Politica
Museo della Memoria di Bergiola, anni di promesse: la critica del consigliere Mirabella
"Ancora oggi, a ben 82 anni dall'eccidio (1944-2026), il sindaco Arrighi parla di "lavori ancora da ultimare", infatti la struttura non è ancora ufficialmente e pienamente…

Cerimonia per l'82° anniversario della strage di Bergiola Foscalina: presenti tutte le istituzioni
Si è tenuta mercoledì 16 settembre, la cerimonia commemorativa dell'82° Anniversario della Strage di Bergiola Foscalina, evento patrocinato dalla Provincia di Massa-Carrara. A rappresentare l'amministrazione…

Villaggio San Luca, infiltrazioni e promesse disattese. «Adesso basta, il Comune intervenga»
«È il momento di dire basta. Basta promesse non mantenute e basta con il menefreghismo di un'amministrazione che continua a lasciare soli i cittadini». Lo…

CPR ad Aulla: Schianchi di FdI definisce "ideologico" l'atteggiamento del Governo, Valettini prenda le distanze
Arriva dalla segreteria provinciale di FdI Massa Carrara e Lunigiana un'analisi critica sul Cpr di Aulla che chiama in causa il sindaco di Aulla e…

Importanti nomine regionali per i dirigenti FdI del territorio: quattro apuani ai vertici dei dipartimenti regionali Toscana di Fratelli d'italia
Fratelli d'Italia Massa Carrara attraverso il coordinatore provinciale del partito Marco Guidi esprime grande soddisfazione per le recenti nomine regionali che vedono protagonisti alcuni dirigenti…

Cantieri elettorali e città paralizzata: il grande bluff del restyling di Carrara
Opere urbanistiche come strumento di propaganda elettorale: è quanto suggerisce Cristina Pinelli di Forza Italia nei confronti dell'amministrazione di Serena Arrighi: "L’amministrazione comunale uscente merita un…

Via Bigioni, una strada sempre più pericolosa: FdI annuncia un'interpellanza in consiglio comunale
Via Bigioni, a Marina di Carrara, è diventata una situazione di rischio quotidiano per residenti, automobilisti e soprattutto per i pedoni.La…

Sicurezza: Persiani, anche a Massa pronti a sostenere l'aumento dei militari per l'operazione Strade Sicure
Massa, 15 setembre. - "La priorità per la nostra Amministrazione e per il territorio è la sicurezza dei nostri cittadini, di chi lavora e dei tanti turisti che…

Difesa della costa e sedimenti marini, Barabotti: «La Regione si sveglia dopo anni di ritardi. Giani intervenga prima dell'inverno»
Massa, 15 settembre 2026 – «L'approvazione da parte della Giunta regionale della delibera sui valori chimici locali dei sedimenti marini non è una vittoria da celebrare,…

Carrara pronta a fare la propria parte per chiedere più personale di sostegno nelle scuole secondarie
Nel giorno della prima campanella nelle scuole cittadine si è riunita oggi la commissione Sanità presieduta da Guido Bianchini per ascoltare il garante per i…

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Il 23 luglio 2026 il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge, promosso dalla premier Giorgia Meloni e dal Guardasigilli Carlo Nordio, che modifica in profondità i criteri con cui si stabilisce se un minorenne può essere ritenuto penalmente responsabile.
𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚
Il provvedimento interviene sull'articolo 98 del codice penale, la norma che dal 1930 (Codice Rocco) disciplina l'imputabilità dei ragazzi tra i 14 e i 18 anni. Fino ad oggi la capacità di intendere e di volere del minore doveva essere accertata caso per caso dal giudice, con l'onere della prova a carico dell'accusa: un principio consolidato anche dalla giurisprudenza di Cassazione. Con la riforma questo schema si ribalta: al compimento dei 14 anni la capacità di intendere e di volere si presume, e sarà eventualmente la difesa a dover dimostrare il contrario nel corso del processo. La soglia minima di imputabilità resta comunque fissata a 14 anni, e non viene toccata la diminuzione di pena già prevista per i minori riconosciuti responsabili.
