Politica
Partiti i lavori di sistemazione del verde alle case popolari di Altagnana: Erp replica alla richiesta del consigliere comunale Simone Ortori
«La ditta che si occupa della sistemazione e dello smaltimento del verde ha avviato in questi giorni le operazioni di pulizia dell'area verde esterna alle case…

Partito Repubblicano di Carrara: bilancio del percorso nell'amministrazione Arrighi e rinnovo delle cariche
A meno di diciotto mesi dalla conclusione del mandato del consiglio comunale di Carrara, il Partito Repubblicano Carrarese traccia un bilancio della legislatura in occasione del rinnovo delle…

Alloggi popolari all'ex Mattatoio di Massa: l'onorevole Barabotti della Lega annuncia un incremento di risorse per Massa
L'onorevole Andrea Barabotti rende noto che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è pronto alla rimodulazione del finanziamento nell'ambito del programma PRUACS (Programma di riqualificazione…

Zona Industriale, il PD apre il confronto sul futuro produttivo del territorio
Il Partito Democratico di Massa-Carrara promuove un primo momento di confronto pubblico dedicato al futuro della Zona Industriale, un tema…

Il Polo P&S: il silenzio della politica sui rifiuti a Codupino
Il Polo Progressista e di Sinistra, composto da M5S RC e Mcc, trova particolarmente strano che in relazione al disservizio ai cittadini, alle evidenze di tipo ambientale e…

Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil: serve chiarezza sulla nautica locale
Bruno Casotti di FIM CISL, Umberto Faita di FIOM CGIL e Giacomo Saisi UILM UIL intervengono sulla nautica locale chiedendo chiarezza su tutele, sicurezza e…

R.E.N.T.R.I. Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti, CNA Massa Carrara: “Ancora troppe incertezze tra le imprese dopo la scadenza del 13 febbraio”
A pochi giorni dall'entrata in vigore del R.E.N.T.R.I. (Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti), cresce la preoccupazione di CNA Massa Carrara per le difficoltà che numerose…

"Il sessantotto e noi" di Luperini e Corlito: presentazione il 20 febbraio al cinema Garibaldi coordinata dall'assessore alla cultura Gea Dazzi
Il comune di Carrara promuove un momento di confronto e approfondimento dedicato alle giovani generazioni con la presentazione del volume "Il Sessantotto e noi", di…

A Carrara il Capodanno cinese voluto dall'assessorato alla cultura per rafforzare inclusività e mutietnicità
Sabato 21 febbraio, dalle 15.30 alle 17.30, in piazza Gramsci a Carrara si terrà un evento dedicato al Capodanno Cinese, tramite una manifestazione aperta a tutta la cittadinanza…

Discarica di Codupino: Benedetti fa un esposto contro Asmiu
Il presidente di Massa Città Nuova Stefano Benedetti ha fatto un esposto ad Arpat e alla Guardia di Finanza per la discarica di Codupino: "Ritengo necessario…

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Il Comitato Ugo Pisa di Marina di Massa ha partecipato alla commissione consiliare ambiente del comune di Montignoso impegnata sul tema di Cava Fornace. Ecco la relazione che ne ha tratto: "Ieri sera abbiamo partecipato alla Commissione consiliare Ambiente del comune di Montignoso, dedicata alla discarica dell'ex cava Fornace e al nuovo procedimento che vorrebbe portare l'impianto fino a 98 metri di altezza.Erano presenti il Comitato No Cava Fornace, associazioni ambientaliste, l'assessore all'ambiente di Montignoso Giulio Francesconi, il consigliere Franco Quiriconi e il Sindaco di Forte dei Marmi Bruno Murzi, che ha ribadito con chiarezza una posizione che dovrebbe essere condivisa da tutte le amministrazioni locali: la discarica deve chiudere subito e non deve essere conferito più alcun materiale.Quanto emerso durante la Commissione è estremamente grave e va spiegato con chiarezza ai cittadini. La discarica deve chiudere e non può proseguireDopo l'incidente del maggio 2024 è ormai evidente che questa attività rappresenti un rischio reale per l'ambiente e per la salute delle persone. Non è una battaglia ideologica, ma una questione di fatti: la discarica non è sicura.Continuare a parlare di ampliamenti e nuove autorizzazioni significa ignorare ciò che è già accaduto. Il percolato non può finire nelle fognature Durante la discussione è emerso che il