Politica
"Carrara non è la sorella minore di La Spezia": la replica del sindaco di Carrara Arrighi alle parole di Laghezza di Confindustria
«Le parole del presidente di Confindustria La Spezia Alessandro Laghezza sul porto di Carrara sono gravi e irricevibili – dice io sindaca di Carrara Serena Arrighi -.

Mercato del lunedì a Carrara: si cambia per la presenza del cantiere in via Verdi. Nuova disposizione dei banchi a partire dal 21 settembre
Da lunedì 21 settembre è prevista una nuova collocazione per i banchi del mercato settimanale a Carrara. Il nuovo assetto provvisorio si è reso necessario visti…

Museo della Memoria di Bergiola, anni di promesse: la critica del consigliere Mirabella
"Ancora oggi, a ben 82 anni dall'eccidio (1944-2026), il sindaco Arrighi parla di "lavori ancora da ultimare", infatti la struttura non è ancora ufficialmente e pienamente…

Cerimonia per l'82° anniversario della strage di Bergiola Foscalina: presenti tutte le istituzioni
Si è tenuta mercoledì 16 settembre, la cerimonia commemorativa dell'82° Anniversario della Strage di Bergiola Foscalina, evento patrocinato dalla Provincia di Massa-Carrara. A rappresentare l'amministrazione…

Villaggio San Luca, infiltrazioni e promesse disattese. «Adesso basta, il Comune intervenga»
«È il momento di dire basta. Basta promesse non mantenute e basta con il menefreghismo di un'amministrazione che continua a lasciare soli i cittadini». Lo…

CPR ad Aulla: Schianchi di FdI definisce "ideologico" l'atteggiamento del Governo, Valettini prenda le distanze
Arriva dalla segreteria provinciale di FdI Massa Carrara e Lunigiana un'analisi critica sul Cpr di Aulla che chiama in causa il sindaco di Aulla e…

Importanti nomine regionali per i dirigenti FdI del territorio: quattro apuani ai vertici dei dipartimenti regionali Toscana di Fratelli d'italia
Fratelli d'Italia Massa Carrara attraverso il coordinatore provinciale del partito Marco Guidi esprime grande soddisfazione per le recenti nomine regionali che vedono protagonisti alcuni dirigenti…

Cantieri elettorali e città paralizzata: il grande bluff del restyling di Carrara
Opere urbanistiche come strumento di propaganda elettorale: è quanto suggerisce Cristina Pinelli di Forza Italia nei confronti dell'amministrazione di Serena Arrighi: "L’amministrazione comunale uscente merita un…

Via Bigioni, una strada sempre più pericolosa: FdI annuncia un'interpellanza in consiglio comunale
Via Bigioni, a Marina di Carrara, è diventata una situazione di rischio quotidiano per residenti, automobilisti e soprattutto per i pedoni.La…

Sicurezza: Persiani, anche a Massa pronti a sostenere l'aumento dei militari per l'operazione Strade Sicure
Massa, 15 setembre. - "La priorità per la nostra Amministrazione e per il territorio è la sicurezza dei nostri cittadini, di chi lavora e dei tanti turisti che…

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"Dal bilancio di esercizio 2025 del Consorzio di Bonifica 1 Toscana Nord, emergono dati preoccupanti: diminuiscono in modo sensibile e risorse destinate proprio alle attività che rappresentano la missione fondamentale dell'ente, cioè la manutenzione delle opere idrauliche, la prevenzione e la capacità di intervenire nelle emergenze" così dichiara Maria Teresa Baldini consigliere del consorzio di bonifica 1 Toscana Nord. 'Le cifre parlano chiaro: dal confronto con il bilancio di esercizio del 2024 emerge infatti una riduzione complessiva di 1.570.000 euro del fondo destinato agli accantonamenti per rischi e oneri. Fra le riduzioni più significative spicca quella di 200.000 eurodestinata alle somme urgenze e al pronto intervento.Si tratta delle risorse che consentono di affrontare tempestivamente eventi eccezionali e situazioni di rischio. In un periodo in cui gli eventi meteorologici estremi sono sempre più frequenti e intensi, appare quantomeno discutibile diminuire le disponibilità economiche dedicate proprio alle emergenze.ncora più rilevante è il taglio di 990.000 euro destinato alla manutenzione ciclica degli impianti.La manutenzione programmata costituisce il principale strumento di prevenzione. Canali, impianti