Politica
Tavolo sanitario di costa: Cgil Cisl e Uil sconcertati dalla superficialità dei contenuti, chiedono al sindaco Arrighi meno proclami e più impegno
"Siamo sconcertati dalla superficialità con la quale nel pomeriggio di mercoledì 18 febbraio si è svolta il tavolo sanitario di costa sulle strutture sanitarie convocato dal …

Due dibattiti organizzati da Gaza Fuori fuoco a palazzo Ducale di Massa il 20 e il 21 febbraio
Il volume "L'azzardo della poesia" raccoglie nove lettere scambiate nel 2000 tra Pietro Ingrao, politico di primo piano, autodefinitosi "poeta di contrabbando", ed il poeta Attilio Lolini, testimoniando…

Cisl presenta: analisi articolata per settore sull’andamento 2023 su 2024 della provincia di Massa Carrara
Analisi articolata per settore sull’andamento 2023 su 2024 della provincia di Massa Carrara, integrata con il quadro sul reddito. (I dati economici complessivi provengono…

Famiglie sotto sfratto negli alloggi popolari a Massa: l'appello di Stefano Benedetti di Massa Città Nuova
Il presidente di Massa città nuova Stefano Benedetti ha rivolto un appello al prefetto, all'amministrazione di Massa e al responsabile regionale edilizia popolare: "Proprio in…

Massa Capitale della Cultura 2028, Barabotti: «Una pagina di buona politica. Grazie al Sindaco Persiani per aver unito il territorio»
L'onorevole Andrea Barabotti della Lega plaude alla firma del protocollo d'intesa per Massa capitale della cultura 2028: «La firma del protocollo d'intesa per la candidatura di…

Serve subito una rotatoria tra via Rossini e Viale della Repubblica: l'appello di Fratelli d'Italia Massa
Il Coordinamento Comunale di Fratelli d'Italia Massa interviene con fermezza dopo il recente incidente stradale avvenuto all'incrocio tra via Rossini e viale della Repubblica, episodio…

Partiti i lavori di sistemazione del verde alle case popolari di Altagnana: Erp replica alla richiesta del consigliere comunale Simone Ortori
«La ditta che si occupa della sistemazione e dello smaltimento del verde ha avviato in questi giorni le operazioni di pulizia dell'area verde esterna alle case…

Partito Repubblicano di Carrara: bilancio del percorso nell'amministrazione Arrighi e rinnovo delle cariche
A meno di diciotto mesi dalla conclusione del mandato del consiglio comunale di Carrara, il Partito Repubblicano Carrarese traccia un bilancio della legislatura in occasione del rinnovo delle…

Alloggi popolari all'ex Mattatoio di Massa: l'onorevole Barabotti della Lega annuncia un incremento di risorse per Massa
L'onorevole Andrea Barabotti rende noto che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è pronto alla rimodulazione del finanziamento nell'ambito del programma PRUACS (Programma di riqualificazione…

Zona Industriale, il PD apre il confronto sul futuro produttivo del territorio
Il Partito Democratico di Massa-Carrara promuove un primo momento di confronto pubblico dedicato al futuro della Zona Industriale, un tema…

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Dal Parco delle Apuane arriva una dettagliata risposta che smonta tutte le accuse rivolte dalle associazioni ambientaliste che hanno organizzato il flash mob del 26 novembre: "Fa piacere che al Parco delle Alpi Apuane vengano riconosciuti poteri supremi e competenze amplissime in merito alle attività estrattive, ma ci si chiede se questo avvenga per ignoranza delle leggi in materia o per posizioni preconcette e strumentali. In entrambi i casi si fanno affermazioni approssimative nei migliori dei casi e prive di ogni fondamento nei peggiori. Andando con ordine preme rimarcare, ancora, che le competenze del Parco in merito alle attività estrattive riguardano unicamente la valutazione di impatto ambientale (VIA), la valutazione d’incidenza e nulla osta. Per legge, è chiamato cioè a valutare come e in che misura la coltivazione prevista nelle aree contigue di cava (ACC) incida sull’ambiente in generale. Mentre la decisione sulle quantità complessive di materiale escavabile spetta alla Regione e le modalità sono definite dai Piani Attuativi di bacino (PABE) che devono essere approvati dai comuni.