percolato della discarica verrebbe ancora conferito nella rete fognaria, finendo al depuratore del Lavello. Il percolato non può essere conferito in fognatura: è un liquido altamente inquinante, profondamente diverso dalle normali acque reflue domestiche, e gli impianti fognari e di depurazione non sono progettati né autorizzati a trattarlo. Parliamo di una sostanza potenzialmente pericolosa per l'ambiente e per la salute pubblica. Continuare a tollerare questa pratica significa esporre il territorio e la comunità a un rischio inaccettabile.Fase emergenziale ancora aperta. Alla domanda su come tutto questo fosse possibile, è stato risposto che la fase emergenziale successiva all'incidente non risulterebbe ancora chiusa.Questo apre una questione politica, prima ancora che tecnica: come si può anche solo pensare di concedere una nuova autorizzazione se l'emergenza precedente non è conclusa e se non è stato chiarito fino in fondo se la situazione sia davvero sotto controllo? Prima é urgente e necessario mettere in sicurezza l'area. Poi bisogna tutelare la salute dei cittadini. Solo alla fine – eventualmente – si potrà discutere di qualsiasi altro progetto. Da questa vicenda emerge un fatto evidente: la chiusura della discarica non è ostacolata da problemi tecnici o normativi, ma dalla mancanza di volontà politica. Le regole esistono. I rischi sono sotto gli occhi di tutti. È arrivato il momento che i comuni (tutti dell'entroterra toscano e soprattutto dell'area fiorentina) che controllano la società che gestisce la discarica (Plures), si assumano la responsabilità di smaltire autonomamente i propri rifiuti, senza continuare a scaricarli su un altro territorio, trattandolo come la discarica della Regione. La tutela dell'ambiente e della salute delle persone non è negoziabile".
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Marco Guidi consigliere regionale di Fratelli d'Italia ha dichiarato su Cava Fornace "Chiedo che i rappresentanti del Comitato dei cittadini per la chiusura della discarica di Cava Fornace vengano ascoltati al più presto dalla IV Commissione Ambiente del Consiglio regionale e che l'Assessore regionale all'Ambiente venga in Commissione per spiegare senza ambiguità i passaggi e i tempi per la chiusura di Cava Fornace. Da troppo tempo la vicenda della discarica di Cava Fornace rappresenta una ferita aperta per il territorio compreso tra Montignoso e Pietrasanta. Una ferita ambientale, sanitaria e istituzionale che dopo oltre dieci anni di amministrazioni a guida Partito Democratico, sia a livello comunale che regionale, non può più essere curata con dichiarazioni di principio o generici impegni. Come Fratelli d'Italia chiediamo con forza che i rappresentanti del Comitato dei cittadini per la chiusura della discarica di Cava Fornace vengano ascoltati dalla IV Commissione Ambiente del Consiglio regionale. La loro voce, che da anni interpreta le legittime preoccupazioni di residenti e comunità locali, deve essere ascoltata da chi decide il futuro ambientale della Toscana. Allo stesso modo ritengo, continua il consigliere regionale Marco Guidi, indispensabile la presenza dell'Assessore regionale all'Ambiente in Commissione, affinché venga finalmente assunto un impegno politico chiaro e vengano spiegati senza ambiguità, passaggi, tempi e modalità che devono portare alla chiusura definitiva e alla messa in sicurezza della discarica. Non bastano più parole: servono cronoprogrammi, atti formali e responsabilità politiche. È inaccettabile continua Guidi che si continui a ragionare su ampliamenti delle quantità ed il primo atto concreto da compiere, da parte di Regione Toscana è bloccare la richiesta di aumentare le quantità conferibili in discarica. Solo così si potrà vedere quali sono le reali intenzioni e se ai facili impegni presi, a parole seguiranno fatti concreti. Dopo infatti oltre dieci anni di gestione del PD di Comune e Regione, non ci accontentiamo più di promesse vaghe. Vogliamo date, fatti concreti e scelte coerenti, a partire dal fermare ogni tentativo di prorogare l' uso della discarica. Fratelli d'Italia continuerà a vigilare e a sostenere le istanze dei cittadini affinché Cava Fornace non sia più un problema rimandato, ma una questione finalmente risolta".
