Politica
Partito Repubblicano di Carrara: bilancio del percorso nell'amministrazione Arrighi e rinnovo delle cariche
A meno di diciotto mesi dalla conclusione del mandato del consiglio comunale di Carrara, il Partito Repubblicano Carrarese traccia un bilancio della legislatura in occasione del rinnovo delle…

Alloggi popolari all'ex Mattatoio di Massa: l'onorevole Barabotti della Lega annuncia un incremento di risorse per Massa
L'onorevole Andrea Barabotti rende noto che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è pronto alla rimodulazione del finanziamento nell'ambito del programma PRUACS (Programma di riqualificazione…

Zona Industriale, il PD apre il confronto sul futuro produttivo del territorio
Il Partito Democratico di Massa-Carrara promuove un primo momento di confronto pubblico dedicato al futuro della Zona Industriale, un tema…

Il Polo P&S: il silenzio della politica sui rifiuti a Codupino
Il Polo Progressista e di Sinistra, composto da M5S RC e Mcc, trova particolarmente strano che in relazione al disservizio ai cittadini, alle evidenze di tipo ambientale e…

Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil: serve chiarezza sulla nautica locale
Bruno Casotti di FIM CISL, Umberto Faita di FIOM CGIL e Giacomo Saisi UILM UIL intervengono sulla nautica locale chiedendo chiarezza su tutele, sicurezza e…

R.E.N.T.R.I. Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti, CNA Massa Carrara: “Ancora troppe incertezze tra le imprese dopo la scadenza del 13 febbraio”
A pochi giorni dall'entrata in vigore del R.E.N.T.R.I. (Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti), cresce la preoccupazione di CNA Massa Carrara per le difficoltà che numerose…

"Il sessantotto e noi" di Luperini e Corlito: presentazione il 20 febbraio al cinema Garibaldi coordinata dall'assessore alla cultura Gea Dazzi
Il comune di Carrara promuove un momento di confronto e approfondimento dedicato alle giovani generazioni con la presentazione del volume "Il Sessantotto e noi", di…

A Carrara il Capodanno cinese voluto dall'assessorato alla cultura per rafforzare inclusività e mutietnicità
Sabato 21 febbraio, dalle 15.30 alle 17.30, in piazza Gramsci a Carrara si terrà un evento dedicato al Capodanno Cinese, tramite una manifestazione aperta a tutta la cittadinanza…

Discarica di Codupino: Benedetti fa un esposto contro Asmiu
Il presidente di Massa Città Nuova Stefano Benedetti ha fatto un esposto ad Arpat e alla Guardia di Finanza per la discarica di Codupino: "Ritengo necessario…

Presentato il nuovo Regolamento del verde pubblico e privato nella commissione congiunta Ambiente e Lavori pubblici del comune di Carrara
E’ stata presentata oggi nel corso della seduta congiunta delle commissioni Ambiente e Lavori pubblici, presiedute rispettivamente da Letizia Carusi e Silvia Barghini, la prima bozza…

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Una soluzione che sembra presentare molti vantaggi, quella che il consigliere comunale Massimiliano Bernardi in veste di portavoce della società ex SEN, rappresentata legalmente dall’avvocato Carlo Boggi, ha reso pubblica nella mattinata di giovedì 12 febbraio. Si tratta della proposta che la società di imprenditori proprietaria dei due immobili siti in via Villafranca e in via Bertoloni a Marina di Carrara ha formulato per risolvere la questione dei 50 alloggi SEN, al momento con un avviso di risoluzione di contratto. Ecco le varie tappe della vicenda spiegate da Bernardi: “Gli alloggi SEN vennero costruiti agli inizi degli anni ’80 e da subito venne firmata una convenzione con il comune di Carrara in base alla quale gli appartamenti entravano nell’edilizia popolare e potevano essere assegnati a chi era nelle graduatorie del settore sociale. All’inizio venivano spesso usati come alloggi per le famiglie che si ritrovavano improvvisamente senza un tetto per i più svariati motivi, tanto che i due edifici vennero soprannominati “i palazzi degli sfrattati”. Dai tempi della giunta De Pasquale si è aperto un contenzioso tra il comune e la proprietà relativo alle cartelle Imu inviate ai proprietari degli immobili che sono riusciti a dimostrare in tribunale che la richiesta fiscale dell’Imu non era compatibile con l’accordo fatto tra le due parti. Proprio di recente la sentenza ha condannato il comune di Carrara per le cartelle IMU inviate e non previste dall'accordo fatto cn la proprietà. Inizialmente il comune ha ribattuto che gli alloggi erano sociali e che la proprietà non poteva applicare i canoni del libero mercato, ma, dopo la condanna, ha cambiato completamente la posizione, dicendo che i proprietari potevano tranquillamente adeguare le tariffe a quelle del mercato privato corrente, con totale