Politica
Cerimonia per l'82° anniversario della strage di Bergiola Foscalina: presenti tutte le istituzioni
Si è tenuta mercoledì 16 settembre, la cerimonia commemorativa dell'82° Anniversario della Strage di Bergiola Foscalina, evento patrocinato dalla Provincia di Massa-Carrara. A rappresentare l'amministrazione…

Villaggio San Luca, infiltrazioni e promesse disattese. «Adesso basta, il Comune intervenga»
«È il momento di dire basta. Basta promesse non mantenute e basta con il menefreghismo di un'amministrazione che continua a lasciare soli i cittadini». Lo…

CPR ad Aulla: Schianchi di FdI definisce "ideologico" l'atteggiamento del Governo, Valettini prenda le distanze
Arriva dalla segreteria provinciale di FdI Massa Carrara e Lunigiana un'analisi critica sul Cpr di Aulla che chiama in causa il sindaco di Aulla e…

Importanti nomine regionali per i dirigenti FdI del territorio: quattro apuani ai vertici dei dipartimenti regionali Toscana di Fratelli d'italia
Fratelli d'Italia Massa Carrara attraverso il coordinatore provinciale del partito Marco Guidi esprime grande soddisfazione per le recenti nomine regionali che vedono protagonisti alcuni dirigenti…

Cantieri elettorali e città paralizzata: il grande bluff del restyling di Carrara
Opere urbanistiche come strumento di propaganda elettorale: è quanto suggerisce Cristina Pinelli di Forza Italia nei confronti dell'amministrazione di Serena Arrighi: "L’amministrazione comunale uscente merita un…

Via Bigioni, una strada sempre più pericolosa: FdI annuncia un'interpellanza in consiglio comunale
Via Bigioni, a Marina di Carrara, è diventata una situazione di rischio quotidiano per residenti, automobilisti e soprattutto per i pedoni.La…

Sicurezza: Persiani, anche a Massa pronti a sostenere l'aumento dei militari per l'operazione Strade Sicure
Massa, 15 setembre. - "La priorità per la nostra Amministrazione e per il territorio è la sicurezza dei nostri cittadini, di chi lavora e dei tanti turisti che…

Difesa della costa e sedimenti marini, Barabotti: «La Regione si sveglia dopo anni di ritardi. Giani intervenga prima dell'inverno»
Massa, 15 settembre 2026 – «L'approvazione da parte della Giunta regionale della delibera sui valori chimici locali dei sedimenti marini non è una vittoria da celebrare,…

Carrara pronta a fare la propria parte per chiedere più personale di sostegno nelle scuole secondarie
Nel giorno della prima campanella nelle scuole cittadine si è riunita oggi la commissione Sanità presieduta da Guido Bianchini per ascoltare il garante per i…

Operazione strade sicure: la Lega chiede di arrivare a 10mila militari impiegati. Barabotti promette presidi anche nella provincia apuana
Massa, 15 settembre 2026 – «La proposta della Lega di portare da 6.800 a 10.000 i militari impegnati nell'operazione "Strade Sicure" può rappresentare un'opportunità concreta per…

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"Sul lavoro parlano i dati: quando il Governo Meloni si è insediato il tasso di occupazione era al 60,2%, oggi siamo al 62,9%. Dietro questi numeri ci sono persone, famiglie, imprese e progetti di vita". Lo ha dichiarato la senatrice di Fratelli d’Italia Susanna Donatella Campione, intervenendo alla XII Festa Tricolore, organizzata dal Coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia Massa Carrara e Lunigiana al Parco della Comasca di Ronchi, nel corso dell’incontro “Energia e lavoro, una sfida epocale”.
"La stabilizzazione del taglio del cuneo fiscale e gli incentivi alle imprese per le assunzioni, con particolare attenzione a giovani, Mezzogiorno e donne. Una donna economicamente indipendente - ha continuato Campione - ha maggiori possibilità di sottrarsi a situazioni di violenza e di ricatto. La violenza economica esiste e può diventare uno degli strumenti attraverso i quali un uomo violento tiene una donna sotto il proprio controllo. Il lavoro può darle la possibilità concreta di scegliere e di denunciare".
