Politica
Nido Estivo 2026: accolte a Massa tutte le domande presentate dalle famiglie
L'Amministrazione comunale ha deciso di garantire l'accoglimento di tutte le domande di iscrizione al Nido Estivo 2026.Alla scadenza del bando sono pervenute infatti 90…

Consiglio regionale toscano: la terza sezione del Tar ribalta il risultato elettorale, fuori Guidi entra Bulleri
Una sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale della Toscana, pubblicata oggi 18 giugno e con effetto immediato, riscrive la composizione del consiglio regionale toscano all'interno di Fratelli…

Due auto parcheggiate male e Carrara va nel caos: traffico bloccato fino al viale, odissea per una donna malata di diabete che si recava a Monterosso per le cure
Una vera e propria odissea è quella vissuta, nella mattinata di giovedì 18 giugno, da una ex caposala del Monoblocco, diabetica, per raggiungere la diabetogia al…

"Palazzo Rosso sarà un motore della rinascita di Carrara": il sindaco Serena Arrighi replica alle critiche del consigliere Mirabella
«Palazzo Rosso sarà uno dei motori della rinascita del centro storico. Come abbiamo già avuto modo di spiegare in passato, palazzo Rosso non tornerà semplicemente a…

Aumento biglietto Tpl, Stella e Ferri (FI): "Convocazione d'urgenza Giani, assessore Boni e vertici AT in 2° e 4° Commissione"
Firenze, 18 giugno - "Chiediamo la convocazione d'urgenza del governatore Giani, dell'assessore regionale ai Trasporti, Boni e dei vertici di Autolinee Toscane nelle prossime sedute…

Ordinanze della Corte di Cassazione sulle rette RSA. CNA Pensionati Massa Carrara: “Una tutela importante per le famiglie dei malati di Alzheimer. Ora servono informazioni chiar
CNA Pensionati Massa Carrara richiama l’attenzione delle famiglie e delle istituzioni locali sulle recenti ordinanze della Corte di Cassazione in materia di rette RSA per pazienti affetti da Alzheimer…

AFAM: Conferenze nazionali chiedono il ritiro dello schema di revisione del DPR 132/2003
Le Conferenze Nazionali dei Direttori e dei Presidenti delle Accademie di Belle Arti, dei Conservatori di Musica, degli ISIA e la Conferenza Nazionale delle Consulte degli Studenti AFAM…

Tpl, Stella e Ferri: "Raccolta firme e gazebo Forza Italia contro aumento biglietti bus. Mozioni in tutti i Consigli comunali
"Forza Italia Toscana ha deciso di avviare gazebo in tutta la regione per raccogliere le firme dei cittadini contro l'aumento di biglietti e abbonamenti del…

Caso Palazzo Rosso: il valzer delle varianti e i dubbi sul rispetto delle procedure ministeriali: la critica del consigliere Mirabella
L'annuncio unilaterale del sindaco Arrighi su Palazzo Rosso appare difficilmente conciliabile con le procedure che regolano i finanziamenti pubblici ed evidenzia una preoccupante approssimazione amministrativa.

Avanti – Più Europa Carrara: "Su Villa Ceci serve aprire una discussione pubblica seria"
Carrara - Avanti - Più Europa interviene nel dibattito sulla destinazione dell'area di Villa Ceci, chiedendo un confronto approfondito, trasparente e partecipato che coinvolga tutte le forze…

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Bruno Casotti segretario Fim- Cisl Toscana ha commentato l'incontro con The Italian Sea Group:"Nella giornata odierna si è svolto l’incontro tra l’azienda The Italian Sea Group, le RSU e le Organizzazioni Sindacali, convocato a seguito della complessa situazione economico-finanziaria emersa nelle ultime settimane e ufficializzata dalla Società nel comunicato del 21 maggio 2026. Nel corso della riunione il Presidente Giovanni Costantino ha illustrato lo stato delle attività industriali e le linee che, secondo quanto dichiarato dall’azienda, dovrebbero consentire il mantenimento della continuità produttiva del Gruppo.
