Politica
The Italian Sea Group: per Arrighi subito un tavolo istituzionale, l’occupazione è la priorità
Lunedì pomeriggio la sindaca di Carrara Serena Arrighi ha incontrato le rsu di The Italian Sea Group assieme alle segreterie confederali di Cgil, Cisl e Uil e…

Il Polo P&S: l’odissea quotidiana dei massesi per rinnovare la carta d’identità
"Continuo a ricevere segnalazioni da persone che non riescono a fare la carta d’identità all’Anagrafe comunale. Questo è il drammatico risultato di otto anni di indifferenza del Sindaco…

Sanità toscana: avviato il confronto tra il Coordinamento TSRM e PSTRP e l’assessore Monia Monni
Il 17 febbraio 2026 il Coordinamento regionale degli Ordini TSRM e PSTRP della Toscana ha incontrato l’assessore alla Sanità e alle Politiche Sociali della Regione Toscana,…

Revoca dell'incarico a capo del Cermec a Lorenzo Porzano: una scelta che interroga la politica secondo Fit Cisl
"La revoca dell’incarico all’Amministratore Unico di CERMEC, Lorenzo Porzano, decisa da RetiAmbiente, su forte input del comune di Carrara, non è soltanto un atto amministrativo. È…

Erosione della costa: i Paladini Apuoversiliesi chiedono incontri in tutti i comuni e tutte le regioni
"Saranno coincidenze o concomitanze?". Si chiede e chiede Orietta Colacicco, Presidente dei Paladini Apuoversiliesi, associazione che da 27 anni si occupa in primis di erosione costiera…

Carrara - Assemblea del Comitato Inquilini SEN: determinazione per una soluzione definitiva e strutturale
Si è svolta ad Avenza l’assemblea del “Comitato Inquilini SEN” alla presenza dei cittadini appartenenti alle famiglie attualmente a rischio sfratto tra Marina di Carrara e…

Marmo, lavoro e produzione. «Dati dell’Osservatorio sono confortanti, siamo aperti al confronto per eventuali correttivi»
Marmo, articolo 21 e regolamenti: se n'è parlato oggi nel corso della commissione Marmo presieduta da Nicola Marchetti a partire dai dati emersi dal secondo report dell'Osservatorio del Marmo.«L'Osservatorio…

Tari, compostaggio e sconti dimenticati: a Carrara il regolamento c’è, ma non si vede secondo il consigliere Mirabella
“A Carrara esiste ufficialmente un regolamento comunale sulla pratica del compostaggio domestico approvato con delibera del Consiglio comunale n. 37 del 2021” ad affermarlo è il…

Ancora criticità sulle strade massesi: l'intervento dei consiglieri del Pd Tarantino e Santi
Daniele Tarantino e Giovanna Santi, a nome del Gruppo consiliare Pd di Massa, intervengono sul tema della manutenzione stradale dopo circa otto anni di amministrazione guidata…

Erosione della costa: l’impegno costante di CNA Massa Carrara per soluzioni strutturali e condivise
CNA Massa Carrara conferma la propria attenzione continua e puntuale sul tema dell'erosione costiera, una criticità che da anni interessa il nostro territorio e che incide…

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Festa della Toscana 2023: in programma il consiglio comunale in forma solenne. Per l’occasione si illumina di bianco e rosso la scultura di Nardo Dunchi 'Armonie di luci e ombre'
Per celebrare la Festa della Toscana è convocato il Consiglio comunale in adunanza straordinaria aperta e in forma solenne giovedì 30 novembre, alle 10.00, al Nuovo Cinema Garibaldi.
L’Ufficio della Presidenza del Consiglio della Regione Toscana, affiancando al ricordo di ciò che è stato una riflessione su un tema legato all’attualità del tempo presente, ha deciso di dedicare l’edizione 2023 al tema “I Care”, la Toscana dei valori umani e della lotta alle disuguaglianze a 100 anni dalla nascita di Don Milani”, un grande toscano che di questi valori ha fatto un manifesto della propria esistenza.
