Politica
Cerimonia per l'82° anniversario della strage di Bergiola Foscalina: presenti tutte le istituzioni
Si è tenuta mercoledì 16 settembre, la cerimonia commemorativa dell'82° Anniversario della Strage di Bergiola Foscalina, evento patrocinato dalla Provincia di Massa-Carrara. A rappresentare l'amministrazione…

Villaggio San Luca, infiltrazioni e promesse disattese. «Adesso basta, il Comune intervenga»
«È il momento di dire basta. Basta promesse non mantenute e basta con il menefreghismo di un'amministrazione che continua a lasciare soli i cittadini». Lo…

CPR ad Aulla: Schianchi di FdI definisce "ideologico" l'atteggiamento del Governo, Valettini prenda le distanze
Arriva dalla segreteria provinciale di FdI Massa Carrara e Lunigiana un'analisi critica sul Cpr di Aulla che chiama in causa il sindaco di Aulla e…

Importanti nomine regionali per i dirigenti FdI del territorio: quattro apuani ai vertici dei dipartimenti regionali Toscana di Fratelli d'italia
Fratelli d'Italia Massa Carrara attraverso il coordinatore provinciale del partito Marco Guidi esprime grande soddisfazione per le recenti nomine regionali che vedono protagonisti alcuni dirigenti…

Cantieri elettorali e città paralizzata: il grande bluff del restyling di Carrara
Opere urbanistiche come strumento di propaganda elettorale: è quanto suggerisce Cristina Pinelli di Forza Italia nei confronti dell'amministrazione di Serena Arrighi: "L’amministrazione comunale uscente merita un…

Via Bigioni, una strada sempre più pericolosa: FdI annuncia un'interpellanza in consiglio comunale
Via Bigioni, a Marina di Carrara, è diventata una situazione di rischio quotidiano per residenti, automobilisti e soprattutto per i pedoni.La…

Sicurezza: Persiani, anche a Massa pronti a sostenere l'aumento dei militari per l'operazione Strade Sicure
Massa, 15 setembre. - "La priorità per la nostra Amministrazione e per il territorio è la sicurezza dei nostri cittadini, di chi lavora e dei tanti turisti che…

Difesa della costa e sedimenti marini, Barabotti: «La Regione si sveglia dopo anni di ritardi. Giani intervenga prima dell'inverno»
Massa, 15 settembre 2026 – «L'approvazione da parte della Giunta regionale della delibera sui valori chimici locali dei sedimenti marini non è una vittoria da celebrare,…

Carrara pronta a fare la propria parte per chiedere più personale di sostegno nelle scuole secondarie
Nel giorno della prima campanella nelle scuole cittadine si è riunita oggi la commissione Sanità presieduta da Guido Bianchini per ascoltare il garante per i…

Operazione strade sicure: la Lega chiede di arrivare a 10mila militari impiegati. Barabotti promette presidi anche nella provincia apuana
Massa, 15 settembre 2026 – «La proposta della Lega di portare da 6.800 a 10.000 i militari impegnati nell'operazione "Strade Sicure" può rappresentare un'opportunità concreta per…

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Sarà Lella Costa con 'La Fata' lunedì 31 agosto nel giardino di Casa Pellini a inaugurare la seconda edizione della rassegna 'Parole in libertà sotto la Torre'. La rassegna di Avenza sancisce così il via a una stagione ricchissima di appuntamenti con i grandi nomi del teatro nazionale che faranno tappa in città in questi ultimi scampoli di estate traghettando il pubblico carrarino fino al via della stagione degli Animosi.
Sotto la torre di Castruccio, dopo Lella Costa saranno di scena, sempre con ingresso gratuito, Gene Gnocchi giovedì 3 settembre e Ascanio Celestini sabato 5. In attesa di recuperare l'appuntamento con 'Dickinson's walk' spostato a data da destinarsi a causa dell'allerta meteo bisognerà attendere invece mercoledì 2 settembre per la prima data della rassegna 'Il mare non ha paese'. Le passeggiate poetiche lungo la diga foranea del porto di Marina di Carrara esordiranno con lo spettacolo 'Aronte e la sirena' e proseguiranno poi sabato 19 settembre con 'Non dimenticarti mai del cielo', di e con Giuseppe Cederna.
È fissato per venerdì 23 e sabato 24 ottobre invece l'avvio della stagione del teatro degli Animosi. Come ogni anno il cartellone realizzato dal Comune di Carrara con la collaborazione di Fondazione Toscana Spettacolo sarà ricchissimo: 16 titoli per 28 giornate di spettacolo che vedranno in scena grandi protagonisti della prosa nazionale.
