Politica
"Carrara non è la sorella minore di La Spezia": la replica del sindaco di Carrara Arrighi alle parole di Laghezza di Confindustria
«Le parole del presidente di Confindustria La Spezia Alessandro Laghezza sul porto di Carrara sono gravi e irricevibili – dice io sindaca di Carrara Serena Arrighi -.

Mercato del lunedì a Carrara: si cambia per la presenza del cantiere in via Verdi. Nuova disposizione dei banchi a partire dal 21 settembre
Da lunedì 21 settembre è prevista una nuova collocazione per i banchi del mercato settimanale a Carrara. Il nuovo assetto provvisorio si è reso necessario visti…

Museo della Memoria di Bergiola, anni di promesse: la critica del consigliere Mirabella
"Ancora oggi, a ben 82 anni dall'eccidio (1944-2026), il sindaco Arrighi parla di "lavori ancora da ultimare", infatti la struttura non è ancora ufficialmente e pienamente…

Cerimonia per l'82° anniversario della strage di Bergiola Foscalina: presenti tutte le istituzioni
Si è tenuta mercoledì 16 settembre, la cerimonia commemorativa dell'82° Anniversario della Strage di Bergiola Foscalina, evento patrocinato dalla Provincia di Massa-Carrara. A rappresentare l'amministrazione…

Villaggio San Luca, infiltrazioni e promesse disattese. «Adesso basta, il Comune intervenga»
«È il momento di dire basta. Basta promesse non mantenute e basta con il menefreghismo di un'amministrazione che continua a lasciare soli i cittadini». Lo…

CPR ad Aulla: Schianchi di FdI definisce "ideologico" l'atteggiamento del Governo, Valettini prenda le distanze
Arriva dalla segreteria provinciale di FdI Massa Carrara e Lunigiana un'analisi critica sul Cpr di Aulla che chiama in causa il sindaco di Aulla e…

Importanti nomine regionali per i dirigenti FdI del territorio: quattro apuani ai vertici dei dipartimenti regionali Toscana di Fratelli d'italia
Fratelli d'Italia Massa Carrara attraverso il coordinatore provinciale del partito Marco Guidi esprime grande soddisfazione per le recenti nomine regionali che vedono protagonisti alcuni dirigenti…

Cantieri elettorali e città paralizzata: il grande bluff del restyling di Carrara
Opere urbanistiche come strumento di propaganda elettorale: è quanto suggerisce Cristina Pinelli di Forza Italia nei confronti dell'amministrazione di Serena Arrighi: "L’amministrazione comunale uscente merita un…

Via Bigioni, una strada sempre più pericolosa: FdI annuncia un'interpellanza in consiglio comunale
Via Bigioni, a Marina di Carrara, è diventata una situazione di rischio quotidiano per residenti, automobilisti e soprattutto per i pedoni.La…

Sicurezza: Persiani, anche a Massa pronti a sostenere l'aumento dei militari per l'operazione Strade Sicure
Massa, 15 setembre. - "La priorità per la nostra Amministrazione e per il territorio è la sicurezza dei nostri cittadini, di chi lavora e dei tanti turisti che…

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Piazza Calamandrei, uno dei punti di riferimento di Ronchi e Poveromo e di un’area che rappresenta una parte importante dell’offerta turistica del nostro territorio, versa ormai in condizioni di evidente abbandono.Da mesi la piazza si presenta come un luogo trascurato: cumuli di rifiuti e materiali sono presenti in diversi punti, l’erba è secca e incolta, mentre alcuni pini pericolanti lungo la strada risultano transennati da tempo senza che si sia ancora provveduto a una soluzione definitiva. Un’immagine indecorosa per una località che, soprattutto nel periodo estivo, dovrebbe accogliere residenti e turisti nel migliore dei modi.A tutto questo si aggiunge una programmazione estiva praticamente assente: appena tre iniziative nell’arco della stagione sono troppo poche per un’area che dovrebbe essere uno dei poli di aggregazione e del turismo della costa.Le criticità vengono segnalate anche dai commercianti della zona, che lamentano la carenza di cestini per i rifiuti e una generale mancanza di attenzione verso uno spazio pubblico che meriterebbe ben altra cura.Come Circolo PD Marina di Massa, Ronchi e Poveromo riteniamo che questa situazione non sia più accettabile. Chiediamo all’Amministrazione comunale di intervenire rapidamente con un piano di manutenzione e di valorizzazione della piazza, restituendo decoro, sicurezza e vivibilità a uno dei luoghi simbolo del nostro litorale.Per questo il nostro consigliere comunale Daniele Tarantino, insieme a Gabriele Carioli e al gruppo consiliare del Partito Democratico, porterà la questione all’attenzione del Consiglio comunale, affinché vengano individuate risposte concrete e tempi certi per gli interventi necessari.
