Politica
Soccorso Cave di Torano: locali insalubri e presenza di muffa. Denunciamo l’inerzia di ASL e Comune
A Carrara esiste una realtà unica e delicata: il Soccorso Cave, presidio sanitario fondamentale in un territorio segnato dalla pericolosità dell’attività estrattiva del marmo. Un servizio essenziale…

Il destino silenzioso dei pini urbani di Carrara: tutelati nella carta, dimenticati nei fatti
Il Pinus pinea è tutelato e celebrato come simbolo del paesaggio costiero, ma fuori dalle pinete manca una strategia per garantirne la continuità. Tra prudenza amministrativa e interventi…

Il Comune pubblica un avviso per selezionare iniziative socioculturali e artistiche da svolgersi in uno spazio del centro storico
Il Comune mette a disposizione gratuitamente per l'organizzazione di iniziative socioculturali e artistiche uno spazio situato in via Santa Maria 9 a Carrara. Tramite avviso pubblico, verranno selezionate attività quali mostre, installazioni temporanee, cicli…

Tavolo sanitario di costa: Cgil Cisl e Uil sconcertati dalla superficialità dei contenuti, chiedono al sindaco Arrighi meno proclami e più impegno
"Siamo sconcertati dalla superficialità con la quale nel pomeriggio di mercoledì 18 febbraio si è svolta il tavolo sanitario di costa sulle strutture sanitarie convocato dal …

Due dibattiti organizzati da Gaza Fuori fuoco a palazzo Ducale di Massa il 20 e il 21 febbraio
Il volume "L'azzardo della poesia" raccoglie nove lettere scambiate nel 2000 tra Pietro Ingrao, politico di primo piano, autodefinitosi "poeta di contrabbando", ed il poeta Attilio Lolini, testimoniando…

Cisl presenta: analisi articolata per settore sull’andamento 2023 su 2024 della provincia di Massa Carrara
Analisi articolata per settore sull’andamento 2023 su 2024 della provincia di Massa Carrara, integrata con il quadro sul reddito. (I dati economici complessivi provengono…

Famiglie sotto sfratto negli alloggi popolari a Massa: l'appello di Stefano Benedetti di Massa Città Nuova
Il presidente di Massa città nuova Stefano Benedetti ha rivolto un appello al prefetto, all'amministrazione di Massa e al responsabile regionale edilizia popolare: "Proprio in…

Massa Capitale della Cultura 2028, Barabotti: «Una pagina di buona politica. Grazie al Sindaco Persiani per aver unito il territorio»
L'onorevole Andrea Barabotti della Lega plaude alla firma del protocollo d'intesa per Massa capitale della cultura 2028: «La firma del protocollo d'intesa per la candidatura di…

Serve subito una rotatoria tra via Rossini e Viale della Repubblica: l'appello di Fratelli d'Italia Massa
Il Coordinamento Comunale di Fratelli d'Italia Massa interviene con fermezza dopo il recente incidente stradale avvenuto all'incrocio tra via Rossini e viale della Repubblica, episodio…

Partiti i lavori di sistemazione del verde alle case popolari di Altagnana: Erp replica alla richiesta del consigliere comunale Simone Ortori
«La ditta che si occupa della sistemazione e dello smaltimento del verde ha avviato in questi giorni le operazioni di pulizia dell'area verde esterna alle case…

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Una situazione di forte degrado urbano e sociale è quella che da tempo vivono i residenti di via Pradaccio e via Volpina, due zone ormai segnate da abbandono e incuria. Strade dissestate, buche profonde, infrastrutture compromesse, illuminazione insufficiente, cattivi odori e ristagni d’acqua caratterizzano aree sempre più difficili da vivere e pericolose anche per l’accesso dei mezzi di soccorso. A questi problemi strutturali si aggiunge la presenza di fenomeni di spaccio e microcriminalità, che alimentano insicurezza e malcontento tra i cittadini. Il Comitato Tra la Gente denuncia