Il testo modifica di conseguenza anche l'articolo 9 del d.P.R. 448/1988, la legge sul processo penale minorile, permettendo a pubblico ministero e giudice di raccogliere elementi utili anche ai fini del giudizio sull'imputabilità, oltre che sulla situazione personale, familiare e sociale del ragazzo. Tra le altre misure collegate al pacchetto figurano l'arresto obbligatorio per i minorenni trovati in possesso di armi, regole più severe sulla vendita di coltelli e pene più alte per i danneggiamenti commessi in gruppo.
Va precisato che il ddl non è ancora legge: dopo il via libera del governo dovrà affrontare l'iter parlamentare, con discussione e voto alle Camere, prima di poter entrare in vigore.
𝐋𝐞 𝐦𝐨𝐭𝐢𝐯𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐠𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐨
Nordio ha collegato la riforma alla crescita, sia numerica sia nella gravità dei fatti, della criminalità giovanile, presentandola come il completamento di un percorso avviato con il decreto Caivano. Il ministro ha inoltre sottolineato che si tratta di una presunzione relativa e non assoluta, quindi superabile con prova contraria, e ha ribadito che né l'età minima di imputabilità né le pene vengono inasprite: a cambiare è solo l'onere della prova.
Meloni ha rivendicato la misura con toni netti, affermando che chi commette un reato deve risponderne indipendentemente dall'età. La premier ha comunque riconosciuto che la sola norma penale non basta ad affrontare il disagio giovanile, richiamando la responsabilità di famiglie, scuola e territorio nella prevenzione.
𝐋𝐞 𝐜𝐫𝐢𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞
Le opposizioni hanno reagito con durezza. Diversi esponenti hanno parlato di un meccanismo "perverso", capace di rendere i minorenni imputabili in modo quasi automatico, a prescindere da una reale valutazione della loro maturità psicologica. Devis Dori (Avs) ha messo in guardia contro l'introduzione di automatismi nel diritto penale, un principio che considera incompatibile con le garanzie tradizionalmente riservate ai minori. Anche organizzazioni impegnate nel disagio minorile hanno espresso perplessità sull'impianto della riforma.
Sul fronte tecnico-giuridico, l'ANSA ha riportato i dubbi sollevati dai penalisti, che paventano possibili profili di incostituzionalità nel nuovo impianto normativo. Voci critiche sono arrivate anche dal mondo del volontariato educativo: don Claudio Burgio, cappellano dell'istituto penale minorile Beccaria di Milano, ha descritto la riforma come un passo indietro, osservando che a 14-16 anni molti ragazzi restano immaturi e spesso incapaci di percepire pienamente la gravità delle proprie azioni, e ha messo in guardia contro le semplificazioni del fenomeno delle baby gang.
𝐈𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐞𝐬𝐭𝐨
La riforma arriva in un clima di forte attenzione mediatica sui fenomeni di violenza giovanile, e alcuni organi di stampa l'hanno già soprannominata informalmente "ddl anti-maranza". Proprio su questo provvedimento, e sulla spaccatura che ha aperto tra mondo politico e magistratura, si è espresso di recente anche l'ex magistrato Luca Palamara, sottolineando come la misura divida chi la considera una risposta necessaria alla criminalità minorile e chi invece la giudica un intervento più simbolico che efficace.
Fonti: ANSA, I dubbi dei penalisti: 'Incostituzionali le nuove norme sui minori'; Altalex, Imputabilità minori: presunzione capacità dai 14 anni; Il Messaggero, Nuova stretta anti-maranza; Il Fatto Quotidiano, Imputabilità minori dai 14 anni: il ddl del governo cambia la giustizia minorile; Il Mohicano, Giustizia, imputabili dai 14 anni. Cambia l'onere della prova.
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Alcuni spunti tratti da un'intervista di Gianna Fregonara al ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, pubblicata dal Corriere della Sera, in cui il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha annunciato l'organizzazione per il mese di novembre di una grande assise dedicata all'integrazione degli studenti stranieri. All'incontro parteciperanno rappresentanti delle forze politiche, sindacati, docenti, esperti e delegati degli studenti: l'obiettivo è presentare la visione del ministero e le misure già intraprese, in nome di un'Italia capace di accogliere senza rinunciare alla propria identità e ai propri valori. L'occasione servirà anche per definire ulteriori interventi.L'intervista arriva dopo la proposta lanciata da Ernesto Galli della Loggia — componente della commissione ministeriale per le indicazioni nazionali — che aveva sollevato il tema di un problema legato in particolare agli studenti di cultura islamica.
