Politica
Bilancio: il 2025 si è chiuso con un avanzo di 12,5 milioni «Risultato frutto di lavoro e capacità di fare delle scelte»
Il consiglio comunale ha approvato giovedì 23 aprile il rendiconto relativo all'esercizio contabile 2025, vale a dire il documento che riassume in numeri l'andamento della…

Carrara, 100 milioni di euro. Ma la città sta davvero migliorando?: la critica del consigliere Manuel
"Negli ultimi anni su Carrara si è abbattuta una vera e propria pioggia di risorse pubbliche: PNRR, Bando Periferie, articolo 21, waterfront. Q

Al via la seconda edizione di “Democraticamente”: borse di studio e viaggi formativi per i giovani della provincia
MASSA-CARRARA, 24 aprile 2026 – Il Partito Democratico della provincia di Massa-Carrara, in collaborazione con la Fondazione Ferruccio Bordigoni, presenta la seconda edizione di “Democraticamente”, il…

"L'espansione del porto danneggia anche Carrara" la critica di Amare Marina alle parole del sindaco di Carrara Arrighi
Arriva dall'associazione Amare Marina una critica alle dichiarazioni del sindaco di Carrara Serena Arrighi sul porto: "Ancora una volta ci duole constatare che amministratori e politici…

Avenza Si R-Esiste presente alla Fiera di San Marco il 25 aprile ad Avenza
Sabato 25 aprile in occasione della Fiera di San Marco, in via Sforza 16, davanti alle Poste, sarà presente il nostro Comitato, con un banchetto ricco…

Congresso dei Giovani Democratici: le dichiarazioni dei segretari
Nei giorni scorsi si è svolto il congresso dei Giovani Democratici di Carrara, che ha sancito il passaggio di consegne tra la segretaria uscente Alba…

Agroalimentare - onorevole Amorese: " Orgoglioso della nostra tavola a Montecitorio"
"Sono particolarmente lieto e orgoglioso di aver potuto organizzare l’evento ‘Apuane a tavola’ alla Camera dei Deputati. È stato un momento molto partecipato, sono intervenuti ministri,…

Lettera aperta di Carlo Boni di Avenza Si R- Esiste ai vertici Asl
Riceviamo e pubblichiamo la lettera pubblica che Carlo Boni del comitato Avenza Si R-Esiste ha indirizzato al sindaco di Carrara e presidente zonale Asl Serena Arrighi,…

Elisa Montemagni(Lega): "Focus sulla vespa velutina. Lucca e Massa-Carrara le province toscane più colpite. Il Ministero dell'Ambiente a seguito di mia interrogazione c'informa di una sperimentazione con l'utilizzo di biocidi per contrastarla."
"Il calabrone asiatico dalle zampe gialle, conosciuto come vespa velutina risulta, com'è noto, piuttosto dannoso per il comparto dell'apicoltura ed è per questo che occorre unire…

"A breve masterplan per lo sviluppo della costa": la dichiarazione del sindaco Arrighi sul futuro del porto
"Sul futuro del porto e il contrasto all'erosione la Regione Toscana è attiva quotidianamente e a breve presenterà il masterplan per lo sviluppo della costa. Si…

