Politica
Museo della Memoria di Bergiola, anni di promesse: la critica del consigliere Mirabella
"Ancora oggi, a ben 82 anni dall'eccidio (1944-2026), il sindaco Arrighi parla di "lavori ancora da ultimare", infatti la struttura non è ancora ufficialmente e pienamente…

Cerimonia per l'82° anniversario della strage di Bergiola Foscalina: presenti tutte le istituzioni
Si è tenuta mercoledì 16 settembre, la cerimonia commemorativa dell'82° Anniversario della Strage di Bergiola Foscalina, evento patrocinato dalla Provincia di Massa-Carrara. A rappresentare l'amministrazione…

Villaggio San Luca, infiltrazioni e promesse disattese. «Adesso basta, il Comune intervenga»
«È il momento di dire basta. Basta promesse non mantenute e basta con il menefreghismo di un'amministrazione che continua a lasciare soli i cittadini». Lo…

CPR ad Aulla: Schianchi di FdI definisce "ideologico" l'atteggiamento del Governo, Valettini prenda le distanze
Arriva dalla segreteria provinciale di FdI Massa Carrara e Lunigiana un'analisi critica sul Cpr di Aulla che chiama in causa il sindaco di Aulla e…

Importanti nomine regionali per i dirigenti FdI del territorio: quattro apuani ai vertici dei dipartimenti regionali Toscana di Fratelli d'italia
Fratelli d'Italia Massa Carrara attraverso il coordinatore provinciale del partito Marco Guidi esprime grande soddisfazione per le recenti nomine regionali che vedono protagonisti alcuni dirigenti…

Cantieri elettorali e città paralizzata: il grande bluff del restyling di Carrara
Opere urbanistiche come strumento di propaganda elettorale: è quanto suggerisce Cristina Pinelli di Forza Italia nei confronti dell'amministrazione di Serena Arrighi: "L’amministrazione comunale uscente merita un…

Via Bigioni, una strada sempre più pericolosa: FdI annuncia un'interpellanza in consiglio comunale
Via Bigioni, a Marina di Carrara, è diventata una situazione di rischio quotidiano per residenti, automobilisti e soprattutto per i pedoni.La…

Sicurezza: Persiani, anche a Massa pronti a sostenere l'aumento dei militari per l'operazione Strade Sicure
Massa, 15 setembre. - "La priorità per la nostra Amministrazione e per il territorio è la sicurezza dei nostri cittadini, di chi lavora e dei tanti turisti che…

Difesa della costa e sedimenti marini, Barabotti: «La Regione si sveglia dopo anni di ritardi. Giani intervenga prima dell'inverno»
Massa, 15 settembre 2026 – «L'approvazione da parte della Giunta regionale della delibera sui valori chimici locali dei sedimenti marini non è una vittoria da celebrare,…

Carrara pronta a fare la propria parte per chiedere più personale di sostegno nelle scuole secondarie
Nel giorno della prima campanella nelle scuole cittadine si è riunita oggi la commissione Sanità presieduta da Guido Bianchini per ascoltare il garante per i…

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Esistono lingue che vanno ben oltre la loro funzione comunicativa: portano con sé la memoria di intere generazioni, il legame con un territorio, la voce degli anziani. È da questa riflessione che parte l'editoriale dell'onorevole Souad Sbai, pubblicato su Alma News 24, dedicato alla scrittrice Khadija Ikan. Ikan ha scelto di scrivere in amazigh, la lingua berbera, contribuendo a trasformare in parola scritta una cultura che per secoli si è tramandata soprattutto attraverso l'oralità. Come ricorda Sbai, il nome della scrittrice compare nel catalogo dell'Institut Royal de la Culture Amazighe (IRCAM), l'istituto marocchino che documenta le sue opere principali: la raccolta poetica Iludi (2009), Tujjut taqburt (2010) e l'opera narrativa Titrit n tiwudc (2012).
Secondo Sbai, questa scelta non è solo linguistica ma profondamente culturale, perché una lingua "può continuare a vivere nella quotidianità e, allo stesso tempo, rischiare di diventare marginale nello spazio pubblico". Portarla nei libri e nelle scuole significa invece darle nuova visibilità.
L'editoriale ricorda anche il contesto storico: nel 2011 il Marocco ha riconosciuto costituzionalmente l'amazigh come lingua ufficiale, accanto all'arabo. Ma per l'autrice il riconoscimento giuridico da solo non basta — una lingua "vive davvero quando viene parlata, insegnata, utilizzata nei media e nelle istituzioni".
Un altro aspetto sottolineato è il ruolo delle donne in questo percorso letterario: sempre più autrici scelgono l'amazigh per raccontare esperienze personali e collettive, rompendo un'immagine della cultura berbera tradizionalmente legata a figure maschili. Ikan si inserisce in questa trasformazione, dando alla lingua "una voce femminile e letteraria".
Sbai conclude che difendere l'amazigh non significa chiudersi in un'identità esclusiva, ma riconoscere la pluralità culturale del Nord Africa. In un'epoca in cui molte lingue minoritarie rischiano di scomparire, scrivere nella propria lingua diventa "un atto di resistenza culturale" — non fatto di contrapposizione, ma di presenza.
Fonte: Souad Sbai, "Khadija Ikan, la voce berbera di una lingua che resiste", Alma News 24, 16 agosto 2026.
