Politica
Migranti, Ferri e Stella (FI): "No a Cpr ad Aulla. Ma Giani sbaglia, urgente realizzare in Toscana un Centro permanenza per i rimpatri"
"Siamo contrari a localizzare nell'area di Pallerone, nel Comune di Aulla, il Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr) della Toscana. Non è il luogo giusto, occorre individuare…

L'onorevole Barabotti della Lega ha incontrato il ministro Piantedosi sul caso Bongiorni: "Vicinanza alla comunità e massima attenzione alla sicurezza del territorio"
"Ho incontrato al Viminale il Ministro dell'Interno Matteo Piantedosi per fare il punto sulla situazione della sicurezza nella provincia di Massa Carrara. Il Ministro ha espresso…

Europa Verde: "MASSA 2028”: il futuro si costruisce adesso… sì alle primarie
Come EUROPA VERDE – VERDI dell'Alleanza Verdi Sinistra di Massa consideriamo urgente e necessario avviare un percorso finalizzato a…

Disagio giovanile dilagante a Carrara, serve un nuovo delegato alle politiche giovanili: la riflessione di Lucian Martisca della Lega
Arriva da Lucian Martisca, vicesegretario Lega Carrara e coordinatore Lega Giovani Carrara una riflessione sulla situazione dei giovani nel comune di Carrara: "La nostra città sta…

Carrara centro verso il miglioramento grazie al nuovo corso universitari: incontro tra l'assessore Dazzi e il circolo Pd Carrara centro
Un gran numero di iscritti ha partecipato attivamente e con spirito propositivo, grazie anche all’attività coinvolgente del segretario, alla riunione presso il circolo PD Carrara centro…

No al CPR ad Aulla: un centro di detenzione amministrativa il no di Avs e dell'assessore regionale Nardini
"L'annuncio del Ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, che comunica al presidente Eugenio Giani l'individuazione di un'area nel comune di Aulla (Massa Carrara) per la realizzazione di…

Massa: Adottate misure di sicurezza pubblica in conseguenza della morte di Giacomo Bongiorni
In seguito all'istituzione con provvedimento prefettizio delle Zone a vigilianza rafforzata per i tragici avvenimenti che hanno causato la morte di Giacomo Bongiorni, sono state adottate le ordinanze sindacali…

Massa Carrara, presentato il focus Ires sull’economia. “Stagnazione, terziarizzazione debole e rischio elevatissimo di crisi industriale. Sono necessari interventi infrastrutturali e politici”
Ires Toscana, oltre alla produzione di un focus periodico sull’economia regionale (scaricabile su irestoscana.it), sta conducendo una serie di studi (a cura del ricercatore Andrea Cagioni) sull’economia su…

Zone a vigilanza rafforzata, chiusura anticipata dei locali e stop alla vendita di bevande in contenitori di vetro: nuove ordinanze a Carrara
A partire da venerdì 17 aprile entreranno in vigore due nuove ordinanze sindacali che vanno a recepire il pacchetto di misure di emergenza adottato dal Comitato provinciale Ordine e…

Caffaz, Bernardi, Borghini e Mattei: nasce una nuova coalizione civica aperta a chiunque abbia a cuore il rinnovamento di Carrara
Novità, trasversalità e concretezza per portare un vero cambiamento alla città di Carrara: sono, in sintesi i punti cardine alla base della coalizione civica composta da…

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"Quando la politica si accorge dei problemi solo quando non può più evitarli, non sta governando: sta rincorrendo gli errori. E a Carrara questo è accaduto nella Commissione Marmo, sulla pelle delle piccole e medie imprese del lapideo. L’amministrazione Arrighi a parole difende il lavoro, nei fatti ha alzato un muro" comincia così la severa critica mossa dal consigliere della lista Ferri, Filippo Mirabella che spiega: "Sulla questione cruciale della lavorazione in loco del 50 per cento prevista dall’articolo 21 del Regolamento degli Agri marmiferi, Arrighi e il Partito Democratico hanno scelto da tempo di fare orecchie da mercante davanti alle richieste delle piccole e medie imprese del lapideo. Aziende che non chiedevano privilegi, ma modalità sostenibili e strumenti realistici per adeguarsi senza chiudere.Per anni si è ignorato un dato evidente: molte cave non erano strutturate per raggiungere quella soglia nei modi imposti. Era stato detto in Commissione più volte e ribadito pubblicamente, spiegato con i numeri alla mano. Ma da Palazzo civico nessuna apertura. Nessuna correzione. Nessun confronto vero.Ora, improvvisamente, arriva la proposta di spostare il primo traguardo da due a quattro anni. È un’operazione di avvilente opportunismo politico.Perché se davvero l’obiettivo fosse stato tutelare lavoro e filiera, il correttivo sarebbe arrivato prima, quando si chiedeva di evitare la chiusura di cave e di non mettere decine di famiglie in mezzo alla strada. Invece si è preferito irrigidire le posizioni, respingere ogni proposta migliorativa e difendere un’impostazione che, nei fatti, favorisce un modello di oligopolio, un’impostazione che concorre a valorizzare operatori già strutturati per gestire vincoli stringenti.