I cittadini, i commercianti e i turisti meritano una Piazza Calamandrei curata, sicura e viva, non un luogo lasciato all’abbandono.
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Colpo di scena nell'Aula della Camera: l'emendamento di Fratelli d'Italia, Noi Moderati e Udc che introduceva le preferenze (capolista bloccato più fino a tre preferenze sui restanti candidati) è stato respinto. Il risultato non lascia dubbi sulla portata dello scossone: 187 voti a favore contro 188 contrari, un solo voto di scarto, nonostante il testo fosse sostenuto da tutti i gruppi di maggioranza, dagli otto deputati di Futuro Nazionale e avesse ricevuto parere favorevole dal governo
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Il paradosso del voto segreto
Il dato politico più clamoroso è che si è avverato esattamente lo scenario che Giorgia Meloni aveva provato a scongiurare. La premier aveva chiesto pubblicamente uno scrutinio palese, invitando ogni parlamentare a "metterci la faccia" invece di nascondersi dietro il segreto dell'urna. La richiesta non è stata accolta e il voto si è svolto comunque a scrutinio segreto, come previsto dal regolamento per le materie elettorali. Con margini così risicati, è bastato un pugno di dissidenti — di fatto non identificabili, vista la segretezza del voto — per far saltare un accordo che sulla carta godeva del sostegno praticamente unanime della coalizione.
Poco prima, un altro stop
Nella stessa seduta era già caduto, con margine più netto (207 contrari, 155 favorevoli), un subemendamento delle opposizioni che chiedeva di estendere l'alternanza di genere già alla scelta dei capilista. Anche su questo fronte, dunque, il tema della rappresentanza femminile in lista resta tutto da affrontare, ma è passato in secondo piano rispetto al terremoto della bocciatura successiva.
Le reazioni
Dai banchi dell'opposizione sono partiti cori di "elezioni" ed "elezioni subito", nel tentativo di trasformare l'incidente parlamentare in un caso politico più ampio. Sul fronte della maggioranza, invece, si è scelta la linea del contenimento: Antonio Tajani ha derubricato la vicenda, sostenendo che governo e maggioranza non sono in discussione, perché le preferenze restano "un dettaglio della legge, non la legge", e ribadendo che la priorità resta la stabilità economica.
Cosa cambia adesso, concretamente
Un emendamento bocciato non blocca l'iter dell'intera riforma: la legge elettorale prosegue il suo cammino con l'esame degli altri emendamenti ancora pendenti, e per ora resta in vigore l'impianto originario con le liste bloccate, senza preferenze. Il colpo, però, è soprattutto politico: per la prima volta in questa legislatura la maggioranza è andata sotto in un voto d'Aula su un tema su cui la premier aveva speso pubblicamente la propria credibilità. Resta da vedere se nei prossimi giorni Fratelli d'Italia proverà a ripresentare una versione simile della norma in altri passaggi del provvedimento, o se la partita sulle preferenze si chiuderà qui, lasciando a Meloni il compito di ricompattare gli alleati in vista del proseguimento dei lavori e dell'approvazione finale, che dovrà comunque passare anche dal Senato.