con fermezza una condizione definita “inaccettabile” e chiede che le istituzioni intervengano senza ulteriori ritardi. “Non possiamo permettere – sottolineano dal Comitato – che interi quartieri vengano dimenticati e lasciati al degrado. È una questione di dignità, di salute pubblica e di sicurezza.” Da qui l’appello a tutte le forze politiche, senza distinzione di schieramento: “Non servono scaricabarile o promesse mancate. È necessario che la politica tutta, unita e in maniera concreta, si attivi per restituire decoro e sicurezza a via Pradaccio, via Volpina e alle zone limitrofe.” Le richieste sono chiare: interventi urgenti di manutenzione stradale, potenziamento dell’illuminazione pubblica, risanamento della rete fognaria e un presidio costante delle forze dell’ordine per contrastare degrado e spaccio. “Queste strade non sono solo vie di passaggio – conclude il Comitato – ma luoghi di vita, di lavoro e di comunità. Restituire loro dignità significa ridare fiducia a tutta la città. Le istituzioni dimostrino, con i fatti, di essere vicine ai cittadini.”Una situazione di forte degrado urbano e sociale è quella che da tempo vivono i residenti di via Pradaccio e via Volpina, due zone ormai segnate da abbandono e incuria. Strade dissestate, buche profonde, infrastrutture compromesse, illuminazione insufficiente, cattivi odori e ristagni d’acqua caratterizzano aree sempre più difficili da vivere e pericolose anche per l’accesso dei mezzi di soccorso. A questi problemi strutturali si aggiunge la presenza di fenomeni di spaccio e microcriminalità, che alimentano insicurezza e malcontento tra i cittadini. Il Comitato Tra la Gente denuncia con fermezza una condizione definita “inaccettabile” e chiede che le istituzioni intervengano senza ulteriori ritardi. “Non possiamo permettere – sottolineano dal Comitato – che interi quartieri vengano dimenticati e lasciati al degrado. È una questione di dignità, di salute pubblica e di sicurezza.” Da qui l’appello a tutte le forze politiche, senza distinzione di schieramento: “Non servono scaricabarile o promesse mancate. È necessario che la politica tutta, unita e in maniera concreta, si attivi per restituire decoro e sicurezza a via Pradaccio, via Volpina e alle zone limitrofe.” Le richieste sono chiare: interventi urgenti di manutenzione stradale, potenziamento dell’illuminazione pubblica, risanamento della rete fognaria e un presidio costante delle forze dell’ordine per contrastare degrado e spaccio. “Queste strade non sono solo vie di passaggio – conclude il Comitato – ma luoghi di vita, di lavoro e di comunità. Restituire loro dignità significa ridare fiducia a tutta la città. Le istituzioni dimostrino, con i fatti, di essere vicine ai cittadini.”
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"L’Ordine dei Medici della Provincia di Massa e Carrara esprime forte indignazione per le atrocità perpetrate da tempo con ferocia crescente a danno del popolo palestinese nella striscia di Gaza". A firmare la dichiarazione a nome dell'Ordine dei Medici è il dottor Carlo Manfredi che spiega: " I bambini strappati alla vita erano 18.000 alla fine di maggio quando incombeva già la decisione di non far arrivare il cibo attraverso gli aiuti umanitari o di renderli difficilmente accessibili. Secondo l’Alto Commissariato dell’ONU per i diritti umani, 1760 palestinesi sono stati uccisi a Gaza mentre erano alla ricerca di aiuti umanitari tra il 27 maggio e il 13 agosto. Fra questi, 994 sono morti nelle vicinanze dei siti di distribuzione e 766 lungo le rotte dei convogli di rifornimenti. Il numero dei decessi da malnutrizione è salito 240 di cui 107 bambini. Il numero complessivo di palestinesi morti dall’inizio della guerra a