Campione ha aggiunto: "Non possiamo più mettere una donna nella condizione di dover scegliere tra lavoro e famiglia. Dobbiamo creare le condizioni perché possa realizzare entrambe le dimensioni della propria vita".
La senatrice di Fratelli d'Italia ha ricordato infine le leggi contro la violenza sulle donne adottate dal modello legislativo italiano, coincise con la diminuzione dei femminicidi: "È motivo di orgoglio vedere l’Italia diventare un punto di riferimento su questi temi. Sono risultati che testimoniano il lavoro che Giorgia Meloni e il Governo stanno portando avanti".
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"Stiamo rendendo lo sport un imprescindibile fattore quotidiano, una fondamentale difesa immunitaria sociale, capace di renderci orgogliosi per gli straordinari risultati internazionali di atlete e atleti di quasi tutte le discipline, per l'organizzazione di grandi eventi di enorme successo, ma anche per gli effetti positivi nella vita quotidiana di sempre più italiani, diffusamente. È il significato del miliardo e ottocento milioni di euro investiti da questo Governo per migliorare le infrastrutture sportive italiane, di ogni tipo e dimensione. Non solo grandi impianti, ma anche infrastrutture sociali: palestre scolastiche, oratori e playground". Lo ha dichiarato il ministro dello Sport e Giovani Andrea Abodi, intervenendo al panel 'Lo Sport d'Italia', nell'ambito della dodicesima Festa Tricolore in corso a Massa. "L'obiettivo è fare dello sport sempre più un fattore di crescita, inclusione e coesione sociale. Quattro anni non possono cambiare da soli il volto di un patrimonio di circa 80mila impianti, ma questa esperienza del Governo Meloni indica una precisa direzione di marcia che avrà bisogno di continuità di azione. Territorio per territorio, comunità per comunità, come ho fatto dal primo giorno, come ho fatto nelle tre volte nelle quali sono venuto in questa terra per incontrare, confrontarmi, ascoltare e prendere degli impegni che ho sempre cercato di rispettare, come sta per succedere a Castagnola con la riqualificazione dell'impianto sportivo e al Villaggio San Leonardo con la realizzazione di un playground, grazie a risorse investite dal Governo e il prezioso interessamento dell'Onorevole Amorese che ha sempre assolto con passione e responsabilità al nobile compito di parlamentare del territorio. Siamo l'esempio plastico della politica che può e sa fare, dando seguito in tempi brevi a quanto promesso".
Secondo il deputato apuano e capogruppo della commissione Sport di Fratelli d'Italia Alessandro Amorese "la provincia di Massa Carrara rappresenta un risultato concreto delle politiche dell'esecutivo dedicate alla valorizzazione e riqualificazione di spazi dedicati alle comunità. Lo abbiamo ribadito durante il panel 'Lo Sport d'Italia' insieme al ministro dello Sport e Giovani Andrea Abodi, che ringrazio per essere tornato nel nel nostro territorio per partecipare ad uno degli appuntamenti della Festa Tricolore che si concluderà domani a Massa. Gli spazi sono fondamentali per la comunità, perché favoriscono aggregazione e, al contempo, assicurano una rinascita a zone impropriamente relegate ad una percezione di marginalità".
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"A seguito di un incontro con cittadini e associati dedicato al tema della sicurezza, come Associazione Massa Città Nuova, riteniamo necessario aprire un confronto serio su un problema che interessa sempre più da vicino la nostra comunità". Lo scrive Stefano Benedetti, Presidente Associazione Massa Città Nuova.
"Anche a Massa - prosegue Benedetti - la percezione di insicurezza, soprattutto nelle ore serali e notturne, è diventata forte. Risse, aggressioni, episodi di violenza e degrado che interessano il centro cittadino, comprese zone come Piazza Mercurio, Piazza Aranci e le strade circostanti, impongono risposte concrete.