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Una giudice della Corte d'Appello di Napoli contro l'intero apparato dell'Associazione Nazionale Magistrati. Natalia Ceccarelli, già componente del Comitato Direttivo Centrale dell'Anm prima delle sue dimissioni, torna a far discutere con un'intervista al Corriere della Sera in cui smonta pezzo per pezzo la narrazione ufficiale sul caso Sigfrido Ranucci.
𝐔𝐧𝐚 𝐬𝐭𝐚𝐧𝐝𝐢𝐧𝐠 𝐨𝐯𝐚𝐭𝐢𝐨𝐧 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚𝐭𝐚 𝐮𝐧 𝐛𝐨𝐨𝐦𝐞𝐫𝐚𝐧𝐠
Tutto nasce da un'immagine che l'Anm avrebbe preferito dimenticare: il 25 ottobre 2025, all'indomani dell'attentato dinamitardo davanti casa del conduttore di Report a Pomezia, l'assemblea generale dei magistrati riservò a Ranucci una lunghissima standing ovation nell'aula magna della Cassazione. Un gesto di solidarietà che, nel pieno della campagna referendaria sulla separazione delle carriere, si trasformò rapidamente in un endorsement politico a favore del No. Ceccarelli non usa mezzi termini nel descrivere quella scena: secondo la sua ricostruzione, l'associazione avrebbe messo in atto una vera e propria operazione simbolica, trasformando il giornalista in un'icona quasi sacrale davanti all'assemblea.
𝐋𝐚 𝐬𝐯𝐨𝐥𝐭𝐚 𝐠𝐢𝐮𝐝𝐢𝐳𝐢𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨
Nelle ultime settimane il quadro si è ribaltato. Le indagini della Procura di Roma, guidata da Francesco Lo Voi, hanno portato all'arresto di Valter Lavitola, descritto come "amico fraterno" di Ranucci. Interrogato dal gip, l'imprenditore ha ammesso di essere il mandante dell'attentato, fornendo però una versione sorprendente: avrebbe agito non per colpire il giornalista, ma per spingere le autorità a rafforzargli la scorta, come riportato dal suo legale Sergio Cola. Gli inquirenti, al contrario, ipotizzano che l'obiettivo fosse accrescere la popolarità di Ranucci in vista di una possibile discesa in campo alle elezioni politiche del 2027. È in questo contesto che un altro magistrato, Stefano Celli di Magistratura Democratica — colui che aveva portato Ranucci all'assemblea dell'Anm — ha rilasciato una dichiarazione destinata a far discutere: pur negando qualsiasi irregolarità, ha ammesso che se l'episodio avesse favorito la vittoria del No al referendum, sarebbe stato comunque un bene. Una frase che Ceccarelli giudica il vero punto di rottura, perché a suo dire dimostrerebbe come, pur di raggiungere l'obiettivo politico, certe correnti progressiste della magistratura fossero disposte a chiudere un occhio su qualsiasi mezzo utilizzato.
𝐋'𝐚𝐟𝐟𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐝𝐢 𝐂𝐞𝐜𝐜𝐚𝐫𝐞𝐥𝐥𝐢
Nell'intervista al Corriere, la giudice napoletana non risparmia critiche dirette ai vertici dell'associazione, accusandoli di un silenzio imbarazzato che definisce ormai insostenibile. Sostiene che dietro l'apparente battaglia di principio dell'Anm si celassero in realtà interessi ben precisi delle correnti interne, con Ranucci ridotto a strumento simbolico di quella mobilitazione. E chiude con una frase tagliente, ricordando che si tratta pur sempre di un'associazione di magistrati, non di una qualunque sigla sindacale, e che un minimo di autocritica sarebbe doveroso.
Non è la prima volta che Ceccarelli si scaglia contro l'associazione. Già a marzo, dopo la vittoria del No al referendum, aveva rassegnato pubblicamente le dimissioni dal Comitato Direttivo Centrale, denunciando quella che definì una campagna martellante di disinformazione condotta dai colleghi e una gestione dell'immagine ormai compromessa per le nuove generazioni di magistrati.
𝐈𝐥 𝐟𝐫𝐨𝐧𝐭𝐞 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐬𝐢 𝐦𝐮𝐨𝐯𝐞
Il caso ha acceso anche la politica. Il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, membro della Vigilanza Rai, ha chiesto pubblicamente un'autocritica sia dell'Anm sia della segretaria del Pd Elly Schlein, che all'epoca dell'attentato aveva attribuito responsabilità politiche all'area di centrodestra. Sul fronte del governo, il vicepremier Matteo Salvini ha chiesto l'allontanamento di Ranucci da Report fino al chiarimento dei suoi rapporti con Lavitola, sostenendo che il denaro pubblico non debba finanziare chi è coinvolto in una vicenda di questo tipo.
Nel frattempo, dentro l'Anm regna l'imbarazzo. Il segretario generale Rocco Maruotti ha difeso la linea del silenzio, spiegando al Corriere della Sera che l'associazione preferisce non esporsi finché l'indagine è in corso, per evitare di essere strumentalizzata da chi vorrebbe usare un'eventuale presa di distanza contro Ranucci come arma politica.