idrovori, opere idrauliche e infrastrutture di bonifica conservano la loro efficienza solo attraverso interventi continui e programmati. Ridurre queste risorse significa diminuire gli investimenti nella prevenzione, con il rischio di dover sostenere in futuro costi ben più elevati per riparare situazioni di degrado o danni causati da una manutenzione insufficiente. O peggio, di trovare gli imnpianti fermi, perché guasti proprio in fase di emergenza.Il bilancio registra inoltre una riduzione di 250.000 euro delle somme destinate alla progettazione. Anche questa scelta suscita perplessità. La progettazione rappresenta infatti il presupposto indispensabile per candidare gli interventi ai finanziamenti regionali, nazionali ed europei. Ridurre le risorse dedicate alla progettazione rischia quindi di limitare la capacità del Consorzio di intercettare fondi esterni destinati alle opere straordinarie di messa in sicurezza del territorio.Considerate nel loro insieme, queste riduzioni delineano una scelta gestionale che sembra incidere proprio sui capitoli più strettamente collegati alla sicurezza idraulica: meno risorse per la manutenzione, meno risorse per le emergenze, meno risorse per progettare gli interventi futuri.E' legittimo domandarsi a cosa sono state destinate le risorse che nel 2024 riguardavano la prevenzione, la manutenzione e la sicurezza, cioè quelle destinate alla sicurezza dei cittadini e all'attività istituzionale del consorzio. Ci sono spechi o inefficienze nella gestione da coprire con queste risorse economiche?I consorziati, che ogni anno contribuiscono economicamente al funzionamento dell'ente, hanno il diritto di conoscere le ragioni di queste scelte e di sapere quali effetti esse potranno avere sull'efficienza degli impianti e sulla capacità del Consorzio di garantire la sicurezza del territorio nei prossimi anni" conclude Baldini
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Fratelli d’Italia accoglie con grande soddisfazione la riforma voluta dal Governo Meloni e dal Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, che equipara i diplomi AFAM alle lauree, segnando una svolta storica per il sistema dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica.Si tratta di una riforma attesa da anni che restituisce il giusto valore ai percorsi di studio delle Accademie di Belle Arti e dei Conservatori, riconoscendo pienamente il merito degli studenti e rafforzando il ruolo di queste istituzioni nel sistema universitario italiano e nel contesto internazionale.Un risultato fortemente voluto e sostenuto in Parlamento dai deputati di Fratelli d’Italia Alessandro Amorese e Maria Grazia Frijia, che hanno lavorato affinché questa riforma vedesse finalmente la luce, dando risposta a una richiesta attesa da anni da studenti, docenti e istituzioni.Per il nostro territorio questa è una notizia di particolare rilievo. L’Accademia di Belle Arti di Carrara, eccellenza riconosciuta a livello nazionale e internazionale, forma ogni anno artisti, professionisti e creativi che rappresentano un patrimonio culturale e professionale di straordinario valore. Grazie a questa riforma, gli studenti dell’Accademia vedranno finalmente riconosciuto il proprio percorso con un titolo di laurea, maggiormente spendibile sia in Italia che all’estero e capace di offrire nuove opportunità di crescita accademica e professionale.Il Governo Meloni mantiene così un impegno concreto attraverso una riforma che valorizza il talento, la formazione e il merito. Una scelta che rafforza la competitività del sistema AFAM italiano, favorisce la mobilità internazionale degli studenti e riconosce il ruolo strategico della cultura e dell’alta formazione nello sviluppo del Paese.Fratelli d’Italia Carrara esprime grande soddisfazione per questa importante riforma, che valorizza ulteriormente una delle eccellenze del nostro territorio come l’Accademia di Belle Arti di Carrara e offre ai suoi studenti maggiori opportunità di crescita, sia in ambito accademico che professionale. Un provvedimento che conferma l’attenzione del Governo Meloni verso la formazione, il merito e il futuro delle nuove generazioni.