«Dopo un'estate in cui a essere protagonista è stata la grande musica dal vivo ora sarà il teatro a prendersi la scena – dice l'assessore alla Cultura Gea Dazzi -. Lella Costa ad Avenza inaugurerà nel migliore dei modi una stagione lunghissima che, tra l'altro, la vedrà nuovamente protagonista in città con 'Lisistrata' agli Animosi il prossimo febbraio. Gene Gnocchi e Ascanio Celestini renderanno poi ancora più preziosa una rassegna, 'Parole in libertà sotto la Torre' che già l'anno scorso ha ottenuto un grande successo e che vogliamo diventi sempre più un appuntamento fisso. Sicuramente suggestivi saranno poi gli appuntamenti con 'Il mare non ha paese'. Sulla magnifica passeggiata del porto, sospesi tra il blu del mar Ligure e le vette delle Apuane, si potrà assistere a spettacoli unici guidati da maestri come Giuseppe Cederna. Con la fine dell'estate ci si avvicinerà quindi a grandi passi all'avvio della stagione del teatro degli Animosi quest'anno curata dal direttore Tindaro Granata assieme a Fondazione Toscana Spettacolo».
«In attesa di presentarla ufficialmente – dice Tindaro Granata – possiamo anticipare che la stagione che proporremo è pensata per un pubblico eterogeneo, con attenzione a progetti culturali che girano i teatri più importanti d'Italia. L'idea è quella di rendere il Teatro degli Animosi, spazio di dialogo con tutti gli artisti e le artiste che saliranno sul nostro palco e con le spettatrici e gli spettatori. Perché dal primo momento che sono entrato in questo Teatro l'ho immaginato come luogo di crescita culturale, oltre che arricchimento sociale per la comunità di Carrara. Non mancheranno i grandi classici come William Shakespeare, Tennessee Williams, Carlo Goldoni, Aristofane fino a Peter Shaffer e i nostri Michela Murgia, Annibale Ruccello e altre presenze speciali che daranno vita a un percorso di meravigliose intuizioni artistiche che possono farci amare il Teatro, ancora di più. La drammaturgia musicale (permettetemi di definirla così, per la sua bellezza e potenza) viene rappresentata agli Animosi con tre nomi altisonanti: Giorgio Gaber, Sandro Luporini e Neri Marcorè in un recital che omaggia la bella cultura cantautorale italiana . Un omaggio al mondo musical con un performer (danzatore, attore, cantante) tra i più acclamati dal pubblico e dalla critica nazionale, Marco D'Agostin. Attenzione anche ai più piccoli con un capolavoro, Pinocchio, della compagnia Marionettistica Carlo Colla e Figli riconosciuti dal Ministero dei Beni Culturali come Teatro di Figura di Rilevanza Nazionale e inserita nel Registro delle Eredità Immateriali».
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Le casette dei pescatori davanti alla Ugo Pisa che chiudono la visuale del mare non vanno bene a Italia Nostra Massa Montignoso: "Come è noto Italia Nostra, tra le altre cose, protegge l'ambiente e gli aspetti naturalistici e paesaggistici legati alla vista del mare, ma inutilmente visto che anche gli Enti preposti dallo Stato risultano inerti anche di fronte a brutture come questa delle nove casette di pescatori installate sulla strada ad occludere la vista e la fruizione del mare in zona Partaccia a Marina di Massa davanti al Parco Ugo Pisa. Abbiamo più volte denunciato la attuale sistemazione delle cabine poste parallele al mare che ne occludono la vista e che fanno si che nel nostro litorale il mare si intravveda soltanto e solo tra una cabina e l'altra o davanti alla foce di qualche fiume.Abbiamo denunciato il cattivo uso delle siepi troppo alte che impediscono la vista del mare e per ultimo, circa un mese abbiamo denunciato anche questo progetto delle casette , progetto che nel frattempo ha preso corpo così le nove casette sono state costruite ed ora si vedono ben allineate a coprire il mare.Avevamo proposto una sistemazione meno impattante e cioè che avrebbero trovato migliore soluzione se fossero state inserite all'interno del Parco Ugo Pisa lasciando i prospetti a vista sulla strada litoranea. Non ci resta che ricordare che La Legge Galasso (L. 431/ introduce un rigoroso vincolo paesaggistico sulle fasce costiere entro 300 metri dalla battigia. Tale tutela protegge l'interesse pubblico al paesaggio, vietando o limitando nuove opere che possano alterare l'ambiente, senza garantire una visuale libera ai singoli proprietari"
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In riferimento alle dichiarazioni diffuse in questi giorni sulla situazione dei posti di sostegno nella provincia di Massa Carrara, CISL Scuola Toscana Nord ritiene necessario riportare il confronto sul terreno della concretezza e della corretta informazione.«Il primo dato da chiarire», afferma Lucia Mannini, componente della Segreteria Generale CISL Scuola Toscana Nord e Segretaria Generale di Massa Carrara, «è che non è stato tolto nulla a nessuno. Parlare genericamente di penalizzazione del territorio rischia di alimentare una polemica che non aiuta né le scuole né le famiglie. Occorre invece verificare le singole situazioni e intervenire laddove emergano effettive necessità».Nell’assegnazione delle risorse per il sostegno si tiene conto della situazione certificata e delle esigenze rappresentate dalle istituzioni scolastiche. Nella prassi di determinazione iniziale delle risorse, per le situazioni riconducibili all’articolo 3, comma 1, della legge 104/1992 viene ordinariamente considerata una dotazione pari alla metà dell’orario di cattedra, mentre per le situazioni di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, si considera l’intera cattedra. Resta comunque centrale la valutazione delle effettive esigenze dell’alunno e del percorso di inclusione.L’Ufficio Scolastico Provinciale di Massa Carrara, sottolinea CISL Scuola Toscana Nord, ha mantenuto un atteggiamento disponibile al confronto e ha preso in carico le situazioni segnalate dalle istituzioni scolastiche. Nei casi in cui venga documentata la necessità di un incremento delle ore, le singole posizioni possono essere riesaminate nell’ambito delle successive operazioni di adeguamento e delle deroghe.«È questo il metodo che riteniamo corretto», prosegue Mannini. «Utilizzare con attenzione tutte le risorse disponibili, nel rispetto della normativa, evitando automatismi e verificando concretamente i bisogni. L’obiettivo deve essere uno solo: garantire a ogni alunno la copertura effettivamente necessaria e prevista, senza trasformare un tema così delicato in una gara a chi alza maggiormente i toni».