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Il PRI di Massa, che sempre ha contrastato la variazione di classe d’utilizzo dell’area della Zona Industriale, non può che esprimere tutta la sua contrarietà alla delibera assunta dal consiglio comunale di Massa che prevede l’insediamento di una grande società di vendita commerciale all’ingrosso nell’area ex Dalmine. Esordisce così il Pri di Massa in un comunicato ufficiale che, così, prosegue:
Contrarietà rafforzata dall’annuncio fatto dal segretario provinciale della Lega, Nicola Pieruccini, nell’incontro organizzato da Confartigianato proprio su questa problematica, che la variante Sogegross è il primo tassello di un futuro piano strutturale che punta all’apertura di tutto il territorio della Zona Industriale al commercio all’ingrosso e al dettaglio. I repubblicani, come già più volte affermato in passato e specificato anche nel programma elettorale alle amministrative del maggio scorso, ribadisce di essere contrario a insediamenti diversi da quelli industriali e artigianali. Una posizione che ci ha visto negli anni passati protestare contro le delocalizzazioni dei depositi di marmo nella Z.I.A. perché non corrispondevano al rapporto tra metro quadro e persone impegnate, così come abbiamo avversato la scelta scellerata di realizzare la multisala cinematografica nell’area ex Dalmine. Era evidente a tutti che lo spostamento e l’incremento delle sale avrebbe ferito enormemente il tessuto commerciale del centro. Purtroppo anche in questo caso abbiamo dovuto costatare la cecità dei politici e degli amministratori del momento. Quindi una storia che si ripete negli anni e che dimostra la mancanza di un progetto di sviluppo economico della città. Sarebbe opportuno, anche se non condiviso da noi repubblicani, che l’amministrazione avesse il coraggio di dichiarare pubblicamente il superamento dell’area industriale - artigianale. Una scelta a nostro avviso scellerata ma che almeno indicherebbe ai cittadini la vera idea di sviluppo economico che essa intende perseguire. Nel tempo abbiamo snaturato il ruolo del Consorzio Zona Apuana, aperto al commerciale sfogliando la margherita e ridimensionato con le aree di bordo il perimetro di competenza del Consorzio. E il risultato lo stiamo vedendo: terreni dai costi elevati e uno spezzatino urbanistico. In più, tutto questo territorio è ancora sotto scacco delle bonifiche delle terre e delle falde acquifere. In una situazione di questo genere abbiamo una nuova amministrazione che invece di evitare gli errori commessi in precedenza rischia di affondare ancora di più il tessuto economico e occupazionale del territorio. La nostra posizione certamente non è contro il commerciale, il libero mercato o contro la concorrenza, ma contro gli stravolgimenti di indirizzo del territorio se non adeguatamente concertati. Per quanto riguarda il commercio, pensiamo che sia davvero preoccupante l’arrivo di una grossa catena di grande distribuzione all’ingrosso perché da una parte non porterà numeri occupazionali importanti d’occupazione, mentre all’altra metterà in notevole difficoltà le aziende locali già presenti sul territorio. Al Governo nazionale che basa la propria azione su parole d’ordine come “prima gli Italiani” e “liberismo sfrenato” nonché “premiare la professionalità”, andrebbe sottoposta la vicenda massese, chiedendogli se la scelta di penalizzare le aziende locali che operano e pagano le tasse a Massa rispecchia i suoi principi. Per questi motivi il PRI di Massa invita l’amministrazione, considerato anche lo scarso convincimento delle forze di maggioranza nel difendere questa delibera in consiglio comunale, a fare un passo indietro e a rivedere questa scelta. Non è un problema di maggioranza o opposizione, ma un problema che attiene al futuro della città.
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Non dovrebbe mancare molto alla pubblicazione del nuovo bando che decreterà l’affidamento del servizio della mensa scolastica sul territorio del comune di Massa.
La strategia e la modalità di assegnazione pensate dalla giunta Persiani, però, stanno facendo storcere il naso alla minoranza Pd, che ha già presentato in consiglio comunale un’interpellanza a firma dei consiglieri Stefano Alberti, Enzo Romolo Ricci e Gabriele Carioli.
Nella nota, il Partito Democratico esprime seri dubbi e preoccupazioni sulla paventata possibilità di accorpare sia la gestione del servizio di refezione scolastica che l’attività di manutenzione delle scuole: una scelta che viene definitiva non pertinente, visto che i due servizi “Richiedono competenze e organizzazioni specifiche per niente complementari”.