Gaza è di 61.827 e 155.275 i feriti. Già dopo 80 giorni di guerra, l’OMS ha comunicato che la capacità sanitaria nella Striscia era stata ridotta al 20 per cento rispetto a prima dei bombardamenti con totale annullamento dei servizi specialistici. Gli operatori sanitari morti dall’inizio del conflitto sono 1400.Gli ospedali, le altre strutture sanitarie e le ambulanze devono essere un porto franco per tutti coloro che hanno bisogno di assistenza, indipendentemente dalla razza, religione o appartenenza politica. Le opportunità di essere curati devono venire prima di tutto e sacra deve essere considerata la vita dei soccorritori, medici infermieri, assistenti tecnici e addetti alla logistica sanitaria. Questo principio basilare è stato violato a Gaza con indifferenza e cinismo. L’esposizione alla violenza è profondamente traumatica e ha conseguenze permanenti sulla salute e sullo sviluppo dei bambini, tra cui disabilità, ritardo dello sviluppo, malnutrizione, disturbo da stress post-traumatico e disturbi emotivi e comportamentali. Basti solo pensare che si stima che ci vogliano circa 15 anni per recuperare i livelli di mortalità infantile precedenti al conflitto. È angosciante constatare che, nella striscia di GAZA, bambini e bambine strappati ai loro affetti e in condizioni di vita caratterizzate da una realtà di morte che avanza inesorabile vengano reclutati da gruppi armati e siano esposti al rischio di sfruttamento e radicalizzazione. I medici apuani di fronte all’enormità di questi accadimenti esprimono la propria indignazione e aggiungono la propria voce al coro che si leva dalle società scientifiche e dalle associazioni mediche che hanno lanciato un appello per la protezione dell’infanzia nei conflitti armati e contro l’indifferenza e il silenzio che sono sempre più mortifere".
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“Nessun livore, nessun rancore e tanto meno nessuna nostalgia, da parte mia , ma solamente il desiderio di restare fedele ai principi che mi hanno permesso di occuparmi di politica per decenni, denunciando qualsiasi comportamento illecito, perpetrato nei confronti dei cittadini dai politici di qualsiasi colore , nei confronti dei cittadini” è il commento di Mauro Rivieri, coordinatore provinciale di Indipendenza alle dichiarazioni dei vertici regionali e provinciali di Forza Italia, chiamati in causa dallo stesso Rivieri che, alcuni giorni fa, aveva lanciato pesanti accuse nei confronti del partito di cui è stato membro. Forza Italia Toscana ha infatti annunciato di procedere per vie legali contro Rivieri, che tuttavia, è tornato a ribadire alcune delle stesse accuse, non circostanziate, sulle quali tuttavia sostiene di avere prove inconfutabili. Nel mirino un consigliere di Forza Italia dell’amministrazione Persiani che avrebbe ricevuto lauti pagamenti per consulenze illecite a una partecipata del comune, caso, secondo quando afferma Rivieri, già denunciato alla Procura della Repubblica. E il leit motiv delle accuse di Rivieri contro il suo ex partito riparte con una serie di quesiti che chiamano in causa tutti i rappresentanti locali e la loro presunta – a suo giudizio – ignoranza dei fatti. Rivieri ha, poi annunciato di aver dato mandato a un legale per dimostrare l’illecito ed ha auspicato che il consigliere in questione, di cui non vuole fare il nome, decida di dimettersi anche perché – sempre secondo Rivieri – sarebbe in procinto di ottenere un’altra sanatoria edilizia. L’unico nome fatto da Rivieri, nel suo secondo “J’accuse” è quello dell’assessore al bilancio Marco Mercanti a cui rivolge domande relative alla necessità di fare chiarezza sul consigliere e sulla mancata riscossione – secondo Rivieri – della tassa marmi.
