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"Carrara non è la sorella minore di La Spezia": la replica del sindaco di Carrara Arrighi alle parole di Laghezza di Confindustria
«Le parole del presidente di Confindustria La Spezia Alessandro Laghezza sul porto di Carrara sono gravi e irricevibili – dice io sindaca di Carrara Serena Arrighi -.

Mercato del lunedì a Carrara: si cambia per la presenza del cantiere in via Verdi. Nuova disposizione dei banchi a partire dal 21 settembre
Da lunedì 21 settembre è prevista una nuova collocazione per i banchi del mercato settimanale a Carrara. Il nuovo assetto provvisorio si è reso necessario visti…

Museo della Memoria di Bergiola, anni di promesse: la critica del consigliere Mirabella
"Ancora oggi, a ben 82 anni dall'eccidio (1944-2026), il sindaco Arrighi parla di "lavori ancora da ultimare", infatti la struttura non è ancora ufficialmente e pienamente…

Cerimonia per l'82° anniversario della strage di Bergiola Foscalina: presenti tutte le istituzioni
Si è tenuta mercoledì 16 settembre, la cerimonia commemorativa dell'82° Anniversario della Strage di Bergiola Foscalina, evento patrocinato dalla Provincia di Massa-Carrara. A rappresentare l'amministrazione…

Villaggio San Luca, infiltrazioni e promesse disattese. «Adesso basta, il Comune intervenga»
«È il momento di dire basta. Basta promesse non mantenute e basta con il menefreghismo di un'amministrazione che continua a lasciare soli i cittadini». Lo…

CPR ad Aulla: Schianchi di FdI definisce "ideologico" l'atteggiamento del Governo, Valettini prenda le distanze
Arriva dalla segreteria provinciale di FdI Massa Carrara e Lunigiana un'analisi critica sul Cpr di Aulla che chiama in causa il sindaco di Aulla e…

Importanti nomine regionali per i dirigenti FdI del territorio: quattro apuani ai vertici dei dipartimenti regionali Toscana di Fratelli d'italia
Fratelli d'Italia Massa Carrara attraverso il coordinatore provinciale del partito Marco Guidi esprime grande soddisfazione per le recenti nomine regionali che vedono protagonisti alcuni dirigenti…

Cantieri elettorali e città paralizzata: il grande bluff del restyling di Carrara
Opere urbanistiche come strumento di propaganda elettorale: è quanto suggerisce Cristina Pinelli di Forza Italia nei confronti dell'amministrazione di Serena Arrighi: "L’amministrazione comunale uscente merita un…

Via Bigioni, una strada sempre più pericolosa: FdI annuncia un'interpellanza in consiglio comunale
Via Bigioni, a Marina di Carrara, è diventata una situazione di rischio quotidiano per residenti, automobilisti e soprattutto per i pedoni.La…

Sicurezza: Persiani, anche a Massa pronti a sostenere l'aumento dei militari per l'operazione Strade Sicure
Massa, 15 setembre. - "La priorità per la nostra Amministrazione e per il territorio è la sicurezza dei nostri cittadini, di chi lavora e dei tanti turisti che…

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"Dalla recente cabina di regia promossa dal Mit sul delicato ed attuale tema della crisi idrica, è emerso che, per quanto riguarda la costa Apuo-Versiliese e la Lunigiana, sia stato previsto un finanziamento complessivo di oltre 33 milioni di euro che verranno utilizzati, sia per il Masterplan dell'acquedotto Costa Apuo-Versiliese e la gestione avanzata delle stesse reti idriche, che per il Masterplan della Lunigiana. Un concreto e sostanzioso aiuto, dunque, dal Ministero guidato da Matteo Salvini per le citate aree. Un adeguato, funzionale e continuo approvvigionamento è, infatti, assolutamente fondamentale e quindi accogliamo con soddisfazione quanto stanziato dal dicastero delle Infrastrutture. C'è chi chiacchiera, molto spesso senza costrutto e chi, invece, si prodiga affinché le svariate criticità in essere e quella relativa alla carenza di acqua è sicuramente una di queste, possano essere adeguatamente e tempestivamente fronteggiate e risolte." Così l'Onorevole Andrea Barabotti della Lega.