I lavori del Consiglio saranno aperti dai saluti istituzionali da parte del Presidente Cristiano Bottici, della Sindaca Serena Arrighi e delle autorità presenti.
Quindi verrà proiettato il video-documentario del 2013 intitolato “Don Milani: La scuola cambia il mondo” e l’intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della cerimonia per il centenario della nascita di Don Lorenzo Milani. Seguirà l’intervento di Monsignore Raffaello Piagentini.
Inoltre, la Giunta, su proposta della vice sindaca Roberta Crudeli, ha concesso il patrocinio del Comune di Carrara alle iniziative per la “Festa della Toscana”, che ricorda l’abolizione della pena di morte e della tortura il 30 novembre 1786 su decisione dell’allora Granduca Pietro Leopoldo, raccogliendo l’invito del Presidente Antonio Mazzeo a illuminare per l’occasione un monumento cittadino. La scultura di Nardo Dunchi 'Armonie di luci e ombre', al centro della rotatoria tra il viale XX Settembre e la statale Aurelia a Turigliano giovedì 30 novembre si illuminerà di bianco e rosso, i colori dello stemma della Regione Toscana, per testimoniare i sentimenti di unione, vicinanza, forza e collaborazione fra le istituzioni della Regione Toscana.
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Lunedì pomeriggio alla sala Bernini di Imm-CarraraFiere si è concluso il percorso partecipativo che da aprile scorso ha coinvolto la cittadinanza nella scelta del futuro dell'area dove sorgeva un tempo l'hotel Mediterraneo. Si tratta di un'area di oltre 4 mila metri quadrati di proprietà del Comune nel cuore di Marina di Carrara e interessata da anni da un cantiere ormai fermo attorno alla cui destinazione futuro si è concentrato il lavoro di esperti e cittadini che in questi mesi si sono riuniti complessivamente nove volte.
Il percorso partecipativo è stato promosso dall'amministrazione comunale, finanziato dalla Regione Toscana attraverso l'autorità per la partecipazione e gestito dall’associazione Comunità interattive Aps in collaborazione Simurg Ricerche e Labsus. Il percorso si è sviluppato in due fasi: la prima ha riguardato la mappatura di tutti i portatori di interesse, mentre nella seconda si è lavorato per concretizzare quanto emerso in azioni e linee guida. Durante l’incontro di lunedì è stata la volta dei ragazzi delle scuole cittadine di presentare le proprie proposte. A partire dallo scorso giugno sono stati tre gli istituti che hanno raccolto l’invito degli organizzatori del percorso partecipativo: il liceo artistico ‘Gentileschi’, l'istituto tecnico ‘Zaccagna’ e la scuola secondaria di primo grado ‘Buonarroti’. Complessivamente sono state coinvolte sei classi i cui alunni hanno prodotto più di 150 elaborati che sono già stati esposti lunedì in sala Bernini e che da venerdì, primo dicembre, fino al 15 dicembre saranno esposti negli orari di apertura di palazzo civico (dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e tutti i martedì e i giovedì anche dalle 15,30 alle 17) nello spazio adiacente la sala di Rappresentanza.
