Politica
L’umiliazione di un’identità: il Museo Civico del Marmo ostaggio della giunta Arrighi
E' severa la critica del consigliere della Lista Ferri Filippo Mirabella sui lavori al museo del Marmo: "Ci sono ferite che una città non può dimenticare,…

Ribadisco il mio no al Cpr ad Aulla: il presidente della Provincia Valettini spazza via polemiche infondate e dubbi
Il presidente della Provincia di Madda Carrara e sindaco di Aulla Roberto Valettini ha spiegato la sua posizione in merito al Cpr previto per la Lunigiana:…

CPR ad Aulla: per Cisl Toscana Nord scelta sbagliata e insostenibile. No a decisioni calate dall’alto
"La CISL Toscana Nord esprime forte preoccupazione per l’ipotesi di realizzare un Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) nell’area di Pallerone, nel Comune di Aulla,…

Bilancio: il 2025 si è chiuso con un avanzo di 12,5 milioni «Risultato frutto di lavoro e capacità di fare delle scelte»
Il consiglio comunale ha approvato giovedì 23 aprile il rendiconto relativo all'esercizio contabile 2025, vale a dire il documento che riassume in numeri l'andamento della…

Carrara, 100 milioni di euro. Ma la città sta davvero migliorando?: la critica del consigliere Manuel
"Negli ultimi anni su Carrara si è abbattuta una vera e propria pioggia di risorse pubbliche: PNRR, Bando Periferie, articolo 21, waterfront. Q

Al via la seconda edizione di “Democraticamente”: borse di studio e viaggi formativi per i giovani della provincia
MASSA-CARRARA, 24 aprile 2026 – Il Partito Democratico della provincia di Massa-Carrara, in collaborazione con la Fondazione Ferruccio Bordigoni, presenta la seconda edizione di “Democraticamente”, il…

"L'espansione del porto danneggia anche Carrara" la critica di Amare Marina alle parole del sindaco di Carrara Arrighi
Arriva dall'associazione Amare Marina una critica alle dichiarazioni del sindaco di Carrara Serena Arrighi sul porto: "Ancora una volta ci duole constatare che amministratori e politici…

Avenza Si R-Esiste presente alla Fiera di San Marco il 25 aprile ad Avenza
Sabato 25 aprile in occasione della Fiera di San Marco, in via Sforza 16, davanti alle Poste, sarà presente il nostro Comitato, con un banchetto ricco…

Congresso dei Giovani Democratici: le dichiarazioni dei segretari
Nei giorni scorsi si è svolto il congresso dei Giovani Democratici di Carrara, che ha sancito il passaggio di consegne tra la segretaria uscente Alba…

Agroalimentare - onorevole Amorese: " Orgoglioso della nostra tavola a Montecitorio"
"Sono particolarmente lieto e orgoglioso di aver potuto organizzare l’evento ‘Apuane a tavola’ alla Camera dei Deputati. È stato un momento molto partecipato, sono intervenuti ministri,…

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Dai primi di dicembre a Carrara entrerà in funzione il sistema di videosorveglianza delle isole ecologiche. Quarantuno telecamere fisse puntate sulle postazioni del centro e dei paesi a monte. L'occhio del grande fratello sarà usato come deterrente contro l'abbandono dei rifiuti.
Secondo la Lega però “il sindaco minaccia i cittadini e non fa niente per la sicurezza, anzi l’Amministrazione fa di peggio, perché perde un finanziamento sulla videosorveglianza di 90 mila euro della Regione Toscana”.
“Ma soprattutto – fa sapere la Lega – “ l’amministrazione Arrighi non agisce a tutela dei cittadini nonostante la delinquenza in alcune zone dilaghi sempre più e, nel frattempo, il Comune di Carrara è al 109º posto nella graduatoria dei Comuni che beneficeranno di un totale di 1 milione di euro per incrementare gli strumenti dedicati alla videosorveglianza per la sicurezza. Con decreto dirigenziale 22627 del 28 ottobre 2022, infatti, è stata approvata la graduatoria dei progetti ma, per incapacità e inefficienza, la città ha perso il treno e dal nostro punto di vista è scandaloso visto quello che sta accadendo: dalla rissa provocata da alcuni extracomunitari pregiudicati assegnatari di casa popolare al mercato di Avenza che hanno aggredito e sputato ad una donna assieme alla figlia minorenne fino agli arresti di altri 7 spacciatori e seminatori di morte”.
