanella nelle scuole cittadine si è riunita oggi la commissione Sanità presieduta da Guido Bianchini per ascoltare il garante per i…

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Stefano Benedetti di Futuro Nazionale ha fatto una richiesta pubblica al sindaco di Massa Francesco Persiani e al comandante della Polizia municipale in merito alle auto abbandonate con fermo amministrativo. Ecco il testo della sua richiesta: “In qualità di rappresentanti di Futuro Nazionale – Massa, intendiamo sottoporre alla vostra attenzione una problematica che da troppo tempo interessa il territorio comunale e che, ad oggi, non risulta aver trovato alcuna concreta soluzione da parte dell'Amministrazione comunale e della Polizia Locale. Nel territorio del Comune di Massa sono presenti decine di autovetture in evidente stato di abbandono, molte delle quali prive di targhe, inutilizzabili, sottoposte a fermo amministrativo e lasciate per mesi, se non per anni, ad occupare il suolo pubblico. Tali veicoli rappresentano un evidente elemento di degrado urbano, sottraggono parcheggi ai cittadini, compromettono il decoro della città e, in molti casi, diventano ricettacolo di rifiuti o potenziali situazioni di pericolo. La normativa entrata in vigore nel gennaio 2026 ha introdotto una procedura finalizzata proprio a contrastare questo fenomeno, consentendo ai proprietari dei veicoli non più idonei alla circolazione di procedere alla demolizione e alla successiva radiazione attraverso un verbale redatto dalla Polizia Locale, previo sopralluogo.Diversi Comuni hanno già dato concreta applicazione a tale procedura. Carrara, Montignoso, Lucca e Forte dei Marmi hanno individuato modalità operative che consentono ai cittadini di ottenere il verbale necessario e procedere regolarmente alla demolizione del proprio veicolo.Il Comune di Massa, invece, continua inspiegabilmente a non applicare tale possibilità. Da quanto ci è stato riferito da cittadini e operatori del settore, la motivazione addotta sarebbe che la Polizia Locale non avrebbe competenze tecniche per stabilire il valore economico dei veicoli. Una giustificazione che non appare condivisibile.Alla Polizia Locale, infatti, non viene richiesto di effettuare alcuna perizia estimativa né di attribuire un valore commerciale al mezzo. È richiesto esclusivamente di accertare e verbalizzare una circostanza oggettiva: che il veicolo, per il suo stato di conservazione, non sia più idoneo alla circolazione. È un accertamento amministrativo, non una valutazione economica.Il mancato utilizzo di questa procedura produce conseguenze gravi. I proprietari che intenderebbero demolire regolarmente il proprio veicolo, non trovando collaborazione da parte dell'Ente, finiscono spesso per abbandonarlo sul suolo pubblico. Trascorsi mesi o anni, sarà poi il Comune ad intervenire con ordinanze di rimozione e demolizione, sostenendo costi che vengono inevitabilmente pagati dall'intera collettività. Si crea così un paradosso amministrativo: si nega ai cittadini uno strumento previsto dalla normativa per prevenire il problema e, successivamente, si interviene con risorse pubbliche per rimediare alle conseguenze di quella stessa mancata applicazione. Riteniamo che tale impostazione sia difficilmente comprensibile e meriti un chiarimento pubblico.
Per questi motivi chiediamo di conoscere:
per quale ragione il Comune di Massa non abbia ancora attivato tale procedura;
se esistano direttive interne che impediscano agli operatori della Polizia Locale di effettuare i sopralluoghi e redigere i relativi verbali;
quali iniziative si intendano adottare per uniformare l'operato del Comune di Massa a quello di altri Comuni che già applicano tale procedura;
entro quali tempi si intenda consentire ai cittadini di usufruire di uno strumento che consentirebbe di ridurre sensibilmente il numero di veicoli abbandonati sul territorio comunale.
Riteniamo che sia giunto il momento di affrontare concretamente questo problema, privilegiando la prevenzione rispetto agli interventi successivi a carico della collettività.
Massa ha bisogno di più decoro, più efficienza amministrativa e maggiore attenzione verso i cittadini che intendono rispettare le regole.
Confidiamo pertanto in un sollecito riscontro scritto e nell'adozione delle necessarie iniziative operative affinché tale procedura venga finalmente resa applicabile anche nel nostro Comune.”