La prima risposta deve essere una forte presenza dello Stato: Polizia Locale valorizzata e dotata di mezzi adeguati, Forze dell'Ordine potenziate, polizia di prossimità, maggiore controllo del territorio, piani antidegrado e un modello più efficace di contrasto alla criminalità diffusa.
Accanto alla prevenzione e alla repressione dei reati, riteniamo però necessario affrontare anche il tema della legittima difesa e della preparazione dei cittadini ad affrontare situazioni di pericolo.
Occorre inoltre aprire un confronto politico sulla disciplina della proporzionalità nella legittima difesa, rafforzando le garanzie per chi, trovandosi nell'immediatezza di un'aggressione alla propria persona, alla propria famiglia o alla propria abitazione, è costretto a reagire per proteggersi. Una materia delicata che deve trovare un equilibrio chiaro tra il diritto alla difesa e la tutela della vita e dell'incolumità delle persone.
In questa direzione guardiamo con interesse anche al programma di Futuro Nazionale e intendiamo sottoporre personalmente a Roberto Vannacci una proposta da sviluppare sul piano nazionale.
La proposta: Formazione volontaria alla sicurezza per i diciottenni.
Proponiamo l'istituzione, attraverso una specifica legge nazionale, di corsi volontari e gratuiti di formazione alla sicurezza rivolti ai ragazzi e alle ragazze che compiono 18 anni, finanziati dallo Stato e organizzati esclusivamente attraverso strutture autorizzate e personale professionalmente qualificato.
Non immaginiamo una distribuzione indiscriminata di armi, ma un percorso di conoscenza, responsabilizzazione e prevenzione.
I corsi dovrebbero comprendere la conoscenza della normativa sulla legittima difesa e sul possesso e porto delle armi; la prevenzione delle situazioni di pericolo e le tecniche di allontanamento e de-escalation; nozioni di primo soccorso; conoscenza dei rischi e delle conseguenze legali legate all'impiego di armi da fuoco e armi da taglio; conoscenza e corretto impiego degli strumenti di autodifesa consentiti dalla legge.
Nell'ambito di strutture autorizzate e sotto la responsabilità di istruttori qualificati, potrebbe inoltre essere prevista una formazione pratica e controllata sulla sicurezza e sul maneggio delle armi, finalizzata innanzitutto a insegnare prudenza, responsabilità e rispetto rigoroso delle norme.
Con la fine della leva obbligatoria è venuta meno anche una delle occasioni attraverso le quali intere generazioni ricevevano una prima formazione organizzata su disciplina, sicurezza e responsabilità. Noi proponiamo di recuperare, in forma moderna, civile e soprattutto volontaria, una cultura della preparazione e della responsabilità.
Conoscere non significa incitare alla violenza. Al contrario, significa conoscere i pericoli, sapere come evitarli e comprendere le conseguenze delle proprie azioni.
La sicurezza non può essere affidata esclusivamente alla reazione del singolo: lo Stato deve continuare a essere il principale garante dell'ordine pubblico. Ma uno Stato moderno può anche contribuire a formare cittadini più consapevoli, preparati e responsabili.
Porterò questa proposta all'attenzione di Roberto Vannacci e di Futuro Nazionale, affinché possa essere valutata nell'ambito del programma dedicato alla sicurezza e alla legittima difesa e, successivamente, tradotta in una proposta normativa da sottoporre al Parlamento", conclude Stefano Benedetti, Presidente Associazione Massa Città Nuova.
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Lo stadio dei marmi torna al centro del dibattito politico e sociale cittadino sulla fondamentale questione nell’accessibilità e dell'abbattimento delle barriere architettoniche. A far esplodere il caso è la forte protesta del tifoso Lanmarco Laquidara, che ha denunciato la pesante condizione vissuta dai sostenitori con disabilità: costretti anche quest'anno a seguire le partite all'interno del cosiddetto "pollaio", un recinto situato nei pressi della curva ospiti e soggetto agli insulti della tifoseria avversaria. Già nella scorsa stagione, a causa di problemi di sicurezza e visibilità, l'amministrazione Arrighi si era impegnata a realizzare un nuovo settore accessibile e una terrazza coperta sopra il tunnel degli spogliatoi, vicina alla curva nord, ma i lavori della nuova curva hanno costretto a posticipare l'opera, lasciando l'adeguamento ai 28 posti disabili previsti per legge ancora al palo.
