Politica
L'onorevole Barabotti della Lega ha incontrato il ministro Piantedosi sul caso Bongiorni: "Vicinanza alla comunità e massima attenzione alla sicurezza del territorio"
"Ho incontrato al Viminale il Ministro dell'Interno Matteo Piantedosi per fare il punto sulla situazione della sicurezza nella provincia di Massa Carrara. Il Ministro ha espresso…

Europa Verde: "MASSA 2028”: il futuro si costruisce adesso… sì alle primarie
Come EUROPA VERDE – VERDI dell'Alleanza Verdi Sinistra di Massa consideriamo urgente e necessario avviare un percorso finalizzato a…

Disagio giovanile dilagante a Carrara, serve un nuovo delegato alle politiche giovanili: la riflessione di Lucian Martisca della Lega
Arriva da Lucian Martisca, vicesegretario Lega Carrara e coordinatore Lega Giovani Carrara una riflessione sulla situazione dei giovani nel comune di Carrara: "La nostra città sta…

Carrara centro verso il miglioramento grazie al nuovo corso universitari: incontro tra l'assessore Dazzi e il circolo Pd Carrara centro
Un gran numero di iscritti ha partecipato attivamente e con spirito propositivo, grazie anche all’attività coinvolgente del segretario, alla riunione presso il circolo PD Carrara centro…

No al CPR ad Aulla: un centro di detenzione amministrativa il no di Avs e dell'assessore regionale Nardini
"L'annuncio del Ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, che comunica al presidente Eugenio Giani l'individuazione di un'area nel comune di Aulla (Massa Carrara) per la realizzazione di…

Massa: Adottate misure di sicurezza pubblica in conseguenza della morte di Giacomo Bongiorni
In seguito all'istituzione con provvedimento prefettizio delle Zone a vigilianza rafforzata per i tragici avvenimenti che hanno causato la morte di Giacomo Bongiorni, sono state adottate le ordinanze sindacali…

Massa Carrara, presentato il focus Ires sull’economia. “Stagnazione, terziarizzazione debole e rischio elevatissimo di crisi industriale. Sono necessari interventi infrastrutturali e politici”
Ires Toscana, oltre alla produzione di un focus periodico sull’economia regionale (scaricabile su irestoscana.it), sta conducendo una serie di studi (a cura del ricercatore Andrea Cagioni) sull’economia su…

Zone a vigilanza rafforzata, chiusura anticipata dei locali e stop alla vendita di bevande in contenitori di vetro: nuove ordinanze a Carrara
A partire da venerdì 17 aprile entreranno in vigore due nuove ordinanze sindacali che vanno a recepire il pacchetto di misure di emergenza adottato dal Comitato provinciale Ordine e…

Caffaz, Bernardi, Borghini e Mattei: nasce una nuova coalizione civica aperta a chiunque abbia a cuore il rinnovamento di Carrara
Novità, trasversalità e concretezza per portare un vero cambiamento alla città di Carrara: sono, in sintesi i punti cardine alla base della coalizione civica composta da…

Emergenza sicurezza a Massa: l'intervento di Democrazia Sovrana Popolare
Democrazia Sovrana Popolare, a seguito del tragico evento che ha coinvolto il concittadino Giacomo Bongiorno, torna sul tema della sicurezza nella provincia di Massa Carrara. "Quanto…

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Il consigliere della lista Ferri, Filippo Mirabella, ha commentato l'annuncio della modifica dell'articolo 21 fatta dal sindaco Serena Arrighi: "I lavoratori del marmo in questo periodo sono passati dalla fatica quotidiana alla sopravvivenza della filiera perchè, va ribadito, il marmo di Carrara vive grazie a tutte le imprese, grandi e piccole, ai lavoratori e alle loro famiglie, che ogni giorno affrontano sfide enormi per mantenere viva una tradizione millenaria. Il riconoscimento è doveroso: accettare questa proroga, pur nelle difficoltà, è un atto di sopravvivenza e responsabilità. Senza queste aziende e senza questi lavoratori, la filiera marmo sarebbe già sparita. La