disinteresse nei confronti del destino delle 50 famiglie inserite lì e residenti con un contratto di alloggi popolari da decenni. A seguito della sentenza, la proprietà dei palazzi ha notificato a queste famiglie la risoluzione del conttratto, che non è uno sfratto, ma e è un provvedimento che, alla lunga potrebbe creare non pochi problemi. Infatti lefamiglie si sono mobilitate per cercare di salvaguardare i loro alloggi. La questione è salita agli onori delle cronache, non solo locali, specie dopo che il comune, ripetutamente sconfitto nell’evolversi della vicenda, ha continuato a inviare cartelle Imu. Poi, il comune ha cambiato la sua posizione dicendo che gli alloggi non solo più sociali e che la proprietà può usare le tariffe che vuole, gettando nel panico gli affittuari. La proposta della proprietà contempla questo problema e considera anche la questione spinosa delle 50 famiglie a rischio sfratto, oltre che la polemica aperta da molti cittadini in relazione alla scelta del sito del Murlungo per costruire 24nuovi alloggi popolari.La proprietà, dunque, si è offerta di fornire 54 appartamenti, cioè il doppio di quelli previsti al Murlungo, già pronti e non ancora da costruire, che diventeranno proprietà del comune e che potranno essere dedicati agli alloggi sociali, si è impegnata a rifare le facciate dei palazzi e a concordare con le 50 famiglie senza più un contratto sociale, un canone agevolato in cambio della cifra, sei milioni di euro, accordata per la creazione ex novo di alloggi popolari al Murlungo”. Bernardi ha sottolineato i molti vantaggi insiti nella proposta che risolverebbe du nodi polemici assai importanti ed ha annunciato che porterà la proposta in consiglio comunale sui tavoli di sindaco e assessore al sociale.
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Palazzo Rosso si prepara a riaprire le proprie porte: diventerà la casa della cultura carrarina. Nei quattro piani dell'edificio troveranno spazio i locali della biblioteca civica 'Lodovici', che tornerà così nella sua vecchia casa, ma con una veste tutta nuova. La biblioteca occuperà l'intero palazzo diventando un luogo di cultura a 360 gradi. Non solo prestito, consultazione e spazi per lo studio, dunque, ma ci saranno anche due grandi sale conferenze, un'emeroteca, aree dedicate a bambini e ragazzi e poi ancora gli archivi storici tra cui quello della Ferrovia Marmifera, spazi pensati per la didattica, un locale bar e tanto altro ancora.«Il recupero di palazzo Rosso rappresenta un altro tassello importante nella nostra visione di rilancio del centro storico – sottolinea il sindaco Serena Arrighi - Noi crediamo che per dare nuovo slancio e per tornare a crescere ci sia bisogno di aprire porte e creare spazi dove la creatività e la cultura possano affermarsi. Palazzo Rosso diverrà quindi un grande centro culturale: ci sarà spazio per la biblioteca con i suoi fondi e i suoi archivi, ma anche per tanti altri luoghi dove incontrarsi e socializzare. Palazzo Rosso sarà la casa dei lettori, degli studenti e degli studiosi, ma anche delle famiglie e di tutti i cittadini: dovrà diventare un luogo di aggregazione del quale la cultura sarà il motore e il fulcro. Questo progetto acquisisce ancora più importanza nell'ottica della sinergia che si potrà sviluppare con l'Università di Pisa e con il corso di laurea triennale in Ingegneria delle Tecnologie digitali che dal prossimo autunno sarà inaugurato alla Padula e nel centro storico».«Il progetto di recupero di palazzo Rosso – ricorda l'assessore ai Progetti speciali Moreno Lorenzini – rientra in un complessivo disegno di rigenerazione urbana che stiamo portando avanti ormai da anni. Al fianco di una programmazione e una progettazione culturale organica stiamo realizzando numerosi interventi strutturali finanziati con risorse proprie del Comune, ma anche con fondi Pnrr o, come nel caso di Palazzo Rosso, del bando delle Periferie. Quando sarà riaperto palazzo Rosso dialogherà direttamente con Palazzo Pisani, dove il cantiere di restauro è in procinto di partire, ma anche con la vicina via Verdi. Palazzo Rosso sarà quindi un importante parte di una centro storico riqualificato e rigenerato».«Recuperare una sede prestigiosa come Palazzo Rosso e restituirle la vocazione culturale che ha sempre avuto ritengo sia un'operazione importante per questa città che si prepara a una svolta importante anche grazie al progetto del nuovo corso universitario – dichiara l'assessore alla Cultura Gea Dazzi -. Palazzo Rosso diventerà non solo uno spazio utile alla formazione, allo studio e all'informazione, ma un luogo d'incontro e di socializzazione, per gli studenti del territorio, per quelli che arriveranno da fuori e per la comunità tutta».