Inoltre, gli stessi consiglieri auspicano un ritorno alla gestione pubblica, trasformando così la mensa in uno “Strumento di sviluppo del territorio in chiave sostenibile”.
“Con l'interpellanza – si legge nel comunicato diramato dal Pd – invitiamo l'amministrazione comunale a considerare l'idea di riportare sotto la gestione pubblica il servizio della mensa scolastica; a perseguire massimamente, nell'ambito del servizio, l'utilizzo di alimenti e prodotti forniti dalla filiera corta del territorio e garantire, insieme a un buon servizio, anche una buona occupazione dei lavoratori e delle lavoratrici che sono coinvolte in tale attività”.
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Non sapremo mai se la giunta Arrighi ha rimosso l'alberello spaventapasseri di Natale di piazza Alberica a seguito del nostro articolo e del nostro invito, paradossale, a dargli, simbolicamente fuoco tanto era brutto ed esteticamente irritante. Fatto sta ed è la cosa più importante, che la pianta è stata tolta all'indomani delle nostre e non solo giuste osservazioni sul decoro e la decenza che anche una festività come quella del 25 dicembre con annessi e connessi meriti rispetto e anche un po' di quel buongusto e gusto italici che, a Carrara, sembrano essere scomparsi da un pezzo. Come potete vedere dalle immagini, il vecchio albero è stato sostituito da uno senza dubbio più presentabile e... verde con più rami e degno di poter anche attendere la nascita del bambin Gesù senza doversi vergognare perché è vero che la forma e anche l'immagine non fanno la sostanza, ma certamente ad essa in parte robusta contribuiscono.
La fortuna di questa amministrazione come delle precedenti, è che l'autore di queste poche righe vive, abitualmente, in quel di Lucca altrimenti, per come intende il modo di fare questo mestiere ossia il giornalista, non farebbe dormire sonni tranquilli a chi, a nostro modesto avviso, dovrebbe far sì che Carrara aspirasse a migliorare e a competere con le altre province vicine. E non è una questione di appartenenza politica.
Invece no, pare che la mediocrità e l'assenza di spirito competitivo siano il minimo comune denominatore di tutti coloro che vivono a queste latitudini. Invitiamo la giunta e il sindaco di Carrara a fare un salto a Lucca dove, fino ad un anno fa, l'illuminazione della giunta di centrosinistra era, addirittura, inquietante per la sia modestia tanto da far sentire il natale come un giorno qualsiasi se non più triste degli altri. Oggi, almeno su questo versante, le cose sono cambiate e per coloro che verranno a Lucca sarà un a piacevole sorpresa trovarsi in un'atmosfera davvero calorosa e visivamente appagante. Certo, non è tutto nella vita, ma se si comincia dalle piccole cose...
Tornando a Carrara, vogliamo ringraziare quei lettori che ci hanno scritto e inviato le immagini, protestando, per la tristezza degli addobbi natalizi. Che dire? Speriamo che anche a Sinistra comprendano che l'Islam, fortunatamente, non è ancora arrivato nelle nostre case così come le altre religioni e che il Natale, in fondo, resta ancora un momento importante della nostra faticosa esistenza quotidiana.
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Forno: cresce la preoccupazione per la situazione di dissesto idrogeologico sulla via del Vergheto, poco prima del nucleo abitato di Ilci dove una quarantina di persone sono rimaste isolate dalle ore 4 circa della mattina dello scorso sabato 5 dicembre fino alle 18 circa dello stesso giorno a causa di uno smottamento. E non è la prima volta che questo accade.
Ma la preoccupazione maggiore è che i tornanti di cemento e asfalto delle via del Vergheto incombono sull’abitato di Forno e un loro cedimento provocherebbe un disastro. I consiglieri comunali del gruppo Pd, Daniele Tarantino e Giovanna Santi, hanno presentato un’interpellanza urgente con dibattito in aula per sapere “se sono previsti interventi di messa in sicurezza di via Vergheto e zona Ilci; se sono previsti interventi per il monitoraggio di quei versanti a rischio; se sono previsti interventi per la pulizia degli spazi adiacenti la carreggiata, la scolmatura delle cunette di raccolta e la potatura delle piante cresciute a dismisura”. Inoltre chiedono “l’apertura di un tavolo di lavoro permanente con gli uffici Consorzio 1 Toscana nord, Provincia di Massa Carrara, Regione Toscana per definire un piano di interventi strutturali e concertati e per individuare i necessari percorsi di finanziamento a sostegno degli interventi da mettere in atto per la tutela e la sicurezza de quell’area e aree montane colpite dal dissesto idrogeologico” .