Il risultato? Le piccole e medie realtà vengono schiacciate, mentre il settore si polarizza sempre di più. Oggi la maggioranza prova a presentare lo slittamento come un atto di responsabilità, ma è un rinvio che serve a prendere tempo senza assumersi fino in fondo il peso delle conseguenze politiche. Spostare tutto di quattro anni significa, molto probabilmente, lasciare che il nodo esploda nella prossima consiliatura. Un macigno che cadrà su chi verrà dopo.Se davvero l’Osservatorio sul marmo dimostra che alcune cave superano già il 50 per cento e altre sono lontane, la risposta non può essere un generico allungamento dei tempi deciso all’ultimo minuto. Serve una revisione strutturale, calibrata sulla realtà del territorio, capace di salvaguardare occupazione, ambiente e pluralità imprenditoriale. Altrimenti il rischio è evidente: meno imprese, meno concorrenza, più concentrazione.La città merita una politica industriale seria, non aggiustamenti temporanei utili solo a spostare il problema più avanti.Il marmo è il cuore economico di questo territorio. Giocare con le scadenze non è responsabilità. È calcolo. E quando il calcolo politico viene prima della tutela reale del tessuto produttivo, il prezzo lo pagano le imprese, i lavoratori e le loro famiglie. Non chi oggi prova a rinviare".
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Arriva dal Partito Repubblicano di Carrara un'analisi sul tema della sicurezza sul lavoro: "Dopo il recente grave infortunio sul lavoro nel bacino di Miseglia, tutta la comunità è tornata ad interrogarsi sul tema della sicurezza nel mondo del lavoro.Purtroppo, il nostro territorio ha visto negli ultimi anni decessi e infortuni che si sono susseguiti, segnando profondamente la città e le famiglie coinvolte. La mortalità e gli infortuni non riguardano soltanto le cave, ma interessano anche altri settori lavorativi del nostro territorio: rappresentano il principale nemico contro cui i repubblicani carraresi intendono lottare con determinazione.Il fenomeno non è certo locale: nel nostro Paese le leggi che hanno permesso la precarizzazione del lavoro non favoriscono la stabilizzazione dei rapporti e la fidelizzazione dei lavoratori e questo porta troppo spesso a trascurare la formazione, elemento fondamentale per garantire comportamenti corretti e sicurezza operativa.Non entriamo nel merito del recente infortunio in cava di cui non conosciamo tutti i dettagli; piuttosto desideriamo mettere in luce un fatto allarmante e non esclusivamente locale che ci viene confermato da professionisti che operano nel mondo della Sicurezza come consulenti o membri degli organi di vigilanza: nel nostro Paese troppe aziende si inseriscono fraudolentemente nel tessuto produttivo: solo attraverso la piena legalità possiamo aspirare ad una maggiore sicurezza sul posto di lavoro. Le ditte irregolari tolgono ossigeno alle aziende sane, ignorando le normative e creando una concorrenza al ribasso che penalizza chi rispetta le regole. Per queste aziende, la sicurezza è un costo sacrificabile pur di massimizzare i profitti.I repubblicani di Carrara vogliono un nuovo modello di lavoro, in cui la sicurezza e il rispetto della vita umana siano priorità assolute. E’ essenziale garantire ambienti di lavoro sicuri e sani e promuovere leggi che premino le aziende virtuose e cioè quelle che rispettano le regole e le norme.Ogni lavoratore ha diritto di fare ritorno la sera dai propri cari incolume senza correre rischi per la propria vita.La sfida non si ferma qua: la legalità richiede controlli assidui nelle aziende. Tuttavia, chi è incaricato della vigilanza si trova quotidianamente a fronteggiare difficoltà per superare le quali non basta l’abnegazione e l’impegno dei singoli; ad esempio, nella nostra Provincia possiamo contare solo su due ispettori INPS, nessun ispettore INAIL e meno di dieci ispettori INL. La richiesta dei Repubblicani carraresi al Governo nazionale è chiara: servono nuove assunzioni ed interventi mirati. I controlli non devono essere percepiti come repressione, ma come strumenti vitali per la prevenzione e la diffusione della cultura della sicurezza.Per questo, i repubblicani carraresi propongono un incontro–dibattito pubblico, che si affianchi a quello istituzionale opportunamente convocato dalla Sindaca, con tutti i soggetti interessati alla legalità e alla sicurezza nel mondo del lavoro. Solo lavorando insieme è possibile gettare le basi per raggiungere un obiettivo chiaro e non negoziabile: ZERO MORTI SUL LAVORO. È tempo di agire, è tempo di unire le forze per garantire ad ogni lavoratore il diritto di tornare a casa sano e salvo. Insieme, possiamo costruire un futuro più sicuro per tutti".