In merito all’omessa produzione della Valutazione d’incidenza per i PABE del Canale delle Gobbie, si precisa che il Parco, come dimostrano i verbali pubblicati sul sito del Comune, ha partecipato ad una Conferenza di Servizi il 16 maggio 2024 e in quella sede ha dato la sua disponibilità a prendere parte ad un sopralluogo ritenendolo importante per la definizione degli habitat al fine della loro tutela. Il sopralluogo si è svolto l’11 giugno 2025, il Parco delle Alpi Apuane vi ha partecipato come dichiarato nel verbale, anche questo pubblicato sul sito del Comune.Prima di emettere la pronuncia di incidenza, che per legge non può contenere prescrizioni (o si rilascia o non si rilascia), ha partecipato a numerosi incontri con gli uffici del Comune e con i progettisti del PABE del Canale delle Gobbie al fine di risolvere le criticità rilevate.Per questo, la valutazione dello studio d’incidenza ha avuto un esito positivo in quanto il Piano di Bacino in esame non compromette l'integrità dei siti Natura 2000 e le criticità sono compensate da misure di mitigazione. Il Parco dunque, sebbene non abbia partecipato alla Conferenza di Servizi del 12.06.2025 convocata dalla Regione Toscana, ha usato lo strumento del silenzio assenso perchè rispecchiava pienamente il parere favorevole di Valutazione d’Incidenza. Il Parco, quindi, ritiene di aver svolto quanto di sua competenza sull’argomento, ovvero una verifica di conformità alle Norme Tecniche d’attuazione e al Piano del Parco vigente e la verifica che non ci siano incidenze significative negative sugli obiettivi di conservazione dei siti Natura 2000. Anche dopo l'approvazione, il Parco svolgerà un'azione di vigilanza e monitoraggio sull'effettiva attuazione delle misure previste dal PABE, in particolare quelle relative alla mitigazione degli impatti e al ripristino ambientale. Inoltre, anche i singoli progetti di escavazione per essere approvati dovranno essere sottoposti alla procedura di Valutazione d’Impatto Ambientale di competenza del Parco. Per rispetto dei dipendenti dell’Ente, si precisa che tutte le segnalazioni fatte in merito ad abusi vengono SEMPRE prese in carico e diventano oggetto di indagine e sopralluoghi da parte dei guardiaparco. Quando non vengano fornite risposte in merito, questo è dovuto al fatto che in alcuni casi da quelle stesse segnalazioni partono indagini che devono essere secretate per legge, mentre in altri casi non ci sono i presupposti perché queste sfocino in ordinanze. Ma ogni segnalazione viene SEMPRE presa in carico.
Quanto all’accusa di diminuzione sull’attività di controllo da parte del Parco, i numeri evidenziano che non solo non c’è stata alcuna diminuzione delle verifiche effettuate, ma nel 2024 e in particolare nel 2025, addirittura, queste sono aumentate. Per quanto riguarda il 2025, sebbene non ci sia ancora un dato definitivo, è possibile già affermare che siamo in linea con gli anni precedenti. Non è il numero delle ordinanze a rivelare il numero dei controlli! A meno che non si pensi che si debbano emettere provvedimenti anche in assenza di abusi!"
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Si è conclusa a Palazzo Ducale la sessione dedicata all'approvazione del bilancio pluriennale 2026-2028 che prevedeva una doppia lettura da parte del Consiglio provinciale intervallata dall'Assemblea dei sindaci, convocata per esprimere il parere non vincolante previsto dalla normativa di riforma delle Province. Significativo il risultato del voto: in consiglio hanno votato a favore i consiglieri di maggioranza con l'astensione della minoranza, mentre l'assemblea dei sindaci si è espressa quasi all'unanimità (dei 16 sindaci o loro rappresentanti presenti, assente Pontremoli, 15 hanno votato a favore e uno, il sindaco di Massa, si è astenuto). Come accade da ormai oltre un decennio anche per il prossimo triennio (2026-2028) il bilancio di previsione della Provincia di Massa-Carrara risente ancora dell'ascendente negativo che risponde al nome di "prelievo forzoso" da parte dello Stato o più bonariamente "contributo alla finanza pubblica". Le entrate tributarie della Provincia previste per il 2026 ammontano a 15 milioni e 800 mila euro e il prelievo è pari a 14 milioni 171 mila euro. Poi lo Stato in una sorta di partita di giro per ammortizzare il prelievo assegna un contributo di 7 milioni 707 mila euro circa portando il prelievo effettivo a 6 milioni 464 mila 689 euro ovvero il 40,91 % delle entrate tributarie.