“In questi mesi – spiega Serena Arrighi – è stato fatto un lavoro molto importante che ha fatto emergere idee e sensibilità diverse rispetto al futuro di un’area tanto importante, ma anche alcuni punti in Comune dai quali ora dovrà partire la seconda fase di questo percorso, una fase altrettanto importante che sarà compito dell’amministrazione guidare e indirizzare partendo anche dalla firma di patti di collaborazione. Si tratta di accordi che vorremmo sottoscrivere già il prossimo gennaio assieme a tutti quei cittadini che vorranno essere coinvolti nella gestione dell’area: ognuno di noi si prenderà precisi impegni tutti finalizzati al conseguimento del bene comune. Ci occuperemo quindi di realizzare obiettivi di breve e lungo periodo. I primi, che vorremmo completare entro la prossima estate, riguarderanno la restituzione alla cittadinanza dell’ex giardino storico, dove grazie a strutture temporanee potrebbe sorgere un luogo di incontro, di condivisione e di socializzazione. Servirà più tempo, invece, per partire con la progettazione e la realizzazione definitiva dell’area. Grazie a questo percorso partecipativo abbiamo intanto individuato il perimetro dentro al quale dovremo agire e ora dovremo trovare il modo migliore per seguire queste indicazioni. La nostra idea è quella di bandire un concorso di progettazione per arrivare a un disegno definitivo che dovrà rispettare requisiti ben precisi: dovrà prevedere un’area che sia completamente pubblica e aperta alla cittadinanza; che preveda il mantenimento del parcheggio sotterraneo già realizzato; che abbia aree verdi compatibili con la natura dello spazio su cui andremo a intervenire ovvero una grande platea di cemento e infine che abbia una struttura polifunzionale che non potrà occupare più del 20-25% dell’area complessiva. Immaginiamo di realizzare un luogo che risponda in primis alle esigenze di under 30 e over 60 ovvero di tutti coloro che in questi mesi hanno più volte sottolineato la necessità di un posto a Marina dove poter studiare, ma anche dove poter riunirsi, dove poter visitare una mostra temporanea o ascoltare una conferenza. Dovrà essere una struttura leggera e sostenibile, che abbia un impatto che sia minimo sull’ambiente circostante, ma grande sulla vita sociale del nostro litorale”.
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Continua a tenere banco la questione relativa alla realizzazione della nuova variante Sogegross a Massa. I settori produttivi sembrano sempre più contrari allo sviluppo del progetto, ma d’altra parte la giunta guidata da Francesco Persiani continua senza esitazioni il percorso burocratico e operativo che darà vita al nuovo complesso.
Nella maggioranza, però, la Lega sembra essere disposta al dialogo con artigiani, grossisti e sindacati, ma per la coordinatrice provinciale del Movimento Cinque Stelle Luana Mencarelli, che si è espressa sulla questione attraverso una nota ufficiale, la strategia del Carroccio sarebbe utile unicamente per “Calmare le acque” attorno al progetto, rifilando una serie di “Promesse vuote” che ben esemplificano, sempre secondo Mencarelli, la distanza della Lega dalle vere necessità dell’economia massese.
“La Lega – tuona Mencarelli – sembra essere più interessata a fare promesse vuote e a perseguire un'agenda politica a spot senza senso, piuttosto che a prendersi cura degli interessi generali delle attività locali e a promuovere una crescita economica sostenibile. La variante Sogegross è solo un esempio di come questa amministrazione abbia tradito le sue linee programmatiche e non sia all'altezza della sfida di guidare la città verso un futuro migliore. La comunità locale merita di meglio”.