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Strade sporche, cassonetti strapieni e un servizio di raccolta che non riesce a stare al passo con le necessità del territorio. Sono queste le criticità denunciate dal Circolo Pd Bondano, Casone, Ricortola, Partaccia, che raccoglie le segnalazioni di molti cittadini preoccupati per il degrado delle frazioni.«Il nostro quartiere merita più attenzione – affermano dal circolo –. Il sistema di ritiro dei rifiuti mostra evidenti difficoltà: sacchi lasciati per giorni, bidoni stracolmi e zone che diventano vere e proprie discariche a cielo aperto. Non è solo un problema di decoro urbano, ma anche di igiene e sicurezza». La situazione diventa ancora più grave nelle giornate più attrattive per l’estate, quando campeggi, stabilimenti e attività commerciali producono una quantità maggiore di rifiuti. «Proprio nei fine settimana o nei periodi di maggiore affluenza turistica – aggiungono dal Pd – la frazione dovrebbe essere pulita e accogliente, invece ci ritroviamo con strade sporche e bidoni colmi».Il Circolo Pd sottolinea inoltre come queste zone rappresentino un’importante risorsa economica per l’intero Comune, grazie alla tassa di soggiorno, alle attività commerciali e al relativo indotto turistico. «È inaccettabile – ribadiscono – che aree che portano ricchezza al territorio vengano trascurate proprio sul fronte dei servizi essenziali». La segnalazione è stata già portata all’attenzione del consigliere comunale Daniele Tarantino e della consigliera Giovanna Santi, che insieme al gruppo consiliare porteranno il tema direttamente in consiglio comunale, chiedendo un piano di intervento immediato e un potenziamento del servizio, soprattutto nel periodo estivo. «Non vogliamo polemizzare, ma dare voce a una comunità che si sente dimenticata – concludono dal Circolo –. Bondano, Casone, Ricortola e Partaccia non sono periferie da trascurare, ma una parte viva, attiva e fondamentale dell’economia di Massa».
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Il gruppo di maggioranza del Consiglio Comunale di Montignoso ha deciso di intervenire in merito alle dichiarazioni della Lega su Cava Fornace per fare chiarezza e riportare il dibattito su un piano di serietà istituzionale. «La Commissione Controllo non appartiene e non può appartenere a nessun partito politico – dichiarano i consiglieri di maggioranza – ma è un organismo del Consiglio Comunale che ha senso solo se funziona in maniera collegiale e trasparente, con il contributo di tutte le forze presenti. Presentarla come se fosse una “creatura della Lega”, convocarla senza un reale coinvolgimento degli altri componenti e trasformarla in una vetrina di partito, significa svilire il ruolo stesso della Commissione. L' invito del consigliere regionale Baldini fatto in maniera arbitraria dalla Presidente Bertelloni, senza condivisione con tutti i membri, non solo è contrario al regolamento ma dimostra anche tutta la tracotanza di chi pensa di poter fare come vuole impedendo il confronto democratico.Noi crediamo che la Commissione debba essere uno spazio di confronto, anche aspro se necessario, ma comunque pluralista e rispettoso delle regole istituzionali. Usarla invece come trampolino di propaganda elettorale non serve alla comunità».La maggioranza chiarisce anche la questione dello scarico del percolato in fognatura: «È bene ribadirlo con chiarezza: lo scarico in pubblica fognatura è stato adottato con ordinanza dal sindaco Lorenzetti per gestire una criticità specifica e circoscritta nel tempo. La sua validità terminerà automaticamente non appena la Regione Toscana dichiarerà concluso lo stato di emergenza. Quel giorno stesso – e non un minuto dopo – si tornerà allo smaltimento tramite autocisterna. Continuare a sostenere il contrario o alimentare il dubbio che vi sia la volontà di mantenere questa soluzione significa non conoscere come funzionano le regole amministrative, oppure peggio, significa voler creare disinformazione e confusione nei cittadini».Sulla proroga di 90 giorni concessa al gestore, i consiglieri precisano: «La proroga non è un favore al gestore, ma uno strumento giuridico indispensabile per evitare contenziosi che avrebbero potuto bloccare o rallentare ulteriormente il percorso. A chi oggi grida allo scandalo, ricordiamo che senza questa cornice legale il rischio era di consegnare al gestore la possibilità di impugnare ogni decisione, allungando di anni i tempi della chiusura. L’obiettivo delle istituzioni – Comune di Montignoso, Comune di Pietrasanta e Regione Toscana – è e resta quello di arrivare alla chiusura e alla messa in sicurezza di Cava Fornace nel più breve tempo possibile, e questo può avvenire solo attraverso un percorso legittimo e inattaccabile». Il gruppo di maggioranza conclude con un appello: «Chiediamo a tutte le forze politiche, Lega compresa, di non ridurre la questione a dichiarazioni di facciata o a slogan buoni per i social. È un tema troppo serio per essere strumentalizzato. La Commissione e le istituzioni devono lavorare in sinergia, perché solo così si può dare alla comunità la risposta che attende da anni: la chiusura definitiva del sito, la messa in sicurezza dell’area e la tutela della salute e dell’ambiente. I cittadini non hanno bisogno di propaganda, ma di fatti concreti e responsabilità istituzionale».