“Mentre il Sindaco sostenuta dal PD aspetta che ad intervenire sulla sicurezza siano le Forze dell’Ordine e la Prefettura, - continuano – “ è capace però di controllare i cittadini in strada, “sui marciapiedi” e nei luoghi pubblici e anche di minacciare “sanzioni pensanti”, con il rischio che, come già avvenuto in passato vengano presentati ricorsi contro l’Ufficio Ambiente con la conseguenza di portare danni gravi alle casse del Comune.
“Ciò detto, il Direttivo comunale della Lega boccia l’occhio del grande fratello usato come deterrente contro l’abbandono dei rifiuti anche perché non è difficile individuare chi lascia il sudiciume all’ esterno dei bidoni: sono, fra gli altri, i tantissimi studenti provenienti da fuori città e dall’estero che frequentano l’Accademia di Belle Arti che non pagano la Tari e quindi non posseggono la “EcoCard”, ma anche gli extracomunitari clandestini e non censiti, di cui presto chiederemo un resoconto, che bivaccano nel centro storico”.
“La Lega suggerisce pertanto all’assessore Carlo Orlandi - concludono – “che ha annunciato di “allargare i restringimenti all’imboccatura dei contenitori per agevolare il lancio del sacchetto” che scoprire l’acqua calda non premia, servirebbe invece che qualcuno provvedesse a censire quanti non pagano la Tari e non posseggono la “EcoCard” comunale per poi provvedere nel merito. Perché i politici che minacciano sanzioni e controllano le persone nei luoghi pubblici per mantenere il decoro e l’igiene urbana e contestualmente non fanno niente per la sicurezza della città, mancano dell’esperienza, della preparazione culturale e delle capacità intellettuali per affrontare adeguatamente le situazioni strategiche e non sanno svolgere i loro compiti in maniera adeguata”.
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Per fare fronte agli aumenti dei costi dell'energia l'amministrazione ha pronto un pacchetto di aiuti economici da destinare alle famiglie in difficoltà. “Con la variazione di bilancio che andrà in consiglio il prossimo martedì – spiega l'assessore al Bilancio Mario Lattanzi – stanzieremo 150 mila euro per aiutare le famiglie a pagare le bollette. Si tratta di un primo intervento che servirà a fare qualcosa di concreto per chi sta soffrendo di più il caro energia di questo periodo”.
“Con gli uffici del Sociale – spiega l'assessore al Sociale Roberta Crudeli -, abbiamo individuato, in base alle dichiarazioni Isee, tre fasce di beneficiari che potranno accedere al contributo. Per questo motivo prevediamo di stanziare 400 euro per quei nuclei familiari con un Isee inferiore ai 3mila euro; 300 per quelli con un indicatore tra i 3 e i 6mila e 250 per coloro con Isee tra 6 e 8mila”. In questi giorni, intanto, sono in arrivo gli avvisi di saldo della Tari, la tassa sui rifiuti. Quest'anno potranno usufruire dell'esenzione totale 1.172 utenze, vale a dire 93 in più delle 1079 del 2021. Si tratta di utenti con Isee fino a 7.961,00 euro per i quali sono stati destinati a bilancio 326mila euro, vale a dire 24mila in più rispetto ai 302mila assegnati nei precedenti dodici mesi.
“Abbiamo esaurito tutto lo stanziamento che abbiamo trovato a bilancio destinato dalla precedente amministrazione alle esenzioni – sottolinea Lattanzi -, per questo motivo non è stato possibile soddisfare tutte le richieste che ci sono arrivate. Proprio in questi giorni gli uffici invieranno a chi è stato escluso dall'esenzione o dalla riduzione del pagamento della Tari le comunicazioni in cui verranno spiegati i motivi del mancato accoglimento della loro domanda. In generale rispetto al 2021 le domande di esenzione o riduzione ricevute sono state molto maggiori, tanto che per poterle accogliere tutte sarebbe stato necessario uno stanziamento di circa 412mila euro. E' nostra intenzione per il prossimo anno studiare possibili correttivi per venire incontro alle esigenze delle famiglie più in difficoltà”.
