Politica
Difficoltà della polizia nel rilievo dei sinistri stradali: la posizione di FP CGIL UIL FP CSA
Le segreterie provinciali di FP CGIL UIL FP CSA hanno firmato il seguente comunicato: "Facciamo seguito al recente comunicato sindacale del Sindacato Autonomo di Polizia (SAP), pubblicato dalla…

Bollo auto, Patto per il Nord: "Il Governo taglia la tassa, ma decide ancora tutto Roma"
Patto per il Nord ha sempre sostenuto la riduzione della pressione fiscale. Per questo non saremo certo noi a lamentarci se milioni di cittadini nel…

Il presidente della Provincia Roberto Valettini incontra il nuovo comandante dei Carabinieri di Massa e Carrara colonnello Andrea Fabi
Si è svolto nella mattinata di giovedì 17 settembre a Palazzo Ducale il saluto istituzionale tra il Presidente della Provincia Roberto Valettini e il Colonnello Andrea…

"Carrara non è la sorella minore di La Spezia": la replica del sindaco di Carrara Arrighi alle parole di Laghezza di Confindustria
«Le parole del presidente di Confindustria La Spezia Alessandro Laghezza sul porto di Carrara sono gravi e irricevibili – dice io sindaca di Carrara Serena Arrighi -.

Mercato del lunedì a Carrara: si cambia per la presenza del cantiere in via Verdi. Nuova disposizione dei banchi a partire dal 21 settembre
Da lunedì 21 settembre è prevista una nuova collocazione per i banchi del mercato settimanale a Carrara. Il nuovo assetto provvisorio si è reso necessario visti…

Museo della Memoria di Bergiola, anni di promesse: la critica del consigliere Mirabella
"Ancora oggi, a ben 82 anni dall'eccidio (1944-2026), il sindaco Arrighi parla di "lavori ancora da ultimare", infatti la struttura non è ancora ufficialmente e pienamente…

Cerimonia per l'82° anniversario della strage di Bergiola Foscalina: presenti tutte le istituzioni
Si è tenuta mercoledì 16 settembre, la cerimonia commemorativa dell'82° Anniversario della Strage di Bergiola Foscalina, evento patrocinato dalla Provincia di Massa-Carrara. A rappresentare l'amministrazione…

Villaggio San Luca, infiltrazioni e promesse disattese. «Adesso basta, il Comune intervenga»
«È il momento di dire basta. Basta promesse non mantenute e basta con il menefreghismo di un'amministrazione che continua a lasciare soli i cittadini». Lo…

CPR ad Aulla: Schianchi di FdI definisce "ideologico" l'atteggiamento del Governo, Valettini prenda le distanze
Arriva dalla segreteria provinciale di FdI Massa Carrara e Lunigiana un'analisi critica sul Cpr di Aulla che chiama in causa il sindaco di Aulla e…

Importanti nomine regionali per i dirigenti FdI del territorio: quattro apuani ai vertici dei dipartimenti regionali Toscana di Fratelli d'italia
Fratelli d'Italia Massa Carrara attraverso il coordinatore provinciale del partito Marco Guidi esprime grande soddisfazione per le recenti nomine regionali che vedono protagonisti alcuni dirigenti…

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Il Comune di Carrara ha ottenuto per il 14esimo anno consecutivo la Bandiera blu. Si tratta di un riconoscimento assegnato dalla Fee, Foundation for Environmental Education, sulla base della qualità delle acque di balneazione e sui servizi a disposizione del pubblico.Come già avvenuto per la scorsa stagione estiva, anche quest'anno potranno fregiarsi della Bandiera Blu tanto la spiaggia di di Marina di Carrara Ovest che la spiaggia di Marina di Carrara Centro.«Confermare un riconoscimento del genere per 14 anni di fila è un grande orgoglio per la nostra città e una dimostrazione della professionalità e della competenza dei tanti soggetti che si occupano di questi temi tutto l'anno - sottolinea l'assessore all'Ambiente Moreno Lorenzini -. Qualità delle acque, educazione e informazione ambientale: la bandiera blu è sinonimo di queste tre cose e di molti altri aspetti che rientrano, tra l'altro, nel piano di azione per la Sostenibilità, un documento triennale obbligatorio che i Comuni candidati alla Bandiera Blu devono presentare alla FEE per dimostrare l'impegno concreto nel miglioramento ambientale».Per aggiudicarsi la Bandiera Blu è necessario rispettare una serie di requisiti, che riguardano la qualità delle acque di balneazione certificata dai risultati delle analisi effettuate da Arpat durante tutta la stagione balneare. A questo requisito indispensabile se ne aggiungono altri quali le attività di educazione ambientale e informative attivate, la gestione ambientale, i servizi offerti e la sicurezza.Certificazione ambientale nata nel 1987, la Bandiera blu è come sempre il risultato del lavoro di squadra di vari soggetti, dagli operatori balneari alle scuole, dalle aziende di servizi alle associazioni, alla comunità locale. Un ringraziamento particolare va ai Settori Ambiente e Turismo del Comune, a RetiAmbiente Carrara, a Nausicaa, alla Capitaneria di Porto, alla Guardia Costiera e alle Associazioni dei Balneari.