𝐈𝐧𝐭𝐞𝐠𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐢𝐧𝐜𝐥𝐮𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞
Per il ministro la distinzione tra i due concetti è centrale. Portando l'esempio del velo integrale, spiega che permettere a una ragazza di frequentare la scuola indossando il burqa significherebbe accettare, in nome dell'inclusione, principi che confliggono con la Costituzione, a partire dalla discriminazione tra uomo e donna: si includerebbe formalmente la persona ma la si priverebbe della possibilità reale di socializzare, trattandola di fatto come "non-persona". L'inclusione, dice, rischia di accettare chiunque a prescindere da come vive; l'integrazione, invece, significa inserire la persona in un sistema di regole condivise che rispecchiano la Costituzione — regole valide anche per chi proviene da culture distanti.
Da qui l'annuncio concreto: un emendamento al ddl Sicurezza per vietare il burqa a scuola, accompagnato da corsi di lingua italiana rivolti ai genitori stranieri, pensati per evitare che uno studente impari a casa meno di quanto appreso in classe.
𝐈𝐥 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐡𝐢𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐥𝐞 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐞 𝐭𝐞𝐧𝐠𝐚𝐧𝐨 𝐥𝐞 𝐟𝐢𝐠𝐥𝐢𝐞 𝐚 𝐜𝐚𝐬𝐚
Alla obiezione secondo cui un divieto del genere potrebbe spingere alcune famiglie a tenere le figlie chiuse in casa, o persino a rimandarle nel paese d'origine, Valditara risponde richiamando le misure già previste dal decreto Caivano: per i genitori che non mandano i figli a scuola è prevista la reclusione fino a due anni, ed è allo studio anche la possibilità di revocare il permesso di soggiorno in questi casi. Sul tema dell'immigrazione, ribadisce, serve concretezza e non demagogia o toni sopra le righe.
Interrogato su chi, a suo avviso, alzi i toni, il ministro cita in particolare Futuro Nazionale, distinguendo tra un'immigrazione regolare — definita vantaggiosa per il Paese — e un'immigrazione clandestina da contrastare. Rivendica per il governo un lavoro giudicato efficace, con un calo degli sbarchi, e annuncia l'intenzione di accelerare i rimpatri dei minori stranieri non accompagnati entrati illegalmente.
𝐈 𝐧𝐮𝐦𝐞𝐫𝐢: 𝐝𝐨𝐯𝐞 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐭𝐢 𝐠𝐥𝐢 𝐬𝐭𝐮𝐝𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐧𝐢𝐞𝐫𝐢
Se a livello nazionale gli studenti che non parlano italiano in casa restano poco sopra il 10%, la situazione cambia molto da regione a regione. Alla primaria, in Lombardia il 22% dei bambini non ha cittadinanza italiana, percentuale che sale al 24% in Emilia-Romagna; agli antipodi si collocano Campania (5,2%), Puglia (valori simili) e Sardegna (3,9%). Alle medie e alle superiori le percentuali scendono, trattandosi di un fenomeno relativamente recente e in crescita.
Sul fronte della dispersione scolastica i dati mostrano un miglioramento: tra gli studenti stranieri il tasso di abbandono era al 30,1% nel 2022 ed è oggi sceso al 26,2%, con l'obiettivo di ridurlo ulteriormente.
𝐈𝐥 𝐝𝐢𝐯𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐞𝐭𝐞𝐧𝐳𝐞
In terza media, tra gli esiti di matematica di uno studente italiano e di uno straniero permane un divario di circa trenta punti (204 contro 173). Secondo le rilevazioni Ocse-Pisa, questo scarto viene misurato al netto della condizione socioeconomica della famiglia, pur restando anche un tema legato alla povertà.
Le rilevazioni Invalsi confermano un divario ancora più marcato in italiano, sempre a fine terza media (158,9 contro 201,3), mentre in inglese sono in media gli studenti stranieri a ottenere risultati migliori. Il ministero individua qui un problema di didattica dell'italiano legato alla presenza di background diversi, evidente già dalla scuola primaria.