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Lunedì pomeriggio la sindaca di Carrara Serena Arrighi ha incontrato le rsu di The Italian Sea Group assieme alle segreterie confederali di Cgil, Cisl e Uil e i sindacati di categoria. Durante la riunione i rappresentanti dei lavoratori hanno espresso la propria preoccupazione per il momento vissuto dal cantiere nautico di Marina di Carrara, mentre la sindaca ha assicurato loro il massimo appoggio da parte dell'amministrazione comunale.«Stamani ho chiamato il Prefetto di Massa-Carrara Gaetano Cupello e il presidente dell'Autorità di sistema portuale Bruno Pisano per informarli della riunione di ieri e per chiedere la convocazione di un tavolo istituzionale con i rappresentanti dei lavoratori e la proprietà – spiega il sindaco Arrighi -. Come amministrazione condividiamo le forti preoccupazioni di tutte le parti sociali per il presente e il futuro di un cantiere, The Italian Sea Group, che rappresenta una realtà importante del nostro territorio e che, tra dipendenti diretti e dell'indotto, dà da lavorare a tantissime persone. In questo momento è più importante che mai che la proprietà faccia chiarezza su quale sia la reale situazione che sta attraversando l'azienda e sui propri progetti futuri che dovranno necessariamente garantire il mantenimento dei livelli occupazionali. Chiediamo inoltre chiarezza sugli investimenti previsti sul territorio e sulla base dei quali, lo ricordo, l'Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Orientale ha concesso a The Italian Sea group una proroga di 49 anni, fino al 2072, alla concessione per l'utilizzo degli spazi interni al porto di Marina di Carrara».
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"Continuo a ricevere segnalazioni da persone che non riescono a fare la carta d’identità all’Anagrafe comunale. Questo è il drammatico risultato di otto anni di indifferenza del Sindaco Persiani a un settore della macchina comunale che dovrebbe essere strategico per la pianificazione amministrativa. Ho sollevato il problema Anagrafe anche durante il Consiglio comunale sul Bilancio chiedendo maggiori risorse per quel settore che l’assessore Mercanti si è ben guardato dallo stanziare” dichiara la consigliera Bennati. “Il Sindaco Persiani deve capire che la vita dei cittadini è fatta anche di cose piccole e pratiche e non solo di progetti "altisonanti", come acchiappare la luna, che però lasciano a terra i bisogni quotidiani” rincara Bennati.Il Polo Progressista e di Sinistra, composto da M5S RC e Mcc, ritiene il settore Servizi demografici strategico per la mole di dati di cui è in possesso e che dovrebbero essere messi a disposizione del Consiglio comunale per pianificare l’attività amministrativa. Siamo davvero sorpresi della superficialità con cui la maggioranza tende a dimenticare quanto l’Anagrafe sia la porta di ingresso nel palazzo comunale. L’assessore Acerbo dovrebbe, a nostro avviso, affrontare i problemi del suo settore di competenza invece di rispondere in Consiglio comunale con discorsi preconfezionati. L’Anagrafe è il primo luogo che le persone vedono e utilizzano entrando in Comune. Migliorare la vita quotidiana dei massesi è la cosa che proprio non riesce al Sindaco Persiani e alla sua corte, anzi pare quasi che ci sia impegno a renderla ancora più difficile tanto che ormai è quasi impossibile rinnovare o fare una semplice carta d’identità.
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Il 17 febbraio 2026 il Coordinamento regionale degli Ordini TSRM e PSTRP della Toscana ha incontrato l’assessore alla Sanità e alle Politiche Sociali della Regione Toscana, Monia Monni, in occasione dell’avvio della nuova legislatura quinquennale. L’incontro ha segnato l’apertura di un confronto istituzionale sui temi strategici che riguardano le 18 professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione afferenti alla Federazione. In un clima di ascolto e collaborazione, le parti hanno condiviso la volontà di costruire un tavolo di confronto strutturato e permanente tra Regione e Ordini professionali, con l’obiettivo di affrontare in maniera organica le principali criticità del sistema sanitario toscano.Tra i temi centrali emersi nel corso del dialogo, particolare attenzione è stata dedicata all’analisi dei fabbisogni professionali e alla programmazione formativa universitaria, strumenti fondamentali per contrastare la carenza di personale sanitario. Si è discusso inoltre del rafforzamento del rapporto tra Regione, Università e Ordini, per favorire l’attivazione e il consolidamento dei corsi di laurea necessari a rispondere in modo efficace ai bisogni del territorio.