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Marina di Carrara, città di mare e meta turistica estiva, vive ogni anno un incremento esponenziale di presenze durante i mesi caldi. Se per i visitatori questa è un’opportunità di svago, per i residenti la stagione turistica si trasforma in un incubo quotidiano: trovare un posto auto diventa un’impresa, anche per esigenze irrinunciabili come portare un anziano a una visita medica, rientrare a casa dopo il lavoro o trasportare la spesa.È un problema di diritti, non solo di parcheggi, non derubricabile cioè come una semplice “carenza di parcheggi” – tema che, per sua natura, non si risolve mai soltanto aggiungendo nuovi stalli – ma è un problema di totale assenza di misure strutturali di tutela dei residenti, in particolare nei periodi di massima pressione turistica. La Costituzione italiana (art. 32) garantisce il diritto alla salute, mentre l’art. 16 sancisce la libertà di circolazione, che deve essere assicurata in modo equo e non discriminatorio. Inoltre, la Legge 104/1992 tutela il diritto alla mobilità delle persone con disabilità e non autosufficienti, obbligando le amministrazioni a rimuovere gli ostacoli che ne limitano l’autonomia.
La normativa nazionale (art. 7 del Codice della Strada) e le direttive europee sulla mobilità sostenibile (Direttiva 2008/96/CE) consentono e incoraggiano i Comuni a istituire aree di sosta riservate ai residenti o a particolari categorie, soprattutto in zone caratterizzate da forte afflusso stagionale. L’art. 191 del D.Lgs. 152/2006 (Codice dell’Ambiente) impone inoltre alle amministrazioni di adottare misure per ridurre l’inquinamento e il congestionamento del traffico, a tutela della salute pubblica.Molte città costiere hanno adottato da tempo permessi stagionali per residenti e zone a sosta controllata (ZSC), con tariffe agevolate e garanzie di reperibilità di posto. Questi strumenti non solo tutelano chi vive stabilmente nel territorio, ma favoriscono anche una gestione più equilibrata della mobilità turistica, limitando traffico e sosta selvaggia, in linea con i principi della Legge 221/2015 (Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy).Carrara, al contrario, non ha predisposto alcuna misura speciale per l’estate: nessuna ZSC aggiuntiva, nessun parcheggio riservato, nessun piano straordinario di mobilità. Questo equivale a disattendere il dovere di garantire un servizio pubblico essenziale per la cittadinanza (art. 117 Cost.), con gravi ricadute sulla qualità della vita e, in taluni casi, sul diritto alla mobilità per persone fragili (anziani, disabili, famiglie con bambini), protetto anche dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (ratificata in Italia con L. 18/2009).
L’assenza di un piano parcheggi per residenti non è un dettaglio tecnico, ma un disservizio pubblico che incide direttamente:
- sull’accessibilità delle abitazioni (art. 2 Cost., diritto alla vita dignitosa);
- sull’autonomia delle persone non autosufficienti (L. 104/1992);
- sull’esercizio di diritti fondamentali (cura, lavoro, vita sociale, art. 3 e 32 Cost.).