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Questa è un'estate con sole due mareggiate, ma con una costante erosione che non lascia scampo e tutte le zone sono interessate. Il fenomeno è ben visibile anche a sud dell'ottavo pennello dove sta mangiando metri cubi di spiaggia. "La situazione peggiora di giorno in giorno e a Poveromo è lampante quanto il fenomeno erosivo stia avanzando troppo velocemente. Davvero la situazione sta peggiorando ed è necessario un'intervento in tempi brevi". Questo è l'appello degli operatori balneari che descrivono una situazione allarmante in tutta la costa ma soprattutto a Poveromo, a sud dell'ultimo pennello, il mare sta mangiando quotidianamente il litorale. "Purtroppo ad oggi basta un po' di maretto - spiega Luca Martini, vice presidente del Consorzio Balneari Massa - si tratta di meno di cinquanta centimetri di onda che però forma una risacca che da giorni sta portando via sabbia". Sembra ripetersi nello stesso modo quanto già accaduto a ponente dalla Partaccia a Ronchi, dove la lotta all'erosione è una battaglia per salvare quei pochi metri che restano. A Poveromo si assiste al sequel del film. "A sud del pennello otto non ci sono protezioni e siamo molto preoccupati". La situazione non è assolutamente migliore dove esistono già delle protezioni che, come denunciato più volte dal Consorzio balneari Massa, sono insufficienti ad arginare il fenomeno erosivo. Basta vedere cosa succede ormai quasi ad ogni mare mosso a Ronchi dove il mare arriva sulla strada, a Marina di Massa dove con un po' di maretto i balneari devono smontare la spiaggia e alla Partaccia la prima zona che ha subito l'erosione e ha rischiato di scomparire; in tutti i casi le scogliere esistenti hanno bisogno di manutenzione. "Tutta la costa, come diciamo da anni - conclude Itala Tenerani, presidente del consorzio balneari Massa - ha bisogno di lavori che garantiscano la tutela del litorale. Non è più tempo di interventi tampone. Chiediamo agli enti competenti di provvedere alla salvaguardia della costa massese, che passa da una visione complessiva di lavori strutturali e di manutenzione ordinaria. Tutelare la costa dall'erosione significa scegliere anche di tutelare il turismo balneare". "Il turismo balneare è quello che si riversa su tutto il territorio - precisa Luca Martini - e quindi ne giovano tutte le attività economiche: ristoranti, bar, alberghi, ecc. Senza spiaggia non c'è turismo e di conseguenza non ci sarebbe più nemmeno l'indotto per le altre attività collegate".
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Se lo slogan è "Parlano i fatti, non le parole", allora è giusto che siano proprio i fatti a essere ricostruiti con precisione».Con queste parole Stefano Benedetti, esponente di Futuro Nazionale, interviene dopo la diffusione della locandina istituzionale con cui l'assessore alle Politiche Abitative Francesco Mangiaracina ha presentato il bando per il Contributo Affitto 2026.Secondo Benedetti, il bando non rappresenta una novità introdotta dall'attuale assessore, ma si inserisce in un percorso amministrativo già avviato negli anni precedenti.«Le politiche abitative del Comune di Massa – afferma Benedetti – sono state impostate e sviluppate durante il primo mandato dell'amministrazione Persiani dall'allora assessore Amelia Zanti, che aveva la delega alle politiche sociali, alla famiglia, alla disabilità e alla casa. In quel periodo è stato costruito l'impianto amministrativo che comprende anche il bando affitto, già finanziato con risorse comunali. Presentare oggi questo risultato come un'iniziativa personale significa raccontare solo una parte della realtà.»Benedetti evidenzia inoltre come, a suo giudizio, non sia un caso isolato.«Negli ultimi anni – prosegue – diverse iniziative, progetti e collaborazioni con il mondo dell'associazionismo, nate e sviluppate in precedenza, sono state riproposte nella comunicazione istituzionale come se fossero il frutto esclusivo dell'attuale assessorato. I cittadini e le associazioni meritano trasparenza sul lavoro svolto da ciascuno.»Entrando nel merito del bando, Benedetti ricorda che lo stanziamento complessivo per il 2026 ammonta a 294.595 euro, di cui 257.000 euro provenienti da risorse comunali e 37.595 euro da fondi regionali.L'esponente di Futuro Nazionale osserva inoltre che il Fondo Nazionale per il Sostegno alla Locazione, di competenza ministeriale, non risulterebbe rifinanziato nella Legge di Bilancio 2026. A questo aggiunge una valutazione politica: «Fa discutere che, mentre mancano risorse nazionali dedicate al sostegno degli affitti, sia stato previsto un commissario per il Piano Casa con un compenso che, secondo quanto riportato pubblicamente, sfiora i 500 mila euro per un incarico di un anno e mezzo, una cifra superiore all'intero bando affitto del Comune di Massa.»Benedetti conclude rivolgendo una richiesta diretta all'assessore Mangiaracina:«Se davvero parlano i fatti, chiediamo che vengano indicati pubblicamente, con date e atti amministrativi, i progetti realmente ideati e avviati durante questi tre anni di mandato, distinguendoli da quelli ereditati dalla precedente amministrazione. I cittadini hanno diritto a conoscere con chiarezza il contributo di ciascun amministratore, senza che la comunicazione istituzionale si trasformi in uno strumento di propaganda personale.»