Un altro punto qualificante del confronto ha riguardato l’attrattività delle professioni sanitarie, da promuovere attraverso iniziative di orientamento nelle scuole e campagne informative rivolte ai giovani. Centrale anche il tema dell’integrazione socio-sanitaria, rafforzata dalla riunificazione delle deleghe assessorili, considerata strategica per superare le frammentazioni organizzative e migliorare la presa in carico dei cittadini.Non meno rilevante il richiamo alla valorizzazione dell’autonomia professionale e dei modelli organizzativi, nel rispetto della cornice normativa nazionale, quale leva per garantire qualità, appropriatezza e sostenibilità dei servizi.Il Coordinamento regionale ha espresso piena disponibilità a collaborare con la Regione, mettendo a disposizione dati territoriali, analisi e proposte operative, a partire dall’immediata trasmissione dei fabbisogni regionali delle professioni rappresentate.L’assessore Monia Monni ha manifestato apertura e condivisione del metodo proposto, orientato all’individuazione di priorità comuni, allo sviluppo del lavoro per filoni tematici e alla convocazione, in tempi brevi, di un tavolo congiunto per l’approfondimento operativo delle questioni emerse.Il confronto avviato rappresenta un segnale concreto di attenzione verso le professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione, pilastro essenziale del sistema sanitario toscano, e un passo significativo verso una programmazione condivisa capace di rispondere alle sfide presenti e future della sanità regionale.
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"La revoca dell’incarico all’Amministratore Unico di CERMEC, Lorenzo Porzano, decisa da RetiAmbiente, su forte input del comune di Carrara, non è soltanto un atto amministrativo. È un passaggio che solleva interrogativi politici profondi e lascia l’amaro in bocca". Così parte l'analisi di Fit Cisl sul caso Porzano: " Nelle società partecipate i cambi al vertice non sono una novità. Presidenti e Amministratori vanno e vengono, spesso seguendo il ritmo delle maggioranze e degli equilibri tra enti soci. È parte del sistema. Ma qui il copione appare diverso. Porzano era stato riconfermato appena un anno fa, dopo aver guidato un percorso di risanamento di un’azienda storicamente complessa, segnata da alcune gestioni difficili. I conti erano stati rimessi in ordine, la struttura riportata su binari di maggiore stabilità nonché traghettato la Società nell’ultimo atto del concordato preventivo. I risultati, almeno sul piano economico e progettuale per il futuro, erano evidenti. Perché allora questa revoca? La risposta formale potrà essere tecnica. Ma quella sostanziale appare inevitabilmente politica. E in questo quadro colpisce il ruolo del sindaco di Carrara, Serena Arrighi, che aveva condiviso e sostenuto la riconferma dell’amministratore in sinergia con il Comune di Massa solo dodici mesi fa. Di fronte alle contestazioni e al clima crescente di polemica, l’impressione è che sia mancata una difesa chiara delle scelte compiute e dei risultati raggiunti.In particolare pesa il confronto con la CGIL, che hanno reiterato nel tempo accuse e critiche nei confronti dell’amministratore mai realmente dimostrate ma ripetute come un mantra sulla stampa e sui social. In una dinamica fisiologica di relazioni industriali, il conflitto può essere anche aspro. Ma quando il conflitto diventa elemento determinante nella sorte di un incarico, il confine tra dialettica sindacale e condizionamento politico si fa sottile.Il messaggio che rischia di passare è preoccupante: non basta risanare un’azienda, non basta garantire equilibrio finanziario e continuità gestionale. Conta, piuttosto, non entrare in rotta di collisione con chi ha capacità di pressione pubblica. Se così fosse, non sarebbe solo la fine anticipata di un mandato. Sarebbe un segnale di fragilità delle istituzioni, incapaci di sostenere proprie scelte precedentemente assunte nell’interesse generale di un territorio e dei suoi cittadini. Le società partecipate gestiscono servizi essenziali e risorse pubbliche. Hanno bisogno di competenza, stabilità e autonomia. Quando le decisioni appaiono guidate più dalla contingenza politica che da una valutazione oggettiva dei risultati, la credibilità dell’intero sistema ne esce indebolita. Ed è questo, forse, l’aspetto più triste della vicenda: non la revoca in sé, ma l’ombra che proietta sul rapporto tra amministrazione, politica e interesse pubblico. Detto questo, non resta che augurare buon lavoro al nuovo amministratore Avvocato Luigi Guccinelli, con l’auspicio che possa essere affiancato da una figura dotata di adeguate competenze tecniche, diversamente da quanto avvenuto con il suo predecessore".