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Grazie a un investimento da 320mila euro l'amministrazione comunale interverrà sulla scuola primaria 'Fontana' di Bonascola per realizzare importanti lavori di manutenzione straordinaria. Il cuore dell'intervento sarà quello di andare a migliorare gli spazi interni dell'edificio per creare, tra l'altro, un locale da destinare all'attività motoria e un nuovo ambiente polivalente che possa essere utilizzato, nel caso, anche come aula mensa. Oltre a questi interventi si procederà anche con la creazione di una nuova uscita di sicurezza nella zona sud dell'edificio, si miglioreranno le prestazioni energetiche in tutte quelle parti di copertura che confinano direttamente con l'esterno e si realizzeranno altri interventi di rinforzo delle strutture esistenti. Parallelamente sono appena stati assegnati i lavori per la ristrutturazione delle facciate della scuola primaria 'Finelli' di Avenza. In questo caso l'investimento sarà di circa 50mila euro e servirà per la messa in sicurezza di tutte le facciate esterne."Proseguiamo con gli interventi sulle scuole comunali – dice l'assessore ai Lavori pubblici Elena Guadagni -. Si tratta di interventi importanti, funzionali a rendere non solo più sicure le nostre scuole, ma anche a rispondere alle nuove esigenze didattiche. A Bonascola grazie a 320mila euro andremo incontro alle richieste del personale docente creando una nuova piccola palestra attraverso una migliore organizzazione interna che ci permetterà anche la realizzazione di una nuova aula polivalente. Ad Avenza invece sistemeremo le facciate mettendole in sicurezza. Non saranno però questi gli unici interventi programmati nei prossimi mesi nei nostri edifici scolastici, tra questi ci saranno anche la ristrutturazione della facciata posteriore della primaria Marconi, senza dimenticare il recupero e l'adeguamento sismico della 'Giromini' i cui lavori sono partiti già il settembre scorso. In questo caso lo storico edificio di Marina sarà completamente recuperato e restituito alla collettività grazie a un investimento da più di 2,7 milioni di euro interamente finanziato dal Comune con risorse proprie. A tutto ciò si aggiungano, infine, i grandi cantieri in corso e finanziati con il Pnrr: le costruzioni delle scuole medie 'Taliercio' e 'Buonarroti' oltre alla nuova mensa della 'Rodari'".