Sulla vicenda e immediatamente intervenuto il dipartimento disabilità della federazione provinciale di Massa Carrara per fratelli d'Italia con un'interrogazione scritta firmata dalla responsabile Federica Fumanti, che accusa la giunta di scarso impegno sull'inclusione. «E’ diritto di ogni cittadino, comprese le persone diversamente abili, poter fruire in sicurezza e con dignità degli eventi sportività », incalza Fumanti, sottolineando come la disponibilità dei fondi non si sia tradotta in una rapida esecuzione dei cantieri, limitando fortemente il diritto alla partecipazione dei tifosi. Attraverso l'atto inviato alla sindaca e agli assessori competenti, il partito chiede di conoscere lo stato attuale dei lavori e il cronoprogramma per l'ultimazione, le motivazioni dei continui ritardi, le azioni urgenti da intraprendere per accelerare l'opera e la conferma che il progetto sia stato condiviso con le associazioni del territorio nel pieno rispetto delle normative vigenti. Si attende ora la risposta scritta in consiglio comunale.
Mattia Cardellini
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Bruno Giampaoli di Italia Nostra Massa Montignoso ha fatto alcune considerazioni sul masterplan dell'erosione della costa altotirrenica: "Non vogliamo soffermarci su valutazioni relative alla fattibilità o meno di certi interventi e sulla compatibilità di possibili ripascimenti da Viareggio o dall'imboccatura del porto di Carrara, e neppure sulla opportunità o meno di opere strutturali capaci di ridurre l'energia del moto ondoso sulla costa. Valutazioni queste assai complesse che lasciamo agli esperti, i quali dovranno poi, o meglio prima, verificare la reale efficacia dei provvedimenti eventualmente adottati .Vogliamo invece soffermarci su quanto affermato dal Direttore della Protezione Civile della Regione Toscana Giovanni Massini secondo cui "Negli ultimi decenni alla maggiore forza del mare legata anche ai cambiamenti climatici si è sommata una forte riduzione dell'apporto di sedimenti fluviali, conseguenza anche delle consistenti escavazioni effettuate negli anni Settanta e Ottanta, i cui effetti sulla costa vediamo oggi. Dobbiamo quindi invertire questa tendenza , favorendo nuovamente l'arrivo dei sedimenti al mare... ".Premesso che tale affermazione riguarda tutti i tratti di costa toscana in erosione, dobbiamo rimarcare che sul nostro litorale le grandi escavazioni si sono in pratica fermate, tant'è che il Magra ha ricominciato a portare materiale che però si ferma all'imboccatura del porto di Marina di Carrara e che in parte viene "sparato " al largo dal pennello in sinistra alla foce del fiume.Ci pare, ma forse sbagliamo, che non sia ancora stato pienamente compreso che il litorale apuano è figlio del Magra e che senza l'apporto di questo corso d'acqua qualsiasi Masterplan sarà monco.Concordiamo quindi perfettamente con quanto affermato da Massini ma vorremmo capire quali provvedimenti sono stati presi per ripristinare l'arrivo dei sedimenti e se è in atto o almeno in divenire un reale coordinamento con la Regione Liguria, visto che il Magra è a mezzo fra i due Enti".
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Evam s.p.a. passa all'attacco e annuncia l'avvio di procedure legali contro chi ha diffuso pubblicamente notizie infondate sull'azienda: "In relazione alle notizie diffuse negli ultimi giorni e al protrarsi degli attacchi, spesso strumentali, anche nelle ultime ore, Evam S.p.A. comunica che non intende alimentare polemiche il cui unico obiettivo è confondere l'opinione pubblica, facendo passare per verità congetture e suggestioni prive di fondamento.A tutela del proprio buon nome, della propria reputazione e del lavoro di tutti i suoi dipendenti, Evam S.p.A. ha conferito incarico ai propri legali di tutelare l'Azienda in ogni sede opportuna".