L’Amministrazione ha infatti preso in carico le richieste e le criticità rappresentate dalle scuole e, anche attraverso le ulteriori verifiche previste con le deroghe di novembre e febbraio, potranno essere valutate eventuali necessità di integrazione delle ore.Sulla questione interviene anche Gian Michele Mostardini, Segretario Generale CISL Scuola Toscana Nord:«Sul sostegno non ci interessano polemiche costruite per ottenere qualche titolo o qualche spazio di visibilità. Ci interessa che ogni bambino e ogni ragazzo abbia ciò che gli spetta e che le scuole dispongano delle risorse realmente necessarie. Se emergeranno situazioni nelle quali le ore assegnate non risultassero adeguate agli effettivi bisogni, saremo i primi a chiedere che vengano integrate. Ma bisogna partire dai fatti: oggi non risulta che siano state sottratte risorse spettanti agli alunni della provincia di Massa Carrara».Per CISL Scuola Toscana Nord, dunque, il confronto deve proseguire attraverso l’interlocuzione con l’Ufficio Scolastico e con le istituzioni scolastiche, esaminando puntualmente le situazioni che richiedano un approfondimento.«La tutela delle persone con disabilità», conclude Mannini, «è troppo importante per essere affidata agli slogan. Su questi temi occorrono attenzione, responsabilità e capacità di ottenere soluzioni concrete. È esattamente su questo terreno che continueremo a lavorare».
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I Cpr e i DASPO sono la stessa cosa delle condanne al confino di epoca fascista. La polizia, oggi, come sotto Mussolini, ha il grilletto facile. I preti amici dei fascisti sono tutti da condannare, tranne quelli morti nelle stragi nazifasciste. Sono alcune delle affermazioni fatte da Alessio Lega, “uno dei più conosciuti cantautori della sua nicchia”(definizione da wikipedia)- ovviamente politica, invitato come ospite alla manifestazione Vincanta, la memoria che resiste, progetto culturale ideato da Michelangelo Ricci e promosso da LiberLabor che, nelle intenzioni dichiarate dovrebbe mettere in dialogo arte, memoria e comunità nei luoghi segnati dall’eccidio nazifascista del 1944, nella realtà si è trasformato nell’ennesimo, banale teatrino di propaganda politica contro il governo Meloni. A partecipare alla manifestazione c’era il nostro collaboratore Alessandro Fiorentino che riferisce di un excursus strampalato che ha messo in relazione i moti anarchici della Lunigiana del 1894– che in realtà ebbero la loro più importante manifestazione a Carrara – e che, soprattutto con il fascismo di Mussolini e con il perpetuo spauracchio fascista sbandierato dall’attuale sinistra italiana contro Meloni, non avevano proprio nulla a che fare – fino a Gaetano Bresci, ovviamente esaltato come giusto giustiziere in nome della libertà: “Bresci che non fu certo un modello di santità - spiega Fiorentino - Forse l’artista non ricordava i danni degli anarchici che nella vicina Carrara, con a capo un certo Marco Camenish tra la fine degli anni 80 e gli inizi del decennio successivo, mettevano le bombe sotto i tralicci e facevano gli attentati ai Carabinieri”, per finire a quello che avrebbe dovuto essere l’unico focus della manifestazione e cioè la tragica memoria dell’eccidio nazifascista del 1944, Lega ha colto l’occasione per ribadire le assurde e improbabili identità tra l’attuale governo e la dittatura fascista di Mussolini. Il report del nostro inviato Alessandro Fiorentino prosegue con la performance successiva a quella di Lega: “Ci siamo spostati in una piazza più sopra dove è stato messo in scena un altro spettacolo durante il quale un calvo Ulisse battibeccava con Achille ed i suoi compagni caduti nella guerra di Troia, litigando