Politica
Difficoltà della polizia nel rilievo dei sinistri stradali: la posizione di FP CGIL UIL FP CSA
Le segreterie provinciali di FP CGIL UIL FP CSA hanno firmato il seguente comunicato: "Facciamo seguito al recente comunicato sindacale del Sindacato Autonomo di Polizia (SAP), pubblicato dalla…

Bollo auto, Patto per il Nord: "Il Governo taglia la tassa, ma decide ancora tutto Roma"
Patto per il Nord ha sempre sostenuto la riduzione della pressione fiscale. Per questo non saremo certo noi a lamentarci se milioni di cittadini nel…

Il presidente della Provincia Roberto Valettini incontra il nuovo comandante dei Carabinieri di Massa e Carrara colonnello Andrea Fabi
Si è svolto nella mattinata di giovedì 17 settembre a Palazzo Ducale il saluto istituzionale tra il Presidente della Provincia Roberto Valettini e il Colonnello Andrea…

"Carrara non è la sorella minore di La Spezia": la replica del sindaco di Carrara Arrighi alle parole di Laghezza di Confindustria
«Le parole del presidente di Confindustria La Spezia Alessandro Laghezza sul porto di Carrara sono gravi e irricevibili – dice io sindaca di Carrara Serena Arrighi -.

Mercato del lunedì a Carrara: si cambia per la presenza del cantiere in via Verdi. Nuova disposizione dei banchi a partire dal 21 settembre
Da lunedì 21 settembre è prevista una nuova collocazione per i banchi del mercato settimanale a Carrara. Il nuovo assetto provvisorio si è reso necessario visti…

Museo della Memoria di Bergiola, anni di promesse: la critica del consigliere Mirabella
"Ancora oggi, a ben 82 anni dall'eccidio (1944-2026), il sindaco Arrighi parla di "lavori ancora da ultimare", infatti la struttura non è ancora ufficialmente e pienamente…

Cerimonia per l'82° anniversario della strage di Bergiola Foscalina: presenti tutte le istituzioni
Si è tenuta mercoledì 16 settembre, la cerimonia commemorativa dell'82° Anniversario della Strage di Bergiola Foscalina, evento patrocinato dalla Provincia di Massa-Carrara. A rappresentare l'amministrazione…

Villaggio San Luca, infiltrazioni e promesse disattese. «Adesso basta, il Comune intervenga»
«È il momento di dire basta. Basta promesse non mantenute e basta con il menefreghismo di un'amministrazione che continua a lasciare soli i cittadini». Lo…

CPR ad Aulla: Schianchi di FdI definisce "ideologico" l'atteggiamento del Governo, Valettini prenda le distanze
Arriva dalla segreteria provinciale di FdI Massa Carrara e Lunigiana un'analisi critica sul Cpr di Aulla che chiama in causa il sindaco di Aulla e…

Importanti nomine regionali per i dirigenti FdI del territorio: quattro apuani ai vertici dei dipartimenti regionali Toscana di Fratelli d'italia
Fratelli d'Italia Massa Carrara attraverso il coordinatore provinciale del partito Marco Guidi esprime grande soddisfazione per le recenti nomine regionali che vedono protagonisti alcuni dirigenti…

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Le foibe sono state la giusta fine meritata dai fascisti. Che la maggioranza delle oltre 5000 persone uccise dai comunisti di Tito, con anche l'aiuto dei partigiani comunisti italiani, non c'entrasse nulla con il fascismo è un dato che si può bypassare, quando si è stabilito di essere quelli dalla parte giusta della storia. Che l'attuale centrodestra sia la stessa cosa delle camice nere di Mussolini è un'altra certezza acclarata, per cui si può offendere e dare degli squadristi e dei fascisti come si vuole e si possono portare solo i dati storici che fanno comodo e guardare la realtà solo dal proprio intimo buco, sempre per una certezza di essere quelli giusti che sfiderebbe anche Gesù Cristo, ovviamente "Non conoscendo affatto la statura di Dio"(cit. Fabrizio De Andrè). E' questo ciò che risulta più evidente dal feroce attacco che i Giovani Comunisti di Massa Carrara hanno portato a rappresentanti del centrodestra massese e italiano per la questione delle scuole segnalate al ministro Valditara per non aver celebrato la giornata del ricordo delle Foibe. Attacco in cui hanno invocato la lesa libertà di insegnamento, che ovviamente mai si sognano di segnalare per i molti insegnanti di sinistra che, anche nelle