Nonostante questo, comunque, il bilancio per il prossimo anno mette a disposizione, come ha evidenziato nella relazione introduttiva il presidente Gianni Lorenzetti, un aumento della somma a disposizione della spesa corrente al netto delle spese incomprimibili: per la manutenzione delle strade provinciali sono disponibili nel 2026 570 mila euro (a fronte dei 210 mila del 2025), per quella degli edifici scolastici la somma è pari a 350 mila euro (140 mila nel 2025).
Si tratta di una diponibilità destinata ad aumentare nel 2027 per una cifra totale pari a 1 milione e 50 mila euro.
Le entrate tributarie destinate a finanziare le funzioni fondamentali della Provincia per il 2026 ammontano, al netto del contributo statale, a 9 milioni 335 mila 310 euro a cui si sommano altre entrate correnti senza vincolo di destinazione per 3 milioni 274 mila 241 euro, per una cifra totale da destinare a queste funzioni pari a 12 milioni 609 mila 551 euro.
Sul versante della spesa, oltre a quelle già evidenziate per la manutenzione ordinaria di strade e scuole, la voce principale è costituita dal costo del personale 5 milioni 458 mila per il 2026 ma in calo per il 2027 e 2028: i conti in ordine permetteranno di effettuare nel corso del prossimo anno 8 assunzioni (4 funzionari, 2 istruttori e 2 operatori esperti operai). Seguono i 2 milioni e 500 mila circa per la quota interesse e capitale dei mutui, un indebitamento destinato a calere sempre più non avendone la Provincia più sottoscritti da diversi anni. Per il riscaldamento, l'energia elettrica e l'acqua degli edifici gestiti la spesa prevista ammonta a 1 milione 790 mila euro. Per quanto riguarda le uscite in conto capitale, essenzialmente quelle destinate al piano triennale delle opere, sono state oggetto di una precedente seduta del consiglio a inizio novembre con l'approvazione del Dup, il documento unico di programmazione. Per il prossimo triennio le opere pubbliche in programma ammontano a 13 milioni 92 mila 301 euro (3 milioni 43 mila 181 euro nel 2026, 4 milioni 551 mila 756 nel 2027 e 5 milioni 497 mila 384 euro nel 2028). A questa cifra si aggiunge un ulteriore somma di 5 milioni e 424 mila euro legata a piani pluriennali e che riguarderà il 2029 e quindi entrerà poi nel prossimo Dup 2027-2029. Riportiamo di seguito tutti gli investimenti previsti e già divulgati:
Programma triennale opere pubbliche 2026-2028
Accordo quadro manutenzione dei dispositivi di ritenuta stradale compresi quelli per la sicurezza dei motociclisti anni 2026-2027-2028 503.410 euro (costi ulteriori previsti su annualità successive 192.368 euro)
Accordo quado rilievi e censimenti e opere manutenzione straordinaria superfii in calcestruzzo, paramenti murari ammalorati, barriere di ritenuta, parapetti, opere di difesa, pile, spalle e sottofondazioni anni 2027-2028 3.327.262,62 euro (costi ulteriori previsti su annualità successive 2.429.253,44)
Accordo quadro interventi di manutenzione straordinaria piani viabili strade provinciali anni 2027-2028 800.000 euro(costi ulteriori previsti su annualità successive 400.000 euro)
Accordo quadro manutenzione dei dispositivi di ritenuta stradale lungo le strade provinciali anni 2027-2028 903.164 euro(costi ulteriori previsti su annualità successive 416.582 euro)
Accordo quadro interventi di manutenzione straordinaria per il consolidamento dei versanti lungo le strade provinciali anni 2027-2028 900.000 euro (costi ulteriori previsti su annualità successive 500.000 euro)
Lotto 2 Istituto Alberghiero di Marina di Massa: lavori di sostituzione elementi strutturali per adeguamento sismico, antincendio, adeguamento igienico funzionale e impianti anni 2026-2027-2028 4.500.000 euro (somma già sostenuta nel 2025 per progettazione e altre spese tecniche 100.000 euro - costi ulteriori previsti su annualità successive 1.400.000 euro)
Accordo quadro lavori di manutenzione straordinaria piani viabili e scarpate SR 445 nei comuni di Fivizzano e Casola in Lunigiana anni 2026-2027-2028 258.465 euro (costi ulteriori previsti su annualità successive 86.155 euro)
Lavori di manutenzione straordinaria del ponte al chilometro 24,600 SP 21 Fivizzano-Licciana-Bagnone anno 2026 450.000 euro