delibera sulla proroga di due anni della lavorazione in loco del Sindaco Arrighi dimostra debolezza e rinvia i problemi. La delibera addirittura è stata emendata per correggere l'atto in quanto non conteneva alcuna motivazione concreta, limitandosi a parlare di una “piccola modifica”. Questo vuoto amministrativo evidenzia la debolezza della gestione Arrighi: un atto senza motivazione è di fatto fragile e privo di visione politica. Il problema, però, ha radici più profonde. Dire che si tratta di una 'piccola modifica' è un insulto all'intelligenza di chi lavora. Non esistono piccole modifiche quando in ballo c'è la sopravvivenza di centinaia di famiglie. La verità è che il comune di Carrara sta tenendo in ostaggio il settore: da una parte impone vincoli teorici (il 50 per cento di lavorazione in loco), dall'altra non offre nemmeno un metro quadro di infrastrutture pubbliche o agevolazioni per permettere alle PMI di adeguarsi. La gestione Arrighi dimostra una distanza siderale dalla realtà operativa. Pensare di risolvere la complessità della filiera con un tratto di penna su una scadenza significa ignorare i cicli del mercato, i costi energetici e le difficoltà logistiche. Il marmo di Carrara merita una regia industriale, non una gestione da condominio fatta di rinvii e silenzi. La 'mossa della Sindaca è in realtà il passo del gambero: si torna indietro perché non si è stati capaci di andare avanti con un piano serio." Questa estensione da due a quattro anni non è un aiuto alle imprese, è un salvagente lanciato dalla Sindaca a se stessa. A ridosso delle scadenze politiche, la Giunta si accorge improvvisamente che i tempi imposti inizialmente erano campati in aria. È la politica decide di rimandare il problema per non affrontare il fallimento di un regolamento scritto senza conoscere la polvere e il sudore delle cave. Non è lungimiranza, è paura del consenso che svanisce."Quando la Arrighi decise, in fretta e furia, il termine di due anni, dimostrò di non conoscere il lavoro “al monte” e la realtà operativa delle imprese. Successivamente, nonostante le richieste e i tavoli di confronto con le aziende, ha buttato all’aria ogni dialogo. Ora, a pochi mesi dalla sua presunta seconda candidatura, con l’allungamento da due a quattro anni crede di avere trovato una soluzione tattica per salvarsi politicamente, ma che non risolve affatto il problema strutturale della filiera marmo. La legge regionale Toscana 35/2015 stabilisce chiaramente l’obiettivo della lavorazione in loco per almeno il 50 per cento dell’escavato, per valorizzare la filiera locale e creare lavoro sul territorio. I due anni iniziali erano una scelta della Arrighi e del PD che la sostiene , non un obbligo di legge. Dare più tempo, quindi, non produce alcun risultato concreto: è solo un rinvio politico. Le alternative reali ci sarebbero: creare laboratori pubblici o consorziati accessibili alle PMI, riconvertire impianti industriali esistenti in laboratori di lavorazione; ripensare le modalità di lavorazione in loco, mantenendo comunque il principio di filiera regionale.
La delibera della Arrighi che, ripetiamo, è stata corretta durante il Consiglio comunale, non è solo un atto formale: è l’emblema di una gestione che rinvia i problemi, ignora le richieste delle imprese e tenta scorciatoie politiche, mostrando una debolezza amministrativa che il territorio paga in termini di lavoro e sviluppo.Carrara non ha bisogno di elemosine temporali, ma di certezze strutturali. Continuare a rattoppare delibere fragili serve solo a prolungare l'agonia di un sistema che chiede dignità e investimenti, non proroghe dell'ultimo minuto. Se l'amministrazione non ha il coraggio di ammettere i propri errori e di sedersi a un tavolo tecnico reale, abbia almeno l'onestà di dire che il futuro della nostra pietra non è più una sua priorità.