L'Amministrazione comunica infine che assieme ai bollettini di saldo della Tari gli uffici invieranno a tutte le utenze anche un modello da compilare per chiedere di ricevere le comunicazioni dall'ufficio Tributi del Comune tramite e-mail o pec anziché tramite l'invio tradizionale a mezzo posta. "Si tratta – sottolinea Lattanzi – di un servizio destinato ad agevolare i rapporti tra i contribuenti e l'Ente, invito dunque chi ne fosse interessato a compilare la modulistica in modo da poter predisporre quanto prima l'archivio per le comunicazioni digitali".
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Il sindaco Serena Arrighi è intervenuta questa mattina nel corso della commissione Marmo presieduta da Nicola Marchetti. In qualità di titolare della delega specifica, la prima cittadina ha fatto quindi chiarezza sulle prossime azioni che il comune intraprenderà riguardo due vicende giudiziarie che negli ultimi mesi hanno interessato beni estimati e regolamento degli agri marmiferi.
“Per quanto riguarda la natura dei beni estimati come amministrazione siamo pronti a portare fino in fondo un percorso che le forze che rappresentiamo e che ci sostengono hanno intrapreso ormai da anni – spiega Arrighi –. Diverso è invece il caso della sentenza del Tar dello scorso agosto nella quale i giudizi fiorentini si sono espressi, tra l'altro, sull'articolo 21. Si è trattato in quel caso di una decisione assolutamente positiva per il Comune visto che è andata a confermare in toto, o quasi, non solo l'impianto dell'articolo in questione, ma anche dell'intero regolamento comunale degli agri marmiferi. Altri aspetti della sentenza, come quello dell'Emas, sono invece fattori positivi che porteranno tutte le nostre aziende a certificarsi e quindi intraprendere un percorso sempre più virtuoso".
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Il sindaco Serena Arrighi ha firmato oggi l'atto di nomina del nuovo consiglio di amministrazione dell'azienda speciale Regina Elena. Lucia De Filippi, Maria Grazia Menichetti e Fabrizio Pucci sono i tre nuovi consiglieri a cui spetterà, nel corso della seduta di insediamento, nominare il presidente. I consiglieri sono stati scelti attraverso un avviso pubblico e rimarranno ora in carica quanto il mandato della sindaca che li ha nominati e potranno essere riconfermati per non più di una volta.
“Tutte le domande che abbiamo ricevuto erano assolutamente meritevoli e non è stato facile compiere questa scelta – dice il sindaco Serena Arrighi -. Lucia De Filippi, Maria Grazia Menichetti e Fabrizio Pucci sono tre persone con alle spalle storie professionali diverse, ma che proprio per questo crediamo possano ognuna portare un contributo importante a un'istituzione importante come il Regina Elena. Sono certa che questo cda saprà rispondere al meglio alle sfide del futuro”.
“A nome mio e dell'amministrazione – aggiunge l'assessore alle Partecipate Carlo Orlandi – ci tengo anzitutto a ringraziare il consiglio uscente per il lavoro svolto e a dare il benvenuto ai nuovi membri. Per loro ci sarà fin da subito molto da fare con attività che seguirò da vicino assieme all'assessore al Sociale Roberta Crudeli. Il Regina Elena, d'altronde, è un'istituzione che ha sempre avuto un servizio di grande qualità e per questo c'è bisogno di una grande attenzione non solo per restare su questi livelli, ma anche per migliorare”.
“Prioritario per noi sarà sempre quello di garantire che il Regina Elena resti pubblico e fortemente legato al territorio – aggiunge l'assessore Crudeli -. Parallelamente ci impegneremo costantemente per implementarne i servizi in modo da rispondere sempre in maniera puntuale alle esigenze della cittadinanza”.
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Esprimere solidarietà alle donne iraniane, che, al grido di "donna, vita, libertà", stanno coraggiosamente pagando con la vita non solo la possibilità di scegliere di indossare il velo ma l'affermazione stessa delle loro libertà e dei loro diritti: è questo il senso di una mozione che il consiglio provinciale di Massa-Carrara ha approvato all'unanimità nel corso dell'ultima seduta, invitando, unitamente alla Commissione Regionale Pari Opportunità della Toscana e alla Regione Toscana, tutti i consigli comunali dei comuni toscani ad approvare la medesima mozione, unendosi in una ferma e unanime espressione di solidarietà.