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Nuovo appuntamento per il gruppo di Rifondazione Missina di La Spezia: sabato 18 luglio dalle 8 alle 13 in piazza Beverini ci sarà un presidio a cui parteciperanno i coordinatori locali e regionali per il confronto e l'incontro con la cittadinanza sui temi della sanità e dei problemi della città.
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Dal 17 al 19 luglio, presso Ca' Michele a Bonascola (Carrara), si terrà la Festa nazionale delle Politiche industriali del Partito Democratico, un evento nell’ambito della Festa de L’Unità dedicato al confronto sulle politiche industriali.La tre giorni prevede un fitto calendario di incontri con esponenti politici, rappresentanti istituzionali, accademici e parti sociali, volto ad analizzare le sfide attuali del settore industriale italiano ed europeo.
Il programma dell’evento:
• Venerdì 17 luglio:
o ore 18:00 – Apertura: interverranno Simone Bezzini (capogruppo Pd Regione Toscana), Emiliano Fossi (segretario Pd Toscana), Vinicio Peluffo (vicepresidente commissione Attività produttive Camera), Andrea Orlando (responsabile nazionale Forum Industria Pd) ed Elisabetta Sordi (segretaria Pd Massa-Carrara).
o ore 18:30 – I diritti del lavoro: un dibattito a dieci anni dalla legge contro il caporalato, moderato da Saverio Gileno (Giovani Democratici), con la partecipazione di Nicola Del Vecchio (CGIL), Annamaria Furlan (senatrice Italia Viva), Irene Galletti (M5S), Alessandra Nardini (Regione Toscana) e Andrea Orlando.
o ore 21:00 – Futuro in transizione: focus sulle energie nuove per l'industria europea. Tra i relatori: Alessandra Bonoli (Università di Bologna), l'europarlamentare Annalisa Corrado, Emanuele Felice (IULM), Eugenio Giani (presidente Regione Toscana) e Gianni Lorenzetti (Regione Toscana).
• Sabato 18 luglio:
o ore 18:30 – Valore cultura: discussione su diritti e risorse per l'industria creativa, con Sabina Di Marco (Slc Cgil), Francesco Palumbo (Fondazione Sistema Toscana), Giuseppe Roma (AICC Confindustria) e l'europarlamentare Sandro Ruotolo.
o ore 21:30 – L'uomo e la macchina: analisi sull'intelligenza artificiale e la democrazia economica, con interventi di Paolo Guerrieri (Università La Sapienza), Fabio Masini (Università di Roma Tre), Sara Pautasso (Università di Pisa), Andrea Orlando e il Vescovo di Massa-Carrara, Fra Mario Vaccari.
• Domenica 19 luglio:
o ore 18:30 – Re-industrializzare l'Italia: dialogo sul Libro Bianco del PD con Lucia Aleotti (Confindustria), Andrea Bianchi (esperto politiche industriali), Vera Buonomo (UIL), Luigi Giove (Cgil), Giorgio Graziani (Cisl), Simone Oggionni (Forum Industria Pd) e Patrizia Toia.
o ore 20:00 – Chiusura: interventi di Marta Bonafoni (segreteria nazionale PD), Leonardo Marras (Regione Toscana) e Andrea Orlando.
Il programma completo è consultabile presso le sedi del partito e i canali informativi dedicati.
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Un solo voto. È bastato questo, martedì scorso, per affossare l'emendamento che avrebbe reintrodotto le preferenze nella legge elettorale dopo trent'anni di liste bloccate. Ma raccontare la vicenda solo attraverso il numero — 187 favorevoli, 188 contrari — rischia di far perdere di vista la questione più importante che questi giorni concitati hanno portato alla luce: il tema, ancora del tutto aperto, della rappresentanza femminile in Parlamento.