scuole della provincia apuana, usano le cattedre per fare proselitismo politico, danno voti in base alle appartenenze ideologiche e ricattano gli studenti con la loro faziosità spudorata. Perchè il fondamento della democrazia, notoriamente, è che ci siano persone di serie A e persone di serie B: Ecco le parole dei Giovani comunisti di Massa Carrara: "Apprendiamo che nei giorni scorsi, il deputato e vicepresidente della Camera di Fratelli d'Italia, Fabio Rampelli, ha consegnato al ministro dell'Istruzione, Giuseppe Valditara, una lista contenente i nomi delle scuole che a suo dire non avrebbero ricordato in “maniera adeguata” le Foibe. Tra i promotori di questa sciagurata iniziativa, che va a ledere la libertà di insegnamento e si prefigura come un vero e proprio atto squadrista, risulta esservi anche il deputato di FdI di Massa, Alessandro Amorese. Lo stravolgimento della memoria è l’ennesimo tentativo di far passare i carnefici per vittime, di nascondere le violenze che, politiche decennali imperialiste e fasciste, hanno provocato su quei territori. Una deplorevole esaltazione del mito nazionalista di “italiani brava gente” e di colpevolizzazione della resistenza dei partigiani slavi. Se si vuol comprendere quello che è accaduto sul confine orientale, non si può assolutamente prescindere dalla violenza cieca fascista che sul quel territorio si scatenò nei decenni precedenti. A partire dall'incendio dell'Hotel Balkan, nel luglio del 1920, sede del “Nadodni Dom”, il più importante e moderno centro culturale delle organizzazioni slovene in città, per arrivare alla chiusura dei circoli culturali sopravvissuti alla devastazioni delle squadracce fasciste. Inoltre, si obbligarono le popolazioni alla italianizzazione dei cognomi, altrettanto avvenne per i nomi slavi dei paesi e, soprattutto, si impose l'obbligo della lingua italiana in qualsiasi luogo pubblico. A tutto questo, vanno aggiunte le violenze perpetrate durante l'occupazione fascista della Jugoslavia dal 1941 al 1943. Basti ricordare che, nei ventinove mesi di occupazione italiana, nella sola provincia di Lubiana, vennero fucilati circa 5.000 civili e altre 7.000 persone, in gran parte anziani, donne e bambini, trovarono la morte nei campi di concentramento italiani, senza dimenticare la tristemente famosa Circolare 3C, emanata dal comandante dell’esercito generale Mario Roatta, che autorizzava la politica del terrore nei confronti della popolazione civile, garantendo l’impunità alle truppe.
È in questo contesto che vanno collocati gli avvenimenti conosciuti come “foibe”; senza tenere conto di tale quadro non si possono capire i successivi avvenimenti e si scade, inevitabilmente, in semplici strumentalizzazioni, soprattutto da chi cerca di riscrivere il passato e tenta di rifarsi una verginità. Lo sa bene la nostra città che, negli ultimi anni, da quando governa la destra, è stata testimone di beceri tentativi di riscrittura della storia. A partite dal monumento dedicato a Ubaldo Bellugi, con il pretesto che fosse un poeta, fascista della prima ora e podestà della città, passando per le offese, totalmente false, rivolte a Sandro Pertini, additato come assassino e brigatista rosso dallo stesso consigliere leghista che volantinava fuori dalle scuole in occasione del 10 febbraio dello scorso anno, fino ad arrivare alle recenti minacce rivolte, con tanto di svastiche, agli studenti del liceo Fermi per aver manifestato, legittimamente, contro la guerra e il riarmo. Tutto questo fa capire come la destra fascista oggi al governo si senti definitivamente sdoganata e sbandieri, senza nessuna vergogna, la propria estraneità ai valori costituzionali, tanto da arrivare a chiedere la schedatura dei docenti che si dichiarano di sinistra. Una bella risposta è stata recapitata loro, soprattutto da noi giovani, dall'ultimo referendum: la Costituzione partigiana non si tocca! Sottoscriviamo, in conclusione, le parole dell'ANPI: “Forse Rampelli confonde la scuola pubblica con quella di Fratelli d'Italia. La scuola deve promuovere il senso critico e formare il cittadino. Non ci serve (e aggiungiamo che noi non vogliamo) la scuola dei Balilla”.