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Arriva da Alberto Ianni di Futuro Nazionale per Carrara una riflessione sui ristori ai residenti e commercianti danneggiati dal cantiere di Canal del Rio annunciati dall'amministrazione di Carrara: "La sospirata riapertura della “salita di san Ceccardo” e di Via “G. Don Minzoni” a Carrara è la fine provvisoria di un incubo. Provvisoria, perché solamente con l’arrivo della stagione autunnale, sapremo se la canalizzazione delle acque di Canal del Rio è idonea, e quindi, in grado di ricevere l’acqua piovana e la conferma che i lavori siano stati eseguiti a “regola d’arte”. Sicuramente per i residenti è la fine di un disagio durato troppo a lungo, che ha portato ripercussioni pesanti: l’eliminazione dei parcheggi, soprattutto per i disabili che hanno limitato ulteriormente la loro libertà d’azione; le molteplici interruzione di luce, acqua e gas per parecchie ore durante la giornata, lasciando al freddo, durante il periodo invernale, persone malate, anziane e disabili; il mancato accesso dei mezzi di soccorso e il conseguente ritardo degli operatori, che si prodigano nell’intervento se si fosse verificata una grave emergenza, con la conseguente mancanza di sicurezza per tutta la durata delle operazioni soprattutto in via “Don Minzoni”.
Quindi adesso è tutto risolto? Tutto è tornato alla normalità? Assolutamente no! L’onda d’urto di questi cantieri è una catastrofe per i commercianti carraresi. Le strade chiuse e il cambio continuo della viabilità da novembre 2025 ad agosto 2026, hanno messo in ginocchio non solo gli esercenti nelle zone interessate dai cantieri, ma anche nelle zone limitrofe ad essi. Il sindaco Arrighi e la sua giunta, si vantano di aver riaperto le strade il 31 luglio, nonostante siano in ritardo di un paio di mesi, si pavoneggiano del fatto di aver messo da parte un “tesoretto” custodito nelle casse comunali e, ciliegina sulla torta, si gloriano di aiutare i commercianti, artigiani e piccoli imprenditori con i “ristori” da 150 mila euro. Una cifra considerevole.
Futuro Nazionale per Carrara chiede a questa amministrazione: quanti sono gli aventi diritto a questa cifra? Avete considerato il mancato guadagno di queste attività soprattutto quando si parla del periodo natalizio, pasquale ed estivo? (Ormai la stagione estiva è finita!) Molti avranno pagato affitto, dipendenti, tasse (ricordo che l’addizionale Irpef comunale sono tra le più alte nonostante gli introiti della tassa marmi), utenze. Avete considerato se per alcuni di loro, l’attività potesse essere l’unico sostentamento familiare? Sicuramente questi esercenti avranno considerato il “rischio d’impresa”, ma non potevano prevedere il “rischio Arrighi”. Se questa amministrazione fosse veramente dalla parte dei lavoratori avrebbe subito capito che la cifra stanziata è irrisoria e totalmente insufficiente. Una fetta considerevole di quel “tesoretto” che tanto strenuamente avete difeso nei mesi passati deve essere destinato per aiutare questi lavoratori che storicamente e stoicamente resistono al vostro disastro. In primavera ci saranno l’ elezioni amministrative e questa manovra dei ristori non cancella le vostre incapacità organizzative e gestionali. I carraresi sono persone fiere, orgogliose, generose che amano questa città, il loro voto conta e questi piccoli imprenditori non sono cittadini di una categoria inferiore. Sindaco Arrighi, assessori e collaboratori vari, Futuro Nazionale non vi invita a farvi “un giretto” ma a entrare nei negozi di Carrara e ascoltare attentamente quali sono i problemi che affliggono questi esercenti".