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Arriva dal giornalista e scrittore di origine massese, Riccardo Jannello, una bellissima e attenta lettera alla città di Massa e a chi, per sole ragioni di tifoseria politica, ha remato contro e ora sta esultando per la mancata nomina a capitale italiana della cultura 2028. Ci si potrebbe consolare pensando a un altra nomina- contentino che provenga dalla regione, come quella che il presidente Giani ha assegnato a Carrara nei giorni scorsi: capitale toscana dell'arte contemporanea, vincitrice di un concorso mai bandito e a cui non ha partecipato nessuno (e sorvoliamo sul ridicolo capitale toscana- concetto che non esiste), ma forse, nel caso di Massa, proprio per le stesse ragioni che Riccardo Jannello evidenzia così bene nella sua lettera, sembrerebbe assai difficile che arrivino nomine regionali estemporanee e consolatrici. Ecco il testo della lettera di Jannello alla sua città:
"Oggi è una giornata triste per la città e nonostante questo sono certo che (quasi) metà di essa, quella che è riuscita a perdere le elezioni comunali nel 2023, festeggerà con grande spiegamento di forze perché i “fascisti” che avevano sostenuto la candidatura a Massa Capitale della Cultura 2028 sono stati sconfitti, per una incollatura, da Ancona. Chi sono i festeggianti? Alla loro testa c’è chi guida la Regione: Eugenio Giani e la “zarina” Cristina Manetti: stracciata Fiesole da loro sostenuta con frasi tipo (Giani) “la Toscana è Fiesole”, hanno fatto in modo che Massa venisse messa in secondo piano trovando nei loro accoliti apuani, il centrosinistra massese che ha votato contro in comune e soprattutto il sindaco di Carrara Serena Arrighi, il giusto humus. Ma c’è a Massa chi più di altri ha sempre giocato contro la candidatura. Non ho paura a fare alcuni nomi: Daniela Bennati, Giancarlo Albori, Marco Rovelli, Ivo Zaccagna, Rossana Lazzini e altri blogger o titolari di siti o presunti intellettuali, Bruno Giampaoli e mi scuso con chi dimentico e sarebbe felice di finire nella lista. E poi c’è chi, pur potente in città, non ha mai detto una parola e mi riferisco a Martina Nardi o Roberto Pucci: la loro influenza è nota, anche sulla sconfitta del 2023.
E’ bruttissimo pensare che Massa – e perfino Forlì – abbiano perduto perché nelle loro città metà persone tifavano contro: l’esempio contrario più bello è Colle Val d’Elsa dove ieri mattina, fascisti e comunisti abbracciati, si sono riuniti al Teatro del Popolo per seguire trepidanti la diretta streaming dalla Sala Spadolini del ministero (guarda caso alla guida di Massa c’è stato anche un repubblicano, e che personaggio!…) auspicando che la candidatura, fortemente voluta da tutti, andasse a buon fine. Oggi io piango per la sconfitta della città dove sono nato, e avrei pianto comunque, qualsiasi colore la governasse, perché quando ci sono battaglie da fare tutti devono essere uniti perché dobbiamo pensare sempre allo sviluppo del nostro territorio, della nostra società. “Con la cultura – scrive Tahar Ben Jelloun - si impara a vivere insieme; si impara soprattutto che non siamo soli al mondo, che esistono altri popoli e altre tradizioni, altri modi di vivere che sono altrettanto validi dei nostri”.
Chi oggi festeggia la sconfitta di Massa non vuole bene alla sua città. Perché se le voleva bene doveva pensarci tre anni fa".