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Siamo costretti per onestà nei confronti della cittadinanza massese a denunciare ancora una volta il disservizio di GAIA che in questi giorni di particolare caldo non riesce a garantire continuità idrica alle case della zona di Via Vitali. Diverse sono state le segnalazioni di cittadine e cittadini che vedono uscire l'acqua a singhiozzo dai rubinetti. Da risposte avute dai tecnici contattati sembrerebbe che le pompe idrauliche in azione in questo momento siano oramai arrivate a fine vita e non sono più in grado di adempiere al proprio compito.Siccome questo disagio si sta ripetendo da tempo ci domandiamo se invece di portare ad utile 3 milioni di euro, la società GAIA non avrebbe dovuto interessarsi per garantire i servizi necessari minimi per tutti gli abitanti di Via Vitali. Alla fine sembra proprio che le nostre critiche in merito alle decisioni prese dai comuni di non destinare gli utili ad investimenti effettivi non solo siano riscontrabili contabilmente, ma hanno il pregio di raccontare la realtà quotidiana che vivono le persone che regolarmente pagano le bollette e contribuiscono cospicuamente a creare gli utili.L'auspicio è che questo ennesimo disservizio porti i comuni di Viareggio, Massa e Carrara, che detengono la maggioranza nella società GAIA spa, a curarsi di più dei bisogni dei loro stessi cittadini, ma la nostra speranza ormai è ridotta ad un flebile lumicino.Finché la gestione dell'acqua viene intesa come la vendita di qualsiasi oggetto difficile avere risposte, solo gabelle e disagi.
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«Congratulazioni alla famiglia Olivetti Rason per l’acquisizione de Il Tirreno, una delle testate più autorevoli e rappresentative della Toscana. È un segnale importante che un gruppo imprenditoriale profondamente legato al territorio scelga di investire in un giornale che da oltre 140 anni racconta la storia, l’identità e le comunità toscane.L’editoria attraversa una fase di grandi trasformazioni e proprio per questo servono imprenditori che credano nel valore dell’informazione e siano pronti a investire con una visione di lungo periodo. Sono certa che il cambio di proprietà rappresenti l’inizio di una nuova fase, il rilancio una testata che è patrimonio dell’informazione toscana, rafforzandone il ruolo di presidio di informazione libera, pluralista e di qualità. Alla nuova proprietà, ai giornalisti e a tutti i lavoratori della testata rivolgo i migliori auguri di buon lavoro, certa che sapranno affrontare con successo le sfide dell’innovazione senza disperdere il patrimonio di credibilità e autorevolezza costruito in oltre un secolo di storia». Lo dichiara la senatrice di Fratelli d’Italia Susanna Donatella Campione, eletta in Toscana.
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No all'aumento dei quantitativi di marmo escavabili: è il grido congiunto di Legambiente Carrara e Cai Carrara che spiegano: "La scelta del Comune di consentire alle cave di escavare fino al 20 per cento di marmo in più è figlia del Piano regionale cave, dei PABE (approvati nel 2020/21) e del Regolamento per l’attribuzione dell’incremento delle quantità sostenibili (approvato nel 2025). Tutti provvedimenti sui quali, a suo tempo, abbiamo espresso giudizi fortemente negativi, sia sul piano più generale sia con specifiche osservazioni.Aldilà del peccato originale, la decisione di utilizzare oggi la possibilità di incrementare le quantità sostenibili è una scelta profondamente sbagliata, piena di contraddizioni e persino poco utile per raggiungere l’obiettivo che intenderebbe ottenere, cioè più occupazione.La prima macroscopica contraddizione sta nella dichiarazione che, in cambio dell’incremento, le aziende dovranno realizzare progetti per proteggere e curare l’ambiente. È chiaro che l’escavazione è di per sé un danno ambientale irreversibile che distrugge il paesaggio e consuma suolo; dunque, aumentando le quantità escavate non si fa altro che ferire di più la montagna: altro che proteggerla. Se poi si intende che le aziende dovranno evitare di inquinare le sorgenti e portar via le terre di scavo, questo è già un loro obbligo, non certo un merito che debba essere premiato.
L’altra contraddizione la notiamo con i toni trionfalistici dello scorso gennaio quando, alla presentazione dei dati dell’Osservatorio sul marmo alla Camera di Commercio, la Sindaca sottolineava con orgoglio la diminuzione dell’escavato (600 tonnellate di marmo in blocchi, l’11 per cento in meno del 2024) e la contestuale crescita dell’export e della filiera, frutto anche delle politiche del Comune che aveva saputo raccogliere la sfida della legge 35/2015, valorizzando i materiali e contenendo i volumi escavati. Se dunque la diminuzione dell’escavato era un fattore positivo e un merito, perché dopo pochi mesi si cambia opinione e si concede alle aziende di escavare un 20 per cento in più?