Il disagio è amplificato dalla mancata risposta delle autorità preposte: una segnalazione formale alla Polizia Municipale, effettuata nei mesi scorsi, non ha ricevuto neppure un riscontro. Un silenzio istituzionale inaccettabile, che viola il diritto alla trasparenza amministrativa (L. 241/1990) e il principio di buona amministrazione (art. 97 Cost.).
Chiediamo che il Comune di Carrara, nel rispetto della legge:
- Istituisca con urgenza aree di parcheggio riservate ai residenti nelle zone a maggior afflusso estivo, mediante appositi permessi, come previsto dall’art. 7 del Codice della Strada e dalle Linee Guida ANCI sulla mobilità urbana;
- Attivi un piano straordinario di mobilità estiva che includa navette, ZTL e parcheggi di interscambio, per ridurre la pressione nelle aree residenziali, in ottemperanza alla Direttiva UE 2008/96/CE e al Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS);
- Rispetti il diritto dei cittadini a una risposta formale alle segnalazioni, come previsto dalla L. 241/1990 e dal Regolamento sul diritto di accesso agli atti amministrativi.
Non si tratta di “voler più parcheggi” – obiettivo che da solo non risolve il problema – ma di garantire la salvaguardia del diritto alla mobilità e alla vivibilità dei residenti, come fanno molte altre città costiere che hanno saputo coniugare turismo e qualità della vita per chi abita stabilmente sul territorio. La legge c’è: servono i fatti. Al fine di evitare dei fraintendimenti, è forse opportuno chiarire ulteriormente che il cuore della presente protesta non è la carenza di parcheggi in sé, ma la sistematica violazione dei diritti costituzionali dei residenti (art. 2, 3, 16, 32 Cost.), lo squilibrio tra interessi economici e diritti fondamentali e l'assenza cronica di pianificazione che tuteli i cittadini Non contestiamo il turismo, ma il modello attuale che consente a grandi operatori economici di esternalizzare i costi e scarica sui residenti i disagi di attività lucrative.Non stiamo chiedendo favori, ma solo l'applicazione del Codice della Strada (art. 7), il rispetto del Testo Unico sulle spiagge (D.Lgs. 152/2006: obbligo dei lidi a garantire parcheggi), l'attuazione dei principi costituzionali di tutela della salute e mobilità. Se un’azienda (balneare, portuale, alberghiera) genera traffico, deve contribuire a gestirlo. A chi propone semplicemente più parcheggi a pagamento, rispondiamo che questo penalizza i residenti, altrimenti è sfruttamento. Pertanto, la nostra segnalazione riguarda il diritto a una vita dignitosa, l'equa ripartizione degli oneri del turismo e il rispetto delle norme a tutela dei più deboli.Non accetteremo che si riduca questa vertenza a una banale discussione su posti auto. Il problema è ben più profondo e riguarda il modello di sviluppo che vogliamo per la nostra città, improntato all’equità e al rispetto di leggi già presenti.