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È partito ieri, presso la sede di Confartigianato Imprese Massa Carrara Lunigiana, il corso di aggiornamento quinquennale obbligatorio per estetiste, che vede la partecipazione di 21 operatrici provenienti da tutta la provincia. Un momento fondamentale di formazione e crescita professionale che, tuttavia, si inserisce in un contesto sempre più critico, segnato da un abusivismo diffuso che continua a mettere in difficoltà le imprese regolari. Secondo i dati richiamati da Confartigianato, nei servizi alla persona il tasso di abusivismo raggiunge il 27,6%: in pratica, quasi un operatore su tre lavora fuori dalle regole. “Siamo di fronte a una vera emergenza – dichiara Gabriele Mascardi, direttore di Confartigianato Imprese Massa Carrara Lunigiana – da una parte ci sono professioniste che investono in formazione, rispettano le norme, sostengono costi e garantiscono sicurezza e qualità; dall’altra proliferano attività abusive senza controlli e senza tutele per i clienti. Così si mettono fuori mercato le imprese oneste e si premia chi lavora nell’illegalità.” Confartigianato ricorda il proprio impegno sul tema, a partire dalla campagna “Nelle mani giuste”, promossa per sensibilizzare cittadini e istituzioni sui rischi dell’abusivismo nel settore del benessere, un’azione che continua ancora oggi attraverso attività di informazione e denuncia. “A livello centrale non si è fatto abbastanza – prosegue Mascardi – non si è intervenuti sulle cause strutturali, come l’eccessivo carico fiscale e burocratico, né si è rafforzata davvero l’attività di vigilanza. Chi deve controllare si trova spesso di fronte a limiti giuridici enormi: dall’impossibilità di accedere ad abitazioni private adibite a luogo di lavoro fino ai vincoli nell’acquisizione delle prove. In queste condizioni il contrasto diventa estremamente difficile.”. Dal corso arriva anche la voce diretta delle partecipanti. “Investiamo continuamente in formazione e lavoriamo nel rispetto delle regole – racconta una delle estetiste – ma poi ci troviamo a competere con chi opera da casa senza alcun vincolo e con prezzi impossibili per un’impresa regolare.” “Il cliente spesso guarda solo al prezzo – aggiunge un’altra corsista – senza rendersi conto dei rischi.”
Proprio sui rischi sanitari si è soffermato il dott. Vasco Merciadri, medico e docente del corso: “Dietro un’attività improvvisata possono nascondersi pericoli concreti per la salute: scarsa igiene, utilizzo di prodotti non sicuri e trattamenti eseguiti senza adeguata preparazione. L’assenza di formazione e il mancato rispetto delle norme igienico-sanitarie possono esporre i clienti a infezioni, reazioni allergiche anche importanti e complicanze gravi.”“Le 21 estetiste che hanno iniziato il percorso – conclude Mascardi- rappresentano, per Confartigianato, il volto sano del comparto: professioniste che scelgono qualità, legalità e competenza. Sono loro l’esempio giusto ma non possiamo lasciarle sole. La misura è colma: servono controlli veri, continui e mirati, serve alleggerire il peso su chi lavora onestamente e servono strumenti normativi efficaci per colpire chi opera abusivamente. La bellezza deve essere sinonimo di sicurezza e professionalità, non di improvvisazione e lavoro nero. Entro la fine del corso convocheremo un tavolo con gli enti di controllo, a partire dall’Ispettorato del Lavoro, per un confronto operativo e concreto contro l’abusivismo.”
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Il responso delle urne è arrivato chiaro. Il No al referendum costituzionale sulla separazione delle carriere in magistratura ha prevalso con circa il 54 per cento dei voti, su un'affluenza che ha superato il 58% degli aventi diritto. Una partecipazione significativa, che conferisce al risultato un peso politico difficile da ridimensionare. La riforma bocciata prevedeva tre interventi strutturali sull'ordinamento giudiziario: la separazione definitiva tra le carriere dei giudici e dei pubblici ministeri, la creazione di due distinti Consigli Superiori della Magistratura e l'istituzione di un'Alta Corte disciplinare per i magistrati. Misure che il centrodestra sosteneva da anni come necessarie per garantire l'imparzialità del sistema giudiziario e che erano state inserite nel programma elettorale della coalizione oggi al governo.