Purtroppo la zona montana peggiora anno dopo anno per la scarsa manutenzione e la mancata regimazione idraulica. Nello specifico, la situazione di instabilità e precarietà del versante del Vergheto viene denunciata da anni essendo un terreno franoso e purtroppo appesantito da un tracciato stradale abbandonato. “Il rischio- fanno sapere i consiglieri – è che quei gironi d’asfalto, che mostrano evidenti segni di cedimento sovrastano l’abitato di Forno per cui si rende necessario un monitoraggio costante nonché l’attivazione di interventi necessari per la messa in sicurezza”.
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Via dei Carri e via Capannelle chiuse da oltre due settimane: protestano vivacemente i residenti della zona di Cà di Cecco e dintorni costretti a percorrere via dei Colli per raggiungere la città e tornare indietro.
A sostenere la protesta dei residenti, il Comitato una montagna da salvare: “Molte sono le segnalazioni che ci sono pervenute- si legge nella nota del comitato capitanato da Daniele Tarantino e Angela Maria Fruzzetti – e veramente dobbiamo prendere in considerazione questa situazione di disagio che si protrae da troppi giorni. La strada è transennata all’ingresso su via Bassa Tambura e in alto su via dei Colli, impedendone l’accesso. Quel tracciato viene utilizzato soprattutto da residenti della parte collinare dei paesi di Altagnana, Antona, Cà di Cecco e dintorni in quanto consente di raggiungere il piano in minor tempo rispetto a via dei Colli, che passa da San Carlo Terme. Da oltre due settimane è chiusa e il traffico è dirottato tutto su via dei Colli con inevitabili disagi in località Capaccola, dove la strada si restringe e attraversa un centro abitato. Via dei Carri è un’importante valvola di sfogo per i paesi a monte e sarebbe opportuno prevedere una rapida riapertura”. Alcuni residenti, inoltre, lamentano la mancanza di lavori in corso: “E’ stata chiusa con le transenne e basta – denunciano -: nessun cantiere è stato aperto e quindi non sappiamo nulla sulle motivazioni che la rendono chiusa e nemmeno ci sono barlumi che incoraggiano a pensare una imminente riapertura. Il disagio è notevole. Chiediamo lumi al Comune di Massa, nella speranza di veder eliminate le transenne, consegnando all’uso una strada sicura, indispensabile per i paesi a monte”.
Da ricordare che via dei Carri è intensamente trafficata da mezzi pesanti tra cui il viavai di tir e grossi camion dell'Evam, che spesso hanno anche il rimorchio. Essendo una strada stretta e tortuosa, costeggiata da selve e boschi necessita maggior manutenzione del verde e della regimazione idraulica. Insomma, maggior attenzione e più investimenti per la montagna.
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«Il riconoscimento dello stato di emergenza anche per la provincia di Massa Carrara è un fatto importante, atteso e indispensabile per il nostro territorio, ancora una volta messo a dura prova dall’alluvione. Le risorse del provvedimento adottato dal Consiglio dei Ministri andranno a far fronte alle prime spese per il ripristino della viabilità e la sicurezza dei cittadini. A seguito degli eventi atmosferici estremi del 2 novembre, la Regione Toscana, fin da subito, ha chiesto che lo stato di emergenza nazionale fosse esteso anche alle province di Massa Carrara e di Lucca. In Consiglio regionale con la risoluzione del Partito Democratico sull’emergenza alluvione, approvata da tutta l’Assemblea toscana, abbiamo chiesto all’esecutivo nazionale di inserire anche questi territori tra quelli destinatari di provvedimenti e ristori specifici. Un riconoscimento imprescindibile per poter mettere in campo le misure adeguate a rispondere ai danni subiti dalle nostre comunità, supportando cittadini, realtà produttive e commerciali nella ripartenza. Con lo stesso atto, abbiamo sollecitato il Governo ad attivare anche un unico ammortizzatore sociale emergenziale. Stiamo parlando di una porzione di Toscana già messa a dura prova dagli eventi alluvionali passati e, ancora una volta, coinvolta in un evento atmosferico pesante. La Regione Toscana ha attivato gli strumenti a disposizione per supportare le popolazioni colpite, con l’obiettivo di continuare ad investire risorse nella sicurezza dei territori e nel contrasto al rischio idrogeologico”. È quanto dichiara Giacomo Bugliani, consigliere regionale Pd e presidente della commissione affari istituzionali in merito all’estensione dello stato di emergenza nazionale alla provincia di Massa Carrara.