Il consiglio provinciale con il documento approvato impegna l'Amministrazione provinciale ad un'opera costante finalizzata all'effettivo raggiungimento della piena parità delle donne e invita la Regione Toscana a procedere nella medesima direzione, affinché la nostra Regione possa essere di esempio e di stimolo alle tante donne che in Iran e in altri paesi nel mondo stanno lottando per la loro libertà. Invita , inoltre, sempre la Regione Toscana a dedicare, simbolicamente, quest'anno, la Festa della Toscana alle donne iraniane.
Con la mozione è stato inoltre disposto che il testo venga trasmesso l Consiglio Regionale della Toscana affinché, dopo aver raccolto le adesioni dei Comuni toscani, provveda alla predisposizione e all'invio di un documento all'Ambasciata iraniana che rappresenti il messaggio di pace e di vicinanza a tutte le donne e a coloro che stanno protestando per un futuro di diritti e di speranza.
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«Con il via libera avvenuto oggi in Consiglio regionale della variazione di bilancio (2022-2024) e gli interventi collegati, vengono stanziate definitivamente le risorse che consentiranno di effettuare l’opera di bonifica della falda che interessa sia le aree SIN, sia le nuove aree SIR dei comuni di Massa e Carrara. È un passaggio atteso e importante per il nostro territorio che permetterà di assicurare la realizzazione della bonifica. Nello specifico, sono stati stanziati 3,6 milioni per il 2023 e 8,4 milioni per il 2024. Si tratta di un intervento di risanamento fondamentale per cui ringrazio il presidente della Regione, Eugenio Giani, e l’assessora all’Ambiente, Monia Monni, per aver tenuto fede ad un impegno assunto con il territorio. Ricordo che l’intervento della Regione si è reso necessario perché si è corso il rischio di perdere il finanziamento del Ministero e la Regione Toscana, pur senza avere responsabilità diretta, ma con un atto di responsabilità politica verso i cittadini, ha deciso di garantire l’intervento. L’auspicio è che il Ministero della transizione ecologica sappia restituire alla Toscana queste risorse, che hanno il grande pregio di assicurare l’avvio di un’opera attesa e importante per l’ambiente, la salute e l’economia del territorio di Massa Carrara. La Regione finanziando l’intero Accordo di programma consente di procedere velocemente alla stipula di una convenzione con Sogesid (società in house del MITE e soggetto attuatore dell’intervento) e, quindi, all’indizione, da parte della società, della gara di appalto integrato per l’esecuzione dei lavori. Una misura adottata dalla Regione Toscana per il bene del territorio: per la salute pubblica dei cittadini, per la messa in sicurezza della falda, per la possibilità di riconsegnare alle città due aree con una naturale vocazione turistica e produttiva che possono rappresentare un motore di sviluppo di cui abbiamo assolutamente bisogno».
È quanto dichiara Giacomo Bugliani, consigliere regionale Pd e presidente della Commissione affari istituzionali annunciando il via libera definitivo del Consiglio regionale della Toscana alla variazione di bilancio e agli interventi collegati che contengono il finanziamento delle opere di bonifica dei siti SIN/SIR di Massa e Carrara all’interno della terza variazione di bilancio.
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È ormai di interesse regionale, e non solo, la diatriba sul valore, e i futuri finanziamenti, tra l’aeroporto di Pisa e quello di Firenze. Negli ultimi anni, infatti, Peretola sembra aver acquisito sempre più potere a discapito del buon vecchio “Galilei”: una buona notizia per tutta la toscana centro-orientale, un po’ meno gradita per tutto il complesso costiero che da Massa arriva fino a Livorno.
C’è chi ha provato a farsi sentire, ma ad eccezione dell’arcigna difesa a spada tratta dei pisani, pochi altri hanno deciso di seguire un via di pensiero che forse non porterebbe altro che vantaggi.
Il consigliere comunale massese Andrea Barotti, a capo della lista Arcipelago Massa, non si è di certo tirato indietro, dando il suo pieno supporto allo scalo pisano e apprezzando le parole di difesa del “Galilei” arrivate dal sindaco di Carrara Serena Arrighi.