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I rappresentanti del comitato Cittadini Centro Storico di Massa hanno partecipato con un intervento al consiglio comunale straordinario sulla sicurezza che si è tenuto il 13 maggio e hanno deciso di replicare alle affermazioni del sindaco Francesco Persiani accusandolo di aver denigrato alcuni loro rappresentanti e quindi di aver mancato di rispetto a Sarah Pugi presidente del comitato e a tutti gli iscritti: “Il sindaco Persiani, nella sua risposta al nostro intervento ha anche alluso a chi, evidentemente poco interessato, ha lasciato il consiglio prima del tempo per andare a cena. Un’allusione puerile e indegna della carica che ricopre. Siamo un comitato di persone che hanno un lavoro e altri impegni e nonostante questo si ritagliano del tempo per dare un contributo alla comunità. Chi non è potuto restare ha seguito la diretta online, ed è comunque rimasta una nostra delegazione, concetto forse di difficile comprensione per chi non distingue un comitato da una singola “signora” capitata lì per caso. Abbiamo cercato di contribuire al tema sicurezza sul quale siamo direttamente coinvolti, e lo abbiamo fatto per quanto possibile, in qualità di cittadini, sapendo bene di non avere le competenze per parlare di temi importanti come disagio giovanile e deserto culturale e commerciale. Abbiamo parlato di degrado ambientale, di casi isolati di mala gestione di alcuni esercizi pubblici e di mancanza di controlli efficaci, come concause di disturbo, vandalismo e violenza. Tre punti su cui l’amministrazione potrebbe e dovrebbe intervenire. Nella sua lettura distorta degli interventi, il signor Persiani ha rilevato una contrapposizione che non c’è. Dice che i residenti vogliono dormire e i commercianti lavorare. Questa è l’interpretazione che darebbe un bambino, oppure qualcuno che ha un qualche interesse a presentare il problema come se non ci fosse soluzione. Noi abbiamo chiesto di intervenire sui casi isolati di esercenti irresponsabili e irrispettosi delle regole. Un Sindaco non ha alcun obbligo di tutelarli nel loro diritto di lavorare, non quando arrechino danno alla salute, all'ambiente, alla sicurezza e alla dignità umana. La legge è chiara, ma forse non a tutti, eppure il signor Persiani dovrebbe essere un avvocato. Esclusi questi casi isolati, non c’è affatto un conflitto insormontabile tra residenti e commercianti. I locali gestiti con responsabilità e rispetto delle regole di convivenza li vogliamo eccome, nel nostro centro, li riconosciamo come presidi di socialità e sicurezza, vogliamo siano incentivati e tutelati e concordiamo sul fatto che non serva imporre loro orari di chiusura anticipati o altre misure restrittive. Le difficoltà dietro cui si nasconde il signor Persiani, questa demagogia della soluzione che non c’è, è infondata e ridicola. Gli diciamo che la notte siamo nelle mani di nessuno, che serve la presenza della polizia municipale, una presenza normale, a piedi, dall’inizio alla fine delle serate, a tutela del centro storico e delle regole di convivenza civile, e cosa ci risponde? Che con lui la Municipale ha avuto una nuova sede, nuove divise, le moto e le auto e che l’organico è aumentato, che sono stati pagati un certo numero di terzi turni che nella pratica sono la presenza di una volante che si divide tra interventi su incidenti stradali e presenza su Marina. E’ una risposta questa? E cosa dire del degrado ambientale che a quanto pare non esiste? Niente