Un altro aspetto grave di questa scelta è la perseveranza “diabolica” con cui si utilizza la logica della premialità, che già si è dimostrata inefficace nella vicenda dell’art. 21, rinunciando anche, di nuovo, alla potestà pianificatoria del Comune che demanda l’individuazione delle opere da realizzare alle aziende stesse, invece di avocarla a sé. Infatti, nel Regolamento per l’attribuzione dell’incremento delle quantità sostenibili, come avevamo già sottolineato nelle note inviate alla Commissione marmo, la definizione dei progetti da presentare per accedere all’incremento è molto generica e affidata alle aziende, mentre il Comune avrebbe dovuto riservarsi il potere di indicare la tipologia dei progetti necessari e le loro modalità di realizzazione. (A titolo d’esempio avrebbe potuto cogliere l’occasione per dare inizio alla grande opera di messa in sicurezza della città dalle alluvioni attraverso la realizzazione dei ravaneti spugna.)In sostanza la scelta dell’Amministrazione, già prefigurata nel Piano regionale cave, nei PABE e nel Regolamento, è quella di non mettere in alcun modo in discussione il modello estrattivista che impera anche a Carrara e va in direzione esattamente opposta a quanto chiediamo da tempo: una sensibile riduzione dell’escavazione, privilegiando le cave con materiale non fratturato e dismettendo quelle con altissima e continuativa produzione di scarti, e la creazione di una filiera di qualità che possa rivitalizzare il tessuto sociale ed economico della nostra città.Quanto all’obiettivo di incrementare l’occupazione, del tutto condivisibile, ribadiamo che tutti gli indicatori economici mostrano che il lavoro in cava è in costante diminuzione per l’utilizzo di macchinari sempre più efficienti, mentre la filiera di qualità appare l’unica strada per creare più occupazione. Anche su questo punto il Regolamento appare poco efficace sia per quanto riguarda le nuove assunzioni, se il testo approvato non ha posto rimedio ai limiti della proposta iniziale (il testo della delibera non è reperibile sul sito del comune), sia per quanto riguarda la definizione delle attività collegate al lavoro in cava che è estremamente generica".
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Gianni Ilari dell'associazione Città al centro dai monti al mare fa un'analisi degli edifici pubblici della provincia: "Cinquant'anni di età e non sentirli? Magari fosse così per gli immobili di residenza pubblica di Massa-Carrara. La realtà emersa di recente dalla stampa locale ci riconsegna una fotografia ben diversa: la stragrande maggioranza del patrimonio ERP ha superato il mezzo secolo di vita e necessita di interventi strutturali urgenti.Davanti a questo scenario, l'esultanza dell'amministrazione comunale per lo stanziamento di 300mila euro destinati alla ristrutturazione di 15 unità abitative appare quantomeno fuori luogo. Calcolatrice alla mano, parliamo di appena 20mila euro a fondo immobiliare. Una cifra che, per chiunque conosca minimamente i costi reali del settore edile, risulta palesemente insufficiente.Oggi rifare un bagno a norma costa tra i 7 e i 10mila euro; per un impianto elettrico certificato se ne vanno dai 4 ai 7mila. Se sommiamo queste due sole voci, il budget è già praticamente esaurito. E tutto il resto? Gli infissi, l'efficienza energetica, gli intonaci, l'isolamento?
L'emergenza dei 220 alloggi sfitti
Il vero paradosso emerge quando si guarda ai numeri complessivi dell'emergenza abitativa sul territorio: ci sono ben 220 unità immobiliari attualmente libere, ma inutilizzabili proprio perché necessitano di interventi di ripristino. Di fronte a centinaia di famiglie in lista d'attesa che chiedono un tetto, pensare di risolvere il problema ristrutturando solo 15 alloggi all'anno non è un intervento "interessante": è una goccia nel mare, una risposta palliativa che non incide minimamente sulla crisi sociale in atto.
Vendite ERP e Avanzo di Bilancio: dove trovare le risorse reali
Le alternative finanziarie per fare una mossa seria ci sono, basta volerle percorrere.
In primo luogo, l'ERP sta procedendo alla vendita di immobili situati in contesti condominiali dove la maggior parte dei millesimi è in mano a privati. Questo piano di alienazione genererà un incasso importante. Perché queste risorse non vengono vincolate immediatamente a un Piano Casa Comunale strategico? In secondo luogo, serve coraggio politico nella gestione delle casse comunali. Destinare alle politiche abitative una miseria come il 2% dell'avanzo di bilancio è un segnale di disinteresse verso le fasce più deboli.