Il voto, tuttavia, ha raccontato qualcosa di più complesso di una semplice dialettica destra-sinistra. Il No ha vinto in tredici regioni su venti, prevalendo anche in territori tradizionalmente non ostili al centrodestra. L'analisi del voto rivela che una quota significativa di elettori che normalmente non si recano alle urne ha scelto di farlo questa volta, orientandosi in prevalenza per il No. Un dato che suggerisce come il referendum abbia intercettato una sfiducia più diffusa, che va oltre il merito specifico della riforma.
Sul piano strettamente giuridico, il dibattito era tutt'altro che univoco. I sostenitori della riforma avevano argomenti solidi: la promiscuità tra le funzioni requirenti e giudicanti è una anomalia italiana rispetto alla maggior parte degli ordinamenti europei, e il rischio di un condizionamento — anche solo culturale — tra chi accusa e chi giudica è una questione che la dottrina giuridica discute da decenni. I contrari, invece, sostenevano che la riforma avrebbe indebolito l'indipendenza della magistratura nel suo complesso, favorendo un sistema in cui il pubblico ministero, separato dai giudici, sarebbe diventato più permeabile alle pressioni del potere esecutivo.
Entrambe le posizioni avevano una loro coerenza. Il voto ha scelto una direzione, ma non ha risolto il problema di fondo.
Il governo Meloni incassa la prima sconfitta in un referendum costituzionale dall'inizio della legislatura. Una sconfitta che ha un peso simbolico rilevante, anche se non determina conseguenze dirette sulla tenuta dell'esecutivo. Meloni ha commentato con sobrietà, riconoscendo il responso popolare e confermando la volontà di proseguire il mandato. L'opposizione, guidata da Schlein e Conte, ha esultato parlando di svolta e di nuova energia politica in vista delle elezioni del 2027.
Quel che resta, al netto delle celebrazioni e delle recriminazioni, è un sistema giudiziario italiano che continua ad avere nodi irrisolti: lentezza dei processi, disparità nell'applicazione delle garanzie, un rapporto ancora fragile tra cittadini e istituzioni giudiziarie. Il referendum ha chiuso una partita, ma non ha aperto soluzioni.
Chi ha vinto ha ora la responsabilità di dimostrare che il No non era solo un voto contro qualcosa, ma l'inizio di una proposta alternativa credibile. La democrazia referendaria funziona quando chi partecipa è consapevole non solo di ciò che rifiuta, ma anche di ciò che intende costruire.
Il Paese ha parlato. Ora tocca alla politica ascoltare — e rispondere.
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Si sono concluse attorno alle 16,20 di oggi, lunedì 23 marzo, le operazioni di prima accoglienza dei 116 migranti arrivati al porto di Marina di Carrara a bordo della nave Ocean Viking di Sos Mediterranée.L'imbarcazione è approdata alla banchina Fiorillo dello scalo apuano alle 7 di questa mattina e da lì tutti i 116 migranti una volta scesi a terra sono stati accompagnati al vicino complesso fieristico di Imm-CarraraFiere per le operazioni di prima accoglienza.Lo sbarco nel porto di Marina di Carrara si è concluso attorno alle 13. Dopo le visite mediche e il riconoscimento tutti i migranti hanno ricevuto un pasto e poi hanno cominciato a partire con pullman e pullmini verso i diversi centri di accoglienza individuati in varie parti del territorio nazionale dalla Prefettura di Massa-Carrara.«Come sempre il nostro ringraziamento va a tutte le donne e gli uomini che hanno fatto sì che anche questo sbarco si sia svolto nel migliore dei modi – dice il sindaco di Carrara Serena Arrighi -. Tutto ciò è stato possibile grazie a un grande lavoro di squadra che ha coinvolto la protezione civile, i servizi sociali, la polizia locale e tutto il Comune di Carrara senza poi dimenticare la questura, i carabinieri, la capitaneria di porto e tutte le forze dell'ordine e poi ancora l'Asl, l'Autorità di sistema portuale, Imm-CarraraFiere, le associazioni di protezione civile, i mediatori culturali e tante altre persone che si sono impegnate per preparare i pasti, allestire la fiera, prestare le prime cure e l'assistenza a chi è arrivato da noi in cerca di un futuro migliore. Con le 116 persone arrivate oggi sale a 2.385 il numero di coloro che in questi anni sono sbarcati nel nostro porto. Si tratta 2.385 tra bambine e bambini, ragazze e ragazzi, donne e uomini spesso con storie terribili alle proprie spalle che il governo ha deciso di sottoporre a sofferenze aggiuntive costringendoli a viaggiare fino alle nostre coste per poi farli ripartire via terra per destinazioni anche molto lontane».