𝐋𝐞 𝐦𝐢𝐬𝐮𝐫𝐞 𝐦𝐞𝐬𝐬𝐞 𝐢𝐧 𝐜𝐚𝐦𝐩𝐨
Tra gli interventi già avviati dal ministero figurano: l'Agenda Nord, che investe nelle scuole delle periferie urbane coinvolgendo anche le famiglie; 13 milioni di euro destinati ai corsi pomeridiani; il Piano Estate; percorsi di tutoraggio per personalizzare la didattica; e la formazione specialistica di 1.000 docenti dedicati all'insegnamento dell'italiano per gli studenti stranieri.
Alla domanda se 300mila classi coinvolte non siano un numero troppo contenuto, la risposta è che il criterio individua le classi con oltre il 20% di alunni stranieri di recente arrivo. Le comunità straniere si concentrano soprattutto nelle periferie di Milano, Torino, Mestre e Genova, oltre che nelle zone rurali di Lombardia ed Emilia-Romagna, dove non sempre viene rispettato il limite del 30% di studenti stranieri per classe. Il ministero intende rivedere le disposizioni per redistribuire concretamente gli alunni anche verso scuole vicine, senza superare quella soglia, spostando – dove necessario – lo studente in un istituto limitrofo anziché a chilometri di distanza. Il problema, sottolinea Valditara, riguarda anche le politiche residenziali degli enti locali, chiamati a scoraggiare la formazione di quartieri-ghetto.
𝐂𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐞 𝐢𝐮𝐬 𝐬𝐜𝐡𝐨𝐥𝐚𝐞
Sull'ipotesi di collegare il rilascio del passaporto al completamento del percorso scolastico (il cosiddetto ius scholae), il ministro ricorda che la cittadinanza può già essere ottenuta dopo dieci anni di presenza regolare in Italia, un percorso che coincide di fatto con quello della scuola dell'obbligo.
Fonte: Corriere della Sera, intervista a cura di Gianna Fregonara.
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𝐋𝐚 𝐝𝐞𝐜𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐠𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐨
Il governo italiano ha deciso di sospendere temporaneamente l'accordo di Schengen nei confronti della Spagna, ripristinando dal 1° agosto i controlli di frontiera nei porti e negli aeroporti per chi arriva dal territorio spagnolo. La misura, annunciata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni insieme ai vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, è stata confermata da una nota ufficiale del Viminale.
A motivare la scelta è stata la crisi migratoria esplosa a Ceuta, l'exclave spagnola situata sulla costa nordafricana, dove nei giorni scorsi sono arrivate decine di migliaia di persone provenienti dal Marocco. Diverse decine di migranti hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere l'enclave. Il ministero dell'Interno ha spiegato che la decisione è stata assunta dopo le valutazioni del Comitato Analisi sull'Immigrazione e Sicurezza delle Frontiere.
𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚 𝐢𝐧 𝐩𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚
È importante chiarire subito un punto: non si tratta di una chiusura delle frontiere né di un blocco dei viaggi tra i due paesi. La sospensione comporta semplicemente il ripristino dei controlli documentali per chi arriva dalla Spagna via nave o via aereo, dal momento che i due paesi non hanno un confine terrestre diretto. Chi viaggia dovrà quindi esibire un documento d'identità valido per l'espatrio, come già avviene normalmente fuori dall'area Schengen.
La misura durerà un mese a partire dal 1° agosto, con la possibilità di una proroga qualora la situazione lo richiedesse, secondo quanto previsto dalle norme europee in materia.
𝐔𝐧𝐚 𝐦𝐢𝐬𝐮𝐫𝐚 𝐛𝐢𝐥𝐚𝐭𝐞𝐫𝐚𝐥𝐞, 𝐧𝐨𝐧 𝐮𝐧'𝐮𝐬𝐜𝐢𝐭𝐚 𝐝𝐚 𝐒𝐜𝐡𝐞𝐧𝐠𝐞𝐧
Va sottolineato che il provvedimento riguarda esclusivamente i collegamenti con la Spagna e non rappresenta in alcun modo un'uscita dell'Italia dall'area Schengen né una sospensione generale della libera circolazione con gli altri paesi europei. Resta attivo, separatamente, anche il regime di controlli al confine con la Slovenia, già in vigore da tempo per altre ragioni legate alla sicurezza, ma si tratta di una misura distinta e indipendente da quella appena decisa nei confronti di Madrid.