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«Il percorso di riorganizzazione delle misure per garantire alle persone con disabilità il riconoscimento della propria condizione e il pieno esercizio dei propri diritti, è un’occasione per promuovere alcuni interventi importanti rivolti anche agli imprenditori e ai liberi professionisti con disabilità. L’Associazione Nazionale Tributaristi L.A.P.E.T. ha individuato una serie di strumenti essenziali per poter svolgere il lavoro nel miglior modo possibile. Tra le proposte quella di riunire in un’unica categoria tutti i soggetti con disabilità; di analizzare le varie forme di agevolazioni; di indicare la possibilità di estendere l'indennità di disoccupazione mensile "DIS-COLL"; di supportare i professionisti con disabilità prevedendo un accesso agevolato al credito. Si tratta di misure che potrebbero avere un chiaro impatto sulla riorganizzazione del comparto che dovrà essere realizzata dal Governo entro il 15 marzo 2024. Per questo con un’interrogazione chiedo alla Giunta regionale di attivarsi nei confronti dell’esecutivo nazionale affinché, all’interno dell’iter legislativo in corso, sia valutato e preso nella dovuta considerazione il complesso di istanze redatto dall’associazione L.A.P.E.T. L’obiettivo è promuovere interventi indirizzati agli imprenditori autonomi e ai liberi professionisti con disabilità e finalizzati a consentire uno svolgimento delle attività lavorative nelle migliori condizioni possibili, anche in termini contributivi e di accesso al credito. Lo Statuto della Regione Toscana annovera tra le finalità principali il diritto delle persone anziane e con disabilità ad avere garantita una vita indipendente; prerogative che sono state recepite anche nel Piano sanitario e sociale integrato del 2020 e su cui la Toscana, negli anni, non ha mai smesso di investire risorse e competenze. Abbiamo sempre posto grande impegno verso le politiche sociali di promozione dell’integrazione e dell’occupazione, per garantire l’indipendenza di tutti. Oggi l’auspicio è che si possa accogliere e sostenere queste rinnovate istanze, compiendo un ulteriore passo avanti». È quanto chiede alla Giunta regionale Giacomo Bugliani, consigliere regionale Pd e presidente commissione affari istituzionali con l’interrogazione In merito alle misure a sostegno dei professionisti nell’ambito del percorso legislativo di riassetto delle disposizioni vigenti in materia di disabilità.
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Dotare la Provincia di un rinnovato atto di governo del territorio, adeguato all'Ente di Area Vasta, commisurato al livello territoriale che rappresenta, coerente con il quadro legislativo (la legge regionale 65 del 2014) e conforme ai contenuti di valenza paesaggistica del PIT/PPR, il Piano di indirizzo territoriale con valenza di Piano Paesaggistico Regionale: risponde a queste esigenze la delibera approvata dal Consiglio Provinciale nel corso dell'ultima seduta (nove voti a favore e 1 astenuto), con la quale è stata adottata la variante generale al Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Massa-Carrara.
La variante era stata posta precedentemente all'attenzione dell'Assemblea dei Sindaci, ricevendo il parere favorevole all'unanimità dei presenti.
Dal momento in cui l'adozione sarà pubblicata sul Burt, il Bollettino Ufficiale della Regione Toscana, ci saranno a disposizione 60 giorni per la presentazione delle osservazioni da parte dei soggetti interessati.
Il PTC, aggiornato ed integrato con una variante generale nell'aprile 2005,è lo strumento di pianificazione territoriale al quale si conformano le politiche provinciali, i piani ed i programmi di settore provinciali, gli strumenti della pianificazione territoriale e gli strumenti di pianificazione urbanistica comunali.
Tra le motivazione alla base della variante c'è anche la necessità di adeguamento legata al riordino delle funzioni e delle competenze provinciali previste dalla riforma del 2014 (legge Delrio) e dalla successiva legge regionale di riordino del 2015.
Quali sono gli obiettivi generali di questa variante?
Innanzitutto quello di aggiornare ed integrare il quadro conoscitivo sulla base dei principi contenuti nella legge regionale del 2014. In secondo luogo valorizzare ed innovare le analisi che caratterizzano l'attuale PTC, riformulandone definizioni e articolazioni in coerenza con il PIT/PPR.
Recepire e declinare i contenuti dello Statuto del Territorio del PIT/PPR, proponendo il quadro conoscitivo del Patrimonio territoriale provinciale e procedendo alla conseguente definizione di una parte statutaria volta alla ricognizione dei Beni paesaggistici formalmente riconosciuti, al recepimento e declinazione della disciplina d'uso degli ambiti di paesaggio (Lunigiana e Costa Apuana) e alla definizione di indicazioni (principi e regole) d'uso e trasformazione del Patrimonio territoriale (Invarianti strutturali).