Tra gli elementi comunicati vi sarebbe la ripartenza
di due importanti commesse di 88 metri in Turchia, con:
- la prevista posa della chiglia di un nuovo yacht da 88 metri nel mese di luglio;
- l’avvio della produzione di un modello Lamborghini di 30 metri.
Secondo quanto riferito dalla Presidenza, i contratti relativi alle due imbarcazioni sarebbero già stati firmati e le attività di progettazione sarebbero in corso, con la previsione di futuri SAL derivanti dall’avanzamento delle lavorazioni.
Il Presidente ha inoltre dichiarato di aver raggiunto accordi economici complessivi per circa 180,6 milioni di euro con diversi armatori. Tali accordi risulterebbero attualmente in fase di definizione legale, dovendo essere formalizzati tra le parti coinvolte e i rispettivi consulenti legali. L’azienda ha riferito che le tempistiche relative ai SAL sarebbero già state concordate e che la chiusura definitiva delle procedure potrebbe richiedere ancora alcune settimane.
È stato inoltre precisato che la ripartenza delle commesse non avverrà simultaneamente, ma attraverso una progressiva riattivazione delle attività produttive.
Per quanto riguarda il sito produttivo di La Spezia, il Presidente ha dichiarato che sarebbe allo studio una futura cessione del sito stesso, precisando tuttavia che tale operazione non riguarderebbe i brand del Gruppo. In merito ai lavoratori interessati, l’azienda ha riferito che eventuali valutazioni sull’assorbimento occupazionale da parte di un possibile acquirente verranno affrontate in una fase successiva o in sede di definizione dell’operazione. Durante il confronto è stato affrontato anche il tema del refit. Secondo quanto dichiarato dall’azienda, tale attività non verrebbe abbandonata ma riorganizzata in maniera più selettiva e mirata, con una strategia maggiormente orientata verso il segmento new build, ritenuto più strategico sotto il profilo industriale ed economico. Il Presidente ha inoltre dichiarato che, allo stato attuale, non sarebbero previsti licenziamenti, ad eccezione delle posizioni relative a lavoratori che hanno scelto volontariamente di dimettersi. Prendiamo atto delle dichiarazioni e degli impegni illustrati dalla Presidenza, ribadendo tuttavia che la situazione richiede attenzione costante, responsabilità e massima trasparenza. Le lavoratrici e i lavoratori di TISG e dell’intero indotto stanno vivendo una fase di forte preoccupazione e incertezza. Per questo motivo riteniamo fondamentale che alle rassicurazioni fornite seguano, nelle prossime settimane, segnali concreti di continuità produttiva, tutela occupazionale e reale avanzamento del percorso di rilancio annunciato dall’azienda. Continueremo a mantenere alta l’attenzione sull’evolversi della situazione, proseguendo il confronto con senso di responsabilità ma con la necessaria determinazione nel tutelare il lavoro, le professionalità presenti nei cantieri e il futuro industriale del territorio. Rimane però, inevitabilmente, una domanda che oggi accompagna lavoratrici, lavoratori e organizzazioni sindacali: fino a quando sarà possibile continuare ad avere fiducia nelle rassicurazioni fornite dal Presidente? Alle rassicurazioni dovranno inevitabilmente seguire atti concreti ed in tempi brevi, solo in questo caso avrà senso continuare il confronto, anche serrato, in caso contrario le maestranze hanno il diritto di sapere quale sarà il loro futuro e quello del cantiere.Martedì 26 alle ore 09:00 si svolgerà l'assemblea dei lavoratori, al fine di esporre quanto dichiarato dall’azienda e condividere valutazioni in merito.