sulle ragioni della guerra con un vago accenno critico al sacrosanto diritto di difendere la proprietà privata. La scena era accompagnata da un coro di donne e ragazzi, che nei vestiti e nelle movenze credo volessero impersonare moderni fascisti pronti a far battaglia contro chi volesse opporsi a loro. Dico credo perchè o non sono abbastanza acculturato io, oppure davvero si è capito poco di ciò che volevano davvero rappresentare”. Tra il pubblico, fa notare Fiorentino, anche una donna che vestiva orgogliosamente la kefiah palestinese: come avrebbe mai potuto mancare, del resto, il solito anacronistico e sempre fuori luogo e fuori senso, richiamo ai maledetti ebrei (ma non erano gli stessi massacrati dal nazifascismo di Hitler e, in parte, di Mussolini?). Fiorentino ha descritto un clima inneggiante all’anarchia – rivisitata come concetto di sinistra, sebbene la vera anarchia sia veramente apolitica (il grande Gino Bibbi docet) - e alla rivolta politica ricordando che il “mandrione”, uno dei luoghi in cui si è svolta la manifestazione, in origine era il posto in cui i contadini portavano le pecore a tosare, e che, nel 1944, divenne il luogo in cui i nazifascisti portarono 27 donne coi loro bambini, per essere violentate, lasciate nude e giustiziate con i loro figli. “Mi sono tornate in mente le parole scritte sul monumento santuario al cimitero di Vinca - ha concluso Fiorentino - “La popolazione di Vinca commemorando i suoi martiri, innalza questo monumento per esprimere amore e perdono” – scrive Fiorentino - Dov’era la memoria di quanto accaduto? Che senso aveva tutta quella politica nel ricordo delle vittime di quella strage? Dov’era l’amore e il perdono? Avevo specificamente chiesto in conferenza stampa all’organizzatore se fosse giusto fare politica durante un’esibizione teatrale, mi rispose che il teatro è politica. Allora vorrei chiedergli oggi, se sia stato giusto o meno fare teatro e politica in un luogo che desidera solo amore e perdono”.
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Arriva da Fiadel, Federazione Italiana Autonoma Dipendenti Enti Locali, Massa Carrara una serie di dubbi e riflessioni sul trattamento di vetro e alluminio da pate di Retiambiente: “Nell’articolo uscito giorni scorsi sulla stampa sono stati spiegati i motivi per cui RetiAmbiente Carrara aveva richiesto ed ottenuto dal Comune di Carrara l’autorizzazione allo stoccaggio temporaneo di vetro e multimateriale, che sono: i centri di raccolta finali (CERMEC) hanno ridotto la propria capacità ricettiva per adeguarsi alle rigide misure straordinarie fatte per evitare incendi; l’azienda dispone di mezzi obsoleti e con malfunzionamento improvvisi, i pezzi di ricambio e le riparazioni non sono immediatamente disponibili, e così i mezzi operativi per il trasporto dei materiali sono in numero ridotto. Non crediamo che siano queste, o le sole, le motivazioni che hanno spinto RetiAmbiente Carrara a procedere con una simile richiesta al comune di Carrara. È vero che in Toscana dall’inizio dell’anno si sono verificati una decina di incendi negli impianti di smaltimento e stoccaggio dei rifiuti ma hanno interessato rifiuti urbani indifferenziati, carta e cartone, plastica da imballaggio e legname, rifiuti speciali pericolosi e non, ingombranti, carta e alluminio, scarti della raccolta differenziata e solo nella discarica di Vicopisano e parzialmente in quella di Terranova Bracciolini (in questo sito si stavano svolgendo lavori per la realizzazione degli impianti di riconversione per la produzione di biometano dal biogas) hanno interessato rifiuti plastici quindi questi incendi non centrano per nulla con lo stoccaggio del vetro e marginalmente con il multimateriale.