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"Saranno coincidenze o concomitanze?". Si chiede e chiede Orietta Colacicco, Presidente dei Paladini Apuoversiliesi, associazione che da 27 anni si occupa in primis di erosione costiera in Apuoversilia. "Oppure é talmente alta l’emergenza erosione - rosegue Colacicco - che quando diciamo che cosa potrebbe accadere in teoria, poi succede. Il 5 febbraio, invitati in commissione ambiente di Massa per fare il punto sull’erosione, abbiamo mostrato uno scenario allarmante dove il cambiamento climatico fa il suo gioco, vedi il ciclone Harry in Sicilia e in Apuania non era andata meglio nel 2019, nel 2020 quando le onde erano arrivate in strada, lesionando il manto stradale o più recentemente nel 2023 con l’esondazione e l’allagamento del viale a mare. Poi la notte del 7 arriva una mareggiata con onde altre 3 metri, non particolarmente forte ma penetrante. E si é visto lo scempio ai bagni delfino e Ida, già colpito il 3 Novembre e il 4 Dicembre 2023 e ancora l’8 di Luglio 2025. Sempre li’ si dirà. Certo é uno dei punti sensibili che noi Paladini chiamiamo critici. E ce ne sono molti altri dalla Partaccia sino a Marina di Pietrasanta, tanto che li abbiamo mappati e stiamo monitorando, cercando di trovare un indicatore se c’é sul perché della ripetitivItà con l’aiuto di tutti i balneari a noi collegati a vario titolo. Un lavoro utile agli esperti, che prima sottoporremo a esperti e accademici L’interrogativo obiettivo é quello di trovare un indicatore e di calcolare il ritmo del fenomeno e un indice di rischio, secondo diverse variabili. Mancano dati, quelli a disposizione sono superati, ha sempre ricordato il professor Sarti, noi partiamo dal minimo, fotografando e misurando a cadenza costante la situazione e la profondità della spiaggia.Tornando alle concomitanze, a gennaio abbiamo chiesto al Consigliere Gianni Lorenzetti di essere auditi in Commissione Ambiente della Regione da lui presieduta. Questo per dire la nostra e per fare il punto sugli interventi previsti e sui cronoprogramma. Perché non c’é più tempo sul litorale apuano sono rimasti centimetri o pochi granelli di sabbia. Ma anche davanti ai nuovi fatti ci siamo resi conto che dobbiamo non solo sensibilizzare ma anche informare il territorio soprattutto sui possibili rimedi, e mitigazioni come sui rischi ulteriori che potrebbero essere portati da un possibile ampliamento del porto di Maina di Carrara. Il Porto, che é la causa primaria dell’erosione, ha già creato il danno a partire dall’inizio della sua realizzazione negli anni ’20 del secolo scorso, come é testimoniato dal materiale fotografico storico che custodiamo. Continuerà a creare erosione così come é, quindi non possiamo creare un’accelerazione, visto che sarebbero previsti per l’ampliamento 240.000 mq di cemento armato in mare. L’erosione c’é e galoppa, arrivata a Forte dei Marmi ora la si vede bene anche nella parte Nord di Marina di Pietrasanta dove sono arrivati prepotenti gli esiti di quella mareggiata. Così il nostro programma diventa urgente. L’intento é quello di creare e o rafforzare un dialogo con gli Amministratori dei Comuni da Massa, Montignoso, Forte dei Marmi, Pietrasanta e Carrara. Consiglieri Comunali che siedono nelle Commissioni di Ambiente, Assessori all’Ambiente, comunque interessati al nostro tema, per arrivare ai Sindaci. Si é parlato tanto di erosione, sappiamo che é stato firmato nel 2023 un protocollo di intesa fra i Comuni, l’autorità Portuale, la Regione, la Camera di Commercio che si chiama ROMCAV, a che punto é, come pensa di attivarsi. E’stata fatta poca comunicazione-informazione. Sappiamo che sul tema dei dragaggi delle sabbie all’imboccatura del porto, utili per il ripascimento, solo quelle, le sabbie che saranno dragate all’interno del porto non possono essere utilizzate, ci mancherebbe! potrebbero esserci buone notizie. Così ci ha detto il Professor Mauro Rosi, responsabile del Comitato Scientifico. Gli interrogativi sono che si fa, si pensa di fare e quando, , anche perché bisogna fare i conti con il cambiamento climatico che aggrava tutta la situazione. Quanto sappiamo é poco ha sempre ricordato il Professor Sarti, ordinario di Scienze della Terra che, su nostro incarico ha predisposto insieme ad altri tre colleghi e all’ordinario di Ingegneria Marittima, dell’università di Pisa la relazione tecnica sul Prp inviata con le nostre osservazioni al Ministero dell’Ambiente per la procedura di Vas. Esito: ci vuole molta prudenza, perché i dati sono vecchi, alcuni addirittura del 2006. Quindi dicevamo e diciamo noi bisogna studiare, altrimenti sarebbe un azzardo, costoso e ancor più dannoso.