La scadenza del 31 luglio: una verifica d'obbligo e un appello al Consiglio Comunale
Il tempo delle scuse sta per scadere. Entro il 31 luglio, il Consiglio Comunale si riunirà per la verifica obbligatoria degli equilibri di bilancio, la sede istituzionale in cui si decide formalmente come utilizzare l'avanzo disponibile.Quello sarà il momento della verità. Chiediamo con forza all'amministrazione e a tutti i consiglieri di superare gli annunci trionfalistici e di impegnare cifre serie e strutturali. Finanziare il diritto alla casa non è una spesa, è un investimento sulla dignità dei cittadini e sulla sicurezza sociale di Massa-Carrara. I soldi ci sono, ora servono la volontà politica e una visione a lungo termine".
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"La corsa contro il tempo per non perdere i miliardi del PNRR della Sanità sta producendo lo stesso ed identico paradosso da un capo all'altro della penisola". A parlare è il consigliere della Lista Ferri Filippo Mirabella che spiega: "Secondo numerosi osservatori, ormai è allarme rosso contro il rischio di inaugurare "scatole vuote" e in questo caso la Toscana dei primati e dell'eccellenza sanitaria non ride affatto. Peraltro dietro le recenti inaugurazioni promosse dal Presidente PD della Regione Toscana Eugenio Giani e i tagli del nastro dell'ultima ora, la riforma della medicina territoriale si sta scontrando con una verità drammatica: i muri avanzano, i servizi arretrano. Ma i cittadini non si curano con il cemento armato. Il vero banco di prova della riforma non è l'inaugurazione in pompa magna, ma la reale capacità operativa delle strutture. Una capacità operativa che, ad oggi, appare puramente teorica. Il Presidente PD Giani non si fa mancare niente e rivendica con orgoglio di essere in prima linea nel cronoprogramma europeo. Ma la realtà che si respira nei territori specialmente a Massa e a Carrara, racconta un'altra storia. C'e' allarme rosso sullo stato di attuazione della riforma della sanità territoriale (DM 77) e dei progetti legati al PNRR nel comprensorio apuano. Perche' il Sindaco Arrighi in qualita' di Presidente della Conferenza Zonale non chiede certezze all'Asl Toscana Nord Ovest? Senza assunzioni di personale, le strutture inaugurate rimarranno gusci privi di servizi reali: L'Amministrazione Arrighi è a conoscenza di queste criticità? A Carrara ormai da decenni le criticità strutturali si sommano ai ritardi organizzativi ed il blocco ed i rallentamenti del cantiere per la nuova palazzina di Monterosso condizionano l'intero assetto dei servizi distrettuali. Mentre sul futuro delle cure intermedie di Fossone e sul potenziamento dell'Ospedale di Comunità di Massa continuano a pesare troppe incertezze. Il decreto ministeriale 77 parla chiaro: ogni Casa di comunità necessita di un organico compreso tra 7 e 11 infermieri, assistenti sociali e personale di supporto. Ad oggi, la realtà della zona apuana vede reparti ospedalieri in costante sotto-organico e i medici di medicina generale costretti a gestire fino a 1.800 assistiti a testa a causa dei continui pensionamenti non rimpiazzati e, in queste condizioni, appare estremamente difficile distaccare personale sul territorio o chiedere ai medici di base di coprire i turni nelle nuove Case di Comunità. Perche' l'Assessore del PD alla Sanita' Roberta Crudeli non promuove, tra gli innumerevoli impegni politico-sociali, un tavolo di confronto urgente per dare risposte precise sui seguenti tre punti? Un piano straordinario di assunzioni infermieristiche per coprire gli standard previsti dalla legge. Un cronoprogramma vincolante e trasparente per il fine lavori del Monoblocco di Monterosso e Fossone. Garanzie sulla reale integrazione tra servizi sanitari e sociali per la presa in carico degli anziani non autosufficienti?
I cittadini e i pensionati di Carrara non si accontentano degli annunci. Vogliono verificare se queste strutture siano realmente in grado di funzionare o se dietro le ristrutturazioni permangano le vecchie carenze di sempre. La salute pubblica si difende con i professionisti, non con i muri. Se si vuole toccare con mano l'inefficacia di questo modello, basta osservare la realtà di un territorio che, secondo i critici delle scelte compiute negli ultimi anni dalle amministrazioni a guida PD, ha visto privilegiare il modello ospedaliero centrato sul Nuovo Ospedale delle Apuane (NOA) di Marina di Massa, con una conseguente riduzione dei servizi territoriali, come più volte segnalato da cittadini e comitati.