Attualmente a palazzo Rosso, in passato già sede oltre che della biblioteca civica e di alcuni uffici comunali anche dell'Accademia di Belle Arti, del liceo Artistico e del Municipio, è in corso un importante cantiere di restauro e recupero. Il progetto è stato redatto da un gruppo di professionisti diretto dall'architetto Stefano Calabretta e prevede il recupero edilizio con miglioramento sismico con riqualificazione e riuso dei quattro piani del palazzo per destinarli a servizi culturali. Complessivamente l'investimento per riaprire palazzo Rosso dopo oltre dieci anni di chiusura è di circa 2,8 milioni di euro di cui 2 finanziati con il bando delle Periferie e le restanti risorse messe a disposizione dall'amministrazione comunale.«L'intervento di restauro che stiamo portando avanti – spiega l'architetto Stefano Calabretta - è delicato, come palazzo Rosso merita. Siamo consapevoli dell'importante azione di recupero che si sta attuando e questo ci responsabilizza ulteriormente. Il bene è tra i più importanti del centro storico e nel tempo ha subito interventi incongrui con la grandiosità e magnificenza originale. Attraverso un intenso dialogo con la Soprintendenza e gli uffici comunali, e una piena condivisione di ogni valutazione puntuale, stiamo realizzando un intervento teso al recupero di quella grandezza. Oltre agli aspetti funzionali il palazzo sarà migliorato sismicamente, dotato di impiantistica evoluta e pensato per proporsi come luogo pienamente permeabile alla città».L'intervento prevede l'accesso anche da piazza Accademia, per favorire al massimo la permeabilità con il centro storico, qui si troverà l'emeroteca, organizzata con sedute comode ed accoglienti per circa 20 persone ed una consistente parte del magazzino di libri, sempre a questo piano sarà il Front Office. Al piano terra inoltre è prevista la sistemazione della sezione bambini, acusticamente isolata e connessa ad una ambiente che sarà destinato a fasciatoio e sala allattamento per le mamme con figli piccoli.Al piano nobile del palazzo, la Sala della Minerva diventerà una sala per conferenze per circa 70 persone, dove la scelta dei progettisti è stata quella di puntare su un intervento filologico di recupero dell'originaria bellezza attraverso cromatismi, pavimento e recupero del soffitto cassettonato. Sempre al piano nobile troveranno spazio altre due sale di lettura da 16 posti e varie sezioni tematiche. Tutti questi spazi sono caratterizzati dall'altezza di oltre 6 metri, riportata all'originale anche nelle due sale attigue alla Minerva e dotate di ballatoi per accedere agli alti scaffali per libri.Al terzo piano una grande sala studio sarà dotata di circa 40 posti, oltre due box isolati acusticamente per consentire lavoro e studio a piccoli gruppi di studenti. Sempre a questo piano altre due sale di lettura o di studio disporranno di 16 posti e saranno destinate ai ragazzi.Al quarto piano, infine, ci sarà una grande sala per conferenze e attività didattica da circa 80 posti, dotata di ogni comfort tecnologico per supportare formazione e attività culturali. A questo piano ci sarà inoltre un'altra sala di lettura da 16 posti ed una zona bar-area relax dalla quale si potrà godere di una vista unica sul centro storico di Carrara e sul campanile del Duomo.
Complessivamente la nuova casa della cultura disporrà quindi di:
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due sale conferenze per un totale di 150 posti (con possibilità di replicare segnale video da una all'altra);
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sale studio e di lettura per un totale di circa 150 posti;
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uffici amministrativi per il personale e servizi igienici ad ogni piano.
Saranno installati un ascensore che servirà tutti i piani e, per ragioni di sicurezza, una scala di emergenza all'angolo su via dell'Arancio.