“L’intervento del sindaco di Carrara Serena Arrighi in difesa dell’aeroporto di Pisa non dovrebbe restare isolato; mi auguro che le sue parole spingano altri amministratori ad unirsi per evitare che lo scalo aereo della costa non venga penalizzato e mantenga la sua centralità guadagnata sul campo. Ho apprezzato la nota di Arrighi poiché dimostra la capacità di superare gli steccati ideologici quando è in discussione il bene comune e lo sviluppo di una parte della Toscana”.
Molto meno dolce è stato invece nei confronti del sindaco di Massa Francesco Persiani, accusato di essere più interessato a piccoli, e a volte inutili, cambiamenti urbanistici piuttosto che pensare alla città apuana con un progetto ad ampio respiro.
“Credo che non passi inosservata la differenza tra un sindaco che si preoccupa del futuro della propria comunità, e perciò affronta questioni di ampio respiro ed una giunta, e quella Persiani, impegnata a rifare qualche aiuola o a individuare, con il dovuto rispetto, una collocazione alla statua del Santo patrono (uno spartitraffico sotto il comune)”.
Ma di note di demerito Barotti ne ha per tutti, criticando apertamente non solo l’attuale giunta massese, ma anche il presidente della provincia Gianni Lorenzetti, colpevole, a suo dire, di essere completamente slegato dalle necessità del territorio e di non avere idee chiare per rilanciare e aggiornare i settori economico, assistenziale, sociale e turistico.
“Trovo, per onestà intellettuale, sconfortate il silenzio di chi, ad alto livello, rappresenta il nostro territorio, a partire dal presidente della provincia che, in varie occasioni, ha parlato di lavoro, di rilancio della zona industriale, ma sembra non cogliere che non vi può essere sviluppo quando si resta isolati; come dimenticare la pessima figura con il sindaco di Firenze per la metropolitana di superficie. Ad ogni buon conto Gianni Lorenzetti è in buona compagnia, visto che la penuria, per non dire assenza, di proposte, idee e iniziative sembra accumunare una classe politica che si ritrova in convegni letterali (l’ultimo il “comizio d’amore” di Evangelisti con annessa candidatura a sindaco) ma sembra scappare dai temi che interessano i cittadini; magari sarebbe interessante capire quale sia la posizione dei rappresentanti istituzionali sulla “multiutility della Toscana”, sul futuro del vecchio nosocomio, sull’ospedale di comunità, sullo scontro tra Firenze e Pisa per il traffico aereo, sul peso della politica quando il pubblico cede spazio ai privati in settori strategici (la vicenda degli aeroporti toscani è un esempio).”
Parole amare arrivano anche nei confronti del PD massese, che per Barotti rappresenta la quint’essenza di un partito che ormai ha deciso di chiudersi nei suoi salotti e perdere ogni contatto con la realtà.
Il “Fronte progressista”, come lo chiama ironicamente il consigliere, consiste in un gruppo di persone interessate ad un profitto privato e in perenne guerra con i propri alleate a causa di quegli stessi interessi.
Uno scenario desolante quello descritto da Barotti, da cui, sembra aver salvato solo il primo cittadino carrarino.
“Probabilmente chiedo troppo a politici che pretendono rispetto istituzionale quando non riescono a liberare un palazzo storico da una impalcatura, installano cordoli di cemento in una città che ha le cave di marmo (a onor del vero sul lungomare qualcuno aveva già collocato fontanelle metalliche e cubi di calcestruzzo) o propongono di piantare tralci di vigna in riva al mare. Lo sconforto aumenta quando penso che il centrosinistra affronta lotte interne, più o meno silenziose, tra sostenitori di un ex onorevole, tornato dal buen retiro portoghese, e i supporter di un ex ambasciatore rimasto, fin qui, lontano dalla politica locale e dai problemi di questo territorio (criticità di cui potranno informarlo, non avendole risolte, i suoi “sponsor politici”); mentre una parte dell’area progressista, non rinnovatasi, disperde, in queste beghe, quel briciolo di pazienza ancora rimasto agli elettori, ai simpatizzanti. A Pietrasanta arrivano gli Uffizi diffusi; quegli Uffizi diffusi che avevo proposto, nel lontano 2019, di ospitare a Villa Massoni recuperando il complesso e le mura quattrocentesche del Castello Malaspina. Lascio ai politici esperti le strategie, le presentazioni di politici o ex politici divenuti scrittori preferendo i temi concreti, ed è in tale ottica che, pur da avversario, sottoporrò all’ufficio del nuovo ministro per i beni culturali la risposta ricevuta da Bruxelles sul recupero di Villa Massoni, unitamente all’idea di creare un codice per i beni culturali europeo ed un “patrimonio dell’Europa”.