Fonti consultate:
Corriere della Sera (roma.corriere.it) — intervista a Natalia Ceccarelli
Il Giornale — "Ranucci portato in trionfo come fosse la Madonna. Il giudice Ceccarelli fa tremare l'Anm"
Il Giornale — "L'Anm lo osannava: ora si deve rifugiare nel silenzio"
Il Giornale — "I giudici si spaccano sugli 'osanna' a Ranucci: molti irritati"
Il Dubbio — "Ora Ranucci imbarazza pure l'Anm: «Che errore farne un testimonial...»"
Il Dubbio — "L'Anm tentenna: «Non possiamo scaricare Ranucci...»"
Il Dubbio — "Natalia Ceccarelli lascia l'Anm: «Ha tradito la sua missione...»"
Il Corriere del Giorno — "Ranucci, le 'omissioni' sull'amico Lavitola ed il silenzio ipocrita dell'Anm"
Il Fatto Quotidiano — "Attentato a Ranucci, Lavitola ammette: 'Sono il mandante'"
ANSA — "Lavitola dal gip. Salvini contro Ranucci: 'Via da Report'"
Libero Quotidiano — "Ranucci, il video che imbarazza toghe e Anm: un minuto di applausi"
Libero Quotidiano — "Natalia Ceccarelli, la toga si dimette dall'Anm e denuncia le bugie del No"
Tag24 — "Chi è Natalia Ceccarelli, la magistrata che si è dimessa dall'Anm dopo il referendum sulla Giustizia"
Barbadillo — "Post-referendum. Natalia Ceccarelli si dimette dal direttivo"
Il Mattino — intervista a Natalia Ceccarelli sulla campagna referendaria
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CARRARA – A quasi un anno dal sopralluogo effettuato dal consigliere comunale della Lega Andrea Tosi e dalla presentazione di un’articolata interrogazione al sindaco Arrighi, la situazione nella frazione di Battilana appare drammaticamente immutata. Nonostante le promesse e le segnalazioni portate all'attenzione del Consiglio Comunale, le denunce dei residenti continuano ad arrivare al Direttivo Comunale della Lega di Carrara: strade dissestate, detriti non rimossi, incuria idraulica nei canali e il simbolo del degrado rappresentato dalla struttura dell'ex scuola lasciata marcire.«A distanza di 11 mesi dal nostro intervento, abbiamo il forte sospetto — confermato dalle continue segnalazioni dei cittadini — che l'amministrazione comunale non abbia mosso un solo dito per restituire decoro e dignità a Battilana», dichiara Cristina Rocchi, Segretario comunale assieme al Direttivo della Lega Carrara. «Noi non abbiamo intenzione di spegnere i riflettori su questo territorio. Le problematiche non si risolvono lasciando passare il tempo, ma con la presenza e la volontà politica».Per questo motivo, nelle prossime settimane la Lega Carrara organizzerà un nuovo sopralluogo e allestirà un gazebo d'ascolto proprio nella frazione di Battilana.«Vogliamo verificare di persona e punto per punto se e cosa sia cambiato rispetto allo scorso anno, ma soprattutto vogliamo stare in mezzo alla gente, ascoltare i residenti e raccogliere direttamente le loro istanze per portarle nuovamente sui banchi della Giunta Arrighi. Battilana e chi vi abita non possono e non devono finire nell'oblio: la Lega c'è e continuerà a battersi al loro fianco», conclude la nota del partito.
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Come annunciato precedentemente, il Circolo della Montagna del Partito della Rifondazione Comunista ha promosso nei giorni scorsi una raccolta firme per chiedere conto alle istituzioni, Comune, Provincia e polizia municipale, una presa di posizione in merito alla viabilità di Via Bassa Tambura, a seguito della chiusura nei fine settimana di Via Alta Tambura, in conseguenza dei parcheggi selvaggi in prossimità del torrente Renara.Una misura inefficace e calata dall’alto che non ha minimamente risolto il problema, ma l’ha semplicemente spostato. A seguito delle numerose segnalazioni, abbiamo lanciato una raccolta firme che ha visto una mobilitazione dell’intera Valle del Frigido, arrivando a raccogliere, in pochi giorni, 400 firme che saranno consegnate in questi giorni agli uffici del Comune di Massa. Una risposta unitaria e corale da parte di una comunità che non ha più voglia di rimanere inascoltata e che ha preso atto che solo facendo una battaglia comune, senza inutili campanilismi, sarà possibile far sentire la propria voce.
Inoltre, nei fine settimana scorsi, sono stati posizionati dei divieti di sosta in prossimità del semaforo posto sotto il sentiero del Bizzarro. Bene, ma purtroppo non basta assolutamente: le auto continuano ad essere parcheggiate su entrambe le careggiate, più a monte o più a valle, in particolare nei pressi di Poggio Piastrone e Canevara, di fatto riproponendo lo stesso schema denunciato.Tutto questo dimostra che semplici divieti non risolvono i problemi, come invece la destra al governo della città e del Paese crede: bisogna combattere le cause, non i sintomi delle questioni.Lo abbiamo detto: la soluzione è quella di investire nel trasporto pubblico locale potenziando le corse degli autobus, come fatto per la costa, abbinandole a bus navetta a prezzi calmierati. Gli strumenti ci sono, quello che manca è la volontà politica.Inoltre, cosa non certo secondaria, un’amministrazione seria dovrebbe preoccuparsi anche della salvaguardia dell’ambiente, in questo caso del fiume Frigido e del torrente Renara, mettendo in campo tutte quelle soluzioni, dai bidoncini per l’immondizia, a una presenza contingentata dei visitatori, ai servizi, necessarie per la tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, ampiamente stressati durante la stagione estiva.