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Giovedì 6 agosto alle 21 al palco della Musica di piazza Gramsci tornano a riunirsi i tavoli per una cultura di pace con un focus dedicato ai temi del disagio giovanile. Alla presenza del vescovo Fra' Mario Vaccari, del prefetto Gaetano Cupello, del sindaco di Carrara Serena Arrighi, del vicesindaco e assessore alla Pace Roberta Crudeli e di rappresentanti d amministrazioni pubbliche, associazioni, enti e cittadini. Questo incontro è la prosecuzione del percorso partecipativo "Un Tavolo per una Cultura di Pace", promosso dal Comune di Carrara e aperto a istituzioni, associazioni, realtà del territorio e cittadini con l'obiettivo di mettere attorno allo stesso tavolo persone con esperienze diverse, lasciare che siano il confronto e la partecipazione a indicare la strada.Dopo il primo appuntamento, dal quale erano emersi 21 temi considerati decisivi per il futuro della comunità, il secondo incontro ha rappresentato un passaggio fondamentale: non tanto scegliere 'i problemi più importanti', quanto riconoscere quelli su cui vale la pena iniziare a lavorare insieme, mettendo in comune competenze, sensibilità ed esperienze.Il confronto, sviluppato in piccoli gruppi e poi condiviso in plenaria, ha permesso di far emergere cinque grandi ambiti di lavoro, nei quali confluiranno i futuri tavoli tematici.Il primo riguarda i luoghi terzi, quegli spazi di vita che non sono né casa né scuola, ma che possono diventare luoghi di incontro, crescita, relazione e appartenenza. Il secondo tavolo sarà dedicato alle Relazioni, affrontando le fragilità che attraversano la società contemporanea, il terzo guarda alla costruzione del senso di identità, alla pace sociale e al dialogo interculturale, interreligioso e intergenerazionale.Il quarto tavolo sarà dedicato al protagonismo giovanile, alla rappresentatività e alla responsabilità, il quinto infine sugli intercettori del disagio, valorizzando il ruolo di tutte quelle realtà che quotidianamente incontrano persone in situazioni di fragilità.Accanto a questi cinque percorsi, i partecipanti hanno condiviso la nascita di un sesto tavolo di lavoro, dedicato alla stesura del regolamento della futura Consulta della Pace.Uno degli elementi più significativi emersi durante l'incontro è stata la volontà di mantenere il percorso il più possibile aperto. I tavoli non saranno spazi riservati agli addetti ai lavori, ma luoghi nei quali ogni cittadino potrà mettere a disposizione idee, competenze, esperienze e disponibilità.
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Da oggi le famiglie con figli iscritti a una scuola paritaria possono presentare domanda per ottenere il nuovo contributo statale destinato a sostenere le spese scolastiche. Il sostegno, che può arrivare fino a 1.500 euro per ogni figlio, riguarda l'anno scolastico 2025/2026 ed è rivolto ai nuclei familiari con un ISEE non superiore a 30mila euro.La misura, annunciata dal Ministero dell'Istruzione e del Merito come attuazione di un impegno preso in precedenza, nasce dalla Legge di Bilancio 2026 e diventa operativa con la pubblicazione, avvenuta proprio oggi, del decreto interministeriale firmato dal ministro Giuseppe Valditara insieme al collega dell'Economia Giancarlo Giorgetti, e del relativo avviso pubblico. Le domande si presentano esclusivamente online, tramite la Piattaforma Unica del Ministero, utilizzando SPID, Carta d'identità elettronica o Carta nazionale dei servizi, e restano aperte fino al 21 settembre.