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Un appello accorato arriva dal cartello di associazioni e privati apuani in difesa della sanità locale composto da Comitato Primo Soccorso e Urgenza Carrara, Comitato Sanità Pubblica Versilia e Ms, Comitato SI R-ESISTE Comitato Salute Pubblica Ms, USB Sanità Ms, Associazione Lunezia Maria Mattei Consigliera Comunale Carrara, Redazione EcoApuano: "I cittadini e le cittadine di questa città sono lasciati in balia di una macchina sanitaria a dir poco fallimentare. L'amministrazione comunale e la direzione dell'ASL, in un connubio di incapacità, miopia e interessi elettoralistici, da molto tempo hanno scelto consapevolmente di calpestare il diritto fondamentale alla salute, creando situazioni di disagio e di degrado sanitario inaccettabili. Questa volta tocca ai Distretti: con la chiusura del Distretto Socio Sanitario del Centro Città, è stato orchestrato un piano a dir poco improvvisato: dirottare gli utenti, molti anziani, fragili e malati, verso il distretto di Avenza, una struttura già di per sé fatiscente. Il risultato è un altro fallimento sanitario che chiunque può testimoniare:
- Code interminabili soprattutto al mattino presto che si snodano all'esterno, sotto le intemperie, e all'interno di locali di per sé claustrofobici.
- Caos totale al CUP e negli ambulatori, in un mix esplosivo di stress, rabbia e rassegnazione.
- Decine di persone stipate in corridoi angusti, in condizioni igieniche precarie e indegne di un paese civile.
- Assenza totale di segnaletica e informazioni, abbandonando gli utenti in un labirinto di disagio e difficoltà.
- Parcheggi inesistenti ( già normalmente) , che completano il quadro di un'offesa quotidiana alla dignità delle persone.
La Direzione ASL, evidentemente con la tacita approvazione dell' Amministrazione Comunale, ha VOLUTAMENTE SCARTATO soluzioni ovvie e a portata di mano: nel centro città ci sono edifici pubblici disponibili (Monoblocco, ex Civico, Centro Direzionale ASL) o di proprietà comunale che potevano e dovevano essere adibiti a sede provvisoria. Perché non si è fatto? Perché si è preferito infliggere questo ulteriore disagio alla popolazione? E non parliamo del Distretto di Marina di Carrara, inadeguato ed eternamente in fase di aggiustamento per evitare crolli.
La risposta è chiara e scandalosa: perché le decisioni di questa ASL e di questa Amministrazione non rispondono al bene pubblico, ma a logiche di bottega. È l’ennesima prova provata che la "fiducia" accordata dai partiti di maggioranza e dai sindacati alla Direzione ASL non è VIGILANZA, ma supina acquiescenza a un sistema locale e regionale che mal governa la cosa pubblica.
Un ringraziamento e una solidarietà totale vada al personale sanitario e amministrativo, encomiabile per la professionalità e la pazienza dimostrata nell'operare in condizioni stressanti, degradanti e potenzialmente fonti di ulteriori conflitti. Sono loro, insieme ai cittadini, le vere vittime di questa irresponsabile pianificazione.
CHIEDIAMO CON FORZA E SENZA SE E SENZA MA:
- La riapertura immediata di un presidio distrettuale nel Centro città, allestendo senza ulteriori ritardi una delle strutture pubbliche disponibili.
- Un piano di potenziamento urgente e dignitoso della rete distrettuale cittadina, a partire dalle strutture di Avenza e di Marina.
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"Il mandato del quadriennio 2025-2029 sarà caratterizzato da una sussidiarietà attiva per offrire una spinta decisiva al rilancio dell'Ente Provincia consolidando il ruolo di coordinamento territoriale per i Comuni, puntando alla creazione di Valore Pubblico: un ente di area vasta verso la 'Provincia Smart' ".Lo ha detto il presidente della Provincia di Massa-Carrara, Roberto Valettini, presentando le linee di mandato nel corso dell'ultima seduta del Consiglio Provinciale."Sul versante istituzionale – ha aggiunto il presidente – è in atto un percorso legislativo volto a restituire alle Province la dignità di Ente di Area Vasta di primo livello. In ambito regionale si deve lavorare per una revisione della legge 22 del 2015 che porti a una restituzione di competenze in materia di turismo, gestione e pianificazione di caccia e pesca, di funzioni di polizia amministrativa senza trascurare il recupero di competenze strategiche come lo sviluppo economico , la valorizzazione del patrimonio culturale e le procedure autorizzative in campo ambientale. Il tutto garantendo le necessarie risorse umane e strumentali".