Per quanto riguarda i mezzi obsoleti si fa riferimento chiaramente ai mezzi usati per il trasporto da qui il numero ridotto e apprendiamo positivamente che tutti gli altri mezzi per la raccolta sono perfetti ( sarà così?) . Notiamo come RetiAmbiente Carrara dice che il CERMEC non è in grado di ricevere il materiale da questa società, ma non porta alcun documento di richiesta dello stesso CERMEC di sospendere o di limitare il trasporto del vetro e del multimateriale perché se così fosse la stesa richiesta dovrebbe essere stata inoltrata ad ASMIU. Noi nutriamo più di un dubbio su questa operazione: facciamo un semplice excursus sui fatti succedutisi negli ultimi due mesi. Il 24 giugno in una riunione con la RSU e le OO.SS. presso il CERMEC riguardo problemi che nulla avevano a che fare con il conferimento del materiale di raccolta, il direttore generale e in quel periodo anche direttore generale di RetiAmbiente Carrara, come si suol dire, "buttava là" che il CERMEC avrebbe dismesso in tempi brevi la lavorazione del vetro e del multimateriale. Il 21 luglio successivo lo stesso direttore si dimetteva da quel ruolo in RetiAmbiente Carrara e subito dopo, con tempismo diciamo perfetto, il comune di Carrara autorizzava RetiAmbiente allo stoccaggio del vetro e del multimateriale, anche se in via temporanea, presso il suo sito. Tutto ciò ci porta ad alcune considerazioni che giriamo ai cittadini. La raccolta differenziata, e quindi la lavorazione, del vetro e del multimateriale non rappresenta solo un costo per la comunità, ma permette di portare utili che sicuramente inciderebbero positivamente sul bilancio del CERMEC e quindi generare un possibile risparmio sulla TARI a carico dei cittadini. Una cosa è certa: RetiAmbiente Carrara dovrà nuovamente caricare il materiale su grandi autoarticolati tramite pale gommate (significa spese ulteriori per il noleggio dei mezzi di trasporto e per il carico oltre al personale impiegato ) e successive spese per la bonifica dell’area. I costi andranno a ricadere sui cittadini? Ci sembra che per il vetro e il multimateriale si stia programmando la stessa operazione che parzialmente ASMIU ha fatto per la carta e il cartone. Intanto viene stoccato al di fuori del sito preposto, il CERMEC, poi caso mai se verrà dichiarato il perdurare delle difficoltà dello stesso CERMEC il materiale potrebbe essere (con spese a carico dei cittadini) inviato in un altro sito; non vogliamo pensare male: che sia di interesse diretto o indiretto di qualche Amministratore? E per i cittadini cosa potrebbe significare? Maggiori spese per il noleggio dei mezzi per il carico nel sito di Viale Galilei, maggiori spese per la bonifica dell’area, forse maggiori spese per il trasporto del materiale in altri siti, minori utili derivanti dalla lavorazione e dalla vendita del materiale lavorato. E pensiamo poi che la tari possa diminuire?”
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Firenze, 23 agosto - "Immediatamente nelle ore successive al violento maltempo che ha colpito la Toscana e, in particolare, la Versilia e Marina di Pietrasanta, avevamo chiesto che il Presidente Giani dichiarasse lo stato di calamità regionale, ritenendo che fosse necessario mettere in campo una risposta celere e concreta a sostegno delle attività economiche e degli operatori gravemente danneggiati. Purtroppo, dopo due giorni, apprendiamo che Giani non ha intenzione di dichiarare lo stato di calamità regionale, un grave errore che avrà forti ripercussioni per i territori colpiti, ed in particolare per il Comune di Pietrasanta e per gli stabilimenti balneari di Marina di Pietrasanta sono stati devastati con ingenti danni economici. Anche molti territori della Lunigiana sono stati colpiti in maniera importante, e hanno bisogno di interventi urgenti per ripristinare la viabilità e mettere in sicurezza alcune aree". Lo dichiarano i consiglieri regionali di Forza Italia, Jacopo Ferri e Marco Stella.
"In questi giorni - spiegano - abbiamo visitato personalmente diversi stabilimenti e fatto sopralluoghi nei territori colpiti, alberi divelti, tetti di case scoperchiati, stabilimenti balneari distrutti dalla furia di un tornado che ha ricordato quello del 2015. Giani ha scelto di abbandonare i Comuni colpiti e gli stabilimenti balneari, una scelta inaccettabile e inopportuna in un momento in cui le istituzioni dovrebbero essere vicini ai cittadini alle comunità locali e alle imprese. Chiediamo che alla prima seduta del Consiglio regionale venga votata la nostra mozione per chiedere lo stato di calamità e le risorse necessarie per aiutare in maniera concreta coloro che hanno subito danni".
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Marina di Pietrasanta, 22 agosto 2026. Sul palco degli Incontri al Caffè della Versiliana, Stefano Bonaccini, presidente del Partito Democratico ed europarlamentare, ha tracciato la rotta che il centrosinistra dovrebbe seguire in vista delle prossime elezioni politiche, toccando temi identitari, alleanze, politica europea e sicurezza.
𝗗𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗶 𝗰𝗶𝘃𝗶𝗹𝗶 𝗲 𝗱𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗶 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗶: 𝘂𝗻 𝗲𝗾𝘂𝗶𝗹𝗶𝗯𝗿𝗶𝗼 𝗱𝗮 𝗿𝗶𝘁𝗿𝗼𝘃𝗮𝗿𝗲
Il punto più discusso dell'intervento riguarda il rapporto tra battaglie identitarie e questione sociale. Bonaccini ha richiamato la recente autocritica della deputata democratica statunitense Alexandria Ocasio-Cortez sulla cultura "woke", usandola come spunto per una riflessione sul proprio campo politico: i diritti civili, per cui dice di essersi sempre battuto, non possono continuare a occupare tutto lo spazio del dibattito pubblico a scapito delle questioni sociali. Le due dimensioni, ha sostenuto, dovrebbero procedere insieme o vedere il sociale come priorità, perché solo così un partito riesce a parlare all'elettorato nel suo complesso e non a una sua fetta. Ha ricordato di essere stato il primo presidente di Regione ad aver approvato una legge contro l'omotransfobia e a garantire l'accesso al fine vita senza passaggio giudiziario, rivendicando così la propria credibilità sul fronte dei diritti civili prima di invitare il partito a un cambio di enfasi. Una posizione, ha precisato, condivisa con Giuseppe Conte.