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"Il progetto di esazione automatica del parcheggio pubblico di piazza Aldo Moro è pensato solo per mettere le mani in tasca ai massesi. La Giunta Persiani lo mette nero su bianco parlando di un aumento degli introiti. Una tassa sulla cittadinanza che avrà come unico e solo risultato quello di favorire i centri commerciali con parcheggi gratuiti voluti dallo stesso Persiani" dichiara la consigliera Bennati. “Questa amministrazione vive un distacco assoluto dai bisogni della nostra città, invece di renderci la vita quotidiana più semplice ce la complica ogni giorno con scelte calate dall’alto. Mentre sindaco e assessori godono del privilegio del parcheggio riservato sotto il palazzo comunale tutto il resto della città lotta per un posto auto a pagamento. Troppo spesso non si trovano parcheggi che diventano multe e questo sotto le feste natalizie ha già favorito i centri commerciali con parcheggi gratuiti colpendo i negozi del centro città” sottolinea Bennati.Il Polo Progressista e di Sinistra, composto da M5S RC e Mcc, ha presentato un’interrogazione per aprire una riflessione pubblica su parcheggi e mobilità in relazione al commercio di vicinato e al risiedere in centro città. E’ indubbio che questa trasformazione comporterà delle modifiche e vogliamo capire quali saranno e servono risposte sul futuro degli stalli rosa, di quelli per disabili e delle auto elettriche presenti nel parcheggio. E’ evidente dallo stato di progetto e dalle linee di indirizzo che né la Giunta né gli uffici competenti abbiano preso in considerazione lo stato attuale dei luoghi. Vogliamo capire come avverrà la fruizione dei parcheggi e se continueranno a essere gratuiti dopo le 20, oppure se il gestore privato li renderà a pagamento ventiquattro ore al giorno per sette giorni. Vogliamo capire dall’amministrazione comunale se le colonnine di ricarica elettrica attualmente presenti verrano spostate o se resteranno e in che modo verrà regolamentato ingresso e uscita delle auto elettriche. C’è il fondato rischio che l’amministrazione comunale dia il colpo mortale al commercio in centro città, favorendo ancora una volta il nuovo supermercato sul viale Roma e quelli che a breve arriveranno lungo l’Aurelia.
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"Il Ministero delle Infrastrutture si conferma attento alle problematiche dei piccoli comuni e per quanto riguarda Licciana Nardi, stanzia 90 mila euro per la manutenzione straordinaria stradale di Via della Resistenza, Via Campocontro e Via Molesana": lo ha annunciato Andrea Tosi, Segretario provinciale della Lega Massa-Carrara che ha aggiunto: "Sono finanziamenti prelevati da un apposito Fondo, introdotto nel 2023 dal Ministro Salvini, che mira, appunto, a sostenere importanti interventi di riqualificazione delle strade comunali-precisa l'eponente leghista. Tali soldi sono destinati ai comuni sotto i cinquemila abitanti ed a livello nazionale la graduatoria ne ha individuati un centinaio, tra cui, appunto, la località della Lunigiana".
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L'attacco americano in Venezuela - sicuramente discutibile, ma comunque rivolto contro una figura storicamenta liberticida - ha trovato subito in Italia il solito schieramento di feroci oppositori nella stessa parte politica, la sinistra, che ha rapidamente sostituito la bandiera della Palestina con quella del Venezuela e che scalpita per tornare a manifestare a e a scatenare un po' di inutile violenza e disagio per tutti, al grido della mancanza di rispetto dei diritti civili (che potrebbe essere anche vera in questo caso), ma facendo finta di scordare che il primo che ha calpestato nel sangue e nella violenza ogni diritto civile è stato proprio quel Maduro, che gli americani hanno arrestato. Non a caso, ovunque, anche in Italia, persino della "salisiana" Genova, le comunità venezuelane stanno esultando per la libertà ritrovata dal paese da cui sono stati costretti a fuggire per la dittatura. Poteva Massa Carrara non essere presente nella difesa del dittatore Maduro? Certo che no. In prima linea si è messo l'ex presidente della Provincia e ora consigliere regionale del Pd Gianni Lorenzetti che ha affidato alla sua pagina facebook la sua indignazione per i diritti non rispettati del dittatore venezuelano e, di seguito è arrivata la dichiarazione dell'associazione Mycelium di Massa, che di recente ha voluto ribadire proprio alla nostra testata di essere apartitica, e che tuttavia, anche questa volta si è allineata alla posizione della sinistra: "Nelle prime ore del 3 gennaio 2026, gli Stati Uniti d'America hanno lanciato un'operazione militare su vasta scala contro la Repubblica Bolivariana del Venezuela, bombardando diverse aree del Paese e portando alla cattura del Presidente Nicolás Maduro e di sua moglie Cilia Flores, trasferiti nel territorio statunitense per essere processati. Secondo fonti internazionali, l'attacco ha causato decine di morti, tra cui civili vittime dei