Da Loredana Berté ai Negramaro: a Carrara è un’estate in musica, superati i 25mila biglietti venduti
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Sono stati più di 25mila i biglietti venduti questa estate per i concerti del Vibes Summer Festival a Imm-CarraraFiere e per quelli di piazza Matteotti a Carrara. Le presenze complessive alle tante serate musicali che hanno animato questo inizio d'estate carrarina sono state però molte di più.Ad aprire l'estate carrarina dei grandi protagonisti della musica italiana è stata lo scorso 28 giugno Irene Grandi con un grande concerto gratuito in piazza Matteotti, quindi è stata la volta, sempre in centro città, di Levante e Loredana Berté. Sul lungomare di Marina sono poi sbarcati Shablo, Dimartino e Valerio Lundini mentre il Vibes Summer Festival a IMM-CarraraFiere ha proposto Frah Quintale, Luché, Kid Yugi, Shiva, Blanco, Caparezza e i Negramaro.Oltre a tutti questi appuntamenti il Festival Musica sulle Apuane del Cai di Massa ha portato i Patagarri nella location unica di Campocecina e poi ancora ci sono stati il Festival delle Apuane in piazza Menconi, Radio Nostalgia che ha animato la Notte Blu di Marina, i concerti al palco della Musica di piazza Gramsci e tanti altri eventi.«Abbiamo sempre sostenuto come l'arte, la cultura, gli spettacoli, il bello in ogni sua forma debbano essere un imprescindibile volano di sviluppo per Carrara e questa estate sta mettendo in luce quanto la nostra città ha da offrire – dice la sindaca Serena Arrighi -. Il numero dei biglietti venduti è un dato oggettivo che ci dà però solo una misura parziale delle ricadute degli eventi sul nostro territorio. Da questo conto mancano non solo il numero degli spettatori dei tanti spettacoli gratuiti che abbiamo ospitato, ma anche quelli che hanno partecipato a manifestazioni come White Carrara o C/Art sulle quali abbiamo investito tanto in questi anni per dare loro una fisionomia e una riconoscibilità ben precise e che sono state capaci di riempire la città per più serate. Lo stesso vale per iniziative come 'È tutto un cine!', che per la terza estate ha animato le piazze dei paesi a monte, o 'Voce all'autore' e ancora per la Notte blu a Marina. Ci sono poi manifestazioni divenute ormai identitarie come 'Studi aperti' per non parlare inoltre delle tantissime iniziative di pro loco, privati e associazioni in ogni angolo del territorio. Non dimentichiamo infine come il programma di questa estate sia ancora ricchissimo. White Carrara proseguirà fino a fine mese mentre presto cominceranno, tra l'altro, le passeggiate poetiche lungo la diga foranea e la rassegna teatrale sotto la torre di Castruccio con Lella Costa, Gene Gnocchi e Ascanio Celestini mentre a settembre ci sarà ConVivere. Si tratta di un grande lavoro collettivo che unisce eventi tra loro diversi, ma tutti accumunati da un unica visione di sviluppo della città. In questi anni abbiamo tracciato la strada e ora vogliamo continuare a investire idee e risorse per andare sempre più lontanto»
«I numeri fatti registrare dal Vibes Summer Festival sono per noi la conferma della bontà del lavoro fatto in questi anni – dice l'assessore alle Partecipate Carlo Orlandi -. Quando nel settembre del 2023 abbiamo portato Francesco Gabbani a CarraraFiere abbiamo raccolto una sfida, oggi possiamo dire di averla vinta. Per troppo tempo a Carrara abbiamo sentito parlare delle potenzialità dei piazzali di Marina come location per concerti e spettacoli, noi non ci siamo voluti fermare alle suggestioni o ai discorsi, abbiamo scelto di andare fino in fondo. Grazie allo straordinario impegno di molte persone siamo riusciti a portare in città un festival di livello assoluto, ottimamente organizzato, e il risultato di questo sforzo è oggi sotto gli occhi di tutti. Stiamo già lavorando per gli eventi futuri e siamo certi che si continuerà nel percorso di crescita».