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Ieri sera, in Consiglio comunale, è stata approvata la proroga di due anni per i controlli sul raggiungimento del 50 per cento di lavorazione in filiera del materiale estratto. Riteniamo, come già detto anche nell’audizione delle Associazioni ambientaliste in commissione marmo, che questa scelta si rivelerà un grave errore anche perché ci sono tanti buoni motivi per dire un NO deciso alla proroga. Le aziende, infatti, sapevano dal 2015 (legge regionale cave) che, per avere accesso alla proroga delle autorizzazioni avrebbero dovuto lavorare in loco almeno il 50% del materiale estratto. Nel 2023 hanno firmato col Comune le convenzioni per garantirsi la possibilità di proseguire l’escavazione fino al 2042, sapendo che dopo due anni ci sarebbero stati i controlli sulla effettiva realizzazione della filiera. Adesso molte aziende hanno chiesto una proroga per raggiungere quel risultato che non hanno saputo realizzare in 11 anni: o credono nei miracoli o pensano, più realisticamente, di ottenere una modifica alla legge 35, che elimini o riduca l’obbligo di filiera! Oltretutto, seguendo la tradizione italica dei condoni edilizi, la logica della proroga rappresenta uno “schiaffo” per chi si è messo in regola e un potente incentivo per chi non intende invece farlo.Come già detto più volte, si può accettare di mantenere l’escavazione a Carrara, nonostante i pesanti danni paesaggistici e ambientali, solo riducendone i volumi e razionalizzandola e solo se i cittadini ne traggono un reale beneficio.Da tutti gli studi si evince che la lavorazione in filiera, soprattutto se di qualità e ad alto valore aggiunto, porta molta più occupazione rispetto all’attività di estrazione e alla commercializzazione dei blocchi. Dunque è alla filiera che si deve puntare, senza accettare deroghe o proroghe a quanto stabilito dalla legge 35.C’è anche un altro aspetto grave che vogliamo evidenziare: la mancanza di trasparenza sui dati. Quelli che ha fornito la sindaca in commissione marmo infatti sono estremamente generici.Si dice che a oggi solo 19 cave sarebbero in regola e a 4 manca solo un 1 per cento per diventarlo al 30 aprile, data in cui sarebbero dovuti scattare i controlli sulla filiera. Le altre 25 cave si attestano su valori variabili tra il 48 per cento di filiera e meno del 20 per cento. Proseguendo nella discutibile scelta di nascondere i dati ai cittadini, non è stato detto se queste cave inadempienti sono grandi o piccole, che utili hanno e quanto personale occupano. Pur contrari alla proroga, avevamo proposto all’Amministrazione di valutare caso per caso se concederla o meno: una cosa infatti è essere oltre il 40 per cento di filiera, una cosa è essere ben sotto tale soglia, soprattutto se si tratta di aziende grosse con utili sostanziosi che avrebbero consentito di fare gli investimenti necessari. E se tra due anni ci saranno ancora aziende non in regola che cosa succederà? Si proporrà un’altra proroga, tanto “le regole ci sono, ma non sempre valgono”? Se poi l’obiettivo è quello di vanificare la filiera, modificando la legge 35, diciamo subito che siamo nettamente contrari e disposti alle barricate per impedirlo. E l’Amministrazione?
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I consiglieri di maggioranza del comune di Carrara hanno fermato la richiesta dell'opposizione di presentare un'interrogazione sulle voci sempre più insistenti, apparse anche su testate locali, sul destino dell'assessore allo sport Lara Benfatto data, da tempo, in procinto di dover lasciare il suo ruolo per una serie di mosse strategiche volte a consolidare il sostegno alla ricandidatura a sindaco di Serena Arrighi per le elezioni del 2027. Un comportamento che solleva ancora più dubbi di quanti avrebbe voluto sotterrare e che ha determinato l'inevitabile reazione di critica da parte dei consiglieri dell'opposizione che fanno sapere: "A nome di tutti i consiglieri di opposizione, esprimiamo forte rammarico e preoccupazione per la decisione della maggioranza di impedire la presentazione, in Consiglio comunale, di un'interrogazione sul tema del rimpasto di giunta. Si tratta di una scelta grave, che mortifica il ruolo del Consiglio e limita il diritto-dovere dei consiglieri di esercitare pienamente la funzione di indirizzo e controllo politico-amministrativo. Ancora più grave è il tema su cui si è deciso di porre un veto: il rimpasto di giunta, più volte annunciato, ipotizzato e discusso pubblicamente, ma mai concretamente realizzato. Vogliamo essere chiari: il rimpasto di giunta non è una questione privata tra il sindaco e il Partito Democratico. Non è una dinamica interna di partito da gestire nelle segrete stanze. È, al contrario, un fatto politico e istituzionale che riguarda l'intera città, perché incide direttamente sull'assetto dell'esecutivo, sulle deleghe, sulle priorità amministrative e, in definitiva, sulla qualità del governo del territorio. È inoltre emblematico il comportamento della maggioranza prima di votare sull'allungamento dei tempi del Consiglio comunale richiesto dal consigliere Massimiliano Manuel: è stato chiesto preventivamente di quale argomento trattasse l'interrogazione, facendo chiaramente capire che se l'argomento fosse stato "scomodo" non sarebbe stata concessa la proroga. Questa è la rappresentazione plastica di come la maggioranza sia disponibile a discutere solo di argomenti "comodi", impedendo di affrontare quelli scomodi, anche se di grande rilevanza politica per la città.