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Il Comitato Ugo Pisa mette in evidenza l'ennesima testimonianza della scarsa rilevanza che la Regione Toscana dà alla provincia di Massa Carrara: "È stato approvato il documento operativo per la difesa del suolo 2026 e il presidente Eugenio Giani lo ha definito «una priorità assoluta»: 28 milioni e 65mila euro per 46 interventi in tutta la Toscana. Cifre importanti. Ma leggendo l'elenco degli interventi, comune per comune, la fotografia per Massa Carrara è impietosa: due soli interventi su quarantasei. La manutenzione di un tratto del torrente Carrione a Carrara (180mila euro) e la sistemazione dello sfioratore del Lago di Porta a Montignoso (450mila euro) — quest'ultimo peraltro condiviso con il comune di Pietrasanta, in provincia di Lucca. Totale: 630mila euro, il 2,2 per cento delle risorse. Come già evidenziato a luglio sulla variazione di bilancio regionale, è uno squilibrio che si ripete documento dopo documento. Grosseto riceve da sola oltre 6,65 milioni su sei interventi. Pistoia quasi 4,5 milioni su nove. Lucca oltre 4,3 milioni su dieci. Persino Prato, provincia più piccola della nostra, ottiene quasi 1,84 milioni.
Massa-Carrara non è un territorio qualunque quando si parla di fragilità idrogeologica, e lo certificano i numeri: secondo l'Osservatorio Città Clima di Legambiente, nel 2025 è tra le province italiane più colpite da eventi meteo estremi, e insieme a Firenze la più colpita in Toscana, in una regione dove gli eventi estremi sono raddoppiati in un anno. A questo si aggiunge la memoria recente dell'alluvione 2023, i cui danni alla viabilità sono stati ristorati con oltre 68 milioni di euro dal Fondo di Solidarietà UE.Un territorio così esposto avrebbe bisogno non solo di più risorse, ma di una prevenzione che agisca a monte su versanti, boschi, reticolo minore e soprattutto sull'attività estrattiva sulle Apuane, e non solo con argini a valle, quando l'emergenza è già in corso.Massa-Carrara non chiede un trattamento di favore. Chiede coerenza tra le parole spese sulla "priorità assoluta" della difesa del suolo e le cifre che, comune per comune, raccontano tutt'altra priorità".
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Gli eventi alluvionali che hanno colpito la Lunigiana sono stati certamente caratterizzati da precipitazioni di particolare intensità ma non possono essere più considerali come straordinari.Proprio per questo, però, devono rappresentare ancora una volta un richiamo forte alla necessità di dare assoluta priorità alla prevenzione del rischio idrogeologico, soprattutto nei territori montani.Non possiamo limitarci a intervenire dopo che l'emergenza si è verificata. Dobbiamo essere capaci di prevenire, programmare e mettere in sicurezza il territorio prima che arrivino le nuove, sempre più frequenti, situazioni di criticità.La sicurezza della pianura, infatti, non si costruisce soltanto nelle aree pianeggianti e urbane. La sicurezza della pianura dipende anche dalla manutenzione dei territori montani e dei corsi d'acqua che li attraversano. Se a monte gli alvei non vengono adeguatamente mantenuti, se le opere idrauliche perdono progressivamente la loro efficacia e se il materiale trasportato dalle piene non viene rimosso, gli effetti si ripercuotono inevitabilmente anche a valle.Per questo al Consorzio 1 Toscana Nord è richiesto di intensificare l'attività di manutenzione e di investire maggiori risorse nella prevenzione nelle zone montane della Lunigiana.Servono maggiori interventi concreti: il ripristino e la manutenzione delle briglie, che consentono di rallentare la velocità dell'acqua e trattenere parte del materiale trasportato dalle piene; la rimozione dei sedimenti, che innalzano progressivamente il letto dei fiumi riducendo la capacità di deflusso degli alvei; una gestione