«I numeri ci raccontano, al di là di ogni punto di vista, che Carrara è stata ed è capace di offrire musica, eventi culturali, rassegne e festival di grande qualità – conclude l'assessora alla Cultura Gea Dazzi -. E non si tratta solo di belle e riuscite serate, ma anche di progetti di più ampia ricaduta, di cui è particolarmente emblematico C/Art, non una festa e una cena di gran successo, ma un processo di rivitalizzazione, attraverso il dialogo fra artisti di diversa provenienza ed esperienza, destinato a durare e agire in modo permanente su spazi e contesti sociali troppo a lungo ai margini, seppur attrattivi e potentissimi. E le occasioni di dimostrare che la cultura è un potente volano di rinascita, soprattutto quando le si garantisce continuità, non mancheranno e da questa seconda metà di agosto non ci fermeremo più. Dal 21 agosto le nuove passeggiate poetiche, curate dal direttore del teatro degli Animosi Tindaro Granata, renderanno il nostro mare fonte di ispirazione e bellezza. Il palco della Musica continuerà ad offrire serate di buona musica legate a nomi del territorio, ma anche di buona poesia. Fine agosto aprirà il palcoscenico di casa Pellini con tre serate di grande teatro sociale. Dalla prima settimana di settembre, due nuove mostre al MudaC, con la fotografia di Stefano Cerio, vincitore di Strategia Fotografia, e la scultura tutta al femminile di cinque grandi artiste di fama internazionale legate al nostro territorio, che metteranno le loro opere in dialogo con la collezione permanente del nostro museo, grazie al progetto curatoriale di Emanuele Guidi e degli studenti del Naba di Milano. E poi Convivere, il grande festival di parola, alla sua 21esima edizione, che ci regala quest'anno, grazie al progetto scientifico di Elena Granata, un tema urgente come quello dell'abitare, il nostro spazio interiore, la casa, la città, il pianeta e il nostro tempo. E per assaporare un po' della nuova stagione autunno inverno, vi anticipo che il nostro Teatro Animosi ha già pronto un calendario che vi sorprenderà».
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Marina di Pietrasanta – Il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini è stato ospite venerdì 14 agosto del Caffè della Versiliana, intervistato dalla giornalista del Tg1 Sonia Sarno. Camicia di lino e sneakers, il vicepremier si è presentato sul palco della kermesse in Versilia sdrammatizzando anche il caldo con una battuta rivolta alla conduttrice, mentre tra il pubblico non mancavano cartelli di sostenitori locali che invocavano un suo ritorno al Viminale. Un incontro a tutto campo che ha toccato i grandi dossier dell'agenda politica nazionale, dalla sicurezza alla giustizia, fino ai temi più delicati per gli equilibri interni alla Lega.
𝐒𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐜𝐢𝐭𝐭à
Il leader leghista ha parlato del tema della sicurezza urbana, con un passaggio dedicato a Milano. La linea indicata è quella di un rafforzamento della presenza di forze dell'ordine e militari per strada, ma senza scivolare in operazioni di controllo indiscriminato: pattugliamenti sì, "rastrellamenti" no. Salvini ha insistito sul punto, sottolineando che il tema della sicurezza non si affronta con proclami né richiamandosi proprio al concetto di rastrellamento, ma con competenza e risposte concrete — una posizione che ribadisce, senza citarlo direttamente, la distanza già presa il giorno prima dalle parole di Carmelo Burgio, il candidato sindaco di Futuro Nazionale a Milano.
𝐓𝐚𝐬𝐬𝐚 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐞 𝐛𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞
Sul fronte economico, Salvini ha rilanciato la proposta di un prelievo sugli extraprofitti degli istituti bancari, presentandolo come alternativa preferibile a un'eventuale patrimoniale sui conti correnti dei cittadini. Un contributo del 5% sui guadagni miliardari del settore, secondo il vicepremier, sarebbe una misura di equità che la Lega è pronta a portare avanti anche a costo di scontentare qualche ambiente economico e mediatico.
𝐏𝐚𝐫𝐭𝐢𝐭𝐞 𝐈𝐕𝐀 𝐞 𝐟𝐥𝐚𝐭 𝐭𝐚𝐱
Sul lavoro autonomo, Salvini ha ribadito l'obiettivo di alzare il tetto della flat tax per artigiani e professionisti fino a 100mila euro di fatturato, ammettendo però che una normativa europea blocca attualmente il limite a 85mila euro, oltre il quale scatterebbe una sanzione per l'Italia.
𝐆𝐮𝐞𝐫𝐫𝐚 𝐢𝐧 𝐔𝐜𝐫𝐚𝐢𝐧𝐚
Il ministro ha invitato a guardare già al dopoguerra, pur riconoscendo la necessità di stabilire responsabilità nel conflitto. Ha criticato l'idea di isolare permanentemente la Russia una volta finita la guerra, definendola un errore che rischierebbe di spingere Mosca tra le braccia di Pechino. Ha inoltre lasciato intendere che, a suo giudizio, in Europa qualcuno avrebbe interesse a una prosecuzione del conflitto piuttosto che a una rapida pacificazione.
𝐏𝐞𝐧𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢
Tra gli annunci più concreti, Salvini ha indicato come priorità della Lega per la prossima legge di bilancio una norma per attenuare gli effetti della legge Fornero, consentendo l'uscita dal lavoro prima dei 67 anni oggi previsti.
𝐋𝐞𝐠𝐠𝐞 𝐞𝐥𝐞𝐭𝐭𝐨𝐫𝐚𝐥𝐞
Sulla riforma del sistema di voto, il vicepremier ha spiegato che la maggioranza ha raggiunto un'intesa di massima, con i lavori che riprenderanno a settembre. Il punto fermo, per Salvini, è che la coalizione vincente debba avere una maggioranza sufficiente a governare per l'intera legislatura, scongiurando lo scenario di un sostanziale pareggio tra schieramenti.