incuria, niente topi, quelli che ci capita di vedere attraversare le piazze di domenica mattina non si sa bene cosa siano e tutte quelle scatoline per la derattizzazione vecchie e incrostate di sudicio disseminate per la città sono uno scherzo di qualche buontempone. Niente odore di urina ed escrementi di piccioni che incrostano i marciapiedi, niente sacchi dell'immondizia che restano accatastati per ore in pieno giorno, no la raccolta dei rifiuti funziona, la nostra isola di raccolta è un gioiello di pulizia e cura, le nostre strade sono tutte pulite, i marciapiedi spazzati, le aree verdi manutenute e impeccabili, non ci sono erbacce che raggiungono la dimensione di arbusti. Siamo tutti vittime di un’allucinazione collettiva cronica, anzi no, sono solo io che vaneggio, del resto il concetto di Comitato pare essere estraneo al nostro Sindaco, non concepisce che i residenti abbiano qualcosa da dire di diverso dal “fateci dormire”, non accetta che ci organizziamo e che qualcuno intervenga a nostra rappresentanza o magari per lui i residenti nel centro non esistono nemmeno, chissà. E’ dal suo primo insediamento nel 2018 che chiediamo un incontro con il sindaco Persiani: on ci ha mai ricevuti. Nel 2021, costretto dal Difensore Civico Regionale ad aprire un dialogo con noi, ha delegato il suo vice. In tante occasioni le nostre richieste, quelle più importanti, sono state ascoltate si, ma non da lei, e comunque nei fatti ignorate.Negli ultimi mesi, le sono state indirizzate numerose mail, pec ed esposti. Non ha mai risposto, né ci ha fatto rispondere da altri. Per sostenere che sono i fatti a contare bisognerebbe anche sapersi attenere alla verità”.
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"Ieri si è concluso il Consiglio comunale sulla sicurezza a Massa.Psicologi, medici, sindacati, associazioni, istituzioni... tante e tanti hanno parlato.Ma sono mancati proprio i giovani: quelli di cui si è discusso, quelli che spesso vengono trattati come destinatari passivi di regole, divieti e lezioni dall'alto.Certamente la guida, l'educazione e il supporto adulto sono importanti. Nessuno nega il valore di accompagnare chi cresce.Ma ciò di cui i giovani forse hanno davvero più bisogno oggi non è una lezione calata dall'alto: hanno bisogno di spazi per autogestirsi, autodeterminarsi, gestire le proprie insicurezze e confrontarsi attraverso il dibattito e il dialogo diretto.Invece, spesso nei luoghi istituzionali, quel diritto viene negato: si parla di loro, per loro, ma raramente con loro.Così perdiamo l'occasione di camminare accanto a chi, con coraggio e impegno, prova a costruire comunità e partecipare al cambiamento: chi scende in piazza per la Palestina; chi lotta per i diritti sociali; chi difende il clima; chi nei centri sociali della città crea spazi di incontro, cultura e riscatto.La gioventù non può essere ridotta a stereotipi di degrado, violenza o apatia. La realtà è complessa: c'è chi sbaglia e chi si impegna, chi protesta e chi costruisce, chi sperimenta e chi resiste.Eppure, anche a livello nazionale, si continua a reprimere la loro voce e a criminalizzare il dissenso, come dimostrano i decreti sicurezza e le denunce subite da tante e tanti giovani di Massa nelle manifestazioni dell'autunno.Forse è arrivato il momento di smettere di trattare i giovani come soggetti solo da guidare secondo una visione paternalistica, e cominciare davvero ad ascoltarli.Sono loro la speranza e il futuro di una società più giusta".