efficace della vegetazione e, dove necessario, il taglio degli alberi presenti nell'alveo del Magra e degli altri corsi d'acqua, quando rappresentano un ostacolo al regolare deflusso delle acque.Sono interventi che richiedono programmazione, risorse e una precisa assunzione di responsabilità politica.Ed è proprio su questo punto che ritengo necessario aprire una discussione seria sul ruolo della presidenza del Consorzio.Il presidente Sodini dovrebbe essere il primo a dare gli indirizzi necessari per fronteggiare le nuove criticità determinate dai cambiamenti climatici. Non possiamo continuare a sentirci rispondere, di fronte ai problemi di competenza del consorzio, che "più di così non si può fare".Se le condizioni climatiche sono cambiate, deve cambiare anche il modo di affrontare la prevenzione. Se gli eventi meteorologici estremi sono diventati più frequenti e più intensi, è necessario alzare i livelli di sicurezza, soprattutto nelle zone montane, e non limitarsi a fare ciò che si è sempre fatto.Il presidente dovrebbe quindi indicare una nuova direzione: predisporre piani organici di intervento, individuare le situazioni più critiche, ricercare finanziamenti, aumentare le risorse destinate alla manutenzione e programmare interventi più efficaci sui corsi d'acqua montani.Invece, a quasi due anni dal suo insediamento, non sappiamo ancora quale direzione di marcia il presidente Sodini intenda dare al Consorzio.Non è una questione formale. Gli indirizzi di mandato rappresentano infatti lo strumento attraverso il quale una presidenza dovrebbe dichiarare quali sono le proprie priorità e quali obiettivi intende perseguire. Eppure, nonostante gli impegni assunti, gli indirizzi di mandato , a quasi due anni dall'insediamento,non sono ancora stati portati all'approvazione dell'Assemblea.Nel frattempo continuiamo ad assistere a video propagandistici nei quali il presidente chiede ai tecnici, ad esempio, come funzionano le pompe idrovore di Aulla o in cosa consiste la cosiddetta "manutenzione gentile".I tecnici conoscono perfettamente il proprio lavoro. Non hanno bisogno di perdere tempo a spiegare al Presidente,davanti a una telecamera ,come funzionano le pompe idrovore o come si svolge la manutenzione gentile.Il compito del presidente è un altro: dare indirizzi, fissare priorità, assumere decisioni politiche e amministrative, individuare le risorse necessarie e chiedere alla struttura di raggiungere obiettivi più ambiziosi in materia di sicurezza del territorio.Da tempo, come consigliera del Consorzio, insieme ad altri amministratori e cittadini, ho invitato il presidente a non limitare l'azione dell'Ente al semplice "tagliare l'erba", ma a costruire una vera politica di manutenzione e prevenzione dei corsi d'acqua, in particolare, delle zone montane.Abbiamo bisogno di piani, non soltanto di interventi occasionali. Di finanziamenti, non soltanto di annunci. E soprattutto abbiamo bisogno che la presidenza ascolti i territori, i cittadini e gli amministratori consortili, compresi quelli che, come la sottoscritta, hanno più volte segnalato criticità e avanzato proposte. Il cambiamento climatico non ci consente più di ragionare secondo gli schemi del passato. Non possiamo aspettare la prossima alluvione per scoprire che un alveo è troppo pieno, che una briglia necessita di manutenzione o che un corso d'acqua non è più in grado di smaltire una piena.La prevenzione deve venire prima dell'emergenza.Gli eventi di questi giorni ci ricordano che il territorio ci sta chiedendo di fare di più. Ora spetta al Consorzio e soprattutto alla sua presidenza dimostrare di essere all'altezza di questa sfida.Non può dire che "più di così non si può fare".Quando cambiano le condizioni di rischio, il compito di chi governa un ente è proprio quello di fare di più e cercare di dare risposte adeguate.