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Durissimo attacco all’amministrazione massese del sindaco Francesco Persiani e a Forza Italia Toscana arriva dai responsabili comunali e provinciali di Indipendenza, Gian Luca Brunetti e Mauro Rivieri, peraltro provenienti dallo stesso centro destra che portò alla vittoria, a Massa, di Persiani nel suo primo mandato. Brunetti e Rivieri hanno lanciato accuse feroci contro Marco Stella, coordinatore di Forza Italia Toscana, definendolo un “privilegiato beneficiato dalla politica” che avrebbe imposto la sua candidatura in Regione “con arroganza e presunzione” senza aver consultato il parere degli iscritti al partito e che, insieme con l’onorevole Deborah Bergamini sarebbe solo capace di sfornare slogan a cui non seguono mai i fatti per migliorare la vita dei cittadini. Nello specifico i due vertici locali di Indipendenza hanno messo in evidenza la situazione di Massa, governata, appunto dal centrodestra, di cui loro stessi hanno fatto parte: “Tutte le promesse che voi, Stella, Bergamini e Persiani, avete fatto ai massesi durante la campagna elettorale si sono dileguate; non esiste un decoro urbano, le strade sono dei percorsi ad ostacoli piene di buche pericolose per l'incolumità dei cittadini, la sporcizia regna sovrana ovunque, anche in zone con presenza turistica, la povertà è aumentata, i centri di assistenza per i bisognosi come la Caritas sono sovraffollati. Non siete riusciti a realizzare un progetto per il porto, un progetto per riqualificare la zona industriale, non avete creato servizi e infrastrutture per i giovani e gli anziani e non vi siete preoccupati di creare scuole funzionanti e sicure, non avete creato posti di lavoro, nulla per il rinnovo delle licenze dell'occupazione del suolo pubblico, per i commercianti che da anni devono solamente pagare senza sapere per cosa. Siete dei privilegiati nonostante abbiate messo in atto a Massa ‘la politica del non fare’. Questa è la vostra Forza Italia di oggi tanto decantata a Massa. Tutto questo ci fa rimpiangere Massimo Mallegni”. Brunetti e Rivieri hanno poi accusato pubblicamente il gruppo consigliare di Forza Italia Massa, al governo della città, di essere “più interessato a ricevere sanatorie edilizie ed ottenere cospicue consulenze”, facendo esplicito riferimento a comportamenti illeciti avvenuti in passato che meriterebbero indagini della Magistratura. L’ira funesta dei due leader di Indipendenza Massa sarebbe stata scatenata – come si evince dai loro strali – dal rifiuto di Forza Italia Toscana della candidatura di Alessandro Tomasi alle prossime regionali, in base al quale Brunetti e Rivieri non si sono fatti scrupolo di parlare di “imposizione di candidati dai tavoli romani di Forza Italia senza tenere conto della volontà e preferenze degli elettori toscani” e di ricordare che il partito ‘sotto la dirigenza Stella, Bergamini ha raggiunto i minimi storici. “Riteniamo che il Presidente Tajani dovrebbe intervenire e risanare la situazione del partito in Toscana affinché FI abbia un futuro”. Brunetti e Rivieri hanno poi realizzato un piccolo reportage sulle situazioni di degrado presenti a Massa e lanciato al sindaco Persiani il monito a vergognarsi.
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Si riaccende la polemica sui beni estimati. Il consigliere comunale di Carrara Matteo Martinelli interviene per ricostruire i passaggi della vicenda durante il periodo in cui consigliere regionale era Giacomo Giannarelli dei Stelle: "Dal Consiglio regionale arriva l'ennesima giravolta del PD sui "beni estimati" . Correva l'anno 2015 quando lo stesso consiglio a maggioranza PD, stabiliva che tutte le cave di Carrara dovevano considerarsi pubbliche e di proprietà del comune. Tutto bene? Per nulla. Dopo pochi mesi arrivava infatti il primo colpo di scena. Il governo Renzi, sempre a maggioranza PD, decideva di impugnare la norma innanzi alla Corte Costituzionale. Il risultato fu nefasto. La suprema Corte, oltre che cancellare la legge regionale per difetto di competenza, entrava anche nel merito con parole pesantissime contro le amministrazioni pubbliche e che di fatto hanno condizionato anche i successivi giudizi di merito. Nel 2018, il nostro consigliere regionale Giannarelli, proponeva al consiglio una norma nazionale di iniziativa regionale volta a superare il conflitto di competenza segnalato dalla suprema corte. La legge Giannarelli, venne approvata e inviata alla Camera dei deputati e assegnata alla commissione attività produttive. Nel 2020, dopo aver deliberato le norme di propria competenza, l'amministrazione comunale a 5 stelle iniziava l'azione di sollecito verso il parlamento. L'occasione era clamorosa. Eravamo infatti nel governo Conte due, M5S PD, e la presidenza della commissione competente era stata affidata a Martina Nardi, esponente del PD di Massa. Tutto bene? Assolutamente no. Altro colpo di scena. La Nardi, tra lo stupore generale, si rifiutò di calendarizzare la discussione della proposta di Giannarelli affermando pubblicamente che non era una priorità del PD e che si trattava di una questione che interessava una cinquantina di persone! In effetti gli imprenditori del lapideo interessati sono più o meno quelli, ma il problema serio è che tali affermazioni hanno tramortito le istanze della nostra comunità volte a veder riconosciuti diritti sacrosanti. Venendo ai nostri tempi, appare singolare che il PD riprenda un percorso di 7 anni fa, proprio alla vigilia della tornata elettorale. Inoltre, questa iniziativa è sostanzialmente inutile, in quanto sono già stati depositati in Parlamento disegni di legge che vanno in questa direzione. Tutti questi tentativi appaiono velleitari in quanto la maggioranza di centro destra, che governa oggi, ha sempre dimostrato ostilità verso chi ritiene che le cave di Carrara siano patrimonio di tutti i cittadini".