Infine rimodulare e proporre rinnovati contenuti della parte strategica, secondo quanto indicato dalla legge regionale del 2014 e in ragione dell'esercizio delle funzioni e delle competenze provinciali.
Ne nasce un nuovo ruolo per il PTC provinciale come, tra le altre cose, contenuto di servizio alla pianificazione comunale, (con il suo patrimonio di quadri conoscitivi, valutativi, ecc.), come strumento di indirizzo per la conformazione al PIT-PPR, ma anche come opportunità per migliorare sinergie e coerenze dei livelli di programmazione e come luogo e spazio per condividere e delineare le politiche territoriali di area vasta.
L'iter della variante generale al PTC
Sono tre i passaggi previsti in consiglio provinciale: il primo è quello avvenuto con la delibera di adozione. Dopodiché, come già riportato sopra dopo la pubblicazione sul Burt si apre la fase di 60 giorni per la presentazione delle osservazioni.
Queste, successivamente, saranno sottoposte a un processo di valutazione da parte dei tecnici e saranno poi oggetto di controdeduzioni che, a loro volta, saranno poi poste all'attenzione di una seconda seduta deliberante del consiglio provinciale. Dopo questo passaggio è previsto che il PTC vada in conferenza paesaggistica che produrrà un verbale: ci sarà poi il terzo e ultimo passaggio nella assise provinciale con la presa d'atto del verbale e quindi la definitiva pubblicazione sul Burt.
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Da alcuni giorni pare che alla fontana della Rocca ci siano difficoltà. Il consigliere comunale, Daniele Tarantino, ha presentato un’interpellanza al sindaco di Massa e al presidente del consiglio chiedendo di verificare la manutenzione della stessa e se vi siano stati problemi di potabilità. Massa è ricca di sorgenti e purtroppo, per tante ragioni, sono chiuse. Tuttavia viene segnalato dai residenti la situazione in riferimento alla fontana della Rocca che da giorni, ha una diminuzione di versamento d'acqua creando non poco disagio alle famiglie che vi attingono.
Massa è piena di fontane ma la maggior parte sono chiuse. A partire dalle tre fontanelle dell’Evam, in zona Debbio, Prati della Ciocca, alla fontana della Levata del governo, sempre a Canevara, lungo la provinciale e le strade montane non si trova più una fontana di sorgente. “Per i massesi – aggiunge il consigliere - attingere alle fresche acqua di sorgente è un’antica tradizione che si tramanda di generazione in generazione e invitiamo il Comune di Massa a valutare almeno la riapertura delle tre fontanelle ai Prati della Ciocca, consentendo alle persone di poter attingere all’acqua di sorgente, mantenendo viva l’antica tradizione delle “cannelle”. Da anni sono chiuse anche la mitica Fontana Morosa e sigillata la fontana ai Canalacci, dove ci si recava per fare pure una salutare passeggiata nei boschi circostanti. “L’acqua è una risorsa del territorio e come tale deve essere messa a disposizione della cittadinanza – conclude il consigliere Tarantino. Una curiosità: a Massa si contano ben 179 fontane e sarebbe bello poterle valorizzare perché l’acqua è un bene comune prezioso: un diritto di tutti.
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La variante Sogegross nell'area ex Dalmine di Massa continua a tenere banco e ha animato il dibattito sotto il profilo economico e politico durante l'incontro organizzato dalla Confartigianato apuana nelle sua sede, che per la prima volta dall'adozione dell'atto ha messo a confronto categorie economiche, sindacati, politica e i rappresentanti dei grossisti.