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Carrara avrà presto l'assessorato alla Pace. La delega sarà del vicesindaco Roberta Crudeli cui spetterà, tra l'altro, il compito di presiedere il tavolo della pace. Si tratta di un organismo che sarà creato nelle prossime settimane con numerosi attori del territorio e che anticiperà la creazione della Consulta per la Pace. Ad annunciare la nascita del nuovo assessorato è stato il sindaco Serena Arrighi al teatro degli Animosi nel corso dell'evento inaugurale del Festival del Volontariato e della pace promosso dalla Diocesi di Massa Carrara-Pontremoli in collaborazione con il Comune di Carrara e in corso fino a sabato 16 maggio a Carrara.«La pace non è un concetto astratto , ma è qualcosa che nasce dal nostro quotidiano, dalle azioni che ognuno di noi compie ogni giorno, dai gesti, dalle parole, da come ci rapportiamo con gli altri – spiegaSerena Arrighi -. Noi dobbiamo coltivare la pace e come amministratori sentiamo il bisogno di fare tutto quello che è nelle nostre possibilità per promuovere azioni che la possano favorire, per questo abbiamo deciso di istituire anche nel Comune di Carrara la delega alla pace, della quale si farà carico il vicesindaco Roberta Crudeli. Vogliamo così iniziare un percorso di confronto e dialogo che metta in rete tutti i protagonisti del territorio per costruire assieme un presente e un futuro di pace».«Questa nuova delega mi rende davvero molto felice – aggiunge il vicesindaco Roberta Crudeli -. Carrara si dimostra ancora una volta all'avanguardia per quanto riguarda i diritti e la sensibilità verso certi temi. L'assessorato alla Pace dovrà servire da coordinatore di tante realtà che già ci sono in città e che si occupano attivamente di politiche di accoglienza, confronto e dialogo, ma anche per promuovere politiche di ascolto e sensibilizzazione nei confronti soprattutto dei più giovani. Tra i primi compiti che andremo ad affrontare ci sarà quello di costituire un tavolo permanente della pace che dovrà poi aprire la strada per l'istituzione di una consulta comunale».L'incontro inaugurale del festival dal titolo 'Da una pace disarmante ad una pace disarmata: percorsi possibili' ha visto in apertura gli interventi, oltre che del sindaco Serena Arrighi, della vicepresidente della Regione Toscana Mia Diop, di Marco Pinti, consigliere del Ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, di Alessandro Conti, direttore dell'Ufficio diocesano di pastorale sociale e del lavoro e poi ancora dell'abate del Duomo don Piero Albanesi e di Enrico Petriccioli per la Provincia di Massa Carrara. Il dibattito che ha poi avuto come protagonisti Giuseppe Ricchiuti, presidente di Pax Christi e Tommaso Greco, docente di Filosofia del diritto all'Università di Pisa, che si sono confrontati assieme a Marco Matteoli.
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Dopo la morte di Giacomo Bongiorni, ucciso in piazza Palma nella notte tra l'11 e il 12 aprile, l'opposizione di centrosinistra ha chiesto e ottenuto un Consiglio comunale straordinario aperto sulla sicurezza. Fin qui, tutto legittimo. Il problema è nato ieri, nella seconda seduta riservata alle forze politiche: i consiglieri hanno pubblicamente evidenziato l'assenza del Prefetto e dei vertici delle forze dell'ordine davanti ai cittadini presenti in aula. Un gesto apparentemente sobrio, che però rischia di trasmettere un messaggio non corretto: che le istituzioni statali fossero assenti nel momento del bisogno. Non è così. E vale la pena spiegarlo. In Italia, quando si parla di sicurezza pubblica — ordine pubblico, pattugliamenti, gestione delle piazze, prevenzione dei reati — il comando è dello Stato, non del Comune. Lo dice l'articolo 117 della Costituzione, che riserva la materia della pubblica sicurezza alla legislazione esclusiva dello Stato. Questo significa che il Prefetto non risponde al sindaco, non risponde ai consiglieri comunali, non risponde al Consiglio comunale. Risponde al Ministero dell'Interno e al Governo. È il rappresentante dello Stato sul territorio, non un funzionario del Comune. Un'immagine per capirlo: è come se il consiglio di un condominio convocasse i Vigili del Fuoco per farli rispondere delle loro scelte operative davanti all'assemblea dei condomini. I Vigili del Fuoco non rispondono al condominio. Rispondono al loro comando. Il Comune è il condominio. Il Prefetto è il Vigile del Fuoco. Se non vengono all'assemblea condominiale non è perché se ne fregano dell'incendio. È perché non è lì che devono stare.La Legge 121 del 1981, che regola l'ordinamento della Polizia di Stato, stabilisce che il Prefetto è il rappresentante del Governo in provincia. Non è tenuto a comparire davanti ad alcun organo elettivo locale. Quando si deve discutere seriamente di ordine pubblico, la sede è il Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica, previsto dall'articolo 20 della stessa legge. Lì siedono il Prefetto, il Questore, il Comandante dei Carabinieri, il Procuratore della Repubblica e — su invito — i sindaci: nel Comitato è membro permanente anche il Comandante Provinciale della G.d.F.. È lì che si prendono le decisioni operative. Il Consiglio