bombardamenti, con stime che riportano almeno 40 persone uccise tra militari e civili nel corso dell'azione militare americana. Questa aggressione rappresenta un colpo senza precedenti alla sovranità nazionale, una violazione palese del diritto internazionale e dei principi fondamentali della Carta delle Nazioni Unite, che proibisce l'uso della forza contro uno Stato sovrano, se non in casi di legittima difesa o con esplicita autorizzazione del Consiglio di Sicurezza. Come associazione impegnata nella difesa dei diritti umani e nella promozione della pace, condanniamo con fermezza questo attacco. Non è solo una questione politica o militare: sono vite umane, famiglie, comunità intere che subiscono le conseguenze di decisioni prese lontano da loro. Invitiamo tutti a riflettere su quanto accade, perché ignorare queste violazioni significa rendersi complici di un mondo in cui la forza e gli interessi prevalgono sulla legge, sui diritti e sulla dignità delle persone. Anche laddove si possano criticare le politiche interne del Venezuela o il profilo politico del suo governo, nessuna giustificazione può legittimare un attacco militare unilaterale, tanto meno il rapimento del capo di Stato di un altro Paese. Azioni di questo tipo inaugurano un pericoloso precedente globale, che rischia di erodere i principi fondamentali su cui si basa la tutela della sovranità e dei diritti dei popoli. In un mondo già scosso da conflitti in cui i diritti umani vengono costantemente calpestati, questo episodio si aggiunge a una lunga lista di situazioni in cui la comunità internazionale sembra incapace di reagire con coerenza: dalla sofferenza inflitta alla popolazione palestinese di Gaza e della Cisgiordania, sotto gli occhi del mondo che fatica a fermare o anche solo a denunciare le violazioni quotidiane dei diritti più elementari, alla persistente impunità per atti che dovrebbero essere universalmente condannati. Anche in questi casi, il diritto internazionale viene palesemente violato senza che le istituzioni multilaterali mostrino la forza necessaria per impedire un'escalation. Parlare ancora di valori, di diritti umani e della dignità della vita umana appare sempre più un esercizio vuoto se il sistema internazionale resta inerte di fronte a bombardamenti, rapimenti di leader stranieri e aggressioni che non rispondono ad alcuna minaccia immediata. Quando l'intervento militare viene giustificato da motivazioni economiche o strategiche — come l'attenzione alle immense riserve petrolifere del Venezuela — si dimentica che a pagare il prezzo più alto sono sempre le popolazioni civili, vittime degli stessi giochi di potere, economici e finanziari, per i quali la loro vita conta poco o nulla. Le grandi potenze devono essere chiamate a rispondere delle loro azioni. Non può esistere stabilità internazionale se il diritto più elementare — quello all'autodeterminazione dei popoli e alla sicurezza umana — viene costantemente messo in discussione. A rendere il quadro ancora più grave è la doppia morale che da anni caratterizza l'azione di molte potenze occidentali. Si puniscono duramente i "nemici", mentre si chiudono sistematicamente gli occhi sulle violazioni commesse dagli alleati. Si parla di democrazia e di diritti umani solo quando questi diventano strumenti utili a colpire chi non si allinea ai cosiddetti "valori dell'Occidente", soprattutto quando un paese decide di mantenere il controllo sulle proprie risorse strategiche, economiche ed energetiche. È spesso in questo contesto che entrano in gioco sanzioni, embarghi e strangolamenti economici che mettono in ginocchio intere popolazioni, colpendo i più deboli molto prima delle classi dirigenti. Non è un caso che, in molti di questi paesi, le tensioni sociali e le proteste esplodano proprio come conseguenza diretta di crisi economiche indotte dall'esterno. Crisi che vengono poi strumentalizzate dagli stessi governi che le hanno provocate, per presentarsi paradossalmente come "liberatori", giustificando interferenze, destabilizzazioni o interventi militari. È un meccanismo cinico e perverso, in cui i popoli diventano ostaggio di una narrazione costruita altrove, privati della possibilità di scegliere autonomamente il proprio destino.Se davvero la vita umana ha ancora un valore, se i diritti umani non sono solo parole buone per i comunicati ufficiali, allora questa doppia morale va denunciata con forza. Perché non esistono vittime di serie A e di serie B, non esistono diritti validi solo quando conviene difenderli. Continuare ad accettare tutto questo significa rinunciare a ogni pretesa di giustizia e ammettere che il diritto internazionale e i valori universali sono diventati strumenti di potere, non principi da rispettare.La domanda, allora, non è più solo retorica ma profondamente politica: che senso possono avere valori e diritti umani definiti universali, se vengono applicati solo quando conviene, secondo interessi di potere e strategici, e negati proprio a chi dovrebbe esserne tutelato, mentre il mondo resta a guardare?"