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In queste situazioni c’è poco da interpretare: i fatti riportati sono una sentenza senza appello. L’interruzione del servizio di erogazione idrica nel comune di Forno ha smosso un vero e proprio polverone (sic) in tutta la provincia, con politici, enti territoriali e associazioni che hanno chiesto fin da subito chiarimenti.
Perché tutto questo baccano per un piccolo comune di 700 abitanti? La risposta è presto detta: la causa sarebbe la furiosa attività estrattiva delle cave situate sulle Alpi Apuane e il conseguente rilascio di enormi quantità di marmettola sui corsi fluviali che scendono proprio dai complessi montuosi.
Oggi forse è successo solo a Forno, ma chi lo sa che tutto il sistema idrico apuano possa un giorno risultare irrimediabilmente compromesso?
Di questa idea è di certo il Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni per la depurazione, le bonifiche e la ripubblicizzazione del servizio idrico (CCA), che dopo gli eventi avvenuti poche ore fa, ha deciso di mandare una lettere aperta al sindaco di Massa Francesco Persiani per indagare sugli effettivi “responsabili”, sia materiali che individuali, alla base dell’inquinamento del fiume Frigido.
Si cita la costituzione, pareri di ingegneri di Gaia Spa, ma il succo è davvero molto semplice: è necessario creare un progetto sostenibile tra occupazione e ambiente, o i rischi per l’ecosistema e la salute dei cittadini potrebbe diventare sempre più reale.
“Gentile signor sindaco, nel sito web del Comune di Massa compare da sabato scorso la Sua ordinanza di divieto di utilizzo dell’acquedotto a Forno (Frazione di Massa di 700 abitanti), ordinanza (n. 169 del 19.11.2022). Il divieto riguarda qualunque uso: alimentare, idroponico e igiene della persona. Ieri, abbiamo letto sui quotidiani delle dichiarazioni, rilasciate dal referente del gruppo di intervento giuridico del presidio Apuane (che ha grande esperienza in questo settore), che imputa le responsabilità dell’elevato grado di torbidità alla sorgente del Frigido (110 volte superiori al limite consentito dalla legge e che serve la frazione di Forno) alle attività estrattive del marmo (detta marmettola che è una polvere di marmo). Stamani leggiamo sui quotidiani che l’ingegner Francesco Di Martino di Gaia spa riconosce che: quel materiale è
ricollegabile anche all’ attività estrattiva sulle Apuane, non – o non solo – a quella attuale, ma anche a quella degli anni precedenti. A questo punto signor sindaco, nella sua funzione di ufficiale di governo (Art. 54 T.U.E.L.), le chiediamo, con la massima urgenza, di superare questa situazione di inerzia e di indagare rispetto all’attribuzione delle responsabilità. Infatti, quello che si prefigura non è solo un gravissimo disastro ambientale, ma può rappresentare una minaccia per la salute, nonché un danno economico per i cittadini che si sono visti, per anni, imputare in bolletta un onere che non competerebbe loro ma a chi ha inquinato. Non ci rimane che constatare che quello che sta accadendo è in violazione all’articolo 9 della costituzione, che recita: La Repubblica tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali, e all’articolo 41, il quale afferma che l’attività economica privata è libera ma non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali. Ma anche all’articolo 32 sulla tutela della salute”.
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Decoro, parcheggi, pulizia e, soprattutto, attenzione alle problematiche dei paesi a monte. Sono queste le principali richieste che hanno ascoltato direttamente dalla voce dei residenti gli assessori al Decoro Urbano e alle Partecipate Elena Guadagni e Carlo Orlandi che, accompagnati dal consigliere Marzia Butteri, hanno partecipato a un sopralluogo nei paesi di Codena, Colonnata e Bergiola organizzato dalla lista civica Serena Arrighi Sindaco.
I due amministratori si sono confrontati a lungo con gli abitanti delle due frazioni montane, ma non solo. Assieme a Butteri, Guadagni e Orlandi sono andati a vedere da vicino i principali problemi di chi vive in questi paesi.