Ripristino scarpate di valle su SP 41 di Pognana anno 2026 250 .000 euro
Lavori di manutenzione straordinaria del ponte sul Torrente Fegana SSR 445 della Garfagnana chilometro 59,900 anni 2026-2027 1.200.000 euro (costi già sostenuti nel 2025 100.000 euro)
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Incontro sul biodigestore: il commento di Paolo Fantappiè, segretario generale UIL Toscana: "L'incontro di mercoledì 26 novembre con i sindaci di Massa e Carrara, insieme alla dirigenza di ReteAmbiente e di Cermec ha evidenziato un quadro di prospettiva futura, relativamente al tema dei rifiuti, alquanto incerto se non confuso.Fermo restando ancora la mancanza di una risposta da parte del comune di Massa sul conferimento di ASMIU in ReteAmbiente, il futuro del Biodigestore sarà valutato dal Consiglio dei soci di Rete Ambiente che si riunirà il prossimo 22 dicembre.Nel frattempo la Regione Toscana ha inviato a Cermec degli avvisi di mancato rispetto del cronoprogramma relativo alla costruzione del Biodigestore, paventando conseguenti sanzioni, mentre ReteAmbiente dichiara che potrebbe esserci un nuovo progetto per la raccolta della carta e della plastica in sostituzione dello stesso Biodigestore.Insomma contraddizioni su contraddizioni che non fanno ancora assolutamente capire quale direzione verrà intrapresa. Quello che si evince è che non c'è un quadro di programma futuro chiaro e tutto ciò, fermo restando la garanzia occupazionale che ci è stata più volte garantita durante l'incontro, non porterà certo un beneficio alle comunità di Massa e di Carrara.Come UIL Toscana chiederemo un incontro in Regione per fare chiarezza su un impianto che era previsto dal piano dei rifiuti già approvato precedentemente in Consiglio Regionale".
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"In data 22 ottobre 2025, con determina n. 2391, il comune di Massa ha deliberato di rimuovere e mettere in sicurezza, entro 30 giorni, il movimento franoso che interessa Ilci, frazione di Forno posta sotto Vergheto, e la pulizia delle reti paramassi poste sul sentiero 169 che collega il paese di Forno al Vergheto". A segnalare la situazione è il Circolo della Montagna Rifondazione Comunista Massa Carrara che prosegue: " La scadenza è terminata, ma i lavori non sono stati completati, anzi, tutt'altro, stanno procedendo a rilento, nonostante l'urgenza e l'impellenza data dalla situazione. Ad Ilci i lavori sono iniziati soltanto lunedì scorso, 24 novembre, già oltre la scadenza indicata nella delibera. Vero che le condizioni atmosferiche non hanno aiutato nelle ultime settimane, ma dal 22 ottobre al 2 novembre non è stato fatto nulla e proprio quell'area è stata interessata dalle recenti frane. Le reti paramassi presenti sul sentiero 169, indicate nel provvedimento, invece, non sono state toccate da nessun provvedimento. Risultano ricoperte da rovi e terriccio e, addirittura, una di esse presenta una squarcio non indifferente. Non solo, numerosi tronchi già caduti, e lasciati sul terreno, minacciano le stesse reti. Nella determina di pulizia si scriveva, testualmente: “La rimozione del masso in questione nonché la pulizia delle reti è fondamentale per garantire la continuità dei collegamenti e prevenire eventuali situazioni di isolamento che potrebbero compromettere la sicurezza di un’intera area. Si rendono pertanto necessari, in tempi celeri, interventi di consolidamento dei versanti finalizzati al ripristino delle normali condizioni di sicurezza”. È successo esattamente questo: l'area di Ilci è rimasta isolata a seguito delle frane del 2 novembre, cosa che si sarebbe potuta evitare se l'azione deliberata si fosse svolta in tempi celeri, come scritto nello stesso documento. Dobbiamo uscire dalla logica di un intervento a posteriori, c'è bisogna di un'azione di prevenzione e di messa in sicurezza che sia lungimirante e che non rincorra, ogni volta, gli eventi. Solo così si restituirà agli abitanti della montagna la sicurezza che meritano. Chiediamo che i lavori siano portati a termine nel più breve tempo possibile, visti i tempi già violati, e che siano accompagnati da un'azione vera e completa di messa in sicurezza del territorio".