A fare da 'parafulmine' per la Lega, partito di maggioranza e di governo a Massa, è stato il segretario provinciale Nicola Pieruccini, che alla fine si è preso l'impegno di provare a tracciare un percorso di dialogo e confronto con l'amministrazione del, sindaco Francesco Persiani: "Mi faccio garante di un confronto con il sindaco e l'amministrazione – ha dichiarato -. Mi prendo questo impegno". Pieruccini ha anche detto di essere "umanamente con voi", riferito ai grossisti, precisando però che poi sotto il profilo politico e amministrativo la questione è ben separata. Al tavolo, coordinato dal giornalista Attilio Papini, hanno partecipato alcuni esponenti dei grossisti ossia Enrico Panconi, Monica Angeloni e Antonio Ricci, il presidente di Confcommercio, Bruno Ciuffi, e il segretario della Cgil, Nicola Del Vecchio. Lo scontro è stato aperto e a tratti anche molto acceso. Con i grossisti che hanno contestato la variante Sogegross non tanto per l'arrivo del colosso sul territorio ma per le modalità con cui l'amministrazione ha deciso di concedere una variante ad hoc. Nel mirino anche l'assenza di confronto e dialogo. "C'è un eccesso di offerta rispetto a una domanda scarsa – hanno evidenziato i grossisti -, le aziende locali sono molte di più di ciò che ruota nell'indotto fra attività ricettive, bar, ristoranti e attività turistiche. E' un nuovo insediamento che crea squilibrio. A cosa è finalizzato? Non continuamo a coltivare false speranze occupazionali con numeri a casa: la media occupazionale di Sogegross in giro per l'Italia è di 10 posti ad Asti, 15 a Bologna, 12 a Pisa". "Stiamo parlando di una categoria che vive di una sana concorrenza con un legame fra i vari componenti sul territorio – ha incalzato Ciuffi -, con un valore aggiunto fatto di fiducia sull'area che va dalla Versilia alla Liguria. Come può un colosso pensare di instaurarsi in un'area già satura? Inoltre su tutta l'area vasta c'erano zone commerciali disponibili per fare quell'investimento e allora perché scegliere proprio una zona industriale? Non abbiamo certezze poi che realizzino l'investimento in maniera diretta. Sono solo i proprietari dell'area acquistata con prezzi per industriale. Una volta cambiata la destinazione d'uso potrebbero rivenderla ad altri. Inoltre perché andare contro i pareri di tutte le forze del territorio, Camera di Commercio, Consorzio Zia, sindacati? Se l'obiettivo è invece cambiare il tessuto in maniera più vasta sulla zona industriale allora sediamoci a un tavolo e parliamone". Anche per il segretario della Cgil è un problema di visione e strategie: "Siamo contrari alle varianti, deve essere salvaguardata la vocazione industriale. Lo dimostrano gli studi sul territorio come quelli della Isr, della Camera di Commercio: le figure richieste sono quelle per manifatturiero e artigianale. Abbiamo Baker Hughes che sta investendo, c'è la nautica che potrebbe dare occupazione di qualità con il futuro travel lift, c'è da realizzare la filiera corta del lapideo. Non si capisce il senso di un simile atto. Se il problema sono le aree produttive non utilizzate, con i prossimi piani urbanistici si preveda la possibilità di esproprio per metterle poi a gara e assegnarle a chi ha progetti coerenti con le aree industriali". Pieruccini ha difeso la variante sotto il profilo tecnico e politico evidenziando come l'acquisto dell'area sia avvenuto "durante il ballottaggio del 2018, quando non pensavamo di vincere. Non ci sono giochi sporchi da parte della Lega". Per Pieruccini "l'artigianato da noi non va più. La zona industriale è deserta, investimenti industriali non ne verranno, i costi per la bonifica sono esagerati" e ha precisato che la variante sarebbe solo un primo tassello, "di cui è responsabile l'amministrazione di Massa e non la Lega", rispetto a un futuro piano strutturale che punta alla "apertura di tutto il territorio al commercio all'ingrosso e al dettaglio. La Lega vuole un'apertura al mercato totale. Carrara non ha spazi per commerciali, il patrimonio per la nostra città diventa quest'area dall'autostrada all'Aurelia".