Sussidiarietà attiva
L'idea centrale del mandato non è l'attesa passiva delle riforme legislative."Vogliamo anticipare il cambiamento – ha precisato Valettini - attraverso una sussidiarietà attiva, comportandoci da subito come un vero Ente di Area Vasta, la Casa dei Comuni, promuovendo la loro massima partecipazione".Un primo passaggio riguarda l'estensione di tutte le deleghe attribuibili ai consiglieri provinciali massimizzando i preziosi contributi di ciascuno (con decreti presidenziali oltre alla vice presidenza sono state assegnate deleghe a quattro consiglieri provinciali).Nel contempo procederemo a un potenziamento dell'ufficio di staff della presidenza per assicurare la necessaria attività di supporto agli organi istituzionali. Un'altra proposta è quella di valorizzare l'Assemblea dei sindaci "superando la logica del mero organo di ratifica per trasformarla in un luogo reale di confronto, monitoraggio e individuazione dei bisogni concreti dei 17 comuni". A questo proposito gli interventi a supporto dei comuni dovranno essere monitorati con una attività di customer satisfaction.
Un Patto di coesione territoriale
Per ricucire lo strappo storico tra le due macro aree della Provincia viene proposto un "patto di coesione territoriale" attraverso un bilanciamento strategico tra la Costa e la Lunigiana. "Intendiamo guidare – ha detto il presidente – il superamento di un territorio a due velocità, garantendo pari dignità infrastrutturale e servizi equilibrati".
Una Task Force Progettuale
"All'interno della Amministrazione vogliamo creare una Task Force progettuale intersettoriale che non si limiti alla gestione ordinaria ma si specializzi nell'intercettare fondi diretti e indiretti dell'Unione Europea, affidando il coordinamento all'Ufficio Europa, una struttura tecnica di progettazione anche a supporto di enti locali, imprese e cittadini. Per consolidare le relazioni sinergiche tra Provincia e Comuni nelle line di mandato, tra l'altro, si punta un potenziamento dell'Ufficio gare affinché agisca come Stazione Unica Appaltante e Centrale di Committenza.
Autonomia Finanziaria
È fondamentale dotare l'Ente di flussi di entrata stabili, ridefinendo anche il saldo tra trasferimento statali e concorso della Provincia alla finanza pubblica. All'obiettivo di questa autonomia concorre anche l'istituzione di un apposito fondo per le urgenze per eventi straordinari in grado di garantire le risorse necessarie per gli interventi di somma urgenza permettendo di utilizzare immediatamente fondi propri in attesa del ristoro delle somme impiegate.Una attenzione sempre alta "sarà rivolta – ha concluso il presidente Valettini – a scuole e infrastrutture, con la sicurezza dei nostri ragazzi e la manutenzione delle strade in priorità assoluta. Parleremo non solo di connessioni fisiche ma anche digitali. Su ambiente e territorio l'impegno è per una lotta al dissesto idrogeologico e per la promozione della sostenibilità".
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È una variazione di bilancio considerevole quella che il Consiglio Provinciale di Massa-Carrara ha approvato all'unanimità nel corso dell'ultima seduta e che consente di modificare il piano triennale di lavori contenuto nel DUP, il Documento unico di programmazione, e di rendere disponibili nei conti dell'ente di Palazzo Ducale risorse aggiuntive per 6 milioni e 451 mila euro. Della somma fanno parte 4 milioni 451 mila euro messi a disposizione dalla Regione Toscana per eseguire una serie di interventi già approvati e relativi agli eventi meteo eccezionali che hanno interessato il territorio provinciale e in particolare la Lunigiana nel novembre 2023: il finanziamento è stato assegnato a seguito di un'ordinanza commissariale. A questa cifra si aggiungono altri 2 milioni di euro per il primo stralcio del secondo lotto della SP 69 dei Casoni. Una parte delle risorse assegnate (116 mila 167 euro) era già stata anticipata dalla Provincia per un intervento di somma urgenza eseguito per un movimento franoso lungo la SP 59 di Vinca.