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L'Osservatorio Disabilità della Provincia di Massa Carrara denuncia una decurtazione dell'organico di sostegno per l'anno scolastico 2026/27, con particolare impatto sulle scuole secondarie di primo e secondo grado. A far scattare l'allarme è la circolare n. 4415, pubblicata il 18 agosto scorso dall'Ufficio Scolastico Regionale della Toscana, che definisce l'assegnazione delle cattedre di sostegno per il nuovo anno."Da una prima analisi della circolare risulta una decurtazione di circa 60 cattedre, in particolare sulle scuole secondarie di primo e secondo grado, rispetto alle richieste che le scuole della nostra provincia avevano formulato sull'apposita piattaforma", spiega Giacomo Perfigli, coordinatore dell'Osservatorio Disabilità della Provincia di Massa Carrara.Il punto centrale della protesta riguarda la natura di quelle richieste, che non nascono da stime generiche ma da un percorso tecnico e collegiale ben preciso. "Le richieste delle scuole sono il frutto dell'elaborazione del PEI, il Piano Educativo Individualizzato, e dell'approvazione del GLO, il Gruppo di Lavoro Operativo", chiarisce Perfigli. "Si tratta di organismi composti da diverse professionalità: docenti, neuropsichiatri infantili, logopedisti e altri specialisti che valutano concretamente le esigenze di ogni singolo alunno con disabilità."
Per il coordinatore, questo aspetto ha anche una rilevanza giuridica precisa. "La giurisprudenza consolidata ritiene il PEI e il verbale del GLO gli unici documenti in grado di definire il numero di ore necessarie alle reali esigenze dell'alunna o dell'alunno con disabilità. Ogni riduzione arbitraria delle ore da parte dell'amministrazione va quindi considerata illegittima", afferma.Perfigli richiama poi il quadro normativo e costituzionale a tutela del diritto all'istruzione delle persone con disabilità. "Ogni riduzione del sostegno scolastico non trova alcun valido motivo ed è lesiva di diritti costituzionali garantiti in materia di educazione e di integrazione scolastica e sociale di tutti gli individui, comprese le persone con disabilità fisiche. Sono diritti sanciti dalla legge 104 del 1992 e ribaditi da una sentenza risalente ma ancora attualissima, la n. 80 del 2010 della Corte Costituzionale, che li ha dichiarati irrinunciabili e inviolabili", sottolinea. "Va inoltre ricordato che una riduzione delle ore rispetto a quelle indicate nel PEI e nel GLO comporta un danno, dal quale deriva il diritto al risarcimento."Il coordinatore cita anche la cornice internazionale in materia di diritti delle persone con disabilità. "Il principio di inclusione, di pari opportunità e di piano personalizzato è sancito anche dall'articolo 24 della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, approvata nel 2006 e ratificata in Italia con la legge n. 18 del 2009", ricorda.
Dopo aver segnalato il taglio nelle scuole della provincia, l'Osservatorio chiede ora un intervento politico diretto. "Chiediamo che i referenti politici del nostro territorio intervengano presso l'USR Toscana e l'Assessorato regionale all'Istruzione, a cui abbiamo già segnalato la problematica, per ripristinare le cattedre decurtate", dichiara Perfigli. "Serve un'azione concreta e, se possibile, coordinata tra provincia, associazioni, consulte, sindacati e tutti gli altri soggetti della società civile e solidale che hanno a cuore questo tema."
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ROMA - "92 minuti di applausi per Donald Trump che prende a calci le stupidaggini ideologiche LGBTQWERTY. Ogni scuola americana è stata avvertita che dire a un bambino che è intrappolato nel corpo sbagliato equivale a commettere abusi sui minori. Facciamolo anche noi!!!" . Il post dell’avv. Simone Pillon, esponente della Lega, ha fatto il giro del web in poche ore. Parole nette, senza giri di parole. E un messaggio politico chiaro: l’Italia deve seguire l’esempio degli Stati Uniti nella tutela dell’infanzia a scuola.