Possono richiedere il contributo i genitori di studenti regolarmente iscritti e censiti nell'Anagrafe nazionale degli studenti, purché frequentino una scuola paritaria di scuola secondaria di primo grado o il primo biennio delle superiori. Il fondo complessivo stanziato ammonta a 20 milioni di euro, già ridotto del 2% per le spese di gestione della procedura. L'importo definitivo per ciascuna famiglia sarà stabilito solo dopo la chiusura del bando: la Direzione generale competente formerà una graduatoria unica, dando priorità ai nuclei con ISEE più basso, e solo in caso di risorse residue il contributo potrà avvicinarsi al tetto massimo previsto. Il bonus è inoltre cumulabile con eventuali agevolazioni regionali già percepite, fino a un massimale complessivo di 5mila euro, mentre dichiarazioni non veritiere comportano la decadenza dal beneficio e la restituzione delle somme ricevute. Il ministro Valditara ha definito il provvedimento un passo importante per garantire la libertà di scelta educativa anche alle famiglie con reddito più contenuto, sottolineando la collaborazione con gli uffici del ministero dell'Economia nella messa a punto del testo. Le associazioni delle scuole paritarie hanno accolto con favore l'iniziativa, pur chiedendo che nei prossimi provvedimenti di bilancio la platea dei beneficiari venga ampliata, includendo anche la scuola primaria e l'ultimo triennio delle superiori, oggi escluse dalla misura. Sul fronte opposto, una parte del dibattito politico continua a interrogarsi sul rapporto tra finanziamenti pubblici alle scuole non statali e l'articolo 33 della Costituzione, un tema che negli ultimi anni ha già alimentato più di un confronto tra maggioranza e opposizione. Per la provincia di Massa Carrara, dove diversi istituti paritari registrano da tempo un calo delle iscrizioni, la misura potrebbe rappresentare un'opportunità concreta per le famiglie interessate a valutare questo tipo di percorso scolastico per i propri figli.
Fonte: Ministero dell'Istruzione e del Merito – Piattaforma Unica (unica.istruzione.gov.it); Avviso n. 3320 del 31 luglio 2026 e Decreto interministeriale MIM-MEF n. 140 del 14 luglio 2026.
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Due giorni fa il Consiglio Comunale di Massa ha approvato le tariffe TARI per il 2026, sulla base di un Piano Economico Finanziario validato dall'ATO Toscana Costa e ritenuto congruo rispetto ai criteri fissati da ARERA. Un via libera arrivato nonostante il voto contrario dell'opposizione, che in aula ha duramente contestato il metodo, se non il merito, del provvedimento.
A intervenire per Fratelli d'Italia è stato il consigliere comunale Bruno Tenerani, che ha aperto il suo intervento mettendo in discussione la reale corrispondenza tra costi e qualità del servizio: "Il servizio che i cittadini ricevono è davvero all'altezza di ciò che pagano? Perché basta uscire da quest'aula per vedere una realtà diversa."
𝗠𝗮𝘀𝘀𝗮 è 𝘁𝗿𝗼𝗽𝗽𝗼 𝘀𝗽𝗲𝘀𝘀𝗼 𝘀𝗽𝗼𝗿𝗰𝗮
Tenerani ha descritto una situazione di degrado diffuso, citando "cassonetti pieni, rifiuti abbandonati, strade che rimangono sporche per giorni, cestini traboccanti e numerose segnalazioni da parte dei cittadini." Una condizione, ha precisato, "che molti vivono quotidianamente" e non una percezione isolata.
Il riferimento è al Piano che, per il 2026, prevede entrate tariffarie per circa 19,98 milioni di euro. Per il consigliere di FdI il nodo politico sta proprio nello scarto tra la regolarità formale degli atti e la percezione reale della città: "La validazione di un piano economico non coincide con una certificazione della qualità del servizio reso ai cittadini. È proprio qui che si apre il tema politico, che oggi siamo chiamati ad affrontare."
Tenerani ha comunque tenuto a chiarire che la contestazione del suo gruppo non riguarda il rispetto delle procedure: "Noi non contestiamo il rispetto delle norme di ARERA o dell'ATO Toscana Costa. Contestiamo che ci si limiti ad approvare numeri senza affrontare il problema principale: il decoro urbano."