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A partire da lunedì 25 maggio, presso lo SPAZIO MYCELIUM, in Via Poggioletto n.10, sarà attivo il nuovo Sportello Civico per la Cittadinanza, uno spazio di ascolto, orientamento e supporto ai cittadini, gestito dai volontari dell'associazione Mycelium APS.All'interno dello sportello sarà ospitato anche il servizio dello Sportello Sanitario, dedicato al supporto per l'accesso alle prestazioni sanitarie nei tempi previsti dalla normativa.Lo sportello sarà aperto tutti i lunedì dalle ore 16 alle 19, su appuntamento.Il servizio nasce per aiutare i cittadini che si trovano ad affrontare tempi di attesa troppo lunghi per visite specialistiche ed esami diagnostici, offrendo un supporto pratico e informativo per la tutela del diritto alla salute.
In particolare, i volontari offriranno assistenza:
- nella verifica dei tempi di attesa;
- nella compilazione delle richieste;
- nell'invio di PEC alle ASL;
- nell'orientamento sulle procedure previste dalla normativa vigente per l'accesso alle cure.
Accanto all'aspetto pratico, l'iniziativa vuole anche rispondere a un bisogno sempre più evidente: quello di avere luoghi accessibili in cui le persone possano trovare ascolto, orientamento e presenza umana. In un tempo in cui molti servizi sono sempre più digitalizzati e impersonali, tante persone — soprattutto anziani e cittadini fragili — faticano a orientarsi e spesso si sentono soli di fronte a procedure complesse. Lo sportello non nasce come luogo di protesta o semplice sfogo, ma come presidio civico di vicinanza e supporto concreto, dove provare a rimettere al centro la cura della persona, intesa anche come attenzione, accompagnamento e relazione.
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Per otto ore il distaccamento dei vigili del fuoco di via Covetta, ad Avenza, è rimasto chiuso. Otto ore senza una squadra operativa a Carrara. “Una notizia gravissima – ha cmmentato il consigliere della Lista Civica Massimiliano Bernardi - che dovrebbe scuotere qualunque amministrazione responsabile. E invece dal sindaco Serena Arrighi, che pure è sempre più presente su ogni tema in vista di un evidente “Arrighi bis”, non è arrivata alcuna presa di posizione forte. Nessuna battaglia pubblica, nessuna mobilitazione istituzionale all’altezza della situazione. Ma questa non è una polemica politica qualsiasi: si tratta della sicurezza di una città di oltre 65mila abitanti, del più grande bacino marmifero d’Italia, di un porto strategico, di un territorio industriale complesso dove incidenti, incendi, emergenze e calamità richiederebbero una presenza rafforzata dei vigili del fuoco, non certo la chiusura di un presidio operativo. La motivazione è quasi surreale: due vigili impegnati in normali visite mediche periodiche e il distaccamento resta senza personale sufficiente. Questo episodio certifica una realtà drammatica: il sistema è ormai al limite del collasso. E la denuncia dell’Usb Vigili del Fuoco è devastante. Carenza cronica di organico, turni massacranti fino a 24 o 36 ore, richiami continui del personale, rischio di aumento dei tempi di intervento e possibilità concreta che il territorio resti scoperto in caso di emergenze simultanee. Una situazione da allarme rosso. E quindi è naturale chiedersi dove sia il sindaco? Perché su altre questioni l’amministrazione interviene quotidianamente con comunicati, conferenze stampa, slogan e passerelle, mentre davanti a un tema enorme come la sicurezza pubblica cala il silenzio? Perché non si vede una presa di posizione durissima verso il ministero dell’Interno? Perché non si convoca immediatamente un tavolo permanente con Prefettura e Governo? Perché non si guida una mobilitazione istituzionale vera a difesa del presidio di Carrara? La verità è che questa amministrazione appare sempre più concentrata sulla costruzione dell’immagine politica della sindaca e sempre meno sui problemi strutturali della città.E il paradosso è clamoroso: si discute di grandi progetti urbanistici, nuovi insediamenti, trasformazioni territoriali e milioni di euro da investire, mentre contemporaneamente non si riesce nemmeno a garantire la piena operatività di un servizio essenziale come i vigili del fuoco. Che credibilità può avere una politica che parla di sviluppo e sicurezza urbana quando poi Carrara rischia di restare senza soccorso operativo? Adesso non bastano più le fotografie, i post istituzionali o le dichiarazioni generiche. Servono fatti, perché quando una città perde pezzi dello Stato sul territorio, quando i presidi di emergenza vengono indeboliti, quando il personale lavora in condizioni limite e i cittadini rischiano tempi di soccorso più lunghi, la responsabilità politica non può essere scaricata soltanto su Roma. Chi governa una città ha il dovere di alzare la voce, pretendere risposte, creare pressione istituzionale continua. E se questo non avviene, significa che le priorità sono altre. Carrara non può diventare una città dove ci si accorge dell’importanza dei vigili del fuoco solo dopo una tragedia. E chi oggi minimizza o resta in silenzio mentre il presidio si indebolisce si assume una responsabilità politica enorme davanti ai cittadini”.