𝗟'𝗮𝗹𝗹𝗮𝗿𝗺𝗲 𝘀𝘂𝗹𝗹'𝗮𝘃𝗮𝗻𝘇𝗮𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗱𝗲𝘀𝘁𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝗘𝘂𝗿𝗼𝗽𝗮
Bonaccini ha dedicato ampio spazio alla crescita delle forze di estrema destra nel continente, indicando in un intervallo tra il 15 e il 30% dei consensi la loro presenza ormai strutturale in molti Paesi europei. Ha citato il rischio di una vittoria di Marine Le Pen alle prossime presidenziali francesi e la possibilità che l'AfD conquisti la Sassonia, tracciando un parallelo con la situazione italiana e il ruolo di Roberto Vannacci. Secondo Bonaccini, il generale gode di un vantaggio competitivo proprio perché può permettersi di correre da solo, contro tutti gli altri schieramenti, senza il vincolo di dover costruire e tenere insieme una coalizione: un'esigenza di alleanze che invece pesa, e non poco, sul centrosinistra.
𝗜𝗹 𝗻𝗼𝗱𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹'𝗮𝗹𝗹𝗲𝗮𝗻𝘇𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗶𝗹 𝗠𝗼𝘃𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝟱 𝗦𝘁𝗲𝗹𝗹𝗲
Sul fronte interno alla coalizione, l'ex presidente dell'Emilia-Romagna ha affrontato il tema di un'intesa con il Movimento 5 Stelle. Pur ammettendo di non averne sentito la necessità nei dieci anni di governo regionale, ritiene che oggi la presenza dei 5 Stelle sia indispensabile per avere reali chance di vittoria alle prossime politiche. La sua ricetta punta sulla fiducia reciproca tra le forze alleate: senza di essa, ha avvertito, si rischia di trasmettere agli elettori l'idea di una coalizione nata solo per contrastare l'avversario e non per governare, richiamando l'esperienza fallimentare e di breve durata dell'Unione. Ha proposto di superare le primarie come strumento di selezione della leadership, investendo piuttosto le prossime settimane nella costruzione di un programma comune di alternativa, perché limitarsi alla critica di Giorgia Meloni non basterà a conquistare consenso.
𝗘𝗰𝗼𝗻𝗼𝗺𝗶𝗮, 𝗣𝗡𝗥𝗥 𝗲 𝗶𝗹 𝗽𝗲𝘀𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗱𝗶𝗳𝗲𝘀𝗮 𝗲𝘂𝗿𝗼𝗽𝗲𝗮
Sul piano economico, Bonaccini ha definito l'Italia il Paese con la crescita più bassa d'Europa, sottolineando le difficoltà che il governo dovrà affrontare con la prossima legge di bilancio anche per l'esaurimento dei fondi del PNRR. Ha invitato a non minimizzare le condizioni di precarietà che colpiscono lavoratori e giovani, molti dei quali costretti a emigrare. Tra le priorità di un'alternativa di governo ha indicato il rafforzamento della sanità pubblica e si è detto contrario all'aumento della spesa per la difesa al 5%, come previsto dagli impegni assunti da Meloni, definendo la misura irragionevole. Ha inoltre criticato il meccanismo del diritto di veto in ambito di politica estera e difesa comune europea, sostenendo che finché un singolo Stato potrà bloccare le decisioni collettive, l'Unione resterà debole sulla scena internazionale — una debolezza che, a suo giudizio, farebbe comodo a Salvini e Meloni per scaricare colpe altrove.
𝗦𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮: "𝗡𝗼𝗻 𝗱𝗼𝗯𝗯𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗮𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗽𝗮𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝘁𝗲𝗺𝗮"
Bonaccini ha rimproverato al proprio partito di aver ceduto il terreno della sicurezza alla destra, pur notando che negli ultimi quattro anni di governo il centrodestra non ha risolto il problema, ricorrendo ripetutamente a nuovi decreti sicurezza senza incidere sul numero dei rimpatri. Ha invitato il PD a non temere di affrontare il tema, includendo il concetto di repressione per chi commette reati, ricordando che una comunità che non si sente sicura non può dirsi libera.