A Carrara il paradosso è ancora più evidente. Il fulcro della nuova assistenza territoriale è stato individuato nel Centro Polispecialistico "Achille Sicari" di Piazza Sacco e Vanzetti. Qui sono stati investiti circa 700 mila euro di fondi PNRR per l'adeguamento antincendio e strutturale. Ma la cittadinanza e i comitati locali lo sanno bene: cambiare un'insegna non basta a restituire la salute a un territorio. Carrara ha assistito negli anni al progressivo depotenziamento dei propri presidi storici. Oggi si ritrova con una "promessa" di medicina territoriale che si scontra con la carenza cronica di organico e con il rischio di vedere uffici e ambulatori aperti, ma privi di agende di prenotazione reali e di personale dedicato a tempo pieno. Anche l'annunciato Ospedale di Comunità provinciale rischia di nascere con risorse inferiori rispetto agli standard previsti, stretto tra la burocrazia dei target europei e l'impossibilità pratica di garantire i posti letto intermedi promessi. Cosi rischiamo che le strutture si trasformino in cattedrali nel deserto, dove i medici di famiglia – complice un accordo sindacale nazionale ritenuto da più osservatori insufficiente – faticano a garantire una presenza reale e continuativa. Accettare passivamente che la riforma del PNRR si riduca a una mano di vernice su vecchi edifici, senza un piano straordinario di assunzioni di medici, infermieri e sociosanitari, rischia di compromettere gli obiettivi costituzionali di tutela della salute. Interrogativi che diventano sempre più urgenti mentre il conto alla rovescia verso la scadenza del PNRR Sanità entra nelle sue due ultime giornate, il tempo delle inaugurazioni è finito, non c'é piú tempo: adesso servono numeri, personale e servizi effettivamente disponibili per i cittadini e soprattutto dei pensionati che di questi servizi hanno un bisogno vitale".
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“Ho scritto una mail alla Presidente Roberta Metzola raccontandole tutti i passi fatti per far sì che un luogo pubblico della nostra città potesse essere intitolato alla memoria della ragazza curda iraniana Masha Amini, ammazzata di botte dalla polizia morale della Repubblica Islamica Iraniana, perché non indossava il velo in modo appropriato.Ho scritto alla Presidente del Parlamento Europeo chiedendole un messaggio di sostegno e incoraggiamento utile per portare a termine una vicenda che dura da più di quattro anni.Ricordo che ho organizzato la prima manifestazione insieme ai Sindacati e alle ragazze del Liceo Artistico nel 2022; uno striscione con il volto di Masha Amini, dipinto dalle studentesse, coprì letteralmente la facciata dell’Accademia di Belle Arti, che per l’occasione rimase illuminata.A quell’evento ha fatto seguito un ordine del giorno approvato in consiglio all’unanimità e successivamente riproposto da molti comuni limitrofi, sia toscani che liguri.Purtroppo, nel 2024, la delibera di intitolazione alle donne iraniane del piccolo parco della Città Giardino di Marina è stata bocciata dalla Prefettura perché non aveva ottenuto il placet della Deputazione di Storia Patria.Questa prescrizione è richiesta da una Legge vecchia ormai di cento anni, la 1188 del 23/6/1927. La norma vuole per l’appunto la pronuncia favorevole della Deputazione di Storia Patria per le Antiche Provincie Modenesi. Capisco gli obblighi di legge, ma non mi voglio arrendere. Ho chiesto un colloquio col Prefetto che mi è stato concesso ed è stato molto interessante e nel frattempo ho proposto al Consiglio Comunale dello scorso marzo una nuova mozione, anch’essa passata all’unanimità. Altri comuni, anche in Toscana, hanno potuto dedicare alle donne iraniane un luogo pubblico. Vecchiano lo ha fatto con il permesso della Prefettura di Pisa e previo parere favorevole della Deputazione di Storia Patria della Toscana.Non ritengo accettabile che fattispecie analoghe siano trattate in modo diverso, e non mi pare che si possa invocare alcun criterio di ragionevolezza che giustifichi tale disparità.Quando ho letto che il Parlamento Europeo aveva conferito il Premio Sacharov per la Libertà di Pensiero proprio a Masha Amini e al Movimento Donna Vita Libertà, ho pensato di far conoscere la vicenda alla Presidente Metsola e chiederle di mandarmi un messaggio di sostegno e incoraggiamento che è finalmente arrivato.Mi auguro che le belle parole di ringraziamento che la Presidente del Parlamento Europeo ha voluto rivolgere ad una iniziativa che vuole promuovere valori condivisi e il suo riconoscimento possano essere di aiuto per arrivare presto alla conclusione di questa storia”
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