𝗜 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝗴𝗶𝘂𝗱𝗶𝗰𝗮𝗻𝗼 𝗶𝗹 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗶𝘇𝗶𝗼 𝗹𝗲𝗴𝗴𝗲𝗻𝗱𝗼 𝘂𝗻 𝗣𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗘𝗰𝗼𝗻𝗼𝗺𝗶𝗰𝗼 𝗙𝗶𝗻𝗮𝗻𝘇𝗶𝗮𝗿𝗶𝗼
Nel passaggio più diretto del suo intervento, il consigliere ha elencato i termini con cui, a suo dire, i cittadini massesi valutano davvero il servizio: "Lo giudicano quando escono di casa. Lo giudicano vedendo i marciapiedi sporchi. Lo giudicano trovando rifiuti abbandonati. Lo giudicano quando devono convivere con situazioni che non sono degne di una città come Massa."
Da qui la richiesta rivolta all'Amministrazione: "Che l'Amministrazione non si limiti ad approvare le tariffe, ma pretenda dal gestore standard qualitativi più elevati, controlli più rigorosi e interventi più rapidi." Per Tenerani, a fronte di un costo annuo vicino ai venti milioni di euro, i cittadini "hanno il diritto di pretendere una città più pulita, controlli più efficaci e risultati concreti."
Il concetto è stato ribadito in chiusura di questa parte dell'intervento: "La TARI non deve essere soltanto una tassa da pagare. Deve essere il corrispettivo di un servizio che funziona. Oggi, purtroppo, molti cittadini hanno la sensazione di pagare sempre di più per ricevere sempre meno."
𝗟𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗼𝘀𝘁𝗮 𝘀𝘂 𝗙𝗼𝗿𝗻𝗮𝗿𝗶 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗴𝘂𝗶𝗱𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹'𝗮𝘇𝗶𝗲𝗻𝗱𝗮
Tenerani ha poi allargato il discorso al futuro della società che gestisce il servizio rifiuti, parlando di criticità "ormai evidenti" che richiedono "un cambio di passo, fondato su competenza, autorevolezza e conoscenza della realtà aziendale." Su questa base ha indicato un nome per la guida dell'azienda: "Affidare la guida dell'azienda a Massimiliano Fornari rappresenterebbe una scelta di responsabilità." Secondo il consigliere, l'esperienza di Fornari, "la profonda conoscenza dell'organizzazione e il rapporto di stima e collaborazione costruito con i dipendenti" potrebbero permettere di "avviare un serio percorso di rilancio."
Il consigliere ha chiuso l'intervento definendo la linea del suo gruppo in Consiglio: "Come Fratelli d'Italia continueremo a sostenere tutte quelle scelte che avranno come unico obiettivo il buon funzionamento dei servizi, la tutela dei lavoratori e l'interesse della comunità massese, senza pregiudizi ma con la concretezza che i cittadini si aspettano da chi è chiamato ad amministrare la cosa pubblica."
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Via libera del Consiglio Comunale di Massa alla "Rottamazione Quinquies", la misura di definizione agevolata delle cartelle esattoriali introdotta dal Governo Meloni. La delibera è stata approvata nella seduta di due giorni fa, dopo settimane di pressioni da parte delle opposizioni, di liste civiche, associazioni di categoria e commercialisti, che chiedevano all'Amministrazione comunale di non lasciarsi sfuggire l'opportunità.
A intervenire in aula, a nome del gruppo consiliare di Fratelli d'Italia, il consigliere 𝐁𝐫𝐮𝐧𝐨 𝐓𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚𝐧𝐢, che ha aperto il suo intervento sottolineando come fosse difficile comprendere le esitazioni iniziali della maggioranza: "Ci eravamo sinceramente meravigliati del fatto che sembrava, fino a poco tempo fa, il Sindaco Persiani, l'Assessore al Bilancio e la maggioranza si opponessero a questa opportunità", ha dichiarato Tenerani, ricordando come fosse "difficile comprendere perché un'Amministrazione che si richiama all'area del centrodestra rifiutasse una misura promossa proprio dal Governo nazionale di riferimento".