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- pattuglie serali della Polizia Municipale
- più telecamere
- più illuminazione
- controlli veri su attività e case che creano problemi
Non possiamo aspettare che sia "troppo tardi" ogni volta. Sul tema della sicurezza idrogeologica c'è l'altra grande paura: l'acqua.Quell'acqua che torna sempre dove era mille anni fa, e contro cui non bastano i discorsi: servono opere vere.I canali tombati di Fossone, Marasio, Avenza, Bonascola devono essere riaperti e messi in sicurezza.
Le fogne completate, le pompe installate, gli investimenti programmati devono diventare cantieri reali, non solo titoli nei piani triennali. Perché l'acqua non aspetta. E non perdona chi rimanda. Il nostro impegno come Forza Italia – insieme ai partiti della coalizione di centrodestra – è quello di chiedere alle nostre forze di Governo nazionale di mettere sicurezza urbana e idrogeologica al centro dell'agenda. Ai nostri consiglieri regionali appena eletti l'indirizzo politico di portare la battaglia della messa in sicurezza idreologica in Regione Toscana, che può e deve fare molto di più anche per il nostro territorio. Sicurezza significa vivere senza paura. E nessuno, in questa città, merita di averne così tanta."
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Si è svolta oggi pomeriggio a palazzo Civico la prima riunione del tavolo tecnico sul Politeama. Presenti, oltre al sindaco di Carrara Serena Arrighi e agli assessori Elena Guadagni e Carlo Orlandi, rappresentanti della società Caprice, proprietaria tra l'altro del teatro 'Verdi', gli amministratori dei diversi condomini in cui è diviso l'edificio e alcuni cittadini in rappresentanza di comitati e associazioni che si battono da anni per la difesa del Politeama."Questa riunione – spiega il sindaco Serena Arrighi – è stata solo la prima. La nostra intenzione è quella di convocare questo genere di incontri a cadenza regolare in modo da tenere sempre sotto controllo l'evolversi della situazione, torneremo quindi a vederci il prossimo febbraio per condividere gli aggiornamenti. Il Comune possiede solo una piccola parte del Politeama, tuttavia come amministrazione siamo decisi a farci carico di questa situazione e di svolgere il ruolo di coordinamento tra i vari proprietari. Gli obiettivi che ci siamo posti, e che abbiamo condiviso anche al tavolo odierno, sono due: prima il consolidamento e poi il recupero del Politeama. Nelle ultime settimane abbiamo già avuto diverse interlocuzioni e a breve faremo una nuova riunione con solo i proprietari della parte centrale del Politeama, quella dove sorge il teatro Verdi. Sarà in quella sede che ribadiremo ai vari interlocutori la nostra strategia chiedendo ad ognuno di farsi carico degli interventi di consolidamento. Tutti saranno liberi di scegliere e se decideranno di non intervenire il Comune lo farà al posto loro agendo però in danno".Il palazzo del Politeama sorge nella centralissima piazza Matteotti e ospita, oltre a uffici e appartamenti, nella propria parte centrale il teatro 'Verdi', uno dei più grandi della Toscana. La proprietà è interamente privata a eccezione di un appartamento, storica sede del 'Germinal' e della Federazione Anarchica italiana, di proprietà del Comune. A causa di crolli e cedimenti, tuttavia, il teatro e tutta la parte sovrastante sono chiusi da oltre 10 anni mentre una parte della piazza è transennata. Lo scorso 14 novembre, infine, un problema a un pilastro all'interno del teatro ha costretto all'evacuazione di undici famiglie residenti nei condomini che affacciano su via Cavour, nella parte posteriore del Politeama. In queste settimane la proprietà del teatro è intervenuta per la messa in sicurezza del pilastro e a breve le famiglie potranno rientrare nelle proprie case.