comunale, invece, ha competenza sulle materie locali: bilancio, urbanistica, tributi, regolamenti comunali. Lo dice l'articolo 42 del TUEL, il Testo Unico degli Enti Locali. Non ha alcun potere di direzione, convocazione o sindacato nei confronti di organi dello Stato. La loro assenza, dunque, non era un affronto né un segnale di disinteresse. Era il comportamento istituzionalmente corretto. Il Prefetto Cupello, nel frattempo, non stava affatto a guardare. La notte stessa dell'omicidio aveva già convocato d'urgenza il Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica. Da quella riunione erano uscite misure concrete: chiusura dei locali entro le 00:30, divieto di bevande in vetro dalle 2, istituzione di zone a vigilanza rafforzata nei Comuni di Massa e Carrara, pattugliamenti intensificati. Aveva poi convocato una seconda riunione per verificare l'efficacia delle misure nel weekend del 15-17 maggio. Mentre ieri in aula si segnalava il seggio vuoto, il Prefetto stava lavorando nella sede prevista dalla legge, con gli strumenti previsti dalla legge, con i soggetti istituzionali previsti dalla legge. Va detto con chiarezza: invitare chi non è tenuto per legge a partecipare, e poi sottolinearne l'assenza davanti ai cittadini, genera nei presenti una percezione che non corrisponde alla realtà. I cittadini di Massa, già feriti e arrabbiati, meritano di sapere che lo Stato non era assente: stava lavorando altrove, nella sede giusta.Il Comune di Massa ha competenze reali sulla sicurezza urbana: videosorveglianza, illuminazione pubblica, regolamentazione della movida, politiche per i giovani, servizi sociali, patti per la sicurezza con la Prefettura. Sono strumenti previsti dalla Legge 48 del 2017, i cosiddetti Decreti Minniti. Su tutto questo il Comune — e chi lo governa, ma anche chi fa opposizione — ha il dovere di rispondere ai cittadini. Era quello il terreno su cui il dibattito avrebbe potuto essere più fruttuoso.
Il Prefetto e le forze dell'ordine non sono andati al Consiglio comunale perché non dovevano andarci. Registrarne pubblicamente l'assenza senza spiegarne il motivo non aiuta i cittadini a capire come funziona lo Stato. E in un momento come questo, capirlo conta.
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"In merito alle dichiarazioni riguardanti la nomina del nuovo direttore generale di ASMIU, ritengo necessario riportare il dibattito su un piano di correttezza istituzionale, rispetto delle persone e adesione ai principi fondamentali del nostro ordinamento".A parlare è Marco MercantiAssessore al Bilancio, Finanze, Partecipazioni e Tributi, Patrimonio del Comune di Massa che spiega. " Dopo anni in cui ASMIU era priva di una figura di direttore generale, l'azienda si è finalmente dotata di una professionalità importante per affrontare le sfide organizzative e gestionali che una società complessa come ASMIU richiede. La nomina del dottor Andrea Zuccaroli è avvenuta al termine di una procedura pubblica regolare, trasparente e svolta dall'amministratrice unica di ASMIU, avvocato Sabrina Boghetti, nel pieno rispetto delle norme vigenti.È bene chiarire che il dottor Zuccaroli possiede tutti i requisiti previsti per ricoprire questo incarico e ha superato le prove selettive previste dal bando. Questo dovrebbe essere il punto centrale della discussione.Dispiace invece constatare come, anziché concentrarsi sulle competenze professionali e sull'importanza strategica di questa nomina per il futuro dell'azienda e del servizio ai cittadini, qualcuno abbia preferito riportare vicende giudiziarie passate, conclusesi con un'assoluzione piena.Viviamo in uno Stato di diritto fondato sul principio costituzionale della presunzione di innocenza e sul rispetto delle decisioni della magistratura. Quando una persona viene assolta, quella sentenza non può essere trattata come un dettaglio secondario o peggio ignorata per alimentare una narrazione fondata sul sospetto permanente.Chi ha amministrato o diretto realtà pubbliche complesse sa bene che l'esercizio di determinate responsabilità può esporre a indagini e verifiche. È giusto che la magistratura svolga il proprio ruolo di controllo e accertamento. Ma è altrettanto giusto, in una democrazia liberale, riconoscere con la stessa chiarezza l'innocenza di chi viene assolto.La cultura del sospetto continuo, rischia di produrre un clima dannoso non solo per le persone coinvolte, ma anche per la qualità della vita pubblica e amministrativa del Paese. Non possiamo pretendere competenze, responsabilità e capacità manageriali e poi scoraggiare chi decide di mettere la propria esperienza al servizio delle aziende pubbliche. ASMIU svolge un servizio fondamentale per la tutela ambientale, il decoro urbano e la salute pubblica. Oggi l'azienda ha finalmente un direttore generale e questo rappresenta un passo avanti importante nel percorso di rafforzamento della struttura aziendale.Al dottor Andrea Zuccaroli rivolgo quindi, a nome mio personale, dell'amministrazione comunale e della comunità massese, un augurio sincero di buon lavoro, nella convinzione che Massa saprà accoglierlo con il rispetto che si deve alle persone e alle professionalità chiamate a servire il bene pubblico".