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"Sembrava l’inizio di una nuova stagione per il decoro urbano, ma a un anno dal rifacimento dei marciapiedi lungo il Viale XX Settembre la situazione è degenerata in un caos che penalizza i più deboli" parte così la segnalazione di Lorenzo Lapucci ex consigliere comunale di Carrara che aggiunge: "Quello che doveva essere uno spazio rigenerato si è trasformato in un percorso a ostacoli insormontabile per passeggini e carrozzine. Il tratto in questione è quello compreso tra Via Stabbio e Via Piave, un totale di circa un chilometro e mezzo nel quale la sosta selvaggia delle auto sui marciapiedi ostacola il normale passeggio pedonale. Il problema principale nasce da una dimenticanza che sa di beffa: nonostante i lavori siano terminati da mesi, in gran parte del tratto manca ancora la segnaletica orizzontale. Senza le strisce degli stalli di sosta a delimitare il campo, regna la legge della giungla. Le auto vengono parcheggiate ovunque: in doppia fila, con le ruote sopra le aiuole e, immancabilmente, a cavallo dei passaggi pedonali. In una città che aspira all'adozione del PEBA (Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche), bisogna capire che una macchina in sosta vietata non è solo un’infrazione, è una barriera fisica. La richiesta è chiara: ripristinare immediatamente la segnaletica per togliere alibi agli incivili e garantire controlli e sanzioni costanti. Perché senza legalità, anche il marciapiede più bello del mondo resta un’opera a metà".
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Partono i sopralluoghi di Anas per la Variante Aurelia ma non tutti i proprietari dei lotti che verranno espropriati sono stati avvisati: la segnalazione del Comitato per il No alla variante: "In questi giorni, i tecnici della ditta Politecnica Ingegneria ed Architettura Soc. Coop di Firenze per conto di ANAS, stanno svolgendo i sopralluoghi di verifica dello stato dei luoghi propedeutica alla stesura del progetto definitivo per la Variante Aurelia 1° Lotto e relativi espropri. L'azienda ha inviato ad ogni residente un avviso per appuntamento tramite raccomandata postale, ma in realtà la lettera è arrivato solo a poche persone. Le altre raccomandate sono tutte tornate al mittente con motivazione irreperibile/sconosciuto, rendendo di fatto impossibile ai proprietari assistere alle operazione e ai tecnici (in molti casi) di accedere nelle proprietà. Questo è lesivo dei diritti dei proprietari e comporta la non corretta valutazione dell'impatto dell'opera sulle proprietà: ad esempio sugli accessi, il conteggio degli olivi e piante, oppure sull'età degli alberi etc. Abbiamo segnalato la presenza di alcuni ulivi centenari, che risultano protetti dalla normativa vigente. Per questo è importante che il proprietario sia presente e controlli la stesura del verbale alla fine delle operazioni del sopralluogo. Riteniamo così utile avvisare tutti i proprietari che non hanno ricevuto la comunicazione di contattare Politecnica al numero 055-56401 e chiedere al responsabile geometra Croce un nuovo appuntamento anche telefonico.Cogliamo l'occasione per confermare i disagi per le piogge degli ultimi giorni: confrontandoci con il responsabile di Politecnica è emerso come il rischio idraulico della zona sia un argomento spinoso a causa della legge regionale: di fronte a tali presupposti è auspicabile l'intervento delle autorità competenti al fine di tutelare i cittadini residenti".