L’AMERICA CI INSEGNA LA STRADA
Negli ultimi due anni diversi Stati a guida repubblicana hanno approvato leggi che rimettono al centro il ruolo dei genitori nell’educazione. Florida, Texas, Tennessee: il denominatore comune è uno solo. I bambini vanno protetti, non confusi.Il "Parental Rights in Education Act" della Florida stabilisce che nelle scuole elementari non si possono affrontare temi sull’orientamento sessuale e l’identità di genere. I genitori devono essere informati su ogni decisione che riguarda la salute mentale e fisica dei figli. Trasparenza totale.Altri Stati sono andati oltre, prevedendo limiti all’accesso dei minori a percorsi di transizione e sanzioni per gli istituti che nascondono informazioni alle famiglie.È in questo quadro che si inserisce la dichiarazione rilanciata da Pillon. L’idea di fondo è semplice: la scuola educa, la famiglia forma. E tra i due non ci può essere sostituzione.
PERCHÉ IN ITALIA SERVE UNA SVOLTA
Da anni assistiamo a progetti nelle scuole italiane che entrano nelle classi senza che i genitori ne siano nemmeno a conoscenza. Laboratori, questionari, incontri con associazioni esterne. Tutto spacciato come "educazione all’affettività" o "lotta al bullismo".Il risultato? Bambini di 8-10 anni a cui si chiede di mettere in discussione il proprio corpo, il proprio nome, la propria identità. Senza che mamma e papà ne sappiano nulla."Non è educazione, è indottrinamento" spiega Pillon. "Un bambino non nasce nel corpo sbagliato. Nasce con il diritto di crescere sereno, senza che nessuno gli metta in testa dubbi che non gli appartengono".Il Dipartimento ha il dovere di farsi garante di questo principio. Tutelare i più fragili significa prima di tutto non creare fragilità dove non ci sono.
LA PROPOSTA: 3 PUNTI PER UNA SCUOLA LIBERA DALL’IDEOLOGIA
1.TRASPARENZA TOTALE AI GENITORI
Nessun progetto, nessun incontro, nessun materiale didattico su affettività, identità di genere e orientamento sessuale può entrare a scuola senza l’autorizzazione scritta dei genitori. La famiglia deve sapere e deve decidere.
2.STOP AI PROGETTI ESTERNI NON CERTIFICATi
Basta alle associazioni che entrano nelle classi con agende politiche. La scuola deve avvalersi solo di personale qualificato e di programmi approvati dal Ministero, con contenuti chiari e verificabili.
CENTRO SUL MERITO E SULLE MATERIE
Matematica, italiano, storia, scienze. È questo che serve ai nostri ragazzi per affrontare il futuro. Non le mode ideologiche che arrivano dall’estero. La scuola deve tornare a insegnare, non a fare politica.Le associazioni LGBT accusano: "Stigmatizzare è pericoloso". Ma la domanda da porsi è un’altra: è più pericoloso tutelare l’infanzia o è più pericoloso esporla a contenuti per cui non è pronta?La sinistra parla di "ritorno al passato". La risposta è che non è un ritorno, è un ritorno al buonsenso. Al principio che i figli non sono dello Stato. Sono dei genitori.E i genitori, nel 90% dei casi, chiedono una cosa sola: che i figli vadano a scuola per imparare, non per essere arruolati in battaglie ideologiche.
DIFENDERE L’INFANZIA È UN ATTO DI CORAGGIO
I 92 minuti di applausi a Trump non sono per un uomo. Sono per un principio. Quello per cui un bambino va protetto.Se l’America ha avuto il coraggio di dirlo, di scriverlo nelle leggi e di farlo rispettare nelle scuole, l’Italia non può tirarsi indietro.Il Dipartimento è pronto a farsi promotore di linee guida nazionali in questo senso. Perché la vera inclusione non è confondere. È dare a tutti gli strumenti per crescere liberi, senza etichette e senza pressioni.La scuola deve tornare ad essere un luogo sicuro. Per tutti. A cominciare dai più piccoli.
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