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Parlano di bugie, di plateali prese in giro, di promesse che non vengono mantenute dall'Asl Toscana Nord Ovest ed anche dal sindaco di Carrara Serena Arrighi, in relazione al costosissimo e ancor più discusso progetto di realizzare una struttura cubica a fianco dell'ex ospedale Monoblocco di Carrara, oggi utilizzato in minima parte come centro poliambulatoriale e destinato ad essere, almeno in buona parte, abbattuto. A mostrare le reali condizioni, sia del cantiere per la nuova struttura annunciato come partito nel settembre 2025, sia di tutta l'area sanitaria carrarese, fino a dieci anni fa fiore all'occhiello della città sono, ancora una volta, i consiglieri dell'opposizione Massimiliano Bernardi e Massimiliano Manuel in uno dei sopralluoghi in diretta facebook che i due fanno nelle zone critiche della città, al grido di "sindaca fatti un giretto". Il video girato dai due consiglieri mostra, senza ombra di dubbio, la totale inesistenza di alcun cantiere nell'area predisposta per la costruzione del famoso cubo ed anche, purtroppo, lo stato fatiscente della pregiata ed antica struttura delle palazzine di Monterosso, abbandonate nel degrado da anni. Difficile dare torto ai due consiglieri quando parlano di presa in giro, vedendo che il piazzale a fianco del monoblocco, fino a pochi mesi utilizzato come parcheggio, poi liberato per far posto al cantiere sia ancora totalmente vuoto e privo di qualsivoglia elemento riconducibile a un cantiere edile. Fa veramente male, per la maggioranza dei carrarini che ricorda ancora bene gli anni d’oro del polo ospedaliero cittadino, vederlo ridotto in un tale stato di degrado. Le palazzine che si affacciano sulla bellissima terrazza di Monterosso hanno i tetti sfondati, le mura scrostate e pericolanti, pur recando ancora le indicazioni dei centri medici che hanno onorevolmente ospitato per quasi un secolo. L’ospedale di Monterosso fu ideato nel 1906 e iniziato a costruire nel 1914, pochi giorni prima dell’entrata dell’Italia nel primo conflitto mondiale; venne terminato nel 1930, sebbene diverse rifiniture vennero ultimate negli anni successivi. Pur in un periodo di gestazione e realizzazione del progetto così lungo, fu una struttura improntata a una straordinariamente moderna visione della sanità: la stessa scelta di costruire palazzine affiancate e ben areate da grandi finestre e da stanza dai soffitti alti, puntava a limitare la possibilità di diffusione delle infezioni – piaga terribile delle strutture sanitarie in quel tempo e purtroppo, ancora oggi, inspiegabilmente, non totalmente superata. La collocazione dell’ospedale in un luogo di pace, aria buona e la grande attenzione anche all’architettura stessa degli edifici immersi in un giardino con piccoli viali da passeggio e molte piante, riuscirono a conferire alla struttura – per sua natura, luogo di sofferenza – un pregevole senso di serena accoglienza. La destinazione sanitaria delle sei palazzine di Monterosso si modificò nel corso della sua lunga storia, adeguandosi ai tempi e alle tecnologie, ma quell’idea di luogo pacificante non venne mai meno, finchè l’ospedale fu operativo. Dopo l’accorpamento degli ospedali di Massa e di Carrara nell’ospedale delle Apuane, avvenuto dieci anni fa, si sono riempite pagine di annunci di nuove destinazioni dell’ospedale di Monterosso, dalla molto interessante trasformazione in sede del corso universitario di infermieristica dell’università di Pisa, ovviamente presto cassata, al diventare sede di vari percorsi ambulatoriali, realizzati solo in parte, alla realtà di ospedale dismesso e fatiscente che è oggi. Una ferita, l’ennesima, che azzera sempre più quel passato glorioso ed efficiente della sanità carrarese e anche di tutta la città di Carrara.