𝐋𝐨 𝐬𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐝𝐢𝐩𝐥𝐨𝐦𝐚𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐌𝐚𝐝𝐫𝐢𝐝
La decisione italiana ha subito raffreddato i rapporti tra Roma e Madrid. Il premier spagnolo Pedro Sánchez ha reagito pubblicamente, sostenendo che la solidarietà tra paesi europei può anche essere facoltativa, ma il rispetto dei trattati e dei dati non lo è, e ha ricordato le cifre Frontex sugli ingressi irregolari registrati negli ultimi anni nei diversi paesi dell'Unione. Anche il ministro degli Esteri spagnolo ha criticato duramente la scelta italiana, convocando l'ambasciatore italiano a Madrid per chiedere chiarimenti.
Dalle istituzioni europee è arrivata una reazione altrettanto fredda: da Bruxelles è stato fatto notare che la situazione a Ceuta, pur definita inaccettabile, non configurerebbe di per sé una minaccia diretta per la sicurezza italiana, e che l'Italia non avrebbe ancora formalmente notificato alla Commissione la sospensione dell'accordo.
Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha invece difeso la scelta del governo, definendola una misura cautelativa e temporanea, pienamente prevista dalle regole che l'Unione europea riconosce agli Stati membri in situazioni di emergenza.
𝐅𝐨𝐧𝐭𝐢: ANSA; Adnkronos; Sky TG24; Euronews; Il Giornale; Il Fatto Quotidiano.
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"Ancora una volta il Governo Meloni dimostra con i fatti la propria attenzione verso le eccellenze italiane e nei confronti del sistema dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica". Lo scrive in comunicato Fratelli d’Italia Carrara.
"Con il decreto del Ministero dell’Università e della Ricerca, che sostiene tutta la filiera AFAM, tra Accademie, istituti degli Isia e Conservatori italiani, l’Accademia di Belle Arti di Carrara ottiene un finanziamento di 25.517 euro, destinato al miglioramento dell’offerta formativa e al sostegno delle attività didattiche.
Un risultato importante che rappresenta un ulteriore riconoscimento per una delle istituzioni culturali più prestigiose del nostro territorio e conferma la volontà del Governo di sostenere concretamente realtà che rappresentano il patrimonio culturale e formativo dell’Italia.
Questo provvedimento è anche il risultato del lavoro portato avanti dal Ministero dell’Università e della Ricerca guidato dal Ministro Anna Maria Bernini, che ha posto grande attenzione al rafforzamento del sistema AFAM, valorizzando il ruolo strategico di Accademie e Conservatori come luoghi di alta formazione, ricerca, innovazione e promozione della cultura italiana nel mondo.
Un’attenzione che nasce anche dal costante lavoro istituzionale portato avanti dall’On. Alessandro Amorese, capogruppo di Fratelli d’Italia nella Commissione Cultura e Università della Camera dei Deputati, che ha seguito con particolare sensibilità le tematiche legate all’alta formazione artistica e alle esigenze dell’Accademia di Belle Arti di Carrara, facendosi interprete delle istanze del territorio nei confronti delle istituzioni nazionali.
Un ministro attento e competente come Anna Maria Bernini e la presenza di un rappresentante del nostro territorio nei luoghi dove si assumono decisioni strategiche per la cultura e la formazione rappresenta un valore aggiunto per Carrara e per le sue eccellenze. L’impegno dell’On. Amorese si inserisce nella più ampia azione del Governo Meloni volta a valorizzare il patrimonio culturale italiano e a sostenere quelle realtà che, come l’Accademia, producono conoscenza, talento e opportunità per le nuove generazioni.
L’Accademia di Belle Arti di Carrara non è soltanto un luogo di formazione: è un simbolo della storia, della cultura e dell’identità della nostra città. È un ponte tra la tradizione millenaria della lavorazione del marmo e le nuove forme della creatività contemporanea, capace di attrarre studenti e artisti da tutto il mondo.
Investire sull’Accademia significa investire sul futuro di Carrara, sulla valorizzazione del marmo, dell’arte e della creatività italiana.