Come si è arrivati al voto
L'iter era iniziato il 13 luglio, quando Fratelli d'Italia, Noi Moderati e Udc avevano depositato un emendamento allo "Stabilicum" per introdurre un meccanismo misto: capolista bloccato, scelto dai partiti, seguito da sei candidati su cui l'elettore poteva esprimere fino a tre preferenze, valide solo su nominativi di sesso diverso. Lega e Forza Italia, inizialmente scettici — temendo di eleggere pochi propri parlamentari rispetto a una Fratelli d'Italia largamente maggioritaria nella coalizione — avevano infine annunciato sostegno al testo poco prima del voto. Stessa scelta per Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, pur giudicando la misura un compromesso al ribasso rispetto a un sistema di preferenze piena.A complicare tutto è stato, fin dall'inizio, non il contenuto della norma ma il metodo di voto. Giorgia Meloni aveva chiesto pubblicamente uno scrutinio palese, invitando la maggioranza a "metterci la faccia". La richiesta non ha trovato accoglimento: la presidenza della Camera ha confermato il voto segreto su un centinaio di passaggi, incluso quello decisivo. Ne è seguita una giornata di forte tensione a Montecitorio, con un sit-in di protesta organizzato fuori dall'Aula dal deputato di +Europa Riccardo Magi, e con i capigruppo di maggioranza in apprensione per la tenuta dei propri gruppi, in particolare tra i cosiddetti "peones" di Lega e Forza Italia — parlamentari poco avvezzi a un meccanismo, quello delle preferenze, che impone di costruirsi un consenso personale invece di affidarsi alla sola posizione in lista.
Un risultato che parla da solo
Il testo è caduto per un margine minimo, nonostante il sostegno dichiarato di tutta la maggioranza e il parere favorevole del governo: prova evidente che, nel segreto dell'urna, alcuni voti non hanno seguito le indicazioni di partito.
Il vero nodo, spesso trascurato: dove scatta l'alternanza di genere
È qui che, a mio parere, si è giocata la partita più importante, quella su cui i commenti a caldo si sono soffermati meno. Il testo di maggioranza prevedeva che l'obbligo di alternanza uomo-donna nelle liste scattasse solo a partire dal terzo nominativo, lasciando capolista e secondo nome liberi da ogni vincolo: esattamente le due posizioni con le maggiori probabilità reali di elezione. Le opposizioni avevano provato a correggere questo squilibrio con un subemendamento — primo firmatario Luana Zanella, sottoscritto da Pd e M5s — che estendeva l'obbligo di alternanza già alla scelta dei capilista, fissando un tetto massimo del 50% dello stesso genere tra i capilista di ogni partito. Anche questa proposta è stata respinta, con un margine più ampio (207 no, 155 sì). Il risultato pratico è che, con la caduta dell'intero emendamento, la questione della parità nelle posizioni realmente decisive resta senza risposta normativa — non perché il problema sia stato risolto, ma perché è semplicemente uscito di scena insieme al resto del testo.
Una considerazione che, da giurista, continuo a ritenere centrale
Nei giorni scorsi, rispondendo a chi in una discussione tra colleghe metteva in dubbio l'affidabilità delle preferenze come strumento di garanzia per le donne, avevo scritto: "Nessuno dei due strumenti, da solo, garantisce l'equilibrio di genere. Le preferenze non sono uno strumento neutro a favore delle donne: sono un meccanismo che sposta la decisione dai partiti agli elettori, ma il risultato dipende da come si vota, non dalla regola in sé. L'unico strumento che impone davvero un vincolo è l'alternanza obbligatoria nella composizione delle liste, non le preferenze; queste ultime, al massimo, sono lo spazio in cui quell'alternanza si traduce, o non si traduce, in seggi reali. Il vero nodo tecnico non era preferenze sì o no, ma da quale posizione in lista scatta l'obbligo di alternanza — perché è lì che si decide se il vincolo ha effetto pratico o resta solo sulla carta."