Per questo motivo, riteniamo inaccettabile che si voglia sottrarre tale argomento al confronto pubblico in Consiglio comunale, che è il luogo naturale del dibattito democratico. Impedire la discussione significa negare trasparenza ai cittadini e sottrarsi a un chiarimento doveroso. È evidente che dietro questa decisione si nascondano imbarazzi e divisioni interne alla maggioranza. Ma proprio per questo sarebbe stato ancora più necessario affrontare il tema alla luce del sole, con responsabilità e rispetto delle istituzioni. Il tentativo di silenziare il dibattito non rafforza l'azione amministrativa, ma la indebolisce, alimentando dubbi e sfiducia. Noi continueremo a chiedere chiarezza, trasparenza e rispetto del ruolo del Consiglio comunale, nell'interesse esclusivo della città e dei suoi cittadini".
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I consiglieri di maggioranza del comune di Carrara giustificano la scelta di modificare l'articolo 21 in favore degli imprenditori che non hanno raggiunto il 50 per cento della lavorazione i loco del materiale escavato: «Con l'approvazione della delibera di modifica del disciplinare dell'articolo 21 questa maggioranza ha compiuto una scelta politica ben precisa: quella di privilegiare il lavoro e i lavoratori. Lo abbiamo fatto con senso di responsabilità, scegliendo la strada del confronto, dell'ascolto e del dibattito con tutto il territorio perché consapevoli di stare affrontando un argomento che riguarda una parte importante della nostra comunità. Il fatto che tante persone, tanti lavoratori, martedì sera siano stati fino a tardi in consiglio comunale lo dimostra. Si è trattato di un percorso durato quattro mesi nel corso del quale abbiamo ricevuto tanti contributi importanti, anche da parte della stessa opposizione, al termine del quale abbiamo poi fatto una scelta. Abbiamo deciso di portare questa modifica in consiglio comunale e di evitare così scorciatoie che altri suggerivano. Quando abbiamo approvato il regolamento sulla tracciabilità abbiamo detto chiaramente come quello del 50 per cento non dovesse essere una tagliola, bensì uno strumento attraverso il quale arrivare a migliorare le condizioni dei lavoratori, le ricadute sul territorio e la tutela dell'ambiente. Utilizzare lo strumento della caducazione per poi ributtare la palla in avanti di due anni con una 'deliberetta' di giunta non sarebbe stato giusto nei confronti di tutta la comunità. Noi abbiamo deciso di approvare una modifica che dice una cosa molto semplice: raccogliamo nuovi dati e sulla base di questa vedremo poi di parlare con la Regione su quali correttivi apportare. Così facendo noi non solo proseguiamo in quello che è lo spirito della legge 35, ma andiamo anche a tutelare l'impresa locale come strumento di crescita della comunità. I numeri che sono stati raccolti in questi mesi ci dicono che sono aumentati in maniera considerevole gli investimenti industriali sulla filiera, ma che a oggi ci sono 300 lavoratori che rischiano il posto. Stiamo parlando di posti di lavoro reali, di cave dove ci sono i cavatori che faticano, ogni giorno e che non vogliamo possano diventare solo un investimento per capitali».
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Un coro unanime dal centro destra di solidarietà al consigliere comunale della Lega Massa Filippo Frugoli per le scritte minatorie nei suoi confronti apparse sui muri della città. Condanna del gesto e vicinanza a Frugoli l'ha espressa Susanna Ceccardi: "Ancora una volta assistiamo a un inaccettabile episodio di odio politico e intimidazione che nulla ha a che vedere con il confronto democratico. Totale solidarietà al coordinatore regionale della Lega Giovani Toscana e capogruppo in consiglio comunale a Massa, Filippo Frugoli: non sarà lasciato solo di fronte a simili atti vigliacchi. Sono certa che le forze dell'ordine faranno piena luce su quanto accaduto, così come sono certa che violenza e minacce dei soliti estremisti di sinistra non fermeranno il lavoro di Filippo, un militante vero che si impegna ogni giorno per il proprio territorio con tenacia e orgoglio".