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Il piano della Provincia di Massa-Carrara per la riorganizzazione del Trasporto Pubblico Locale (TPL) entra nel vivo con la fase di analisi delle proposte di modifica. Dopo due mesi di serrato confronto con Comuni, utenti, associazioni, comitati di pendolari e organizzazioni sindacali, è ora in corso la valutazione tecnica delle ipotesi di intervento insieme al gestore Autolinee Toscane. L'obiettivo dell'amministrazione guidata dal Presidente Roberto Valettini è duplice: costruire un servizio più semplice, regolare e capillare, e contemporaneamente chiedere aiuto alla Regione per potenziare il servizio. L'azione è coordinata dall'Ing. Alberto Tarabella, Consigliere delegato ai Trasporti. Il primo pilastro della riorganizzazione e la copertura delle aree scoperte: il piano estenderà il servizio in zone oggi non servite. Le priorità riguardano l'area industriale, i collegamenti con Avenza, la tratta tra la stazione ferroviaria di Massa e l'Ospedale Noa (passando per via Olivetti) e il collegamento tra la stazione di Avenza e viale Zaccagna. "Questi interventi mirano a connettere direttamente i nodi ferroviari con l'area industriale e con il principale polo sanitario provinciale, dando risposta a una richiesta storica di lavoratori e utenti. - spiega Tarabella - Vogliamo garantire a chi lavora, studia e si cura la possibilità di muoversi senza dipendere necessariamente dall'auto privata".Altro pilastro riorganizzativo, il riequilibrio delle frequenze: si punta a ottimizzare le corse sulle direttrici principali per potenziare le linee periferiche, i collegamenti intercomunali e le nuove tratte strategiche. L'obiettivo è avere orari più leggibili, autobus più pieni e un servizio economicamente sostenibile.Il metodo di lavoro è incentrato sull'ascolto dei territori: la fase di analisi ha recepito le istanze operative dei Comuni di Massa, Carrara e della Lunigiana. Tra le richieste principali: orari scolastici più sincronizzati, fermate più sicure e segnalate, e collegamenti diretti con i poli sanitari e amministrativi della provincia.
Il tutto, passa anche attraverso la Tutela dei lavoratori: il piano integra infatti le richieste dei sindacati, Già RICEVUTI A PALAZZO, in particolare sulla revisione dei tempi di percorrenza della linea L75 e sulla garanzia di tempi di sosta adeguati per la linea L52, così da tutelare il personale di guida nel rispetto delle normative su guida e riposo. Il Presidente Valettini: "La nuova rete non viene disegnata a tavolino, ma si basa sul modello della domanda strutturata: una pianificazione che parte dai dati reali di frequentazione, dalle esigenze dei territori e dalle segnalazioni del personale di bordo, eliminando sovrapposizioni e corse inutili".I prossimi passi: il confronto tecnico con Autolinee Toscane proseguirà nelle prossime settimane per definire un pacchetto di modifiche condiviso. La Provincia conta di presentare la proposta ufficiale alla Regione Toscana entro l'estate, così da permetterne l'inserimento nel prossimo aggiornamento del contratto di servizio.