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Due giornate di consiglio comunale straordinario dedicate al tema della sicurezza urbana avrebbero dovuto rappresentare un momento alto di confronto istituzionale, ascolto e responsabilità collettiva. Un’occasione per interrogarsi seriamente sulle fragilità che attraversano la città, dopo una tragedia che ha colpito profondamente l’intera comunità.Il consiglio, richiesto dalle forze del centrosinistra, ha avuto almeno il merito di portare all’attenzione pubblica autorevoli contributi, dati oggettivi e analisi approfondite sui fenomeni che incidono sulla sicurezza urbana. Un quadro complesso, che restituisce molte ombre e poche luci.Ed è proprio per questo che lascia sconcertati l’atteggiamento assunto dal sindaco e dalla maggioranza. Anziché cogliere l’occasione per avviare una riflessione condivisa e una discussione seria sulle politiche giovanili, sociali e di prevenzione — apparse in questi anni insufficienti, quando non del tutto assenti — si è preferito ripiegarsi in una difesa autoreferenziale dell’operato amministrativo, senza interrogarsi davvero su quanto il fenomeno sia stato sottovalutato negli anni precedenti.Ancora più grave è apparso il tentativo di accusare il centrosinistra di aver strumentalizzato una tragedia che ha ferito tutta la città. Un’accusa ingiusta e fuori luogo, soprattutto alla luce del tono mantenuto dalle opposizioni: fermo, ma responsabile; critico, ma rispettoso della gravità delle questioni affrontate.Chi ha seguito il dibattito non può nascondere una sensazione di amarezza. Lo scarto tra la drammaticità dei temi sul tavolo e il livello di molte risposte offerte dalla maggioranza è apparso evidente. Da una parte la richiesta di affrontare il disagio giovanile, la marginalità, il tema della prevenzione e della presenza educativa sul territorio; dall’altra, una sequenza di interventi spesso ripiegati sulla rivendicazione di capitoli di spesa, sull’autodifesa politica o su esercizi retorici incapaci di entrare davvero nel merito dei problemi.È mancata, soprattutto, l’empatia istituzionale. È mancata la consapevolezza che una tragedia di questa portata avrebbe richiesto sobrietà, capacità di ascolto e persino autocritica. Invece, si è assistito a una chiusura totale, quasi infastidita dalla richiesta stessa di discutere apertamente dello stato della città.Alcuni interventi hanno persino dato l’impressione di smarrire il senso stesso della rappresentanza democratica, quasi trasferendo sui cittadini responsabilità che invece spettano innanzitutto alla politica e alle istituzioni. Altri hanno provato a rifugiarsi nei richiami generici ai “buoni sentimenti”, evitando accuratamente di affrontare il nodo centrale: cosa intende fare questa amministrazione per impedire che il disagio sociale continui a crescere?Anche il clima complessivo della seduta ha mostrato momenti di evidente inadeguatezza rispetto alla solennità del tema trattato. Segno di una distanza sempre più evidente tra il vissuto della città reale e chi oggi la governa.Da questo consiglio emerge una conclusione chiara: non basta rivendicare ciò che è stato fatto, occorre aprire finalmente una fase nuova di confronto permanente e di assunzione condivisa delle responsabilità.Per questo crediamo che il Consiglio comunale debba dotarsi di uno strumento stabile di confronto e monitoraggio sui temi della sicurezza urbana, della movida, della prevenzione e delle politiche giovanili. Un luogo permanente di lavoro che coinvolga istituzioni, forze dell’ordine, associazioni, scuole, categorie economiche e realtà del territorio.La sicurezza non può essere affrontata soltanto attraverso la logica emergenziale o repressiva. È una questione sociale, educativa e culturale che richiede un approccio integrato, capace di tenere insieme cultura, psicologia, socialità, educazione emotiva e rigenerazione urbana.Solo così sarà possibile trasformare una tragedia che ha ferito tutta la comunità in un’occasione di responsabilità collettiva e di cambiamento reale per la città.La sicurezza urbana non può essere ridotta a slogan o propaganda. È una sfida che riguarda il futuro della comunità, il rapporto tra istituzioni e cittadini, la capacità di ascoltare i giovani e di prevenire il disagio prima che esploda. Ed è un tema troppo serio per essere affrontato con autosufficienza o chiusure politiche.Non hanno aiutato nemmeno alcune dichiarazioni pubbliche di ex assessori della maggioranza, che hanno preferito alimentare la polemica anziché contribuire a un confronto responsabile.
