Politica
Marmo, lavoro e produzione. «Dati dell’Osservatorio sono confortanti, siamo aperti al confronto per eventuali correttivi»
Marmo, articolo 21 e regolamenti: se n'è parlato oggi nel corso della commissione Marmo presieduta da Nicola Marchetti a partire dai dati emersi dal secondo report dell'Osservatorio del Marmo.«L'Osservatorio…

Tari, compostaggio e sconti dimenticati: a Carrara il regolamento c’è, ma non si vede secondo il consigliere Mirabella
“A Carrara esiste ufficialmente un regolamento comunale sulla pratica del compostaggio domestico approvato con delibera del Consiglio comunale n. 37 del 2021” ad affermarlo è il…

Ancora criticità sulle strade massesi: l'intervento dei consiglieri del Pd Tarantino e Santi
Daniele Tarantino e Giovanna Santi, a nome del Gruppo consiliare Pd di Massa, intervengono sul tema della manutenzione stradale dopo circa otto anni di amministrazione guidata…

Erosione della costa: l’impegno costante di CNA Massa Carrara per soluzioni strutturali e condivise
CNA Massa Carrara conferma la propria attenzione continua e puntuale sul tema dell'erosione costiera, una criticità che da anni interessa il nostro territorio e che incide…

Porto, erosione e Cava Fornace: serve coerenza sul modello di sviluppo
"Quale modello di sviluppo vogliamo per il nostro territorio? - inizia così la riflessione del comitato Ugo Pisa su Cava Fornace- È la domanda che emerge…

Zona Industriale, il PD apre il confronto sul futuro produttivo del territorio
Il Partito Democratico di Massa-Carrara promuove un primo momento di confronto pubblico dedicato al futuro della Zona Industriale, un tema…

Arrighi dà ragione alle critiche dei sindacati sulla sanità ma da tre anni non fa nulla: la critica del consigliere Mirabella
Il consigliere della Lista Ferri Filippo Mirabella ha ironizzato sulla replica del sindaco di Carrara Serena Arrighi alle critiche sulla sanità locale mosse dai sindacati: "Arrighi …

L'assessore regionale Barontini a Cava Fornace e sulla Costa Apuana senza risposte per il territorio: solo passerelle per Fratelli d'Italia
Il coordinamento di Fratelli d'Italia Massa Montignoso interviene con fermezza sulla visita dell'assessore regionale all'Ambiente David Barontini a Cava Fornace e sul litorale apuo-versiliese, definendola…

Favoristismi nell'uso dei parcheggi a Massa: la segnalazione di Stefano Benedetti di Massa Città Nuova
"In questi ultimo periodo il comune di Massa continua a sottrarre stalli bianchi e blu alla cittadinanza, come nel caso di via Angelini, dove sono…

Assistenza sanitaria a Carrara. Il punto dell’Asl dopo la “cabina di regia” del 19 febbraio 2026
In merito alla riunione di giovedì 19 febbraio della “cabina di regia” istituita dagli enti interessati e dai sindacati confederali CGIL, CISL e UIL, per…

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Nessuna critica, ma piuttosto una puntualizzazione che si fa forza del codice giuridico e del senso comune. La lettera aperta scritta dalla presidente di Italia Nostra (sezione apuo-lunense) Emanuela Biso e diretta a Giovanni Costantino, fondatore e Ceo di Italian sea group (Isg), si basa su un assunto semplice, ma fondamentale per il benessere dei numerosi lavoratori dell’azienda dello stesso Costantino e di tutti gli abitanti di Carrara: la preservazione e la cura della pineta cittadina, barbaramente (come afferma Briso) occupata dalle decine di macchine dei dipendenti o dei terzisti della Isg.
Nella lettera, la presidente esorta Costantino a un maggior impegno per quanto riguarda la sostenibilità delle sue attività, assumendo in primis un “mobility manager” aziendale e, nello stesso tempo, iniziare un rapporto di collaborazione con la stessa figura in carica al comune di Carrara, l’ingegnere Giuseppe Marrani.