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Il CCA dbr Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni per la depurazione, le bonifiche e la ripubblicizzazione del servizio idrico: Associazione per i Diritti dei Cittadini ADiC Toscana aps - Movimento Consumatori aps – Forum Toscano dei Movimenti per l'Acqua– Associazione Comitato Acqua alla gola Massa - Comitato Apuano salute ambiente della provincia di Massa Carrara – IBS-Inter-rete Beni comuni e Sostenibilità – Magliette Bianche di Massa Carrara hanno firmato insieme il seguente comunicato : "Dopo 38 anni dalla chiusura dell’ex Montedison-Farmoplant (oggi Edison SpA), avremmo preferito ricordare la ricorrenza dell’incidente del 17 luglio 1988, in cui esplose questo stabilimento chimico, come l’epilogo di lotte molto accese da parte della popolazione di Massa-Carrara, contro una multinazionale e contro la politica di allora, che chiudeva un capitolo doloroso, a cui avrebbero dovuto seguire l’individuazione dei responsabili del disastro ambientale e la successiva bonifica. Invece no! La politica, in tutti questi anni, non ha voluto riconoscere i propri errori, con l’aggravante che i politici continuano a fare promesse da marinaio, che vanno di pari passo al susseguirsi delle continue campagne elettorali. Di fatto, è diventata una sorta di strategia, in cui la comunicazione politica non cessa, coinvolgendo le istituzioni, ai vari livelli di competenza, in una ricerca di consenso continuo, senza trovare soluzioni efficaci. Anzi, sprecando risorse umane pubbliche, grandi quantità di denaro statale e regionale per la realizzazione di studi pubblici e privati affidati ai soliti noti, senza esiti conclusivi e risolutivi.
In questi giorni un noto quotidiano ha pubblicato un articolo con un’intervista alla Sogesid SpA (società in house del Ministero dell’Ambiente che si occupa di bonifiche), chiedendo lumi sullo stato di avanzamento della bonifica unitaria della falda Sin/Sir apuana, titolato “Farmoplant. A 38 anni dal disastro la bonifica è ancora bloccata”. Infatti, è proprio la Sogesid che nel 2020 ha elaborato lo studio “Caratterizzazione ambientale e modellazione del flusso di falda e trasporto degli inquinanti nel S.I.N./S.I.R. di Massa Carrara finalizzata alla definizione degli interventi di bonifica”, in merito al quale una delle associazioni scriventi ha effettuato a suo tempo richiesta di accesso agli atti. Quello che stupisce è che per fare le bonifiche di tutto il Sin/Sir apuano, iniziate nei primi anni ’90, era stato previsto uno stanziamento definitivo di circa 25,5, milioni di euro, garantiti dagli accordi di programma del 2016 e 2018. L’ammontare di questi finanziamenti, però, tra l’altro revocati per decorrenza dei termini, suscitò fin da subito qualche riserva. Alcuni degli stessi addetti ai lavori, infatti, ritenevano che le bonifiche fossero molto più costose. Nel corso di questi ultimi anni, in un decrescendo continuo, Sogesid ha appaltato i lavori per la bonifica della falda per un importo di poco inferiore 7,5 milioni di euro, nonostante la Regione avesse rifinanziato l’intervento con 12 nuovi milioni, che comunque sarebbero stati ancora insufficienti.
Cogliamo l’occasione per chiedere, ancora una volta, se questi interventi partiranno davvero o se ci troviamo di fronte all’ennesima promessa. Si chiede altresì se con quest’ultima cifra si farà (se tutto va bene) una effettiva bonifica o solo una “messa in sicurezza”.
Diciamo questo perché, mentre si promuovono studi costosi, a Massa-Carrara le persone continuano a morire di cancro più che altrove. Questo è stato ribadito anche al percorso integrato partecipato Sintesi, organizzato dalle istituzioni, e dalla sesta edizione dello studio epidemiologico nazionale Sentieri, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità, che ha indagato lo stato di salute delle popolazioni residenti in 46 SIN italiani.
Tanto per ricordare l’anniversario della chiusura della Farmoplant, vogliamo sottolineare che a pagina 168 del suddetto studio di caratterizzazione ambientale, a conclusione del capitolo “Bersagli e destino ambientale”, si trova scritto: “Il bersaglio della contaminazione è costituito dalla popolazione degli abitati residenziali del Lavello, della Partaccia e del Casone oltre alle attività turistico ricettive di rilievo, presenti immediatamente a valle idrogeologica del sito (ex Farmoplant) come fruitori nella risorsa idrica sotterranea. Altro bersaglio è costituito dal mare come corpo recettore ultimo del sistema idrico sotterraneo”.