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Arriva da Michele Folloni Segretario Generale CISL Toscana Nord e da Luca Mannini Segretario FIT-CISL Massa Carrara Toscana Nord l'analisi dei risultati dell'incontor tra sindacati, associazioni, amministrazioni locali e Cermec: "Ieri si è svolto l’incontro richiesto da CGIL, CISL e UIL Provinciali, tenutosi presso il CERMEC alla presenza delle Segreterie delle OO.SS di categoria con Reti Ambiente, la Proprietà e le Amministrazioni Comunali di Massa e Carrara. L’incontro aveva l’obiettivo di ottenere chiarezza sul futuro del Biodigestore, che non rappresenta un mero intervento infrastrutturale, ma un tassello essenziale per chiudere in modo moderno, efficace e sostenibile il ciclo dei rifiuti nella nostra provincia, con ricadute economiche e sociali significative. Tale impianto sarebbe stato in grado di generare occupazione diretta e indiretta, rafforzare la filiera dell’economia circolare e garantire maggiore autonomia al territorio nella gestione dei propri rifiuti.La, ormai molto probabile, mancata realizzazione del Biodigestore era sostanzialmente già stata annunciata lo scorso anno, a metà marzo, dall’allora assessore regionale all’Ambiente, Monia Monni, in occasione di un incontro sul nostro territorio dichiarò che il fabbisogno di biodigestori in Toscana era da ritenersi saturo. La FIT-CISL allora esternò le proprie considerazioni nei giorni successivi.Proprio ieri, il presidente di Reti Ambiente, Fortini, ha confermato ufficialmente che il Biodigestore non è più ritenuta una opera strategica e funzionale in quanto gli altri impianti presenti in regione risultano sufficienti al fabbisogno. In alternativa sembra si vada verso la realizzazione di un impianto dedicato alla selezione e al riciclo di matrici secche provenienti dalla raccolta differenziata di carta, cartone, multimateriale, sfalci, potature, imballaggi, vetro, ecc., nonché un hub di trasferenza, escludendo completamente i rifiuti organici. Nei fatti, ieri abbiamo assistito all’epilogo del “funerale” organizzato negli ultimi anni dalla Regione Toscana, da ATO Toscana Costa e da Reti Ambiente nei confronti del biodigestore. Una scelta che, come CISL e FIT-CISL, non possiamo accettare, considerando che il Biodigestore è stato oggetto di approfondimenti tecnici, valutazioni ambientali, lunghe procedure autorizzative e molteplici confronti istituzionali. Inoltre, ha già comportato per le casse pubbliche un investimento di tempo, impegno progettuale e risorse oltre un milione di euro a carico dello stesso CERMEC e dunque dei cittadini di Massa e Carrara.Ancora meno comprensibile è la necessità di “ripartire da zero” con un progetto completamente nuovo, come se tutto il lavoro svolto finora potesse essere archiviato con leggerezza. Si tratta di una scelta grave, ingiustificata, inefficiente e dannosa per la nostra provincia, che lascia spazio ad un impianto privato – quello di ALBE – una società partecipata al 50% da Alia Multiutility e al 50% da Belvedere, nata con lo scopo di trattare i rifiuti fiorentini. Infatti, il Biodigestore di Montespertoli, prima di aumentarne le capacità di trattamento, non riusciva a soddisfarne il fabbisogno. Ora che l’impianto di Montespertoli ha aumentato la capacità di trattamento, si sacrifica il futuro impianto di Massa per consentire al rifiuto destinato a quest’ultimo di migrare sul nuovo impianto di ALBE. Ancora una volta la Regione, che sostanzialmente rappresenta la cabina di regia, sta considerando il nostro territorio periferico, debole e sacrificabile rispetto ad altre aree ritenute più centrali, per quale motivo? Lo abbiamo ribadito con chiarezza: gli enti locali di Massa e Carrara sono stati poco incisivi nel difendere il progetto, ma il cuore del problema risiede a Firenze, dove una pianificazione regionale ha scelto di dare maggiori opportunità ad altri territori – come Montespertoli, Pontedera e Peccioli – destinando lì risorse e impianti strategici.Importante è anche il capitolo bonifiche: sembra che il valore di conferimento di CERMEC sia già stato decurtato delle spese di bonifica, spese che Reti Ambiente non intende sostenere, ritenendo che debbano rimanere a carico dei Comuni e, quindi, ancora una volta, dei cittadini dei Comuni di Massa e Carrara. Oltre al danno, anche la beffa.L’amarezza è grande anche perché è evidente che alcune forze politiche riconducibili alla Regione, nonostante le apparenze, stanno cercando di distogliere l’attenzione dalla mancata realizzazione del Biodigestore e dalle responsabilità connesse, attaccando l’attuale amministratore di CERMEC, attribuendogli responsabilità che nel caso specifico non ha, come confermato dallo stesso Fortini nella riunione di ieri, approfittando di un episodio avvenuto in azienda e ancora non del tutto chiaro. Come CISL e FIT-CISL chiediamo a tutte le forze politiche del territorio di prendere posizione a difesa del Biodigestore, in quanto riteniamo che questo non stia accadendo, ad esempio la priorità del comune di Carrara, ad un mese dalla cessione delle quote a Reti Ambiente, infatti sembra essere quella di cambiare governance, piuttosto che impegnarsi nel creare un fronte comune per la realizzazione del Biodigestore.Abbiamo tre consiglieri neo-eletti, e, nonostante il Presidente della Regione Giani abbia nuovamente scelto di non nominare un assessore del nostro territorio in grado di rappresentarlo adeguatamente, chiediamo che intervengano a difesa di CERMEC e del nostro territorio.Nel contempo, ci auguriamo che la Regione Toscana inizi a considerare la Provincia di Massa-Carrara per quello che merita, non come una provincia “minore”, ma come parte integrante e rilevante della Regione Toscana".