“È sicuramente un disastro sul piano dell’immagine della sua azienda – chiosa Briso – ma è un disastro soprattutto per i malcapitati pedoni o ciclisti che si avventurano sul marciapiede saturato dalle auto. Avrà sicuramente notato che il comune di Carrara brilla per inciviltà nel tollerare l’invasione delle auto non solo in pineta ma anche nelle piazze e sui marciapiedi. Avremmo molto piacere che la sua azienda ci aiutasse a migliorare la qualità della vita della nostra città […] il comune di Carrara – continua la lettera – ha nominato un mobility manager di area nella figura dell’ingegner Giuseppe Marrani. Il mobility manager di area dovrebbe servire proprio per coordinare le aziende con mobility manager aziendale. Tutto ciò premesso, invitiamo la sua azienda a nominare quanto prima un mobility manager aziendale e, nel contempo, a rapportarsi col corrispettivo di area del comune, per alleggerire il carico di veicoli privati che tutti i giorni peggiora la vita, sia dei suoi dipendenti che (soprattutto) dei cittadini carraresi”.
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Rimpallo di vedute fra ASL e Regione sulla chiusura del reparto di chemioterapia: la ASL , dopo il sopralluogo dei vigili del fuoco, ne vuole la chiusura, la regione Toscana invece rassicura il mantenimento del polo Achille Sicari.
La presa di posizione per il Movimento la prendono Floriano Barbieri e Gianluca Pedretti entrambi responsabili provinciali di Aurora:
"Carrara è un crocevia essenziale anche per la Lunigiana che contava, dopo il depotenziamento dei nosocomi di Fivizzano e Pontremoli, in un polo medico più accessibile per la zona montana. La riapertura promessa da ASL nel 2030 ha tempi troppo lunghi per il fabbisogno locale il Noa, d'altronde, non crediamo abbia una capacità tale da supportare l' intera provincia. Sette anni,inoltre, sono lunghi a passare con il rischio che l' ospedale apuano, strettamente necessario per emergenza/ urgenza, venga intasato dalle cure croniche. La nostra preoccupazione è ulteriore dopo aver letto sui giornali che Giani denuncia un ammanco di 1 miliardo sui 7 e mezzo richiesti da pnrr. Si faccia chiarezza su questa questione fondamentale per i cittadini. Anni fa, il nostro presidente Emanuela Busetto, non si fermò e lanciò una raccolta firme per salvare i presidi montani e non si fermò neppure difronte alla risposta che la commissione sanità della regione Toscana fece giungere: ne diede subito notizia alla stampa ma, nonostante ciò, il Pd è ancora il caposaldo toscano"
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Il Comitato Salute Pubblica Massa Carrara ha partecipato, nel pomeriggio di martedì 2 agosto, all'incontro dei capigruppo comunali con i vertici dell'ASL Nord Ovest per il destino del Monoblocco, incontro allargato 'alle associazioni'. L'ing. Simoncini ha illustrato brevemente come si sia arrivati a questo punto e come l'Azienda ritenga di procedere con i progetti esecutivi per la costruzione della palazzina nel piazzale del parcheggio lato Massa, e del successivo ripristino del Monoblocco quando sarà del tutto svuotato di attività. Dato che nella comunicazione dei Vigili del Fuoco, ricevuta dal Comune il 9 giugno, si dice chiaramente che si può ottemperare ai lavori senza chiudere l'attività, risulta del tutto evidente che la volontà di chiudere il Monoblocco è tutta della dirigenza ASL-NO.
Da notare che, a differenza di quanto detto all'ultima commissione sanità e poi durante il consiglio comunale, durante l'incontro il direttore U.O. Oncologia dott. Mambrini, accompagnato anche dalla psicologa responsabile dei pazienti oncologici, ha fatto presente che tutta l'equipe di oncologia e gran parte dei pazienti, non vogliono andare nella sede dell'ex pronto soccorso. Inoltre alcuni farmaci chemioterapici, secondo le indicazioni, vanno infusi solo in strutture dove è presente un reparto di rianimazione. Tutto questo fa sì che dai tecnici parta l'indicazione che per somministrare le chemioterapie lo spazio adatto sia al NOA; ciò dovrebbe quindi essere una sicurezza per tutti. Il dott. Biselli ha detto quindi che nei mille mq del monoblocco che rimarranno a disposizione ci andranno altri servizi.