D’altro canto l’on Barabotti aveva presentato nel luglio scorso un ordine del Giorno alla Camera poi accolto, che relativamente al Prp poneva l’attenzione fra gli altri sulla possibilità di scatenare con l’ampliamento ulteriore erosione, il tema dei dragaggi, utili al porto per la navigazione e per un successivo utilizzo delle sabbie per il ripascimento, e da sottolineare la necessità di verificare a priori quale opere previste nel progetto porterebbero ulteriore danno. Quel famoso modello fisico idraulico a fondo mobile, da noi già proposto più di due anni fa. Qui sì c’é grande ritardo. Potrebbe essere già stato fatto
Come ha detto il Vice Ministro alle Infrastrutture Rixi il 6 Ottobre a Carrara per il nuovo Prp “occorre una modifica, bisogna trovare una soluzione che non arrechi danno alle spiagge di Forte Dei Marmi e della Versilia e alle spiagge intorno al porto (del litorale apuano)”. E stato istituito un tavolo tecnico con prima riunione il 14 ottobre, ma a quel tavolo, coordinato dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici a cui partecipano la Regione, l’Autorità portuale e il Ministero dell’ambiente, da sottolineare questo che spesso viene dimenticato, mancavano proprio i tecnici della Regione, e non avrebbe potuto essere diversamente, visto che le elezioni erano state chiuse proprio il giorno prima. La domanda é quando sarà la seconda riunione, che in realtà sarà la prima? A noi risulta che nel giro di poche settimane sarà convocata. Comunque sarà una riunione tecnica volta a trovare nuove soluzioni progettuali, che poi comunque dovrebbero essere approvate dal Ministero competente che é quello delle Infrastrutture. Da lì poi il progetto dovrà passare a VIA Valutazione di impatto ambientale che prevede anche l’invio di osservazioni da parte del pubblico. Un iter relativamente lungo, questione di anni.
Ma non possiamo aspettare. Per l’erosione in atto bisogna intervenire con il turbo. Questo é bene venga compreso da tutto il territorio, anche attraverso i suoi Amministratori, cui ci rivolgiamo in una settimana di audizioni e dialogo nei Comuni per poi trarre una sintesi n una riunione collegiale ed andare insieme in Commissione Ambiente in Regione, alla presenza auspicabilmente dell’Assessore all’Ambiente Barontini. Abbiamo già l’adesione al progetto dei Comuni di Massa e Forte dei Marmi, stiamo perfezionando con Pietrasanta, siamo in contatto con Montignoso e solleciteremo risposta da Carrara.Agire e studiare questo é l’obiettivo, si deve iniziare subito, senza pensare a una possibile compensazione per i possibili danni prodotti da un possibile amnpliamento del porto. Non ci sono formule, la compensazione si ci deve essere sui danni ingenti già prodotti dal porto. E agire vuole dire secondo noi adottare la via più breve, già disponibile, che certo non può fare male, che viene dal ripascimento con le sabbie all’imboccatiura del porto e da quelle nelle zone in accumulo, milioni di metri cubi dice il Professor Rosi.Intanto si studino e si testino altre possibilità rigide".
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Si è svolta ad Avenza l’assemblea del “Comitato Inquilini SEN” alla presenza dei cittadini appartenenti alle famiglie attualmente a rischio sfratto tra Marina di Carrara e Avenza. L’incontro si inserisce nel percorso già avviato per affrontare la delicata situazione abitativa che coinvolge una cinquantina di nuclei familiari, da anni esposti a una condizione di incertezza legata alla scadenza dei contratti di locazione. In occasione dell’assemblea è stata comunicata la formalizzazione del Comitato, anche a livello fiscale, e la nomina a Presidente del sig. Daniele Sanguinetti, persona stimata e da sempre disponibile all’ascolto e al confronto. L’Avvocato Gianmarco Romano, professionista che assiste il Comitato, ha quindi illustrato i contenuti degli incontri già avvenuti con i rappresentanti dell’amministrazione comunale, nelle persone del vicesindaco Crudeli e dell’assessore Lattanzi. Al centro del confronto, la condizione di numerosi nuclei familiari che da anni vivono in un clima di incertezza legato alla scadenza dei contratti di locazione. Una situazione che ciclicamente ripropone il timore dello sfratto e che richiede una soluzione strutturale e duratura.