“Parlando con le persone e andando con loro a visitare le frazioni – spiegano gli amministratori – abbiamo potuto toccare con mano tante piccole e grandi criticità. In testa alle richieste delle donne e degli uomini con cui abbiamo parlato oggi abbiamo percepito ci sia soprattutto la richiesta di una maggiore attenzione per i paesi a monte, troppo spesso dimenticati negli ultimi anni. Quanto poi agli interventi che ci sono stati chiesti questi vanno da cose più facilmente realizzabili come garantire una maggiore pulizia e un migliore decoro di strade e piazze, fino a interventi più complessi che però potrebbero servire a migliorare in tanti modi la loro vita quotidiana come, per esempio, soluzioni per aumentare i parcheggi o modificare la viabilità. Da parte nostra non abbiamo fatto e non facciamo promesse impossibili, ma di certo assicuriamo massimo impegno e attenzione per risolvere quanto nelle nostre possibilità. Di certo siamo ben consapevoli dell'importanza dei nostri paesi a monte per i quali vogliamo iniziare fin da subito a fare qualcosa di concreto”.
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Lo stop alle forniture d’acqua nel paese di Forno è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, e ora politica di minoranza e cittadinanza si scagliano contro chi avrebbe dovuto impedire simili disagi.
Il punto centrale della questione è la marmettola, ormai un composto “naturale” dei corsi d’acqua che scendono giù dai crinali apuani, e che di certo non sembra essere un toccasana per i palati degli abitanti e della fauna ittica che popola i fiumi massesi.
Le dichiarazioni più forti sono arrivate per bocca di Unione Popolare, e nello specifico della referente ambiente della sezione del partito locale Carlotta Palagi, che critica senza remore Gaia Spa e le amministrazioni comunali interessate al corso del fiume Frigido, colpevoli, secondo Palagi, di aver parlato molto e agito poco in merito alla salute delle Alpi Apuane, dell’ambiente circostante e della salute dei cittadini.
L’azienda Gaia avrebbe dato la causa dell’intorbidimento dell’acqua alle forte piogge delle ultime settimane, ma per UP queste sono le ennesime scuse per ovviare ad un problema che caratterizza il territorio apuano da decenni: un silenzio lucroso, per via delle estrazioni marmifere, di cui sarebbero responsabili gli enti locali e la regione Toscana.
“Non posso che notare un’umiliazione su tutti i fronti per i cittadini e le cittadine di Forno e della città di Massa. È come se improvvisamente piovesse marmettola. Abbiamo poi un'amministrazione comunale che firma e sostiene il contratto di fiume Frigido all'interno del quale è prevista un'azione specifica per determinare da quali bacini marmiferi arriva la marmettola che imbianca il nostro fiume; tuttavia, non fa alcun atto e non stanzia un euro per questo progetto. Il contratto di fiume diventa così una mera dichiarazione di intenti atta solo a tingere di verde politiche invece molto lontane dalla tutela ambientale. Dobbiamo anche sottolineare che l'appello fatto alle forze "progressiste" per migliorare l'ambiente è completamente inutile, ipocrita e incoerente. Quelle forze "progressiste" sono le stesse che governano la Regione Toscana e che stanno facendo di tutto per peggiorare la situazione ambientale sulle Apuane. Ci riferiamo in modo particolare alle autorizzazioni all'escavazione di cave dismesse, spesso in avanzata fase di naturalizzazione; ci riferiamo al silenzio sul PIP, da molto tempo sul tavolo della regione ma senza alcun tipo di risposta al momento; ci riferiamo al silenzio-assenso della regione sulla possibilità di scavare in galleria all'interno di zone di protezione speciale, quest'ultimo un attacco definitivo all'ecosistema Apuane. L'interruzione della fornitura d'acqua nel paese di Forno è il risultato di politiche miopi ed anacronistiche che gli ambientalisti del nostro territorio denunciano da decenni e, come sempre accade, la natura, ad un certo punto, fa pagare il conto con gli interessi. Oggi ai cittadini ed alle cittadine di Forno tocca pagare le conseguenze di decenni di politiche selvagge di distruzione delle montagne. Politiche distruttive che hanno reso il loro ecosistema ancora più fragile e che oggi più che mai, dovrebbero farci riflettere su come non sia più possibile immaginare le Alpi Apuane come un solo ed unico luogo di profitto per pochi: ancora una volta è chiaro che si privatizzano i profitti e si socializzano i costi”.
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