Da parte nostra non possiamo non rimarcare che il Monoblocco di Carrara serve anche i pazienti oncologici dei paesi a monte e della Lunigiana che hanno già notevoli problemi di trasporto. Questi cittadini saranno ulteriormente penalizzati dal trasferimento al NOA.
Dopo aver partecipato allo scambio di opinioni, dove abbiamo riaffermato che nessun servizio deve essere portato via dalla città, il Comitato Salute Pubblica Massa Carrara ha chiesto alla Sindaca e a tutti i consiglieri presenti di considerare seriamente se non fosse migliore l'ipotesi di restaurare le palazzine storiche di Monterosso (come fatto da altre realtà sanitarie) piuttosto che costruire un nuovo "cubo di cemento". Sembra infatti che all'ASL-NO ci si muova solo quando si possono fare nuove costruzioni mentre i più che validi edifici storici sono trascurati fino al degrado totale.
A conclusione dell'incontro tutti i consiglieri presenti hanno chiesto all'ASL-NO una relazione scritta e un cronoprogramma su quello che avverrà nei prossimi mesi ai servizi sanitari della città. Il Dott Biselli ha rassicurato che invierà a brevissimo giro di posta il tutto.
Alcuni consiglieri hanno anche proposto che al prossimo consiglio comunale venga invitato l'assessore regionale alla salute. Dal canto nostro certamente non ci sentiremo rassicurati dalla presenza dell'assessore regionale visto che la politica regionale ha fin qui sempre dimostrato di avere a cuore più che i pazienti, il personale sanitario ed i servizi, soltanto l'edilizia sanitaria ma se e quando si tratta di nuove cementificazioni.
Ribadiamo nuovamente la nostra posizione: chiediamo conto del perché non si sia tenuto conto degli spazi (oltre 750 mq) del cosiddetto avancorpo (ex centro trasfusionale) che potrebbero agevolmente contenere alcuni ambulatori e farci così risparmiare la spesa dei prefabbricati. Chiediamo inoltre perché spendere una somma ingente per costruire una nuova palazzina e non pensare invece a spendere la stessa somma per rimettere a norma alcune delle magnifiche palazzine di Monterosso che, se non rinnovate e riutilizzate, verranno chiuse e perse. Si tratta di una superficie complessiva di oltre 5700mq lordi. Assolutamente non trascurabile. Le palazzine di Monterosso sono un patrimonio della città che va salvaguardato, insieme alla salute dei cittadini.
Come mai l'ASL Nord Ovest per lunghi anni non porta avanti nessuno dei piani previsti (vedi su tutti la Casa della Salute) ma si risveglia quando c'è da spendere per nuove costruzioni? Queste ingenti spese di denaro pubblico in costruzioni sanitarie debbono essere monitorate e vagliate dalla cittadinanza. Che perde ogni giorno oltre che i servizi anche il patrimonio edilizio di pregio lasciatoci.
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E’ di qualche giorno fa la nota stampa del presidente Mario Sommariva sull’argomento erosione e porto nel quale dichiara che con il nuovo piano regolatore il porto di Carrara diventerà una risorsa per combattere il fenomeno in questione, ed oggi a lui rispondono i Paladini Apuoversiliesi attraverso il loro presidente Orietta Colacicco “Siamo ben lieti che il Presidente Sommariva sia preoccupato come noi per l’erosione. Del resto il presidente dispone del progetto, completo di disegni, specifiche tecniche, studi correntometrici, calcoli numerici, noi invece purtroppo non vediamo nulla, malgrado abbiamo chiesto il progetto da anni. L’atto di fede è destinato a Dio, noi speriamo che sia come dice il presidente, ma nostro dovere verso i nostri soci e sostenitori e verso il territorio è quello di tutelare, quindi prima guardiamo i documenti e li facciamo controllare e studiare dai nostri esperti. Se gli esperti diranno che l’erosione con i lavori potrebbe aumentare anche solo di una minima percentuale, ci opporremo con tutti i mezzi a nostra disposizione”.