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Che la sanità pubblica sia in un momento di criticità è cosa ormai nota, e la Toscana sfortunatamente non fa eccezione. Sempre più distretti sanitari sono a rischio chiusura, specialmente quelli che servono località periferiche o montane, e nello stesso tempo il personale è ormai ridotto allo stremo, con sempre meno specialisti e infermieri costretti però a sobbarcarsi il doppio delle responsabilità.
Una situazione insostenibile e inaccettabile, che sta avendo ripercussioni anche sul territorio della provincia di Massa-Carrara. I distretti di via Bassa Tambura e Villette, infatti, sono appesi a un filo, e nonostante la politica di opposizione e la cittadinanza stiano facendo sentire la propria voce, la giunta Persiani sembra intenzionata a puntare tutto sulla nuova casa della salute da edificare coi fondi del Pnrr.
Una scelta che sta trovando la disapprovazione di molti, tra cui anche “Indipendenza”, la neonata formazione politica fondata da Gianni Alemanno e che vede come coordinatore provinciale Mauro Rivieri.
Lo stesso Rivieri, nel suo ultimo comunicato, afferma come i distretti massesi andrebbero potenziati e non chiusi, accusando Persiani, ma anche il centro-sinistra e persino il governo Meloni, di disinteressarsi completamente di una questione che risulta essenziale per il benessere dei cittadini.
“Vogliamo ricordare a Persiani che, in qualità di sindaco – afferma Rivieri – è il primo responsabile della salute dei cittadini, ma attualmente si sta volutamente disinteressando del problema con la complicità e l'omertà delle sinistre, che dopo aver gridato allo scandalo sono completamente sparite. Anche il governo della Meloni ha ridimensionato gli investimenti per la sanità pubblica, che viene vista solamente come una spesa e non come un servizio utile e necessario alla collettività […] Senza risorse e investimenti adeguati la sanità pubblica non può sopravvivere. Sicuramente questo è difficile da capire per la Meloni, dal momento che lei e tutti i parlamentari hanno tutti i servizi gratuiti e quindi nessuna lista di attesa, nessuna fila al pronto soccorso, accertamenti di alta diagnostica in tempi rapidi”.
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Secondo il capogruppo in consiglio comunale di Fratelli d’Italia Massimiliano Manuel, il sindaco di Carrara Arrighi ha perso il treno sulla App “Senzabarriere”.difatti mentre a Massa 250 studenti sono stati coinvolti gratuitamente sulla mappatura delle barriere architettoniche per contrastare i problemi di accessibilità, l’Arrighi per mappare e redigere un piano per il territorio carrarese, ha affidato un incarico ad un professionista senza prescrivere i tempi di realizzazione e stanziando euro 39800 per il biennio 23/24 . Anche a Lucca, Pisa e Arezzoi ragazzi e le ragazze metro e tablet alla mano , hanno misurato la larghezza delle porte per il passaggio di carrozzine, gli elementi dei bagni per chi è affetto da disabilità, la dimensione degli ascensori, le rampe per l'accesso alle attività e registrato il tutto sull'applicazione “ Senzabarriere ”. “Tra l’altro - afferma Manuel –“ l’iniziativa di fare una fotografia dettagliata delle attività del territorio per individuare le barriere architettoniche è stata finanziata dalla regione Toscana che ha dato un contributo per sostenere le spese, e l'applicazione è anche in inglese e per i non vedenti”. “Fratelli d’Italia – conclude il capogruppo di FDI - non si fermerà e continuerà a cercare di migliorare l'accessibilità della città, nonostante gli ostacoli, la miopia e il disinteresse di questa amministrazione”.
- Baruzzo (FdI) denuncia: "Bandiera italiana strappata alla asl di Avenza, vergogna"
- Cinghiali. Amorese, Fantozzi, Campioni e Quieti (FdI): "È emergenza, la Regione come pensa di intervenire?"
- Carrara, Monoblocco. Bernardi (Gruppo civico) denucia le condizioni di lavoro degli adetti alla portineria
- “A Carrara numeri deludenti sulla cultura”. La denuncia di Simone Caffaz
- La porcata del ministro al generale Roberto Vannacci: hanno aspettato cinque mesi e che andasse a Roma ad assumere il nuovo incarico per notificargli l'avvio dell'inchiesta
- Artemisia Gentileschi e violenza di genere. Dibattito in Comune con Ada
- Cava Fornace, i comitati abbandonano l'inchiesta pubblica
- Tracciabilità in due passi e sistema pubblico privato. Il punto del sindaco Arrighi
- Visite fiscali all’ormai ex segretario comunale Marella Marchi. Caffaz: “Chi le ha richieste?
- Mauro Rivieri nominato cooordinatore del partito “Indipendenza” per la provincia di Massa Carrara