𝐈𝐥 𝐜𝐚𝐬𝐨 𝐑𝐚𝐧𝐮𝐜𝐜𝐢-𝐋𝐚𝐯𝐢𝐭𝐨𝐥𝐚
Interpellato sulla vicenda che ha coinvolto il conduttore di Report Sigfrido Ranucci, Salvini ha commentato la confessione resa da Valter Lavitola, l'ex editore arrestato come mandante dell'attentato dinamitardo subito dal giornalista lo scorso ottobre a Pomezia. Il vicepremier ha detto di non aspettarsi quella confessione e ha sottolineato che un dirigente pubblico come Ranucci, pagato con denaro dei contribuenti, dovrebbe attenersi a standard di cautela più elevati. Secondo Salvini, finché non sarà fatta piena chiarezza sui rapporti tra il giornalista e Lavitola, la sua credibilità resta compromessa ed è quindi preferibile, anche nel suo stesso interesse, un passo indietro dalla conduzione del programma su una rete pubblica. Una posizione che nei giorni precedenti aveva già suscitato la reazione dello stesso Ranucci, che sui social aveva denunciato una richiesta di sospensione da parte del vicepremier, e le critiche del Movimento 5 Stelle e del sindacato dei giornalisti Fnsi, che avevano parlato di una possibile ritorsione politica.
𝐈𝐥 𝐜𝐚𝐬𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐠𝐢𝐨𝐢𝐞𝐥𝐥𝐢𝐞𝐫𝐞 𝐑𝐨𝐠𝐠𝐞𝐫𝐨
Salvini si è espresso anche sulla vicenda di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso nel 2021 due rapinatori davanti al proprio negozio. Il vicepremier ha giudicato la pena sproporzionata, ricordando di essersi recato più volte in visita nel carcere di Bollate, e ha espresso l'auspicio che l'uomo, ormai anziano, possa presto tornare dai familiari.
𝐌𝐢𝐠𝐫𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐞 𝐟𝐫𝐨𝐧𝐭𝐢𝐞𝐫𝐞
Con un riferimento alla situazione di Ceuta e al rischio di un nuovo sbarco di massa, Salvini ha ribadito che difendere i confini resta una priorità assoluta, sottolineando il timore che ingressi incontrollati di migliaia di persone possano, nel giro di poche ore, alterare gli equilibri sociali e culturali europei.
𝐓𝐞𝐧𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐋𝐞𝐠𝐚
Interpellato sul dibattito interno al partito e sulle voci di un possibile cambio ai vertici, Salvini ha rivendicato la solidità della Lega, ricordando i suoi 500 sindaci e le migliaia di iscritti su tutto il territorio nazionale. Chi la pensa diversamente, ha detto, è libero di farlo, ma non per questo può considerarsi rappresentativo del partito. Il passaggio arriva in un momento di tensione tra il segretario e alcuni governatori del Nord, alle prese con la definizione delle liste elettorali in vista del prossimo appuntamento con le urne: nei giorni precedenti diverse fonti interne avevano descritto un clima di malumore attorno alla selezione dei parlamentari considerati più fedeli alla linea di Salvini.
𝐏𝐨𝐧𝐭𝐞 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐨 𝐒𝐭𝐫𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐞𝐝 𝐄𝐭𝐧𝐚
Collegando l'attualità del caos sui voli in Sicilia legato all'eruzione dell'Etna al progetto del Ponte sullo Stretto, Salvini ha osservato che un collegamento stabile avrebbe permesso ai passeggeri bloccati a Catania di raggiungere comunque le loro destinazioni. Sul vulcano, ha ammesso di non poter intervenire; sul ponte, invece, ha confermato che in autunno è atteso il parere definitivo della Corte dei Conti, passaggio decisivo per l'avvio dei lavori.
𝐋𝐨 𝐬𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐁𝐮𝐫𝐠𝐢𝐨, 𝐢𝐥 𝐜𝐚𝐧𝐝𝐢𝐝𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐕𝐚𝐧𝐧𝐚𝐜𝐜𝐢 𝐚 𝐌𝐢𝐥𝐚𝐧𝐨
Il tema sicurezza si intreccia con un altro fronte di tensione tra Salvini e l'area di Vannacci. Già il 13 agosto, alla vigilia della Versiliana, il vicepremier aveva attaccato duramente Carmelo Burgio, il generale dei carabinieri in congedo scelto da Vannacci come candidato sindaco di Futuro Nazionale per Milano, presentato dal palco della Versiliana l'8 agosto come l'uomo capace di "rastrellare" Rogoredo, la piazza di spaccio nel cuore della città. Salvini si era detto dubbioso sulla reale conoscenza di Milano da parte del generale, notando come il candidato avesse ammesso timore nel camminare da solo in Stazione Centrale, e aveva già allora preso le distanze dal linguaggio dei rastrellamenti, preferendo parlare di ordine, legalità, telecamere e taser. Il candidato aveva replicato di non essere un Rambo, ma di condividere comunque la percezione di insicurezza di molti cittadini. Il giorno seguente, sul palco della Versiliana, Salvini ha ripreso lo stesso concetto, ribadendo che la sicurezza non si invoca a parole né con richiami ai rastrellamenti, ma con competenza e misure efficaci — una conferma della linea già tracciata nello scontro con Burgio.