Di seguito l'elenco dei lavori finanziati:
SP 37 PONTREMOLI ZERI SESTA GODANO AL KM 14+40
lavori di ripristino del corpo stradale e del muro di contenimento a valle 400 mila euro
SP N 23 DI TRESANA AL KM 5+700
lavori di ripristino del versante a valle della carreggiata 250 mila euro
SP N. 37 PONTREMOLI ZERI SESTA GODANO AL KM1 NEL COMUNE DI PONTREMOLI
lavori di ripristino della scarpata di valle e della carreggiata 250 mila euro
SP 20 DI MONTEDIVALLI AL 5+500
lavori di ripristino della scarpata di valle 700 mila euro
SP N 24 DI GIOVAGALLO AL KM 0+600 LOC. POGGIO DI CORNEDA
lavori di ripristino del versante a valle della carreggiata 250 mila euro
SP 42 DEL CIRONE AL KM 5+400
lavori di ripristino del corpo stradale con sistemazione del versante in frana 700 mila euro
SP N. 69 DEI CASONI
lavori di ricostruzione del corpo stradale in frana al km 4+000 400 mila euro
SP N. 37 PONTREMOLI ZERI SESTA GODANO AL KM 1+950
lavori di ripristino del corpo stradale e del muro di contenimento a valle 350 mila euro
SP N 61 DI CANOSSA AL KM 10+320
lavori di ripristino della scarpata di valle della carreggiata 130 mila euro
SP 25 DI COMANO AL KM 0+850
lavori di ripristino del corpo stradale con sistemazione del versante in frana 200 mila euro
SP 21 Fivizzano-Licciana-Bagnone in loc. Castello nel Comune di Bagnone
Lavori di sistemazione e consolidamento del corpo stradale in frana al km 27+600 705 mila euro
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"Ancora una volta, si è scelto di guardare il dito e non la luna" è la conclusione a cui è giunto il consigliere della Lista Ferri, Filippo Mirabella, che ha messo in evidenza gli aspetti propagandistici del progetto del nuovo polouniversitario a Carrara. "Il progetto del corso di laurea in Ingegneria delle Tecnologie Digitali dell’Università di Pisa, con sede a Carrara, pur essendo una potenziale opportunità per il territorio, dietro annunci trionfalistici, comunicati stampa e foto da rendering, resta una verità scomoda: si è costruita una narrazione prima ancora di costruire la realtà - ha spiegato Mirabella - E proprio a questo punto emerge un problema politico grave: pur trattandosi di un progetto positivo, perché un’iniziativa di tale importanza non è mai stata discussa in consiglio comunale? Non sarebbe un obbligo garantire trasparenza e confronto tra tutte le forze politiche, soprattutto quando si investono soldi pubblici? Si chiede pertanto che venga convocato un consiglio comunale straordinario, con la partecipazione di tutte le parti coinvolte nei finanziamenti e del Rettore dell’Università di Pisa, nel quale venga dettagliato chiaramente il progetto concreto per il comune di Carrara. Non si possono più accettare decisioni calate dall’alto mentre il consiglio resta all’oscuro.
Il progetto viene raccontato come un traguardo storico, una svolta per il territorio, un successo amministrativo. Ma prima di celebrare successi annunciati, occorre chiarire le responsabilità e le modalità con cui il Sindaco Arrighi ha gestito il percorso, mettendo in secondo piano la partecipazione democratica. Parliamo di un progetto che poggia su finanziamenti annuali importanti, contributo valutato positivamente, messi sul tavolo senza esitazioni:
(Fondazione Marmo: 100.000 euro
Comune di Massa: 75.000 euro
Comune di Carrara: 75.000 euro
Camera di Commercio Toscana Nord-Ovest: 50.000 euro
Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara: 50.000 euro
Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale: 50.000 euro)
A questi si aggiunge la concessione della sede di Villa Fabbricotti, nel Parco della Padula, definita “di assoluto prestigio”. Ma il punto non è l’elenco dei finanziatori — che viene ripetuto come un mantra — bensì ciò che manca clamorosamente: uno studio serio, preventivo, pubblico, che valuti se Carrara è in grado di accogliere davvero studenti universitari, soprattutto provenienti da fuori. Il progetto nasce dall’alto, cucito sui fabbisogni delle imprese, ma completamente scollegato dal contesto urbano. È l’ennesima operazione calata sul territorio senza interrogarsi sulle conseguenze concrete. Un po’ come incentivare l’acquisto di auto elettriche quando non esistono le colonnine di ricarica. A questo punto una domanda diventa inevitabile: chi è il responsabile di questo progetto comunale? Chi gestisce concretamente i fondi? Chi decide e, soprattutto, chi controlla? Formalmente il capofila è l’Università di Pisa, che gestisce il corso e le risorse attraverso una convenzione. Ma gli enti locali — Comune di Carrara in primis — non sono semplici spettatori: mettono soldi pubblici, concedono immobili, firmano accordi. Un progetto di questa portata non dovrebbe essere piegato a logiche di comunicazione politica. Inoltre, va ricordato che, secondo una delle dichiarazioni rilasciate dal sindaco Serena Arrighi durante la conferenza stampa, l’iniziativa è “attualmente in corso di approvazione ministeriale”, il che lascia aperta la domanda: il Ministero ha già dato il benestare definitivo?