A questa dichiarazione i Paladini Apuoversiliesi aggiungono “Attendiamo i documenti che devono essere pubblicati, poi scatteranno i termini di 45 giorni per inviare le osservazioni al Ministero dell’Ambiente, come richiede l’iter di VAS (Valutazione Ambientale Strategica), cui è sottoposto il nuovo PRP con procedura aperta il 7 Febbraio 2022. Ma le osservazioni che qualunque cittadino associazione, istituzione residente, non residente potrà inviare riguardano sì l’erosione, che investe balneari e le tante categorie economiche della catena turistica, alberghi, commercianti, ristoranti, agenzie immobiliari, artigiani, ma anche altri aspetti, sollevati in fase di scoping dai soggetti ambientalmente competenti, quali l’inquinamento e quindi i rifiuti, e l’inquinamento acustico, per cui c’è anche già una vertenza per la situazione attuale a Marina di Carrara. Inoltre – continua Orietta Colacicco – insiste sempre un rischio idrogeologico a Marina di Carrara alla foce del torrente Carrione, non essendosi nessuno degli abitanti dimenticato delle quattro alluvioni successive, quella del 2014 devastante. Quindi se é logico che l’autorità portuale vada avanti, altrettanto noi dobbiamo essere coerenti, guardare le carte ed esprimere osservazioni come è previsto”.
“Non capiamo invece che cosa voglia dire il presidente Sommariva quando asserisce che “ci sarà tempo e modo di fornire documentazione e chiarire ogni elemento utile in chiave tecnica”, perché il progetto da pubblicare deve essere completo di tutti i documenti. Comunque tornando al punto: il problema è sotto gli occhi di tutti, basta guardare le foto del bagno Europa ai Ronchi degli anni ‘80 e quelle di ieri 1 agosto con una spiaggia di 160 metri ridotta a 20! E non c’è praticamente più niente davanti alla torre Fiat e alla Don Gnocchi. Bisogna fare presto, a rischio non sono solo tre miliardi dell’economia turistica e 100.000 posti di lavoro, ma la salute dei cittadini, perché il mare è già esondato in strada. Del resto, come l’anno scorso ci ha detto il Professor Cottarelli, ci sono le tasse pigouviane, che si impongono a chi con la sua attività può danneggiare qualcun altro – e normalmente sono così alte da scoraggiare il soggetto nel suo intento”.
“Il porto quindi – chiosa Orietta Colacicco – Avrebbe già dovuto pagare da anni e anni i danni già provocati. Ora non credo che voglia e possa pagarne di più di quanto già dovrebbe. Come credo che amministratori e politici vorranno approfondire, sapendo bene che il futuro di tutto il territorio apuoversiliese è anche loro responsabilità. Quindi cautela e aspettiamo il progetto”.
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Il vicesindaco e assessore alla sanità Roberta Crudeli rimanda al mittente le accuse rivolte in tema di sanità e Monoblocco all'amministrazione da parte del consigliere di Fratelli d'Italia Massimiliano Manuel e dal deputato Alessandro Amorese.
“Da Fratelli d'Italia solo strumentalizzazioni e affermazioni false. Non è vero, come dice Manuel, che la sindaca in un anno avrebbe presieduto solo quattro conferenze zonali e per verificarlo basta controllare convocazioni e verbali pubblicati – dice Crudeli -. Con questo semplice passaggio il consigliere avrebbe potuto vedere con i suoi occhi come l'atto di nomina a presidente della conferenza zonale di Arrighi è del 5 agosto 2022 e da allora sono state convocate altre quattro sedute, una al mese, fino a dicembre 2022. Nel 2023 invece ci sono già state cinque conferenze zonali integrate con Asl e una non integrata. Non è vero, d'altronde, neppure che il sindaco De Pasquale abbia convocato 11 sedute nel 2022 visto che, fino a quando è stato in carica, ne ha presiedute sei. Questi tentativi di strumentalizzare la vicenda del Monoblocco da parte di Fratelli d'Italia sono assolutamente da censurare, così come le parole di chi, come Amorese, ha una importante carica istituzionale. Per la nostra amministrazione il benessere e la sicurezza del paziente vengono sempre prima di tutto e stiamo lavorando, per quanto di nostra competenza, perché questi siano sempre garantiti. Piuttosto che lanciarsi in frasi ad effetto e accuse infondate l'onorevole farebbe meglio ad attivarsi con il suo governo per fermare lo sconsiderato taglio in atto ai fondi destinati alla sanità, l'azzeramento dello stato sociale liquidando tutte le persone con un solo sms o ancora non rifinanziando il contributo affitto”.