Gli edifici interessati – quattro palazzi per un totale di oltre cento appartamenti, molti dei quali attualmente non occupati – rappresentano una realtà significativa nel panorama abitativo cittadino. Un patrimonio immobiliare che potrebbe costituire una risorsa importante in un contesto di crescente difficoltà nel reperimento di alloggi a canoni sostenibili. Durante il confronto, ha riferito l’Avvocato Romano, è emersa la volontà dell’Amministrazione di proseguire il lavoro tecnico già avviato per individuare strumenti concreti e sostenibili al fine di garantire stabilità abitativa alle famiglie coinvolte.Parallelamente, anche la proprietà degli immobili sta operando in sinergia col Comune, con l’obiettivo condiviso di arrivare a una soluzione equilibrata che tenga insieme le esigenze delle famiglie e quelle della gestione patrimoniale. Durante l’assemblea i rappresentati del Comitato hanno ribadito la propria linea: mantenere compattezza, non farsi strumentalizzare e non prestarsi a utilizzi politici o mediatici che nulla hanno a che vedere con la tutela concreta delle famiglie coinvolte. L’assemblea si è conclusa con l’impegno di coinvolgere nella vicenda anche la Prefettura al fine di prevenire situazioni di emergenza sociale, soprattutto per quelle famiglie che nei prossimi mesi potrebbero già essere passibili di sfratto. Pur nella consapevolezza della complessità tecnica e amministrativa della vicenda, il Comitato Inquilini SEN conferma la propria fiducia nel percorso intrapreso e auspica che i prossimi passaggi possano tradursi in risultati concreti nel breve periodo, nell’interesse non solo degli inquilini ma dell’intera comunità carrarese. In tale prospettiva, è già stata fissata a marzo la data del prossimo appuntamento tra la SEN, la vicesindaca e l’assessore competente, al quale parteciperà anche il legale del Comitato.
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Marmo, articolo 21 e regolamenti: se n'è parlato oggi nel corso della commissione Marmo presieduta da Nicola Marchetti a partire dai dati emersi dal secondo report dell'Osservatorio del Marmo.«L'Osservatorio del Marmo rappresenta uno strumento fondamentale, e fortemente voluto da questa amministrazione, per comprendere puntualmente lo stato di salute del settore lapideo – sottolinea il sindaco Serena Arrighi -. I dati di quest'anno ci hanno dato indicazioni importanti che ci raccontano soprattutto quali sono le prime ricadute delle numerose innovazioni che sono state introdotte in questi anni. Oggi ci sono numeri precisi che certificano come la lavorazione cresca e con essa non solo le ricadute sul territorio, ma anche il valore stesso della produzione, mentre a calare è solo la quantità di materiale portato a valle. La strada intrapresa è quella giusta e va perfettamente nel solco indicato dalla legge regionale 35 del 2015 che si è dimostrata, alla prova dei fatti, lungimirante. Non possiamo tuttavia ignorare come la situazione nei vari bacini sia eterogenea e ci siano realtà più in sofferenza rispetto ad altre. I numeri dell'Osservatorio raccontano di come ci siano cave che non hanno difficoltà a superare il 50 per cento di lavorazione in loco, altre che vi si avvicinano in maniera sostanziale, ma c'è anche chi è ancora lontano. I motivi di queste difficoltà sono molteplici e per questo vanno analizzati e capiti. Sappiamo bene come ci siamo grosse differenze tra le singole cave per questo abbiamo avanzato una proposta di un correttivo al Disciplinare di attuazione per l'applicazione dell'articolo 21. Si tratta di un'ipotesi che abbiamo presentato oggi alla Commissione e che prevede di dare più tempo alle aziende per rientrare nei limiti del 50 per cento della lavorazione in loco, spostando quindi il primo traguardo dopo 4 anni e non dopo solo due come attualmente previsto. Lo spirito della legge regionale è chiaro: lavoro e occupazione. Ripartiamo da qui. Dare più tempo per continuare a lavorare a chi in questi anni ha dato evidenti segnali di crescita riteniamo possa essere segno di responsabilità per consentire a tutti di proseguire nel percorso virtuoso della filiera».«Nessuno sconto quindi: le aziende che non hanno ancora raggiunto la soglia del 50 per cento avranno però più tempo per recuperare quello che non hanno fatto in questi due anni – aggiunge il presidente della commissione Marmo Nicola Marchetti -. La nostra è una proposta politica che mira a tutelare lo spirito della legge 35 del 2015 ossia lavoro, ambiente e sicurezza».