Se si sale sul carro della comunicazione, se si racconta una Carrara pronta, moderna, accogliente, allora ci si assume anche l’onere di rispondere delle scelte, delle mancanze, delle omissioni. Non solo degli annunci. Ed è qui che emerge con forza il ruolo dell’amministrazione Arrighi, che ancora una volta si presta a fare da megafono a un’operazione tutta costruita sull’immagine, su una città che vive più nei rendering e nelle immagini generate dall’intelligenza artificiale che nella realtà quotidiana. Domanda semplicissima: uno studente che arriva alla stazione di Avenza, come raggiunge la Padula? Con quali mezzi pubblici? Con quali collegamenti? Con quali tempi? E perché nessuno si è posto questo problema prima di celebrare il progetto? E poi, dettaglio tutt’altro che marginale: speriamo che non piova mai. Perché allo stato attuale, più che percorsi universitari, intorno alla Padula ci sono zone che rischiano di diventare acquitrini, indegni di una sede universitaria. Altro tema volutamente lasciato sullo sfondo: il Museo. Che fine farà? È prevista una convivenza? Esiste un progetto chiaro e condiviso o si naviga a vista anche su questo fronte? E se davvero il sindaco Arrighi in primis — aveva queste grandi ambizioni universitarie, una domanda resta sospesa e pesante: perché ha chiuso lo sportello di segreteria universitaria in via Solferino? Una scelta che va esattamente nella direzione opposta rispetto all’idea di una città universitaria.
Infine, il centro storico. Se uno studente decidesse di viverlo, che cosa troverebbe?
- Nessun bagno pubblico.
- Servizi ricettivi praticamente inesistenti.
- Spazi di aggregazione assenti.
Altro che città universitaria: il nulla.
Questo progetto potrebbe essere anche una grande opportunità per Carrara, ma senza infrastrutture, servizi, mobilità, accoglienza e una visione urbana reale, resterà una cattedrale nel deserto, sostenuta da soldi pubblici e difesa a colpi di propaganda. Prima di continuare a indicare il dito, sarebbe ora di guardare la luna. E soprattutto di iniziare a rispondere alle domande, non solo a confezionare una narrazione funzionale all'immagine dell'amministrazione.
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"La politica non nasce per fare passerelle mediatiche né per scaricare responsabilità, ma per governare i problemi e offrire soluzioni concrete - esordiscono così dal Comitato Ugo Pisa sul problema erosione - Quando questo non accade, le emergenze diventano terreno di propaganda e i cittadini vengono lasciati soli.Quanto sta accadendo a Massa — dall'erosione costiera che da anni avanza, alla montagna che lentamente frana a valle, fino agli annunci di chiusura delle discariche che non trovano mai attuazione — segue purtroppo uno schema già visto altrove, come sta accadendo a Niscemi: grande attenzione iniziale, sopralluoghi e dichiarazioni, poi il rimpallo di competenze tra istituzioni e l'assenza di risposte reali sul territorio.Qui non si tratta di distinguere tra destra o sinistra. Si tratta di una incapacità diffusa della politica che governa di assumersi responsabilità, preferendo lo scontro verbale e lo scaricabarile tra Comune, Regione e altri livelli istituzionali, mentre le persone e i luoghi che abitano vengono lasciati a se stessi.In questo contesto non ci si dovrebbe stupire se sempre più cittadini smettono di andare a votare. La sfiducia nasce dal fatto che, di fronte a problemi concreti e noti da anni, non arrivano soluzioni ma solo polemiche.La sensazione è quella di una politica lontana dalla vita reale delle persone, forse efficace nel mantenere equilibri di potere, ma sempre meno credibile per chi subisce le conseguenze delle scelte mancate. Massa, come ogni località in Italia, non ha bisogno di passerelle, ma di interventi strutturali, tempi certi e responsabilità chiare.Perché mentre la politica discute su chi deve fare il progetto, chi deve mettere i soldi e chi deve eseguirlo, ci sono famiglie che stanno perdendo la casa e il lavoro. Ed è su questo che la politica dovrebbe essere giudicata".
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Arriva dalla professoressa Florida Nicolai, impegnata nell'ambientalismo a Marina di Carrara, una riflessione sul momento politico: "Il genio distopico di Yoko Ogawa ne L'isola dei senza memoria non sta nell'immaginare un regime che reprime, ma uno che semplifica. La sua isola è governata da un principio perverso: invece di affrontare la complessità del mondo, la si cancella. Un problema? Si fa "scomparire" dalla realtà e, infine, dalla memoria collettiva. Il regime non deve imporre con forza l'oblio; i cittadini stessi, spaventati e confusi, lo accettano e interiorizzano. Questo crea una società autocensurante e passiva. È l'utopia totalitaria del controllo perfetto, ottenuto non con la forza bruta, ma con l'annichilimento silenzioso del significato.È sicuramente un paradosso, ma applico questa logica alla situazione attuale per smascherarne il nucleo illiberale. La proposta di "far dimenticare" le manifestazioni o gli oggetti percepiti come pericolosi è la versione politica del meccanismo di Ogawa. Non si affrontano le cause profonde dell'insicurezza (il disagio sociale, la povertà relazionale, la sfiducia nelle istituzioni). Si aggira il problema dichiarando che gli strumenti del conflitto civile (la protesta) o gli emblemi di una violenza individuale (un coltello) devono semplicemente cessare di esistere come concetti legittimi nella comunità.