I fatti di questi giorni confermano pienamente questa lettura. Finché il vincolo di alternanza resterà collocato nelle posizioni meno decisive della lista — o finché, come accaduto ora, l'intero impianto normativo verrà travolto da altre dinamiche politiche — parlare di garanzia della rappresentanza femminile resterà più un esercizio retorico che una misura sostanziale.
Cosa aspettarsi ora
La riforma prosegue comunque il proprio iter, con gli altri emendamenti ancora da votare e il successivo passaggio al Senato, dove il regolamento non consente il voto segreto sulla materia elettorale. Sarà lì, probabilmente, che si capirà se la politica saprà finalmente costruire una combinazione efficace tra preferenze e alternanza di genere, invece di continuare a trattarle — come avvenuto finora — come due strumenti in conflitto tra loro anziché complementari.
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Carrara, 11 luglio 2026 – Sicurezza sul lavoro, prevenzione, salute, ambiente e responsabilità delle imprese. Sono stati questi i temi al centro del convegno “Salute e sicurezza sul lavoro: il valore della prevenzione nel territorio apuano”, promosso da Federmanager Massa Carrara in occasione della propria Assemblea annuale e ospitato presso la Sala conferenze di Nausicaa SpA, a Marina di Carrara.
Nel corso della mattinata sono intervenuti Michele Brignola, Direttore INAIL di Massa Carrara e Lucca; Carlo Freni, Presidente della Delegazione di Massa Carrara di Confindustria Toscana Centro e Costa; Carlo Manfredi, Presidente dell’Ordine dei Medici di Massa Carrara; Gianluca Sassi, medico di medicina generale e referente del Progetto Sintesi per la Medicina Generale; Antonio Valenti, Presidente di Nausicaa SpA; Daniele Damele, Presidente FASI, in collegamento; e Sandro Sabbatini, funzionario FASI.
In quest’ottica, ampio spazio è stato dedicato al ruolo delle aziende. Dal confronto è emersa la necessità di superare una visione della sicurezza limitata al solo adempimento normativo, per promuovere invece una cultura organizzativa nella quale la prevenzione diventi parte integrante della vita d’impresa. Non solo rispetto delle regole, dunque, ma attenzione reale al benessere di lavoratori, collaboratori e dirigenti.
Il tema della programmazione e della collaborazione tra enti è stato richiamato da Michele Brignola, Direttore INAIL di Massa Carrara e Lucca. «La sicurezza non può essere lasciata all’improvvisazione – ha dichiarato – ma è frutto di programmazione, studio e collaborazione. INAIL segue da tempo questo percorso e ha recentemente rinnovato la collaborazione con Federmanager attraverso un ulteriore accordo, con l’obiettivo di proseguire insieme il cammino verso un lavoro sempre più sicuro».
«Come Confindustria – ha spiegato in seguito Carlo Freni, Presidente della Delegazione di Massa Carrara di Confindustria Toscana Centro e Costa – siamo impegnati da anni nel promuovere iniziative dedicate alla sicurezza e alla salute sul lavoro. Oggi abbiamo voluto proporre una lettura diversa del ruolo del datore di lavoro, che deve essere sempre più un regista capace di organizzare l’azienda tenendo conto degli impatti sulla sicurezza e sulla salute dei dipendenti. È importante che questo principio diventi parte del DNA delle imprese, superando la sola cultura dell’obbligo per arrivare a un vero principio organizzativo del processo aziendale».