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Giuseppe Bergitto, segretario Forza Italia Carrara, relaziona sul caso dei lavori ancora non ultimati alla piscina di Carrara centro: "L’annosa vicenda della piscina di Carrara centro da un nostro studio sembra non avere fine e che si investano altri soldi pubblici per non avere il risultato sperato. Da una nostra analisi i lavori che da anni vanno avanti sull’immobile, lavori bloccati diverse volte, sono iniziati principalmente per problemi all’impianto filtraggio acqua che aveva costi di gestione molto alti e filtraggio non accurato, impianto condizionamento spesso rotto, impianto antincendio non adeguato, generazione di notevole condensa da parte della copertura con episodi di gocciolamento e infissi in alluminio a taglio freddo e senza vetrocamera con notevole aumento di condensa. L’intervento previsto, da quello che si è potuto capire, dovrebbe adeguare l’impianto antincendio con posa di rilevatori incendio, ristrutturare gli spogliatoi e l’impianto elettrico, installazione di nuova pompa di calore con relativo impianto di distribuzione aria condizionata, impianto fotovoltaico di cui non si capisce l’ubicazione in quanto ci risulta che il tetto non sia adatto alla posa di pannelli, ma nella realtà non risolve i problemi più gravi come la copiosa generazione di condensa.Infatti dalla relazione energetica risulta anche dopo i lavori sarà presente ancora condensa sulla copertura, sulle strutture in c.a. e sugli infissi che hanno trasmittanza da 4,50 a 5 contro i prescritti 1,30 delle normative attuali, quindi altra anomalia visto che non saranno risolti i problemi già presenti ed evidenziati.Inoltre sembra che il nuovo ritardo che ha portato avanti di un anno la possibile apertura della piscina sia dovuto alla mancata autorizzazione di qualche ente.In sostanza il problema è che la nostra piscina è un impianto ormai datato, costruito a quel tempo con tecnologie non idonee oggi, ma ora con i nuovi studi e con la consapevolezza delle nuove architetture con un attento progetto di fattibilità possiamo capire se vale la pena o no investire su un certo immobile o decidere che uso farne. Pertanto questi interventi, oltremodo lunghi e costosi, previsti € 1.350.000,00 non sono altro che un rattoppo per andare avanti qualche tempo su una struttura non più adeguata e che risolvono solo le manchevolezze più evidenti. Fra qualche anno si riparlerà di piscina chiusa.Fossimo stati noi a decidere la proposta coraggiosa sarebbe stata di trasformare, per esempio, la piscina attuale in una semplice palestra di cui in centro a Carrara c’è un infinito bisogno, che, con l’inferiore presenza di vapore acqueo potrebbe essere ancora utilizzabile per diverso tempo.Si poteva proporre di realizzare una nuova piscina all’interno di uno dei capannoni di IMM che potrebbero facilmente adattarsi allo scopo, all’interno di un progetto più ampio di riqualificazione ad uso sportivo e polivalente di tutto il complesso fieristico.Serve pianificazione seria e una politica coraggiosa per evitare errori e spreco di denaro pubblico".
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