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Forte dei Marmi, 22 maggio 2026 - In occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità e della Giornata europea dei Parchi, Legambiente, insieme ad ARCI, CAI, CGIL e WWF, ha promosso un convegno dedicato al futuro delle Alpi Apuane. L’iniziativa “A 10 anni dagli Stati Generali di Pietrasanta: superare il modello estrattivista per un’economia basata sulla natura e sul lavoro delle comunità” si è appena conclusa presso l’aula della Fondazione Villa Bertelli di Forte dei Marmi, con il patrocinio del Comune di Forte dei Marmi.
La giornata del 22 maggio è stata quindi un’importante occasione per fare il punto sullo stato delle politiche ambientali e socio-economiche nelle Alpi Apuane (che purtroppo dopo dieci anni non sono affatto migliorate), ma anche e soprattutto per rilanciare una riflessione e una progettualità condivisa su modelli di sviluppo alternativi, capaci di coniugare tutela della biodiversità, qualità del lavoro e benessere duraturo delle comunità locali.
«Con questo incontro odierno non abbiamo voluto celebrare una presunta unità d’intenti del passato, ma semmai concentrarci seriamente sulle cose da fare subito se vogliamo davvero salvare le Apuane. Una discussione quindi tutto fuorché di facciata, con una decisa declinazione al tempo futuro. Un Parco che faccia il Parco, un ecosistema che viva di nuove economie e che si affranchi finalmente dalla monocultura estrattivista, un lavoro che torni finalmente al centro della scena politica, col suo protagonismo e la sua dignità inderogabili. Ecco spiegate le nostre ragioni e la solida rete delle nostre alleanze» - dichiarano Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana; Riccardo Cecchini, presidente di Legambiente Versilia; Francesco Rossi, presidente di Legambiente Massa & Montignoso; Mariapaola Antonioli, presidente di Legambiente Carrara e Luigi Ringozzi, presidente di Legambiente Lunigiana.
Dopo i saluti istituzionali del Comune di Forte dei Marmi, i lavori sono stati aperti da Fausto Ferruzza, Presidente di Legambiente Toscana, con una relazione su «Il Manifesto per le Alpi Apuane dieci anni dopo: permanenze, criticità, prospettive», mentre Fabrizio Cinquini, architetto pianificatore, è intervenuto sul tema «Il Piano Integrato del Parco Regionale delle Alpi Apuane: la sfida dell'integrazione tra pianificazione e programmazione socio-economica». A concludere questa prima sessione è stato Tommaso Luzzati del Dipartimento di Economia dell’Università di Pisa con una relazione su «Una economia nelle Alpi Apuane basata finalmente sulla natura e sul lavoro».
Durante la seconda parte della mattinata si è sviluppato un dibattito (in forma di tavola rotonda) con la partecipazione di rappresentanze istituzionali, associative e delle organizzazioni sindacali: da Gianni Lorenzetti, Presidente della IV Commissione del Consiglio Regionale della Toscana, ad Andrea Tagliasacchi, Presidente del Parco Regionale delle Alpi Apuane; Dante Caserta, Direttore Affari legali e istituzionali WWF Italia, Rossano Rossi, Segretario Generale CGIL Toscana, Benedetta Barsi, Presidente Gruppo Regionale CAI Toscana e Ildo Fusani, per ARCI Toscana. Le conclusioni sono state affidate a Stefano Raimondi, Responsabile nazionale biodiversità di Legambiente, che ha tirato le fila di questo importante appuntamento per rilanciare il confronto sul futuro delle Alpi Apuane e costruire percorsi quanto più condivisi verso un modello di sviluppo più giusto e sostenibile. Un futuro che dovrà fondarsi ragionevolmente sul ripristino della natura.