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“Sto facendo sopralluoghi presso gli impianti sportivi comunali della nostra montagna per verificarne le condizioni e lo stato di manutenzione. A Forno i lavori di rifacimento del campo annunciati non sono mai partiti e devo dire che forse varrebbe la pena a questo punto non farli per e recuperare invece i vecchi progetti nascosti nei cassetti degli uffici comunali. A Casette il campo sportivo è in totale stato di abbandono tanto che qualcuno ha ritenuto lecito fare una discarica di scarti di cava nel parcheggio di fronte alla struttura antincendio della Protezione Civile comunale” dichiara la consigliera Bennati. “Il prossimo passo sarà una visita all’impianto di Cà di Cecco dove mi aspetto altro degrado e abbandono. Due anni fa, come Polo, avevamo proposto all’amministrazione comunale di avviare un percorso aperto e partecipato sul futuro di questi impianti, purtroppo la proposta è rimasta lettera morta dimostrando lo scarso interesse non solo per la montagna, ma per il futuro dello sport massese” specifica Bennati.Il Polo Progressista e di Sinistra vuole provare ad aprire una riflessione condivisa sul ruolo strategico dell’infrastruttura sportiva pubblica dei paesi di montagna in un periodo di crisi climatica e di carenza di campi da calcio per allenamento. Le due amministrazioni Persiani hanno privatizzato i campi sportivi comunali di Romagnano e Turano favorendo di fatto il calcio business e di elite. Lo stadio comunale si è rivelato un buco nero di spreco di denaro pubblico. Il campo sportivo comunale di Ricortola ha appena avuto un prolungamento d’ufficio dell’affidamento e della gestione. Siamo di fronte alla confusione amministrativa totale sull’infrastruttura calcistica comunale con il risultato di creare situazioni di bisogno estremo che generano disuguaglianze fra società e luoghi della città. L’amministrazione Persiani deve fermare subito ogni trattativa che ingeneri affidamenti in maniera poco trasparente degli impianti sportivi e iniziare ad aprire una riflessione globale sul futuro dell’infrastruttura sportiva comunale. Amministrare una città deve essere l’occasione per superare divisioni, iniquità e discriminazioni.
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Il Gruppo consiliare del Partito Democratico, con i consiglieri Daniele Tarantino e Giovanna Santi, torna a richiamare l’attenzione dell’Amministrazione comunale sulle condizioni dei cimiteri cittadini, a seguito delle numerose segnalazioni ricevute dai cittadini.«Purtroppo quella che abbiamo documentato è solo una delle tante situazioni che continuano a esserci segnalate. Nei giorni scorsi abbiamo effettuato personalmente diversi sopralluoghi, sia all’interno che all’esterno dei cimiteri, per verificare lo stato dei luoghi, e abbiamo potuto constatare come molte criticità siano ancora presenti, nonostante gli impegni e le promesse assunte in Consiglio comunale», dichiarano i consiglieri.Per questo motivo il Gruppo PD riporterà nuovamente la questione all’attenzione del Consiglio Comunale, chiedendo risposte puntuali e, soprattutto, interventi concreti e tempestivi. «Il decoro, la manutenzione e la cura dei nostri cimiteri non sono temi politici. Riguardano la dignità della nostra comunità e il rispetto dovuto ai nostri cari che non ci sono più. È responsabilità dell’Amministrazione garantire luoghi decorosi, sicuri e adeguatamente mantenuti.»Tarantino e Santi ribadiscono che l’obiettivo non è alimentare polemiche, ma contribuire a risolvere un problema che interessa molte famiglie massesi, indignate per il degrado in cui versa il cimitero. «Continueremo a raccogliere le segnalazioni dei cittadini e a portare la loro voce nelle sedi istituzionali – concludono - . Ci auguriamo che questa volta alle parole seguano finalmente i fatti, perché il rispetto dei cimiteri è un segno di civiltà e di attenzione verso tutta la comunità.»