Articolo redatto sulla base delle dichiarazioni rilasciate da Stefano Bonaccini durante gli Incontri al Caffè della Versiliana, 22 agosto 2026
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Sovraffollamento, carenza di personale e la necessità urgente di nominare il garante comunale dei detenuti. Sono i temi centrali della visita effettuata questa mattina al carcere di Massa dalla delegazione dei Giovani Democratici, accompagnata dal consigliere regionale Gianni Lorenzetti. La tappa massese rientra nel tour regionale "Dimenticatə", promosso dai GD della Toscana per fare luce sulle criticità delle strutture penitenziarie della regione con la necessità di tutelare i progetti di lavoro e reinserimento, considerati l'unico vero strumento per integrare i detenuti ed evitarne la recidiva una volta scontata la pena. «Questa è la terza tappa del nostro tour regionale "Dimenticatə", dopo Prato e Massa Marittima», ha spiegato Bernardo Taddei, segretario regionale dei Giovani Democratici della Toscana. «Siamo qui perché crediamo che la sicurezza si costruisca partendo dalla rieducazione e dal reinserimento lavorativo, come prevede la Costituzione, e non con la propaganda. Oggi vediamo un sistema in forte crisi: l'istituto di Massa, a fronte di una capienza di 177 posti, ospita tra i 300 e i 310 detenuti a causa dei trasferimenti da Sollicciano e Porto Azzurro. Inoltre, in una casa di reclusione pensata per chi ha una condanna definitiva, vediamo anche l'ingresso di persone in attesa di sentenza di primo grado che per legge non possono accedere al lavoro, creando ulteriore disparità. Questa struttura avrebbe la capacità di far lavorare oltre 160 persone, ma con questo sovraffollamento solo un detenuto su due ci riesce. Bisogna partire da un investimento nelle infrastrutture per creare una connessione tra dentro e fuori dal carcere. Il nostro percorso continuerà nei primi giorni di settembre a Volterra, il 4 settembre a Sollicciano e poi a Grosseto, proseguendo in tutta la Toscana fino ai primi di ottobre.»
Al punto stampa è intervenuto anche il consigliere regionale Gianni Lorenzetti: «Purtroppo ho potuto notare la differenza e la diminuzione di qualità in questa struttura dal 2016 - ha detto Lorenzetti - quando per la prima volta sono stato eletto sindaco di Montignoso, a oggi. L'aumento dei carcerati è di oltre 100 persone rispetto alla capienza, a fronte di una continua diminuzione del personale. La qualità della vita e della rieducazione dipende da chi sta a disposizione dei detenuti: con soli 5-6 educatori e un presidio medico risicato per 300 persone, garantire un servizio adeguato diventa quasi impossibile. Bisogna rafforzare l'organico della Polizia Penitenziaria e lavorare affinché ci sia una reale riabilitazione, proprio come previsto dalla nostra Costituzione.»
Sul tema della figura di garanzia è intervenuta Ilaria Orlandi, segretaria dei GD di Massa: «La figura del garante è fondamentale perché rappresenta un ponte tra due mondi: quello della popolazione detenuta e quello di tutti i dipendenti che permettono lo svolgimento quotidiano delle attività e il mantenimento della struttura. È una figura centrale, riconosciuta dalle leggi regionali e nazionali, che può collegare queste realtà e garantire per tutti, raccogliendo le istanze quotidiane dei detenuti che spesso gli stessi agenti di polizia penitenziaria non possono gestire dato il loro differente ruolo. Troppo spesso assistiamo a passerelle di politici che visitano la struttura senza poi dare risposte nelle sedi istituzionali per istituire questo ruolo di garanzia. Chiediamo al sindaco e all'amministrazione comunale di dare finalmente una svolta a questo tema e procedere senza ulteriori ritardi alla nomina del garante.»
A chiudere l'incontro è stato Alessio Fatticcioni, segretario provinciale dei GD di Massa-Carrara, che ha stilato il quadro complessivo della situazione: «Come organizzazione giovanile riteniamo sia indispensabile tenere insieme tre principi fondamentali: la certezza della pena, la sicurezza e la rieducazione. Condividiamo l'appello dell'assessora regionale Alessandra Nardini, ritenendo irresponsabili le parole del sindaco che ha liquidato come "iniziativa mediatica" l'attenzione sul garante. Allo stesso modo, fa sorridere che l'onorevole Benzoni di Azione annunci richieste alle istituzioni locali quando il suo partito governa Massa insieme alla destra di Persiani: più che una mozione basterebbe un'auto-mozione alla propria maggioranza. All'interno abbiamo visto eccellenze come la ludoteca e il progetto di Telefono Azzurro, ma la sofferenza dell'organico della Polizia Penitenziaria incide direttamente sul benessere di tutti e dimezza le possibilità di lavoro.»
Le difficoltà gestionali della struttura ricadono quotidianamente anche sui familiari dei reclusi. All'esterno del carcere, le testimonianze delle famiglie raccontano il disagio di norme e controlli sempre più stringenti dovuti proprio alla carenza di personale: dalla gestione dei pacchi alimentari (con il blocco dell'ingresso di cibi portati da fuori o acquistati al supermercato) alle complessità nelle verifiche di sicurezza, fino alle limitazioni nell'accesso alle misure alternative come i braccialetti elettronici o i permessi lavorativi. Una sofferenza quotidiana che dimostra come il sovraffollamento e i tagli all'organico finiscano per deprimere le condizioni di vita dentro e fuori dalle mura penitenziarie.