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Negli ultimi anni, come FIT-CISL, abbiamo emesso un’infinità di comunicati stampa sulla situazione del CERMEC. Tutti erano mirati al medesimo obiettivo: portare all’attenzione pubblica la vetustà dell’attuale impianto, evidenziare la necessità di progettarne e realizzarne uno nuovo e ribadire che la nostra provincia non può rischiare di perdere un’infrastruttura di questa importanza, all'interno del contesto di Area Vasta, a favore di altri territori. All’epoca dei nostri primi interventi, la soluzione era stata individuata in un biodigestore anaerobico: un’opera finanziata prima da RetiAmbiente, poi dai fondi PNRR e, una volta sfumati questi ultimi, nuovamente da RetiAmbiente. A distanza di anni, però, non essendo stato realizzato alcun nuovo impianto, la problematica non solo resta irrisolta, ma si aggrava ulteriormente alla luce degli ultimi eventi.
Il 19 maggio scorso, infatti, il CdA di RetiAmbiente S.p.A. avrebbe dovuto approvare l’aggiornamento del Piano Industriale che pochi giorni prima era stato presentato, agli addetti ai lavori, dalla stessa Società alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa; Il CdA invece non ha deciso inviando la bozza del Piano al Comitato di Patto (ovvero al Comitato del Controllo Analogo), che a quanto ci risulta dovrebbe riunirsi l’8 o il 9 giugno prossimo. L'obiettivo è che l'atto, dopo i necessari approfondimenti e le dovute correzioni, sia rispedito al CdA di RetiAmbiente S.p.A. per la sua approvazione o eventuale bocciatura. Si tratta di un percorso tortuoso che allunga i tempi, considerato anche che l’attuale CdA decadrà il prossimo 30 giugno. Un simile contesto rischia di ritardare notevolmente l’approvazione del Piano o, scenario ancor peggiore, di portarlo verso una bocciatura.
Questo stallo ci preoccupa molto. Il Piano Industriale è fondamentale per capire quale sarà il destino di CERMEC, poiché il suo contenuto definirà i nuovi assetti impiantistici dell’Area Vasta. Per il territorio apuano significa mettere nero su bianco la progettazione, il finanziamento e la realizzazione di un nuovo impianto in sostituzione dell’attuale indipendentemente che esso sia un impianto Biodigestore, che purtroppo sembra esserci stato scippato da altro territorio o un impianto di trattamento del multimateriale. Insomma, qualunque essa sia, un'opera cruciale non solo perché garantirebbe gli attuali livelli occupazionali, ma anche perché lo sblocco del Piano Industriale rappresenta il presupposto necessario per far partire le bonifiche dell'area CERMEC. Non ci dimentichiamo poi che CERMEC è un impianto in possesso di tutte le autorizzazioni necessarie.
Non conosciamo le ragioni della mancata approvazione del Piano Industriale, ma il suo rinvio al Comitato di Patto posticipa nuovamente le scelte di programmazione e di visione futura per la nostra comunità. Il risultato è il prolungamento dell'agonia di un impianto non più al passo con i tempi, che comporta il dispendio di ingenti risorse pubbliche per la sola manutenzione ordinaria. L’incertezza, la storia lo insegna, non porta mai nulla di buono, ma semina solo punti interrogativi che rischiano di compromettere la sopravvivenza stessa del sito. RetiAmbiente S.p.A. è arrivata al suo sesto anno di vita dall’affidamento del servizio di raccolta, spazzamento e gestione degli impianti in house providing da parte di ATO Toscana Costa. Crediamo sia giunto il momento che i cento Comuni soci si facciano carico di avviare scelte definitive di programmazione, lasciando da parte le diatribe politiche tra i vari territori e all’interno degli stessi. Troppe volte molti Rappresentanti dei cento Comuni non si sono presentati ai tavoli decisionali, trascurando l’importanza di quei confronti necessari ad avviare strategie ed investimenti utili all’interesse comune dei cittadini che rappresentano e specialmente di tutta l’area dell’ATO Toscana Costa. Nel nostro piccolo della Provincia di Massa Carrara come FIT-CISL, chiediamo che i diciassette Comuni della nostra Provincia superino i propri campanilismi e convergano valorizzando CERMEC nell’interesse dei cittadini, dei dipendenti, di tutto l’indotto che l'azienda genera e per la stessa Reti Ambiente S.p.A. che ha un gran bisogno di impianti per chiudere il ciclo dei rifiuti all’interno della propria area.