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"In questo periodo stanno aumentando in modo esponenziale le lamentele e anche i ricorsi rivolti al Giudice di Pace da parte di condomini che vengono vessati dall’Asmiu, costretti a pagare importi molto alti per il ritiro di rifiuti non differenziati, lasciati abbandonati dagli operatori ecologici all’interno o accanto ai condomini anche per più di un mese".La segnalazione è firmata da Stefano Benedetti presidente di Massa Città Nuova che ha rivolto un appello al sindaco di Massa Francesco Persiani e all'amministratore delegato di Asmiu Sabina Boghetti. Secondo Benedetti: "All’interno di un condominio c’è sempre qualche indisciplinato che non rispetta l’iter per la raccolta differenziata e abbandona nell’isola ecologica sacchetti misti, che al momento della raccolta vengono individuati e lasciati sul posto dagli operatori ecologici. La prima questione che balza agli occhi, è la scarsa condizione igienica sanitaria prodotta proprio dall’abbandono dei rifiuti e ciò sarebbe materia di ASL, in quanto si potrebbe profilare il rischio di malattie da contagio e in tal caso la responsabilità dovrebbe essere addebitata proprio all’ Azienda Pubblica , tenendo conto che si tratta di una azienda speciale e che il Sindaco di Massa, non è cosa di poco conto, è il primo responsabile della salute pubblica.Già questa è una anomalia che dovrebbe essere superata. Poi, aggiungo che se l’isola ecologica si trova sulla pubblica strada oppure su suolo privato ma all’esterno del palazzo,può essere utilizzata,purtroppo, abusivamente da tutti e proprio per questo motivo, in considerazione del fatto che le sanzioni amministrative dovrebbero essere notificate individualmente, non è accettabile che l’ Azienda faccia pagare il rifiuto non differenziato a tutti i condomini incolpevoli. Tra l’altro, è in questo modo è in atto una palese disparità di trattamento, perché lo stesso discorso non vale per le isole ecologiche presenti sul territorio, come quella che insiste sotto il palazzo del Comune di Massa,infatti giornalmente i rifiuti vengono abbandonati fuori dai contenitori e non differenziati, ma nessuno è chiamato a pagare, nonostante la presenza in zona di numerose videocamere. Ma non solo. Gli operatori Asmiu raccolgono il tutto all’interno dei cassoni dei mezzi e successivamente scaricano nel comparto Rur del Cermec che a sua volta trita i rifiuti senza differenziarli e li invia all’inceneritore con un conseguente sostanzioso aumento dei costi di smaltimento. Questa è la reale situazione che evidenzia un particolare accanimento nei conforti dei cittadini e soprattutto ci fa pensare come per l’ Asmiu i condomini della città siano diventati una fonte di reddito che, ovviamente, penalizza prima di tutto coloro che rispettano le regole e differenziano regolarmente i rifiuti,Per questo, invito il sindaco a intervenire per cambiare il metodo di lavoro e nel contempo gli amministratori dei condomini a installare videocamere, necessarie per individuare gli incivili che abbandonano i rifiuti non differenziati".
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Lunedì 23 marzo alle 7 attraccherà alla banchina Fiorillo del porto di Marina di Carrara la nave Ocean Viking. La nave della ong Sos Mediterranée sta facendo rotta in queste ore verso lo scalo apuano con a bordo 116 migranti soccorsi nelle acque del Mediterraneo Meridionale. Quello di lunedì 23 marzo sarà il primo sbarco del 2026 al porto di Marina di Carrara, complessivamente il conto degli attracchi di navi ong nello scalo apuano sale a 21 a partire dal 30 gennaio 2023. Da allora con quelli di giovedì saranno arrivati complessivamente a Marina di Carrara 2.385 migranti. Il picco di arrivi nel porto apuano si è registrato nel 2023 con 9 attracchi e 1.101 persone sbarcate, nel 2024 gli attracchi furono invece 5 con 708 migranti. Nel 2025 il numero di navi giunte fino a Marina di Carrara è cresciuto, sei, mentre è calato quello delle persone sbarcate, 460.
Per la Ocean Viking giovedì sarà la settima volta a Marina di Carrara. La nave di Sos Mediterranée era stata la prima in assoluto ad attraccare sotto le Apuane il 30 gennaio 2023 con 95 persone a bordo e poi aveva fatto ritorno nello scalo carrarese altre cinque volte, l'ultima il 16 giugno2025 con a bordo 70 migranti.Come già in passato, anche questo lunedì le operazioni di accoglienza seguiranno una routine ormai ben consolidata. Tutte le operazioni saranno coordinate dalla Prefettura di Massa-Carrara, i migranti una volta sbarcati saranno accompagnati al padiglione C di Imm-CarraraFiere per il primo soccorso e le operazioni di riconoscimento quindi partiranno per strutture di accoglienza in tutto il territorio nazionale.