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Il Polo Progressista e di Sinistra, composto da M5S RC e Mcc, non ha certo bisogno delle ultime vicende CERMEC per maturare un giudizio su chi oggi sta governando la partecipata, considerati anche i risultati ottenuti in altre esperienze di amministrazione di società pubbliche. Abbiamo più volte provato a segnalare le criticità riscontrate, attraverso atti trasparenti e pubblici, con richieste di chiarimento sull'operato del Sig. Porzano in commissione Affari Istituzionali. Quello che sta accadendo oggi in CERMEC non ci meraviglia, la cosa che ci preoccupa, e non poco, è che le scelte gestionali della partecipata vengono poi pagate dai cittadini di Massa e di Carrara.Una società immobiliare di Carrara a fine 2022 acquisì, all’asta fallimentare Erre Erre, un capannone dentro l'area CERMEC con un' offerta di 1.510.000 euro. Le cronache giornalistiche riportavano come ASMIU, amministrata a quel tempo dal Sig. Fornari, avesse avanzato un’offerta di solo 1,5 milioni di euro. Pur perdendo l’asta si sarebbe però potuto ricomprare il capannone entro 90 giorni offrendo solo il 10% in più ovvero 1.661.000 mila euro, cosa che né ASMIU né Nausicaa hanno mai fatto. Lo scorso 30 Luglio l’amministratore unico di CERMEC Porzano ha stipulato con quella stessa società immobiliare, riconducibile a due noti imprenditori del lapideo di Carrara, un contratto di affitto di 12 anni per quello stesso capannone, al canone annuo di 288.000 euro più IVA.Da dicembre prossimo quindi CERMEC inizierà a pagare un affitto mensile e nonostante il capannone, al momento, non sia utilizzabile perché manca l'impianto antincendio. I lavori per realizzarlo, tra l'altro, saranno tutti a carico di CERMEC che garantirà alla società immobiliare un incasso in 12 anni di oltre 4,2 milioni di euro. Tutto questo si sarebbe potuto evitare se fra la fine del 2022 e l’inizio del 2023 il Sindaco Persiani e la Sindaca di Carrara Arrighi avessero operato per l’acquisizione del capannone offrendo solo 161.000 euro in più , così da aumentare il valore di conferimento in Retiambiente delle aziende comunali. Le ragioni politiche e gestionali per cui, oggi, CERMEC e le amministrazioni pubbliche sue azioniste debbano spendere 288.000 euro annui quando solo tre anni fa potevano evitarlo, andranno indagate a fondo. Quello che appare certo è il guadagno per la società immobiliare degli imprenditori del marmo carrarini da un lato e dall’altro la gigantesca perdita per CERMEC, per le collettività di Massa e Carrara anche alla luce delle tensioni sul valore di conferimento in Retiambiente. Quei 288.000 euro annui saranno coperti con la TARI che ognuno di noi dovrà pagare per un servizio che non è ancora neppure usufruibile. Ci meraviglia come, alla luce delle ripetute criticità gestionali, la sindaca di Carrara socia di maggioranza, non abbia provveduto a revocare l’incarico al Sig. Porzano già dallo scorso Luglio affidando l’azienda a un vero manager di settore.
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