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Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta dei sindacati FPCigl e Fiadel Massa Carrara al segretario Fit Cisl Luca Mannini:
In queste ultime settimane la FIT CISL tramite il suo Segretario Provinciale, più volte è apparsa sui quotidiani locali denunciando problemi dell’ASMIU riguardo in primis la gestione del personale. Con le uscite su carta stampata Luca Mannini probabilmente vorrebbe rivendicare la primigenia delle problematiche ma la realtà è ben diversa. Concordiamo quindi in pieno su molte considerazioni del Segretario FIT perché sono le stesse che nel 2024 ci hanno portato ad uno stato di agitazione all’interno dell’ASMIU, problematiche non condivise dal Segretario FIT CISL tanto da non aderire allo stato di agitazione.Se non fosse perché questi problemi erano sorti ben prima del 2024, oggi avremmo potuto dire che eravamo stati lungimiranti, ma così non lo è. Però, visto che oggi il Segretario Mannini denuncia queste situazioni, ci poniamo alcune domande: perché all’epoca è stato ritenuto opportuno non “vedere” queste problematiche? E se così fosse, per quale ragione? Purtroppo oggi non esiste la riprova, ma potrebbe essere che se due anni fa fossimo stati uniti nello sciopero qualche problema avremmo potuto risolverlo ed oggi saremmo stati in condizioni quantomeno leggermente diverse. Concludiamo e ribadiamo che siamo sempre aperti all’unità sindacale perché così si sostengono i diritti di tutte le lavoratrici e i lavoratori ASMIU a prescindere dalla appartenenza sindacale e a prescindere dagli interessi solo di pochi.
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"Il primo passo verso l'intesa per un rilancio della Sanac, che conta, tra i suoi siti in Italia, Massa, Gattinara (Vercelli), Grogastu (Cagliari) e Vado Ligure (Savona), ci fa esprimere ottimismo per il futuro, dopo dieci anni di amministrazione straordinaria. La notizia di una chiusura positiva della negoziazione con la società Erre Trading, potrebbe rappresentare l'inizio di un percorso non solo a tutela e per lo sviluppo dell'occupazione, ma anche della garanzia di una prosecuzione della produzione dei prodotti refrattari e di un ulteriore incremento industriale. Proseguirò l'interlocuzione con il MImit e l'impegno condiviso, che sono stati costanti durante tutti questi anni, con il ministro Adolfo Urso e il sottosegretario Fausta Bergamotto, seguendo gli sviluppi di un iter che confidiamo possa portare ad un rinnovato futuro per una realtà strategica del nostro territorio". Lo scrive, in una nota, il deputato apuano di Fratelli d'Italia Alessandro Amorese.
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Il PD di Carrara esprime profonda preoccupazione per la vertenza riguardante l'azienda The Italian Sea Group di Marina di Carrara. Nel ribadire la nostra vicinanza ai lavoratori ed alle loro famiglie desideriamo esprimere alcune riflessioni che a nostro giudizio devono caratterizzare la gestione della vertenza in oggetto. Riteniamo assolutamente prioritario in questa fase definire in tempi rapidissimi i percorsi di attivazione legati alla cassa integrazione sia per i dipendenti diretti che per i lavoratori dell'indotto ad oggi esclusi dai percorsi di protezione sociale. Il Partito democratico attraverso l'amministrazione comunale di Carrara ha seguito passo passo l'evolversi della situazione interessando direttamente tutte le istituzioni del territorio. Su richiesta della sindaca Serena Arrighi sono già stati convocati due tavoli di crisi dalla Prefettura di Massa-Carrara e lunedì prossimo, 20 luglio, ci sarà un incontro sulla situazione di The Italian Sea Group in Regione. Per affrontare la crisi riteniamo sia necessaria l'iniziativa delle istituzioni del territorio sotto il coordinamento della Regione Toscana per una verifica puntuale in sede ministeriale di possibili percorsi che diano in questa fase sostegno ad un indotto che assieme ai dipendenti diretti, vive a seguito delle scelte aziendali un futuro incerto e di grave difficoltà economica. Riteniamo altresì necessario che la costruzione di una possibile prospettiva aziendale passi attraverso una piena assunzione di responsabilità della politica locale regionale e nazionale che guidi i necessari passaggi per traguardare il futuro dei nostri cantieri navali. In tal senso si rende necessaria una prima valutazione in merito al tema delle concessioni relativa alle aree quale strumento imprescindibile per una corretta gestione della vertenza stessa e che eviti possibili percorsi di frazionamento delle aree stesse. Ribadiamo altresì il totale sostegno del PD in tutte le sue rappresentanze istituzionali a garantire di concerto con le organizzazioni sindacali le necessarie azioni a fine di garantire il massimo impegno in una vertenza complessa e di difficile lettura almeno in questa fase. In conclusione rimandiamo al mittente le inutili polemiche che abbiamo letto in questi giorni di alcuni esponenti dell'opposizione in particolare del consigliere di Fratelli d'Italia Massimiliano Manuel il quale evidentemente carente di informazioni confonde i piani tecnici con quelli politici e probabilmente non ricorda che la vicenda aziendale in oggetto fu gestita a livello nazionale da rappresentanti politici della sua coalizione. La nostra preoccupazione in questa fase è anzitutto per le ricadute occupazionali sul territorio; in questa crisi sono coinvolte centinaia di lavoratori e di lavoratrici, diretti e dell'indotto, centinaia di famiglie che in questo momento hanno bisogno di garanzie e certezze per il loro futuro. È per loro che, come partito, abbiamo seguito fin da subito la vertenza chiedendo e ottenendo il coinvolgimento di tutte le istituzioni locali. Se la settimana prossima di The Italian Sea Group se ne parlerà sui tavoli della Regione è grazie anche al lavoro del Partito Democratico di Carrara.