Il tour "Dimenticatə" proseguirà nei prossimi giorni nelle altre strutture della Toscana, per portare l'attenzione del dibattito pubblico e politico sulla necessità di investimenti concreti e garanzie sui diritti.
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“Abbiamo presentato un’interrogazione per capire se l’amministrazione comunale vuole privatizzare Evam Spa. Esiste una lettera di intenti firmata con la società “Tramite Srl” che fissa in tre anni il limite di tempo entro cui cedere alla stessa una consistente quota della società di imbottigliamento. Il sindaco ha il dovere di chiarire quale sia la posizione ufficiale del socio Comune di Massa sul futuro dell’azienda” dichiara la consigliera Bennati. “E’ il presidente del CDA EVAM, Massimo Gelati a dichiarare, lo scorso 6 Luglio in occasione dell’assemblea dei soci per l’approvazione del bilancio, di aver ricevuto mandato dal Sindaco Persiani “a sondare la disponibilità di investitori strategici”. Il sindaco non ha mai fatto parola con il Consiglio comunale di voler privatizzare Evam Spa cosa che invece afferma il presidente” sottolinea Bennati.Il Polo Progressista e di Sinistra in questi anni ha sempre tenuto sotto costante controllo Evam Spa e per tale ragione ha ricevuto costanti minacce e diffide di azioni legali ogni qualvolta ha rivelato cosa accadeva. Lo abbiamo fatto utilizzando strumenti istituzionali e i poteri che la legge conferisce ai gruppi consiliari ovvero il sindacato ispettivo, mai neppure una volta ci siamo tirati indietro ben consapevoli che un corpo politico ha il dovere di svolgere il proprio ruolo nell’interesse pubblico e collettivo. Per tale ragione, dopo aver denunciato l’ammanco di oltre mezzo milione di bottiglie sparite nel magazzino aziendale, vogliamo sapere se è intenzione del Sindaco Persiani privatizzare Evam Spa e con quale tipo di percorso. La cittadinanza ha il dovere di sapere se, in un’epoca di crisi climatica, forte siccità e altissimi consumi di acqua, rischia di perdere le sue sorgenti e il bene comune acqua.
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Nonostante il maltempo abbia condizionato la giornata a Marina di Pietrasanta, un folto pubblico ha riempito la platea del caffè della Versiliana per assistere all'intenso confronto tra il deputato e responsabile organizzazione di fratelli d’Italia Giovanni Donzelli e la giornalista Claudia Fusani. L’intervista si è svolta con ritmi serrati e toni accesi. Caratterizzata dal pressing costante di una conduttrice particolarmente incalzante che ha cercato di mettere in difficoltà l'esponente di maggioranza sui passaggi più delicati dell’attualità politica ed economica. Donzelli ha risposto punto su punto senza farsi cogliere impreparato, difendendo con fermezza l'operato del governo e raccogliendo calorosi applausi del pubblico presente. Il dibattito ha toccato fin da subito i temi economici più caldi, a partire dal carovita, dal prezzo del gasolio e dal costo dell'energia che continuano a gravare sul bilancio delle famiglie. Su questo fronte, rispondendo alle sollecitazioni della giornalista, Donzelli ha rivendicato l'efficacia delle misure messe in campo dall'esecutivo Meloni, puntando sulla necessità di interventi strutturali a tutela del potere d'acquisto anziché su sussidi a pioggia. Il confronto si è poi infiammato sulla questione del salario minimo, dove il deputato ha ribadito la ferma contrarietà della maggioranza a una norma rigida che rischierebbe di svalutare i salari legati alla contrattazione collettiva, individuando nel taglio del cuneo fiscale e nel sostegno alle imprese la reale strada per alzare gli stipendi. Spostandosi sullo scenario internazionale, il focus è andato sulle tensioni alle frontiere europee, dal caso Ceuta fino alla sospensione temporanea del trattato di Schengen. Donzelli ha difeso la linea della fermezza e del controllo dei confini esterni come unico presupposto per garantire la sicurezza interna del nostro paese. Nel corso del dibattito è emerso con forza anche il tema delle riforme istituzionali e della riforma della legge elettorale, su cui Donzelli ha ribadito la linea chiara di Fratelli d'Italia: “la priorità resta un sistema che assicuri la governabilità, consenta ai cittadini di sapere chiaramente chi governerà all'indomani del voto senza accordi di palazzo e introduca meccanismi come il ritorno delle preferenze per restituire agli elettori la scelta diretta dei propri rappresentanti in parlamento”. Non sono mancati infine i passaggi squisitamente politici e di cronaca, con Fusani che ha incalzato l'ospite sulle vicende Ranucci e Lavitola, fino alle polemiche che vedono protagonista Roberto Vannacci e i suoi voti convergenti con la sinistra in parlamento. Anche su quest'ultimo punto l'esponente di FdI ha mantenuto il controllo della discussione, ridimensionando le manovre tattiche delle opposizioni e riaffermando la tenuta e la chiarezza della linea del centrodestra. L'incontro si è concluso confermando la centralità della Versiliana come arena del dibattito politico estivo.
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