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Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Marco Guidi ha presentato al consiglio regionale un ordine del giorno sui finanziamenti per erosione e il Masterplan della costa apuana bocciato da PD, AVS e 5 Stelle ed ha invitato l' assessore regionale Barontini a fare un sopralluogo sulla spiaggia di Marina di Massa per vedere la realtà di un problema non più rinviabile. “Con un Ordine del Giorno collegato al Bilancio di previsione della Regione – spiega Guidi - ho chiesto un impegno chiaro e concreto: finanziare la progettazione e la realizzazione degli interventi previsti dal masterplan per la difesa della costa apuana. Un atto di responsabilità, nato dall'ascolto del territorio e dalla consapevolezza che il problema dell'erosione costiera ha ormai superato ogni soglia di tollerabilità. Purtroppo, gli eletti del Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra e Movimento 5 Stelle hanno votato contro. Una scelta grave, rimarca il consigliere regionale Marco Guidi che dimostra ancora una volta come, davanti alle reali esigenze delle nostre comunità, prevalgano logiche politiche e ideologiche anziché l'interesse del territorio. L'erosione della costa apuana non è un'emergenza futura, è una realtà drammatica del presente. Spiagge che arretrano, stabilimenti e infrastrutture a rischio, un comparto turistico e balneare messo in difficoltà e un equilibrio ambientale sempre più fragile. Continuare a rinviare significa assumersi la responsabilità di danni irreversibili. Proprio per questo ho chiesto con il mio ordine del giorno che la Regione, mettese le risorse necessarie per progettare e realizzare gli interventi del Masterplan di difesa della Costa ideato dal comune di Massa" una richiesta tuttavia che è stata inascoltata e respinta. Forse non si è capito, tra le varie cose, la gravità del problema per questo, continua il consigliere regionale Guidi, invito l'assessore regionale competente Barontini ad effettuare un sopralluogo insieme a me sulla spiaggia, per vedere direttamente la reale condizione del litorale apuano. Non bastano relazioni e studi: serve guardare negli occhi un problema che non può più essere rimandato né sottovalutato. Il masterplan esiste, le criticità sono note, ciò che manca è la volontà politica di investire seriamente. Fratelli d'Italia continuerà a battersi affinché la difesa della costa diventi una priorità vera nell'agenda regionale perché ogni stagione persa significa metri di costa che se ne vanno e opportunità che non tornano più. La costa apuana merita rispetto, tutela e interventi concreti”.
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«Oltre un anno fa, in un mio intervento al Parlamento europeo, chiedevo a Bruxelles di sostenere con maggiore determinazione la lotta per la libertà del popolo venezuelano contro un regime che da tempo ha azzerato la democrazia nel Paese. Ancora una volta, però, l'Unione Europea è rimasta a guardare mentre Maduro trasformava il Venezuela in uno Stato ancor più autoritario e corrotto, che reprime le libertà fondamentali, svuota le elezioni di ogni credibilità e tollera reti criminali e traffici illegali. Oggi, di fronte all'iniziativa assunta dagli Stati Uniti, emerge con ancora maggiore evidenza la mancanza di una linea politica chiara e incisiva da parte di Bruxelles. Di fronte a questa situazione, serve una presa di posizione coerente e credibile a difesa della democrazia e dei diritti del popolo venezuelano: l'Unione Europea smetta di voltarsi dall'altra parte e scelga finalmente di stare dalla parte della libertà».
Lo dichiara Susanna Ceccardi, eurodeputata della Lega e membro della Commissione Libertà civili al Parlamento europeo.
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