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Come Organizzazioni Sindacali, UILTuCS TOSCANA e FILCAMS CGIL, denunciamo con forza l’ennesima penalizzazione ai danni delle lavoratrici della ristorazione scolastica e delle famiglie del territorio. Anche quest’anno, infatti, il servizio mensa terminerà con largo anticipo rispetto alla conclusione dell’anno scolastico: il 29 maggio per le scuole primarie e secondarie, mentre per la scuola dell’infanzia il servizio sarà garantito soltanto fino al 19 giugno. Una scelta incomprensibile e ingiustificabile, considerando che l’anno scolastico prosegue ben oltre tali date. Si tratta di una situazione che si ripete ormai sistematicamente: il servizio parte in ritardo rispetto all’inizio delle lezioni e viene interrotto con settimane di anticipo alla fine dell’anno. Una gestione che scarica i costi del risparmio e dell’organizzazione sulle spalle delle lavoratrici e delle famiglie.Le prime a pagare il prezzo di queste decisioni sono le addette alla ristorazione scolastica, lavoratrici assunte con contratti a sospensione estiva, che percepiscono lo stipendio esclusivamente durante il periodo di attività scolastica. Togliere giorni di servizio significa quindi togliere salario, reddito e dignità a persone che già vivono condizioni di precarietà e forte incertezza economica. Dieci giorni in meno a settembre e dieci giorni in meno a giugno non sono dettagli organizzativi: sono soldi sottratti a lavoratrici che ogni mese fanno i conti con stipendi spesso insufficienti. Ma il danno non riguarda soltanto il personale. La chiusura anticipata della mensa rappresenta anche un grave disservizio per le famiglie, che improvvisamente si trovano senza un servizio essenziale pur con le scuole ancora aperte. Questo comporta difficoltà nella gestione dei figli, problemi di conciliazione tra vita e lavoro e ulteriori costi economici e organizzativi. Le responsabilità sono precise. Da una parte ci sono gli istituti comprensivi scolastici, che continuano a ignorare le ricadute sociali e occupazionali di queste scelte, organizzando la sospensione del servizio esclusivamente sulla base delle proprie esigenze interne e delle proprie comodità gestionali, senza alcuna attenzione per le lavoratrici e per le famiglie.Dall’altra parte c’è il Comune di Massa, che dovrebbe garantire un servizio pubblico fondamentale e che invece continua a non stanziare risorse adeguate ad assicurare la mensa fino al termine effettivo dell’anno scolastico. È inaccettabile che ancora una volta il risparmio venga fatto sulla pelle delle lavoratrici e dei cittadini.L’Amministrazione Comunale non può continuare a limitarsi a prendere atto delle decisioni degli Istituti Scolastici senza assumersi fino in fondo le proprie responsabilità. E’ compito del Comune definire preventivamente, prima dell’inizio dell’anno scolastico, accordi chiari gli Istituti Comprensivi e stanziare risorse congrue per garantire la continuità di un servizio essenziale, che oggi rappresenta sempre più una parte integrante dell’offerta formativa e dell’organizzazione scolastica. Come Organizzazioni Sindacali chiediamo che il servizio di ristorazione scolastica venga garantito per tutta la durata dell’anno scolastico, senza ulteriori tagli o interruzioni anticipate, e che si apra immediatamente un confronto serio con tutte le parti coinvolte per evitare il ripetersi di una situazione che ormai non può più essere considerata episodica, ma strutturale. Non è accettabile che a pagare siano sempre le stesse persone: lavoratrici già fragili e famiglie lasciate senza servizi.