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“Sono passati quasi due mesi dall'ultimo verbale dei vigili del fuoco: ora serve chiarezza sul futuro del Monoblocco e dei servizi sanitari in città – dice il sindaco Serena Arrighi -. Il tempo passa veloce e non è possibile che ancora dall'Azienda sanitaria non sia uscito un piano definitivo per la gestione dell'emergenza. Come amministrazione abbiamo fatto in questi mesi tutto il possibile per agevolare il compito dell'Asl e per tutelare l'interesse della città e dei carrarini. Il centro polispecialistico 'Sicari', è bene ribadirlo una volta ancora, è una struttura che ha un altissimo valore per l'intera città non solo per l'alto livello delle prestazioni sanitarie che offre quotidianamente, ma anche perché rappresenta un centro nevralgico per tutto il territorio alimentando, tra l'altro, importanti ricadute economiche. Le prescrizioni dei vigili del fuoco sono importanti e necessitano di risposte rapide e operative, è arrivato il momento delle scelte e chi di dovere le deve prendere. Come sindaca, e come presidentesse della conferenza dei sindaci, il mio impegno è duplice: da un lato fare sì che il Monoblocco anche in questa fase di emergenza continui a vivere e a ospitare importanti prestazioni, dall'altro assicurarmi che, una volta conclusi i lavori necessari, tornino a Carrara tutti i servizi attuali. Sta dunque all'Asl prendere quelle che, tenendo sempre al centro il benessere del paziente e la qualità delle prestazioni sanitarie, devono ora essere decisioni definitive con tempi certi per la loro realizzazione. Non è più ammissibile sentire parlare ancora di ipotesi progettuali. Parallelamente mi aspetto da Asl garanzie e un cronoprogramma dettagliato anche per quanto la nuova struttura di Fossone. In quella che sarebbe dovuta essere una rsa saranno trasferite le cure intermedie, ma prima c'è da concludere un cantiere che definire infinito sarebbe riduttivo. Anche in questo caso l'azienda sanitaria non è stata finora in grado di darci una data precisa sulla fine dei lavori e, di conseguenza, sulla possibile apertura della struttura. Un'incertezza che non è più accettabile e a cui l'Asl deve porre rimedio il prima possibile”.
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Il verbale e le prescrizioni emesse dai vigili del fuoco nei confronti della struttura del Monoblocco stanno incendiando la politica di Carrara e non solo.
Dalle accuse dei gruppi di opposizione, che affermano come il sindaco Arrighi non abbia ancora condiviso le carte degli ultimi sopralluoghi, si passa ora agli allarmi di preoccupazione lanciati dai sindacati, che vedono nelle prossime strategie che coinvolgeranno lo stabile un pretesto per indebolire la sanità pubblica di Carrara e di tutto il litorale apuano.
Con una nota ufficiale, le sigle Cgil, Cisl e Uil (e i loro segretari Nicola Del Vecchio, Andrea Figaia e Franco Borghini) richiedono maggior chiarezza alla Asl locale (troppo spesso “colpevole”, a detta dei sindacati, di comunicare le novità solo per mezzo stampa) sulle azioni necessarie per garantire l’assistenza e le cure essenziali, senza ovviamente dimenticare i reparti specialistici anche a loro a rischio “delocalizzazione”.