Su questo sarà necessario continuare a discutere. Con serietà, con rispetto e con il coraggio di guardare fino in fondo la realtà che la città oggi consegna alla politica.
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Il comune di Carrara scende in prima linea per impedire l'accorpamento del liceo scientifico Marconi, ed è cosa buona e giusta perchè il liceo Marconi ha una storia e una continuità didattica molto importanti che vanno preservate e anche perchè gli accorpamenti hanno dimostrato totalmente il loro completo fallimento. Tutto bello, quindi? Quasi. La mossa dell'attuale amministrazione sembra essere dettata più da motivazioni politiche che tendono a contestare l'attuale governo - come già dimostrato già in altre occasioni - che non un vero desiderio di preservare una scuola storica locale. Mai, in passato, da quando il ministero della scuola italiano cominciò ad applicare gli scellerati accorpamenti scolastici, calando una mannaia sulla scuola le cui principali vittime sono state gli studenti, costringetti a frequentare scuole sempre più squalificate e approssimative, mai, quindi, prima il comune di Carrara ha palesato la possibilità di difendere un proprio istituto superiore, pur avendone di prestigiosissimi E' vero: non era certo la stessa amministrazione, che, ripetiamo, ben ha fatto a schierarsi in difesa del Marconi. Tuttavia era sempre la stessa targa politica: ad esempio nulla fece nel 1999 quando il liceo classico Emanuele Repetti di Carrara, scuola fondata nel 1860, che ha dato una quantità impressionante di luminari in ogni ambito della cultura. della scienza e dell'arte, portando il nome di Carrara in alto ovunque, finì agganciata a rimorchio dell'allora istituto magistrale Maria Montessori, poi diventato liceo delle scienze umane - mantenendo comunque la precedenza nell'indentificazione dell'istituto comprensivo che da allora si chiama Montessori Repetti. Ci furono proteste e tentativi da parte degli ex studenti di impedire quell'accorpamento, ma nessuna istituzione scese al loro fianco. Forse c'erano norme diverse. O forse era perchè a volere gli accorpamenti, cioè proprio ad idearli e a farli partire era il ministro della scuola Luigi Berlinguer, cugino del più famoso Enrico, leader del Pci, nominato dal presidente del consiglio, che all'epoca era Massimo D'Alema, il delfino del centrosinistra di allora, che si chiamava ancora DS, democratici di sinistra, in pratica, il prozio del Pd. E a Carrara, si sa, l'orientamento politico delle amministrazioni che si sono succedute dalla proclamazione della repubblica ad oggi ha avuto una sola direzione, quella che mai si sarebbe sognata di contrastare il proprio governo su un principio oggettivamente sbagliato come quello degli accorpamenti. Coincidenza curiosa, nel 1999 il sindaco di Carrara era l'unica altra donna che ha avuto il titolo di primo cittadino: Emilia Fazzi Contigli, anche lei dei Ds e sostenuta da una coalizione di centrosinistra, che forse nemmeno prese in considerazione l'idea di poter contestare i vertici del suo partito. E l'accorpamento del Repetti fu realizzato. Il passato, per quanto, ahimè, lontano e irreversibile, getta comunque una luce "sinistra" sulla decisione del presente, che, per la terza volta, ribadiamo è assolutamente giusta. Ecco come il comune la presenta: "La giunta di Carrara ha deliberato di intervenire ad adiuvandum della Regione Toscana nel proprio ricorso al Presidente della Repubblica contro il decreto di dimensionamento scolastico deciso dal governo. Il Comune di Carrara si schiera dunque ufficialmente al fianco di Firenze nella richiesta al Capo dello stato di bloccare un provvedimento che avrebbe tra le sue conseguenze anche quella della perdita dell'autonomia per il liceo scientifico 'Marconi' e il suo accorpamento con l'Itis Galieli. La Regione Toscana ha fatto ricorso al Presidente della Repubblica dopo una lunga querelle con il governo. Dopo un primo decreto di accorpamento Firenze si era subito opposta bloccando il provvedimento, a quel punto da Roma il Ministero ha prima deciso di commissariare la Regione e poi, d'imperio, ha dato corso al provvedimento che certificherebbe la fine dell'autonomia del 'Marconi'. Con la delibera appena approvata dalla giunta comunale Carrara si schiera ufficialmente a supporto della Toscana nel ricorso al capo dello stato. «Questo è per noi un atto dovuto a difesa del liceo scientifico 'Marconi' e della sua autonomia – dice il sindaco di Carrara Serena Arrighi -. In questi mesi ci siamo sempre battuti su ogni tavolo per fermare ogni ipotesi di un accorpamento calato dall'alto dal governo centrale senza alcun riscontro con quella che è la realtà del territorio. Il Comune di Carrara sostiene in pieno l'azione della Regione Toscana, la supporta e la supporterà in ogni sede".