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Il lido Buena Vida conquista Rai 1: la spiaggia senza barriere nata da un progetto voluto dall'ex assessore alle politiche sociali. Marina di Massa è finita sotto i riflettori nazionali. Il programma estivo di Rai 1 Camper ha dedicato un servizio al lido Buena Vida, raccontato dalla giornalista Antonella Ferrari come esempio virtuoso di turismo accessibile. Nel servizio, andato in onda nei giorni scorsi, la spiaggia viene presentata come uno spazio pensato "a misura di tutti", completamente privo di barriere architettoniche e capace di garantire ai bagnanti con disabilità motoria un'autonomia di movimento fuori dal comune. Al centro del racconto c'è il dispositivo Sea Trac: una passerella fissa che si prolunga in acqua e su cui, direttamente dalla propria carrozzina, la persona può trasferirsi su una sedia dedicata ed entrare e uscire dal mare da sola, muovendosi con un semplice telecomando. Un dettaglio tecnico che il servizio ha raccontato come il vero punto di forza dell'intera struttura.
𝗨𝗻 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝘃𝗶𝗲𝗻𝗲 𝗱𝗮 𝗹𝗼𝗻𝘁𝗮𝗻𝗼
Quello che il servizio Rai racconta come una novità estiva, in realtà, ha radici precise. Come riportato da un articolo di stampa locale, il progetto "mare senza barriere" nasce dalle linee di indirizzo lasciate dall'amministrazione comunale, con risorse arrivate dal Fondo nazionale per l'inclusione delle persone con disabilità e da un bando della Regione Toscana. L'obiettivo, fin dall'origine, era realizzare una spiaggia inclusiva dotata di passerelle, aree con pavimentazione idonea, lettini e sedie job, per garantire la piena fruibilità degli spazi anche alle persone con disabilità motoria.
A portare avanti concretamente quella linea, come assessore alle politiche sociali durante il primo mandato amministrativo (Persiani 1), è stata l'Avv. Amelia Zanti, che nel marzo 2023 ringraziava pubblicamente gli uffici comunali per l'impegno messo in un progetto definito "a lei tanto caro". Un lavoro amministrativo silenzioso, fatto di bandi, finanziamenti intercettati e pratiche portate a termine, che oggi si traduce in un servizio nazionale su Rai 1 e in centinaia di persone che ogni giorno possono vivere il mare senza ostacoli.
𝗟𝗮 𝘃𝗲𝗿𝗮 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗶𝘁à è 𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗲𝘁𝗲𝗻𝘇𝗮
C'è una lezione, in questa vicenda, che vale la pena sottolineare: Marina di Massa non ha avuto bisogno di alcuna campagna promozionale a pagamento per finire sulla televisione nazionale. È bastato che, anni prima, qualcuno con competenza e visione lavorasse per costruire qualcosa di realmente utile. Le bellezze di un territorio, quando sono autentiche e ben realizzate, si raccontano da sole.
Un grazie, quindi, va riconosciuto a chi quel progetto lo ha voluto e seguito con dedizione: grazie Avv. Zanti, per aver dimostrato che la buona amministrazione, prima o poi, trova sempre la sua vetrina.