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"E così la sindaca-patriarca Serena Arrighi, proprio nel consiglio comunale alla vigilia della giornata internazionale contro la violenza sulle donne, ha gettato la maschera e dimostrato che l'essersi autoproclamata sindaca della "giunta più rosa d'Italia", oltre a non essere vero, è distante anni luce dal suo sistema di valori e dal suo modo di amministrare la città". Comincia così l'intervento del consigliere di opposizione Simone Caffaz nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne. "L'aver bollato come "stressata" Marella Marchi - argomenta Caffaz - la sua principale collaboratrice fino a qualche settimana fa e con la quale ha interrotto i rapporti, definizione emblema della cultura patriarcale (le donne "disubbidienti" sono sempre stressate o isteriche), la dice lunga sul sistema di valori della prima cittadina e su come, in questo anno e mezzo di mandato e nella precedente campagna elettorale, abbia usato la tematica di genere in modo strumentale e utile soltanto alle sue convenienze politiche".
"Ma non è soltanto l'irriguardoso atteggiamento assunto verso Marchi ad evidenziare nella sostanza il perseguimento di politiche che contrastano con i valori per cui si è presentata". Caffaz spiega: "Sono tre i temi in cui questa amministrazione ha dimostrato di aver dimenticato il proposito della parità di genere, oltrechè l'atteggiamento generale volto a riproporre le peggiori espressioni della cultura patriarcale nella allocazione del potere sostituendo soltanto la "figurina" di qualche patriarca con quella di qualche matriarca".
Il primo tema su cui la giunta di Serena Arrighi e la sua maggioranza hanno fatto peggio dei loro predecessori - argomenta il consigliere di opposizione - è la mancata istituzione della commissione pari opportunità. Da un anno all'interno della maggioranza stanno discutendo sulla sua composizione, secondo le peggiori logiche spartitorie della cultura patriarcale. La commissione pari opportunità quindi non è stata ancora costituita solo per incomprensibili logiche di potere tutte interne alla maggioranza.
Il secondo tema su cui la giunta a Arrighi risulta anni luce indietro sulla parità - prosegue Caffaz - è la mancata predisposizione di un bilancio di genere, strumento più volte annunciato ma mai realizzato al contrario di una parte considerevole dei comuni della Toscana.
Ma c'è anche una terza situazione - insiste l'ex candidato a sindaco - ancor più grave ed emblematica, che evidenzia l'inadeguatezza di questa giunta anche rispetto a quella tematica di genere usata fino a oggi come specchietto per le allodole. A Carrara c'è un centro per aiutare le donne vittime di violenza, istituito da una quindicina d'anni, che ben funziona e aiuta molte donne che si trovano in difficoltà. Ebbene, le operatrici di questo centro, nonostante il lavoro delicato che svolgono e i rischi a cui si sottopongono, ricevono un compenso di pochissimi euro all'ora come volontarie. Uno scandalo: l'esigenza di sottrarle al mero volontarismo è stata più volte sottolineata senza che la giunta "rosa" abbia mai fatto nulla di concreto".
Anche le iniziative organizzate in occasione del 25 novembre sono all'insegna del minimo sindacale e dell'autocelebrazione secondo Caffaz, che afferma: "Con la sindaca che, avendo un'alta considerazione di sé, addirittura si improvvisa critica cinematografica e va a presentare il film della Cortellesi. Eppure Carrara merita di più e per storia e cultura ha al suo interno associazioni ed esperti/e che possono elevare il dibattito rispetto al livello da strapaese in cui sembriamo caduti ma evidentemente costoro non sono organici/che ai disegni della patriarca.
Come detto - conclude Caffaz - la maschera è stata gettata e dopo un anno e mezzo di mandato possiamo inequivocabilmente affermare, fatti alla mano, che quella guidata da Serena Arrighi è la giunta meno attenta alla parità di genere tra quelle che si sono susseguite nella storia recente della città. Poco importa, anzi costituisce aggravante, il fatto che a guidarla sia una donna".
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