“Insomma, davvero non si capisce dove si voglia andare a parare ma soprattutto – si legge ne comunicato congiunto dei sindacati – e lo diciamo in maniera chiara, questa vicenda non può e non deve essere il pretesto o la causa per indebolire ulteriormente il sistema sanitario pubblico e la sua presenza capillare sul territorio. Come organizzazioni sindacali, in maniera unitaria, continuiamo a richiedere certezze in merito sia alla garanzia del mantenimento di quelli che sono servizi pubblici essenziali, sia in merito alla sicurezza delle strutture. Sono due cose che devono andare di pari passo”.
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Dalla fine degli anni novanta, l’ex mulino Forti è stato sempre usato come centro di aggregazione, prima da varie associazioni culturali e poi da ADA, associazione che si occupa di persone anziane. Dal 2019 la struttura è rimasta inutilizzata. Recentemente Erp ha fatto un bando di affidamento dell’ex mulino ma la gara è rimasta deserta. sulla questione e’ intervenuto più volte il consigliere di opposizione Massimiliano Bernardi, che al tempo della nascita del contenzioso era assessore “Ora che il problema è stato risolto in maniera equa e che, siamo rimasti soddisfatti che la perizia del CTU ha accertato che il canone richiesto era troppo caro e che la metrature dei locali a livello del fiume , per il rischio idrogeologico , non dovevano essere conteggiati , come aveva sempre sostenuto dal sottoscritto, speriamo che l’ex mulino Forti ristrutturato ed arredato con il finanziamento europeo PIC URBAN asse sociale , venga restituito alla città”.
L’ex assessore inoltre sottolinea “Sulla questione, possiamo ammettere che Anna Lucia Galleni abbia aperto la mediazione con Erp, ma da lì a santificare il Movimento 5 Stelle ce ne vuole, primo perché sarebbe stato più giusto lasciare che le associazioni continuassero a fare il bene dei cittadini , secondo perché averlo chiuso definitivamente ha causato danni ingenti alla struttura. A tal proposito auspichiamo che nel verbale di mediazione sia stato inserito anche il risarcimento del danno causato per la chiusura da parte dei 5 Stelle e che questa scelta scellerata non ricada sui cittadini”.
Infine sulla questione Bernardi dichiara “C’è da ricordare che negli anni passati, sia sulla stampa sia in consiglio comunale Anna Lucia Galleni non ha perso occasione, su questo tema, di scagliarsi con modi e comportamenti a volte non propriamente educati contro l’operato della precedente amministrazione e contro il sottoscritto in particolare, dicendo che avevamo lasciato un debito di 500 mila euro, quando invece c’ era in corso una contestazione, ma ahimè , questi attacchi più che una necessità tecnica da parte dell’assessore erano sembrati vere e proprie cattiverie”
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I piani di rinnovamento e modifica delle strutture sanitarie sul litorale apuano procedono a gonfie vele, ma la questione relativa al “Monoblocco” continua a tenere banco all’interno della politica carrarina.
Le liste e i partiti di opposizione, e in particolare i consiglieri Simone Caffaz e Andrea Tosi, denunciano poca trasparenza da parte dell’amministrazione guidata dalla prima cittadina Serena Arrighi, colpevole di non aver condiviso con i gruppi di minoranza gli atti, tra cui il verbale dei vigili del fuoco, che porteranno alla chiusura della stessa struttura sanitaria.
Un dovere, fanno sapere i due consiglieri in un comunicato congiunto, a cui il sindaco avrebbe già dovuto attenersi essendo scaduti i trenta giorni canonici dalla richiesta di accesso agli atti.
Ora però la “pazienza” sembra finita, con Caffaz e Tosi che lanciano un ultimatum alla Arrighi: o i documenti saranno consegnati entro 72 ore o verrà fatta richiesta d’intervento ad altri organi predisposti.
“Se quindi – si legge nella nota dei due consiglieri – entro 72 ore da oggi tali documenti non ci verranno consegnati, attiveremo ogni mezzo a nostra disposizione per entrarne in possesso scrivendo al prefetto, al difensore civico regionale e alla procura della repubblica. Al contempo, rivolgiamo un accorato appello alla presidenza del consiglio comunale affinché tuteli tale irrinunciabile prerogativa dei consiglieri comunali”.
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