𝐋𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐜𝐜𝐚𝐭𝐚 𝐚 𝐕𝐚𝐧𝐧𝐚𝐜𝐜𝐢
Il passaggio più tagliente della serata ha riguardato Roberto Vannacci. Salvini ha detto di averlo ritenuto un uomo di parola, ammettendo che le cose non sono andate così e che il tempo saprà fare chiarezza. Rispondendo poi alle critiche del generale sui listini bloccati previsti dalla nuova legge elettorale, il vicepremier gli ha ricordato — con tono ironico — che proprio lui, in vista delle elezioni regionali in Toscana, gli aveva chiesto un posto da capolista bloccato per un proprio uomo di fiducia, originario peraltro della stessa zona versiliese. Un modo per far notare l'incoerenza di chi oggi si dice contrario a un meccanismo che in passato aveva chiesto di utilizzare a proprio vantaggio.
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A seguito di alcune anomalie riscontrate, l’attuale Consiglio di Amministrazione e la Direzione dello stabilimento hanno avviato una serie di controlli e approfondimenti che hanno permesso di ricostruire la situazione, sia per quanto riguarda l’ammanco di bottigliette da 0,5 litri, emerso più recentemente, sia per quanto riguarda le bollette del magazzino non pagate nel corso degli anni. L’azienda si è quindi attivata per affrontare entrambe le situazioni e recuperare quanto dovuto. Le somme relative alle bottigliette e una parte consistente degli importi delle bollette non pagate sono già state recuperate. Le attività di verifica e recupero stanno proseguendo con la massima attenzione.Sono fatti concreti che, a fronte del clamore mediatico di queste ultime ore, restituiscono una situazione molto più semplice di quella che viene rappresentata: EVAM ha individuato alcune anomalie non dipendenti dal suo operato, le ha approfondite e sta già intervenendo per risolverle.
UN CDA AUTONOMO E INDIPENDENTE
EVAM ritiene inoltre importante ribadire un elemento che riguarda la sua governance.L'attuale Consiglio di Amministrazione opera in piena autonomia e, lo ricordiamo, non è neppure di nomina politica. Le decisioni della società sono state e continuano a essere assunte dagli organi competenti, senza condizionamenti da parte dell’azionista di maggioranza.
PRIMA DI COMMENTARE, È IMPORTANTE CONOSCERE I FATTI
EVAM comprende e rispetta il diritto di cronaca, di critica e la libertà di ogni cittadino di esprimere la propria opinione.Proprio per questo chiede semplicemente che, prima di formulare accuse o conclusioni sulla gestione della società, le informazioni vengano verificate con chi conosce direttamente i fatti.
Conoscere solo una parte di una vicenda può infatti portare a ricostruzioni sbagliate e, soprattutto sui social, a commenti e accuse che vanno ben oltre ciò che i fatti consentono di affermare.
l risultato è che, mentre l’azienda sta già lavorando per risolvere internamente situazioni che sono state individuate e affrontate, si rischia di creare un’immagine di EVAM e delle sue maestranze completamente diversa dalla realtà.È nell’interesse di tutti, compresi i cittadini e l’azienda stessa, che i toni possano tornare a essere quelli di un confronto serio basato sui fatti.
Questa richiesta non vuole in alcun modo silenziare o censurare il dibattito pubblico. EVAM non teme le domande, i controlli né le critiche.
Chiede però che le critiche partano da informazioni complete e verificate e non da ricostruzioni parziali, perché un conto è chiedere legittimamente spiegazioni, un altro è attribuire responsabilità o diffondere accuse infondate e gravemente lesive.
EVAM TUTELA IL PROPRIO NOME
Nel pieno rispetto del diritto di libera manifestazione del pensiero, di fronte a contenuti che dovessero superare i limiti della critica e diventare offensivi o lesivi della reputazione di EVAM, dei suoi amministratori o dei suoi dipendenti, la società si riserva di tutelarsi nelle sedi competenti.È importante infatti difendere il proprio nome e quello delle persone che ogni giorno lavorano nell’azienda.Perché dietro a queste notizie ci sono lavoratori, famiglie e un patrimonio che appartiene alla comunità intera: tutelarli nel modo corretto è responsabilità di tutti.
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C'è un tema che da anni continua a dividere il dibattito pubblico italiano: quello dell'immigrazione e, soprattutto, dell'integrazione. Un confronto che, come ha raccontato Format Lab Academy in una recente intervista alla giornalista e scrittrice Souad Sbai, meriterebbe di essere affrontato con più sostanza e meno slogan.
𝐈𝐥 𝐟𝐨𝐜𝐮𝐬: 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐠𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐨𝐥𝐭𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐭𝐨𝐫𝐢𝐜𝐚
Il cuore della conversazione riportata da Format Lab Academy ruota attorno a una domanda scomoda: sicurezza e integrazione sono davvero due fronti opposti, come spesso li si dipinge nel dibattito pubblico? Per Sbai, esperta delle dinamiche del mondo arabo e dei fenomeni migratori, la risposta è netta: l'integrazione non può ridursi a una dichiarazione di principio, ma deve tradursi in fatti concreti.
Il punto più diretto riguarda la lingua. Secondo quanto riportato, Sbai sottolinea come chi arriva in un nuovo Paese dovrebbe attivarsi da subito per impararne la lingua, indicando come problematici i casi di persone che, dopo vent'anni o più in Italia, ancora non riescono a muoversi con autonomia nella vita quotidiana. Una posizione destinata a far discutere, ma che pone una domanda scomoda e necessaria: integrare significa solo accogliere, o significa anche costruire le condizioni perché chi arriva possa davvero far parte della vita sociale del Paese?