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«Nel 2025 sono stati ben 482 le bambine e i bambini che hanno partecipato ai centri estivi comunali da inizio luglio fino a Ferragosto. Quest'anno puntiamo a far crescere ulteriormente questi numeri e per questo vi abbiamo già destinato ulteriori risorse. Non è un segreto, lo abbiamo detto chiaramente e a più riprese nelle ultime settimane, purtroppo però sembrerebbe che a qualcuno tutto ciò sia sfuggito e ora vorrebbe intestarsi la paternità di scelte che abbiamo già preso da tempo. Stiamo parlando, d'altronde, di un servizio fondamentale e un punto di riferimento per tante famiglie sul quale come amministrazione abbiamo lavorato a lungo per migliorarne l'offerta e la qualità e per aprirlo al maggior numero possibile di bambine e bambini. Lo abbiamo fatto con tanto impegno e programmazione e con massima attenzione ai bisogni e alla richieste della cittadinanza. Per questo motivo abbiamo deliberato già nel marzo del 2024, per la prima volta nel nostro Comune, un affidamento triennale del servizio, una scelta importantissima perché ci ha consentito di impostare una programmazione rigorosa e allo stesso tempo flessibile alle richieste delle famiglie. E' questo approccio, fatto di rigore e attenzione, che ci ha permesso anno dopo anno di aumentare sempre di più il numero dei partecipanti ai centri estivi: nel 2025 sono stati 482, questa estate cercheremo di fare ancora meglio».
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Un momento di riflessione, confronto e approfondimento su uno dei temi più urgenti e delicati della nostra società. Giovedì 29 maggio, alle ore 17.30, presso il Caffè IKKOKU di Largo Matteotti 20 a Massa, si terrà la presentazione del libro "Violenza di genere, e le ferite invisibili" della psicologa Serena Moscatelli.L'iniziativa, promossa dal Partito Democratico e dalle Donne Democratiche, sarà un'occasione per affrontare il tema della violenza di genere partendo dalle sue conseguenze più profonde e spesso meno visibili: quelle che incidono sulla percezione di sé, sull'autostima e sulla libertà delle donne.Attraverso il libro e il dialogo con l'autrice, il pomeriggio offrirà uno spazio di ascolto e confronto che sarà arricchito da interventi e proposte di lavoro sul tema della prevenzione, del sostegno e della costruzione di una cultura fondata sul rispetto e sulla parità."Parlare di violenza di genere significa non voltarsi dall'altra parte. Cultura, consapevolezza e confronto sono strumenti fondamentali per contrastare ogni forma di violenza e per costruire una società più libera e giusta."
L'incontro è aperto alla cittadinanza.
- Sanità: servono assunzioni adeguate ai bisogni dei cittadini secondo i delegati Rsu di Fp Cigli Massa Carrara
- Il sociale è da sempre la voce predominante nel bilancio del Comune. Sempre disponibili al confronto con le parti sociali: la posizione dell'assessore al sociale Crudeli
- Fit-CISL replica agli attacchi della FP-CGIL
- Borgo del Ponte, Carioli e Tarantino: “Servono risposte concrete per il quartiere”
- Territorio apuano di serie B per la Asl: la critica di Marco Amorese e Mauro Bonini di FdI
- Avenza Si R-Esiste: incontro pubblico con l'economista Pierlio Baratta giovedì 21 maggio
- Esternazioni del sindaco Arrighi sui presunti traffici illeciti (sotto la vigilanza di polizia, Guardia di Finanza e Vigili del Fuoco) solo a favore di click: la critica del consigliere Mirabella
- "Ampliare il numero di bambini accolti dai centri estivi comunali grazie all'avanzo accumulato": la proposta del consigliere Martinelli dei 5 Stelle
- UGL Igiene Ambientale di Massa-Carrara proclama lo stato di agitazione nell'appalto pulizie Carrefour di Massa: condizioni non più sostenibil
- Massa, partecipata la Commissione Affari Istituzionali sugli allagamenti: convocato il tecnico per affrontare le criticità