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La situazione della popolazione iraniana, in particolare delle donne è tornata al centro del dibattito del consiglio comunale di Carrara nella seduta del 17 marzo. Nell’occasione sono state presentate ben tre mozioni al riguardo, due dalla maggioranza e una dall’opposizione. Un vivace scambio di vedute ha sollevato la presentazione della mozione della consigliera dell’opposizione Maria Mattei che da anni porta avanti una battaglia in favore delle donne iraniane che hanno fondato il movimento “Donna Vita Libertà” contro le feroci repressioni della repubblica islamica e a seguito dell’uccisione della giovane curdo-iraniana Masha Amini, massacrata dalla polizia morale del regime islamico perché non portava il velo nel modo corretto. Maria Mattei ha, infatti, ricordato che il consiglio comunale carrarese aveva già approvato all’unanimità la sua proposta di intitolare un parco a Masha Amini e al movimento ‘Donna Vita Libertà’ e che gli ostacoli burocratici di una vecchia legge che impone dieci anni di tempo dalla morte per effettuare un’intitolazione, hanno di fatto impedito la realizzazione del progetto. Mattei ha anche fatto il punto sulla situazione attuale dell’Iran ricordando che una recente risoluzione del Parlamento Europeo ha vietato l’accesso ai rappresentanti della repubblica islamica dell ‘Iran per la repressione attuata e la mancanza di libertà imposta al loro popolo e che i titolari di passaporto iraniano se identificati come agenti del regime possono vedersi rifiutare l’ingresso nei paesi dell’unione Europea. In aggiunta, Mattei ha ricordato che il Parlamento Europeo ha chiesto più volte di inserire i Guardiani della Rivoluzione islamica nella lista delle organizzazioni terroristiche ed ha chiesto anche il ripristino dell’accesso a internet e il rispetto dei diritti civili, tracciando un quadro molto sconfortante di un paese sottoposto a un rigido controllo e a una durissima repressione protetta dalla estesa limitazione dei mezzi di comunicazione con l’estero. Le richieste avanzate dalla Mattei si sono fondate sia sulla gravità contingente della situazione del popolo iraniano, sia su un’effettiva accelerazione del percorso per l’intitolazione del parco. La consigliera ha chiesto che il consiglio si attivi per intensificare le pressioni sul governo italiano affinchè lavori attivamente al rilascio degli ostaggi, ricordando che tra essi vi è il premio Nobel Narges Mohammadi e per il ripristino della comunicazione digitale.
Contro le parole della consigliera Mattei si è levato Hicham Koudsi che ha voluto difendere quelli che lui considera i valori della sua fede: “La parola ‘islamica’ è molto strumentalizzata – ha detto Koudsi – La guerra che c’è ora in Iran è fatta dagli Stati uniti e Israele per interessi economici e per prendere il petrolio. Non è una cosa religiosa, né è per difendere le donne iraniane. Non strumentalizzate l’Islam perchè siamo in due miliardi di musulmani e siamo in crescita, perché la nostra religione ha principi giusti e ci fa vivere legati a Dio. Dio non ci ha creati per distruggere gli altri. Noi diamo valore alla vita umana”. Il consigliere ha ammesso che la ribellione del popolo iraniano contro il regime attualmente al potere è giusta ed ha voluto ribadire che “Non c’è costrizione nell’Islam”, ripetendo, in un secondo intervento, la solita dichiarazione di moltissimi musulmani: le donne dell’Islam sono libere e sono loro che scelgono di mettersi velo o burka per seguire i dettami della loro religione, nessuno le costringe. Ha anche lamentato il fatto che i fotografi cerchino apposta solo le donne coperte col burqa per fotografarle e far credere che siano tutte così. In realtà anche le donne che mettono il velo sono ugualmente ‘costrette’, quantomeno dalla loro religione, a dover costantemente mortificare la loro bellezza e la loro salute per riservare le loro grazie solo ed esclusivamente a un marito, il più delle volte scelto e imposto dai famigliari maschi e tutto questo ha, comunque, molto poco a che vedere con i concetti di libertà e di rispetto delle donne. Maria Mattei è quindi intervenuta in risposta alle dichiarazioni di Koudsi ed ha chiarito:“La religione deve restare un fatto personale e intimo. Se la religione diventa stato, la libertà è in pericolo. E questo è ciò che è successo in Iran. Le religioni devono restare fuori dal dibattito politico. Ho visto immagini di donne musulmane coperte interamente dal burka, stare sedute a terra ai margini di un banchetto di uomini che si proclamano islamici e ricevere da loro pezzi di pane lanciati come si fa con i cani e questo per me è ributtante”.
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