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L'eurodeputato Alessandro Zan sarà uno dei protagonisti dell'evento organizzato domenica 17 maggio a partire dalle 17 al palco della Musica di piazza Gramsci in occasione della Giornata Internazionale contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia. L'evento a cura del Comune di Carrara in collaborazione con Trecento60 Arcigay Massa-Carrara vuole sensibilizzare sulla lotta alle discriminazioni e promuovere i diritti delle persone LGBTQIA+.Per l'occasione è in programma il dibattito dal titolo 'Uguali davvero? Se i diritti non si trovano, è il sistema che va aggiornato' a cui parteciperanno, oltre ad Alessandro Zan, la sindaca di Carrara Serena Arrighi e il vicesindaco Roberta Crudeli, l'assessore regionale Alessandra Nardini, l'avvocato e attivista Matteo Mammini e Luca Pugliese presidente del Comitato Uguali. Modera il dibattito Francesco Borgna presidente di Trecento60 Arcigay Massa- Carrara. In apertura e in chiusura dell'iniziativa la splendida voce di Luz del Alba Rubio, soprano di fama internazionale.«Da ormai quasi tre anni il Comune di Carrara ha aderito alla rete Re.a.dy. che ha come obiettivo l'individuazione, la messa a confronto e la diffusione di politiche di inclusione sociale per la comunità LGBTQIA+ - dice Roberta Crudeli -. Si tratta di un impegno nel quale crediamo fortemente e che in questi anni abbiamo portato avanti con tante iniziative. Ringrazio l'associazione Trecento60 Arcigay Massa-Carrara, l'onervole Zan, l'assessora Nardini e tutti i partecipanti che domenica saranno con noi sul palco per parlare di diritti della popolazione LGBTQIA+».«Questo evento nasce dalla necessità di portare sul palco della Musica un confronto stringente, tecnico e concreto, lontano dagli slogan e dalle parate della politica – aggiunge Francesco Borgna -. Come Arcigay Massa-Carrara siamo orgogliosi di coordinare un tavolo di taratura nazionale: la presenza di Alessandro Zan e dell'assessora Nardini si misurerà direttamente con le istanze della società civile e con la massima autorità giuridica del settore. Domenica avremo sul palco l'avvocato Matteo Mammini, a cui vanno i nostri auguri per la recentissima elezione a presidente nazionale di Rete Lenford, e Luca Pugliese, alla guida del Comitato Uguali. Il nostro obiettivo come moderatori è dare risposte certe ai cittadini di Carrara su questi temi. Sarà un dibattito aperto alle domande della piazza, dove la concretezza del diritto incrocerà la straordinaria potenza emotiva delle arie della grande lirica interpretate da Luz del Alba Rubio».Il 17 maggio si ricorda la decisione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità di eliminare l'omosessualità dalla lista delle malattie mentali il 17 maggio 1990 ed è stata riconosciuta ufficialmente dal Parlamento Europeo nel 2007. La giornata è un momento fondamentale per la visibilità e la solidarietà verso la comunità LGBTQIA+, con l'obiettivo di contrastare la violenza, i pregiudizi e le discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e l'identità di genere, riaffermando la dignità umana e il principio di uguaglianza e denunciando l'odio che limita la libertà delle persone.
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- Pugilistica Massese, dal 30 giugno oltre 100 atleti senza palestra , a rischio 46 anni di storia: la denuncia di FdI Massa
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