Posizione di condanna condivisa anche da Lorenzo Pascucci consigliere comunale di Forza Italia e Consigliere Nazionale ANCI: " Esprimo la mia più ampia solidarietà al consigliere comunale Filippo Frugoli, vittima di scritte e minacce vergognose e senza senso . Non è più possibile tollerare un clima che vede personaggi alimentati da ideologie e fanatismi scagliarsi contro esponenti del cento destra nel silenzio assordante dei partiti della sinistra .
La violenza fisica e verbale, da qualsiasi parte provenga e ‘ sempre da condannare , ma l’atmosfera di odio che sta salendo , dove la minaccia verso l’avversario passa per lotta di libertà non è più giustificabile. Solidarietà piena a Filippo e ferma condanna agli ignoti teppisti" .
Sulla stessa linea anche l'onorevole Andrea Crippa, commissario regionale della Lega Toscana: "Desideriamo esprimere la nostra piena vicinanza a Filippo Frugoli, nostro Capogruppo al Comune di Massa, per le gravi e vili minacce ricevute tramite delle scritte ingiuriose apparse in città. Frasi e simboli molto espliciti, apparsi accanto ai manifesti della Lega inerenti al prossimo referendum, che chiediamo siano immediatamente stigmatizzate da tutte le forze politiche. Un brutto episodio che testimonia come vi sia, purtroppo, un clima d'odio che riteniamo indegno di un Paese civile e democratico. Siamo, peraltro, sicuri che Filippo non si farà però intimidire da queste pesanti provocazioni e continuerà a svolgere col consueto impegno e bravura il suo compito nell'ambito della locale amministrazione, puntando sempre al bene per i cittadini massesi."
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"Dopo le ignobili scritte contro il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, compaiono ora nuove minacce: 'Frugoli appeso', rivolte al capogruppo della Lega in Consiglio comunale a Massa, Filippo Frugoli. Non siamo di fronte a episodi isolati. Siamo davanti a un clima avvelenato, a una violenza politica a senso unico che, nella nostra città, prende sistematicamente di mira il centrodestra e i suoi rappresentanti. Di fronte a minacce di morte non esistono ambiguità: o si sta dalla parte della democrazia, o si diventa complici di un clima che la mina. Per questo ci aspettiamo una condanna chiara e senza esitazioni da parte di tutte le forze politiche e sociali. A Filippo va la nostra piena solidarietà. A chi pensa di intimidire con la violenza rispondiamo con fermezza: non ci faremo mettere a tacere, né arretreremo di un passo".Così il deputato della Lega Andrea Barabotti.
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E' firmata, inequivocabilmente, la scritta contenente una chiara minaccia nei confronti del consigliere comunale della Lega di Massa, Filippo Frugoli, apparsa su un muro, a Massa, nelle prime ore del mattino di mercoledì 18 marzo e la firma è una falce e un martello con sopra una stella, simbolo del comunismo più esasperato della dittatura sovietica, finita nel 1989. Il messaggio è ugualmente inequivocabile: "Frugoli appeso Servi" corredato da un ulteriore simboletto di non chiara interpretazione che assomiglia al simbolo del genere maschile, ma con due frecce che lo attraversano, probabilmente il logo degli autori o solo un maldestro uso della bomboletta spray o delle informazioni relative ai simboli. Oltre allo sfregio del muro, resta, comunque la minaccia inquietante, resa più grave proprio dalla firma, messa a dimostrare l'arrogante certezza di essere ovviamente giustificati, secondo il trito e ritrito assioma autoprodotto, di essere quelli dalla parte giusta della storia e quindi di avere diritto a minacciare e anche ad uccidere quelli che non la pensano come loro, per non parlare del diritto di imbrattare i muri per intimidire un avversario politico. Il segretario provinciale della Lega Massa Carrara Andrea Tosi ha definito 'gravissima' la minaccia sulla sua pagina facebook ed ha auspicato una condanna generale del gesto: "Mi giunge questa foto da Massa. Questa non è una scritta. Questa è una minaccia gravissima, esplicita e inquietante nei confronti di Filippo Frugoli, capogruppo della Lega. Un fatto di una gravità assoluta, che supera ogni limite e che nulla ha a che vedere con il confronto politico. A Filippo va la mia totale e incondizionata solidarietà. Qui non si sta parlando di intimidazione. Qui si è andati ben oltre, con un messaggio che richiama direttamente la violenza. Su episodi del genere non può esserci alcuna sottovalutazione. Serve una condanna ferma da parte di tutti. Noi non arretriamo di un millimetro".