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“A Carrara esiste ufficialmente un regolamento comunale sulla pratica del compostaggio domestico approvato con delibera del Consiglio comunale n. 37 del 2021” ad affermarlo è il consigliere Filippo Mirabella che spiega: “Un atto chiaro, nero su bianco, che l’Amministrazione 5 Stelle aveva voluto per disciplinare le modalità. Nel luglio 2021 la stampa locale aveva riportato l’approvazione del “Regolamento relativo alla pratica del compostaggio domestico” da parte del comune di Carrara, sottolineando l’intento di ridurre i rifiuti in discarica e dare uno sconto sulla TARI a chi compostava. Il comune aveva incrementato gli sgravi sulla TARI per chi effettuava un compostaggio domestico continuativo. La riduzione prevista era circa -6% per chi faceva la raccolta differenziata dell’organico e -10% per chi non aveva un servizio porta a porta (ad esempio nelle zone fuori centro). Sulla carta, quindi, lo strumento c’è. Ma quanti cittadini di Carrara lo sanno? Quanti hanno presentato domanda? Funziona? Perché, nella realtà quotidiana, il compostaggio domestico non risulta promosso, diffuso o spiegato in modo chiaro né dal comune né dal gestore del servizio rifiuti, Retiambiente Carrara. Non si registrano campagne informative evidenti, non si vedono comunicazioni pubbliche strutturate, non si parla di percentuali di sconto applicate, né di numeri di iscritti all’albo dei compostatori. Il regolamento esiste, ma sembra restare confinato negli atti amministrativi. E questo crea una situazione anomala.In molti comuni italiani lo sconto è chiaro, pubblicizzato, quantificato. I cittadini sanno che, se lo mettono in pratica, risparmiano. Il compostaggio non è solo una questione economica: è prima di tutto una scelta ecologica e di sostenibilità ambientale.Compostare significa sottrarre alla raccolta una delle frazioni più pesanti e problematiche, l’organico. Significa ridurre il volume dei rifiuti trasportati, abbattere i costi di trattamento, diminuire le emissioni legate alla movimentazione e allo smaltimento. Significa trasformare uno scarto in risorsa, restituendo al terreno un fertilizzante naturale. Se il sindaco Arrighi e l’assessore Carlo Orlandi vogliono davvero parlare di transizione ecologica e sostenibilità, il compostaggio domestico dovrebbe essere un pilastro, non un allegato dimenticato. C’è poi un altro aspetto centrale: la qualità della raccolta differenziata. Quando l’organico viene separato correttamente o, ancora meglio, trattato direttamente a casa, si riducono le impurità nel rifiuto residuo e migliora l’intero ciclo della differenziata.Meno errori di conferimento, meno contaminazioni, meno costi di selezione. Una comunità che composta è una comunità che differenzia meglio. E questo è ancora più grave perché la raccolta differenziata a Carrara è caotica, presenta elementi di discontinuità, criticità organizzative e una gestione non efficace. In questo contesto, incentivare il compostaggio domestico potrebbe essere una leva concreta per migliorarne le percentuali e la qualità complessiva. E soprattutto: non risulta che l’amministrazione di Retiambiente Carrara abbia promosso con forza questa opportunità ambientale ed economica. Il compostaggio domestico riduce i rifiuti organici conferiti, abbassa i costi di trattamento e migliora le percentuali ambientali. È una misura che conviene a tutti. Eppure, nel dibattito cittadino, il tema è sostanzialmente assente.
Secondo l’analisi del Servizio Politiche Fiscali della UIL (studio 2025/2026), la TARI negli ultimi anni è aumentata in molte città italiane, con incrementi significativi dei costi a carico delle famiglie, e Carrara è in una posizione più elevata rispetto agli anni passati, senza che siano evidenti benefici o miglioramenti del servizio percepibili dal cittadino. Il risultato è che i predetti amministratori, nonostante regolamenti e possibilità teoriche, continuano a far pagare i cittadini senza che vi sia stata un’adeguata e diffusa informazione sulle possibilità di riduzione previste dal regolamento.Sul piano politico emerge una responsabilità evidente del PD. Se esiste un regolamento sul compostaggio domestico ma non viene reso operativo, questo si traduce in maggiori inefficienze e minore qualità ambientale. Più informazione significa più equità fiscale.Carrara dispone dello strumento normativo dal 2021. Ora resta da capire se intende farlo vivere davvero o lasciarlo chiuso nei cassetti amministrativi. Perché tra avere una norma e applicarla c’è una differenza sostanziale. E oggi, a giudicare dalla percezione diffusa tra i cittadini, quella differenza pesa.
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