Nel corso dell’incontro, Nausicaa SpA, che ha ospitato l’evento, ha illustrato la propria attività nell’ambito della promozione della salute e della cultura della prevenzione rivolta alla comunità. Sono stati richiamati alcuni progetti attivi sul territorio, tra cui Occhio alla Vista 2, dedicato alla prevenzione delle retinopatie attraverso il coinvolgimento delle farmacie comunali, della medicina generale, dell’ASL Toscana Nord Ovest e del reparto di Oculistica; Occhio al Bambino; e Carrara Cardio Protetta, progetto orientato alla diffusione della cultura del primo soccorso e alla formazione dei cittadini.
La parte conclusiva è stata dedicata a FASI, fondo di assistenza sanitaria integrativa rivolto ai dirigenti, che ha presentato i pacchetti di prevenzione e gli strumenti dedicati alla tutela della salute e del benessere degli iscritti.
La discussione finale ha confermato l’importanza di costruire una rete stabile tra imprese, manager, istituzioni, sanità, associazioni e territorio. Una rete capace di individuare le criticità, valorizzare le buone pratiche e promuovere azioni concrete per ridurre gli incidenti sul lavoro, rafforzare la sicurezza e migliorare la salute delle persone anche nel lungo periodo.
Per Federmanager Massa Carrara, il convegno rappresenta un punto di partenza per continuare a promuovere una cultura della prevenzione sempre più radicata nel territorio apuano, valorizzando il ruolo dei manager come figure centrali nella costruzione di ambienti di lavoro più sicuri, responsabili e orientati al benessere.
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La variazione al Bilancio di previsione 2026-2028 della Regione Toscana, approvata dal Consiglio regionale il 7 e l'8 luglio, mobilita complessivamente 103,2 milioni di euro destinati, nelle parole del presidente Eugenio Giani, a "rispondere alle esigenze dei territori".Alla provincia di Massa-Carrara sono destinati appena 612 mila euro, pari a circa lo 0,6 per cento dell'intera manovra. Non è un errore di stampa.È l'ennesima fotografia di un rapporto sbilanciato tra il centro della Toscana e le aree periferiche. Mentre Lucca riceve quasi 8 milioni di euro e Firenze 8,5, Massa-Carrara resta, insieme a Grosseto, tra le ultime della classifica: due province che condividono, non a caso, la stessa distanza dai centri decisionali e la stessa scarsa voce in capitolo quando si tratta di definire le priorità del bilancio regionale.Eppure pochi territori toscani presentano una combinazione di vulnerabilità sia economiche che ambientali paragonabile a quella di Massa-Carrara. È la provincia più povera, con più disoccupazione, colpita da scelte di politica industriali più che discutibili ma soprattutto la provincia del dissesto idrogeologico della montagna e della Lunigiana, dell'erosione costiera che interessa Marina di Massa, delle bonifiche ancora aperte, delle Alpi Apuane sottoposte a una devastazione estrattiva senza eguali e di un patrimonio naturale sempre più esposto agli effetti dei cambiamenti climatici.
Le due questioni, nel nostro territorio, coincidono. Perché proprio Massa-Carrara è uno dei luoghi dove gli effetti dei cambiamenti climatici richiederebbero maggiori investimenti pubblici.
Ma c'è un dato che colpisce ancora di più. Scorrendo l'elenco degli interventi finanziati dalla variazione di bilancio non si trova una sola misura chiaramente destinata all'adattamento ai cambiamenti climatici.