𝐒𝐮𝐩𝐞𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐩𝐩𝐨𝐬𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢
Quello che emerge dal racconto è un invito a superare le solite categorie contrapposte — accoglienza contro sicurezza, apertura contro controllo — per riconoscere che una società capace di integrare deve tenere insieme lingua, scuola, lavoro, regole e partecipazione. Diritti e doveri, in questa visione, non si escludono: si rafforzano a vicenda.
𝐔𝐧 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐞𝐝𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐚
L'intervista, riportano da Format Lab Academy, non si esaurisce in un solo contenuto: è pensata come un racconto che prosegue nel tempo attraverso una serie di reel pubblicati progressivamente sui canali social del nuovo laboratorio dedicato alla cultura dell'immagine e della comunicazione. Un approccio che punta a non banalizzare temi complessi come immigrazione, regolarizzazioni e sicurezza in una frase isolata, ma ad accompagnare il pubblico dentro un ragionamento più ampio.
Fonte: Dire News Oggi
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Le verifiche effettuate il 13 agosto in seguito alle segnalazioni hanno dato esito "INSUFFICIENTE". Balloni Ilaria: "Non sono più soltanto lamentele: oggi ci sono verbali ufficiali che documentano le criticità"Le numerose segnalazioni raccolte nelle ultime settimane dallo Sportello del Cittadino di Massa di Fratelli d'Italia sullo stato di pulizia e sul servizio di spazzamento delle strade cittadine trovano un primo, concreto riscontro nei controlli effettuati da ATO Costa.Il 13 agosto sono state effettuate verifiche sul servizio di spazzamento gestito da ASMIU S.r.l., a seguito di segnalazioni. E i risultati riportati nei verbali ufficiali sono tutt'altro che rassicuranti.In Via dell'Acqua, il controllo effettuato dalle 7.06 alle 9.27 ha avuto esito "INSUFFICIENTE". Nel tratto sottoposto a verifica sono stati rilevati rifiuti vari, tra cui cartacce, bottiglie di vetro e plastica e persino un secchio di vernice. Il verbale evidenzia inoltre che, al momento del controllo, non era presente personale in servizio sul tratto di strada verificato.Poco dopo, un'altra verifica, questa volta in Via dei Colli, ha restituito nuovamente un esito "INSUFFICIENTE". Anche in questo caso il controllo è stato eseguito a seguito di una segnalazione e il verbale riporta l'assenza di personale in servizio sul tratto verificato.Ma è importante sottolineare un aspetto: per il momento i controlli hanno riguardato il servizio di spazzamento delle strade.Lo Sportello del Cittadino auspica quindi che le verifiche possano essere estese anche al servizio di raccolta e ritiro dei rifiuti, perché le segnalazioni ricevute riguardano anche numerose situazioni di mancata raccolta, accumuli e contenitori che rimangono pieni per giorni."Quello che è stato verificato finora è soltanto una parte del problema – sottolinea Ilaria Balloni, responsabile dello Sportello del Cittadino di Fratelli d'Italia di Massa –. Ci auguriamo che ATO possa procedere quanto prima anche con controlli sul servizio di raccolta dei rifiuti. In alcune zone abbiamo ricevuto segnalazioni e documentazione fotografica che mostrano situazioni davvero indecorose, che un cittadino non dovrebbe essere costretto a vedere nella propria città".Il riferimento è alle numerose segnalazioni arrivate allo Sportello, provenienti da diverse zone del territorio comunale, dove vengono denunciati sacchi e rifiuti lasciati per giorni, raccolta non effettuata e accumuli attorno ai punti di conferimento."In alcune zone la situazione è talmente grave da sembrare da terzo mondo – aggiunge Balloni –. È un'espressione forte, ma serve a rendere l'idea di quello che ci viene segnalato quotidianamente. Non vogliamo fare polemica fine a se stessa: vogliamo che il problema venga verificato e risolto".Non si tratta, dunque, soltanto della percezione dei cittadini o di fotografie pubblicate sui social. Esistono oggi verifiche ufficiali dell'ente di controllo che certificano criticità nel servizio di spazzamento.Ed è proprio questo il punto sul quale insiste lo Sportello del Cittadino: raccogliere le segnalazioni, documentarle e trasformarle in richieste concrete alle istituzioni."Abbiamo iniziato a raccogliere le segnalazioni perché il problema della pulizia e del decoro della città era ormai evidente in moltissime zone di Massa – spiega Balloni –. Abbiamo deciso di non limitarci alle proteste, ma di raccogliere le testimonianze e trasmetterle agli enti competenti. Oggi abbiamo la conferma che quelle segnalazioni meritavano attenzione: i controlli di ATO hanno dato esito insufficiente".Lo Sportello del Cittadino continuerà quindi a raccogliere le segnalazioni provenienti dalle diverse zone del territorio e a trasmetterle agli enti competenti, chiedendo che i controlli non si fermino allo spazzamento, ma riguardino l'intero servizio di igiene urbana."I cittadini pagano regolarmente la TARI e hanno diritto a una città pulita, decorosa e a un servizio efficiente – conclude Balloni –. Ci auguriamo che questi primi controlli rappresentino soltanto l'inizio e che vengano verificati tutti gli aspetti del servizio. Perché una città pulita non può essere un'eccezione: deve essere la normalità".
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