Fonti: servizio Rai 1 "Camper" (Antonella Ferrari); articolo di stampa locale "Mare senza barriere. Una spiaggia per disabili"; comunicazioni pubbliche dell'Avv. Amelia Zanti, marzo 2023.
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Lunedì 13 luglio Fratelli d'Italia, Noi Moderati e Udc hanno depositato alla Camera un emendamento alla riforma della legge elettorale (la cosiddetta "Stabilicum") che introduce, per la prima volta nel testo, la possibilità per gli elettori di esprimere preferenze. L'iniziativa non è stata sottoscritta dagli altri due partiti della coalizione, Lega e Forza Italia, aprendo una frattura interna a pochi giorni dal voto d'Aula.
Il contenuto della norma
Il meccanismo proposto prevede sette nomi in scheda per ogni lista: un capolista bloccato, scelto dai partiti, seguito da altri sei candidati in ordine alternato di genere. L'elettore potrà barrare fino a tre preferenze, ma solo tra i candidati diversi dal capolista; se ne esprime più di una, queste dovranno riguardare candidati di sesso diverso, pena l'annullamento automatico della seconda e terza preferenza. Nessun candidato potrà comparire in più di cinque collegi plurinominali. In caso di elezione in più collegi, il capolista viene proclamato dove la lista ha ottenuto la percentuale più bassa, mentre un candidato non capolista viene proclamato dove ha raccolto la quota di preferenze più alta.
Il quotidiano Il Foglio riporta il testo dell'emendamento, che introduce queste regole di espressione e validità del voto direttamente nell'articolato normativo. Il sito di fact-checking Pagella Politica descrive il risultato come un sistema di liste "semiaperte": i partiti mantengono il controllo sul capolista, mentre gli elettori determinano l'ordine di elezione degli altri candidati.
Perché Lega e Forza Italia non firmano
Secondo la ricostruzione de Il Post, la resistenza di Lega e Forza Italia ha motivazioni essenzialmente numeriche: sondaggi alla mano, i due partiti eleggerebbero pochissimi parlamentari tramite preferenze rispetto a Fratelli d'Italia, che nella coalizione è nettamente il più forte. Questo renderebbe difficile trovare candidati disposti a sostenere campagne di preferenza costose — talvolta decine o centinaia di migliaia di euro — sapendo di partire senza reali chance di elezione. Quotidiano Nazionale riferisce inoltre che, secondo le simulazioni circolate nella maggioranza, il meccanismo delle preferenze finirebbe per incidere soprattutto sui due partiti maggiori del panorama politico (FdI e Pd), lasciando relativamente al riparo le sigle minori — un argomento che gli estensori del testo userebbero per provare a rendere la misura più accettabile a Lega e Forza Italia.
Nonostante il mancato accordo formale, secondo Quotidiano Nazionale Matteo Salvini si è detto personalmente disponibile ad accettare le preferenze, ricordando di essere sempre stato eletto sia alle europee sia alle comunali di Milano proprio con questo sistema; più caute le posizioni di Forza Italia.
Il fronte delle opposizioni
Sul lato opposto dello schieramento, la vicenda ha messo in imbarazzo anche le opposizioni. Giovanni Donzelli, responsabile Organizzazione di Fratelli d'Italia, ha attaccato il Partito Democratico per non aver depositato un proprio emendamento sulle preferenze nonostante mesi di critiche alla maggioranza sul punto, arrivando a ironizzare — come riportato da Fanpage — sulla possibilità che l'emendamento del PD sia stato "smarrito". Diversa la scelta del Movimento 5 Stelle, che secondo Zazoom ha presentato un proprio emendamento sulle preferenze, discostandosi dalla linea comune delle opposizioni.
Lo scenario in Aula
Il nodo politico resta il voto segreto, che può essere richiesto da venti deputati su alcuni punti della legge elettorale. Diverse fonti, tra cui L'Opinione, segnalano che anche all'interno di Fratelli d'Italia esistono resistenze sul merito e sul metodo della proposta, rendendo incerto l'esito del voto anche nella maggioranza relativa. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha chiesto compattezza alla coalizione, mentre il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi si è detto fiducioso che "il centrodestra troverà una sintesi nelle prossime ore".
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