Nessun investimento riconoscibile per la prevenzione del rischio alluvionale, il contrasto alla siccità, il contenimento dell'erosione costiera, la gestione delle ondate di calore, la prevenzione degli incendi boschivi e, più in generale, per l'adattamento dei territori ai cambiamenti climatici.In una regione che negli ultimi anni ha conosciuto eventi meteorologici sempre più estremi, questa assenza pesa quanto i numeri.Se il cambiamento climatico rappresenta davvero, come viene ripetuto in ogni documento istituzionale, la principale sfida del nostro tempo, dovrebbe essere riconoscibile anche nelle scelte di bilancio.Dal nostro territorio non chiediamo privilegi né trattamenti di favore. Chiediamo però che le priorità ovunque dichiarate diventino delle priorità realmente finanziate.Perché un territorio fragile non può continuare a ricevere le briciole.E perché la lotta ai cambiamenti climatici non può restare soltanto uno slogan, mentre nei bilanci continuano a mancare risorse dedicate alla prevenzione e all'adattamento.Non è un dettaglio da poco che questa variazione di bilancio sia stata approvata a pochi giorni dalla Giornata UE per le vittime della crisi climatica globale, che ricorre proprio oggi, 15 luglio. Una ricorrenza istituita dall'Unione Europea nel 2023 per richiamare tutti i livelli di governo alla responsabilità di investire in prevenzione e adattamento. Il contrasto tra questa ricorrenza e l'assenza di misure dedicate nella variazione appena approvata parla da sé. Oggi i numeri raccontano due cose: per Massa-Carrara: lo 0,6 per centodella manovra; per l'adattamento ai cambiamenti climatici: nessuna scelta politica chiaramente riconoscibile.
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I consiglieri comunali del Partito Democratico Giovanna Santi e Daniele Tarantino, insieme al gruppo consiliare PD, intervengono sulla gestione della viabilità e dei parcheggi lungo la valle del Torrente Renara durante il periodo estivo. «La situazione non solo non si è risolta, ma è ulteriormente peggiorata. Le misure adottate fino ad oggi hanno semplicemente spostato il problema più a valle, con conseguenze ancora più gravi per i residenti e per la sicurezza.»Oggi, infatti, l’intera strada che da Canevara conduce al paese di Forno si è trasformata in un parcheggio selvaggio. Le auto vengono lasciate su entrambi i lati della carreggiata, spesso anche in prossimità delle curve, restringendo notevolmente lo spazio disponibile per il transito dei veicoli.Le criticità emerse nel fine settimana rappresentano un campanello d’allarme. In seguito a incidenti avvenuti nel torrente, sono stati necessari gli interventi dell’ambulanza e dei Vigili del Fuoco, con il traffico che è rimasto completamente bloccato per diverse ore.Se nello stesso momento si fosse verificata un’emergenza nei paesi a monte, i mezzi di soccorso avrebbero incontrato enormi difficoltà, se non addirittura l’impossibilità, nel raggiungere tempestivamente le località interessate. Si tratta di una situazione che non può essere sottovalutata.»Per il gruppo consiliare PD è evidente che gli interventi finora messi in campo non abbiano prodotto i risultati sperati, ma abbiano soltanto trasferito e aggravato il problema, coinvolgendo un tratto di strada più esteso e interessando un numero maggiore di paesi.Per questo motivo i consiglieri Giovanna Santi e Daniele Tarantino, insieme al gruppo consiliare PD, invitano l’amministrazione comunale ad avviare una riflessione seria su soluzioni alternative e strutturali. Tra le proposte avanzate vi sono la realizzazione di un’area di parcheggio in località Mulino, appena sopra il paese di Guadine, e l’attivazione di un servizio navetta efficiente e a costi contenuti che colleghi il centro città con i paesi a monte, così da limitare l’afflusso di auto private.«È necessario intervenire con una pianificazione efficace che tenga insieme sicurezza, tutela del territorio, vivibilità dei paesi e valorizzazione turistica della valle. Continuare a spostare il problema da una zona all’altra non rappresenta una soluzione. Servono scelte coraggiose e condivise, nell’interesse dei residenti, dei visitatori e di chi ogni giorno percorre questa strada.» Il Comitato “Una montagna da salvare”, oltre a condividere la proposta di utilizzare il parcheggio in località Mulino (da discuterne con i residenti dei Guadine e Gronda) suggerisce l’utilizzo temporaneo di uno dei piazzali di segheria dismesse con l’attivazione di un servizio di bus navetta.
foto di Giovanni Viaggi
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