Come Fratelli d’Italia Carrara esprimiamo grande soddisfazione per questo provvedimento, che conferma ancora una volta la vicinanza del Governo e delle istituzioni nazionali al nostro territorio. Ringraziamo il Ministro Bernini, l’On. Alessandro Amorese e tutti coloro che hanno lavorato per rendere possibile questo risultato. Continueremo, insieme ai nostri rappresentanti parlamentari, a lavorare affinché l’Accademia possa essere sempre più protagonista nel panorama culturale italiano e internazionale.
Quando il Governo investe nelle eccellenze, vince l’Italia. E quando vengono valorizzate istituzioni storiche come l’Accademia di Belle Arti di Carrara, vince anche il nostro territorio".
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Il circolo PD "E. Berlinguer” Quercioli-Villette esprime, fin d'ora, la propria adesione, allo sciopero indetto dalla CGIL Toscana per il prossimo 14 ottobre, giorno dell’udienza al Tribunale di Massa per le 36 persone oggetto di un decreto di citazione a giudizio per i fatti della manifestazione contro il genocidio in Palestina del 3 ottobre scorso.
L'annuncio dello sciopero, arrivato in occasione della manifestazione “Aquiloni per Gaza” svoltasi alla Torre Marina di Marina di Massa, e fatto dal segretario generale Cgil Toscana Rossano Rossi,
merita il più ampio sostegno quale solidarietà ai manifestanti che, in maniera del tutto pacifica, diedero vita il 3 ottobre scorso, a Massa come in tutta Italia, ad una grande giornata di mobilitazione in solidarietà del popolo palestinese di Gaza,
Non si può restare a guardare di fronte al rischio che una manifestazione pacifica, nata per chiedere pace e diritti, si trasformi nel processo a chi ha esercitato un diritto costituzionale. Si impone una presa di posizione, nel segno della partecipazione e della responsabilità. Crediamo nella libertà di manifestare perché “protestare non è reato”. Di fronte a un genocidio, alle ingiustizie e alle violazioni dei diritti umani non si può restare in silenzio o essere indifferenti.
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Strade senza manutenzione, marciapiedi dissestati, mancanza di cestini per la raccolta, rifiuti abbandonati un po' ovunque, centro storico in stato di degrado, mancanza di eventi di animazione. Una situazione non certo idilliaca che non invoglia e favorisce il turismo ed il rilancio della zona Marina di Massa. Luciano Angella presidente della associazione dei proprietari di case non residenti di Massa ha organizzato una assemblea con la presenza dell'assessore comunale Roberto Acerbo presso la splendida Villa Cuturi, di proprietà comunale, per raccogliere segnalazioni ed osservazioni sulla situazione in cui versa la località turistica di Marina di Massa ma anche le località dei monti Apuani di competenza territoriale del comune di Massa. Molti gli interventi dei presenti per segnalare disservizi nel campo della pulizia e manutenzione stradale e della gestione rifiuti che rappresentano un brutto biglietto da visita per la località marina. L'assessore Acerbo ha evidenziato la disponibilità della amministrazione comunale nel recepire le segnalazioni dei turisti ed in particolare dei proprietari di immobili anche se non residenti che passano gran parte dell'anno nel territorio massese e provengono da tutto il nord Italia.
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- Consorzio balneari Massa: "Avanza l'erosione costiera. Tutto il litorale è in sofferenza e a Poveromo spariscono metri di spiaggia". Sono otto chilometri di arenile senza prospettive sul futuro.
- "Parlano i fatti? Allora parliamone". Stefano Benedetti replica all'assessore Mangiaracina sul bando affitto 2026
- Ristori ai commercianti e residenti di Canal del Rio per 150 mila euro annunciati dal sindaco Arrighi: sono insufficienti secondo Futuro Nazionale Carrara
- Disagio giovanile: se ne parla ai tavoli per una cultura di pace. Appuntamento giovedì 6 agosto in piazza Gramsci
- Bonus scuole paritarie: al via le domande, fino a 1.500 euro a famiglia
- TARI a Massa, Bruno Tenerani (Fratelli d'Italia): "Numeri in regola, città no. Il Consiglio approva, i cittadini restano con i sacchi in strada"
- Rottamazione Quinquies, il Consiglio di Massa dice sì. Tenerani (FdI): "Scelta di buon senso, ora si recuperino oltre 37 milioni"