"𝐔𝐧𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐝𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐨𝐢 𝐚𝐯𝐞𝐯𝐚𝐦𝐨 𝐞𝐯𝐢𝐝𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐟𝐨𝐫𝐳𝐚", ha aggiunto il consigliere, rivendicando il pressing esercitato da FdI e da altri soggetti esterni al Consiglio. Tenerani ha infatti ricordato che sul tema si erano espresse "altre forze politiche, liste civiche, associazioni, professionisti, commercialisti e numerosi cittadini, tutti concordi nel sottolineare come il Comune di Massa stesse rischiando di perdere un'occasione importante".
Da qui la soddisfazione per l'approdo in aula del provvedimento: "Ci consideriamo soddisfatti che oggi la delibera sia in discussione e votazione, perché riteniamo che rappresenti una scelta di buon senso, equilibrata e nell'interesse dei cittadini e del Comune di Massa".
𝐍𝐞𝐬𝐬𝐮𝐧 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐨𝐧𝐨, 𝐦𝐚 𝐮𝐧𝐨 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐫𝐞𝐜𝐮𝐩𝐞𝐫𝐨
Il consigliere di FdI ha tenuto a precisare la natura della misura, respingendo l'idea che si tratti di un condono: "Il rispetto delle regole e il corretto adempimento degli obblighi tributari restano un dovere di ogni cittadino. Chi ha sempre pagato regolarmente non deve sentirsi penalizzato rispetto a chi, invece, si trova oggi in una situazione debitoria".
Tenerani ha spiegato che la Rottamazione Quinquies "prevede che il capitale dovuto resta da pagare", mentre l'agevolazione riguarda "esclusivamente interessi, sanzioni e oneri accessori previsti dalla normativa nazionale, con l'obiettivo di rendere concretamente recuperabili somme che, in molti casi, rischierebbero di non essere mai incassate".
Uno strumento, ha proseguito, pensato per "famiglie, lavoratori e imprese che hanno attraversato momenti di difficoltà economica" e che ora potranno "regolarizzare la propria posizione e tornare ad adempiere ai propri obblighi nei confronti dell'amministrazione pubblica".
𝐈 𝐧𝐮𝐦𝐞𝐫𝐢: 𝐨𝐥𝐭𝐫𝐞 𝟑𝟕 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐞𝐮𝐫𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐚𝐫𝐢𝐜𝐡𝐢
Sul fronte finanziario, Tenerani ha citato i dati forniti dagli uffici comunali, secondo cui "una parte significativa dei crediti affidati alla riscossione sia di difficile esigibilità e risalga anche a molti anni fa". Il consigliere ha parlato di "carichi complessivi superiori ai 37 milioni di euro, con una quota rilevante rappresentata da interessi e sanzioni", ricordando che gli uffici hanno "evidenziato la sostenibilità dell'operazione sotto il profilo finanziario, anche alla luce degli accantonamenti effettuati e delle misure di tutela già previste dal bilancio comunale".
"Recuperare oggi una parte di queste somme significa trasformare crediti difficilmente riscuotibili in risorse effettivamente disponibili per la collettività", ha aggiunto, definendo la delibera un "equilibrio tra responsabilità ed efficacia amministrativa: da una parte la conferma del principio secondo cui i tributi devono essere pagati, dall'altra la capacità di utilizzare strumenti concreti per aumentare la riscossione e rafforzare le entrate dell'Ente".
Risorse che, secondo Tenerani, torneranno alla città: "Le risorse che potranno essere recuperate saranno risorse a disposizione della città, dei servizi pubblici, della manutenzione del territorio e delle esigenze della nostra comunità".
𝐈𝐥 𝐯𝐨𝐭𝐨 𝐟𝐚𝐯𝐨𝐫𝐞𝐯𝐨𝐥𝐞 𝐞 𝐢 𝐫𝐢𝐧𝐠𝐫𝐚𝐳𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢
Il consigliere ha annunciato il voto favorevole del gruppo: "A nome del gruppo consiliare di Fratelli d'Italia, esprimiamo convintamente il nostro voto favorevole, auspicando che cittadini e imprese possano cogliere questa opportunità per regolarizzare la propria posizione e contribuire al rafforzamento delle finanze del Comune di Massa".
Non sono mancati i ringraziamenti a chi, "anche dall'esterno del Consiglio Comunale, ha contribuito a far comprendere l'importanza di questa scelta, convincendo l'Amministrazione a portare finalmente il provvedimento in aula".
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- 17 poliziotti in arrivo a Massa Carrara: l'annuncio dell'onorevole Amorese di FdI
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