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MARINA DI MASSA – "Non possiamo più mandare i nostri figli a farsi la doccia in quelle condizioni". È questo il senso delle numerose e preoccupate segnalazioni che il Consigliere Comunale Fratelli d'Italia Bruno Tenerani e il coordinatore comunale di Fratelli d'italia Masimiliano Fornari hanno ricevuto negli ultimi giorni da parte dei genitori dei giovani calciatori che frequentano l’impianto sportivo di via Casola.Al centro della denuncia non c’è solo l'estetica, ma la salute dei ragazzi. Gli spogliatoi, cuore pulsante dell’attività sportiva, versano in uno stato di degrado igienico che i genitori definiscono"non più sopportabile". “Mi sono arrivate segnalazioni documentate di ambienti insalubri, dove la pulizia e la sanificazione sembrano un lontano ricordo,” dichiara il consigliere Bruno Tenerani. Non è accettabile che un luogo pubblico, dedicato alla crescita e al benessere dei nostri giovani, sia ridotto in questo stato continua il coordinatore Massimiliano Fornari.
La situazione di via Casola è nota: il recente fallimento dell’avviso pubblico per la gestione ha lasciato la struttura senza una guida certa. Ma per il Consigliere Bruno Tenerani la burocrazia non può essere un alibi. Il fatto che non sia stata assegnata la gestione del struttura o siano state dichiarate non idonee le proposte delle società sportive non autorizza l’amministrazione a voltarsi dall’altra parte. Se la gestione è in un limbo, il Comune ha il dovere morale e legale di garantire la manutenzione ordinaria e l'igiene minima. Non possiamo aspettare i tempi lunghi della politica mentre i ragazzi rischiano di contrarre infezioni o sono costretti a tornare a casa senza lavarsi.”
Per concludere, Il consigliere Tenerani e il coordinatore Fornari chiedono all’amministrazione, intervento immediato per il ripristino delle condizione di igiene e decenza degli spogliatoi, chiarezza sul futuro dell’impianto, affinché via Casola smetta di essere la "terra di nessuno" dello sport massese.
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- Nessun cambio all'assessorato allo sport di Carrara: il presidente del Coni Massa Carrara Vittorio Cucurnia conferma che la notizia dell'assessore Benfatto fatta fuori dall'amministrazione Arrighi era solo una bufala
- Massa, il Consiglio Comunale approva all'unanimità la mozione sull'endometriosi: un impegno concreto per la salute delle donne
- Nuovo sopralluogo del consigliere della Lega Andrea Tosi a Sorgnano: bene i lavori sulla strada che collega a Gragnana, ma serve un intervento sul verde nel primo livello del parcheggio del paese
- Annunciano il benservito a Lara Benfatto, assessore allo sport, turismo e commercio del comune di Carrara ma l'interessata smentisce totalmente
- Proroga di due anni agli imprenditori del marmo che hanno mancato l'obiettivo del 50 per cento di lavorazione in loco: l'annuncio di Pd, Pri e Psi
- Cedimento di una griglia per la raccolta acque piovane a San Carlo: il consigliere Ortori ha attivato l'intervento del comune
- Tagliati, a Miseglia, alberi anche in terreni privati per un costo di 46 mila euro: la critica del consigliere Bernardi
- Scritte contro Meloni a Massa: Tenerani FDI- "Atti vigliacchi. lo stato non arretra davanti ai ricatti di anarchici e delinquenti"
- Le scritte contro Meloni non sono atti di vandalismo ma segnali d'odio che non deve avere cittadinanza: la critica del consigliere regionale di FdI Marco Guidi
- Il referendum sulla giustizia è una sfida di civiltà: così l'onorevole Barabotti della Lega al gazebo di Massa