Il risultato, sia nel romanzo che nel paradosso che propongo, è una comunità più docile e più povera. Più controllabile, ma meno capace di pensiero critico, di conflitto costruttivo, di memoria storica. Ogawa non ci descrive (solo) un regime, ci mostra il processo psicologico con cui una società diventa complice della propria sottomissione: accettando di scambiare pezzi di mondo condiviso e di libertà per l'illusione di una sicurezza imposta dall'alto.
Utilizzando la lente critica del romanzo, del suo potenziale allegorico per leggere il presente non intendo – sia chiaro - accusare di totalitarismo, ma suonare un campanello d'allarme contro una logica totalitaria. Intendo ricordare che la prima cosa che un potere autoritario chiede di "far dimenticare" è proprio il valore della memoria e il diritto di discutere liberamente di cosa siamo disposti a dimenticare. Intendo mostrare come la distopia di Ogawa non sia un racconto di un passato lontano o di un futuro improbabile, ma un monito su meccanismi politici sempre possibili. Il rischio non è che un governo faccia "sparire" magicamente un diritto, ma che, attraverso una retorica securitaria continua e l'erosione progressiva dei principi, una società accetti l'idea che quel diritto sia meno importante, sia pericoloso o addirittura "inutile", dimenticandone gradualmente il valore.
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Il Presidente della Commissione Attività Produttive del Comune di Massa, Filippo Badiali ha guidato il sopralluogo della commissione presso il Bagno Ida, uno degli stabilimenti balneari colpiti dalle recenti mareggiate, per verificare gli effetti dell’erosione costiera e confrontarmi con gli operatori del territorio. "Sono fermamente convinto che l’erosione costiera non sia più una criticità episodica, bensì una vera e propria emergenza strutturale - ha detto Badiali - che richiede risposte strutturali e durature, non interventi a spot e ripascimenti una tantum che non risolvono il problema alla radice.Purtroppo, analizzando le risorse regionali disponibili per il 2026, risulta evidente che le somme previste per il contrasto all’erosione e alla difesa della costa siano insufficienti rispetto alla portata del problema. La recente delibera regionale prevede circa 3 milioni di euro destinati ai Comuni costieri (tutti non solo il nostro) per manutenzione e ripristino del litorale, ma si tratta di fondi limitati e condizionati alla compartecipazione comunale; non sono state comunque rese disponibili risorse dedicate a progettazione esecutiva e realizzazione di opere strutturali complesse che contrastino l’erosione sul lungo periodo. La Regione Toscana formalmente include la tutela della fascia costiera nei propri strumenti di programmazione attraverso bandi e azioni di mitigazione previste dal Documento operativo di Difesa del Suolo e dalle linee di intervento regionali, ma le risorse effettive per il territorio apuano non riflettono né l’urgenza né la scala degli interventi richiesti.
Per questo rinnovo con forza l’appello alla Regione affinché:
- individui risorse dedicate e adeguate per la progettazione e realizzazione di opere anti-erosione strutturali;
- semplifichi le procedure di accesso ai fondi regionali per i Comuni costieri;
- inserisca il tema dell’erosione apuana in una programmazione vincolante e con cronoprogrammi certi.
Rivolgo altresì un appello ai miei colleghi consiglieri regionali affinché il tema venga portato con determinazione nelle sedi politiche competenti, anche alla luce dei ruoli di alcuni all’interno della IV Commissione regionale. Invito inoltre i nostri parlamentari Andrea Barabotti e Marco Amorese a farsi portavoce di questa emergenza anche a livello nazionale. Infine, l’azione locale non può essere isolata. Per questo rivolgo un appello alle amministrazioni comunali di tutto il comprensorio costiero: unire le forze, coordinare gli interventi e avanzare una richiesta congiunta alla Regione e allo Stato può dare maggiore forza negoziale alla nostra voce. Come Presidente della Commissione Attività Produttive e rappresentante dei Civici Apuani, confermo il mio impegno a lavorare insieme alle istituzioni e agli operatori del territorio perché non possiamo più aspettare: serve una visione chiara, risorse adeguate e tempi certi per tutelare il nostro litorale, il lavoro dei balneari e il futuro della nostra comunità"
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